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L’Aruspice intervista il sindaco, On. Pietro Tidei, recentemente eletto dalla cittadinanza con un ampio margine di voti. Il suo programma rivela, a sorpresa, sensibilità culturale e archeologica.La seconda volta a Santa MarinellaAncora una volta a Santa Marinella. La seconda. Pietro Tidei è già stato vice sindaco e assessore anziano dal 1987 al 1990. Nato da una famiglia operaia, ha fatto molti mestieri, per potersi pagare gli studi, prima di approdare alla “professione” politica. Dal 1994 al 2001 è stato anche sindaco della vicina Civitavecchia. Nel suo ambizioso programma politico rivela, a sorpresa, una notevole sensibilità culturale e archeologica. Fra i suoi obiettivi troviamo anche la creazione di un Parco floro-faunistico-archeologico e termale - che dovrebbe prendere il nome di Parco degli Etruschi - concepito per la valorizzazione delle risorse del territorio, con percorsi guidati, l'utilizzazione di casali rustici per soggiorni giovanili e corsi dedicati di formazione. La realizzazione del parco archeologico - leggiamo nel compendio delle attività 2001/2003 - consentirebbe il recupero e la valorizzazione di quattro siti molto importanti: Tarquinia, Vulci, Cerveteri e Pyrgi, che rappresentano un patrimonio unico di complessi tombali etruschi, e di giacimenti archeologici, inseriti in un contesto più ampio di bellezze monumentali come il Castello dei Normanni a Santa Severa (ex Pyrgi), le mura, le torri e le chiese di Tarquinia, il centro storico di Cerveteri e molte altre bellezze naturali. Tidei intende presentare alla Camera di Commercio di Roma anche un progetto per la realizzazione di una “Borsa mediterranea del turismo archeologico”. Di tutto questo la nostra testata ne ha parlato direttamente con il sindaco.
D. Quando pensa che si concluderanno i lavori di restauro al Castello di Santa Severa e con quali altri fondi, oltre a quelli messi a disposizione dalla Provincia di Roma, che nel 2002 ha finanziato l’operazione di recupero con ben 12 miliardi delle vecchie lire? R. Prima di tutto, bisogna fare in fretta, nell’utilizzare i fondi già stanziati, altrimenti rischiamo di perderli. Inoltre stiamo lavorando con Regione e Provincia per attivare un piano molto complesso di iniziative. Alcune le vedremo di seguito. D. La realizzazione del centro congressi, dei musei e dell’università del mare viene data per scontata, ma sarà effettivamente così? e quali altre strutture intendete realizzare all’interno del Castello di Santa Severa? R. Stiamo lavorando ad un progetto di Consorzio tra Università; pensiamo anche di potere realizzare dei masters a livello internazionale che coinvolgano i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Stiamo stabilendo dei contatti con gli enti interessati fra i quali l’Accademia di Belle Arti di Roma. A settembre inaugureremo il Museo Civico e stiamo realizzando anche un gemellaggio con la Tunisia dal titolo “Etruschi e Fenici sul mare”. D. La sua giunta ha già in mente delle iniziative per la conservazione e il rilancio del patrimonio storico-archeologico e ambientale del comprensorio, oggi definito dall’ UNESCO patrimonio dell’umanità? R. Le necropoli di Cerveteri e Tarquinia sono state definite dall’UNESCO patrimonio dell’umanità nella stessa seduta e non a caso. C’è una linea ideale e culturale che unisce queste due città. Il dato di fondo è che sono collocate all’estremità di un territorio ricco di beni archeologici. Il territorio ha bisogno di essere “riscoperto” nel senso di far emergere tutti quei numerosi beni ancora quasi nascosti. Da Tarquinia a Civitavecchia, poi, il sito archeologico della Castellina, i resti di Castrum Novum, peschiere e ville sino a quella delle Molacce, passando per Punicum, con i suoi ponti romani, e via, via sino a Pyrgi, rappresentano un complesso archeologico unitario che aspetta di essere riscoperto e valorizzato in modo adeguato. Stiamo lavorando per unificare la volontà dei Comuni costieri, ma anche di quelli montani, da Allumiere sino ad Anguillara, per costruire un progetto territoriale adeguato ed integrato. Il dato di fondo è che questo progetto va inserito in un programma allargato di ricostruzione dell’identità del territorio che preveda anche l’attivazione di nuove istituzioni, come ad esempio la Provincia di Civitavecchia. Occorre recuperare, cioè, le diverse volontà politiche di un progetto economico, culturale ed ambientale, per una ricostruzione integrata ed armonica del tessuto territoriale. D. Cosa ne pensa del sistema “Cerite-tolfetano-braccianese”, il Progetto ideato dal direttore del Museo Civico di Santa Marinella, Dr. Flavio Enei, e promosso dall’Associazione Intercomunale su iniziativa dell’ex sindaco Achille Ricci, per rilanciare e rendere fruibili alla cittadinanza i beni storico-archeologici del territorio cerite ? R. L'iniziativa è ottima e noi pensiamo di portarla a compimento con tempi più veloci rispetto alla sua ideazione. Anche qui, però, quel progetto va integrato con una azione più complessa di valorizzazione dei beni archeologici. Per ciò che riguarda Santa Mari-nella stiamo lavorando al progetto di ricostruzione dei templi dell’area sacra; una ricostruzione che riproduce accuratamente i templi antichi in trasparenza nei luoghi reali. Ricostruiremo anche un villaggio etrusco arredato ed animato da botteghe artigiane, integrato con un diving per escursioni subacquee nella Pyrgi sommersa. Lavoreremo persino alla ricostruzione degli antichi arredi della torre saracena. D. Fra i programmi della sua giunta ci sarà anche il tanto atteso recupero del vecchio cementificio, esempio di architettura industriale liberty, citato persino nei manuali universitari, che versa in uno scandaloso stato di abbandono? R. Quello che abbiamo ereditato è risanabile ma occorre tanto lavoro e tanta pazienza, perché abbiamo ereditato sfascio ed abbandono. Le serre Volpi ne sono un esempio, ma li abbiamo potuto agire immediatamente. Il Cementificio è destinato ad ospitare un Centro Polivalente dedicato al turismo, alla cultura e al cinema. Questa struttura non dovrà essere integrata soltanto nel tessuto sociale della città, ma dovrà anche essere opportunamente collocata all’interno di un piano urbanistico adeguato su cui io e l’assessore Dani stiamo lavorando assiduamente. D. Per concludere, potremo finalmente mettere la parola fine all’annosa vicenda dell’ecomostro - per cui è intervenuta la stessa Procura della Repubblica - all’inizio di Santa Marinella, in riva al mare, proprio dove il fondale marino è particolarmente bello? R. Quella cosa lì, farà la fine delle serre Volpi. Più presto di quanto non si creda. Barbara Civinini
L'Aruspice, maggio-agosto 2005, n.2 |
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