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Lo strigileI romani chiamavano Strigilis un oggetto che tradotto in italiano significa Striglia (quella che noi usiamo per strigliare il bestiame) ma che loro usavano per pulire in profondità il corpo dopo essere stato cosparso di olio e unguenti. Normalmente quest'unzione si effettuava prima di intraprendere degli esercizi ginnici o gare e competizioni. Per cui era un oggetto che non poteva distinguersi dall'atleta in generale, quello che competeva negli stadi, dall'auriga dal gladiatore, ma anche dal semplice cittadino che si recava alle terme e che prima di procedere alle immersioni nelle acque delle vasche, svolgeva degli esercizi ginnici, che servivano per riscaldamento muscolare nelle palestre presenti nelle terme.
Prima di procedere a quest'operazione si poteva spargere il corpo unto di oli e sudore con della sabbia bianca molto fine che aiutava alla detersione. Di questa esisteva un commercio tra le città del Mediterraneo (evidentemente esistevano delle spiagge dove era presente questa speciale sabbia), giacché si sono trovati dei relitti di navi che conservavano anfore intatte piene dì questo materiale. Spesso e volentieri in questo "necessaire'', oltre agli strigili, erano presenti una o due fiaschette con relativo tappo che servivano come contenitori di vari oli e una "patera", coppetta o tazza, ovviamente anche questi oggetti costruiti in metallo con manico e relativo buco per farle attraversare dall'anello. Questa operazione raramente un atleta la svolgeva da solo, normalmente si aiutavano tra loro ma di frequente si ricorreva a personale specializzato presente in tutti i posti pubblici (terme, stadi, ecc.). Neanche a dirlo i ricchi avevano servitù a loro seguito con compiti diversi quindi si potevano raggiungere delle specializzazioni. Da ricordare che in quei tempi non si conosceva il sapone. Roberto Zoffoli Gennaio 2001 |
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