Ritorna ad Attualità.
DUE ARTISTI MALEDETTI A CONFRONTO. Roma - L’anima e
la carne.
Caravaggio e Francis Bacon a confronto alla Galleria
Borghese. In occasione del quarto centenario dalla morte del grande
pittore lombardo, la Galleria Borghese propone due personalità
estreme, entrate nell’immaginario collettivo come artisti
“maledetti”, che meglio hanno espresso nella pittura il
tormento dell’esistenza. Michelangelo Merisi, detto il
Caravaggio, è intimamente legato alla storia della Galleria
per il suo profondo legame con il cardinale Borghese, committente di
alcuni suoi capolavori, dal Fanciullo con il canestro di frutta
al Davide con la testa di Golia. In occasione della mostra la
collezione permanente della Galleria Borghese è stata
arricchita con grandi opere provenienti da altri importanti musei,
dalla Negazione di Pietro (Metropolitan Museum of Art, New
York), al Cavaliere di Malta, ritratto di Antonio Martelli
(Palazzo Pitti, Firenze). Dell’artista inglese, Bacon, uno dei
più quotati del XX secolo, si possono ammirare i grandi
trittici, come come Triptych August 1972 dalla Tate Gallery di Londra
e Triptych inspired by the Orestia of Aeschylus dall’Astrup
Fearnley Museum di Oslo, insieme ad altre importanti opere.
Caravaggio Bacon è curata da Anna Coliva, Direttrice
della Galleria Borghese, Claudio Strinati, Soprintendente Speciale
per il PSAE e per il Polo Museale della città di Roma e da
Michael Peppiatt, biografo, amico intimo e massimo conoscitore di
Francis Bacon. Organizzata da MondoMostre, è stata resa
possibile grazie al sostegno di BG Italia, ENEL e Vodafone.
Caravaggio e Francis Bacon sono tra gli interpreti più
rivoluzionari e profondi della rappresentazione della figura umana.
Entrambi, nelle diversità della loro poetica e del loro tempo,
hanno penetrato con sconvolgente originalità il mistero
dell’esistenza e dell’arte, rappresentando la verità
spirituale nella più traumatica immediatezza della carne. La
mostra non vuole teorizzare la dipendenze di Bacon dal Merisi, ma
piuttosto provocare delle suggestioni visive, evocando delle
corrispondenze spontanee. Il vero protagonista è lo spettatore
messo al centro della coreografia Borghese. Il catalogo è
della Federico Motta editore. La mostra rimarrà aperta sino al
24 gennaio. Info : 0632810- www.mondomostre.it
(B.C.)
20 dicembre 2009
CAVE CANEM . Pompei (NA) - Il cane è considerato dai
tempi più antichi amico fedele dell’uomo. Gli scavi
archeologici di Pompei offrono testimonianze uniche di questo legame,
come il famoso mosaico
Cave Canem (attenti al cane) all’ingresso
della domus del Poeta Tragico, tipico delle abitazioni pompeiane.
L'avvertimento è ricordato anche dalle fonti letterarie, come
nel gustoso episodio del Satyricôn di Petronio, in cui il
protagonista viene spaventato a morte dal grande cane dipinto. È
proprio questa la casa - allora appena scavata (1824-1825) - che
servì da modello per la dimora di Glaukos nel romanzo di E.
Bulwer-Lytton, Gli ultimi giorni di Pompei (1834). Oggi, a
distanza di secoli, i cani del luogo, che hanno sempre popolato gli
scavi di Pompei, torneranno finalmente ad avere un’identità
e una dignità. Non saranno più considerati un problema
ma, piuttosto, un valore aggiunto, grazie al Progetto “Cave
Canem” lanciato dal Commissario Delegato all’Area
archeologica di Pompei, Marcello Fiori e dalla Soprintendente
Mariarosaria Salvatore. Il progetto, partito lo scorso novembre con
la collaborazione dei volontari delle associazioni animaliste,
garantisce assistenza diretta agli animali con cibo, cure e cucce
allestite in tre aree dedicate. Inoltre, è prevista la
realizzazione dell'anagrafe dei cani presenti nel sito, i quali
saranno dotati di microchip, collare e medaglietta di riconoscimento.
Nel rispetto dell’antico legame tra uomo e cane, testimoniato
dalla storia della civiltà romana, è prevista anche la
sensibilizzazione di quanti, tra turisti e visitatori, vorranno
adottare un amico a quattro zampe. Successivamente “fido”
avrà anche il passaporto europeo e una propria biografia che
ne descriverà il carattere e le abitudini di vita, proprio per
favorirne l’adozione. L’iniziativa viene realizzata con
la collaborazione delle associazioni animaliste Lav, Enpa e Lega
Nazionale per la difesa del cane, e il sostegno del Ministero del
lavoro, della salute e delle politiche sociali. Info:
www.lav.it
- www.icanidipompei.com -
www.pompeiisites.org.
(B.C)
13 dicembre 2009
SAN NILO. STORIA ED IMMAGINI. Grottaferrata (Rm) - L’antica
abbazia greco-ortossa di San Nilo racconta la sua storia con una
bella mostra che si potrà visitare sino al 10 dicembre.
San Nilo di Rossano e l’Abbazia greca di Grottaferrata. Storia e
immagini intende avviare un percorso di divulgazione della storia,
della spiritualità, dell’arte e dell’architettura
millenaria di questa “gemma orientale”. Attraverso un
sapiente mix di pannelli didattico-divulgativi, nuove tecnologie e
supporti multimediali, si cerca di proiettare il visitatore in un
viaggio spazio-temporale, facendogli ripercorrere, nei suoi aspetti
culturali, politici e religiosi, l’itinerario di San Nilo e
della sua comunità dalla Calabria al Lazio, da Rossano a
Grottaferrata. Di grande interesse anche la Biblioteca e l’Archivio
Storico, con preziosi manoscritti greci, incunaboli e documenti
storici, oggetto di ricerche e studi nell’abito delle varie
iniziative promosse dal Comitato promotore. Il Monastero Esarchico di
Santa Maria di Grottaferrata, più noto, appunto, come San
Nilo, è stato fondato nel 1004 da un gruppo di monaci
provenienti dalla Calabria bizantina guidati da S. Nilo di Rossano,
personaggio di primo piano del suo tempo. L’antica abbazia
rappresenta la Congregazione italiana dei Monaci di rito
greco-bizantino. Il monastero costituisce un unicum in quanto fondato
cinquanta anni prima dello Scisma che portò alla separazione
tra Cattolici ed Ortodossi. E’ sempre stato in comunione con la
Chiesa di Roma, pur conservando il rito Bizantino e la tradizione
monastica orientale delle origini. L’iniziativa, sotto l’Alto
Patronato della Presidenza della Repubblica, è promossa
dall’Assessorato al Turismo della Regione Lazio, dal Ministero
per i Beni e le Attività Culturali, dalla Congregazione
d’Italia dei Monaci Basiliani e dal Comitato Nazionale per le
Celebrazioni del Millenario della Fondazione dell’Abbazia di S.
Nilo. Info: 06.945.93.09 - www.abbaziagreca.it
- www.comitatonazionalesannilo.it.
(B.C.)
6 dicembre 2009
LO STILE DELLO ZAR. Prato - La nascita e lo sviluppo dei
rapporti culturali tra l’Italia e l’antica Moscovia
narrato attraverso il canale privilegiato del commercio delle stoffe
italiane e delle merci di lusso. Questo il tema di fondo della mostra
Lo stile dello Zar. Arte e Moda tra Italia e Russia dal XIV al XVIII
secolo che riunisce nella sede del Museo del Tessuto di Prato più
di 130 opere tra dipinti, abiti e tessuti, provenienti dai più
prestigiosi musei russi, dal più noto Ermitage al Museo
Statale Russo di San Pietroburgo, oltre naturalmente ai contributi
italiani, a cominciare dal Polo Museale Fiorentino. Il nucleo
centrale della mostra - articolata in quattro sezioni - è
dedicato ai rapporti tra l’Italia e la Russia in un’epoca
che va dai primi contatti del XIV secolo, al momento della grande
apertura dell’Impero Russo agli stili di vita occidentali,
avvenuta per volontà di Pietro il Grande all’inizio del
XVIII secolo. I primi rapporti di natura commerciale risalgono al
Quattrocento e passano attraverso due importanti porti presidiati da
mercanti genovesi e veneziani: Caffa, situata sul Mar Nero, e Tana
sulle coste del Mar d’Azov. Dagli scavi archeologici di questi
antichi centri provengono alcuni interessanti reperti esposti in
mostra: frammenti di sete operate, lingotti d’argento e monete
genovesi battute a Caffa. Nel Rinascimento le tecniche di tessitura
fiorentine si fanno più complesse, permettendo la
realizzazione di velluti operati, arricchiti con effetti di
broccatura, tanto da influire sui gusti ed i costumi di corte
dell’epoca. Molte tipologie tessili si ritrovano anche in opere
pittoriche straordinarie come nei Giovani Martiri di Girolamo
da Santacroce e nella Magnanimità di Scipione di
Bernardino Fungai. I rapporti diplomatici si intensificarono nel
corso dei Seicento. La prima ambasceria, nel 1656, è quella
guidata da Ivan Ivanovič Čemodanov, di cui rimane la
cronaca fedele nell’Archivio di Stato di Firenze. Il percorso
espositivo si conclude con la pala della Circoncisione del
Cigoli, un manufatto creato appositamente per Prato - commissionato
dalla famiglia Migliorati nei primi decenni del Seicento per la
chiesa di San Francesco - e confluito nel 1825 nelle collezioni
dell’Ermitage. La mostra, organizzata con il contributo, fra
gli altri, della Regione Toscana, del Comune e della Provincia di
Prato, si potrà visitare fin dopo l’Epifania Info :
www.museodeltessuto.it.
(B.C.)
29 novembre 2009
ROMA. LA PITTURA DI UN IMPERO. Roma - Alle Scuderie del
Quirinale in mostra
la pittura dell’Impero romano, dal I secolo
a.C. fino al V d.C. Dall'avvento di Giulio Cesare nel 49 a.C., fino
allo straordinario consolidamento delle strutture di potere di un
territorio vastissimo. In esposizione grandi affreschi, ritratti su
legno e su vetro, decorazioni, fregi e vedute, provenienti dalle
domus patrizie, dalle abitazioni e botteghe popolari dei più
importanti siti archeologici e dai musei di tutto il mondo, per una
mostra interamente dedicata alla pittura della Roma antica. Una Roma
dalle mille sfumature, dove statue, templi e case erano colorati.
Curata da Eugenio La Rocca con Serena Ensoli, Stefano Tortorella e
con Massimiliano Papini, la mostra racconta il ruolo centrale della
pittura nella società civile romana, sottolineandone
l'originalità e superando il concetto acquisito di una sua
dipendenza passiva dall’arte greca, svelando tutti i temi
dell’epoca, compreso il mito reinterpretato secondo la
tradizione romana. Circa 100 opere di eccezionale raffinatezza
organizzate in cinque diverse sezioni, per ricostruire la complessità
di una scuola figurativa da cui deriva lo sviluppo dei generi
pittorici moderni, a partire da Raffaello, solo per fare un esempio.
Con questa mostra, sostiene La Rocca, abbiamo cercato di ricostruire
lo sviluppo della pittura romana nei secoli, sottolineandone la
continuità con l’arte greca e la sua funzione di ponte
con l’arte bizantina e medievale e, tramite esse, con la
pittura moderna europea. Le opere provengo dai più grandi
musei del mondo, dal Louvre di Parigi al quello Egizio del Cairo.
L’allestimento scenografico della mostra - firmato da Luca
Ronconi - riproduce al vero intere stanze con tanto di affreschi. In
esposizione anche una collezione di raffigurazioni della mitologia
greca, da Amore e Psiche a Perseo e Andromenda, e alcuni ritratti ad
encausto provenienti dall’oasi egiziana di El Fayyum. Roma. La
pittura di un Impero è organizzata dall’Azienda
Speciale Palaexpo e da MondoMostre, in collaborazione con il
Ministero per i Beni e le Attività Culturali e le
Soprintendenze Archeologiche di Roma e Napoli, con il supporto di
SISAL e si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della
Repubblica. La mostra si potrà visitare sino al 17 gennaio.
Info: 0639967500 - www.scuderiequirinale.it.
(B.C.)
15 novembre 2009
DIVUS VESPASIANUS. Roma - La Soprintendenza speciale per i
beni archeologici di Roma ha allestito ai Fori Imperiali una grande
mostra per ricordare la nascita dell’imperatore Vespasiano,
avvenuta 2000 anni fa, e la sua dinastia. La mostra,
Divus
Vespasianus, presentata in occasione del bimillenario dei
Flavi, racconta, appunto, le gesta degli imperatori flavi: di
Vespasiano (69-79), del primogenito Tito (79-81) e del figlio minore
Domiziano (81-96). E certo l’Anfiteatro Flavio, più noto
come Colosseo, fatto costruire da Vespasiano al posto del lago
artificiale dell’estesa Domus Aurea di Nerone e terminato da
Domiziano, è il luogo migliore per ricordarlo. La sua ascesa
rappresentò un evento traumatico e del tutto imprevisto,
poiché alla dinastia giulio-claudia, appartenente alla più
alta nobiltà repubblicana, si sostituiva una modesta famiglia
del ceto equestre di provincia. Nato a Falacrinae in Sabina, il 17
novembre del 9 d.C., Vespasiano certamente era un uomo semplice, ma
seppe cambiare il volto dell’impero sia dal punto di vista
istituzionale che economico. Dopo una lunga e onorata carriera al
servizio degli imperatori giulio-claudii nell’ambito
dell’amministrazione provinciale e dell’esercito, la
scomparsa violenta in un solo anno, il 69 d.C., degli imperatori
Galba e Otone, e l’eliminazione di un terzo, Vitellio - pare
per sua stessa mano - gli aprono la via al potere. Viene acclamato
imperatore dall’esercito ad Alessandria. Si insedia a Roma nel
70. Vespasiano ha già 60 anni. L’abbellimento della
città e il ripensamento globale dello spazio urbano fu il
segno visibile del rinnovamento politico dell’impero portato
dai Flavi. La grande mostra al Colosseo, è integrata da altre
due esposizioni collaterali, una presso la Curia, nel Foro, riaperta
al pubblico per quest’occasione, e l’altra al
Criptoportico neroniano, sul Palatino. Il percorso viene, poi,
completato con una visita guidata alla scoperta dei monumenti flavi:
dall’Arco di Tito alla Domus Flavia, dal Tempio del Divo
Vespasiano al Tempio della Pace. L’esposizione curata da
Filippo Coarelli, in collaborazione con la stessa Soprintendenza, con
il Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Bimillenario e con
Electa, resterà aperta al pubblico sino 10 gennaio 2010. Il
catalogo della mostra è realizzato dalla
Mondadori Electa S.p.A.
Info: www.pierreci.it -
06.39967700. (B.C.)
8 novembre 2009
LE LUNE DI POMPEI. Pompei - Un nuovo e affascinante
percorso per vivere l'esperienza degli scavi di Pompei di notte. Le
Lune di Pompei
è un itinerario completamente inedito
attraverso i suoi tesori archeologici, con partenza da Piazza
Anfiteatro, per far rivivere al visitatore la civiltà del
passato attraverso tecnologie multimediali, giochi di luce, suoni e
la forza evocativa della Luna. Il percorso parte dalle necropoli di
Porta Nocera e prosegue con la visita alla Casa del Giardino
d´Ercole, detta anche Casa del Profumiere, per via dell’enorme
spazio verde sul retro organizzato alla metà del I sec. a.C.
con la coltivazione di essenze per la produzione di profumi, come
attestano le più recenti indagini paleobotaniche. Prosegue,
poi, per via dell´Abbondanza, soffermandosi nella casa di
Loreio Tiburtino, appartenuta ad Octavius Quartio, come prova
l’anello-sigillo rinvenuto presso l’ingresso. Di
particolare fascino la Casa della Venere in Conchiglia, che prende
il nome dalla scenografica figurazione della parete Sud, dove una
finestra dà l’illusione di aprirsi sul mare, mentre da
una rosea conchiglia appare la dea Venere accompagnata da due
amorini. Il percorso si conclude nella splendida cornice
dell´Anfiteatro, uno dei più antichi e meglio conservati
al mondo. Accoglieva oltre 20.000 spettatori che assistevano ai
combattimenti tra gladiatori e belve feroci. L’iniziativa è
organizzata dall’Ente Provinciale del Turismo di Napoli, e
cofinanziata dalla Regione Campania con i Fondi POR (2007-2013), in
collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di Napoli e Pompei
e con il Comune. Il direttore artistico dell’evento è
Francesco Capotorto. L’obiettivo di fondo è quello di
rendere accessibili gli scavi di notte al pubblico tutto l’anno,
dice il responsabile EPT, Scalabrini. Particolarmente suggestiva la
luce delle lune artificiali proiettata su affreschi ed insegne.
Tutti i week end (venerdì, sabato e domenica), con
prenotazione obbligatoria, anche se gratuita. Tariffe speciali per
gruppi e famiglie. Info : 081.19303885/ 8787 –
www.lelunedipompei.it. (B.C.)
1 novembre 2009
BACI RUBATI. Gradara (PU) - La fiabesca Rocca di Gradara
ospita una selezione speciale dei baci più famosi immortalati
della letteratura e dalla pittura italiana del XIX secolo,
Baci rubati,
storie d’amore tra arte e letteratura. Dopo il
successo della mostra Il Bacio, tra Romanticismo e Novecento,
tenutasi alle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia, in cui si è
indagato il gesto del bacio nelle diverse declinazioni possibili, ora
Gradara espone i baci degli amanti sventurati, protagonisti di amori
contrastati o negati sul nascere, vittime incolpevoli di un destino
sublime e struggente, eroi dell’amore romantico. La mostra -
organizzata dalla Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico
e Etnoantropologico delle Marche-Urbino, con il patrocinio del Comune
di Gradara - è un’occasione unica per fare un viaggio
sentimentale tra i baci rubati degli amori impossibili. L’amore
rivisitato attraverso i topoi della letteratura tragica e romantica,
che vede nel bacio un atto passionale e un gesto ‘politico’
insieme, costituisce uno dei soggetti più frequentati e
rappresentati dalla pittura dell’Ottocento italiano.
Protagonista assoluto della mostra è il bacio tra Paolo e
Francesca, i tragici amanti cantati da Dante, che la leggenda vuole
scambiato proprio nelle stanze della Rocca, alla fine del XIII
secolo una delle residenze più frequentate dai Malatesta,
famiglia a cui apparteneva anche Gianciotto, marito di Francesca. Le
opere sono di Amos Cassioli, Ludovico Cremonini e Giuseppe Poli. Ma
in mostra ci sono baci furtivi ancora più famosi come quello
fra Giulietta e Romeo nella versione di Gaetano Previati, massimo
esponente del Divisionismo, già testimone di spicco della
Scapigliatura, o quelli ancora più sventurati fra Tristano e
Isotta, dati in punto di morte, di Imelda de' Lambertazzi e Bonifacio
de' Geremei. Un video, curato da Gianni Canova, completa
l'esposizione, ripercorrendo la storia dei più famosi baci
della cinematografia italiana. La Rocca negli anni ’20 del
secolo scorso è stata oggetto di un’interessante
operazione di restauro ‘in stile’, ispirato alla vicenda
dantesca e realizzato sulla scia delle suggestioni dannunziane, con
il contributo di importanti studiosi e artisti. La mostra si potrà
visitare sino al 2 novembre. Il biglietto comprende anche la vista
alla Rocca, il monumento più visitato della regione. Info :
0541.964697 - www.bacirubatigradara.com.(B.C.)
25 ottobre 2009
EGITTO MAI VISTO. Trento - Oltre 800 reperti inediti (immagini di
barca e
maschera),
con ricostruzioni scenografiche di forte impatto, per raccontare la
storia di Assiut, antico capoluogo dell’Egitto, che per 4000
anni ha custodito i segreti della vita quotidiana e dell’Aldilà
della terra dei faraoni. Li propone la mostra “Egitto mai
visto”, organizzata presso il Castello del Buonconsiglio, a
Trento, con la supervisone del direttore, Franco Marzatico. In mostra
sono proposti diversi sarcofagi a cassa, con iscrizioni variopinte
che raccontano la vita della classe media della provincia,
amministratori e piccoli proprietari terrieri, fra il Primo Periodo
Intermedio e il Medio Regno (2100-1900 a.C.). Si tratta di un’
anteprima mondiale della più ricca e straordinaria raccolta
proveniente dai depositi del Museo Egizio di Torino - l’istituzione
museale più importante, dopo quella del Cairo - firmata dal
grande archeologo Ernesto Schiaparelli, celebre in tutto il mondo per
la sensazionale scoperta della tomba di Kha, l’architetto del
faraone Amenofi III. L’osservazione dei materiali esposti -
segno di un’epoca nella quale l’indebolimento del potere
faraonico centrale lasciò spazio ad espressioni artistiche
locali di straordinaria vivacità e originalità - e
delle pareti di circa 40 sarcofagi inediti, racconta l’ascesa
del culto di Osiride e la maggiore “apertura” alla vita
eterna, tipica di questa fase della cultura egizia. La mostra riveste
una notevole importanza sotto il profilo scientifico, perché
consente la ricostruzione filologica dei contesti funerari fino ad
oggi sconosciuti al grande pubblico. In esposizione, oltre a 10 stele
restaurate, anche la singolare raccolta di oggetti, acquisita nella
prima metà dell’Ottocento dal trentino Taddeo Tonelli,
fino ad oggi conservata nei depositi del Castello. Fra i pezzi più
intriganti spicca, per l’ottimo stato di conservazione, una
mummia di gatto del I secolo a.C.- I secolo d.C., animale sacro alla
divinità Bastet che simboleggia il calore benefico del sole,
venerata in qualità di protettrice della casa e della
famiglia. Il catalogo è una coedizione della Soprintendenza
Archeologica di Torino e del Castello del Buonconsiglio di Trento. La
mostra si potrà visitare fino al prossimo 8 novembre. Info :
0461.233770 - 0461.492810 -
http://new.buonconsiglio.it.
(B.C.)
18 ottobre 2009
I TESORI DELL’AGER TIBURTINUS, FRAMMENTI DAL PASSATO.
Tivoli - Nelle sale dell’Antiquarium del Canopo di Villa
Adriana, a Tivoli (via di Villa Adriana 204), la Soprintendenza per i
beni archeologici del Lazio presenta un’eccezionale
raccolta di
circa ottanta reperti che provengono dagli scavi delle numerose ville
rivenute nel famoso ager tiburtinus e sviluppatesi fra la fine del II
e il I sec. a.C. Vi risiedettero molti personaggi illustri, da
Catullo a Marziale, lasciando testimonianze letterarie ed
epigrafiche. Più tardi la magnifica residenza dell’imperatore
Adriano, datata II sec. d.C., non farà che sancire
l’eccellenza del sito. E questo spiega la bellezza dei
pezzi
esposti, in gran parte inediti. L’antica Tibur ebbe origine da
villaggi capannicoli di pastori transumanti che durante l’età
del Bronzo sostavano lungo l’Aniene. Tuttavia le fonti
letterarie la dicono di fondazione greca, latina o sicula. Nell’89
a.C. divenne municipium romano, inaugurando un lungo periodo di
prosperità. Terra di mezzo, fra l’area latina e quella
sabina, rappresentava uno snodo cruciale della viabilità, con
le vie Tiburtina-Valeria ed Empolitana, prima per la transumanza e,
poi, per i traffici commerciali che trovavano in Roma uno sbocco
naturale. I meravigliosi frammenti delle statue di Ercole confermano
il culto diffuso di Hercules Victor, la più importante
divinità venerata a Tivoli. Le coppe, invece, ricordano come
l’antica Tibur, fosse un importante centro per la produzione
della ceramica. Architravi di marmo bianco splendidamente scolpiti
con eroti, delfini e cesti di frutta provenienti da Villa Adriana
confermano la grande perizia delle maestranze impiegate. La
Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio con questa mostra ha
scelto di far conoscere al grande pubblico l’impegnativo e
accurato lavoro di ricerca svolto negli ultimi decenni. Il catalogo,
edito da Electa (www.electaweb.com),
oltre ad approfondire la storia del territorio con vari saggi, offre
una puntuale descrizione di tutti i pezzi esposti con una serie di
schede dedicate. La mostra, curata dalla Soprintendente del Lazio,
Marina Sapelli Ragni, si potrà visitare sino al mese di
novembre. Info : www.beniculturali.it
- 0774 530203. (B.C.)
