|
|
La Posta Vecchia di PaloLa Posta Vecchia quale possiamo ammirare oggi, è una costruzione seicentesca (come è ritratta in un dipinto dei Vanvitelli del XVIII secolo visibile all'interno), voluta dagli Odescalchi e destinata, nel corso del tempo, a funzioni doganali, di albergo, ristoro e stazione di posta pontificia. Nel 1850 veniva ricordata dal viaggiatore romantico Georges Dennis, come un luogo confortevole ed accogliente. Venne distrutta nel 1918 da un incendio e rimase quasi del tutto abbandonata sino alla sua ristrutturazione voluta negli anni '60 da Paul Getty. Dal 1990, la società svizzera che ne è attualmente proprietaria, ha deciso di restituirla alle antiche funzioni di albergo, molto esclusivo, entrando a far parte dell'Associazione Relais & Chateaux. Quando Paul Getty nei primi anni '60, si accingeva a ristrutturare l'edificio della Posta Vecchia, non avrebbe mai immaginato quali implicazioni storiche ed artistiche sarebbero scaturite da quell'idea. Infatti, con la scoperta dei preziosi reperti archeologici rinvenuti nel piano interrato e nelle zone immediatamente adiacenti al fabbricato, l'intero progetto assunse, riteniamo, un nuovo obiettivo ed è grazie a ciò che possiamo fruire di questa realtà. La Posta Vecchia sorge sui resti di una grande villa marittima romana, possedimento imperiale, costruita nelle immediate vicinanze dell'antica città, etrusca prima e poi romana, di Alsium. La città di Alsiurn di mitica fondazione pelasgica, secondo Dionigi di Alicarnasso, è collocata da Plinio il Vecchio e da Strabone tra Ostia e Pyrgi. Colonia romana dal 247 a.C. era una città con impianto urbano, esisteva un senato, sacerdoti di culto, associazioni giovanili, con annesso l'importante porto. Nel medioevo la villa viene quasi completamente abbandonata e la vita si svolge essenzialmente nel castello di Palo. Gli scavi e i restauri iniziati per opera della sovrintendenza nei primi anni '60, sono proseguiti fino al 1970 Immediatamente sotto l'intera area della costruzione seicentesca, accessibile tramite una scala interna, è possibile ammirare i resti di una villa romana, con murature che datano dal I sec. a.C. al II sec. d.C., con pavimenti in mosaico policromo con ricche decorazioni geometriche e floreali di epoca tardo antica. Il piccolo "antiquarium" realizzato nella vasta cantina con l'esposizione di numerosi reperti rinvenuti nel corso degli scavi degli anni '60, ospita una grande quantità di marmi e materiali ceramici posti a ridosso delle pareti; numerosissimi frammenti di anfore e ceramica comune. Tutto ciò costituisce, insieme ai pavimenti musivi, una interessantissima attrattiva ed un esempio unico per l'intera costa a nord di Roma.
Sergio Sallusti Dicembre 2002
|
|