Le calzature dei romani

L'argomento che prenderemo in considerazione mette in evidenza un aspetto alquanto marginale della vita romana. Cercheremo da queste semplici notizie di cogliere gli interessi più opportuni.

Tutti i tipi di calzature della popolazione romana possono essere così riassunte:

1 - Le ciabattine (socci). Si tratta di una semplice realizzazione con suola e pelle che i romani usavano in casa. Questo tipo di scarpa era utilizzato anche dagli attori del teatro.

2- Gli zoccoli (sculponea). Questa parola deriva dal verbo sculpere (intagliare, scolpire il legno). La suola era realizzata in sughero o legno. Questo tipo di calzatura era usata dai contadini e dagli schiavi. Son pervenuti da tombe etrusche degli zoccoli di legno snodati al centro della pianta per mezzo di una cerniera.

3 - I sandali (solae o sandalia). Questi erano tenuti fermi ai piedi mediante striscioline di cuoio che partivano direttamente dalla suola e che, infilandosi tra le dita, salivano sul collo del piede, mentre nella parte posteriore o sui fianchi queste striscie (amenta - habenae - obstragula) s'infilavano in anelli di cuoio che partivano dalla suola e proseguivano verso l'alto dove erano fermate alle altre striscie in un collare di cuoio che scendeva dalla caviglia. Tirando e legando queste striscie come fossero dei lacci stringevano e avvicinavano il collare con la suola del sandalo, raccogliendo e tenendo fermo il piede. Questo tipo di calzatura non era adatto nei periodi invernali ed era abbastanza economico. Per le persone appartenenti ad un certo rango non era prestigioso uscire in pubblico con i sandali. Essi, infatti, erano usati da gente che non poteva permettersi altri tipi di scarpe più costose.

4 - La caliga. E' un sandalo militare molto robusto, con suola molto spessa munita di grossi chiodi alla base. Occorre ricordare che i soldati romani erano sottoposti a lunghe marce giornaliere, che facilitavano il logoramento delle scarpe. La parte superiore di questa caliga aveva una realizzazione quasi simile al comune sandalo: le striscie di cuoio erano per lo più larghe e più robuste.

Esistevano delle caligae che avevano la parte superiore chiusa, simile ad uno stivale ed adatte per i periodi invernali o per quei militari che operavano in zone non temperate (Nord Europa). Da sculture, disegni, mosaici e scritti, noi siamo abituati a vedere il soldato romano con caligae tipo sandalo, con striscie di cuoio e, raramente con i piedi divisi da calzature tipo stivale, perché, normalmente il soldato romano operava in climi mediterranei e in periodi non invernali. Le ostilità belliche iniziavano a marzo (il mese dedicato a Marte dio della guerra) e terminavano in autunno inoltrato.

5 - Il pero. Si tratta di un tipo rozzo di calzatura costituito da pelle non conciata e avvolta intorno al piede. Il pero era un tipo di scarpa utilizzata da gente povera.

6 - 1 calcei. Essi rappresentano la vera calzatura del cittadino romano che accompagnava la toga in tutte le sue diversità sino all'abito nuziale.

Questo tipo di calzatura era di colore rosso per i patrizi e di colore nero per i senatori. Era formata da cinque striscie di cuoio (corrigiae ) cucite tra loro, che, partivano dalla suola (due posteriori, due laterali e una frontale a mo di lingua che era spesso ornata da una fibbia d'avorio) e si portavano sino alle caviglie. Nel costume romano non vi erano differenze sostanziali tra scarpe maschili e femminili ad eccezioni per pelli più morbide, per queste ultime e talvolta per vivacità di colore (oro e rosso) e la ricchezza di ornamenti o di preziosi (come perle, oro, argento, ecc..). Era ritenuto disdicevole portare in casa le stesse calzature con cui si usciva; i calcei erano sostituiti con i sandali che erano portati con sé, per esempio, quando si veniva invitati in casa d'altri.

I materiali usati per la realizzazione di tutti questi tipi di calzature erano sostanzialmente: cuoio conciato o meno, pelli con o senza il pelo, tessuti dai più comuni ai più fregiati, tipo la seta, il legno, il sughero e chiodi piccoli, robusti con testa pronunciata.

Roberto Zoffoli

Aprile 2001

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