Saxum: origini e cronologia

Sasso o Villa del Sasso è l'abitato più alto dei Monti Ceriti, a mt. 420 sul livello del mare, nella Diocesi di Porto e Santa Rufina. Non si conosce la derivazione del nome Sasso, alcuni sostengono che deriva dalle cave di tufo, adoperato nella costruzione del castello e dei castelli vicini, altri pensano che derivi dalla famiglia dei Sassoni, venuti a Roma con gli Ottoni. Un Saxo fu conte di Civitavecchia nel 1072. L'attuale borgo si è formato dal progressivo abbandono del Castello del Sasso. Alla metà del XIV secolo, dalle tabelle del consumo del sale, risulta abitato da circa 400 persone, segue un lento e graduale spopolamento e nel 1416 sembra distrutto ed occupato da circa 100 abitanti. I documenti riguardanti il Sasso, iniziano dal 1130. Da quell'anno al 1193 il Castrum Saxi è in pegno alla famiglia Latrones.

1130 Il primo documento che cita Castrum Saxi è del 1130: Papa Innocenzo II cede in pegno a Pietro Latro il Castrum Saxi, insieme ad altri beni, per la somma di 200 denari papiensi.

1159 Tale atto viene confermato da Alessandro III ai nipoti di Pietro, Odone e Pietro.

1193 Il 3 luglio il pegno viene riscattato da Celestino III mediante pagamento, ai nipoti Odone e Pietro, di 200 oncie d'oro.

Dal 1230 al 1233 il Castro Saxi è occupato da Rainone della Tolta e successivamente da Riccardo di Galeria.

1230 Il Castello del Sasso risulta occupato da Rainone della Tolta che viene scomunicato da Gregorio IX, ma l'11 maggio Rainone si sottomette all'autorità del Papa con la promessa di pagare 1000 libbre e stare agli ordini della chiesa.>

1231 Il castello viene restituito il 3 maggio ma viene poi occupato da Riccardo di Galeria che nel

1233 si trova nelle stesse condizioni di Rainone ed il 29 marzo promette al Papa 1000 libbre e di stare agli ordini della chiesa. Nomina cinque fideiussori ognuno dei quali si obbliga alla pena di 200 libbre di provvisioni in caso di mancanza e con la debita multa in caso di inosservanza.

Dalla fine del XIII secolo e fino al 1374 la Rocca del Sasso appartiene ai Bonaventura Venturini, infatti figura nel 1290 al I gennaio, in un atto di divisione di beni tra Giovanni di Bonaventura ed Alessio, suo nipote, e dei fratelli Pietro e Romanello, a questi furono assegnati il Castrum Saxi e la Rocca Saxi con Castel Giuliano ed altri castelli.

1345 Il 27 gennaio, Giacomo di Romano Bonaventura, anche a nome del fratello Pietro, diede in pegno ad Anastasia, moglie di Giordano Orsini, a garanzia di un mutuo di settemila fiorini d'oro il Castrum Luljani (Castel Giuliano), il Castrum Saxi ed altri.

1351 Il 7 maggio il Senato Romano diffida Giacomo Bonaventura a restituire i 7000 fiorini d'oro.

1356 Il 7 marzo Buzio di Romano di Bonaventura nel suo testamento lascia il Castrum Saxi al figlio di secondo detto Cola.

1368 Vi fu questione tra Cola e il fratello Alessio, figlio di terzo letto di Buzio e la vedova Margherita Orsini, per il possesso della quarta parte del Castrum Saxi e l'Uditor della Camera sentenzia a favore di questi.

Seguono varie vicende tra i Bonaventura eredi ed incerta è la ripartizione delle porzioni del castello tra i diversi proprietari.

1374 Nel testamento del 10 novembre, Pietro Romani lascia la metà del Castrum Saxi al figlio Romanello, precisando che l'altra metà spetta a Margherita e Alessio, vedova e figlio di Buzio Bonaventura.

Nel 1375 e fino al 1378, la Rocca Saxi viene occupata dai potenti tiranni Prefetti di Vico.

1375 Francesco di Vico, Prefetto di Roma, che aveva già conquistato Viterbo, durante la sua ribellione contro la Chiesa, occupa la Rocca Saxi.

1377 Il 30 ottobre, mediante arbitraggio di Gregorio XI, Francesco di Vico si riconcilia con il Popolo Romano ed il 10 novembre viene ratificata la restituzione del Sasso al Senato Romano che nel

1378 Il 21 febbraio lo riconsegna ai legittimi proprietari Alessio e Margherita Bonaventura, figlio e vedova di Buzio ed Alessandra, sorella di Buzio.

Nel XV secolo la tenuta è di proprietà dell'Ospedale Santo Spirito che viene autorizzato ad alienarla.

1456 Con bolla di Callisto III del 23 luglio e fu venduto nello stesso anno insieme ad altri beni.

Da questo momento il Sasso subisce vari passaggi di proprietà e di divisioni ed è indicato come dirutum castrum o tenuta Saxi o praedium Sasso probabilmente utilizzato per agricoltura, pascolo e fornitura di legname.

1534 Il 21 agosto Clemente VII assegna all'Ospedale Santo Spirito "la tenuta noncupata del Sasso", che viene venduta nel 1552 con atto del 5 gennaio, al nobile Giovanni Patrizi che nel 1547 aveva acquistato Castel Giuliano.

I Patrizi costruirono il palazzo tra il XVI e XVII secolo. La tenuta prese il nome di Villa del Sasso e nel 1665 fu eretta a marchesato, insieme a Castel Giuliano, da Alessandro VII e tuttora appartiene ai Patrizi.

La pianta del Catasto Alessandrino, del 1660, indica la tenuta come Villa del Sasso Dell'Ill.mi Sig.ri Patritii". La mappa del Catasto Gregoriano, del 1819, indica la tenuta del Sasso appartenente ai "Patrizi Saverio, Costantino, Filippo marchesi quondam Giovanni".

Si vedano anche gli articoli collegati Saxum medievale, Un importante ritrovamento del settore ricognizione su Monte Sassone.

Franca Gentile

Febbraio 2002


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