L'agonia di Torre Flavia

Il neocostituito "Comitato per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali del comprensorio Cerite" ha iniziato la sua attività correndo in aiuto di Torre Flavia, una delle testimonianze d'interesse storico e monumentale più significative del territorio di Ladispoli.

L'antica torre di guardia, ormai in balia delle onde del mare e dell'incuria umana, si sta disfacendo sempre più velocemente rischiando di scomparire in breve tempo dall'orizzonte del litorale ladispolano. E' inutile ricordare il valore storico ma soprattutto simbolico che il monumento rappresenta per Ladispoli essendo di fatto il logo della città, raffigurato da sempre nello stemma del comune.

Ebbene, da oltre venticinque anni nessuna istituzione, locale o nazionale, ha provveduto ad un qualsiasi intervento di restauro della struttura; la massicciata di pietre che la collega alla terraferma e che teneva a distanza la furia delle onde è stata sopraffatta dal mare che ora scarica le sue libecciate direttamente sulle murature antiche.

Il 13 ottobre scorso, su iniziativa del Comitato, ha avuto luogo una prima grande manifestazione, svolta sulla spiaggia antistante la torre, che ha visto la partecipazione di centinaia di cittadini, tecnici, rappresentanti politici e di associazioni culturali ed ambientaliste.

Il Gruppo Archeologico del Territorio Cerite è stato in prima fila, insieme agli amici del Cenacolo Ceretano, di Tages, Diapason e CerAmica, contribuendo all'organizzazione e all'ottima riuscita dell'iniziativa, baciata per fortuna da una bella giornata di sole.

Gli interventi che hanno preceduto la vista guidata hanno tutti sottolineato la necessità di un'azione immediata di consolidamento e restauro ed è stato richiesto al Comune di Ladispoli di farsi promotore del recupero della struttura in tempi brevi. La manifestazione ha avuto subito un seguito importante grazie alla mozione presentata al Consiglio Comunale del 21 ottobre, appoggiata da circa 250 firme, con la quale si è richiesto l'impegno di risorse per la realizzazione di un progetto esecutivo di restauro. Il progetto, da fare eseguire da tecnici specializzati, sarebbe quindi servito al Comune per richiedere ed ottenere più facilmente i necessari finanziamenti dalla Regione Lazio e dalla Provincia di Roma.

Purtroppo non è andata come ci si aspettava. A fronte del tema "Torre Flavia" credevamo fosse scontata l'unanimità degli intenti, invece, a partire dall'intervento del Sindaco Gino Ciogli si è scatenato subito un serrato dibattito, molto politico, polemico e poco oncreto. Dopo circa quattro ore di discussioni, la mozione, che era stata presentata dal consigliere di maggioranza Simone ltri a nome del Comitato e appoggiata dal capogruppo dell'opposizione Filippo Moretti, è stata ritirata, preso atto, dell'impossibilità della sua approvazione da parte della maggioranza del consiglio.

Ladispoli, per ora, ha deciso di non spendere un centesimo dei proprio bilancio per salvare Torre Flavia. Si è preferito dare vita ad un'apposita Commissione destinata a sviscerare il problema per giungere ad una soluzione ottimale. La prima riunione della Commissione è servita per far tornare in luce un progetto risalente al 1996, elaboralo dalla giunta Perilli ai fini della richiesta di contributo da parte della Regione Lazio dalla quale si attende ancora una risposta. C'è anche da dire comunque che, nel frattempo, nessuno si è più preoccupato di perorare la causa della nostra torre e il progetto giaceva dimenticato tra i faldoni del Comune di Ladispoli e quelli della Regione.

Ora, per fortuna, grazie alla nostra denuncia, la questione è tornata di attualità. L'orientamento emerso nel corso della riunione della Commissione è stato quello di riproporre la richiesta di contributo alla Regione Lazio e alla Provincia di Roma, in comune accordo tra maggioranza e opposizione, ognuno premendo da la sua parte. Speriamo bene, considerando l'imminenza delle prossime elezioni amministrative. Per quanto ci riguarda, in attesa di conoscere i risultati della manovra, ovviamente, proseguiremo nella nostra iniziativa di sensibilizzazione dei cittadini e degli Enti competenti. Ad oggi, purtroppo, ai fini del recupero di Torre Flavia, continua ad essere valido l'antico ed intramontabile detto popolare "Aiutati che Dio ti aiuta".

Flavio Enei

Dicembre 2002


Note alle immagini
1. Vista di Torre Flavia dalla spiaggia. (Foto G. Marcello)
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2. Torre Flavia durante la manifestazione. (Foto G. Marcello)
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Per altre notizie si veda anche: Torre Flavia nei secoli, Aiutatemi sto crollando!, La nave di Torre Flavia

 

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