Gruppo Archeologico del Territorio Cerite

Notizie generali

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DUE ARTISTI MALEDETTI A CONFRONTO. Roma - L’anima e la carne. Caravaggio e Francis Bacon a confronto alla Galleria Borghese. In occasione del quarto centenario dalla morte del grande pittore lombardo, la Galleria Borghese propone due personalità estreme, entrate nell’immaginario collettivo come artisti “maledetti”, che meglio hanno espresso nella pittura il tormento dell’esistenza. Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, è intimamente legato alla storia della Galleria per il suo profondo legame con il cardinale Borghese, committente di alcuni suoi capolavori, dal Fanciullo con il canestro di frutta al Davide con la testa di Golia. In occasione della mostra la collezione permanente della Galleria Borghese è stata arricchita con grandi opere provenienti da altri importanti musei, dalla Negazione di Pietro (Metropolitan Museum of Art, New York), al Cavaliere di Malta, ritratto di Antonio Martelli (Palazzo Pitti, Firenze). Dell’artista inglese, Bacon, uno dei più quotati del XX secolo, si possono ammirare i grandi trittici, come come Triptych August 1972 dalla Tate Gallery di Londra e Triptych inspired by the Orestia of Aeschylus dall’Astrup Fearnley Museum di Oslo, insieme ad altre importanti opere. Caravaggio Bacon è curata da Anna Coliva, Direttrice della Galleria Borghese, Claudio Strinati, Soprintendente Speciale per il PSAE e per il Polo Museale della città di Roma e da Michael Peppiatt, biografo, amico intimo e massimo conoscitore di Francis Bacon. Organizzata da MondoMostre, è stata resa possibile grazie al sostegno di BG Italia, ENEL e Vodafone. Caravaggio e Francis Bacon sono tra gli interpreti più rivoluzionari e profondi della rappresentazione della figura umana. Entrambi, nelle diversità della loro poetica e del loro tempo, hanno penetrato con sconvolgente originalità il mistero dell’esistenza e dell’arte, rappresentando la verità spirituale nella più traumatica immediatezza della carne. La mostra non vuole teorizzare la dipendenze di Bacon dal Merisi, ma piuttosto provocare delle suggestioni visive, evocando delle corrispondenze spontanee. Il vero protagonista è lo spettatore messo al centro della coreografia Borghese. Il catalogo è della Federico Motta editore. La mostra rimarrà aperta sino al 24 gennaio. Info : 0632810- www.mondomostre.it (B.C.)
20 dicembre 2009

CAVE CANEM . Pompei (NA) - Il cane è considerato dai tempi più antichi amico fedele dell’uomo. Gli scavi archeologici di Pompei offrono testimonianze uniche di questo legame, come il famoso mosaico Cave Canem (attenti al cane) all’ingresso della domus del Poeta Tragico, tipico delle abitazioni pompeiane. L'avvertimento è ricordato anche dalle fonti letterarie, come nel gustoso episodio del Satyricôn di Petronio, in cui il protagonista viene spaventato a morte dal grande cane dipinto. È proprio questa la casa - allora appena scavata (1824-1825) - che servì da modello per la dimora di Glaukos nel romanzo di E. Bulwer-Lytton, Gli ultimi giorni di Pompei (1834). Oggi, a distanza di secoli, i cani del luogo, che hanno sempre popolato gli scavi di Pompei, torneranno finalmente ad avere un’identità e una dignità. Non saranno più considerati un problema ma, piuttosto, un valore aggiunto, grazie al Progetto “Cave Canem” lanciato dal Commissario Delegato all’Area archeologica di Pompei, Marcello Fiori e dalla Soprintendente Mariarosaria Salvatore. Il progetto, partito lo scorso novembre con la collaborazione dei volontari delle associazioni animaliste, garantisce assistenza diretta agli animali con cibo, cure e cucce allestite in tre aree dedicate. Inoltre, è prevista la realizzazione dell'anagrafe dei cani presenti nel sito, i quali saranno dotati di microchip, collare e medaglietta di riconoscimento. Nel rispetto dell’antico legame tra uomo e cane, testimoniato dalla storia della civiltà romana, è prevista anche la sensibilizzazione di quanti, tra turisti e visitatori, vorranno adottare un amico a quattro zampe. Successivamente “fido” avrà anche il passaporto europeo e una propria biografia che ne descriverà il carattere e le abitudini di vita, proprio per favorirne l’adozione. L’iniziativa viene realizzata con la collaborazione delle associazioni animaliste Lav, Enpa e Lega Nazionale per la difesa del cane, e il sostegno del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali. Info: www.lav.it - www.icanidipompei.com - www.pompeiisites.org. (B.C)
13 dicembre 2009

