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Siamo patrimonio dell'umanità!Finalmente la grande attesa è finita. Il responso della commissione Unesco è stato favorevole alla candidatura di Cerveteri e Tarquinia per essere inserite nell’elenco dei siti ufficialmente definibili Patrimonio dell’Umanità. Ora le necropoli ceriti e tarquiniesi con il loro straordinario valore storico-archeologico e monumentale costituiscono una ricchezza per tutto il mondo, luoghi da tutelare e valorizzare. Dalla lontana Cina, dove si è riunita la commissione, è giunta l’attesa conferma dell’avvenuta nomina, tanto perorata dal nostro paese a tutti i livelli.
Grazie all’impegno del Comune di Cerveteri, della Soprintendenza Archeologica per l’Etruria Meridionale e dei Ministeri per le Attività Culturali e degli Esteri, della Provincia di Roma e della Regione Lazio, l’obiettivo è stato raggiunto a pieni voti. Ora per Cerveteri ed il suo comprensorio può aprirsi uno scenario completamente nuovo dove le opportunità di sviluppo legate alla valorizzazione dei beni culturali e del paesaggio possono realmente divenire il centro della politica per la crescita economica e del benessere per la comunità. Uno dei primi concreti contributi arriverà in autunno dalla Regione Lazio, tramite la Provincia di Roma, grazie al progetto del Sistema Cerite-Tolfetano-Braccianese, a suo tempo voluto dall’Associazione dei Comuni del comprensorio e finanziato con due milioni di euro. A Cerveteri sarà realizzato per la prima volta un grande ed attrezzato centro visita presso le Case Grifoni in Piazza Santa Maria, nel cuore medievale della cittadina. Alla struttura saranno collegati numerosi itinerari guidati e tutti i servizi, da quelli culturali a quelli ricettivi, di assistenza e ristorazione che offrirà il Sistema nel territorio dei sei comuni aderenti: Cerveteri, Ladispoli, Anguillara, Manziana, Santa Marinella e Tolfa. Cerveteri che dall’epoca etrusca era rimasta nell’ombra, chiusa in se stessa, torna finalmente alla ribalta internazionale affacciandosi su scenari nuovi, lontani dal localismo di tipo feudale in cui è stata immobilizzata per secoli. Nella cittadina cerite iniziano per fortuna ad esserci energie culturali vivaci e positive e una maggiore sensibilità politica per cominciare a puntare sulle opportunità di sviluppo che impone l’essere un sito Unesco. Vogliamo sperare ora che l’auspicata valorizzazione del territorio non si risolva in ulteriori colate di cemento per la costruzione di mega alberghi, inutili ponti e ascensori mirabolanti, strade, complessi residenziali con campi da golf e piscine. Gli alberghi di cui tanto giustamente si parla per la loro assoluta carenza, li immaginiamo piccoli e diffusi, del tipo a scomparsa, integrati nel paesaggio, ricavati anche ristrutturando edifici in abbandono in tutto il comprensorio. La ricezione può essere potenziata attraverso lo sviluppo di una fitta rete di bed and breakfast, campeggi con strutture leggere, nascoste dal verde opportunamente impiantato, punti di sosta attrezzati per camperisti. Speriamo soprattutto che inizi una grande generosa corsa al recupero ed alla valorizzazione dell’esistente enorme patrimonio archeologico e naturalistico, che si avvii finalmente il restauro del centro storico, ancora invaso dalle automobili e soprattutto la riqua-lificazione del paesaggio agrario deturpato dalla miriade di ville e villette costruite negli ultimi decenni come "case agricole". Potrebbe essere giunto il momento di inaugurare una seria attività di promozione turistica e culturale attraverso la realizzazione di mostre ed eventi capaci di attrarre visitatori e che dalla politica dell’abbandono e della chiusura si passi a quella del recupero e della valorizzazione dell’immenso bacino culturale diffuso capillarmente in tutto il comprensorio tra il Lago di Bracciano, i Monti della Tolfa e la costa Cerite. Ora più che mai c’è bisogno di nuova coscienza e di nuova politica, di idee e soprattutto di tanta seria capacità progettuale proiettata verso il futuro ma con i piedi ben piantati nel passato, nel profondo rispetto della memoria storica di questi luoghi Patrimonio dell’Umanità. Flavio Enei Settembre 2004 |
GATC - Gruppo Archeologico del Territorio Cerite - www.gatc.it