11 ottobre 2009
ELITES ETRUSCHE TRA POPULONIA E VULCI. Grosseto - In
anteprima pezzi unici per raccontare la storia dei
signori di
Maremma, durante il periodo Orientalizzante, quello del massimo
splendore, compreso tra VII e il VI sec. a C. La mostra allestita
presso il Museo Archeologico di Grosseto - organizzata dal Comune in
collaborazione con la Soprintendenza e la Regione, con il contributo
della Cassa di Risparmio di Firenze - si potrà visitare sino
alla fine di ottobre. I reperti, riemersi in gran parte dai siti
archeologici della Maremma, provengono dai depositi del Museo
Archeologico Nazionale di Firenze. L’iniziativa è
accompagnata da cinque itinerari, quelli di provenienza del materiale
esposto, Populonia, Vetulonia, Roselle, Marsiliana D'Albegna e
Pitigliano, offrendo così ai visitatori la possibilità
di approfondire sul territorio. E’ l’epoca in cui
emergono le aristocrazie locali. I Principes detengono il controllo
del territorio e delle risorse. Sono proprietari terrieri, capi
militari e politici, forse anche religiosi. Hanno accumulato enormi
ricchezze con il commercio dei metalli (di cui la costa e l’Isola
D’Elba abbondano) con il vicino Oriente e le altre civiltà
del Mediterraneo. La mostra si apre con i reperti provenienti da
Populonia e lo straordinario corredo della Tomba dei Flabelli,
eccezionalmente riunito. Nella tomba, utilizzata per quasi un secolo,
sono stati ritrovati quattro elmi corrispondenti a quattro
generazioni di sepolture, di cui uno importato da Corinto.
L’esposizione prosegue con il corredo della Tomba del Duce di
Vetulonia - dal latino dux, condottiero - l’unico principe
etrusco di età orientalizzante di cui si conosce il nome,
Rachu Kakanas, iscritto in un frammento di coppa d’argento
scoperto durante il restauro. Seguono l’arte orafa di
Marsiliana, che fiorì alle foci del fiume Albegna, nel VII
secolo a.C. - in mostra anche la bellissima fibula Corsini in argento
fuso, oro laminato e polvere d’oro con decorazioni a paperelle
e sfere - ed in corredi funerari delle tombe principesche di Poggio
Buco e Pitigliano. Conclude il percorso Roselle, con alcuni oggetti
provenienti dalla cosiddetta Casa del Recinto, ritrovata al di sotto
del Foro Augusteo. Secondo gli studiosi un santuario che testimonia
il rapporto fra i principi e gli dèi. Il catalogo è
edito da Polistampa. Il biglietto costa solo 5 euro. Info :
055.244217/2021485 –
www.comune.grosseto.it.
(B.C.)
Roma 4 ottobre 2009
MANIFESTAZIONE DEL FORUM DEL TERZO SETTORE GIOVEDI'
PRIMO OTTOBRE A MONTECITORIO - Il Gruppo Archeologico del
Territorio Cerite è una organizzazione senza scopo di lucro
impegnata nella tutela dei beni culturali. Tale attività è
stata ritenuta meritevole di sostegno da parte dello stato,
pertanto la nostra associazione è inserita nell'elenco delle
ONLUS che beneficiano del versamento del 5 x 1000. Il governo,
che incassa il 5 x 1000 dai cittadini-contribuenti, dovrebbe
poi girare i fondi alle associazioni. Questo finanziamento arriva
in ritardo, ancora non sono stati erogati i contributi del 2007.
Invece di accelerare le procedure per onorare il suo impegno, il
governo ha promosso accertamenti fiscali a tappeto per le ONLUS.
Il Forum del Terzo Settore, che raccoglie le associazioni come
la nostra e le rappresenta negli incontri con il governo,
promuove una manifestazione di protesta a Montecitorio per
giovedì 1o ottobre. Potete leggere le ragioni e i dettagli
dell'iniziativa nei documenti ai link seguenti:
Il Terzo Settore non è un evasore fiscale e
Il Terzo Settore manifesta a Montecitorio.
29 settembre 2009.
ETRUSCOMIX L’ETRURIA IN FUMETTO. Roma - Al Museo
Nazionale Etrusco di Villa Giulia sei giovani fumettisti con le loro
tavole inedite rievocano le bellezze di un territorio ricco di storia
e suggestioni, l’Etruria. Il manifesto simbolo della mostra è
la tavola realizzata dal grande Milo Manara, illustratore e autore di
storie a fumetti noto in tutto il mondo per il fascino sensuale delle
sue tavole. Le storie dipinte dai giovani artisti in erba sono frutto
della fantasia, ma dialogano anche con gli antichi reperti
archeologici del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Francesco
Cattani, Marino Neri, Paolo Parisi, Michele Petrucci, Alessandro Rak
e Claudio Stassi, hanno concentrato la loro attenzione oltre che sul
Museo di Villa Giulia, che li ospita, anche sulla Necropoli ed il
Museo di Cerveteri e sulla Necropoli ed il Museo di Tarquinia. Gli
autori invitati, due per ogni sede scelta, si sono immersi per una
settimana, fisicamente e metaforicamente, nella cultura e nei luoghi
dell’Etruria; il periodo di residenza e lo studio delle sedi
hanno suscitato in loro la scintilla creativa per ideare fumetti
inediti, ispirati dall’enorme bagaglio storico e culturale col
quale sono stati in contatto. La mostra è stata ideata dalla
Soprintendenza per i Beni Archeologici per l’Etruria
meridionale e realizzata in collaborazione con della Regione Lazio.
L’organizzazione è curata da Civita e Comicon (Salone
Internazionale del Fumetto). Durante il periodo dell’iniziativa,
verrà presentato il volume che raccoglierà sei storie
inedite a fumetti in una pubblicazione coordinata da Comicon ed edita
da Black Velvet nella collana Altrevisioni. Nelle sedi di Cerveteri
e Tarquinia, le stesse immagini in mostra a Roma, saranno riprodotte
su pannelli per esterno ed inserite nel tracciato archeologico,
contaminando in maniera artistica il percorso di visita, che in
alcuni punti chiave mirerebbe a far rivivere ai visitatori le stesse
sensazioni provate dall’autore. Etruscomix l’etruria in
fumetto, rimarrà aperta sino al 25 ottobre. E’ possibile
visitare la mostra con il solo biglietto di ingresso al Museo
Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Info : 06.32810 -
www.beniculturali.it,
www.comicon.it. (B.C.)
27 settembre 2009
ITALIA TESORO D’EUROPA. Roma - Sabato 26 e domenica
27 settembre 2009 si svolgono le Giornate Europee del Patrimonio,
ideate nel 1991 dal Consiglio d’Europa per potenziare lo
scambio culturale tra i Paesi dell’Unione. Il Ministero per i
Beni e le Attività Culturali partecipa all’evento con lo
slogan “Italia tesoro d’Europa”, organizzando
sull’intero territorio nazionale iniziative mirate a
valorizzare l’immenso patrimonio culturale del nostro Paese,
con l’obiettivo di condividere con altri Paesi europei le
comuni radici continentali. Tutti i luoghi della cultura che
comprendono il patrimonio archeologico, artistico, architettonico,
cinematografico e teatrale saranno aperti al pubblico gratuitamente.
Nel Lazio, per l’occasione, la Soprintendenza Beni Archeologici
di Ostia inaugura una bella mostra dedicata agli insediamenti
costieri, Tesori Nascosti dall’antica Ostia: i bronzi e gli
ossi lavorati. Nel Nuovo Antiquarium sono stati raccolti molti
oggetti di uso comune, come strumenti chirurgici, ami, bilance,
chiavi, stili, coltelli, fusi, aghi e piccole bambole, per raccontare
gli aspetti meno conosciuti della vita quotidiana di allora ( Info :
06 56358099 ). La mostra, comunque, rimarrà aperta sino al
mese di gennaio. Di grande interesse anche le manifestazioni
allestite nelle altre Regioni. Il Museo archeologico nazionale
"Domenico Ridola" di Matera, propone una interessante
mostra dedicata alla cura dei defunti nel materano tra età
tardoantica e altomediale. L’insieme dei reperti offre
l’opportunità di ricostruire i rituali funerari tra IV e
VII sec. d.C. e di leggere la fisionomia di un territorio che, alla
fine dell’Impero, sorprende per la presenza di oggetti comuni a
gran parte dei contesti peninsulari meridionali e di manufatti più
rari, che documentano una certa vitalità negli scambi
commerciali. Il Comune di Padova, invece, nel percorso Archeologico
del Museo civico agli Eremitani, apre al pubblico le sale dedicate
alla Via Annia. Con i recenti restauri dei corredi tombali e di altri
reperti effettuati nell’ambito del Progetto Via Annia, oggi è
possibile ammirare importanti pezzi della Padova romana. La Via Annia
era la grande strada realizzata in epoca romana per collegare
l’Italia nord orientale al resto della rete viaria della
penisola, passaggio obbligato per Aquileia. (B.C.)
20 settembre 2009
RESTAURATO IL GOZZO DEL FUGGIASCHI. Ercolano - Era il 79
d.C. Avrebbe dovuto mettere in salvo una manciata di ercolanesi ed
invece venne fermata dal surge, una nube di gas roventi a 400 gradi
con una velocità di 80 chilometri l’ora, davanti alle
Terme Suburbane - entrate in disuso per i danni subiti nel terremoto
del 62 d.C. e temporaneamente adibite a rimessa - dove poi è
stata ritrovata. L’intuizione l’ebbe negli anni ottanta,
Giuseppe Maggi, all’epoca direttore degli scavi. Infatti,
proprio nei magazzini che davano sull’arenile - dove è
stata rinvenuta l’antica imbarcazione - furono ritrovati anche
i resti di molti ercolanesi (circa 300 scheletri) che nella notte
dell’eruzione avevano cercato riparo all’interno di
quelle robuste arcate ricavate al di sotto dell’Area Sacra e
della Terrazza di Marco Nonio Balbo, sperando forse nell’arrivo
di soccorsi dal mare. Il fango vulcanico del Vesuvio li ha poi
sigillati facendoli arrivare sino a noi. La barca, di linea moderna -
praticamente un gozzo - è lunga oltre 9 metri, e larga circa
2,20, con un’altezza massima di circa 1 metro dalla chiglia al
bordo. I restauri hanno messo in luce uno scafo esterno realizzato
con la tecnica “mortasa e tenone”, foderato all’interno,
insomma con un fasciame doppio. La barca, realizzata con legni di
pino, ontano, faggio e quercia, aveva sei scalmi, tre per lato, un
timone esterno a remo che era ancorato alla barca da una cima, anche
quello ritrovato durante lo scavo. Ora il gozzo è esposto
nella Sala della Barca, all' ingresso della città antica,
insieme ad altri reperti “imparentati”, un argano, le
cime e altri strumenti utili alla navigazione. La prima fese del
restauro è stata realizzata dagli Uffici Tecnico e di Restauro
della Soprintendenza Archeologica di Napoli e Pompei con i fondi
europei del Programma Operativo Regione Campania 2000-2006 e rientra
nel complesso degli interventi di valorizzazione del parco
archeologico compreso fra il nuovo ingresso agli scavi e l’area
della Villa dei Papiri, per un’estensione territoriale di oltre
10 ettari. Il padiglione della Barca - dice il direttore degli scavi,
Guidobaldi - preannuncia la musealizzazione degli scheletri dei
fuggiaschi nei fornici della spiaggia, monumento di un popolo anonimo
catturato nel suo ultimo istante di vita. Info : 081.7324338 -
www.pompeiisites.org.
(B.C.)
13 settembre 2009
SOS PATRIMONIO SOMMERSO. Roma – Il Ministero per i
Beni e le Attività culturali rilancia il Progetto Archeomar,
con l’operazione SOS Patrimonio Sommerso.
Archeomar è stato messo insieme in collaborazione con la
Direzione Generale per le Antichità e la Sezione Tecnica per
l’Archeologia Subacquea. Il delicato Progetto è nato
sotto forma di censimento dei beni sommersi delle regioni Lazio e
Toscana in collaborazione con le Direzioni Regionali per i beni
culturali e paesaggistici per il Lazio e la Toscana e le
Soprintendenze per i beni archeologi del Lazio, dell’Etruria
Meridionale e della Toscana. Adesso componendo il numero 06.58434769
sarà possibile segnalare i danni al patrimonio sommerso dei
nostri mari ed entrare così anche a far parte della squadra di
volontari della Rete WEB di Archeologia Subacquea. Info :
www.archeomar.it.
(B.C.)
30 agosto 2009
LEGGENDE OLTRE I VANGELI - Illegio (UD) - La Casa delle
Esposizioni di Illegio, località montana della Carnia, in
Friuli Venezia Giulia, impegnata negli ultimi anni in eventi
artistici di rilievo internazionale, tra cui la recente
“Apocalisse.L’ultima rivelazione”, 130mila
visitatori nel 2007, ospita un’importante mostra dedicata alle
opere ispirate ai vangeli apocrifi. Apocrifi.Memorie e leggende oltre i Vangeli
propone più di ottanta
capolavori provenienti dalle più prestigiose sedi museali
europee, fra cui i Musei Vaticani, gli Uffizi di Firenze, la Galleria
Borghese e la Galleria Doria Pamphilj di Roma, l’Accademia
Carrara di Bergamo, i Musei Reali di Arte e Storia di Bruxelles e la
Galleria Tretyakov di Mosca. Si possono ammirare, tra le altre, opere
di Peter Bruegel il Giovane, Giovanni Francesco Barbieri detto il
Guercino, Ludovico Mazzolino, Albrecht Dürer, Andrea Pozzo,
Pomponio Amalteo, insieme ad antiche icone russe e bizantine. In
mostra, eccezionalmente, anche il prestigioso dipinto “Il
riposo nella fuga in Egitto di Caravaggio”. Curata dal Comitato
di San Floriano, organizzatore negli anni passati di altre importanti
esposizioni, è stata inaugurata dal Cardinale Leonardo Sandri,
Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali e dallo stesso
Ministro Bondi. Il Comitato di San Floriano con questa bella mostra
solleva il velo di mistero che spesso avvolge gli antichi scritti
apocrifi, quelli che non entrarono nel canone delle Sacre Scritture,
ma che lasciarono il segno in tanta parte della tradizione
iconografica e devozionale cristiana. “Apocrifi.Memorie e
leggende oltre i Vangeli” si presenta quindi come una
suggestiva indagine alla ricerca di tutto ciò che i Vangeli
hanno taciuto, ma che la memoria delle prime generazioni cristiane ha
fatto giungere sino a noi. Info: 0433.44445/2054 -
www.illegio.it. (B.C.)
23 agosto 2009
ARCHEOLOGIA D’ESTATE A ROMA. Roma - L’appuntamento
è con il Palatino, anche di notte. La Soprintendenza Speciale
per i Beni Archeologici di Roma ha avviato un progetto di aperture
straordinarie, Archeologia d’estate, che prevede la riapertura
dei siti chiusi al pubblico da anni e che si trovano nella zona del
Foro Romano, a cui si aggiungono visite guidate notturne della mostra
Divus Vespasianus, oltre a spettacoli serali con ingresso gratuito
nelle quattro sedi del Museo Nazionale Romano: Terme di Diocleziano,
Palazzo Massimo, Crypta Balbi e Palazzo Altemps. L’obiettivo
non è solo quello di invitare i romani a riscoprire luoghi
dimenticati, eppure quotidianamente sotto gli occhi di tutti, ma di
allettare anche i visitatori stranieri con una archeologia diversa,
esplorata anche al chiaro di luna. In programma ci sono le notti
Flavie al Colosseo, illuminato da una mongolfiera che brilla
sull’arena come la luna piena, oltre ai cortili di Palazzo
Altemps e di Palazzo Massimo che uniranno i versi dei poeti antichi,
da Virgilio a Catullo, alla musica dei grandi autori, da Vivaldi a
Bizet, e molto altro ancora (vai al
calendario). Il Foro e il
Palatino apriranno, a rotazione, i luoghi da tempo inaccessibili
come: la Casa dei Grifi, la costruzione di epoca repubblicana più
antica fino ad ora trovata sul Palatino; la Casa di Livia, attribuita
alla moglie di Augusto, adiacente alla Domus Tiberiana, e databile al
I secolo a.C.; l'Aula Isiaca , situata sotto la Domus Flavia, rivela
magnifici affreschi, che recenti studi hanno datato all'età
augustea, quando, all’indomani della vittoria di Azio, i motivi
egittizzanti a Roma divennero una moda; e ancora due splendidi
edifici appena restaurati, l’Oratorio cristiano dei Quaranta
Martiri, il martirio risale all’epoca di Diocleziano, e il
Tempio di Romolo, fatto costruire dall'imperatore Massenzio in
memoria del figlio, da cui il nome del tempio, morto nel 309 d.C. e
divinizzato. La stagione estiva si concluderà il 30
settembre. Electa e Pierreci, concessionari dei servizi, partecipano
al programma Archeologia d’estate sponsorizzando gli spettacoli
serali del Museo Nazionale Romano, curati dalla stessa
Soprintendenza. Archeologia d’estate contribuirà alla
raccolta fondi per la ricostruzione dei beni archeologici e artistici
dell’Aquila. La Soprintendenza conta molto sulle offerte dei
visitatori. Info: 06.39967700 -
http://archeoroma.beniculturali.it.
(B.C.)
Roma 5 luglio 2009
ARCHEOLOGIA DI FRONTIERA. Firenze – La Limonaia dello
splendido Giardino di Boboli, a Firenze, ospita, sino al 20 settembre,
la mostra “Petra e Shawbak. Archeologia di frontiera”,
per presentare al grande pubblico i risultati più recenti
della Missione archeologica che l'Università di Firenze
conduce da vent’anni in Giordania, nei siti di Petra e Shawbak,
una delle aree archeologiche più importanti del mondo, negli
ultimi quindici anni teatro di
scoperte straordinarie. Petra,
collocata lungo la via dell’incenso, fu la capitale commerciale
dei Nabatei. In seguito venne conquistata dai romani, dai persiani e
dagli arabi, fin quando tra il 1100 e il 1118, in epoca crociata, re
Baldovino I di Gerusalemme vi edificò i castelli di Al-Wu’Ayra
e Al-Habis. Sempre nello stesso periodo Baldovino I, a 25 chilometri
da Petra, costruì uno degli insediamenti medievali più
spettacolari del Mediterraneo orientale, il castello di Shawbak. Nel
2006 è stato siglato un importante accordo di cooperazione
internazionale scientifica e culturale tra il Dipartimento di
Antichità della Giordania e l’Università di
Firenze, proprio sul sito di Shawbak, che integra ricerca
archeologica, restauro conservativo e valorizzazione. Oggi le
ricerche della Missione archeologica italiana hanno riconsegnato
questo importante sito alla grande storia mediterranea insieme ai
suoi straordinari monumenti: la cattedrale di Santa Maria, il Palazzo
del nipote di Saladino ed i magnifici bastioni monumentali della fine
del Duecento. Il percorso espositivo è stato organizzato in
tre sezioni. La prima è dedicata proprio all’insediamento
di Shawbak, che, reinterpretando la presenza crociata nella regione,
racconta le vicende della dinastia di Saldino, giunte sino a noi; la
seconda è incentrata sull’evoluzione della linea di
frontiera come chiave di lettura storica, dall’età
antica (nabatea, romana, bizantina) fino a quella crociato-ayyubide e
mamelucca; la terza sezione, invece, è dedicata ai commenti
dei visitatori. A latere della mostra una rassegna cinematografica
tematica, che ripropone dal più noto Indiana Jones ad
Aleksandr Nevskij, film di ricostruzione storica e di propaganda
antinazista, firmato da Ejzenštejn nel 1938. Info:
055.294883.(B.C.)
Roma 28 giugno 2009
RESTAURATO IL MIRACOLO DI S. NICOLA DI BARI. Napoli -
Presentato ufficialmente alla Congrega di Santa Maria del Rimedio, a
Napoli, il restauro della pala di San Nicola della Chiesa di Santa
Brigida, dipinta nel 1655 da Luca Giordano. L’opera
rappresenta una testimonianza significativa della fase ancora
giovanile del percorso artistico del grande pittore napoletano. Si
tratta di un dipinto particolarmente significativo, come sostiene
Nicola Spinosa, Soprintendente per il Polo museale della città
di Napoli, per comprendere attraverso quali passaggi si svolse la
pittura napoletana di quell’epoca, grazie all’importante
contributo dell’artista, senza rinunciare all’eredità
del recente passato e alle illusioni fantastiche della nuova stagione
barocca, che ne avrebbero segnato le tendenze fino a Settecento
inoltrato. Giordano - detto “Luca Fapresto” per la
rapidità con cui riusciva a riprodurre le opere dei maestri
del Cinquecento - studiò a Napoli nella cerchia di Josep de
Ribera. A Roma venne in contatto con l'ambiente di Pietro da Cortona.
Nel 1667 si recò a Venezia dove rimase fortemente
suggestionato dalla pittura di Tiziano e del Veronese. Nel 1692
venne invitato da Carlo II in Spagna dove realizzò i cicli di
affreschi all'Escorial, al Cason di Buen Retiro, nella sagrestia
della cattedrale di Toledo e nel monastero di Nostra Signora di
Guadalupe. La pala è stata restaurata grazie al contributo
della Fondazione CittàItalia e della Fondazione Banco di
Napoli. Ha contribuito anche il noto cantante partenopeo Peppino di
Capri, donando i proventi del concerto organizzato a Roma, dalla
stessa Fondazione CittàItalia, in occasione delle Giornate
dell’Arte 2008, per festeggiare i suoi cinquant’anni di
carriera. Restituire questa straordinaria opera alla Città di
Napoli e a tutti coloro che amano l’arte - ha detto Alain
Elkann, presidente della Fondazione CittàItalia - riempie
tutti noi di soddisfazione e ci incoraggia ad andare avanti,
proponendo sempre nuove iniziative per coinvolgere i cittadini nella
salvaguardia dei tanti capolavori a rischio. Il restauro è
stato curato da Annalisa Pellecchia con la direzione scientifica di
Flavia Petrelli, funzionario della Soprintendenza per il Polo museale
della città di Napoli. Info:
www.fondazionecittaitalia.it
- 06 36006206. (B.C.)
21 giugno 2009
ARCHEOLOGIA CHE RITORNA. Napoli – Le sontuose sale di
Palazzo Reale a Napoli ospitano, sino al 30 settembre, sessantotto
importantissimi reperti archeologici, esposti in tredici sale con
percorso unico, offrendo una sintesi significativa dell’intensa
attività svolta dal Comando dei Carabinieri negli ultimi
quarant’anni. La mostra, “Archeologia che ritorna”
- la prima di tre eventi - punta a far conoscere l'attività di
tutela e di recupero dell'Arma. L'occasione è la ricorrenza
del quarantesimo anniversario dell'istituzione del Comando Tutela
Patrimonio Culturale. Le opere esposte hanno diversa provenienza e
coprono un periodo che va dall’VIII sec. a.C. al V sec. d.C.
Molti reperti recuperati arrivano dall’Italia meridionale e
dall’Etruria. In ambito etrusco laziale ricordiamo la bella
antefissa di Menade e Sileno (V sec.a.C.), proveniente da scavi
clandestini e realizzata a matrice con due colori : bianco per la
Menade e ocra per il Sileno. Tra le opere recuperate in esposizione
il “Volto d’avorio”, conservato nel Museo Nazionale
Romano di Palazzo Massimo alle Terme; il busto in bronzo della dea
Minerva, rubato nell'area archeologica di Ercolano nel 1975, e il
volto in bronzo di un bambino, trafugato dalla Casa dei Vettii, a
Pompei, nel 1978 e recuperato due anni dopo. Si potrà vedere
anche l'affresco con «Figura femminile», risalente al I
sec. d. C., strappato dalla parete della casa di Fabio Rufo a Pompei,
oltre, naturalmente, ad una selezione accurata dei reperti più
belli, recuperati tra Europa e America. Il catalogo della mostra,
con testi introduttivi, schede scientifiche e foto delle opere
esposte, è edito da Sillabe. Le altre due iniziative si
svolgeranno a Roma e Firenze. La prima, a Castel Sant'Angelo, dal 10
settembre al 30 gennaio 2010, sarà titolata «Antologia
delle meraviglie» e proporrà reperti archeologici come
la Triade Capitolina del II secolo d. C., insieme ad altre opere come
il «Cristo di Pietà tra la Madonna e san Giovanni
Evangelista» di Andrea della Robbia. «Aspetti del sacro
ritrovati», l'altra esposizione, invece avrà luogo a
Palazzo Pitti dal 21 novembre al 6 aprile 2010. Info :
www.beniculturali.it –
081.5808325 - 6 . (B.C.)