SAN NILO. STORIA ED IMMAGINI. Grottaferrata (Rm) - L’antica abbazia greco-ortossa di San Nilo racconta la sua storia con una bella mostra che si potrà visitare sino al 10 dicembre. San Nilo di Rossano e l’Abbazia greca di Grottaferrata. Storia e immagini intende avviare un percorso di divulgazione della storia, della spiritualità, dell’arte e dell’architettura millenaria di questa “gemma orientale”. Attraverso un sapiente mix di pannelli didattico-divulgativi, nuove tecnologie e supporti multimediali, si cerca di proiettare il visitatore in un viaggio spazio-temporale, facendogli ripercorrere, nei suoi aspetti culturali, politici e religiosi, l’itinerario di San Nilo e della sua comunità dalla Calabria al Lazio, da Rossano a Grottaferrata. Di grande interesse anche la Biblioteca e l’Archivio Storico, con preziosi manoscritti greci, incunaboli e documenti storici, oggetto di ricerche e studi nell’abito delle varie iniziative promosse dal Comitato promotore. Il Monastero Esarchico di Santa Maria di Grottaferrata, più noto, appunto, come San Nilo, è stato fondato nel 1004 da un gruppo di monaci provenienti dalla Calabria bizantina guidati da S. Nilo di Rossano, personaggio di primo piano del suo tempo. L’antica abbazia rappresenta la Congregazione italiana dei Monaci di rito greco-bizantino. Il monastero costituisce un unicum in quanto fondato cinquanta anni prima dello Scisma che portò alla separazione tra Cattolici ed Ortodossi. E’ sempre stato in comunione con la Chiesa di Roma, pur conservando il rito Bizantino e la tradizione monastica orientale delle origini. L’iniziativa, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, è promossa dall’Assessorato al Turismo della Regione Lazio, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Congregazione d’Italia dei Monaci Basiliani e dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Millenario della Fondazione dell’Abbazia di S. Nilo. Info: 06.945.93.09 - www.abbaziagreca.it - www.comitatonazionalesannilo.it. (B.C.)
6 dicembre 2009

