La lunga storia di Torre Flavia

Risolto il problema della proprietà?

Dopo una lunga attesa è in corso di risoluzione la questione della proprietà di Torre Flavia che di fatto aveva sospeso le pratiche del finanziamento assegnato dalla Regione Lazio per l'importo di 200 mila euro.

Ricapitolando le vicende precedenti, eravamo rimasti all'inizio dello scorso autunno quando, da una serie di verifiche effettuate per la produzione degli incartamenti per la concessione del finanziamento, si era scoperto che la Torre Flavia non era di proprietà demaniale, come sino ad allora si era creduto, vanificando il concetto che le proprietà circondate dalle acque territoriali nazionali fossero di proprietà della Stato. Ma così non era in quanto il Demanio Marittimo non aveva mai preso in carico il fabbricato di Torre Flavia e non risultava registrato nei suoi archivi inventariali.

Allora se non era del Demanio di chi era la proprietà? Le ricerche successive hanno portato a ventilare diverse ipotesi tra cui quella che fosse di proprietà dell'ex Ente Maremma, attuale Arsial. Ma anche questa strada si è rivelata non percorribile in quanto gli Amministratori dell'Ente non erano in possesso di documenti che testimoniassero la presa in carico dei monumento. Il rebus della proprietà alla fine è stato risolto quando, da un attento esame dei documenti e degli atti presenti negli archivi della Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali, sono spuntati fuori due documenti, uno del 15 maggio 1924 e l'altro del 2 aprile del 1935, nei quali si certificava al Principe Innocenzo Odescalchi che la Torre Flavia, di sua proprietà, risultava vincolata in quanto rivestiva un importante interesse e quindi veniva sottoposta alle disposizioni della legge 688 del 1912. I contatti successivi avvenuti con la famiglia Odescalchi hanno confermato quanto citato nel documento d'archivio.

Ora il problema che si poneva era il seguente. I finanziamenti pubblici per essere erogati devono essere indirizzati ad altrettanti Enti pubblici ed il Comune di Ladispoli non si trovava nella titolarità di esercitare alcun diritto sulla Torre Flavia, in quanto non proprietario del bene, pertanto il finanziamento attuale, come quelli futuri, non potranno essere disponibili fino a quando il Comune, come Ente pubblico, non entrerà a pieno titolo nella disponibilità del manufatto. L'opera di mediazione dell'Amministrazione comunale e la disponibilità della famiglia Odescalchi hanno permesso di raggiungere un accordo che prevede la cessione della Torre al Comune di Ladispoli per la simbolica cifra di un curo, decisione che è stata ratificata anche in un consiglio comunale avvenuto nello scorso mese di novembre.

L'attività che adesso si sta svolgendo è quella di radunare tutti gli attuali eredi dell'allora Principe Innocenzo. Infatti il Principe ha avuto una discendenza di 6 figli, di cui attualmente solo uno in vita, e una serie numerosa di nipoti e pronipoti. Attualmente i proprietari aventi diritto sono stati stimati in un numero di circa 20 persone e si spera che, quanto prima, si possa riuscire a metterli insieme per la stipula definitiva.

Questa azione sancirà l'atto conclusivo che permetterà l'acquisizione dell'antica struttura nel patrimonio comunale permettendo, così, la possibilità di utilizzare i finanziamenti esistenti per il recupero e la salvaguardia del simbolo del Comune di Ladispoli.

Ultim'ora

Un nuovo supplemento d'indagine è stato richiesto dai curatori della cessione da parte della famiglia Odescalchi. Nel frattempo il Settore Ricerche di Archivio del GATC, guidato da Franca Gentile, ha scoperto che Torre Flavia figura nei "Decreti di Esproprio" dell'Ente Maremma del 1952. La Torre potrebbe essere, quindi, di proprietà dell'Arsial. A questa indagine si sta accompagnando anche quella condotta dai funzionari del Comune di Ladispoli che attraverso una visura presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari di Civitavecchia dovrebbero appurare inconfutabilmente il titolo di proprietà della Torre.

Restiamo in attesa di conoscere gli esiti delle ricerche per proseguire il complesso percorso di recupero di questo monumento intrapreso e promosso a suo tempo dalla nostra Associazione in collaborazione con il Comitato per la Tutela e Valorizzazione dei Beni Culturali del Territorio Cerite. Nei prossimi numeri dell'Aruspice continueremo ad informare sullo sviluppo delle iniziative per il salvataggio del simbolo di Ladispoli.

Massimo Dentale

Aprile 2004


Vedi anche: Si accendono le speranze per Torre Flavia, Lavorerò per salvare Torre Flavia, L'agonia di Torre Flavia, Aiutatemi, sto crollando!, Torre Flavia nei secoli, La nave di Torre Flavia

Note alle immagini
1. Elaborazione grafica di una fotografia di Torre Flavia ripresa durante la manifestazione del 13 ottobre 2002. (foto G. Marcello) torna su
2. L'inaugurazione della mostra su Torre Flavia a cura del GATC, Ladispoli 18 maggio 2003. (foto C. Carocci) torna su

 

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