Un importante ritrovamento del settore ricognizione su Monte Sassone

Siamo partiti nella prima mattinata con un tempo tendente alla pioggia. Un gruppo, ad onor del vero, decisamente esiguo (tre persone) ma ben determinato, che non si è fatto condizionare dalle pessime previsioni del tempo comunicate la sera precedente.

Meta il Monte Sassone (m. 235) che sembra protendersi verso il pianoro che degrada dolcemente verso la via Aurelia, rilievo del quale si può ammirare il fascino ammantato di mistero transitando la strada provinciale che dalla Statale adduce alla Borgata del Sasso, in Comune di Cerveteri, circa 500 metri prima di giungervi, a sinistra.

Le due cime del complesso del Sassone, conosciuto anche come “le dolomiti laziali”. (Foto G. Marcello)

Si può affermare che la cartografia ufficiale è avara di notizie sulla natura e sulla storia del monte in oggetto. Causa la posizione orografica che occupa, lo stesso risulta protetto da una fitta boscaglia che lo ricopre in buona parte dell'area perimetrale, ancorchè difficilmente raggiungibile data la sua posizione all'interno di appezzamenti di terreno privati e recintati.

Supportati dalla speranza di rinvenire cose o rilevare elementi tali da far supporre l'esistenza di un sito di interesse archeologico, ci siamo avvicinati al monte Sassone con circospezione, transitando per i campi di grano, scavalcando palizzate e cancelli.

Ivi giunti la nostra curiosità si è trasformata in stupore. Appena all'interno della macchia è stato come se il tempo fosse tornato indietro mille anni! Davanti a noi sulla sommità del monte è comparso, protetto dalla vegetazione,a testimoniare l'esistenza di una civiltà stanziale scomparsa poi nei secoli un castello o, per meglio dire, ciò che ne è rimasto, riconducibile ad epoca sicuramente medievale.

Torre Nord del castello di Monte Sassone. (Foto G. Marcello)

Di ciò che, potrebbe identificarsi nell'antico “Saxum” sono ben visibili i resti delle mura che circondavano un'area quadrangolare di circa 2.400 mq dello spessore di circa un metro e mezzo, ornati da torri perimetrali poste sia agli angoli dell'infrastruttura che intersecate nei vari lati.

Sono state rilevate mura sia all'interno del castello sia al di fuori di esso come numerosi sono stati i depositi interrati nei terreno rinvenuti anche al di fuori del medesimo, destinati a contenere granaglie o altre provviste alimentari (ne sono stati contati ben tredici).

Tratto delle mura del castello di Monte Sassone. (Foto G. Marcello)

Interessate è risultato inoltre il rinvenimento di blocchi di tufo di probabile origine etrusca nonché di frammenti di ceramica preistorica, romana e medievale oltrechè di ossa di animali e di esseri umani (fra gli altri un frammento di cranio riconducibile ad un bambino) che hanno rivelato, poca dal sito la presenza di un luogo di culto religioso con probabile cimitero annesso. Di tale luogo rimane ben evidente la presenza dei resti dell'abside e di parte di un muro di quella che doveva essere una chiesetta presumibilmente cimiteriale. Difatti a poca distanza da essa sono state rinvenute alcune cavità dalle ridotte fattezze scavate nella roccia, le cui forme potrebbero essere attribuite a piccole tombe; due grotte adibite ad uso abitazione sono emerse, inoltre, nelle vicinanze.

Il volare di un falco, accompagnato da una ritrovata giornata di sole, sono stati la degna cornice ad un indimenticabile panorama che si è potuto ammirare dalla sommità del Sassone, comprendente Ladispoli, Cerveteri, fino a protrarsi a sud-ovest e lungo la fascia costiera in direzione di Fiumicino.

Valerio Contrafatto

Maggio 2002


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