|
|
Dopo un breve presidenza, Massimo Lalli traccia un bilancio positivo per un decennio di attività, con una media di due conferenze culturali al mese, due viaggi di studio e due numeri de “L’Aruspice” l’anno e quasi due escursioni al mese. Gli associati sono arrivati a quota duecentocinquanta.Cosa abbiamo realizzato
Sempre più sovente mi accade di ascoltare o addirittura ricevere direttamente elogi diretti all’operato della nostra Associazione, elogi che ci gratificano dell’impegno speso nel volontariato. Elogi e commenti positivi provengono da svariate fonti, alcune di queste molto attendibili, che definiscono il Gatc come la più importante ed attiva associazione culturale del nord Lazio. Anche i nostri stessi soci, pur non lesinando giuste “osservazioni”, si dichiarano ben soddisfatti dai programmi attuati. In effetti, a ponderar bene il fenomeno della costante crescita del numero dei soci, siamo da tempo abbondantemente sopra la soglia dei 200 iscritti, dobbiamo ritenere più che positivo il riscontro della popolazione verso le nostre attività. Per mia natura non mi accontento delle parole, a Roma diciamo che le chiacchiere stanno a zero, io ho bisogno di fatti, ho sempre vivo lo stimolo di verificare di persona quanto mi si racconta. Perché dico ciò? Perché al fine di avere una corretta percezione del nostro operato, non molto tempo fa decisi di affondare le mani negli archivi della nostra Associazione. Codificai tutti i processi di cui ritrovai testimonianza ed infine: fuori sui numeri. I numeri sono concreti e non mentono, se si è intellettualmente onesti è facile avere una visione veritiera del fenomeno sotto analisi.
Mi sono convinto. Non ci adulano, non sono solo chiacchiere. Tra le missioni che sentiamo profondamente nostre desidero ricordare: la divulgazione scientifica a favore della conoscenza della nostra storia e per la salvaguardia del nostro patrimonio archeologico/territoriale; la creazione di eventi socializzanti che offrono l’opportunità di conoscersi, d’interagire ed innescare processi virtuosi di scambi culturali. Abbiamo centrato il bersaglio ma possiamo fare di più. Sempre uniti, in accordo con le Istituzioni, dobbiamo mettere insieme le idee di tutti, soci e non, produrre sinergie che ci consentano di continuare a centrare, nel prossimo decennio, obiettivi che devono spaziare dal sociale al culturale. Un caro saluto a tutti. Massimo Lalli L'Aruspice, maggio-luglio 2009, n.2 |
|