Un viaggio a Piombino di Papa Alessandro VI

Dal Diario di Giovanni Burcardo

Il cerimoniere pontificio, Giovanni Burcardo, scrisse la cronaca dei suoi tempi, dal 1483 al 1506, abbracciando il pontificato di cinque papi, da Sisto IV a Giulio II. Nel 1502 descrive un viaggio che papa Alessandro VI compie dal 17 febbraio all'11 marzo per recarsi a Piombino attraversando varie località del Lazio e della Toscana.

Rodrigo Borgia fu eletto pontefice con il nome di Alessandro VI nel 1492, egli aveva già avuto due figli, Cesare e Lucrezia, da Vannozza Cattanei. Fu un abile politico e favorì i figli, in particolare Cesare che, con il suo appoggio, costituì uno stato nell'Italia centrale e fu nominato da Luigi XII duca del Valentinois, per cui fu chiamato Duca Valentino.

Il viaggio del 1502 viene intrapreso per motivi politici, poichè la fortezza di Piombino era ritenuta un punto strategico per la conquista della Toscana da parte del Duca Valentino. Questo viaggio, come viene descritto dal Burcardo, sembra invece un viaggio di piacere. Il pontefice aveva al suo seguito sei cardinali, suo figlio Cesare, altri prelati e circa 150 famigli.

Dal diario del Burcardo:

"Giovedì 17 febbraio, di mattina, verso l'ora decima, Sua Santità ha lasciato l'Urbe per andare a Civitavecchia, a Corneto e, per mare, a Piombino. Erano state preparate sei galee il cui eqipaggio era stato formato quasi interamente con detenuti romani, molti dei quali erano stati condannati per reati di modestissima entità. Inoltre, a forza o con l'inganno, erano stati presi molti uomini tra le piazze e le taverne dell'Urbe; un marinaio per ogni barca all'attracco; infine parecchi pescatori e boscaioli. Tutti costoro erano stati portati alle predette galee e tenuti in cattività; con la sola eccezione dei marinai.

Insieme al Papa cavalcavano sei cardinali, ossia i cardinali di Santa Prassede, Orsini, di Cosenza, di San Severino, Estense e Borgia; poi il duca; quindi sette prelati, ossia l'arcivescovo di Trani, i vescovi di Santa Giustina, di Bitetto, di Narni, di Perpignan e di Massa, e il tesoriere e segretario Adriano. I famigli di Sua Santità erano circa centocinquanta: fra questi sei cantori della cappella, il mio collega, e molti altri. Prima della partenza il Papa aveva incaricato il cardinale di Modena di annunciare, ogni domenica, la messa e la predica a nome di Sua Santità, come se Ella fosse nell'Urbe: ciò che è stato fatto.

La prima notte Sua Santità ha pernottato a Palo con la sua famiglia e con il cardinale di Cosenza; il duca, i cardinali Estense e Borgia hanno pernottato a Cerveteri, mentre i cardinali di San Severino, di Santa Prassede e Orsini a Palidoro."

Nei giorni seguenti, il Papa e tutto il suo seguito si recano a Civitavecchia e poi a Corneto, da qui salpano con una galea per Piombino, ove giungono lunedì 21 febbraio. Venerdì 25, il Papa, i sei cardinali e il duca si trasferiscono in galea all'isola d'Elba e tornano a Piombino la sera del giorno successivo. Lunedì 28 febbraio, alcuni famigli partono per Corneto, ove giungono il 4 marzo.

"Martedì 1 marzo, di mattina, Sua Santità è salita su una galea con i sei cardinali, il sagrestano e quei famigli che ancora erano rimasti con loro. Il duca e i suoi sono saliti su un'altra galea. Loro intenzione era di navigare un pò per divertirsi. E' sopraggiunto il maltempo ma, benché navigare non fosse sicuro, non hanno voluto rientrare a Piombino. Così sono rimasti tutti sulle galee fino a venerdì 4 marzo, giorno in cui, prima dell'alba, hanno diretto verso Porto Ercole. Qui, in una baia, c'era una splendida nave inglese: il Papa l'ha ammirata dal di fuori, ma no ha voluto montarci. In quella baia hanno passato la notte.

Sabato 5 marzo, benché il tempo ed il mare fossero ancora pessimi, entrambe le galee hanno ripreso la navigazione verso Corneto, che era lì di fronte. Il duca, sospettando il pericolo incombente, verso l'ora di pranzo è sceso dalla galea su una piccola barca, con la quale ha conquistato terra; ha mandato alcuni uomini a Corneto a procurarsi dei cavalli; e al loro ritorno ha cavalcato fino a Corneto.

Il Papa, rimasto invece sulla sua galea, non è riuscito a entrare in porto. Ma mentre tutti, atterriti e spaventati per la tempesta, si sdraiavano qua e là sulla galea, egli è rimasto con sicurezza e con coraggio in poppa, seduto sul suo seggio, a godersi lo spettacolo. Quando il mare colpiva con maggior forza la galea gridava "Gesù!" e faceva il segno della croce. Più volte ha chiesto ai marinai di preparargli il pranzo. Questi si sono scusati, dicendo che il mare agitato e il vento impedivano di tenere acceso il fuoco: quando alla fine il mare si è un po' calmato, gli hanno fritto il pesce, cheha mangiato.

La sera di quello stesso sabato la galea con il Papa e quanti lo accompagnavano è rientrata a Porto Ercole. Di notte sono stati mandati degli uomini a prendere dei cavalli a Corneto: essi sono tornati la domenica seguente."

La sera di lunedì 7 marzo, Alessandro VI e tutto il suo seguito cavalcano a Corneto da dove ripartono mercoledì 9, dopo pranzo, per Civitavecchia dove pernottano. Giovedì 10 ripartono, pernottano a Palo e giungono a Roma venerdì 11 marzo:

"Venerdì 11 marzo, verso l'ora tredicesima, Sua Santità ha fatto ritorno al suo palazzo presso San Pietro, entrando dalla porta del suo orto, fuori della porta Viridaria. Era accompagnato dai sei predetti cardinali e da tutti i suoi famigli; eccettuati quelli che erano morti o che si erano ammalati du~ante il viaggio. Nessuno è andato loro incontro.

Secondo un racconto veridico che mi è stato fatto a Piombino, in una pubblica piazza di fronte al suo palazzo, il Papa aveva fatto ballare per più ore alcune belle donne e belle ragazze della città; inoltre quasi tutti quelli che erano con lui, sia durante il viaggio di andata sia durante il viaggio di ritorno, avevano sempre mangiato carne. "

Le cronache del tempo ricordano spesso quanto il Papa avesse piacere a veder ballare "putte e damiselle nelli consueti sollazzi del Pontefice".

Articolo tratto da: "Alla corte di cinque Papi (1483-1506) di Giovanni Bucardo.

Franca Gentile

Aprile 2002


Nota all' immagine
Alessandro VI ritratto dal Pinturicchio. (Appartamento Borgia in Vaticano)
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