LO STILE DELLO ZAR. Prato - La nascita e lo sviluppo dei rapporti culturali tra l’Italia e l’antica Moscovia narrato attraverso il canale privilegiato del commercio delle stoffe italiane e delle merci di lusso. Questo il tema di fondo della mostra Lo stile dello Zar. Arte e Moda tra Italia e Russia dal XIV al XVIII secolo che riunisce nella sede del Museo del Tessuto di Prato più di 130 opere tra dipinti, abiti e tessuti, provenienti dai più prestigiosi musei russi, dal più noto Ermitage al Museo Statale Russo di San Pietroburgo, oltre naturalmente ai contributi italiani, a cominciare dal Polo Museale Fiorentino. Il nucleo centrale della mostra - articolata in quattro sezioni - è dedicato ai rapporti tra l’Italia e la Russia in un’epoca che va dai primi contatti del XIV secolo, al momento della grande apertura dell’Impero Russo agli stili di vita occidentali, avvenuta per volontà di Pietro il Grande all’inizio del XVIII secolo. I primi rapporti di natura commerciale risalgono al Quattrocento e passano attraverso due importanti porti presidiati da mercanti genovesi e veneziani: Caffa, situata sul Mar Nero, e Tana sulle coste del Mar d’Azov. Dagli scavi archeologici di questi antichi centri provengono alcuni interessanti reperti esposti in mostra: frammenti di sete operate, lingotti d’argento e monete genovesi battute a Caffa. Nel Rinascimento le tecniche di tessitura fiorentine si fanno più complesse, permettendo la realizzazione di velluti operati, arricchiti con effetti di broccatura, tanto da influire sui gusti ed i costumi di corte dell’epoca. Molte tipologie tessili si ritrovano anche in opere pittoriche straordinarie come nei Giovani Martiri di Girolamo da Santacroce e nella Magnanimità di Scipione di Bernardino Fungai. I rapporti diplomatici si intensificarono nel corso dei Seicento. La prima ambasceria, nel 1656, è quella guidata da Ivan Ivanovič Čemodanov, di cui rimane la cronaca fedele nell’Archivio di Stato di Firenze. Il percorso espositivo si conclude con la pala della Circoncisione del Cigoli, un manufatto creato appositamente per Prato - commissionato dalla famiglia Migliorati nei primi decenni del Seicento per la chiesa di San Francesco - e confluito nel 1825 nelle collezioni dell’Ermitage. La mostra, organizzata con il contributo, fra gli altri, della Regione Toscana, del Comune e della Provincia di Prato, si potrà visitare fin dopo l’Epifania Info : www.museodeltessuto.it. (B.C.)
29 novembre 2009

ROMA. LA PITTURA DI UN IMPERO. Roma - Alle Scuderie del Quirinale in mostra la pittura dell’Impero romano, dal I secolo a.C. fino al V d.C. Dall'avvento di Giulio Cesare nel 49 a.C., fino allo straordinario consolidamento delle strutture di potere di un territorio vastissimo. In esposizione grandi affreschi, ritratti su legno e su vetro, decorazioni, fregi e vedute, provenienti dalle domus patrizie, dalle abitazioni e botteghe popolari dei più importanti siti archeologici e dai musei di tutto il mondo, per una mostra interamente dedicata alla pittura della Roma antica. Una Roma dalle mille sfumature, dove statue, templi e case erano colorati. Curata da Eugenio La Rocca con Serena Ensoli, Stefano Tortorella e con Massimiliano Papini, la mostra racconta il ruolo centrale della pittura nella società civile romana, sottolineandone l'originalità e superando il concetto acquisito di una sua dipendenza passiva dall’arte greca, svelando tutti i temi dell’epoca, compreso il mito reinterpretato secondo la tradizione romana. Circa 100 opere di eccezionale raffinatezza organizzate in cinque diverse sezioni, per ricostruire la complessità di una scuola figurativa da cui deriva lo sviluppo dei generi pittorici moderni, a partire da Raffaello, solo per fare un esempio. Con questa mostra, sostiene La Rocca, abbiamo cercato di ricostruire lo sviluppo della pittura romana nei secoli, sottolineandone la continuità con l’arte greca e la sua funzione di ponte con l’arte bizantina e medievale e, tramite esse, con la pittura moderna europea. Le opere provengo dai più grandi musei del mondo, dal Louvre di Parigi al quello Egizio del Cairo. L’allestimento scenografico della mostra - firmato da Luca Ronconi - riproduce al vero intere stanze con tanto di affreschi. In esposizione anche una collezione di raffigurazioni della mitologia greca, da Amore e Psiche a Perseo e Andromenda, e alcuni ritratti ad encausto provenienti dall’oasi egiziana di El Fayyum. Roma. La pittura di un Impero è organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo e da MondoMostre, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e le Soprintendenze Archeologiche di Roma e Napoli, con il supporto di SISAL e si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. La mostra si potrà visitare sino al 17 gennaio. Info: 0639967500 - www.scuderiequirinale.it. (B.C.)
15 novembre 2009