14 giugno 2009
BEATO ANGELICO, L’ALBA DEL RINASCIMENTO. Roma –
I Musei capitolini, a Palazzo Caffarelli, ospitano la più
grande mostra di questi ultimi anni - dopo le due del 1955, una
vaticana e l’altra fiorentina, e quella più recente
(2005) del Metropolitan Museum di New York - dedicate a Fra’
Giovanni da Fiesole, più noto come Beato Angelico. Frate
domenicano beatificato e nominato Patrono degli artisti da Giovanni
Paolo II nel 1984 e definito Beato, propagandista del Paradiso,
invece, da Elsa Morante. La mostra commemorativa, organizzata dal
Comitato Nazionale per le Celebrazioni del suo 550° anniversario
in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali e la
Sovraintendenza del Comune di Roma e Zètema Progetto Cultura,
oltre alle più celebri
opere
dell’autore presenta anche
opere mai esposte in passato, dal Trittico della Galleria Corsini di
Roma alla predella della Pala di Bosco ai Frati, restaurati per
l’occasione. “L’Alba del Rinascimento”, come
ha dichiarato il sindaco Alemanno, restituisce una visione più
completa e complessa del Beato Angelico: il suo essere, in molti
casi, un innovatore, pienamente partecipe alla nascita di una nuova
civiltà, quella rinascimentale, che vide la luce a Firenze nei
primi anni del Quattrocento. La mostra monografica, ha sottolineato
il sindaco, conferma Roma come capitale di grandi eventi nei circuiti
internazionali dell’arte e consente di conoscere a pieno
l’artista, seguendo i periodi della sua produzione, dagli
esordi fino all’ultima fase romana, decisamente ispirata a un
maturo umanesimo, documentando la sua poliedrica attività di
pittore, miniatore e disegnatore. Di grande interesse i risultati
delle indagini riflettografiche agli infrarossi, fatte dal
Laboratorio Arti Visive della Scuola Normale Superiore di Pisa -
presentati nel catalogo edito da Skira - da cui emerge il tratto
elegante e privo di incertezze dei suoi dipinti. La mostra può
essere vistata anche dal pubblico non vedente grazie ad un itinerario
tattile e multidisciplinare. Curata da Alessandro Zuccari, Giovanni
Morello e Gerardo de Simone, l’esposizione - fruibile sia con
un biglietto singolo che con uno cumulativo comprensivo anche della
visita ai Musei Capitolini - si avvale di un comitato scientifico di
altissimo profilo, presieduto dal prof. Maurizio Calvesi, Accademico
dei Lincei. Info: 060608 - www.museicapitolini.org.
(B.C.)
7 giugno 2009
GIOTTO E IL TRECENTO. Roma - Il Complesso del Vittoriano -
a più di settant’anni dall’ultima grande mostra di
Firenze, allestita alla Galleria degli Uffizi nel 1937 - ospita una
preziosa rassegna dedicata a
Giotto,
il più importante pittore
del trecento, da molti ritenuto l’artista simbolo dell’intero
Medioevo. Oltre 150 opere, di altissimo livello, sono raccolte in
un’esposizione evento che ripercorre il percorso figurativo
dell’autore nella sua interezza, mettendo in luce la svolta
impressa alla tradizione anche attraverso le opere dei suoi
contemporanei più prestigiosi, dal Cibabue al Lorenzetti, da
Arnolfo Di Cambio a Giovanni Pisano. Preziosissime opere su tavola,
importanti sculture, rari manoscritti e oreficerie di pregio danno
conto di tutte le diverse ramificazioni dell’influsso del
maestro fiorentino sull’arte italiana del suo tempo. Spiccano
20 capolavori eseguiti dal “ più Sovrano Maestro stato
in dipintura”, oggi molto difficili da spostare per ragioni di
conservazione, esposti a Roma per la prima volta. Le opere sono
state messe a disposizione un po’dai musei di tutto il mondo.
Fra gli altri, ricordiamo, oltre agli Uffizi e la Pinacoteca
Vaticana, il North Carolina Museum of Art, Raleigh e il Museu
Nacional d’Art de Catalunya, Barcellona. La manifestazione si
svolge sotto l’alto Patronato del Presidente della Repubblica
Italiana e della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è
promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con
la partecipazione, fra gli altri, dell’ ENIT e della Conferenza
Episcopale Italiana. La mostra è curata del Prof. Alessandro
Tomei, Ordinario di Storia dell’Arte Medievale, all’Università
“G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara, in
collaborazione con Claudia Viggiani, con il contributo di un
prestigioso comitato scientifico composto dai maggiori esperti
italiani e stranieri dell’età medievale e della pittura
del Duecento e del Trecento. La mostra è anche l’occasione
per presentare in anteprima assoluta importanti restauri, come quello
del Polittico di Badia, proveniente dagli Uffizi. Sponsor ufficiali
della manifestazione: l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli
di Stato, il Gioco del Lotto, l’UniCredit Group e le Ferrovie
dello Stato. Il catalogo è edito da Skira. La mostra si potrà
visitare sino al 29 giugno. Info: tel. 06.6780664 - 06.6780363.
(B.C.)
31 maggio 2009
IL FUTURO DI GALILEO Padova - La scienza e la tecnica dal
Seicento al terzo millennio passando attraverso le scoperte di
Galileo Galilei
, questo il tema della grande mostra del Centro
Culturale Altinate di Padova, promossa dal Comune di Padova assieme
all’Università cittadina. Si tratta di un viaggio
appassionante, dal passato ai nostri giorni, partendo proprio dalle
ricerche e dalle intuizioni dello scienziato toscano che a Padova
trascorse anni fondamentali. Un omaggio originale alla modernità
straordinaria di Galileo, che percorse sentieri di ricerca che
continuarono ad essere battuti nei secoli successivi. All’epoca
di Galilei domina incontrastata la concezione tolemaica: si pensa la
Terra immobile, posta al centro dell’Universo, mentre le
stelle, il Sole e i pianeti gli ruotano intorno. Le sue teorie
innovative, anzi rivoluzionarie, vengono ritenute eretiche e per
questo viene condannato dalla chiesa cattolica. La riabilitazione
arriva postuma, quattro secoli più tardi, con papa Karol
Wojtyla. Inizia le sue esplorazioni nel 1609 osservando la Luna e
Giove (scoprendo le sue Lune), le varie costellazioni e la Via
Lattea. Galileo all’epoca ricopre la Cattedra di Matematica a
Padova. Il primo cannocchiale in realtà viene inventato nel
1608 in Olanda, ma Galileo un anno più tardi riesce a
costruirne uno capace di 20 ingrandimenti. Nasce l’astronomia
moderna. Questa bella mostra intende rendere onore al genio
galileiano, mettendo in luce alcune delle principali caratteristiche
del suo metodo scientifico. La sua ricerca e gli strumenti inventati
saranno la premessa per gli sviluppi successivi della scienza fino ad
oggi e da oggi al futuro. Ecco, appunto, “Il futuro di
Galileo”, il filo rosso che lega tutto l’evento
espositivo. Le varie sezioni tematiche propongono esperimenti,
simulazioni multimediali, preziosi strumenti scientifici antichi e
moderni, video, documentazioni fotografiche esclusive e vari
exhibit. La mostra, comunque, si rivolge ad un pubblico di tutte le
età e di tutti i livelli di istruzione per far conoscere la
rivoluzione galileiana ed il suo valore. L’esposizione rimarrà
aperta sino al 14 giugno. Info: tel. 049 2010010 -
www.ilfuturodigalileo.it.
(B.C.)
24 maggio 2009
TORNA ALLA LUCE UN PREZIOSO MOSAICO TARDO-ROMANO. Reggio
Emilia - Scoperto nella Cattedrale di Reggio Emilia uno dei più
interessanti mosaici di epoca tardo romana. Scene mitologiche,
danzatori, animali e motivi geometrici si intrecciano in uno
splendido tappeto di pietra. In realtà il rinvenimento è
pertinente ad un edificio civile, forse una domus. Secondo le
indagini archeologiche la stanza potrebbe raggiungere i 200 metri
quadrati. Il mosaico è stato trovato a due metri e mezzo di
profondità dall’attuale piano di calpestio della cripta
ed è composto di tessere in pietra, pasta vitrea e lamine
d’oro. Del grande pavimento originario rimangono parte della
cornice ed alcune parti del tappeto musivo, caratterizzato da piccole
figure di danzatori e da tre scene a carattere mitologico. Una di
queste scene rappresenta due figure nude e riccamente ingioiellate :
l’uomo regge nella mano destra due anatre vive, la donna un
grosso pesce ancora attaccato alla lenza. Secondo il Soprintendente
per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, Malnati, una
raffigurazione così palesemente pagana deve essere stata
realizzata prima che l’imperatore Teodosio rendesse il
Cristianesimo religione di Stato dell'Impero (380 d.C.) e quindi
collocherebbe il mosaico in pieno IV d.C. Accantonata, dunque,
l’ipotesi di un edificio religioso, acquista terreno quella di
un’aula privata dedicata al culto di divinità orientali.
Ipotesi, questa, che sembra essere accreditata dalla presenza nelle
altre rappresentazioni del mosaico del fiore di loto, normalmente
associato al culto della dea Iside, dei cimbali, suonati nelle
cerimonie religiose in onore della dea Cibele, e dell’edera e
della vite, collegate al culto di Dioniso. Il complesso progetto di
recupero avviato nel 2002 dal Comitato per il Restauro della
Cattedrale di Santa Maria Assunta di Reggio Emilia e coordinato dalla
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici, ha
coinvolto direttamente il Ministero per i Beni e le Attività
Culturali, attraverso le Soprintendenze di settore, oltre all’Ufficio
Diocesano Beni Culturali. Gli scavi, in corso di ultimazione, hanno
messo in luce la stratificazione dei siti sotto la cattedrale,
riportando alla luce monumenti di epoca precedente. Fra i più
interessanti un edificio absidato con pavimentazione in cocciopesto
e quelli di un’abitazione quasi certamente di età
longobarda. (B.C.)
17 maggio 2009
LA NOTTE DEI MUSEI Roma - Il 16 maggio musei aperti fino
alle due di notte (ultima entrata all’1.00) con ingresso
gratuito non solo nella Capitale, ma anche in tutte le Regioni
italiane. L’iniziativa, giunta alla sua quarta edizione, sarà
accompagnata da tutta una serie di spettacoli e manifestazioni a
tema, sempre gratuiti. Sul territorio nazionale sono previsti oltre
100 eventi.
La notte dei musei, pensata per avvicinare
il grande pubblico all’ambiente museale, nasce nel 2005 su idea
del Ministero della Cultura e della Comunicazione francese.
Quest’anno, per la prima volta, aderiranno anche Scozia,
Irlanda del Nord, mentre Belgio, Serbia e le municipalità di
Copenaghen, Barcellona e Bucarest amplieranno le loro proposte.
L’Italia, attraverso il Ministero per i Beni e le Attività
Culturali, svolgerà un ruolo di coordinamento nazionale fra i
vari istituti territoriali. L’iniziativa è aperta a
tutti. Per aderire è sufficiente inviare, tramite l’apposito
form, disponibile sul sito del Ministero, le proprie proposte alle
Direzioni Regionali di competenza che ne valuteranno la validità.
A Roma sarà possibile vistare, fra gli altri, Palazzo
Barberini, lo storico Palazzo del Collegio Romano sede del
Ministero, il Museo di Valle Giulia, il Museo Nazionale Romano delle
Terme di Diocleziano e quelli di Palazzo Altemps, Palazzo Massimo e
della Crypta Balbi. Fuori porta, invece, a Tivoli, sarà
possibile fare una splendida passeggiata nell’Area archeologica
di Villa Adriana: percorso dal Pecile al Canopo (Largo M. Yourcenar,
snc - 0774.530203). A Velletri, presso il Museo Civico Archeologico
“O. Nardini” (Piazza Cesare Ottaviano Augusto, 1 -
06.96158268) sarà possibile vedere la proiezione
cinematografica “Misteri notturni al Museo. Cosa accade di
notte in un Museo?”. Rimarrà aperto anche il Museo
Archeologico Nazionale di Palestrina, a Palazzo Barberini (Piazza
della Cortina,1 - 06.9538100), ma le visite saranno possibili solo
tramite prenotazione. Info: www.beniculturali.it,
800 99 11 99 - www.museiincomuneroma.it,
06 06 08. (B.C.)
10 maggio 2009
PYRGOS-MAVRORAKI : L’INDUSTRIA DEI PROFUMI NEL MONDO
ANTICO. Viterbo - Afrodite, Artemide, Athena e Hera, questi i
nomi attribuiti ai quattro profumi del mondo antico in
mostra al
Museo Nazionale Etrusco di Viterbo, sulla Rocca Albornoz. Partendo
dai reperti rinvenuti nel sito cipriota di Pyrgos-Mavroraky, il
Centro di Archeologia Sperimentale Antiquitates di Blera, sulla base
delle analisi fornite dai ricercatori del CNR di Roma, che ha
promosso l’iniziativa, ha potuto ricostruire l’articolato
ciclo produttivo connesso all’utilizzo dell’olio,
ricostruendo anche le arcaiche fragranze dei profumi distinte dai
nomi delle dee dell’Olimpo. La mostra espone tutta una serie
pregevole di reperti provenienti dalla spedizione del CNR sul sito
cipriota datato terzo millennio a.C., sovvenzionata dal Ministero
degli Affari Esteri, compresa una dettagliata ricostruzione al vero
che aiuta i visitatori a comprendere l’intero ciclo di
lavorazione. Partendo dai reperti trovati, i ricercatori Antiquitates
sono riusciti a ricostruire non solo il ciclo di produzione dei
profumi, ma anche delle leghe metalliche, oltre alle svariate fasi
della filatura, della tessitura e della tintura di stoffe. In tutti
e tre i casi, si tratta dei cicli produttivi che diedero fama
all’isola di Afrodite, luogo d’origine della cipria. Per
la prima volta, dunque, le congetture degli archeologi vengono
confermate nei test di archeologia sperimentale collegando il passato
al presente. Lo scavo di Pyrgos-Mavroraky, iniziato nel 1995, sta
portando alla luce una vasta area industriale distrutta da un
violento terremoto nel 1850 a.C. circa, in cui, tra l'altro, si
producevano profumi. Numerose fonti letterarie ed epigrafiche
ricordano gli incensieri, gli oggetti che servivano a diffondere il
profumo delle essenze odorose nei vari ambienti. Tenuti in equilibrio
sulla testa di una danzatrice compaiono anche in scene ludiche di
onoranze funebri in due pitture tombali etrusche, quelle della Tomba
dei Giocolieri di Tarquinia e quella della Scimmia di Chiusi. In
occasione della mostra è stato presentato anche un volume
dedicato ai più recenti ritrovamenti del sito di Pyrgos,
incluso un edificio a perimetro triangolare, probabilmente il più
antico tempio eretto a Cipro, risalente a 4 mila anni fa. La mostra
si potrà visitare sino al 31 maggio. Info: 0761/325929 -
0761/415031 -
www.pyrgos-mavroraki.net.(B.C.)
3 maggio 2009
LA CULTURA E’ DI TUTTI : PARTECIPA ANCHE TU. Roma -
Questo lo slogan con cui il Ministero dei Beni e delle Attività
Culturali ha lanciato la
Settimana della Cultura arrivata alla undicesima edizione.
Il Ministero ogni anno dedica una
settimana alla promozione del patrimonio culturale con
l’organizzazione di eventi e l’apertura gratuita di tutti
i luoghi statali. La manifestazione quest’anno prevede,
eccezionalmente, nove giorni di iniziative invece di sette, in quanto
concomitante con la festività della Liberazione, il 25 aprile.
Scopo fondamentale dell’iniziativa è quello di favorire
la conoscenza della cultura e di trasmettere l’amore per l’arte
ad una platea sempre più ampia di cittadini che per nove
giorni, dal 18 al 26 aprile, possono scegliere tra mostre, convegni,
laboratori, visite guidate, concerti, spettacoli, proiezioni
cinematografiche e aperture straordinarie in tutte le regioni
d’Italia. Alla realizzazione dell’evento partecipano,
aumentando il valore aggiunto dell’intera manifestazione, tutti
gli Istituti territoriali del Ministero, gli Enti locali,
Istituzioni, Associazioni, Fondazioni statali e private e il
Ministero degli Affari Esteri con gli Istituti Italiani di Cultura
all’Estero per la promozione e la divulgazione della settimana
anche a livello internazionale. Rimanendo in provincia, a
Civitavecchia è possibile fare delle visite guidate al Museo
Nazionale Archeologico - che ha sede nella ex dogana pontificia di
Clemente XIII, sede museale dagli anni ’50 del secolo scorso -
con presentazione dei materiali provenienti dal territorio.
L’iniziativa è curata dalla Soprintendenza per i Beni
Archeologici dell’Etruria meridionale in collaborazione con
l’Associazione Culturale Centumcellae (Largo del Plebiscito, 1
- tel. 0766 23604 - 06 3226571). A Cerveteri, invece, presso la Casa
dei Grifoni, viene presentata una selezione delle ultime scoperte
fatte nella necropoli della Banditaccia e, in particolare, dei
corredi di due tumuli scavati lo scorso inverno. Anche questa
iniziativa è curata dalla Soprintendenza in collaborazione con
il Comune di Cerveteri (Piazza Santa Maria - tel. 06 9941354). Info:
www.beniculturali.it –
800991199. (B.C.)
24 aprile 2009
ARTE’, IN ARRIVO UN NUOVO CANALE CULTURALE. Presto
nascerà un nuovo canale televisivo culturale italiano grazie
alla collaborazione con quello franco-tedesco ARTE’. Al
momento, però, è ancora tutto da definire: dalla banda
su cui opererà, ai tempi di realizzazione. L’idea è
stata sottoscritta dal Ministro per i Beni e le Attività
Culturali, Sandro Bondi, e dal Ministro della Cultura e della
Comunicazione francese, Christine Albanel, in una vera e propria
lettera d’intenti siglata nell’ambito del recente vertice
bilaterale. In passato tutti i tentativi di realizzare una ARTE’
italiana sono naufragati. L’intesa, frutto dei colloqui
intercorsi a Parigi lo scorso settembre, prevede il potenziamento
della cooperazione nel settore dei musei, del cinema, dello
spettacolo dal vivo, degli archivi, delle biblioteche e della lotta
al traffico illecito di beni culturali. I due ministri, inoltre, si
sono reciprocamente informati sulle iniziative in atto nei rispettivi
Paesi in materia di difesa dei diritti d’autore e di contrasto
alla pirateria digitale. ARTE (Association Relative à la
Télévision Européenne) nasce nel 1992 da un
trattato fra lo Stato francese ed i Länder tedeschi come canale
culturale di servizio pubblico a vocazione europea. Le trasmissioni
di ARTE iniziano lo stesso anno sulle reti via cavo francesi e
tedesche. Sempre nel 1992 il Conseil supérieur de
l’audiovisuel (CSA), in seguito alla cessazione delle
trasmissioni di La Cinq - su domanda del governo francese -
attribuisce ad ARTE le frequenze analogiche lasciate vacanti sul
quinto canale terrestre nazionale francese. ARTE è associata
ad altri canali pubblici europei come la RTBF belga e la TVE
spagnola ed è diffusa simultaneamente in diverse lingue in
tutta Europa dalla sua sede di Strasburgo. Il Ministro Bondi,
infine, ha annunciato alla collega Albanel che l’Italia aderirà
con entusiasmo alla “Notte dei Musei” in programma per il
prossimo 16 maggio e, pertanto, le istituzioni culturali statali
italiane, analogamente a quelle francesi, saranno aperte
gratuitamente dal tramonto fino a notte inoltrata con eventi e
manifestazioni collaterali organizzate per l’occasione. Info:
http://www.arte.tv/fr/70.html. (B.C.)
19 aprile 2009
ARRIVA IL MASTER IN ARCHEOLOGIA. Monte Porzio Catone -
L’Università degli Studi della Tuscia e il Comune di
Monte Porzio Catone hanno siglato una convenzione per studiare le
nuove tecnologie applicate ai beni culturali con dei corsi di
specializzazione post laurea. Le lezioni, in accordo con il Centro
Regionale di Educazione e Informazione Ambientale (CREIA), si
svolgeranno nella bella sede rinnovata dell’Ephebeum -
chiostro del Collegio inglese, nel cuore del centro storico della
cittadina, in aule attrezzate con tecnologie multimediali. La
convenzione prevede degli stage specifici durante i quali i corsisti
saranno coinvolti anche nelle attività di ricerca del Polo
Museale locale. I nuovi stage si collocano nell’ambito del
Master TECAM (Tecnologie Cultura Area Mediterranea), nato nel 2007
dalla collaborazione dell’Università degli Studi della
Tuscia con la Comunità Montana “Castelli Romani e
Prenestini”, come risposta alla crescente domanda di
specializzazione nella gestione e valorizzazione del patrimonio
culturale dell’Italia centro-meridionale e dell’area
mediterranea. I corsi sono articolati in lezioni frontali, attività
pratiche e stage, con durata di dieci mesi. Obiettivo della nuova
collaborazione è quello garantire una maggiore ricchezza
formativa dedicata ed un più approfondito studio del
territorio regionale. Infatti, sin dalla sua origine, il TECAM è
stato strutturato come centro didattico di alta formazione e, al
contempo, come centro di ricerca sul territorio, con un costante
confronto tra i docenti ed i corsisti che vengono guidati in tutte le
fasi della ricerca, dal reperimento dati alla divulgazione. Per
l’anno accademico 2008/2009, il TECAM propone due Master : uno
di primo livello in “Strumenti e tecnologie avanzate per la
conoscenza e la valorizzazione del patrimonio culturale dell’Italia
centro-meridionale e dell’area mediterranea”, e uno di
secondo livello in “Archeologia - Territorio. Ricerca e
comunicazione”. Il diploma conseguito dà diritto a
punteggio in tutti i casi previsti dalle normative vigenti, come ad
esempio nelle graduatorie per l'insegnamento. Le lezioni inizieranno
il prossimo 18 aprile. Info: www.unitus.it (area “Alta formazione”). (B.C.)
5 aprile 2009
L’ITALIA E L’ANTICO SITO DI UR DEI CALDEI. Baghdad
- In questi giorni ha riaperto il prestigioso
Museo dell’Iraq,
dopo i danni subiti nel recente conflitto. Sono stati inaugurati
anche il nuovo allestimento della Sala Assira, ristrutturata con il
contributo italiano, e le Sale Islamiche. Il Museo, chiuso dalla
prima guerra del Golfo del 1991, venne saccheggiato nel 2003. Il
Governo italiano sin dai primi giorni successivi al termine della
guerra, ha intrapreso un complesso di iniziative, realizzate dal
Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sotto il
coordinamento delle nostre autorità diplomatiche, mirate a
supportare il difficile processo di recupero. Nel 2004 vennero
ripristinati i laboratori di restauro del Museo di Baghdad, distrutti
durante il saccheggio che seguì all’ingresso
dell’esercito americano in città, e venne avviato il
restauro di alcuni dei più importanti manufatti rubati dal
museo e poi recuperati. Con le autorità irachene venne anche
concordata un’azione urgente per la protezione del sito di Ur.
La città di Ur situata vicino alla foce del Tigri e
dell’Ufrate, fu una delle città più grandi del
mondo. Si tratta di uno dei siti più importanti dell’intera
Mesopotamia e si trova proprio vicino a Nassiria. Nella necropoli di
Ur sono state ritrovate le testimonianze dell’antica civiltà
sumerica nel suo momento di maggior splendore, tra il 2600 e il 2500
a.C. I tesori unici che sono tornati alla luce oggi sono divisi tra
il British Museum, il Museo di Baghdad e il Museum of Archaeology and
Anthropology di Pennsylvania. La situazione del sito, però,
è molto precaria. I resti che non vennero ricoperti dopo la
fine degli scavi. nel 1934, si stanno rapidamente degradando, specie
i mattoni crudi, usati per le costruzioni più antiche. Proprio
per questo il nostro Paese si è impegnato anche nella
formazione del personale locale. Una prima iniziativa didattica per i
dipendenti dello State Board of Antiquities si è appena
conclusa, mentre a breve termine inizierà un nuovo ciclo di
formazione di più lunga durata (nove mesi) sull’istruzione
tecnica di altro personale iracheno sulla conservazione dei materiali
antichi sia nei siti archeologici che nei musei, finanziato della
Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo. (B.C.)
