|
|
La lunga storia di Torre FlaviaRisolto il problema della proprietà?
Ricapitolando le vicende precedenti, eravamo rimasti all'inizio dello scorso autunno quando, da una serie di verifiche effettuate per la produzione degli incartamenti per la concessione del finanziamento, si era scoperto che la Torre Flavia non era di proprietà demaniale, come sino ad allora si era creduto, vanificando il concetto che le proprietà circondate dalle acque territoriali nazionali fossero di proprietà della Stato. Ma così non era in quanto il Demanio Marittimo non aveva mai preso in carico il fabbricato di Torre Flavia e non risultava registrato nei suoi archivi inventariali. Allora se non era del Demanio di chi era la proprietà? Le ricerche successive hanno portato a ventilare diverse ipotesi tra cui quella che fosse di proprietà dell'ex Ente Maremma, attuale Arsial. Ma anche questa strada si è rivelata non percorribile in quanto gli Amministratori dell'Ente non erano in possesso di documenti che testimoniassero la presa in carico dei monumento. Il rebus della proprietà alla fine è stato risolto quando, da un attento esame dei documenti e degli atti presenti negli archivi della Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali, sono spuntati fuori due documenti, uno del 15 maggio 1924 e l'altro del 2 aprile del 1935, nei quali si certificava al Principe Innocenzo Odescalchi che la Torre Flavia, di sua proprietà, risultava vincolata in quanto rivestiva un importante interesse e quindi veniva sottoposta alle disposizioni della legge 688 del 1912. I contatti successivi avvenuti con la famiglia Odescalchi hanno confermato quanto citato nel documento d'archivio.
L'attività che adesso si sta svolgendo è quella di radunare tutti gli attuali eredi dell'allora Principe Innocenzo. Infatti il Principe ha avuto una discendenza di 6 figli, di cui attualmente solo uno in vita, e una serie numerosa di nipoti e pronipoti. Attualmente i proprietari aventi diritto sono stati stimati in un numero di circa 20 persone e si spera che, quanto prima, si possa riuscire a metterli insieme per la stipula definitiva. Questa azione sancirà l'atto conclusivo che permetterà l'acquisizione dell'antica struttura nel patrimonio comunale permettendo, così, la possibilità di utilizzare i finanziamenti esistenti per il recupero e la salvaguardia del simbolo del Comune di Ladispoli. Ultim'ora Un nuovo supplemento d'indagine è stato richiesto dai curatori della cessione da parte della famiglia Odescalchi. Nel frattempo il Settore Ricerche di Archivio del GATC, guidato da Franca Gentile, ha scoperto che Torre Flavia figura nei "Decreti di Esproprio" dell'Ente Maremma del 1952. La Torre potrebbe essere, quindi, di proprietà dell'Arsial. A questa indagine si sta accompagnando anche quella condotta dai funzionari del Comune di Ladispoli che attraverso una visura presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari di Civitavecchia dovrebbero appurare inconfutabilmente il titolo di proprietà della Torre. Restiamo in attesa di conoscere gli esiti delle ricerche per proseguire il complesso percorso di recupero di questo monumento intrapreso e promosso a suo tempo dalla nostra Associazione in collaborazione con il Comitato per la Tutela e Valorizzazione dei Beni Culturali del Territorio Cerite. Nei prossimi numeri dell'Aruspice continueremo ad informare sullo sviluppo delle iniziative per il salvataggio del simbolo di Ladispoli. Massimo Dentale Aprile 2004
|
GATC - Gruppo Archeologico del Territorio Cerite - www.gatc.it