DIVUS VESPASIANUS. Roma - La Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma ha allestito ai Fori Imperiali una grande mostra per ricordare la nascita dell’imperatore Vespasiano, avvenuta 2000 anni fa, e la sua dinastia. La mostra, Divus Vespasianus, presentata in occasione del bimillenario dei Flavi, racconta, appunto, le gesta degli imperatori flavi: di Vespasiano (69-79), del primogenito Tito (79-81) e del figlio minore Domiziano (81-96). E certo l’Anfiteatro Flavio, più noto come Colosseo, fatto costruire da Vespasiano al posto del lago artificiale dell’estesa Domus Aurea di Nerone e terminato da Domiziano, è il luogo migliore per ricordarlo. La sua ascesa rappresentò un evento traumatico e del tutto imprevisto, poiché alla dinastia giulio-claudia, appartenente alla più alta nobiltà repubblicana, si sostituiva una modesta famiglia del ceto equestre di provincia. Nato a Falacrinae in Sabina, il 17 novembre del 9 d.C., Vespasiano certamente era un uomo semplice, ma seppe cambiare il volto dell’impero sia dal punto di vista istituzionale che economico. Dopo una lunga e onorata carriera al servizio degli imperatori giulio-claudii nell’ambito dell’amministrazione provinciale e dell’esercito, la scomparsa violenta in un solo anno, il 69 d.C., degli imperatori Galba e Otone, e l’eliminazione di un terzo, Vitellio - pare per sua stessa mano - gli aprono la via al potere. Viene acclamato imperatore dall’esercito ad Alessandria. Si insedia a Roma nel 70. Vespasiano ha già 60 anni. L’abbellimento della città e il ripensamento globale dello spazio urbano fu il segno visibile del rinnovamento politico dell’impero portato dai Flavi. La grande mostra al Colosseo, è integrata da altre due esposizioni collaterali, una presso la Curia, nel Foro, riaperta al pubblico per quest’occasione, e l’altra al Criptoportico neroniano, sul Palatino. Il percorso viene, poi, completato con una visita guidata alla scoperta dei monumenti flavi: dall’Arco di Tito alla Domus Flavia, dal Tempio del Divo Vespasiano al Tempio della Pace. L’esposizione curata da Filippo Coarelli, in collaborazione con la stessa Soprintendenza, con il Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Bimillenario e con Electa, resterà aperta al pubblico sino 10 gennaio 2010. Il catalogo della mostra è realizzato dalla Mondadori Electa S.p.A. Info: www.pierreci.it - 06.39967700. (B.C.)
8 novembre 2009

LE LUNE DI POMPEI. Pompei - Un nuovo e affascinante percorso per vivere l'esperienza degli scavi di Pompei di notte. Le Lune di Pompei è un itinerario completamente inedito attraverso i suoi tesori archeologici, con partenza da Piazza Anfiteatro, per far rivivere al visitatore la civiltà del passato attraverso tecnologie multimediali, giochi di luce, suoni e la forza evocativa della Luna. Il percorso parte dalle necropoli di Porta Nocera e prosegue con la visita alla Casa del Giardino d´Ercole, detta anche Casa del Profumiere, per via dell’enorme spazio verde sul retro organizzato alla metà del I sec. a.C. con la coltivazione di essenze per la produzione di profumi, come attestano le più recenti indagini paleobotaniche. Prosegue, poi, per via dell´Abbondanza, soffermandosi nella casa di Loreio Tiburtino, appartenuta ad Octavius Quartio, come prova l’anello-sigillo rinvenuto presso l’ingresso. Di particolare fascino la Casa della Venere in Conchiglia, che prende il nome dalla scenografica figurazione della parete Sud, dove una finestra dà l’illusione di aprirsi sul mare, mentre da una rosea conchiglia appare la dea Venere accompagnata da due amorini. Il percorso si conclude nella splendida cornice dell´Anfiteatro, uno dei più antichi e meglio conservati al mondo. Accoglieva oltre 20.000 spettatori che assistevano ai combattimenti tra gladiatori e belve feroci. L’iniziativa è organizzata dall’Ente Provinciale del Turismo di Napoli, e cofinanziata dalla Regione Campania con i Fondi POR (2007-2013), in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di Napoli e Pompei e con il Comune. Il direttore artistico dell’evento è Francesco Capotorto. L’obiettivo di fondo è quello di rendere accessibili gli scavi di notte al pubblico tutto l’anno, dice il responsabile EPT, Scalabrini. Particolarmente suggestiva la luce delle lune artificiali proiettata su affreschi ed insegne. Tutti i week end (venerdì, sabato e domenica), con prenotazione obbligatoria, anche se gratuita. Tariffe speciali per gruppi e famiglie. Info : 081.19303885/ 8787 – www.lelunedipompei.it. (B.C.)
1 novembre 2009

