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Il Corriere del Litorale, febbraio-marzo-aprile 2001.Eccezionale scoperta del G.A.T.C. a LadispoliIl Gruppo Archeologico del Territorio Cerite ha rinvenuto una lamina d'oro con iscrizione in Greco antico Non è certo un rinvenimento di tutti i giorni quello che è stato effettuato dal Gruppo Archeologico del Territorio Cerite la scorsa settimana in una località presso Ladispoli, non meglio definita per ovvi motivi di sicurezza. La scoperta si è verificata durante uno dei sopralluoghi di controllo del territorio, curati dal settore Ricognizione del Gruppo, guidato dal Sig. Fabio Papi, al fine di segnalare agli Enti competenti gli scavi abusivi, i danni, le distruzioni e le offese arrecate ai nostri beni culturali. La squadra di ricognizione non ha creduto ai propri occhi quando si è imbattuta in una lamina d'oro, iscritta in greco, perfettamente conservata, emersa in superficie in seguito alle ultime piogge. li prezioso reperto, dopo la documentazione di rito, è stato subito consegnato alla Soprintendenza Archeologica per l'Etruria Meridionale nelle mani del Soprintendente Dott.ssa Anna Maria Moretti e dell'Ispettrice Dott.ssa Rita Cosentino che hanno calorosamente ringraziato la benemerita Associazione, già autrice di altre importanti scoperte e recuperi. Ma veniamo al contenuto della
lamina che, secondo il direttore tecnico del G.A. Cerite,
Dott. Flavio Enei, che per primo ne ha letto il testo, si
riferisce certamente ad un ambito magico-religioso.
L'iscrizione, composta da ben quattro righe di scrittura in
greco corsivo, è stata quindi visionata dal filologo
Dott. Gian Paolo Castelli, socio del Gruppo, che ha
identificato con certezza una precisa formula magica
rituale, portafortuna, già attestata anche in altri
contesti nel Mediterraneo: una specie di "abracadabra"
dall'antichità. Si tratta quindi di un amuleto
apotropaico, destinato a proteggere il possessore con le sue
influenze positive. Il contenuto e i caratteri dell'iscrizione sembrano collocarla dal punto di vista cronologico in epoca tardo antica, tra il IV e il V secolo d.C. Il commento del Dott. Enei è lapidario: "Siamo contenti che una preziosa testimonianza del nostro passato sia stata salvata dalla rapina dei tombaroli e dei cercatori di metalli che purtroppo continuano a saccheggiare e distruggere un patrimonio importante che appartiene a tutti noi". In questo caso, prosegue il Dott. Massimo Dentale, direttore amministrativo del Gruppo, "grazie all'opera di semplici cittadini appassionati di archeologia e amanti della cultura si è riusciti a mettere a segno un altro positivo intervento sul territorio. Il Gruppo Archeologico Cerite ringrazia il socio Sig. Fabio Papi, autore della scoperta, che con grande senso civico e amore per l'archeologia ha subito provveduto alla segnalazione". Al di là delle gratificanti scoperte eccezionali il G.A. Cerite, forte eli circa 180 soci, prosegue ora il suo quotidiano inipegno nel territorio per la divulgazione, la ricerca e la tutela dei beni storico-archeologici con un ricco calendario di attività. Quanto prinia sarà organizzata una conferenza di presentazione della scoperta presso il Cornune di Ladispoli, d'intesa con la Soprintendenza Archeologica con cui si è avviato un proficuo nuovo rapporto di collaborazione.
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