Il GATC sta conducendo da tempo una indagine storica sulla vicenda di Santa Severa, il cui culto non è riconosciuto nonostante sia attestato nel nostro territorio da tempi remoti. Grazie all'impegno di Franca Gentile, responsabile delle ricerche d'archivio del gruppo, si sta ricomponendo il puzzle di Severa, la pia giovinetta il cui martirio risalirebbe ai primi momenti del cristianesimo nel Lazio settentrionale. Alla questione di Santa Severa, un nome che è associato a uno dei più bei castelli del litorale laziale, il quotidiano "Il Tempo" ha recentemente dedicato un articolo, riproposto qui all'attenzione degli internauti.

Il Tempo, giovedì 30 gennaio 2003.

Santa Severa

Una straordinaria festività da rispolverare

di Demetrio Logiudice

Gli elementi ci sono tutti. Un reliquiario perduto, una lapide in marmo risalente al 1200, le ricerche bibliografiche ricche di preziosi documenti antichi, un culto centenario, e tanta voglia di ristabilire in un territorio preponderante per la diffusione dei riti cristiani, la millenaria devozione ad una delle martiri più discusse.

La santa in discussione è Santa Severa, contestata nel riconoscimento della venerazione, ma tanto amata dai residenti. Oggi studiosi appassionati, ricercatori, fedeli, stanno tentando di ridonare alla giovane martire il giusto tributo che fino agli anni '60 le è stato riconosciuto, ma che ormai da troppo tempo manca nel calendario dei festeggiamenti religiosi, vuoi per le leggerezze burocratiche, vuoi per la non totale certezza sulle origini del culto stesso. E proprio in concomitanza della giornata di ieri, presunta data nella quale si svolgevano i festeggiamenti, si è levata alta la curiosità sulla figura della giovine Severa. Ci sono tante testimonianze illustri e usanze che resistono, ma nei ricordi e nel racconto di pochi. Da Allumiere a Tolfa, a Villars-Colmar dove pare esiste una comunità molto legata alla pia fanciulla, Severa ha riscosso ovunque consensi, circondata da un alone di religioso mistero, devozione, testimonianze storiche.

Da qui, la volontà di rivalutare una santa le cui vicende sono legate indissolubilmente agli albori della storia del litorale nord, magari riproponendo la processione in mare o le esibizioni dei butteri come un tempo, in giugno e precisamente il 5 del mese.



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