BACI RUBATI. Gradara (PU) - La fiabesca Rocca di Gradara ospita una selezione speciale dei baci più famosi immortalati della letteratura e dalla pittura italiana del XIX secolo, Baci rubati, storie d’amore tra arte e letteratura. Dopo il successo della mostra Il Bacio, tra Romanticismo e Novecento, tenutasi alle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia, in cui si è indagato il gesto del bacio nelle diverse declinazioni possibili, ora Gradara espone i baci degli amanti sventurati, protagonisti di amori contrastati o negati sul nascere, vittime incolpevoli di un destino sublime e struggente, eroi dell’amore romantico. La mostra - organizzata dalla Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e Etnoantropologico delle Marche-Urbino, con il patrocinio del Comune di Gradara - è un’occasione unica per fare un viaggio sentimentale tra i baci rubati degli amori impossibili. L’amore rivisitato attraverso i topoi della letteratura tragica e romantica, che vede nel bacio un atto passionale e un gesto ‘politico’ insieme, costituisce uno dei soggetti più frequentati e rappresentati dalla pittura dell’Ottocento italiano. Protagonista assoluto della mostra è il bacio tra Paolo e Francesca, i tragici amanti cantati da Dante, che la leggenda vuole scambiato proprio nelle stanze della Rocca, alla fine del XIII secolo una delle residenze più frequentate dai Malatesta, famiglia a cui apparteneva anche Gianciotto, marito di Francesca. Le opere sono di Amos Cassioli, Ludovico Cremonini e Giuseppe Poli. Ma in mostra ci sono baci furtivi ancora più famosi come quello fra Giulietta e Romeo nella versione di Gaetano Previati, massimo esponente del Divisionismo, già testimone di spicco della Scapigliatura, o quelli ancora più sventurati fra Tristano e Isotta, dati in punto di morte, di Imelda de' Lambertazzi e Bonifacio de' Geremei. Un video, curato da Gianni Canova, completa l'esposizione, ripercorrendo la storia dei più famosi baci della cinematografia italiana. La Rocca negli anni ’20 del secolo scorso è stata oggetto di un’interessante operazione di restauro ‘in stile’, ispirato alla vicenda dantesca e realizzato sulla scia delle suggestioni dannunziane, con il contributo di importanti studiosi e artisti. La mostra si potrà visitare sino al 2 novembre. Il biglietto comprende anche la vista alla Rocca, il monumento più visitato della regione. Info : 0541.964697 - www.bacirubatigradara.com.(B.C.)
25 ottobre 2009