29 marzo 2009
FAI ANCHE TU. Roma - Il 28 e 29 marzo 2009 il Fondo
Ambiente Italiano invita tutti i cittadini alla 17a Edizione della
Giornata di Primavera, con lo slogan
FAI anche tu. Due
giornate dedicate a quanti hanno a cuore le bellezze del nostro Paese
ed intendono tutelarle. Per l’occasione saranno aperti, in 210
città, ben 580 monumenti di solito non accessibili al grande
pubblico. Per questa edizione sono 12 mila gli “apprendisti
Ciceroni” che illustreranno ai visitatori i beni
eccezionalmente aperti. Dall'inizio dell'anno scolastico, infatti,
gli studenti si sono preparati per questo ruolo sotto la guida degli
insegnanti e dei delegati FAI. A Roma verrà aperto Palazzo
Koch, sede della Banca d'Italia, progettato dall’architetto
omonimo, costruito tra il 1888 e il 1892, e la splendida Villa Lubin,
situata all’interno di Villa Borghese - ospita dal 1908
dell'Istituto Internazionale di Agricoltura, costituito con il
patrocinio di Vittorio Emanuele III, ma ideato e fortemente voluto da
David Lubin - oggi sede del Cnel. Nel 2008 l'adesione è stata
altissima con 500.000 presenze nei siti selezionati. Tra le
iniziative di maggior interesse messe a punto per l'ultimo week end
di marzo, c'é il centenario della nascita di Indro
Montanelli, che il Fai ricorderà nella città natale del
giornalista, Fucecchio. Nel cinquecentesco Palazzo della Volta, sede
della Fondazione Montanelli-Bassi, si potrà visitare la
ricostruzione dei suoi due studi, quello di Roma e quello di Milano,
con mobili e arredi originali, compresa la famosa macchina da
scrivere, lettera 22. L’antico palazzo crebbe nel Medioevo, là
dove si trovavano le case degli antenati di Montanelli che facevano
parte della potente consorteria detta, appunto ,"della Volta".
La facciata del palazzo reca tuttora evidenti le tracce delle
preesistenti abitazioni medievali, anche se l'interno è stato
radicalmente ristrutturato tra XVI e XVIII secolo. Molte anche le
visite guidate nell’ambito degli itinerari UNESCO, a partire
dalla “Longobardia”, come viene proposta dal sito
“Italia Langobardorum-Centri di potere e di culto (568-774
d.C.)”. L’anno scorso l’Italia ha candidato questo
sito, che comprende le testimonianze longobarde più rilevanti,
a diventare patrimonio dell’umanità. Info :
www.fondoambiente.it.
(B.C.)
22 marzo 2009
ROMA ANTICA IN 3D. Roma - Grazie a Google e al suo progetto
su Roma Antica oggi è possibile visitare per via telematica la
Capitale così come era ai tempi di Costatino, circa 1.688 anni
fa. Sono quasi settemila gli edifici dell’Antica Roma
ricostruiti in 3D e visualizzabili attraverso questo progetto.
Sicuramente si tratta della più grande simulazione mai tentata
di una città. Il modello - che finora è costato oltre
tre milioni di dollari - riproduce l’Urbe del 320 d.C.
all’interno delle Mura Aureliane. Un’esperienza
straordinaria - ha commentato il sindaco, Gianni Alemanno,
all’indomani della sua presentazione ufficiale - che dimostra
quanto le nuove tecnologie possano fare per promuovere cultura e
diffondere conoscenza. Il progetto è stato realizzato da
Google in collaborazione con Past Perfect Productions Srl (Roma,
Italia), l’Università della California, UCLA (Los
Angeles, California, USA), ed il dipartimento IATH dell’Università
della Virginia (Charlottesville, Virginia, USA). La tecnologia
utilizzata è il «Reverse Modeling», che consente
di riportare in forma digitale una forma fisica per poi inserirla in
un ulteriore processo digitale, mentre il suo carattere “open”
stimola la cooperazione in Rete fra archeologi, architetti ed
informatici. Con Roma Antica in 3D non solo è possibile
volare sulla città come appariva ai tempi di Costantino,
esplorare gli interni di molti edifici famosi ed i grandi luoghi
della storia come il Foro Romano, il Colosseo ed il Foro di Cesare,
ma anche scoprire come vivevano gli antichi abitanti dell’Urbe.
Inoltre, tramite un apposito canale di YouTube è possibile
accedere all’archivio Teche, messo a disposizione dalla RAI. I
video sono a portata di clic e accessibili direttamente dalle
finestre informative di Google Earth. Fra i più gettonati la
Domus Aurea e la Colonna Traina. La visione è molto semplice
ed alla portata di tutti. Per poter viaggiare nel tempo, però,
è necessario scaricare Google Earth 4.3 ed aprire la
simulazione su Roma Antica. Info:
http://earth.google.it/rome/.
(B.C.)
15 marzo 2009
LA DONNA NELL’ARTE.
“
La donna nell’arte”
questo lo slogan con cui il Ministero dei Beni e delle Attività
Culturali, in occasione della festa della donna, ha lanciato un ricco
programma di concerti, mostre, laboratori, dibattiti, proiezioni e
molti altri eventi ancora, per rappresentare l’arte al
femminile in tutta la penisola. Ma non solo. L’8 marzo il
Ministero offre a tutte le donne l’ingresso gratuito nei luoghi
d’arte statali. Donna e Arte: un connubio “magico”
per gli artisti di tutte le epoche che in lei hanno individuato una
“musa” ispiratrice. Molte quelle che hanno saputo
esprimere il proprio talento artistico in prima persona, superando
pregiudizi ed ostacoli sociali. Dopo le grandi trasformazioni del
ventesimo secolo, il ruolo dell’arte è molto importante,
perché è in grado di esprimere la realtà
femminile in maniera universale, superando ogni barriera culturale,
riaffermando il concetto che eguaglianza non è sinonimo di
uniformità, ma è piuttosto il risultato di un
atteggiamento armonioso nella visione e comprensione del mondo. A
Roma è possibile visitare la bella mostra organizzata dalla
Biblioteca Casanatense, nel Salone Monumentale,“Luce Delhove”,
dedicata all’eclettica e appassionata produzione dell’artista
(tel. 06.69.76.031 www.casanatense.it),
dalle sculture ai gioielli. A Lugagnano Val d’Arda (PC), presso
l’Antiquarium della città romana di Veleia, viene
esposto un calco-riproduzione del pregevole busto in bronzo
raffigurante Baebia Bassilla, datato alla fine del I sec.
a.C.,e rinvenuto negli scavi della città romana, corredato da
una documentazione audiovisiva. Le chiome recise indicano il ruolo
sacerdotale del personaggio, mentre il volto è
straordinariamente intenso. L’originale è da sempre
esposto nel Museo Archeologico Nazionale di Parma. A Sesto
Fiorentino, invece, viene presentata una mostra cinematografica
dedicata a dieci registe italiane, fra cui figurano Cristina
Comencini, Francesca Archibugi e Anna Negri. Sul sito del Ministero è
disponibile l’elenco dettagliato di tutte le iniziative
articolato per regioni (www.beniculturali.it).
Info : tel. 0.66723.2635 .2390 .2851. (B.C.)
8 marzo 2009
GREGORIO GUGLIELMI, PITTORE ROMANO DEL SETTECENTO. Roma -
I saloni dell’ex convento di Sant’Agostino, oggi sede
dell’Avvocatura Generale dello Stato aprono al pubblico per la
prima volta in occasione della mostra : “Gregorio Guglielmi,
pittore romano del Settecento”. L’esposizione è
stata ideata dal Soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico,
Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma,
Prof. Claudio Strinati e curata dalla storica dell’arte della
stessa Soprintendenza, Edith Gabrielli. Si tratta della prima
retrospettiva interamente dedicata a Gregorio Guglielmi, grande
protagonista del Settecento romano ed europeo. La mostra ripercorre
le tappe dell’artista, a lungo dimenticato, con venti
capolavori provenienti dai musei e dalle collezioni di tutto il
mondo. Gregorio Guglielmi fu uno degli artisti più richiesti e
apprezzati del suo periodo: lavorò per chiese come quella di
Santa Maria in Vallicella a Roma e di San Michele Arcangelo a
Caprarola, per residenze nobiliari, come Palazzo Corsini a via della
Lungara, e per alcune delle corti europee più importanti del
Settecento, come quella di Vienna, dove realizzò gli affreschi
del castello di Schönbrunn. La mostra è anche l’occasione
per far conoscere al pubblico i dipinti inediti della cappella
dell’ex convento e gli ultimi grandi restauri. Due volte al
giorno, alle 15.00 e alle 17.00, infatti, è possibili fare
delle visite guidate all’intero comprensorio. Il plesso di
Sant’Agostino, oggi sede dell’Avvocatura, fu edificato
per volere del Cardinale d’Estouteville, ed ampliato
successivamente nel XVII secolo. La ristrutturazione del convento
primitivo fu voluta da Padre Agostino Gioia, Priore generale
dell’Ordine, che diede l’incarico all’Architetto
Luigi Vanvitelli. Vanvitelli realizzò la sala del refettorio e
quella capitolare, oggi biblioteca dell’Avvocatura, riducendo
la superficie originaria del convento. La vera “chicca”
dell’edificio è il refettorio, chiamato Sala Vanvitelli
dal 1968, a pianta rettangolare e volta a botte, impreziosito
dall’affresco della “Moltiplicazione dei pani e dei
pesci”, considerato il capolavoro del Guglielmi. La mostra si
potrà visitare fino al 15 marzo. Info : 06.6829370. (B.C.)
28 febbraio 2009
SALVIAMO UN CODICE. Verona - Quest’anno il codice da
salvare, nell’ambito del progetto promosso dalla casa editrice
veronese Nova Charta - da quindici anni punto di riferimento per
bibliofili e antiquari - è il prezioso “Taccuino di
viaggio da Parigi a Venezia” di Vincenzo Scamozzi. Si tratta
di uno straordinario documento del viaggio alle sorgenti del gotico
compiuto nel 1600 dal grande architetto vicentino, allievo e
continuatore del Palladio. Il restauro del prezioso documento
cartaceo viene portato avanti dal Laboratorio Filigrana Margherita
Errera di Venezia, grazie al supporto dell’Ente Fiera di
Vicenza e dovrebbe essere presentato in occasione di “Epoca,
Salone dell’Antiquariato” (Vicenza, 16-19 ottobre).
Nelle due edizioni precedenti del progetto di recupero, quelle del
2007 e dello scorso anno, sono stati restaurati l’Ottateuco
etiopico della Biblioteca Forteguerriana di Pistoia - un codice che
racchiude gli otto libri dell’Antico testamento, miniato da due
amanuensi copti, Maka Sêdêq e Pâwlos, a metà
del Quattrocento - e il Decretum Gratiani della Biblioteca
Malatestiana di Cesena - un testo di diritto canonico elaborato dal
monaco Graziano nel XII secolo e conservato a Cesena in una versione
copiata nell’ambiente universitario della Bologna del XIII
secolo. La missione di cultura viene portata avanti dalla seconda
ammiraglia dell’ editrice, “Alumina”, prestigioso
trimestrale (a diffusione nazionale nelle edicole e nelle Librerie
Feltrinelli) stampato in cinque colori dedicato all’arte della
miniatura e del codice miniato, nonché all’editoria
facsimilare: una preziosa finestra sui modi della trasmissione e
della conservazione del sapere prima di Gutenberg e della stampa,
quando ogni libro era un’opera unica ed insostituibile, senza
prezzo. Il progetto “Salviamo un codice” si svolge sotto
l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, con
il patrocinio della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, con il
contributo, fra gli altri, del Ministero per i Beni e le Attività
culturali e dell’Istituto Centrale della Patologia del Libro.
Info: www.alumina.it. (B.C.)
21 febbraio 2009
POMPEO BATONI, L’EUROPA DELLE CORTI. Lucca - A
Palazzo Ducale, ottanta dipinti e una quindicina di disegni, concessi
in prestito dalle maggiori collezioni pubbliche e private europee ed
americane, ripercorrono, in modo esaustivo, le vicende di uno dei
maggiori protagonisti dell’arte europea del Settecento, nel
terzo centenario della sua nascita, Pompeo Batoni.
La mostra -
articolata in sei sezioni, che raccontano il suo lungo percorso
artistico - è promossa, fra gli altri, dalla Fondazione
Ragghianti, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, dalla
Provincia e dal Comune di Lucca. In questo modo la cittadina toscana
intende rendere omaggio ad un suo illustre cittadino che proprio in
questa terra si è formato per affermarsi, poi, a Roma e,
soprattutto, in Inghilterra dove è stato uno dei pittori più
ricercati dall’aristocrazia britannica. E proprio il mondo
anglosassone, lo scorso anno, gli ha dedicato due mostre importanti,
una al Museum of Fine Arts di Houston e l’altra alla National
Gallery di Londra. L’esposizione è allestita nel
Quartiere di Parata del Palazzo Ducale, edificio storico da sempre
sede del governo cittadino. Ad eccezione della Galleria
dell'Ammannati - progettata dall'omonimo architetto fiorentino nel
Cinquecento - il Quartiere venne allestito e decorato all'inizio
dell'Ottocento durante il Principato dei Baciocchi e il Ducato di
Borbone, risultando, quindi, in sintonia per affinità di stile
e di gusto con le opere di Batoni e con gli arredi che sono esposti a
loro corredo. L’iniziativa è stata curata da un
prestigioso comitato scientifico, in cui spicca Peter Björn
Kerber del J. Paul Getty Museum, e coordinata da Maria Teresa
Filieri, Direttore dei Musei Nazionali di Lucca e della Fondazione
Ragghianti. La mostra si potrà visitare sino al 29 marzo.
Info : tel. 199 199 111 – www.pompeobatoni.it.(B.C)
15 febbraio 2009
INNAMORARSI DELL’ARTE. San Valentino è la
festa degli innamorati e come ogni anno il Ministero per i Beni e le
Attività Culturali intende regalare una giornata all’insegna
dell’arte e della cultura. Lo slogan coniato per l’occasione,
“Innamorasi dell’arte”, vuole essere un invito a
visitare e conoscere il nostro patrimonio artistico insieme alla
persona amata. Un modo questo per condividere le emozioni e la gioia
suscitate dall’arte. Proprio per questo il 14 febbraio nei
musei, monumenti e siti archeologici statali un biglietto d’ingresso
vale per due persone. Molte le iniziative sul tema organizzate
sull’intero territorio nazionale. A Roma, per l’occasione,
l’Archivio di Stato organizza una visita guidata al Palazzo
della Sapienza, complesso architettonico monumentale costruito
nell’antico rione di S. Eustachio ad opera del grande
architetto Francesco Borromini. L’Archivio di Stato di Roma
conserva, oltre ad un vasto patrimonio di documenti ed antiche
pergamene - circa ventimila - anche gli archivi appartenenti agli
organismi centrali dello Stato pontificio dal XV secolo al 1870, anno
dell’annessione di Roma all’Italia. La visita è
gratuita, ma con prenotazione obbligatoria da comunicare
all’indirizzo e-mail as-rm.mostre@beniculturali.it o al numero
0668190895, e sarà effettuata alle ore 10.30 per massimo 50
persone. Punto di ritrovo: porta d’ingresso al cortile di
Sant’Ivo alla Sapienza in Corso del Rinascimento 40. In
programma anche una mostra “indiscreta” sugli epistolari
d’amore organizzata dalla Biblioteca Statale Baldini, situata
nel cuore del quartiere Pinciano - Parioli. Nelle vetrine della sala
consultazione sarà esposta una selezione degli epistolari
d’amore più interessanti posseduti dalla Biblioteca
(tel. 06/3221208). Non occorre la prenotazione. Fuori porta, invece,
il Museo della Città di Monte Porzio Catone aderisce
all’iniziativa proponendo una suggestiva visita alle sue
collezioni a lume di candela. Inoltre, l’acquisto del biglietto
d’ingresso al museo da diritto al 5% di sconto presso
ristoranti convenzionati. E’ possibile consultarne l’elenco
sul sito del Comune:
www.comune.monteporziocatone.rm.it.
Info : numero verde 800991199 – www.beniculturali.it.(B.C.)
8 febbraio 2009.
CARAVAGGIO, LA CENA DI EMMAUS. Milano – Grazie al
dono dell’Associazione Amici di Brera e dei Musei Milanesi, in
occasione delle celebrazione del bicentenario della Pinacoteca, la
celebre “Cena di Emmaus” si aggiunge alla bella
collezione del 1939. L’opera, realizzata da Caravaggio intorno
al 1606, a Roma, viene eccezionalmente messa a confronto con la
redazione giovanile dello stesso tema, gentilmente concessa in
prestito dalla National Gallery di Londra. Altre due opere giovanili
del maestro lombardo sono state prestate alla Pinacoteca grazie agli
stretti rapporti di amicizia e collaborazione con il Metropolitan
Museum di New York e con la Galleria Borghese di Roma che hanno
voluto in questo modo partecipare alle celebrazioni. Si tratta dei
“Musici” (1594-1595), esperimento giovanile di
composizione a quattro figure. L’opera, eseguita per il
Cardinal Del Monte, prima di arrivare al museo newyorchese ha avuto
molti passaggi di proprietà eccellenti, da Richelieu alla
duchessa d’Anguillon. L’altra opera in prestito proviene
dalla Galleria Borghese, “Il giovane con il canestro”.
Inizialmente di proprietà del maestro presso cui aveva
lavorato Caravaggio appena arrivato a Roma, Giuseppe Cesari - più
noto come Cavalier d’Arpino - entrò poi a far parte
della collezione di Scipione Borghese. Molte le interpretazioni della
critica. La più suggestiva lo considera un autoritratto
dell’autore, ma c’è anche chi ha ipotizzato una
personificazione di Vertumno, dio dei frutti e del mutamento delle
stagioni. In occasione del bicentenario, la Pinacoteca è
oggetto di una serie di interventi di restyling volti a migliorare
l’accoglienza del pubblico e la fruizione delle opere.
Particolarmente significativo è il riallestimento della sala
XIX, dedicata alla pittura lombarda del XV e XVI secolo. Fitto il
calendario di appuntamenti per il 2009 che, comunque, non interferirà
con il normale percorso di visita. Di particolare pregio la mostra
dedicata al restauro della celebre pala “Lo sposalizio della
vergine” di Raffaello, ancora in corso d’opera, prevista
per il prossimo ottobre. La mostra rimarrà aperta sino alla
fine di marzo. Info : tel. 02/722631 -
www.brera.beniculturali.it. (B.C.)
20 gennaio 2009.
RESTAURATO IL PORTALE “DEL PARADISO” Roma –
Il Portale ci è stato restituito da La Giubilarte Eventi, che
ne ha finanziato il restauro nell’ambito della gestione e
valorizzazione del Complesso Monumentale Santo Spirito in Sassia.
L’intervento è frutto della collaborazione
pubblico-privato con la Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici
e con quella per i Beni Architettonici e il Paesaggio del Comune di
Roma. Una mostra fotografica dedicata, allestita nello stesso
complesso monumentale, ha spiegato in dettaglio l’intervento
eseguito. Andrea Bregno, quotato scultore e architetto lombardo,
venne coinvolto nella ricostruzione dell’ospedale innocenziano
del XIII secolo, deterioratosi coll’andare del tempo, insieme
ai peritissimi architetti Baccio Pontelli e Giovanni Pietro
Ghirarducci, per la creazione dei portali dell’entrata
principale (Portale minore) e di quella secondaria a metà di
Borgo Santo Spirito, poi denominata “del Paradiso”,
capolavoro marmoreo monumentale (che invita all’entrata nel
Tiburio, il collegamento tra le due corsie ospedaliere) coperto
dalla metà del XVII secolo da un grande edicola con struttura
in marmo disegnata presumibilmente da Gianlorenzo Bernini. Il
complesso ospedaliero del Santo Spirito sorge sulle rovine della
Villa di Agrippina, i cui resti sono ancora visibili nei sotterranei,
ed è legato alla fondazione della “Schola Saxonum”
nel 727 d.C., quando il re dei Sassoni Ina istituì un centro
di accoglienza per i pellegrini inglesi che venivano a Roma a
visitare la tomba di Pietro. Il prestigioso restauro si iscrive in
una serie di interventi che la Soprintendenza per il Polo Museale di
Roma sta portando avanti insieme al Comitato per le celebrazioni di
Andrea Bregno e che si concluderà con una grande mostra
dedicata all’artista e alla civiltà del Rinascimento,
che si dovrebbe svolgere la prossima primavera a Palazzo Venezia.
Info: tel. 06.6821085 - www.giubilarte.it. (B.C.)
20 gennaio 2009.
MICHELANGELO GIOVANE, IL CROCIFISSO RITROVATO. Roma - Lo
stato italiano ha acquistato il piccolo crocifisso in legno di tiglio
policromo attribuito quattro anni fa a Michelangelo Buonarroti
(1475-1564). La piccola e preziosa scultura era di proprietà
di un antiquario torinese, Giancarlo Gallino, che a sua volta lo
aveva acquistato da una famiglia fiorentina. Secondo il gruppo di
ricercatori che lo ha studiato per oltre dieci anni, l'opera sarebbe
stata realizzata intorno al 1495, quando Michelangelo era appena
ventenne. Hanno deposto in favore dell’attribuzione non solo
l’assoluta precisione dei dettagli anatomici, ma anche i molti
punti di contatto con l’arte di Michelangelo giovane. Tanto
che questa attribuzione, proposta dopo lunghi studi da un esperto di
fama internazionale di scultura fiorentina del Quattrocento qual è
Giancarlo Gentilini, è stata subito condivisa da altri validi
studiosi come Umberto Baldini, Luciano Bollosi e Cristina Acidini.
Il Cristo dalle perfette proporzioni (41,3 x 41,3 centimetri) è
iscrivibile in un cerchio o in un quadrato come il celebre “uomo
vitruviano”, e viene offerto all’ammirazione del fedele
nell’attimo del trapasso, quando - per usare le parole
dell’evangelista Giovanni -“chinato il capo, rese lo
spirito”. Le modulazioni del corpo e le fattezze del viso
propongono al somiglianza con il Cristo della Pietà della
Basilica Vaticana (1497-1499), mentre la torsione animata del corpo
anticipa il colossale David marmoreo (1504). Michelangelo tornò
a lavorare il legno in tarda età, quando realizzò per
il nipote Lionardo un piccolo Crocifisso (1563) che oggi si crede di
riconoscere nella piccola figura non finita che si trova a Firenze,
nel Museo di Casa Buonarroti. E’ possibile ammirare l’opera
presso la Sala della Regina, alla Camera dei Deputati, fino al
prossimo 23 gennaio. Info : Tel. 06.67601 –
www.camera.it. (B.C.)
11 gennaio 2009.
IL PRESEPE REALE E LE VESTITURE DEL POPOLO. Roma - Arriva
nella capitale un esemplare rarissimo di presepe, l’ultimo
realizzato prima della fine del Regno delle Due Sicilie. Il raffinato
Presepe Cortese della Reggia di Caserta rimarrà esposto nel
teatro del Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps fino al 22
febbraio. L’opera settecentesca, di tipo tradizionale,
riproduce l’eterogenea popolazione dell’epoca, dai
rustici popolani agli opulenti orientali, fino ai raffinati mercanti
decorati con ricami in argento e oro. Un popolo multiculturale che si
ritrova nei dipinti di Salvatore Fergola, esposti accanto ai disegni
e alle incisioni provenienti dal Museo di San Martino di Napoli, e
alle porcellane di Capodimonte con i costumi del Regno. Dalla Reggia
di Caserta sono arrivati anche i due preziosi volumi con acquetinte
che riproducono Vedute della Sicilia con i costumi popolari. Si
tratta del Voyage Pittoresque en Sicilie, commissionato dalla
Duchessa di Berry, figlia di Francesco I di Borbone, che volle
ricordare così le terre in cui era nata. Il Presepe Reale, o
Presepe Cortese, vive il periodo di massimo fulgore nella Napoli
della seconda metà del Settecento. Si tratta di una
interpretazione puramente fantasiosa, che non ha niente a che vedere
con i temi tratti nei testi evangelici di Luca e Matteo, e che
utilizza figurine di piccolo formato, in genere riferite alle
personalità più note della scultura dell’epoca.
La bella mostra di Palazzo Altemps vuole raccontare l’anima
autentica del presepe e rendere omaggio a chi ha cercato di
riscattarlo “dalla convenzionale ripetizione di luoghi comuni”.
Per tradurre il sogno in realtà leggibile la mostra è
stata allestita con l’aiuto di un architetto-illuminotecnico,
esperto in spettacoli teatrali, che ha fatto della grande scenografia
del Presepe Reale una rappresentazione dei Popoli del Sud Italia. La
mostra è stata promossa dal Ministero per i Beni e le Attività
Culturali in collaborazione con il Comune di Roma e la Regione
Campania. Info: tel. 06.39967700 –
www.pierreci.it.
(B.C.)
27 dicembre 2008.
