|
|
Archeologia e beni culturali, ottobre-dicembre 2005.LuternoRisultati di una ricerca su un abitato medievale scomparso di Fabio PapiCastrum Luterni, Luterno, Lucerno, è citato per la prima volta nel 1053 in una bolla papale nella quale Leone IX conferma i possedimenti e i diritti dello Stato della Chiesa su di esso. Successivamente, con altri atti, i privilegi vengono riattestati. In questi testi antichi, il castro viene descritto come un abitato fortificato che vanta la presenza di ben due chiese, San Giovanni e Sant'Andrea, e dell'oratorio di S. Nicola. Questo abitato, con le sue chiese, sicuramente affonda le sue origini in una domus culta e doveva far parte di quella serie di nuclei agricoli fortificati che nell'VIII secolo, soprattutto durante il pontificato di Zaccaria e Adriano I, vennero fondati nell'Agro romano, nel territorio del patrimonio di San Pietro. Le domus cultae vennero impiantate quasi sempre su precedenti strutture di ville romane rustiche, allo scopo di rivalutame lo sfruttamento agricolo e di riprendere il controllo del territorio, ormai abbandonato. Nel 1254 Luterno è menzionato su un documento insieme ad altri possedimenti della ricca e nobile famiglia romana dei Normanni, che era proprietaria di un vasto territorio situato nella zona di Torre in Pietra. Nello scritto, il testamento di Albertus Johannis Stephani Normanni, redatto in favore dei suoi due figli maschi, con il quale egli lascia a ciascuno di essi la metà dei possedimenti, il castro è descritto precisando i suoi confini territoriali, dato quest'ultimo molto importante per comprendere l'ubicazione dell'antico abitato. Diverse teorie, infatti, fino ad ora ne ipotizzano la localizzazione in vari luoghi, senza tuttavia portare riscontri archeologici certi. L'importanza del sito è ulteriormente confermata dal dato demografico: infatti, come risulta da un recente studio sulla tassazione del sale, la sua popolazione doveva raggiungere nel 1416 le 160 "anime". Nella primavera del 2000, comincia una campagna di ricerche effettuate dal settore di ricognizione del Gruppo Archeologico del Territorio Cerite, G.A.T.C., sul sito ritenuto dell'antico abitato scomparso di Lutemo. Il toponimo più interessante che si riscontra sulle carte è "Valle Luterana" nei pressi di Castel Giuliano nel territorio di Cerveteri ma le ricerche in quest'area hanno dato esiti negativi. Le indagini si sono quindi successivamente spostate nella zona di Torre in Pietra-Tragliata, entro gli antichi confini dei possedimenti Normanni. L'attenzione era ricaduta su due toponimi, Casale S. Giovanni e Casale S. Andrea: come abbiamo visto nei primi documenti su Luterno infatti, nella proprietà compaiono le chiese di San Giovanni e Sant'Andrea. Con varie uscite di ricognizione è stata controllata la zona di Casale S. Giovanni e nelle sue vicinanze sono stati rinvenuti i resti di una notevole villa di epoca romana imperiale ed è stata riscontrata la presenza di ceramica medievale associata a tegole, laterizi, frammenti di capitelli marmorei, ossa umane, piastrelle di vari tipi di marmi da attribuire sicuramente ad un pavimento di tipo cosmatesco: si tratta di materiali che, nell'insieme, danno la prova certa della presenza di un'antica chiesa. Nell'area, devastata da una cava di tufo è stata risparmiata una piccola grotta che, considerando la sua pianta a croce con nicchie absidate, fa pensare ad una cripta o ad un antico luogo di culto. Abbiamo continuato le ricerche nella zona del Casale S. Andrea ma con esito negativo poiché tutta l'area risulta di proprietà privata. L'esatta ubicazione dei due luoghi di culto è stata confermata dallo studio di una carta del 1584, nella quale sono chiaramente visibili le strutture, evidenziate da disegni e toponomi. Confrontando la carta antica con la carta attuale del territorio, le due chiese risultano coincidere con i casali sopra descritti ed a questo punto è divenuto logico pensare che l'ubicazione della nostra Lutemo sia proprio nelle vicinanze delle due chiese. Escluso il piccolo castro di Castel Lombardo, per la semplice considerazione che esso compare nel testamento Normanni insieme a Luterno, il sito più adatto ad ospitare tale abitato fortificato può collocarsi sicuramente presso il vicino sito di Torre Pascolaro.
Lo spettacolare pianoro, fortificato su più lati in modo naturale grazie a pareti di tufo alte anche venti metri, si trova in una zona strategica per il controllo delle valli adiacenti e di un'antica strada, già etrusca e romana, che attraversava l'abitato e si dirigeva verso Caere, l'antica Cerveteri. Si tratta, dunque, di notevoli testimonianze archeologiche. Oltre l'alta e conservata torre del XV secolo, sorta a nostro avviso in un secondo momento sulle rovine della rocca dell'abitato, sono presenti tratti di mura in blocchi di tufo, resti della porta d'ingresso, numerose grotte-abitazione e un forte concentramento di materiale ceramico di epoca medievale.
Attualmente tutti i dati recuperati con le indagini di superficie sono in fase di studio. Sono iniziati i rilievi delle strutture visibili di San Giovanni e in futuro si affronteranno quelli di Torre Pascolaro. Essi, insieme all'auspicabile individuazione della chiesa di Sant'Andrea, daranno un contributo decisivo agli studi che si conta di poter valorizzare con una futura mostra locale e con una piccola pubblicazione.
|
|