EGITTO MAI VISTO. Trento - Oltre 800 reperti inediti (immagini di barca e maschera), con ricostruzioni scenografiche di forte impatto, per raccontare la storia di Assiut, antico capoluogo dell’Egitto, che per 4000 anni ha custodito i segreti della vita quotidiana e dell’Aldilà della terra dei faraoni. Li propone la mostra “Egitto mai visto”, organizzata presso il Castello del Buonconsiglio, a Trento, con la supervisone del direttore, Franco Marzatico. In mostra sono proposti diversi sarcofagi a cassa, con iscrizioni variopinte che raccontano la vita della classe media della provincia, amministratori e piccoli proprietari terrieri, fra il Primo Periodo Intermedio e il Medio Regno (2100-1900 a.C.). Si tratta di un’ anteprima mondiale della più ricca e straordinaria raccolta proveniente dai depositi del Museo Egizio di Torino - l’istituzione museale più importante, dopo quella del Cairo - firmata dal grande archeologo Ernesto Schiaparelli, celebre in tutto il mondo per la sensazionale scoperta della tomba di Kha, l’architetto del faraone Amenofi III. L’osservazione dei materiali esposti - segno di un’epoca nella quale l’indebolimento del potere faraonico centrale lasciò spazio ad espressioni artistiche locali di straordinaria vivacità e originalità - e delle pareti di circa 40 sarcofagi inediti, racconta l’ascesa del culto di Osiride e la maggiore “apertura” alla vita eterna, tipica di questa fase della cultura egizia. La mostra riveste una notevole importanza sotto il profilo scientifico, perché consente la ricostruzione filologica dei contesti funerari fino ad oggi sconosciuti al grande pubblico. In esposizione, oltre a 10 stele restaurate, anche la singolare raccolta di oggetti, acquisita nella prima metà dell’Ottocento dal trentino Taddeo Tonelli, fino ad oggi conservata nei depositi del Castello. Fra i pezzi più intriganti spicca, per l’ottimo stato di conservazione, una mummia di gatto del I secolo a.C.- I secolo d.C., animale sacro alla divinità Bastet che simboleggia il calore benefico del sole, venerata in qualità di protettrice della casa e della famiglia. Il catalogo è una coedizione della Soprintendenza Archeologica di Torino e del Castello del Buonconsiglio di Trento. La mostra si potrà visitare fino al prossimo 8 novembre. Info : 0461.233770 - 0461.492810 - http://new.buonconsiglio.it. (B.C.)
18 ottobre 2009

I TESORI DELL’AGER TIBURTINUS, FRAMMENTI DAL PASSATO. Tivoli - Nelle sale dell’Antiquarium del Canopo di Villa Adriana, a Tivoli (via di Villa Adriana 204), la Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio presenta un’eccezionale raccolta di circa ottanta reperti che provengono dagli scavi delle numerose ville rivenute nel famoso ager tiburtinus e sviluppatesi fra la fine del II e il I sec. a.C. Vi risiedettero molti personaggi illustri, da Catullo a Marziale, lasciando testimonianze letterarie ed epigrafiche. Più tardi la magnifica residenza dell’imperatore Adriano, datata II sec. d.C., non farà che sancire l’eccellenza del sito. E questo spiega la bellezza dei pezzi esposti, in gran parte inediti. L’antica Tibur ebbe origine da villaggi capannicoli di pastori transumanti che durante l’età del Bronzo sostavano lungo l’Aniene. Tuttavia le fonti letterarie la dicono di fondazione greca, latina o sicula. Nell’89 a.C. divenne municipium romano, inaugurando un lungo periodo di prosperità. Terra di mezzo, fra l’area latina e quella sabina, rappresentava uno snodo cruciale della viabilità, con le vie Tiburtina-Valeria ed Empolitana, prima per la transumanza e, poi, per i traffici commerciali che trovavano in Roma uno sbocco naturale. I meravigliosi frammenti delle statue di Ercole confermano il culto diffuso di Hercules Victor, la più importante divinità venerata a Tivoli. Le coppe, invece, ricordano come l’antica Tibur, fosse un importante centro per la produzione della ceramica. Architravi di marmo bianco splendidamente scolpiti con eroti, delfini e cesti di frutta provenienti da Villa Adriana confermano la grande perizia delle maestranze impiegate. La Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio con questa mostra ha scelto di far conoscere al grande pubblico l’impegnativo e accurato lavoro di ricerca svolto negli ultimi decenni. Il catalogo, edito da Electa (www.electaweb.com), oltre ad approfondire la storia del territorio con vari saggi, offre una puntuale descrizione di tutti i pezzi esposti con una serie di schede dedicate. La mostra, curata dalla Soprintendente del Lazio, Marina Sapelli Ragni, si potrà visitare sino al mese di novembre. Info : www.beniculturali.it - 0774 530203. (B.C.)
11 ottobre 2009