RIAPRE IL MUSEO DEL BAROCCO ROMANO. Ariccia (RM) – In
occasione del ventennale dell’acquisizione di Palazzo Chigi in
Ariccia, ha riaperto il Museo del Barocco Romano, nato da un’idea
di Maurizio Fagiolo dell’Arco. Al nucleo originario dei 48
dipinti della collezione Fagiolo prima sono stati aggiunti i dipinti
della Collezione Lemme e, poi, quelli di due recenti donazioni : la
collezione Laschena, messa insieme da Renato Laschena, Presidente
emerito del Consiglio di Stato, e costituita da dipinti del Barocco
Romano, prevalentemente del Seicento, e dalla collezione Ferrari,
donata da Oreste Ferrari, personalità eminenti nel panorama
culturale e storico-artistico italiano della seconda metà del
Novecento e membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei,
impreziosita dalla straordinaria Strage degli innocenti di Michele
Rocca, il più originale interprete del Rococò romano. A
queste si uniscono le donazioni del mercante d’arte e
collezionista Ferdinando Peretti, già fondatore della
Walpole Gallery di Londra. Tutte le opere, oltre duecento, sono
esposte con una “disposizione a quadreria”, sul modello
delle antiche dimore storiche, la più adatta per farli
rivivere in un contesto appropriato, confermando il Museo come un
punto di riferimento per l’arte del Seicento e del Settecento
romano, sia a livello nazionale che internazionale. Palazzo Chigi,
una dimora storica rimasta inalterata nel suo arredamento - con la
frontistante “piazza di Corte”, ideata dal Bernini su
commissione di Alessandro VII (1655-1667) - costituisce un esempio
architettonico eccellente del Barocco Romano. Il Palazzo ospita
importanti mobili del Seicento, molti eseguiti dall’intagliatore
berniniano Antonio Chicari, oltre alla “farmacia”
progettata da Carlo Fontana. Il grande regista Luchino Visconti fece
di Palazzo Chigi il set principale del suo capolavoro, Il Gattopardo
(1962), girandovi tutti gli interni di Donnafugata. In occasione
della riapertura del Museo De Luca Editore ha pubblicato un catalogo
dettagliato, incluse le ultime donazioni, firmato dal conservatore
del Palazzo, Francesco Petrucci. Info : 06.9330053 –
www.palazzochigiariccia.it.
(B.C.)
13 dicembre 2008.
IL BELLO DEI BUTTI. Faenza (RA) – Il Museo
Internazionale delle Ceramiche di Faenza (MIC) propone una mostra
molto interessante, "Il Bello dei Butti. Rifiuti e ricerca
archeologica a Faenza tra Medioevo ed Età Moderna",
organizzata con il contributo della Soprintendenza per i Beni
Archeologici dell’Emilia-Romagna, con il sostegno della Banca
di Romagna e di Romagna Acque. Obiettivo della manifestazione
proporre al grande pubblico almeno una parte dei molti rinvenimenti
fatti negli ultimi quindici anni. Fonte primaria di queste scoperte
sono i “butti”, termine con cui si intende quel complesso
di materiali (ceramica, vetro, metallo, resti di pasto ed altro) che
veniva appunto buttato come spazzatura. In passato, molto spesso,
accadeva che, per eludere le norme che all’epoca regolavano lo
smaltimento dei rifiuti cittadini, pozzi, cisterne e cavità
sotterranee venivano riconvertite in discariche per lo smaltimento
dei rifiuti domestici. Oggi lo studio di questi materiali
rappresenta per l’archeologo uno dei principali strumenti per
la comprensione della vita quotidiana del passato. La mostra - che si
potrà visitare fino alla fine di febbraio - è
articolata in due percorsi : il primo affronta il tema generale dei
“butti” nel contesto faentino; il secondo esamina la
produzione dell’oggetto in ceramica, dalla foggiatura al
momento della sua immissione sul mercato. Di particolare interesse il
tesoretto di monete, ritrovato a fianco di uno scheletro, rinvenuto
proprio nell’area dell’Istituto d’Arte per la
Ceramica, durante i lavori di ampliamento del 1972. Si tratta di
pezzi molto rari, di varia provenienza, coniati intorno alla metà
del XIV secolo. Il Museo faentino, fondato nel 1908 da Gaetano
Ballardini, è il migliore a livello mondiale. Il suo
patrimonio ammonta, fra opere esposte e conservate in deposito, a
circa quarantamila pezzi. E’ dotato di un Laboratorio di
Restauro che si occupa della conservazione del suo patrimonio con
specifica competenza tecnica, oltre ad organizzare dei corsi
specialistici per committenti pubblici e privati. Info: 0546.697311
– www.micfaenza.org,
www.archeobologa.beniculturali.it.
(B.C.)
6 dicembre 2008.
IMPORTANTE ACCORDO CON IL CLEVELAND MUSEUM. Il Ministero
per i Beni e le Attività Culturali (MIBAC) ha raggiunto un
accordo di cooperazione con il Cleveland Museum of Art che prevede un
interscambio culturale importante, fatto con alcuni oggetti di grande
valore archeologico, oltre che artistico. Fra questi spiccano una
croce processionale in rame dorato del XIV secolo, un cratere a
colonnette corinzio e un bellissimo bronzetto nuragico. L’accordo
è stato raggiunto dopo quasi due anni di discussioni. Il
Cleveland Museum si è impegnato a trasferire quattordici
opere dalla sua collezione di oggetti antichi al Ministero italiano.
Il MIBAC da parte sua ha accettato di concedere in prestito al Museo
un numero analogo di opere, provenienti dalla collezione dello Stato,
di pari pregio e rilevanza storica, affinché possano essere
studiate e messe in esposizione a Cleveland. Il direttore del
Museo, Timothy Rub, ha dichiarato: “siamo lieti di concludere
le discussioni intraprese con l’Italia e di entrare in una
fase di cooperazione e scambio culturale a lungo termine, che porterà
un reale beneficio alla nostra rinomata istituzione e ai residenti di
Cleveland e del nord-est dell’Ohio”. Il Cleveland Museum
of Art è uno dei principali musei globali d’America, con
una collezione che si estende attraverso seimila anni di capolavori
artistici ed è conosciuto in tutto il mondo per la sua qualità
e per la vastità delle sue collezioni. Il Museo, fra l’altro,
è anche un importante foro internazionale per mostre d’arte,
dibattiti culturali e formazione artistica. Nella stessa direzione
il recente incontro del ministro Bondi con ministro della Cultura e
della Comunicazione francese, signora Christine Albanel. Ha preso
corpo, infatti, l’ipotesi di un'intesa tecnica tra i due
ministeri per migliorare la collaborazione museale Italia-Francia,
andando così a supportare l'azione che la Presidenza francese
dell'Unione Europea sta svolgendo nel settore della cultura, in
particolare nella lotta al traffico di opere d'arte. (B.C.)
30 novembre 2008.
MATILDE DI CANOSSA TRA PAPATO E IMPERO. Mantova - Lo
scontro tra i due poteri universali che hanno dominato l'Europa nel
Medioevo. Questo il tema conduttore della mostra ospitata dalla Casa
del Mantegna, a Mantova: “Matilde di Canossa. Il Papato,
l'Impero”. Le dispute, i luoghi, i protagonisti delle riforme
della Chiesa e della controversia delle investiture, inquadrano, in
uno scenario dinamico, la storia della dinastia dei marchesi di
Toscana e l'episodio chiave dell'epoca: l'incontro fra l'imperatore
Enrico IV e papa Gregorio VII, nel gennaio del 1077 nel castello di
Canossa, avvenuto grazie alla mediazione di Matilde e di Ugo, abate
di Cluny. La società dei primi due secoli dopo il Mille viene
riletta attraverso la vita di Matilde di Canossa, la comitissa che ha
detenuto il controllo dei territori chiave tra Roma e le Alpi, nel
cuore della pianura del Po e lungo l’Appennino. Questa donna
emblematica è la chiave per scoprire un mondo in
trasformazione attraverso le testimonianze del suo tempo come croci
gemmate, sigilli, arazzi, avori, gioielli, sculture, altari e
strumenti agricoli, reperti archeologici mai esposti prima e messi a
disposizione da numerosi musei italiani ed europei. La mostra -
promossa dalla Provincia di Mantova con il contributo di Fondazione
Cariverona, Fondazione Monte dei Paschi di Siena e Fondazione Banca
Agricola Mantovana - è il primo grande evento culturale che
mette in evidenza la storia e la specificità di Mantova in
epoca medievale. L'assetto urbano è stato riprodotto
virtualmente, con l'indicazione degli edifici romanici maggiori e del
complesso delle cattedrali, ricostruiti a tre dimensioni. La mostra,
curata da Renata Salvarani e Liana Castelfranchi, organizzata da
Civita Servizi, si potrà visitare fino all'11 gennaio insieme
alla splendida abbazia benedettina di Polirone (XV secolo), scelta da
Matilde per la sua sepoltura e consociuta per gli affreschi di
Correggio e Monsignori. Info:
www.mostramatildedicanossa.it.
(B.C.)
23 novembre 2008.
CANOVA FRA ARTE E MITO. Possagno (TV) – “La
mano e il volto di Antonio Canova : Nobile semplicità serena
grandezza”, la mostra organizzata dalla Fondazione Canova, in
collaborazione, fra gli altri, con la Soprintendenza per i Beni
Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le Provincie di Venezia,
Padova Belluno e Treviso, e con la Regione Veneto, propone, accanto
ad un'analisi del tutto inedita della psicologia dell'artista, una
interessantissima disamina su come, già in vita, e molto
presto, abbia saputo porsi e diventare "mito". Canova,
afferma Mario Guderzo, curatore della mostra - insieme ad un Comitato
scientifico ben nutrito - fu un caso, a suo modo unico, di artista
che seppe, con la sua fama e il suo prestigio, diventare in vita un
mito per tutta l'Europa del suo tempo, al punto da rendere difficile
capire dove cessi l'omaggio all'arte e inizi quello all'uomo, o al
simbolo di artista assoluto che egli seppe coltivare con abilità
e grandezza. L’esposizione raccoglie, per la prima volta, la
quasi totalità della produzione ritrattistica canoviana, sia
che si tratti di autoritratti che di ritratti su olio o marmo
realizzati da altri, italiani ma soprattutto stranieri, a conferma di
come il mito sia presto diventato universale. In esposizione anche
la mano del maestro, staccata dalla sua salma e conservata sino ad
oggi all'Accademia di Venezia, parte di un singolare
monumento-reliquiario del Sommo. La mostra, allestita presso il
Museo e la Gipsoteca Antonio Canova, rimarrà aperta sino al
giorno dell’Epifania. Info : 0423.544323 –
www.museocanova.it.
(B.C.)
15 novembre 2008.
XI BORSA MEDITERRANEA DEL TURISMO ARCHEOLOGICO. Paestum
– Il 13 novembre si apre a Paestum l'XI edizione della più
importante manifestazione dedicata al turismo archeologico.
35 paesi ospiti, con il Perù paese ospite ufficiale, la Borsa di Paestum
ha allargato il suo ambito ben oltre il Mediterraneo. L'appuntamento
ha lo scopo di far conoscere destinazioni archeologiche,
facilitare lo scambio di idee tra operatori da tutto il mondo,
promuovere l'integrazione tra culture diverse. La manifestazione
prevede un nutrito programma di incontri e dibattiti con centinaia di
relatori, presenti centottanta giornalisti e duecento
espositori in 16.000 mq di spazio fieristico. Numerose le personalità
di primo piano in rappresentanza delle organizzazioni impegnate
nella tutela e nella valorizzazione dei beni culturali
e archeologici in ambito nazionale e mondiale. Maggiori informazioni
nel sito web
www.borsaturismo.com.
12 novembre 2008.
IL FASCINO DELLA MAIOLICA MEDIEVALE. Roma – In
esposizione presso il Museo Nazionale di Palazzo Venezia, a Roma,
circa trenta capolavori di maioliche arcaiche umbro-laziali dei
secoli X-XIV, caratterizzate dalle tipiche decorazione in bruno
manganese e verde ramina. I prestigiosi pezzi sono riconducibili da
una parte allo straordinario repertorio figurativo di tradizione
etrusca e dall’altro al fantastico mondo dei bestiari
medievali. Gli originali antichi sono affiancati da altrettanti
esemplari di ceramica contemporanea, liberamente ispirati a questa
produzione storica e realizzati nel laboratorio ceramico cortonese
dal prof. Christopher Robinson, specializzato in Ceramica e Studi
Medievali al Guilford College di Greensboro, nel North Carolina. I
pezzi sono stati plasmati dopo uno studio approfondito dei manufatti
e delle tecniche di lavorazione dell’epoca. Lo stesso maestro
Christopher Robinson cura un work-shop che consente proprio di
sperimentare queste particolari tecniche decorative. L’interessante
esposizione documenta la positiva collaborazione avviata già
da diversi anni fra il Museo Nazionale del Palazzo di Venezia, il
corso di Studi all’Estero dell’Università della
Georgia ed il Museo dell’Accademia Etrusca della città
di Cortona. Obiettivo dell’iniziativa è quello di
creare un ponte tra il prestigioso Museo Nazionale romano, che
conserva una significativa raccolta di maiolica arcaica di area
umbro-laziale e l’Università della Georgia, titolare di
una importante sede accademica - situata proprio in Toscana, a
Cortona - che vanta una ricca offerta didattica con numerosi corsi
di storia dell’arte italiana. La mostra rimarrà aperta
sino al 30 novembre. Info : tel. 06.699941 -
www.galleriaborghese.it.
(B.C.)
9 novembre 2008.
IL MITO DI CESARE IN MOSTRA AL CHIOSTRO DEL BRAMANTE. Roma
- Un grande della storia romana in mostra, nella Capitale, al
Chiostro del Bramante. Si tratta di Giulio Cesare (ca 100–44
a.C.), il primo “condottiero” indiscusso protagonista del
futuro impero romano, di cui sarà principe il figlio adottivo
Ottaviano, primo “Cesare Augusto”. Letterato, storico,
generale e politico di straordinaria lungimiranza, iniziò già
da vivo a costruire il mito di se stesso. Si legò, infatti, al
mito originario della stessa città di Roma, risalente, secondo
l'antica tradizione, ad Enea, figlio di Venere, che si vuole sbarcato
sulle rive tirreniche al termine del suo lungo peregrinare, esule da
Troia, come narra l’Eneide. Alcune delle sue opere letterarie
ebbero grande fortuna, come i più noti Commentarii, il “De
bello Gallico” e il “De bello civili”. Lo stile e
l’autostima del generale sono riassunti in un suo motto
divenuto proverbiale : “Veni, vidi, vici”. La mostra,
“Giulio Cesare - L'uomo, le imprese, il mito”, intende
partire proprio dal personaggio storico e dal suo più stretto
contesto politico e culturale, toccando, poi, i momenti forti della
sua ascesa al potere. Per la prima volta vengono esposti documenti
archeologici di grande importanza come sculture, mosaici, affreschi,
gioielli e monete, provenienti dai maggiori musei italiani e
stranieri, tra cui i Musei Vaticani, il Museo del Louvre, i Musei
Capitolini, il British Museum, il Museo Archeologico di Napoli e il
Kunsthistorishes Museum di Vienna, insieme a vari plastici
appositamente realizzati per ricostruire la Roma dei Cesari. La
narrazione del mito di Cesare e del cesarismo dall'età
medievale al Rinascimento, e da qui sino al Neoclassicismo ed oltre,
invece, è affidata all’arte figurativa con circa cento
dipinti d’autore fra cui figurano Guido Reni, Roubens, Tiepolo
e Hayez La mostra curata da Giovanni Gentili, Paolo Liverani, Enzo
Sallustro e Giovanni Villa, sponsorizzata da BNL, UniCredit Banca di
Roma e Monte dei Paschi di Siena, rimarrà aperta sino al 3
maggio 2009. Info : 06.68809035 – www.chiostrodelbramante.it.
(B.C.)
25 ottobre 2008.
LU.BE.C DIGITAL TECHNOLOGY 2008. Lucca – Si è
appena conclusa in Toscana, a Lucca, la rassegna dedicata alla
Information, Communication Technology (ICT) applicata alla
valorizzazione del patrimonio culturale per il marketing turistico.
La manifestazione, alla sua seconda edizione, ha affrontato in
particolare il tema “caldo” delle Città d’arte,
e su come conservarne la specificità e la bellezza promuovendo
al contempo “il turismo della conoscenza”. La rassegna
europea partecipata da aziende, enti, università, fondazioni
ed operatori del settore pubblico e privato si è posta come
punto di aggregazione destinato a rispondere alle pressanti esigenze
della società dell’informazione multimediale, coinvolta
nel rapidissimo processo evolutivo innescatosi con la diffusione del
Digital Life Style. L’iniziativa, che si è svolta con
il patrocinio del convegno nazionale Lu.Be.C. Lucca Beni Culturali -
organizzata da Promo P.A. Fondazione - ha riservato particolare
attenzione alle potenzialità delle città d’arte e
dei flussi turistici connessi in cinque convegni collaterali. Evento
speciale l’inaugurazione del Virtual Sculpture Museum (VMS) di
Pietrasanta. L'installazione permanente consente di esplorare
interattivamente un ambiente virtuale con diversi modelli digitali
tridimensionali di sculture realizzate nella città di
Pietrasanta. La manifestazione, organizzata presso il Real Collegio
di Lucca si è svolta sotto l’alto Patronato del
Presidente della Repubblica, con il patrocinio, fra gli altri, del
Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero
delle Riforme e Innovazione nella Pubblica Amministrazione e della
Regione Toscana. Molte le personalità di alto profilo che
hanno partecipato. Info : 0583 582783 – www.lubec.it.
(B.C.)
25 ottobre 2008.
ETRUSCHI. LE ANTICHE METROPOLI DEL LAZIO. Roma –
Inaugurata al Palazzo delle Esposizioni, in via Nazionale, la mostra
didicata alle quattro metropoli dell’Etruria meridionale, nel
periodo della loro massima espansione. In sostanza viene descritta
l’eccellenza di una civiltà, illustrandone lo
straordinario sviluppo raggiunto nel VI-V secolo a.C. Stiamo
parlando dei principali centri urbani etruschi del Lazio, che furono
: Veio, specializzata nella produzione di terracotta destinata a
decorare gli edifici e a realizzare ex voto scultorei; Cerveteri, con
la sua spettacolare architettura funeraria e la preziosa oreficeria;
Vulci, rappresentata dalla scultura monumentale; Tarquinia, la cui
necropoli di tombe affrescate è la più importante
pinacoteca del mondo antico prima di Pompei. La seconda parte della
mostra è incentrata sui rapporti che legarono queste antiche
metropoli a Roma, e mette in luce la forte influenza esercitata dalla
civiltà etrusca sul mondo romano quanto a pratiche religiose e
simbologie del potere, illustrando la continuità ma anche le
differenze tra le due culture. A documentare questa eccezionale
rassegna archeologica, numerosi saggi, uno straordinario corredo
iconografico e le ricostruzioni di intere tombe e templi a grandezza
naturale. Tutte le opere in mostra sono accuratamente schedate,
inclusi i testi originali ed i reperti inediti, come quelli
provenienti da Gravisca, il porto di Tarquinia. Di particolare
pregio il Catalogo, edito da Electa, a cura di Mario Torelli e Anna
Maria Moretti Sgubini, aggiornato con le scoperte e le
interpretazioni più recenti di questa antica civiltà.
La manifestazione, organizzata dalla Regione Lazio, Assessorato alla
Cultura, Spettacolo e Sport, con la diretta partecipazione della
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale, si
svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e
rimarrà aperta sino al giorno dell’Epifania. Info :
0639967500 - www.palazzoesposizioni.it. (B.C.)
19 ottobre 2008.
ERCOLANO, TRE SECOLI DI SCOPERTE IN MOSTRA. Napoli - Tre
secoli di scoperte scultoree provenienti dal sito di Ercolano saranno
messi in mostra, per la prima volta, al Museo Archeologico Nazionale
di Napoli dal prossimo 16 ottobre. La vita ad Ercolano sembra
essersi fermata per sempre a quella terribile notte del 79 d.C. Le
altissime temperature sviluppate dall’eruzione del Vesuvio,
infatti, hanno determinato un fenomeno di conservazione assolutamente
originale che ha restituito una testimonianza fra le più
ricche e complete del mondo antico. Nel 1997 Ercolano, insieme a
Pompei e ad Oplontis, è stata dichiarata dall’UNESCO
“Patrimonio dell’umanità”. In questa mostra,
sono materialmente ricongiunte e presentate al pubblico quasi tutte
le opere della grande statuaria restituite dalla città, che
appartengono a stagioni diverse della storia degli scavi. Il
percorso della mostra comprende oltre 150 opere ed è
articolato in sezioni opportunamente articolate in un gioco
scenografico di luci. In esposizione i pezzi migliori provenienti
dalle molte campagne di scavo, da quelle borboniche del XVIII secolo
a quelle di Amedeo Maturi - fatte fra il 1927 e il 1958 - sino a
quelle più recenti, fra cui spiccano la statua loricata di
Nono Balbo, gli splendidi rilievi arcaistici, la peplophoros e
l’Amazzone della Villa dei Papiri. La mostra verrà
allestita nell’Antiquarium del sito, la cui apertura al
pubblico è prevista per la fine del 2009. Intanto, in
occasione della mostra, l’atrio monumentale del Museo ritorna
al suo antico decoro, rivivendo come spazio espositivo. Un’appendice
della mostra sarà dedicata ai tessuti da Ercolano e prende
spunto proprio da un recente ritrovamento, effettuato dalla
Soprintendenza, con un microscavo nell’area dell’Insula
Occidentalis e della Villa dei Papiri e precisamente sulla terrazza
del porticato adiacente al grande complesso termale dotato di piscina
calida, che ha consentito il recupero di un prezioso frammento di
tessuto, forse canapa. L’esposizione, che è promossa
dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali insieme alla
Regione Campania e alla Soprintendenza speciale per i Beni
Archeologici di Napoli e Pompei, rimarrà aperta sino al 30
marzo dell’anno prossimo. Info : 081 4422149. (B.C.)
12 ottobre 2008.
IN MOSTRA GIROLAMO DAI LIBRI (1472-1555). Castelvecchio
(Verona) – Al Museo di Castelvecchio, nella Sala Boggian,
fino al 15 febbraio 2009 è possibile visitare una magnifica
retrospettiva dedicata a Girolamo Dai Libri, straordinario artista
attivo a Verona tra la fine del Quattrocento e la metà del
Cinquecento. Prim'attore sulla scena veronese del Rinascimento,
riscosse l'ammirazione appassionata del Vasari e già all’età
di 16 anni la famiglia Da Liscia gli commissionò la
Deposizione dalla Croce per l’altare della importante chiesa
monastica di Santa Maria in Organo. La pala destò meraviglia
per lo stile finissimo e il suo classicismo misurato che Girolamo,
poi, affinò nel tempo. Oggi, le sue opere sono esposte,
insieme agli altri capolavori italiani del Rinascimento, nei più
grandi musei internazionali, dal Metropolitan al Louvre alla National
Gallery. In Italia il suo nome è ancora legato alla fama di
insuperabile miniatore, mentre a livello internazionale è più
nota la sua attività pittorica. Una lacuna, questa, che la
mostra si propone di colmare proponendo, vis-à-vis, le
testimonianze più significative di ciò che Girolamo
seppe creare nell'arte "dei libri", ma soprattutto, in
quella della pittura. La retrospettiva riunisce - per la prima
volta - il gruppo di dipinti realizzati dall'artista per Santa Maria
in Organo, la chiesa della sua prima commissione e per la quale
continuò a lavorare per oltre quindi anni. La mostra è
arricchita oltre che dalla pregevole collezione di miniature del
Museo di Castelvecchio, anche dalle sue opere di miniatore più
note, come gli Statuti et Ordinamenta Domus Mercatorum, celebre
raccolta di disposizioni che regolavano le Arti della mercatura a
Verona. L’iniziativa è promossa dal Comune di Verona,
Assessorato alla Cultura, con il Patrocinio, fra gli altri, della
Regione Veneto, del Ministero per i Beni e le Attività
Culturali e della Fondazione Domus. Info : tel. 045.8062611 –
www.comune.verona.it.
(B.C)
7 ottobre 2008.
INVITO A PALAZZO. Roma – Il 4 ottobre torna la
settima edizione di “Invito a Palazzo”, manifestazione
promossa dall’ABI in tutta Italia, con il patrocinio del
Ministero per i Beni e le Attività culturali. La prima
Associazione Bancaria Italiana (ABI), costituita a Milano nel 1919, e
poi rifondata nel settembre del 1945, oggi rappresenta gli
interessi del sistema bancario e finanziario del nostro Paese, anche
nelle sedi internazionali. “Invito a Palazzo” aprirà
in diciassette Regioni i palazzi più antichi e prestigiosi
degli istituti bancari italiani, con le loro numerose collezioni
d’arte. L’offerta è particolarmente ricca, dai
palazzi del medioevo a quelli rinascimentali, con arredi, oggetti e
opere d’arte d’ogni epoca. Quasi un’antologia
completa di stili, tendenze e gusti architettonici. Nel complesso,
85 palazzi e 50 banche, in 47 città italiane, sveleranno i
loro capolavori nascosti con il loro inestimabile patrimonio
culturale, non sempre accessibile. La manifestazione ha sempre
costituito un positivo momento d’incontro tra il mondo bancario
e il grande pubblico. Nelle precedenti edizioni, infatti, oltre mezzo
milione di persone ha accettato l’invito dell’ABI ad
entrare nei suoi palazzi, trasformati per un giorno da luoghi della
professione bancaria a spazi museali liberamente accessibili a
cittadini e turisti. Sarà visitabile un patrimonio costituito
non solo dalle sedi storiche di banca, da antiche ville, cantine,
archivi, biblioteche e giardini - antichi simboli di storia urbana -
ma anche da opere architettoniche avveniristiche, firmate da grandi
architetti come Marcello Piacentini, Gio’ Ponti e Renzo Piano.
