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Tornano alla luce le mura poligonali di Pyrgi
Sono ormai prossimi alla conclusione i lavori di recupero e valorizzazione delle antiche mura poligonali della città romana di Pyrgi, risalenti alla prima metà del III secolo a.C. Il primo intervento ha riguardato il lato nord ovest della città fortezza con i resti della Porta Castronovana, aperta nelle mura in direzione dell’odierna cittadina di Santa Severa.
Il possente circuito murario, ripulito per la prima volta dopo anni di abbandono dai volontari del Gruppo Archeologico, nel 1993, e mantenuto nel tempo dagli operatori museali della Società Archeodromo, è stato finalmente interessato da un sostanziale intervento di recupero e valorizzazione voluto dal Comune di Santa Marinella nell’ambito del grande progetto comprensoriale denominato “Sistema Cerite-Tolfetano-Braccianese”, finanziato dalla Regione Lazio. I lavori del primo lotto, curati dalla ditta Euro Elettra per un costo di circa centomila euro, hanno portato alla bonifica del palmeto e del percorso, alla messa in opera di un impianto d’illuminazione che consente ora la visita notturna di circa duecentocinquanta metri di passeggiata lungo l’imponente muratura in grandi blocchi poligonali, per un tratto conservata per oltre cinque metri di altezza. Panchine in travertino,cestini e pannelli didattici arredano il percorso costituendo una piacevole occasione di informazione sulla storia e l’archeologica dell’antica Pyrgi.
Il progetto di recupero, ideato e coordinato dal direttore del Museo Civico Dr. Flavio Enei, redatto dall’Architetto Florence Granozio - è stato eseguito in collaborazione con la D.ssa Rita Cosentino della Soprintendenza Archeologica e con l’attenta supervisione dell’Assessore comunale ai Grandi Progetti, Fabio Quartieri. L’Assessore Quartieri, insieme ad Enei, ha promosso anche il recupero del fontanile monumentale risalente al XVIII secolo, tempo addietro gravemente danneggiato da ladri di pezzi architettonici. L’Assessore Quartieri è entusiasta dei risultati, perché – grazie alla generosa sponsorizzazione ottenuta dalla Società Giacchieri, organizzatrice del ricco calendario di spettacoli estivi nel Castello di Santa Severa - è riuscito in breve tempo (a spese zero per il Comune) a rimettere in funzione un monumento simbolo del Castello, da decenni abbandonato all’incuria ed al degrado. Il gioiello architettonico, costruito nel 1791 per volontà del precettore Francesco Degli Albizi, “Per uso degli uomini e degli animali”, come recita l’iscrizione lasciata in memoria dell’opera, è stato restaurato da Pino Pulitani, valente artigiano e profondo conoscitore delle tecniche di costruzione antiche, secondo le indicazioni dell’Architetto Giorgio Palandri della Soprintendenza ai Monumenti del Lazio, è riuscito con grande perizia a tamponare il degrado e a rimettere in funzione, l’impianto ricollocando le numerose lastre in travertino che erano state rubate alcuni mesi addietro e subito recuperate dalla Guardia di Finanza grazie alla tempestiva denuncia sporta dal direttore del Museo civico.
Ancora pochi giorni di lavoro e finalmente il Sindaco, On. Pietro Tidei, potrà inaugurare un nuovo interessante itinerario di visita, unico nel suo genere in Etruria. Un percorso che permette al visitatore di perimetrare per intero la cinta muraria di un castrum romano del III secolo a.C., conservata ancora con i resti delle porte urbane e del loro sistema di difesa. Il percorso, tramite le visite guidate dagli operatori del museo, sarà agibile anche di notte, consentendo a tutti la riscoperta di una storia millenaria ed emozionante in un clima di grande suggestione. L'Aruspice, maggio-agosto 2005, n.2 GATC - Gruppo Archeologico del Territorio Cerite - www.gatc.it |
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