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Cerveteri in bilico tra UNESCO e abusivismoIl recente sequestro di cantieri abusivi destinati alla costruzione delle ennesime ville nelle campagne ceriti lascia ben sperare. Salutiamo con favore la scelta della nuova amministrazione di Cerveteri di impegnarsi nella lotta alla devastazione del territorio per arginare gli scempi che negli ultimi decenni hanno trasformato l'antico paesaggio etrusco in una variopinta accozzaglia di ville e villette più o meno abusive, sorte in zone di notevole interesse archeologico e paesaggistico. Le "case agricole" a più piani con piscina, maneggi e campi da tennis incorporati campeggiano in pianura e lungo i fossi, così come dall'alto dei fertili colli, un tempo bellissimi vigneti e campi coltivati. L'economia agricola che fin dall'epoca neolitica ha contraddistinto il territorio sta lasciando sempre di più il posto a quella "del mattone" sponsorizzata da un partito trasversale di costruttori senza bandiera legati al facile guadagno, né di destra né di sinistra. Il risultato di questa politica priva di scrupoli e di qualsiasi rispetto per l'ambiente e la storia millenaria del territorio è sotto gli occhi di tutti e la comunità inizia a rendersi conto degli enormi costi economici e sociali che ora dovrà sopportare per "gestire" i danni arrecati: si pensi soltanto alla rete fognaria, all'inquinamento delle falde ed ai numerosi altri servizi che il Comune dovrà realizzare per "urbanizzare a norma" le campagne. La dissennata politica dei condoni che a livello nazionale continua a premiare chi, in barba alle leggi, deturpa il territorio, contribuisce ad alimentare gli illeciti e lo sfregio dei nostri paesaggi. In questo scenario così negativo fa piacere registrare, finalmente, il segnale di inversione di tendenza lanciato dall'amministrazione di Cerveteri. Il sequestro di cantieri completamente abusivi che speravano di farla franca grazie al condono è stato un atto molto importante che speriamo segni finalmente una svolta decisiva nella politica di sviluppo del territorio. Non è più accettabile che un paese candidato ad essere "patrimonio dell'umanità" veda ancora scomparire sotto il cemento e dietro muri di recinzione i paesaggi antichi che hanno per millenni accompagnato la storia degli uomini. L'UNESCO e l'edilizia selvaggia non sono tra loro compatibili.
Il turismo che immaginiamo è un turismo eco-compatìbile, fatto per scoprire cose naturali, semplici e buone, uno spazio di relax a buon prezzo, tra storia e cultura, a poca distanza dal caos della grande città, senza impatto "visivo" sul territorio: attraverso una fitta rete di bed and breakfast, agriturismi, piccoli alberghi ed ostelli, in strutture già esistenti o da recuperare, campeggi con strutture prefabbricate tra il verde, punti sosta per camperisti sarebbe certamente possibile offrire una sistemazione adatta alle varie esigenze. In altre parole, ìl sistema al quale far riferimento non è certamente quello della riviera adriatica o quello americano in stile Las Vegas o Disneyland, non servono enormi capitali ed altre colate di cemento, serve una politica intelligente e rispettosa del territorio. Cerveteri, in bilico tra l'abusivismo edilizio e la speranza di essere un sito riconosciuto dall'UNESCO come patrimonio dell'umanità, è senza dubbio giunta ad un bivio importante, ha dinanzi a sé forse l'ultima occasione di scegliere tra uno sviluppo che permetta la conservazione della memoria storica ed il proseguimento della corsa alla devastazione dell'ambiente e dei paesaggi antichi. Speriamo che gli Etruschi, dei quali esistono ormai ben pochi cromosomi tra gli odierni ceretani, siano magnanimi e che, nonostante tutto, ci perdonino il saccheggio sistematico delle loro tombe e le costruzioni effettuate senza ritegno sulle necropoli sacre agli Dei. Thefarie Velianas Aprile 2004 |
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