Ulteriori informazioni sul sito dell’associazione bancaria
all’indirizzo :
www.abi.it. (B.C.)
28 settembre 2008.
VIAGGIO TRA I TESORI D’ITALIA. Sabato 27 e domenica 28
settembre 2008 l’Italia partecipa alle Giornate Europee del
Patrimonio con “Le grandi strade della cultura: viaggio tra i
tesori d’Italia”. Due giorni dedicati alla cultura con
visite guidate, musei e palazzi aperti per l’occasione,
presentazione di eventi e restauri, concerti, convegni e itinerari
naturalistici e gastronomici. Durante questo weekend apriranno
gratuitamente le porte ai visitatori oltre mille siti grazie al
Ministero per i Beni e le Attività Culturali, a cui si
aggiungeranno oltre 250 luoghi di rilevante interesse storico,
artistico e naturalistico individuati dal FAI, Fondo per l’Ambiente
Italiano e dalla Società Autostrade per l’Italia in
prossimità della rete autostradale. Le Giornate Europee del
Patrimonio sono state istituite ufficialmente nel 1991, quando i
Ministri della Cultura del Consiglio d’Europa decisero di
estendere a tutta l’Unione le “Giornate a porte aperte”,
inaugurate in Francia nel 1984. Le Giornate, volute per valorizzare
il patrimonio culturale e paesaggistico e per sviluppare nei
cittadini europei la consapevolezza delle proprie radici comuni, sono
una straordinaria occasione per conoscere alla fonte la storia e
l’identità del proprio paese. L’Italia partecipa
alle Giornate dal 1995 e ogni anno dedica alla manifestazione
l’ultimo sabato e domenica del mese di settembre. Fra le
iniziative collaterali segnaliamo la mostra “Metalli
preistorici e protostorici della Tuscia”, allestita nelle sale
espositive della Rocca Farnese di Valentano dalla Soprintendenza per
i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale e la mostra “Vie
di terra e di acqua”, ospitata dal Museo Sannitico di
Campobasso e organizzata sempre dalla Soprintendenza che ripercorre,
attraverso i reperti, i rapporti dei Sanniti dell’area attuale
del Molise con le popolazioni dell’Italia antica, nello
specifico gli Etruschi, i Greci dell’Italia del Sud, i Piceni e
le popolazioni illiriche, e con i Punici. Numero verde per maggiori
informazioni: 800991199. (B.C.)
14 settembre 2008.
I LUOGHI DEL CUORE. Anche quest’anno torna il
censimento del FAI, il Fondo per l’Ambiente Italiano, giunto
alla sua quarta edizione. L’iniziativa, promossa con il titolo
“I luoghi del Cuore”, viene realizzata in collaborazione
con Intesa Sanpaolo. L’obiettivo è quello di
sensibilizzare cittadini ed istituzioni, dando voce alle segnalazioni
di ognuno di noi. Il censimento quest’anno si focalizza sulle
“brutture” da cancellare, modificare o magari solo
spostare in un luogo più adatto: dai ripetitori che
impediscono la vista di un paesaggio alle piazze storiche trasformate
in parcheggi, dalle insegne pubblicitarie invasive agli scheletri di
cemento che “sporcano” la Bellezza dei tesori del nostro
Paese. Il
FAI chiede a tutti gli amanti del nostro patrimonio
artistico, architettonico e naturale di segnalare ogni atto di
incuria che ha ferito il loro cuore e che desidererebbero vedere
“guarito”. Non chiediamo certo di non posare più
antenne o di non garantire la sicurezza stradale o l’illuminazione
- sostengono al FAI - ma di farlo senza dimenticarsi che sul luogo
in cui si interviene rimarrà il segno tangibile delle scelte
umane. Un censimento, quindi, per non dimenticare che ciò che
offende gli occhi fa anche male al cuore. Alla manifestazione
quest’anno hanno aderito una serie di testimonial eccellenti,
fra cui Guido Bertolaso, sottosegretario alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri con delega all’Emergenza rifiuti, Sandro
Bondi, Ministro dei Beni Culturali, Lucio Dalla, cantautore, e molti
altri ancora. E’ possibile votare fino al 30 ottobre 2008 sul
sito del censimento all’indirizzo:
www.iluoghidelcuore.it,
presso le Delegazioni FAI, nelle filiali di Intesa Sanpaolo e di
tutte le Banche del Gruppo, nelle librerie LaFeltrinelli –
RicordiMediaStore e sul portale web MSN.it. (B.C.)
30 agosto 2008.
PUGNAE : LA GUERRA NELL’ARTE. L’Aquila –
“Pugnae”, la mostra dei dipinti delle grandi battaglie
dal XVI al XVIII secolo, si è dimostrata un vero e proprio
evento. Sicuramente l’esposizione più importante sul
tema della guerra allestita in Italia. E’ stata ospitata dal
Complesso Monumentale di Santa Maria dei Raccomandati a L’Aquila,
dal 21 al 28 agosto. La mostra non ha solo proposto molti inediti,
ma ha anche riscoperto personalità rimaste ai margini della
storia dell’arte. E’ il caso, per esempio, di alcuni
quadri di uno dei più grandi autori di questo genere: Jacques
Courtois, detto il Borgognone, che con la serie delle Battaglie
Medicee, commissionategli dallo stesso Mattias de’ Medici,
Comandante Supremo degli eserciti alleati, fu consacrato come
assoluto caposcuola di questo genere. Fra gli altri autori in
esposizione Antonio Tempesta e Aniello Falcone, autorevole esponente
della Scuola Napoletana, con i suoi allievi, Carlo Coppola, De Lione
e Filippo Napoletano. Di grande rilievo anche l’ampia
panoramica della Scuola Veneta con autori come Matteo Storm, Antonio
Calza, Francesco Monti, detto il Bresciano, Giuseppe Zais ed una
personalità pressoché sconosciuta o introvabile come
autore di battaglie: Girolamo Cenatiempo. “Pugnae” è
stata organizzata dall’Associazione Culturale “Solo
Arte” ed in particolare dagli antiquari aquilani Antonio Di
Brisco e Valter Piccirilli, in collaborazione con la Direzione
Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici ed altri Enti
presenti sul territorio abruzzese. “Un evento d’arte di
tutto rilievo nel panorama nazionale che si svolge in uno dei
complessi monumentali più suggestivi d’Abruzzo, ha detto
Anna Maria Reggiani, Direttore Regionale per i Beni Culturali e
Paesaggistici d’Abruzzo. Santa Maria dei Raccomandati, ha
proseguito, è una cornice perfetta che si candida così
a diventare un polo culturale a livello nazionale”. (B.C.)
23 agosto 2008.
L’ATLETA DI TARANTO OSPITE ALLE OLIMPIADI DI PECHINO.
Pechino - Il corredo della tomba del famoso “Atleta di
Taranto”, la maggiore testimonianza dell’arte funeraria
tarantina di età arcaica (fine VI - inizi V secolo a.C.) è
ospite d’eccezione del Beijing World Art Museum di Pechino in
occasione delle Olimpiadi. Il prezioso corredo funebre costituisce
il nucleo fondamentale dell’esposizione “Games and
Athletes in the Ancient World”, nata dalla collaborazione fra
il Ministero per i Beni Culturali e il museo cinese. L’allestimento
si dovrà integrare con l’esposizione “Grandi
Civiltà”, il progetto di musealizzazione, curato
dall’Italia e inaugurato nel settembre 2006, che ha realizzato
il primo ed unico percorso espositivo dedicato alle civiltà
mondiali nella capitale cinese. Per la mostra è stata
realizzata una sofisticata copia in resina ad alta densità del
sarcofago originale in tufo, conservato nel Museo Archeologico di
Taranto, ottenuta tramite alta tecnologia laser-scanner. Al suo
interno è collocata una ricostruzione dello scheletro
dell’Atleta costruita con accurati studi osteometrici. Il suo
corredo è composto dalle tre anfore panatenaiche originali e
da una ricostruzione in ceramica della quarta anfora, ottenuta in
base ai pochi frammenti superstiti. Le anfore, prodotto della
ceramica attica dei primi decenni del V secolo a.C., sono
attribuibili all’officina del Pittore di Kleophrades, e
raffigurano una scena di corsa con la quadriga, una gara di pugilato
e scene relative al salto con gli halteres (pesi di piombo) e al
lancio del disco, entrambe discipline relative al pentathlon.
Presso la mano sinistra dell’Atleta si conservava un
alabastron, utilizzato per contenere gli oli e gli unguenti
propedeutici alle gare. Le anfore sistemate agli angoli della cassa
litica, che hanno accompagnato oltre la morte l’Atleta
tarantino, indicano che il giovane era risultato vincitore nelle gare
delle Grandi Panatenee, che si svolgevano ad Atene ogni quattro anni
e che raccoglievano in Grecia giovani aristocratici provenienti da
tutte le aree di cultura greca del bacino del Mediterraneo. Il
corredo funerario sarà esposto sino al 30 gennaio 2009. (B.C.)
12 agosto 2008.
OLANDIAMO? ARTE FIGURATIVA NEERLANDESE A FIRENZE. Firenze –
Al Gabinetto delle Stampe degli Uffizi la seconda edizione di
“Olandiamo?”, mostra delle arti figurative fiamminghe ed
olandesi, organizzata dall’Istituto Universitario Olandese
di Storia dell’Arte (NIKI) di Firenze, che fa capo alla
prestigiosa Università di Utrecht - per festeggiare i suoi
cinquant’anni di attività - e dalla Sezione Culturale
dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi. La mostra
offre al pubblico una selezione rappresentativa delle opere più
belle dell’importante collezione degli Uffizi, coprendo un
arco che va dai primitivi Fiamminghi della fine del quattrocento fino
ai vedutisti italianizzanti di inizio ‘700, con qualche
excursus all’epoca degli Olandesi della scuola di Posillipo.
Una testimonianza artistica viva dei rapporti che sono intercorsi fra
i paesi del Nord e l’Italia attraverso le opere di autori di
grande rilievo da Luca di Leida a Pietre Breugel il vecchio, da
Anthonie Van Dyck a Herman van Swanevelt, solo per citarne alcuni dei
più noti. La mostra proseguirà fino al 2 settembre
per poi trasferirsi all’Istitut Néerlandais di Parigi.
Molti gli omaggi che i più importanti operatori culturali
fiorentini rivolgono alla cultura olandese, in un lungo cartellone
parallelo articolato - tra marzo e ottobre - nei luoghi più
prestigiosi dell’arte italiana dalla Galleria Palatina di
palazzo Pitti al Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, dalla
Fondazione Fabbrica Europa per le Arti Contemporanee al Festival
Sonar International Short Film, con rassegne, workshop,
rappresentazioni teatrali e molti altro ancora. “Fiamminghi
e Olandesi. Disegni dalle collezioni degli Uffizi” si
svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano, e di Sua Maestà la Regina Beatrix. (B.C.)
11 agosto 2008.
GIOVANNI DA MILANO. CAPOLAVORI DEL GOTICO FRA LOMBARDIA E
TOSCANA. Firenze - Alla Galleria dell’Accademia di Firenze
la prima mostra di taglio monografico dedicata a Giovanni Da Milano.
L’esposizione mira a ricostruire il percorso artistico del
maestro e a far conoscere al grande pubblico le doti straordinarie
del pittore, evidenti sia in opere monumentali come il Polittico del
Museo Civico di Prato, che in lavori di destinazione privata.
Partendo dal catalogo messo progressivamente insieme dal prestigioso
storico dell’arte Pietro Toesca (1912) - cui va il merito di
aver riportato in luce i caratteri lombardi del suo linguaggio - si è
cercato di riavvicinare i frammenti dei polittici dispersi fra
collezioni diverse, offrendo l’occasione irripetibile di una
verifica tecnica e stilistica della sua opera. In questo modo
l’Accademia di Firenze rende omaggio ad un pittore “straniero”
protagonista della scena fiorentina alla metà del Trecento,
negli anni della terribile peste nera (1348). Si rimanda alla gemella
degli Uffizi, dedicata all’eredità di Giotto, per
illustrare i riflessi dell’attività di Giovanni da
Milano a Firenze e documentare le influenze reciproche, ma anche le
profonde differenze, che intercorrono fra il pittore lombardo e i
coevi maestri fiorentini. Così legate, le due mostre offrono
una eccezionale panoramica sulla pittura fiorentina del tardo
Trecento e sulla ricchezza e varietà di quella che possiamo
considerare l’eredità di Giotto non solo a Firenze, ma
anche in Italia settentrionale, consentendone un bilancio
complessivo. La mostra - che resterà aperta sino a novembre -
è stata promossa dal Ministero per i Beni e le Attività
Culturali in collaborazione, fra gli altri, con il Polo Museale della
città di Firenze e la Soprintendenza per il Patrimonio
Storico, Artistico ed Etnoantropologico delle Provincie di Milano e
Lodi. Ulteriori informazioni sul sito:
www.giovannidamilano2008.it (tel. 055.290383).(B.C.)
28 giugno 2008.
TESTIMONIANZE PREZIOSE DELLA MARSICA. Celano - Da domenica
al 31 agosto 2008 nel Castello Piccolomini, a Celano (L’Aquila),
manoscritti e pergamene,
capolavori di oreficeria e artigianato,
sculture lignee e dipinti saranno i protagonisti di un inedito
viaggio nell’Arte Sacra della Marsica. Più di trenta
opere, tra le quali eccezionalmente l’Exultet di Avezzano e il
Tesoro della Regina Giovanna. Metalli dorati, argenti, avori e
pietre preziose saranno il cuore della mostra che, in un percorso
ideale che va dal X al XVIII secolo, si propone di ripercorrere tappe
importanti della religiosità nella Marsica. Una raccolta di
oggetti e opere uniche, che, scampati ai secoli e ai terremoti,
riveleranno la sacralità di riti di epoche ormai lontane.
Per l’Exultet, rotolo liturgico datato intorno al 1057 e
decorato nello scriptorium di Montecassino, si tratta della
prima esposizione in Abruzzo. Solitamente custodito nella Diocesi di
Avezzano, è uno dei rotoli pergamenacei conosciuti migliori.
La mostra, inoltre, vedrà riunite alcune preziosissime opere
appartenenti al Tesoro della Regina Giovanna, donato, secondo la
tradizione, dalla Regina di Napoli alla Chiesa di San Pietro di Alba
Fucens nel 1400, di cui fanno parte un trittico bizantino del XIV
secolo, preziosissimi argenti e avori finemente lavorati. La sezione
dedicata ai documenti scritti vedrà esposte, oltre
all’Antifonario di Trasacco, delle bolle di Bonifacio VIII, un
manoscritto di Tommaso da Celano del XIII secolo, incunaboli e
pergamene. L’allestimento, realizzato da Luca Piccirillo,
Architetti Associati, regalerà ai visitatori anche speciali
suggestioni multimediali. La manifestazione, realizzata
dall’Associazione Culturale Antiqua, è
patrocinata, fra gli altri, dal Ministero dei Beni Culturali.
Informazioni al numero : 0863 455361. Sito Web:
http://www.associazioneantiqua.it/Testimonianze_Preziose.html.
(B.C.)
19 giugno 2008.
A NAPOLI IN ESPOSIZIONE IL VASO DI DARIO. Napoli – E’
stata inaugurata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli la “Sala
del Vaso di Dario” che ospita in maniera permanente, dallo
scorso mese di maggio, la preziosa collezione di ceramiche
greco-italiota, che da più di dodici anni non era visibile al
pubblico. I vasi in esposizione provengono dalla famosa tomba
rinvenuta durante gli scavi del 1851 della necropoli di Canosa.
Nella tomba - datata intorno al III secolo a.C. - vennero rinvenuti,
oltre allo scheletro di un uomo con indosso un’armatura, un
certo numero di vasi figurati e due grandi crateri a volute, noti
come il vaso di Dario e il vaso di Patroclo, che sono gli esemplari
più celebri della ceramica ellenistica in Italia. Si ritiene
che siano stati realizzati dallo stesso pittore, noto come il pittore
di Dario, che ha operato tra il 340 e il 320 a.C. Il “vaso di
Dario e dei Persiani” è decorato nella parte superiore
del collo con ornamenti vegetali stilizzati e da una scena di lotta
con le Amazzoni. Sul lato principale è rappresentato il re
persiano Dario riunito in consiglio, alla vigilia della guerra contro
i Greci. Sul lato opposto, invece, è raffigurato il mito di
Bellerofonte. Anche il “vaso di Patroclo” nella parte
superiore è ornato con motivi vegetali. La scena sul lato
principale raffigura - con effetti prospettici e il sapiente uso del
colore proprio della grande pittura greca - il sacrificio dei
prigionieri da parte di Achille presso la pira preparata per il rogo
di Patroclo. La mostra è completata con le matrici di rame
usate dalla Real Fabbrica Borbonica per stampare nelle preziose
pubblicazioni dell’epoca scene tratte dai vasi antichi, che,
fra l’altro, è possibile consultare nella Biblioteca
dello stesso Museo. (B.C.)
3 giugno 2008.
IN MOSTRA IL FRAMMENTO MANCANTE. Milano - Il Museo Poldi
Pezzoli esporrà fra il 22 maggio e il 12 ottobre un prezioso
tappeto realizzato in Persia nel periodo 1542-43 dell’era
cristiana. In possesso del Poldi Pezzoli dal 1923, oggi il pregiato
manufatto viene esposto restaurato e completato dal frammento
mancante più consistente. Si tratta di uno dei rarissimi
esemplari, datati e firmati, della produzione artistica della
dinastia safavide che riproduce scene di caccia fra animali selvatici
e cavalieri che indossano i costumi dei cortigiani dello Sha Tahmāsp.
Progettato dal disegnatore Ghyas el Din Jami, citato nel cartiglio
che si trova nel suo medaglione centrale, reca una interessante
“iscrizione” che recita: «per le fatiche di Ghyas
el Din Jami quest’opera rinomata fu condotta a così
splendido compimento nell’anno 949». Il tappeto venne
ritrovato al Quirinale nel 1870 diviso in sette pezzi e privo di
alcuni frammenti. Negli anni ottanta uno dei frammenti più
consistenti (135 x 48 cm) viene acquistato per una collezione
privata. E’ proprio grazie alla generosità del suo
proprietario, Alessandro Bruschettini, che il frammento viene donato
al Poldi Pezzoli. Un gruppo di esperti d’arte orientale e di
restauratori ha studiato, insieme alla direzione del Museo e alla
Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed
Etnoantropologico di Milano, il modo di restituire al prezioso
manufatto la lettura più coerente. Si è scelto quindi
di cucirlo sulla parte ricostruita nel restauro ottocentesco,
lasciando quest’ultima visibile nei punti in cui i bordi del
frammento non coincidono perfettamente con quelli del resto del
tappeto. In questa occasione, anche la collezione di tappeti del
Museo, una tra le più prestigiose a livello internazionale,
torna ad essere esposta dopo circa dieci anni. Accanto al tappeto di
caccia, si possono così ammirare rari esemplari di tappeti di
corte come quello detto delle tigri. Realizzato nella Persia centrale
del XVI secolo, il tappeto è ricco di significati simbolici e
reca lungo il bordo un’ iscrizione poetica che lo paragona a un
giardino. I versi raccontano che dal giardino del tappeto parte un
sentiero che porta alla fonte della vita e che “hanno filato la
sua trama con il filo dell’anima”. Per maggiori
informazioni si può consultare il sito web :
www.museopoldipezzoli.it. (B.C.)
20 maggio 2008.
MOSTRA E SIMPOSIO INTERNAZIONALE PER IL QUINTO CENTENARIO DEL
PALLADIO. Venezia – Si è appena concluso il
simposio dedicato al Palladio, grande architetto veneto, in occasione
del quinto centenario della sua nascita. Fra il 5 e il 10 maggio
oltre settanta esperti di tutto il mondo si sono confrontati, in
sessioni aperte al pubblico, in quattro città venete: Padova
(5 maggio), Vicenza (6-7 maggio), Verona (8 maggio) e Venezia (9-10
maggio). A settembre, poi, si aprirà a Vicenza, a Palazzo
Barbaran Da Porto, per proseguire fino al 6 gennaio 2009, una grande
mostra dedicata al Cinquecentenario che si trasferirà poi a
Londra (dal 31 gennaio al 13 aprile 2009), presso la Royal Academy of
Arts, mentre è in preparazione una terza tappa negli USA, a
Washington. Queste iniziative sono state presentate, a Palazzo
Balbi, dalla presidente del Centro Internazionale di Studi di
Architettura Andrea Palladio (CISA) di Vicenza, Lia Sartori, insieme
al direttore Guido Beltramini e al Portavoce del Presidente della
Regione Galan, Franco Miracco. Alla manifestazione ha aderito
anche James S. Ackerman, il “grande vecchio” della storia
dell’architettura dell’Università di Harvard.
Ackerman, che scoprì Palladio risalendo la penisola italiana
nel 1945 con l’esercito americano, ha scritto una monografia
fondamentale sul grande architetto veneto, contribuendo a farlo
conoscere al grande pubblico anglosassone. Maggiori informazioni sul
sito:
www.cisapalladio.org. (B.C.)
10 maggio 2008.
IL QUATTROCENTO A ROMA. Roma - Martedì scorso
è stata inaugurata, presso il Museo del Corso, la mostra
Il Quattrocento
a Roma - La Rinascita delle Arti da Donatello a Perugino. In
esposizione 170 opere di maestri come Mantegna, Perugino, Piero della
Francesca, Pinturicchio, Donatello, Michelangelo e Lippi. La mostra,
è stata organizzata dalla Fondazione Roma, in collaborazione
con Arthemisia e con la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale
Romano. Obiettivo dell’esposizione quella di porsi come un vero
e proprio punto di riferimento per lo studio e la conoscenza della
storia e dell’arte del Rinascimento italiano, riabilitando la
grandezza di Roma accanto a quella coeva di Firenze. La mostra
presenta un’indagine approfondita sugli aspetti sociali,
urbanistici, religiosi ed artistici di Roma nel XV secolo,
testimoniati, appunto, dai maggiori pittori dell’epoca. Le
opere esposte provengono da grandi musei italiani e stranieri, tra
cui il British Museum, lo Stiftung Museum Kunst Plast di Düsseldorf,
il Skulpturensammlung und Museum für Byzantinische Kunst di
Berlino ed i Musei Vaticani. L’esposizione è stata
integrata da una grande tavola multimediale della Roma
quattrocentesca con cui i visitatori possono interagire, esplorando
nel dettaglio edifici e monumenti dell’epoca. Di particolare
interesse la ricostruzione in 3D della Cappella Carafa di Santa
Maria Sopra Minerva. La realizzazione è state curate
dall’Enea, che per la prima volta ha utilizzato una tecnologia
spaziale con radar ottico a colori. Questo straordinario intervento
consente una lettura nitidissima e ravvicinata degli affreschi del
Lippi, conservati nella Cappella Carafa e visibili, in loco, con
grande difficoltà. A partire dal 20 maggio arricchirà
la mostra il capolavoro di Piermatteo d'Amelia, "Madonna con
Bambino". L'opera, di cui si erano perse le tracce da oltre
venti anni, verrà presentata al pubblico per la prima volta,
dopo essere stata sottoposta da un lungo restauro. L’esposizione
è stata curata da Claudio Strinati, Soprintendente del Polo
Museale Romano, e da Marco Bussagli, docente presso l’Accademia
di Belle Arti di Roma, con il coordinamento di Maria Grazia
Bernardini della Soprintendenza del Polo Museale Romano e già
Soprintendente di Modena e Reggio Emilia. La mostra rimarrà
aperta sino al 7 settembre. (B.C.)
1 maggio 2008.
