Monterano

Natura, storia, archeologia, enogastronomia.
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Escursione archeologica-naturalistica alla Riserva Naturale Regionale di Monterano e la sua città abbandonata, uno dei siti medioevali più suggestivi e ben conservati del comprensorio Tolfetano-Cerite-Sabatino.

Cenni storici

Inserito nell’area protetta della Riserva Naturale Regionale, istituita nel 1988 e segnalata Sito di Interesse Comunitario (S.I.C.), la città abbandonata di Monterano, si presenta oggi con i suoi resti di edifici particolarmente affascinanti grazie anche ad un recente restauro conservativo-ricostruttivo.

Edificata su di un pianoro tufaceo, difesa naturalmente da profonde pareti e forre scavate nell’arco dei millenni dall’azione corrosiva dei corsi d’acqua, la città ha sicuramente origini antichissime, come testimonierebbero le vaste necropoli etrusche esistenti nel territorio circostante.

Ricco di risorse naturali, minerarie, boschive, questo bellissimo territorio è stato da sempre frequentato e sfruttato fin dai tempi della preistoria. Presenze archeologiche ne testimonierebbero difatti, l’origine pre-etrusca.

Nel periodo romano, la zona fu oggetto di un forte spopolamento, vale la pena però ricordare “Forum Clodii” un importante centro abitato a cui vi si giungeva attraverso la via Clodia, un diverticolo della via Cassia e un impianto termale in località Stigliano già area sacra etrusca dove forse vi si venerava la divinità degli inferi e dei culti vulcanici “Manturna”, da qui il termine Monterano e Manziana. Le terme sono tuttora in funzione con un moderno e suggestivo impianto.

Nell’alto medioevo, Monterano è segnalato come sede vescovile facente parte della diocesi di Sutri. Nei secoli successivi viene edificata sull’altura una torre difensiva e una fortificazione.

Da qui in poi varie famiglie si susseguono nella proprietà del feudo: Gybo, Anguillara, Orsini, Altieri. E’ proprio con gli Altieri, che Monterano ebbe un notevole periodo di splendore, rinnovamento e prosperità, dovuto a papa Clemente X Altieri che incaricò Gian Lorenzo Bernini di realizzare varie opere innovatrici: il palazzo ducale, il convento di Buonaventura, la fontana ottagonale, l’acquedotto, tutte opere attualmente visibili.

La fontana ottagonale del Bernini spicca nel prato verde come in un quadro surrealista. L'originale fu smontato e trasportato nella piazza del Comune di Canale Monterano, l'abitato nuovo, mentre nell'antica Monterano è stata collocata una copia. (Foto di Giampiero Marcello scattata il 16 ottobre 2005)

Ma questo momento di splendore ebbe poca durata. Con la malaria del 1770 iniziò il declino e lo spopolamento, fino all’abbandono totale del paese a causa di un incendio nel 1799 appiccato dalle truppe francesi.

Il luogo, desolato, divenne cava di materiale edilizio per il nuovo abitato che sorgeva nelle vicinanze, Canale Monterano.

Il percorso

L’escursione inizia con un sentiero di grande interesse naturalistico, lungo il fosso del “Bicione” caratterizzato da una piccola ma suggestiva cascata e dalla tipica vegetazione adattata nelle zone in ombra. Qui sarà possibile incontrare una notevole quantità di felci tra cui la rarissima e importante “Osmunda Regalis” che cresce rigogliosa tra altre specie di sottobosco umido, Capelvenere, ciclamini , agrifogli e un grande varietà di funghi, muschi e licheni. Tracce e tane evidenziano la presenza di piccoli e grandi mammiferi, la Volpe, l’Istrice, il Tasso, il Gatto selvatico, la Donnola , la Faina, la Martora oltre ai numerosi cinghiali.

Nella zona, ricca di minerali conosciuti fin dall’antichità, si visiterà una miniera di ferro abbandonata di grande impatto emotivo, dove sono ancora visibili i filoni di minerale ferroso rimasti così da quando fu abbandonata. Nella zona la presenza di acque minerali sorgive sulfuree e grotte con tracce evidenti di zolfo, contribuiscono a rendere la zona ancora più suggestiva.

Il percorso continua con la visita alla città morta. La fontana dell’acquedotto, la porta del paese, il borgo, il palazzo Altieri, la chiesa e la sua fontana ottagonale.

Il tutto circondato dai boschi e dai panorami dei monti della Tolfa, dove sarà possibile osservare numerose specie di uccelli tra cui, il Martin pescatore, il Gruccione, l’Upupa, l’Usignolo di fiume, il Picchio verde, la Poiana, il Biancone, il Lanario, il Nibbio bruno.

Una delle porte di accesso all'antico abitato di Monterano. (Foto di Giampiero Marcello scattata il 16 ottobre 2005)

Fabio Papi
Responsabile Settore ricognizione, tutela e ricerca del territorio
Gruppo Archeologico del Territorio Cerite



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