RECUPERATO IL SARCOFAGO DELLE MUSE A OSTIA. Ostia - La Soprintendenza
per i Beni Archeologici di Ostia ha presentato giovedì scorso,
presso il Museo degli scavi, il "Sarcofago delle Muse",
rinvenuto nell'area della Necropoli dell'Isola Sacra, nella zona
compresa tra la necropoli di Porto e l'istmo dell'Isola Sacra, dove
erano stati segnalati scavi abusivi. Il recupero è avvenuto
grazie alla delicata operazione investigativa della Guardia di
Finanza - Nucleo Polizia Tributaria di Roma - Tutela Patrimonio
Archeologico,che ne ha evitato il trafugamento, impedendo, fra
l’altro, la manomissione della sepoltura contenuta al suo
interno. Tutte le delicate analisi sull’importante reperto
sono in corso presso la Sezione di Antropologia del Museo Nazionale
Statale Luigi Pigorini. Sicuramente si tratta di un pezzo
eccezionale, sia per le sue qualità artistiche, sia per le sue
notevoli dimensioni, forse di scuola greca. Il sarcofago, databile
intorno alla fine del II secolo d.C., è realizzato in marmo
greco e rappresenta, nel suo bellissimo fregio, il coro delle Nove
Muse condotto da Apollo, alla presenza di Athena, mentre sul
coperchio possiamo ammirare delle scene di conversazione tra filosofi
e poeti. Sicuramente espressione di una classe sociale colta e
raffinata, il sarcofago delle muse riassume in forma allegorica i
temi di pensiero di una élite politica che riconosce la
cultura come valore, anche in ambito funerario, dove il
raggiungimento di una vita ultraterrena è connesso alla
meditazione. Alla presentazione hanno partecipato il Soprintendente
di Ostia, Marina Sapelli Ragni, il direttore degli scavi Angelo
Pellegrino, il responsabile delle Aree archeologiche dell'Isola
Sacra, Paola Germoni e il comandante del nucleo di Polizia Tributaria
di Roma, Vito Augelli. (B.C.)
20 aprile 2008.
RENOIR. LA MATURITÀ TRA CLASSICO E MODERNO. Roma
- In scena, a Roma, al Vittoriano, fino al 29 giugno, la maturità
di Pierre-Auguste Renoir. Una grande retrospettiva, che attraverso
oltre 130 pezzi tra oli, opere su carta e sculture, provenienti da
importanti musei pubblici e prestigiose collezioni private di tutto
il mondo, documenta l’intensa attivita' del maestro francese, a
partire dal celebre viaggio in Italia, fatto nell’autunno del
1881. Un periodo, di quasi quarant’anni, meno indagato
rispetto alla stagione impressionista, ma altrettanto ricco di valori
e di fascino, segnato dal superamento della parentesi impressionista
e consacrato all’elaborazione di una rappresentazione in chiave
più moderna. E’ proprio questo il filo conduttore della
mostra, da cui il titolo : «Renoir. La maturità
tra classico e moderno». L’Italia fu per Renoir una vera
rivelazione. All’età di quarant’anni, il maestro
francese inizia a viaggiare nel nostro Paese, sosta a Venezia, Roma e
Napoli, raggiunge, poi, la Calabria e la Sicilia e si rende conto
della straordinaria qualità di pittori che, pur non avendo,
come gli impressionisti, dipinto le loro opere all’aperto, sono
riusciti egualmente a catturare la luce. Per il pittore, che diceva
di essere «figlio di madre natura e padre museo»,
ammirare l’arte dei grandi maestri italiani fu quasi un fatto
naturale, una realtà ineludibile. Dopo il soggiorno nel
Belpaese il suo stile cambiò drasticamente. Inizialmente più
lineare e secco, divenne, poi, negli ultimi anni, più delicato
e stilizzato. Sono di questo periodo, alcuni, tra i suoi capolavori
più importanti, come La baia di Napoli (1881) e Le fanciulle
al piano (1889). L’esposizione, curata dalla storica
dell’arte e già director of education alla National
Gallery di Londra, Kathleen Adler, affronta tutti i grandi temi
artistici e poetici di Renoir: i ritratti di bambini e ragazzi, la
natura morta, i paesaggi, le bagnanti dai capelli lunghi, le persone
nel loro ambiente quotidiano. (B.C.)
Orario: da lunedì a giovedì 9.30-19.30; venerdì
e sabato 10.00-23.30; domenica 9,30-20,30.
6 aprile 2008
UNA FESTA PER TUTTI. Roma - Il Ministero per i Beni e le
Attività Culturali organizza anche quest’anno la
Settimana della Cultura, che si svolgerà sull’intero
territorio nazionale dal 25 al 31 marzo 2008. Una grande “festa
per tutti”, in cui i luoghi d’arte statali (monumenti,
musei, aree archeologiche) saranno aperti gratuitamente. Per sette
giorni, la cultura italiana sarà “in vetrina”, con
oltre 1.800 tra eventi, mostre, convegni, laboratori, visite guidate,
concerti, spettacoli, proiezioni cinematografiche, aperture
straordinarie. Riportiamo alcune delle iniziative più
interessanti. A Genova, la Galleria Nazionale di Palazzo Spinola
ospita la mostra “Per Allumare”, che racconta come erano
illuminati i palazzi nobiliari del Settecento prima dell’avvento
dell’elettricità. In mostra molti oggetti d’argento,
candelieri, lampade e lampadari. A Numana (Ancona) i materiali
restaurati provenienti dagli scavi in corso nelle necropoli picene di
Sirolo e Numana sono i protagonisti della mostra presso l’Antiquarium
statale. A Chieri (Torino), archeologia in primo piano con la visita
guidata ai ritrovamenti paleocristiani e longobardi venuti alla luce
nel corso dell’ampliamento dell’ospedale cittadino. A
Bolzano si festeggiano i dieci anni del Museo Archeologico dell’Alto
Adige che conserva tesori archeologici altoatesini famosi in tutto il
mondo, tra cui “l’Uomo venuto dal ghiaccio”.
Nella Capitale, in collaborazione con il Comune, saranno aperti anche
di sera, l’Ara Pacis, il Palazzo delle Esposizioni, i Musei
Capitolini e la mostra: “Renoir. La maturità tra
classico e moderno” al Complesso del Vittoriano ( 19.00/24.00 –
costo 3 euro ). Inoltre, la mostra “Nostoi. Capolavori
ritrovati”, dopo il successo avuto al Palazzo del Quirinale, si
trasferirà, dal 30 marzo, a Palazzo Fontana di Trevi. E’
possibile aderire all’iniziativa inviando le proposte alle
Direzioni Regionali di competenza che ne valuteranno la validità
e il loro possibile inserimento nel Sito del Ministero. (B.C.)
25 marzo 2008.
I GIARDINI DEGLI ANGELI A VENEZIA. Venezia - "San
Marco: Angeli e paradisi perduti", questo è il titolo dei
due incontri che l’Associazione Wigwam Club Giardini Storici
Venezia terrà a marzo per indagare il tema dell'Eden, giardino
archetipico popolato di angeli guardiani e demoni tentatori, a cui
tutte le religioni fanno risalire la nascita dell'umanità ed a
cui l'uomo continua ad aspirare. Sabato 15 marzo una conversazione
con la studiosa Marie Josè Gransard illustrerà il
grande angelo scolpito sulla facciata di palazzo Soranzo,
raccontandone la sua leggenda, andando poi a scoprire i sottili
legami che legano la città lagunare con i numerosissimi
angeli che ne popolano chiese ed altri luoghi sacri. Domenica 16,
invece, la studiosa di storia dell'arte Franca Zanchi condurrà
una visita guidata notturna alla Basilica di San Marco. Un'occasione
unica per ammirare gli 8.000 metri quadrati di preziosissimi mosaici
illuminati. Si partirà dall'atrio con la Genesi, in cui si
racconta in modo dettagliato la creazione del giardino dell'Eden, per
proseguire, poi, con la Pala d'Oro e la Cripta, solitamente non
aperta al pubblico, con la narrazione di altre storie bibliche che
parlano all'umanità di come sia possibile ritrovare la via
del paradiso perduto. Ulteriori informazioni utili sono disponibili
all’indirizzo: www.giardini-venezia.it. (B.C.)
Per entrambe le iniziative prenotazione obbligatoria fino ad
esaurimento posti: Wigwam Club Giardini Storici Venezia, 041.610791,
giardinistorici.ve@wigwam.it
9 marzo 2008.
LA DONNA NELL’ARTE. Roma - Ingresso gratuito nei
luoghi d’arte statali di tutto il Paese per la festa della
donna, il prossimo 8 marzo. Per il secondo anno consecutivo, il
Ministero per i Beni e le Attività Culturali, celebra la Festa
della Donna con l’evento
La donna nell’arte,
all’insegna della promozione del patrimonio culturale italiano,
coniugata con i principi della non discriminazione e delle pari
opportunità. Molte le iniziative in calendario. Ne riportiamo
alcune fra le più interessanti. A Roma il Teatro dei
Dioscuri ospiterà una retrospettiva di Giovanni Lauricella
tutta dedicata a figure segnate dal divario che separa la
quotidianità dal mito classico della femminilità.
All’Archiginnasio di Bologna, l’illustratore Enrico
Sacchetti esporrà un’inedita raccolta di litografie
acquarellate con immagini femminili della Belle Époque. A
Venezia sarà possibile visitare gratuitamente il Museo
Archeologico Nazionale e le Sale Monumentali della Biblioteca
Nazionale Marciana , inserite nel percorso integrato dei Musei di
Piazza San Marco, con biglietto unico e biglietteria al Museo Correr.
Per l’occasione la Biblioteca Nazionale Marciana offre a tutte
le donne interessate una visita guidata gratuita alle ore 11.00, a
cura della dott.ssa Mariachiara Mazzariol. L’appuntamento per
la visita è davanti alla biglietteria del Museo Correr.
Ulteriori informazioni al numero verde del Mibac : 800 99 11 99.
(B.C.)
2 marzo 2008
Musei gratuiti per San Valentino. ROMA - Anche quest’anno
il Ministero per i Beni e le Attività Culturali festeggia
San
Valentino, aprendo le porte dei luoghi d’arte statali a tutti
gli innamorati. Infatti, il 14 febbraio, in tutti i musei, monumenti
e siti archeologici statali, basterà presentarsi in due per
accedere pagando un solo ingresso. Per dare un tocco di dolcezza
alla festa di San Valentino il Ministero offrirà una sorpresa
golosa ai visitatori di alcuni particolari luoghi d’arte in
accordo con Buonitalia Spa.. A Roma le dolci sorprese si potranno
gustare al Museo Nazionale di Valle Giulia, alla Galleria Borghese,
al Museo Nazionale di Castel S. Angelo e al Museo della Calcografia.
L’iniziativa - spiegano al Ministero - rientra nell’ambito
delle iniziative volte ad avvicinare sempre più i cittadini
all’immenso patrimonio culturale di cui il nostro Paese è
custode. Molte le manifestazioni in calendario. Ve ne segnaliamo
alcune fra le più interessanti. A Firenze la Biblioteca
Marucelliana organizza un’esposizione di opere tematiche,
ricche di illustrazioni, con lo scopo di far conoscere meglio
l’editoria popolare fiorentina di fine ottocento dedicata
all’amore. A Bergamo la Galleria d’Arte Moderna e
Contemporanea propone l’esperienza inconsueta del bacio in
galleria nella suggestiva cornice della mostra “Il Futuro del
Futurismo”. Ognuno potrà portare la propria anima
gemella tra le sfere specchianti dell’artista John Armleder per
un bacio ondeggiante, riflesso in mille piccoli specchi, che verrà
immortalato da una fotografa, per non dimenticare l’emozione
della serata. A Bologna il tema della giornata degli innamorati viene
proposto con la visita guidata al Palazzo Senatorio Dall’Armi
Marescalchi, sede della Soprintendenza. All’interno due sale
conservano le rappresentazioni pittoriche della tragica storia
d’amore di Enea e Didone e del mito di Cefalo e Procri. Per
informazioni è disponibile il numero verde : 800991199. (B.C.)
10 febbraio 2008
Rientra in Italia il vaso di Eufronio. ROMA - Ritrovato da
tre tombaroli nei pressi di Cerveteri, alle Greppie di Sant’Angelo,
e acquistato dal Metropolitan Museum di New York nel 1972 per un
milione di dollari, è rientrato in questi giorni in Italia il
celebre Vaso di Eufonio, un cratere a calice con figure rosse,
firmato da Euxitheos come vasaio e da Euphronios come
ceramografo, datato 515 a.C. Sul lato principale del cratere è
raffigurato un celebre episodio della guerra di Troia, la morte di
Sarpedonte. L’eroe, figlio di Zeus e Laodamia, combatteva come
alleato dei troiani. Il dio Hermes, qui nella sua funzione di
messaggero di Zeus e conduttore delle anime dei morti, guida le
personificazioni del Sonno (Hypnos) e della Morte (Thanatos)
che trasportano il corpo dell’eroe caduto nella sua patria, la
Licia, per il funerale. Il cratere di Eufonio è uno dei vasi
attici più belli che si sono pervenuti, il solo integro dei
ventisette dipinti dall’artista greco, il più abile del
cosiddetto “Gruppo dei Pionieri”, come furono denominati
i primi pittori tardo-arcaici che svilupparono la tecnica a figure
rosse. Vasaio e pittore, a partire dal 500 a.C. lavorò, quasi
certamente, solo come vasaio per l’indebolimento della vista.
Oltre alle firme degli autori, il vaso reca anche l’iscrizione
"Leagros kalos”: Leagro è bello, che ha
fornito un prezioso elemento per la sua datazione. L’adolescenza
di Leagros, un personaggio storico ateniese considerato uno
dei più bei fanciulli greci del suo tempo,infatti, viene
collocata nel decennio 520-510 a.C. “Un successo storico”
lo ha definito il Ministro Rutelli, sottolineando i risultati
conseguiti grazia all’azione di diplomazia culturale che ha
consentito all’Italia di recuperare dai musei internazionali
numerosi oggetti d’arte che erano stati trafugati o venduti
illecitamente e che oggi sono esposti al Quirinale per la mostra dei
Nostoi. Anche il Vaso di Eufonio è stato esposto al Quirinale
insieme agli altri capolavori ritrovati. (B.C.)
27 gennaio 2008
Roma e i barbari, la nascita di un nuovo mondo. VENEZIA –
Verrà inaugurata a Venezia, il prossimo 26 gennaio, a Palazzo
Grassi, la mostra “Roma e i Barbari, la nascita del nuovo
mondo”. Legata alla guida di Jean-Jacques Aillagon, la mostra
proporrà una storia diversa dell’Europa, troppo spesso
legata unicamente alle sue radici greche, romane ed
ebraico-cristiane, scordando completamente le origini barbare. 1700
oggetti in mostra per uno storico puzzle a cavallo tra le campagne di
Cesare e il secondo millennio. La mostra sarà concentrata
sui fenomeni che toccarono più direttamente i territori
dell’Europa occidentale, senza tralasciare però i
processi che, partendo dall’Oriente, interessarono anche
l’Occidente. L’espansione in Europa, Africa e Asia
permise all’impero romano di entrare in contatto con altri
popoli, non solo testimoni di grandi civiltà, come gli Egizi
ed i Persiani, ma anche con i cosiddetti Barbari. Questa osmosi, nel
corso dei secoli, ha finito per creare un modello di “civiltà
aperta”, quasi accogliente nei confronti delle diversità
di culto e di usanze. I 1700 oggetti che verranno messi in mostra
sono frutto della collaborazione tra Palazzo Grassi, l’Ecole
Française de Rome, e la Kunst-und Ausstellungshalle di Bonn.
Sono circa 200 i prestatori provenienti da 24 paesi d’Europa,
dagli Stati Uniti e dall’Africa, per quanto riguarda i reperti
tunisini relativi al regno vandalo di Cartagine. Numerosi oggetti
verranno esposti per la prima volta, come il cofanetto di Teodorico,
che lascerà l’abbazia di Saint-Maurice, in Svizzera,
dopo 1400 anni, mentre altri sono il frutto di scoperte recenti come
il piede monumentale in bronzo di Clermont-Ferrand o il tesoro della
tomba della dama di Grez-Doiceau di Namur, o, ancora, la lancia da
parata di Cutry (Moselle, Francia). Molti altri oggetti esposti,
invece, sono considerati tesori nazionali, come l’evangelario
di Notger (Belgio), o il presunto ritratto di Amalasunta, conservato
al Museo del Bargello a Firenze. La mostra raccoglie anche documenti
manoscritti rarissimi come il Book of Mulling e il Vangelo secondo
San Giovanni in miniatura, copiato in Italia tra il V e il VI secolo.
La mostra rimarrà aperta fino al 20 luglio. Ulteriori
informazioni all’indirizzo:
www.palazzograssi.it/roma/teaser_roma.htm.
(B.C.)
23 gennaio 2008
Una “Second life” archeologica. ROMA -
Inaugurato, a Roma, il primo museo archeologico virtuale europeo
multiutente dedicato alla via Flaminia, l’antica consolare che
collegava Roma con Rimini. Il Museo, realizzato dall’Istituto
per le tecnologie applicate ai Beni culturali (Itabc) del CNR , ha
sede permanente in una sala del Museo Nazionale Romano alle terme di
Diocleziano, messo a disposizione dalla Soprintendenza Archeologica
di Roma. Una sorta di “Second life” archeologica per
visitare, in 3D, l’antica strada romana ed i suoi monumenti,
ormai scomparsi. La ricostruzione virtuale è stata realizzata
dal team di Maurizio Forte dell’Itabc Virtual Heritage Lab. Al
progetto, finanziato da Arcus Spa, per 750.000 euro, ha lavorato, per
oltre due anni, un’equipe di venti tecnici fra archeologi,
architetti, informatici, storici dell’arte ed esperti in
paleoambinete. Tramite quattro postazioni interattive il visitatore,
grazie ad un suo “alter ego avatar”, potrà
visitare la Villa di Livia (moglie di Augusto), che si trova a Prima
Porta, il sito archeologico di Grottarossa, Malborghetto, un casale
fortificato in epoca medievale, con arco del IV secolo d.C., e
l’antico Ponte Milvio, reso famoso dalla battaglia tra
Massenzio e Costantino Tutte le aree archeologiche che scorrono
sul video sono state rilevate con tecnologie ad alta precisione, GPS
differenziali, fotocamere ad alta risoluzione, sistemi di rilevamento
e scanner laser, per un totale di 3.051 mq di modelli. Previsto anche
un sito web interamente dedicato al progetto e un sistema di
navigazione interattivo VR webGIS . ( B.C. )
13 gennaio 2008
Nostoi, i capolavori ritrovati. ROMA - Il Quirinale
ospiterà, fino al due marzo, nelle sale della Galleria di
Papa Alessandro VII, impreziosita dagli affreschi di Pietro da
Cortona, la mostra “Nostoi. Capolavori ritrovati”, una
pregevole raccolta di 67 capolavori archeologici rientrati in Italia
a seguito degli accordi raggiunti dal Ministero per i Beni Culturali
con importanti musei americani e con collezionisti d’arte
internazionali. Non a caso per il titolo della mostra è stata
scelta la parola greca “Nostoi”, legata ai poemi epici
che raccontavano il ritorno degli eroi greci in patria dopo la
distruzione di Troia, e che si riferisce ai lunghi e faticosi viaggi
affrontati per tornare a casa. I reperti, seguendo percorsi
clandestini e traffici illeciti, venivano venduti a mercanti senza
scrupoli e, poi, ceduti a importanti musei esteri e anche a ricchi
collezionisti privati, cancellando così tutta la loro storia.
Oggi, grazie all’impegno dell’Arma dei Carabinieri, della
Magistratura, delle Istituzioni internazionali e alle trattative
della Diplomazia culturale e del Ministero, importanti opere sono
ritornate a casa, aprendo così il capitolo della
contestualizzazione, ricollocandole in quell’ambiente di cui
rappresentano un preciso momento culturale, un’epoca.
L’identità dell’Italia - come ha sottolineato il
ministro Rutelli - infatti, è profondamente legata alla
consapevolezza culturale, alla coscienza del patrimonio, alla
dimensione partecipata e critica verso le grandi scelte della tutela
e valorizzazione dei nostri Beni culturali. L’esposizione
permetterà di ammirare veri e propri capolavori, basti pensare
che alcuni dei reperti in mostra sono degli hapax, reperti
privi di simili, o equivalenti, in qualsiasi collezione, pubblica o
privata, del mondo intero. (B.C.)
Orario della mostra: dal martedì al sabato ore 10.00 -
13.00 • 15.30 - 18.30; ingresso gratuito: domenica ore 8.30 -
12.00; lunedì e festività chiuso • ingresso con
visita al Palazzo 5 euro • Ulteriori informazioni
all’indirizzo: www.quirinale.it.
5 gennaio 2008
A Natale, buone feste con Caius. POMPEI - Il Laboratorio di Ricerche Applicate della Soprintendenza Archeologica di Pompei propone per la prima volta, nell’area archeologica, fino al 6 gennaio 2008, un percorso ludico-didattico, dedicato agli alunni delle scuole elementari e medie, per raccontare la vita dei bambini nella città antica. In occasione delle festività natalizie, all’interno della Casina dell’Aquila e negli spazi adiacenti, sarà allestito un labirinto costruito con piante. I ragazzi, percorrendolo, potranno incontrare tanti animali del passato e Caius, il personaggio-cartoon ideato dalla Soprintendenza Archeologica di Pompei che li accompagnerà a scoprire la città antica. Nel punto vendita sarà possibile acquistare alcuni oggetti curiosi legati alla vita dei ragazzi nell’antichità, come le medicazioni, i giochi e gli strumenti per la scrittura. Per i più piccoli sarà allestito all’esterno un “bosco magico” popolato da sagome di animali e figure mitologiche come le ninfe e i satirelli. Il percorso di Caius sarà organizzato come una caccia al tesoro. Tappe del percorso: il termopolio, la casa di Loreio Tiburtino, il vigneto con il torchio, l’anfiteatro e la palestra. I bambini che parteciperanno riceveranno in premio il cd interattivo con Caius e le sue avventure. L’itinerario, inoltre, sarà supportato da animatori e guide esperte nella didattica per l’infanzia. Alla manifestazione hanno contribuito, oltre alla Società Pierreci (concessionaria dei servizi didattici) per l’animazione, l’Antica Erboristeria Pompeiana per le sperimentazioni tematiche, il ristornate Il Principe di Pompei per la ristorazione, l’azienda agricola Luigi Misto e la Società Giardini e Paesaggi per gli allestimenti del verde. Tutte le informazioni accessorie all’indirizzo: http://www.pompeiisites.org. (B.C.)
(Animazione: tutti i giorni dalle 10 alle 13, escluso 27 e 31 dicembre, 1, 2 e 3 gennaio - Per le scuole : visite didattiche su prenotazione allo 199.104.114 – Telefono : 081.8575347 )
L’enigma degli avori medievali. SALERNO – Verrà
inaugurata a Salerno, presso il Museo Diocesano (Largo del
Plebiscito) , il prossimo 20 dicembre, la mostra “L’enigma
degli avori medievali, da Amalfi a Salerno”, curata dal prof.
Ferdinando Bologna. L’iniziativa nasce dalla raccolta della più
vasta e completa serie di opere eburnee del Medioevo cristiano
esistente al mondo. Il nucleo della mostra è costituito dal
complesso di sessantasette tavolette d’avorio scolpito,
conservate nel Museo Diocesano di Salerno e appartenenti a un arredo
liturgico eseguito per la Cattedrale di San Matteo, più
volte spostato e ricomposto. La mostra, oltre all’esposizione,
offrirà anche la possibilità di effettuare due
interessanti itinerari medievali tematici nel centro della città,
che contribuiranno sicuramente a collocare gli avori nell’ambito
artistico e culturale in cui furono realizzati. Obbiettivo
dell’iniziativa restituire una lettura completa di quel
fortunato periodo durante il quale fioririno le esperienze culturali
che resero l’opulenta Salernum centro propulsore dell’area
mediterranea. L’iniziativa è stata realizzata dal
Ministero per i Beni e le Attività culturali con il
contributo, fra gli altri, dell’Unione Europea e della Regione
Campania. Sponsor ufficiale della manifestazione il Pastificio
Amato. Con l’occasione riaprirà, dopo i lavori di
adeguamento multimediale e per l’abbattimento delle barriere
architettoniche, il Museo della prestigiosa Scuola Medica
Salernitana, nella Chiesa di San Giorgio. La mostra rimarrà
aperta sino al 30 aprile 2008. Tutte le informazioni accessorie sul
sito
www.avorisalerno.it. (B.C.)
Roma 21 novembre 2007
Straordinaria scoperta sul Palatino. ROMA - Individuato il
luogo dove la Lupa - secondo la leggenda – allattò
Romolo e Remo, i due figli di Rea Silvia. L'ipotesi è stata
formulata dall'archeologo Andrea Carandini, che ha confermato la
validità della scoperta come luogo storico effettivo. Il
prezioso ritrovamento è avvenuta mentre la Sopraintendenza
archeologica di Roma stava effettuando una serie di indagini sul
Palatino. In questo contesto è stata localizzata - a pochi
metri dalle fondamenta della villa di Augusto - una grotta dalla
volta rivestita di mosaici e conchiglie che gli archeologi ritengono
sia il sacrario delle origini, il Lupercale. L’edificio
ipogeo, rinvenuto dalle sonde, è a pianta centrale del
diametro di 6 metri e 56 centimetri ed è alto 7 metri e 13. La
volta è sontuosamente decorata, con un motivi di tipo
geometrico a imitazione di una copertura a lacunari in stucco o
pittura. Molto probabilmente, l’imperatore Augusto volle
edificare la sua splendida residenza in un luogo simbolo della storia
di Roma. Il Lupercale, secondo quanto ha dichiarato Carandini a “Il
Messaggero”, si troverebbe infatti «proprio sotto la
terrazza inferiore della Casa di Augusto». Si tratta di una
magnifica occasione, di un indizio sontuoso di quello che arriverà
con lo scavo», ha proseguito l’archeologo, sottolineando
che le fonti letterarie indicavano in quell'area l'esistenza del
Lupercale, ma non c'erano indizi precisi. La
notizia della straordinaria scoperta
è stata data dallo stesso Ministro per i Beni e le Attività culturali,
Francesco Rutelli. Per la prima volta sono state presentate al
pubblico le immagini e le ricostruzioni della grotta, così
come consentite dalle sonde. (B.C.)
Roma 21 novembre 2007
Paestum - Si è
svolta presso il Centro Espositivo Ariston di Paestum, dal 15 al 18
novembre, la decima edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico,
che quest’anno ha visto come ospite ufficiale la
Libia. Archeologia, paesaggio, territorio e sviluppo sono i
quattro pilastri che hanno distinto la presenza del ministero per i
Beni e le attività culturali (MIBAC), sia nello stand, che
nel convegno “Il paesaggio archeologico.
Resti e contesti: prospettive di condivisione su tutela e
valorizzazione”. Nel tentativo di individuare una
prospettiva comune, è stato analizzato il rapporto tra
archeologia e paesaggio e, più in generale, il concetto di
"paesaggio archeologico", che non dovrà più
essere inteso come semplice "contenitore" di storia, ma
piuttosto come "Storia" esso stesso, attraverso la
definizione di forme di tutela non solo più efficaci, ma anche
condivise. La Sala Olimpia ha ospitato la mostra “ArcheoVirtual”
incentrata sulle più recenti sperimentazioni di realtà
virtuale applicate al turismo culturale e all’archeologia.
Nell’ambito dell’esposizione la Direzione generale per
l’Innovazione tecnologica e la promozione del MIBAC ha
presentato alcuni dei progetti che rientrano nel programma
"Archeologia on line". Il programma “Archeologia on
line” del ministero ha l’obiettivo di valorizzare la
conoscenza del patrimonio archeologico attraverso l’utilizzo di
nuove tecnologie, come la ricostruzioni tridimensionali di monumenti
ed aree archeologiche, oppure l’utilizzo di postazioni mobili
per accompagnare adulti, ragazzi e bambini nella visita di aree
archeologiche. (B.C.)
18 novembre 2007
Accordo con il Princeton Art Museum. ROMA – Il
Ministero per i Beni e le attività culturali (MIBAC) e il
Princeton University Art Museum hanno raggiunto un accordo per il
rientro in Italia di otto importanti opere d’arte. Secondo il
calendario stabilito fra le parti rientreranno nel nostro Paese i
seguenti pezzi d’arte : frammento di altorilievo con
centauromachia; loutrophos
di Apulia con figure, attribuito al Pittore di Dario;
etrusco con figura di serpente disegnata; testa di leone; frammenti
di uno skyphos
etrusco a figure nere; psykter
attico a figure rosse, attribuito al Pittore di Cleofrade;
oinochoe
etrusco a figure nere; cratere a volute di Apulia. In cambio il
Ministero si impegna a concedere in prestito al Princeton University
Art Museum altri manufatti di prestigio e di interesse
storico-artistico equivalente a quello dei beni trasferiti. Le
parti, inoltre, hanno stabilito un rapporto di collaborazione di
ampio respiro di natura accademica e scientifico-culturale,
formativa, informativa ed espositiva, nell’ambito del comune
impegno nella lotta contro gli scavi e il commercio illegale di beni
archeologici. Il ministro Rutelli ha definito l’accordo come un
“prezioso tassello nell’azione di diplomazia culturale
intrapresa dal Governo italiano, che va ad aggiungersi ai risultati
positivi ottenuti con il Metropolitan di New York, il Fine Arts di
Boston e il Getty di Los Angeles”.(B.C.)
11 novembre2007
I Beni culturali per i cittadini . BOLOGNA - Il ministero
per i Beni culturali parteciperà al Salone europeo della
comunicazione pubblica, più noto come COMPA, che si svolgerà
il 6, 7 e 8 novembre a Bologna. Slogan ufficiale della
manifestazione : “I Beni culturali per i cittadini”.
L’obiettivo è quello di presentare al pubblico le
metodologie più innovative e progetti sperimentali nel campo
della comunicazione e della promozione, capaci di migliorare i
servizi per l’utenza. Argomento centrale la presentazione del
Piano di Comunicazione 2008, che sarà illustrato dall’opuscolo
istituzionale realizzato per l’occasione e distribuito in un
convegno dedicato, in apertura della manifestazione. L’edizione
di quest’anno è focalizzata sull’innovazione dei
servizi erogati e dei canali utilizzati per renderli accessibili
all’utenza ma anche sulle possibilità concrete di
realizzare una democrazia digitale, in cui l’inclusione sia la
principale preoccupazione di chi governa servizi e processi. Tutte le
informazioni utili si possono trovare all’indirizzo:
www.compa.it. (B.C.)
1 novembre 2007
In mostra i preziosi arredi del settecento veneziano.
CASTELFRANCO VENETO (TV) - Una straordinaria raccolta antologica
celebra l’arredo del Settecento veneziano e veneto. In un
appuntamento speciale Cecchetto Antiquariato riunisce la collezione
di Elegantia e presenta un percorso espositivo di oltre duecento
opere, tra importanti mobili, preziosi dipinti e oggetti d’arte,
pezzi unici, frutto di un' accurata ricerca e rappresentativi di
un’epoca eccezionale. La mostra si svolgerà a
Castelfranco Veneto (TV) dal 10 al 25 novembre alla Galleria
Cecchetto. Una sezione della mostra sarà dedicata al
Barocchetto ed esporrà venti esemplari rari. E’ in
questa fase di transizione, dal Barocco al Rococò, che i
mobili - direttamente ispirati alla moda francese - assumono
dimensioni più intime e vengono lavorati con impiallacciature
in noce e radica di noce, radica di ulivo, amaranto, bois de violette
e bois de rose. Si afferma il cassettone a ribalta, compare il
trumeau e le consoles trionfano nei saloni dell’epoca. Il
catalogo di questa edizione di Elegantia raccoglie, in quattro
sezioni, l’intera collezione, inclusi i dipinti d’autore.
Più di trenta tele firmate da autorevoli esponenti veneziani
e veneti del XVIII secolo, da Pietro Liberi ad Antonio Bellucci , da
Gaspare Dizioni a Gabriel Bella. (B.C.)
(Orari feriali 10-13 e 15-20 / festivi e prefestivi 10-20)
21 ottobre 2007
MaratonArte, la raccolta di fondi prosegue
fino alla fine dell’anno.
Continua la raccolta di fondi per MaratonArte, la prima iniziativa
per la tutela, la conservazione, il restauro e la valorizzazione del
patrimonio artistico del nostro Paese, abbinata ad una maratona
televisiva. L’iniziativa, promossa dal Ministero per i Beni e
le Attività culturali, dal Dipartimento per il turismo presso
la Presidenza del Consiglio dei ministri e dalla Rai, si è
articolata in una non-stop televisiva di tre giorni - dal 5 al 7
ottobre - con spot mirati, promossi da testimonial del mondo dello
spettacolo. La maratona televisiva, che si è conclusa domenica
scorsa, ha raccolto quasi tre milioni di euro, ma, a fine campagna,
il risultato dovrebbe essere di molto superiore. Fra i sette luoghi
simbolo da salvare, scelti per questa prima edizione della
manifestazione, spiccano la casa di Augusto al Palatino, i cui resti
riemersero nei primi anni sessanta; la città fenicia di Sulky
a Sant’Antioco, una delle più straordinarie
testimonianze dell’architettura funeraria punica nel
Mediterraneo (V – III sec. a.C.); e la Rocca medievale di
Santa Maria del Cedro, sentinella calabra di un glorioso passato.
Eni, Unicredit, Amex, Vodafone, Fipe (Federazione italiana pubblici
esercizi), Autogrill e Ferrovie dello Stato, sono i partner che hanno
supportato il progetto. E’ un appuntamento prezioso, ha
detto il ministro Rutelli. “Si vuole sensibilizzare il
cittadino a sentire come propria l’immensa ricchezza culturale
e artistica di questo Paese, per essere protagonista nella tutela e
nella promozione del nostro patrimonio artistico e storico”.
Si può continuare a donare : con carta di credito tramite il
sito dedicato www.maratonarte.it;
con bonifico bancario sul cc nr 10888810 (abi 02008, cab 03272) di
UnicreditBanca; fino al 30/10/2007 tramite Bancomat sempre di
UnicreditBanca e con carta di credito chiamando il numero verde
800.199.949; acquistando le Gift Card da 3 euro, fino al 30/11/2007,
nei punti vendita AGIP, e fino alla fine dell’anno, negli
Autogrill e negli esercizi pubblici convenzionati FIPE. (B.C.)
14 ottobre 2007
Aquileia. A tavola con Apicio. - Presentata ad Aquileia la
diciannovesima edizione della manifestazione “A tavola con gli
antichi romani”. Obiettivo promuovere il territorio
riscoprendo le tradizioni e la storia antica dei luoghi, intorno
alle ricette della Roma imperiale che ci ha tramandato Apicio. La
manifestazione, articolata in cinque serate, che si concluderà
il 3 novembre, è organizzata con il contributo dalla Regione
Fiuli Venezia Giulia, della Provincia, della Confcommercio di Udine e
dall’ARGA FVG, l’Associazione stampa regionale
specializzata in agroalimentare. Riproposti i piatti che si
consumavano ad Aquileia, città dell’impero romano, così
come ce li ha tramandati Apicio. Tra i più noti, prepararti
con cura anche nei particolari, e proposti agli astanti dallo chef
Vanni Aizza: le polpettine di olive, le sarde farcite, le famose
ostriche della laguna friulana e il “minutal di mare”,
ovvero, pesce in salsa. (B.C.)
7 ottobre 2007
Musei e gallerie gratuiti per le Giornate Europee del Patrimonio.
Il 29 e 30 settembre il Ministero per i Beni Culturali (Mibac),
il Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI) e Autostrade Italia
offrono l’accesso gratuito in oltre 1000 luoghi della cultura:
musei, gallerie, monumenti ed aree archeologiche. L’occasione
viene fornita dalle Giornate europee del patrimonio, manifestazione
istituita dal Consiglio d’Europa nel 1991, a cui il Ministero
aderisce dal 1995. Obiettivo rafforzare lo scambio culturale
e il dialogo tra i paesi europei. L’iniziativa nasce sul modello
francese varato nel lontano 1984 e poi esteso dai ministri della
cultura del Consiglio a tutta l’Europa. Autostrade Italia,
insieme al FAI, metterà a disposizione guide gratuite nei luoghi
d’arte scelti per la manifestazione e proprio personale nelle
principali aree di servizio della rete autostradale per
garantire informazioni sull’iniziativa. Tra le iniziative
di maggiore interesse l’apertura della Galleria Sabauda di
Torino - una delle pinacoteche italiane più importanti -
istituita da Carlo Alberto nel 1832; la riapertura al pubblico
dell’appartamento del Duca degli Abruzzi nel Palazzo Reale di
Genova; l’apertura straordinaria a Firenze del "Palazzo degli
Enigmi",sede dell’Istituto Francese. Tutte le informazioni
di servizio sono disponibili al numero verde del
Mibac: 800 11 99 99 (vedi locandina).
23 settembre 2007
Piazzola sul Brenta.
Sarà Villa Contarini di Piazzola sul Brenta
ad ospitare dal 24 al 29
settembre prossimi il Primo Master internazionale dedicato alla
musica antica. L’iniziativa è organizzata dalla Regione Veneto,
dal Consorzio dei sette conservatori del Veneto e dalla Fondazione
“G. E. Ghirardi”. Alla manifestazione musicale parteciperà un
selezionato team di specialisti del repertorio antico provenienti
dai conservatori veneti, oltre al maestro Ton Koopman, massimo
esperto di musica barocca.
15 settembre 2007
Vicenza. Sabato 22 settembre prende il via il terzo
ciclo di incontri sull’architettura palladiana,
tenuto da Franco Barbieri e Guido Beltramini. La nuova edizione
di Mezz’ora con Palladio prevede brevi lezioni, con
cadenza settimanale, ogni sabato, rivolte al grande pubblico
per raccontargli i tesori architettonici del Palladio, come
in un vero e proprio museo all’aperto. La manifestazione
ospite di Palazzo Barbaran da Porto è organizzata dal
Centro Internazionale di Studi di Architettura
Andrea Palladio,
in collaborazione con la Regione Veneto. L’iniziativa è inserita
nell’ambito delle celebrazioni palladiane ed è patrocinata dal
Comitato Nazionale per il V centenario della nascita del grande
maestro. Informazioni ed iscrizioni al numero : 0444.323014.
21 settembre 2007
Anche in Italia convenzione UNESCO per il patrimonio culturale
immateriale. Con la ratifica della Camera dei Deputati della
Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale
immateriale l’Italia si aggiunge agli altri 80 paesi che la
hanno già sottoscritta. “Finalmente siamo in condizione di poter
partecipare a pieno titolo ai lavori del Comitato intergovernativo
per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, che ha
già riconosciuto i Pupi siciliani e i Tenores sardi, come parte
di un tessuto di tradizioni e feste che va oltre i nostri confini
e che in tutto il mondo rappresenta una straordinaria ricchezza
italiana”, dichiara il vicepresidente del Consiglio e ministro
per i Beni e le attività culturali, Francesco Rutelli.
Il prossimo 30 settembre grande manifestazione di piazza a Roma.
Roma 15 settembre 2007
Roma. Porte aperte al Collegio Romano.
In occasione della Notte Bianca 2007, il Palazzo del Collegio
Romano, sede del Ministero per i Beni e le Attività Culturali,
apre le porte ai visitatori, dalle ore 20.00 alle ore 01.00,
offrendo una serie di eventi musicali e di visite guidate.
Per gli appassionati una chicca da non perdere.
Dalle ore 21.00 di venerdì 7 e di sabato 8 settembre
sarà possibile visitare la famosa Biblioteca Major.
L’ingresso è gratuito. (Palazzo del Collegio Romano –
Ministero per i Beni e le Attività Culturali -
Via del Collegio Romano, 27 – Roma ).
Roma 7 settembre 2007
Luciano Pavarotti è deceduto la mattina del 6 settembre 2007.
Nasce il "Premio per l'eccellenza nella cultura italiana".
Istituto dal Ministro per i Beni culturali Rutelli, con decreto,
il Premio per l’eccellenza nella cultura italiana. Il riconoscimento
è diretto alle personalità che hanno particolarmente contribuito
alla diffusione della cultura, sia in Italia che all’estero.
Per il 2007 il premio verrà assegnato a Luciano Pavarotti.
Il riconoscimento, che sarà conferito annualmente a due
personalità e consegnato dal Ministro, consiste in una
medaglia commemorativa e in una pergamena recanti il logo
del ministero.
Roma 5 settembre 2007
Il MIBAC e il J.Paul Getty Museum raggiungono un accordo.
Il Ministro per i Beni e le Attività Culturali ( MIBAC )
Francesco Rutelli e il Direttore del J. Paul Getty Museum,
dr. Michael Brand, hanno annunciato di aver raggiunto un accordo
sulla restituzione di alcuni pezzi conservati nelle collezioni di
arte antica del Museo Getty. L’annuncio ufficiale è stato dato nel
corso di una conferenza stampa che si è svolta a Roma, nel Salone
del Ministro, in via del Collegio Romano. Quaranta oggetti
rientreranno in Italia - secondo un calendario da concordare -
ad eccezione della Statua di culto di una Dea che rimarrà esposta
al Getty fino al 2010. L’ulteriore discussione sulla Statua di un
giovane atleta vittorioso viene rimandata alle risultanze del
procedimento legale in corso a Pesaro. L’Italia e il Getty Museum
hanno concordato su un’ampia collaborazione culturale che includerà
prestiti di opere d’arte significative, mostre congiunte, ricerca e
progetti di conservazione e restauro.
Roma 3 agosto 2007
Il 4 luglio ingresso gratuito nei musei. In occasione
dell’anniversario della nascita di Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807)
- di cui quest’anno si celebra il bicentenario - il 4 luglio
ingresso libero e gratuito in tutti i luoghi d’arte dello Stato.
Numerose le iniziative che quest’anno il “Comitato Nazionale per
le celebrazioni del bicentenario della nascita di Giuseppe
Garibaldi” - appositamente istituito dal Ministero per i
Beni e le Attività Culturali - organizza per celebrare
l’eroe dei due mondi.
Giugno 2007
Progetto Marsiliana D'Albegna. La VI Campagna di Ricerca
sul sito di Marsiliana d’Albegna, diretta dalla Soprintendenza per i
Beni Archeologici della Toscana, in collaborazione con
l’Insegnamento e il Laboratorio di Etruscologia e Antichità
Italiche dell’Università degli Studi di Siena e d’intesa con
il Comune di Manciano (GR), avrà luogo tra il 3 settembre e
il 2 novembre 2007. Il progetto, coordinato dal Prof. Andrea
Zifferero, prevede attività di ricognizione e
scavo, integrata da didattica sul campo, rivolta
soprattutto agli studenti dei Corsi di Laurea in Scienze
dei Beni Archeologici. La partecipazione è aperta anche a
non studenti ma con esperienza specifica, quali i volontari di
gruppi archeologici. Per ulteriori informazioni sulle modalità
di adesione si veda la locandina.
Giugno 2007
Lutto. Sabato 23 giugno Maurizio Balzano ci ha lasciati
bruscamente. Amico fraterno di Ludovico Magrini, ha curato la
grafica e l'impaginazione di “Archeologia”, glorioso
periodico dei Gruppi archeologici d'Italia, e di
”Archeologia e beni culturali”, periodico del
C.I.R.A..
Accompagnato dall'ultimo saluto di familiari, parenti e amici, da
lunedì 25 riposa accanto a Ludovico nello stesso sepolcro a Tarquinia.
Giugno 2007
Capena. Domenica 10 dicembre 2006 alle ore 10.00
riapre al pubblico il Museo Civico di Capena, presso la cinquecentesca
Torre dell'Orologio. Siete tutti invitati.
Dicembre 2006
Roma. Nel recente convegno svoltosi l’8 novembre 2006
all’Accademia dei Lincei a Palazzo Corsini a Roma si è dibattuto
sul problema dei falsi nell’arte e come scoprirli. Interessanti
sono state le tecnologie adottate e le caratteristiche descritte
per il riconoscimento dei vari materiali.
Continua ...
Novembre 2006
Roma. Grande successo delle prime due conferenze del ciclo
dedicato alle giornate memorabili di Roma, presso l'Auditorium.
Nel primo incontro, tenutosi il 29 ottobre, il Prof. Carandini ha
illustrato i risultati di venti anni di scavi per indagare
sulle origini di Roma. Il 12 novembre, il Prof. Canfora ha
narrato la presa del potere di Ottaviano. La registrazione
delle lezioni è disponibile presso il sito web della
Laterza,
organizzatrice delle conferenze.
Novembre 2006
Roma. Ciclo di conferenze dedicato alle giornate memorabili che hanno segnato la storia di Roma dalla fondazione ai giorni nostri. Nove incontri con grandi studiosi dal 29 ottobre al 18 marzo, di domenica alle ore 11.00 all'Auditorium. www.auditorium.com Ottobre 2006
SOS per i beni culturali d'Italia. A tutti coloro che hanno a cuore le sorti del nostro unico, ingente, ma spesso trascurato patrimonio artistico e storico, si consiglia di visitare il sito www.patrimoniosos.it.
Paestum. Alla sesta edizione la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, dal 6-9 novembre. Per maggiori informazioni si può visitare il sito www.borsaturismo.com. Novembre 2003
Iraq. La guerra in Iraq ha comportato un terribile tributo di vite umane, ma in questi giorni confusi e violenti che seguono la fine del regime dittatoriale di Saddam Hussen anche la memoria del popolo iracheno è minacciata. Può forse sembrare frivolo occuparsi di beni culturali di fronte alla violenza cui assistiamo impotenti dietro i nostri schermi televisivi. Ricordiamo, però, che l'Iraq è la terra dove la civiltà ha mosso i suoi primi passi; questo ricordo sia di aiuto per tutti quelli che possono contribuire a costruire un futuro migliore per questo paese. Il saccheggio del Museo di Bagdad è parte della tragedia di questo popolo e impoverisce tutta l'umanità. Il sito dell'Unesco sull'Iraq contiene un aggiornamento della situazione nel territorio iracheno per ciò che riguarda i beni culturali. Aprile 2003
Roma. Il museo Pigorini ospita la mostra "Civiltà dell'argilla. Le prime comunità del neolitico". La mostra riunisce per la prima volta reperti provenienti da tutta Italia, fornendo un quadro completo della civiltà neolitica nel nostro paese. La mostra sarà aperta fino al 23 marzo 2003, tutti i giorni dalle 9.00 alle 20.00. Per informazioni www.pigorini.arti.beniculturali.it
Viterbo. Fino al 15 febbraio il Museo Archeologico della Rocca Albornoz ospita la mostra "Ferento,civitas splendidissima. Storia reperti e immagini di una antica città della Tuscia". Per informazioni www.ferento.it
Roma. Inizia martedì 26 novembre un interessante ciclo di conferenze dedicato all'archeologia subacquea. Le conferenze si terranno presso il Museo "L. Pigorini" all'EUR. Vai alla sezione del settore subacqueo del GATC per vedere il programma delle conferenze.
Roma. Prorogata fino al 9 febbraio la mostra "I marmi colorati della Roma imperiale", presso i Mercati di Traiano in via IV novembre, 94, dedicata alle opere in pietra e marmo che abbellivano i luoghi pubblici e privati di Roma. La mostra ha attirato un pubblico numeroso, affascinato dalla bellezza dei pezzi esposti e dalla suggestione dello scenario offerto dai mercati traianei e dai fori imperiali nei quali l'esposizione si articolava. Grande attenzione è dedicata alla ricostruzione dell'industria che forniva il materiale impiegato da artisti e architetti, proveniente da tutto il Mediterraneo.
Roma. Il Gruppo Mineralogico Romano organizza la 24a "Mostra di minerali, fossili e conchiglie", con campioni provenienti da tutto il mondo. L'appuntamento è per sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre all'Ergife.
Paestum.La quinta Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, manifestazione unica nel settore, si terrà a Paestum da giovedì 7 novembre a domenica 10 novembre, presso l'hotel Ariston. Nel corso della manifestazione si terrà il 1° Convegno Mediterraneo organizzato dalla redazione di Archeologia viva (vedi programma). Al convegno interverranno i più rappresentativi archeologi e direttori di missioni archeologiche italiane nel Mediterraneo. 6 ottobre 2002
Cartagine. Il GATC è in visita a Cartagine e negli altri luoghi storici della Tunisia. Il viaggio di studio durerà dal 3 al 6 ottobre e toccherà, oltre a Cartagine, le località di Kairouan, El Djem, Dougga,Thuburbo Majus. 5 ottobre 2002
La Maddalena. Riaperto al pubblico il Museo Archeologico Navale "Nino Lamboglia". Nel museo, dedicato al grande archeologo pioniere dell'archeologia sottomarina, sono esposti i reperti raccolti dalla nave romana naufragata nel II secolo a.C. presso l'isola di Spargi, nell'arcipelago maddalenino. 7 agosto 2002
Orvieto. Scade il 13 luglio il termine per la domanda di partecipazione al corso di perfezionamento "La formazione della città in Etruria" della Scuola di etruscologia e archeologia dell'Italia antica di Orvieto. Per informazioni e per scaricare il bando e il modulo per la domanda di partecipazione: www.museofaina.it. Luglio 2002
Poggiomarino. Una buona notizia per il sito protostorico scoperto in località Longola a Poggiomarino. Nei mesi scorsi il destino del villaggio palafitticolo dell'età del bronzo, scoperto nel corso dei lavori per la realizzazione del bacino di depurazione del fiume Sarno, appariva incerto. Su di esso incombeva la prosecuzione dei lavori, che ne avrebbe comportato l'interramento e la distruzione. Recentemente è stato deciso che lo scavo del sito proseguirà fino a giungere ad uno strato privo di reperti e che il materiale riinvenuto sarà impiegato per realizzare il parco archeologico del Sarno. Per saperne di più clicca qui. Luglio 2002