ELITES ETRUSCHE TRA POPULONIA E VULCI. Grosseto - In anteprima pezzi unici per raccontare la storia dei signori di Maremma, durante il periodo Orientalizzante, quello del massimo splendore, compreso tra VII e il VI sec. a C. La mostra allestita presso il Museo Archeologico di Grosseto - organizzata dal Comune in collaborazione con la Soprintendenza e la Regione, con il contributo della Cassa di Risparmio di Firenze - si potrà visitare sino alla fine di ottobre. I reperti, riemersi in gran parte dai siti archeologici della Maremma, provengono dai depositi del Museo Archeologico Nazionale di Firenze. L’iniziativa è accompagnata da cinque itinerari, quelli di provenienza del materiale esposto, Populonia, Vetulonia, Roselle, Marsiliana D'Albegna e Pitigliano, offrendo così ai visitatori la possibilità di approfondire sul territorio. E’ l’epoca in cui emergono le aristocrazie locali. I Principes detengono il controllo del territorio e delle risorse. Sono proprietari terrieri, capi militari e politici, forse anche religiosi. Hanno accumulato enormi ricchezze con il commercio dei metalli (di cui la costa e l’Isola D’Elba abbondano) con il vicino Oriente e le altre civiltà del Mediterraneo. La mostra si apre con i reperti provenienti da Populonia e lo straordinario corredo della Tomba dei Flabelli, eccezionalmente riunito. Nella tomba, utilizzata per quasi un secolo, sono stati ritrovati quattro elmi corrispondenti a quattro generazioni di sepolture, di cui uno importato da Corinto. L’esposizione prosegue con il corredo della Tomba del Duce di Vetulonia - dal latino dux, condottiero - l’unico principe etrusco di età orientalizzante di cui si conosce il nome, Rachu Kakanas, iscritto in un frammento di coppa d’argento scoperto durante il restauro. Seguono l’arte orafa di Marsiliana, che fiorì alle foci del fiume Albegna, nel VII secolo a.C. - in mostra anche la bellissima fibula Corsini in argento fuso, oro laminato e polvere d’oro con decorazioni a paperelle e sfere - ed in corredi funerari delle tombe principesche di Poggio Buco e Pitigliano. Conclude il percorso Roselle, con alcuni oggetti provenienti dalla cosiddetta Casa del Recinto, ritrovata al di sotto del Foro Augusteo. Secondo gli studiosi un santuario che testimonia il rapporto fra i principi e gli dèi. Il catalogo è edito da Polistampa. Il biglietto costa solo 5 euro. Info : 055.244217/2021485 – www.comune.grosseto.it. (B.C.)
Roma 4 ottobre 2009

MANIFESTAZIONE DEL FORUM DEL TERZO SETTORE GIOVEDI' PRIMO OTTOBRE A MONTECITORIO - Il Gruppo Archeologico del Territorio Cerite è una organizzazione senza scopo di lucro impegnata nella tutela dei beni culturali. Tale attività è stata ritenuta meritevole di sostegno da parte dello stato, pertanto la nostra associazione è inserita nell'elenco delle ONLUS che beneficiano del versamento del 5 x 1000. Il governo, che incassa il 5 x 1000 dai cittadini-contribuenti, dovrebbe poi girare i fondi alle associazioni. Questo finanziamento arriva in ritardo, ancora non sono stati erogati i contributi del 2007. Invece di accelerare le procedure per onorare il suo impegno, il governo ha promosso accertamenti fiscali a tappeto per le ONLUS. Il Forum del Terzo Settore, che raccoglie le associazioni come la nostra e le rappresenta negli incontri con il governo, promuove una manifestazione di protesta a Montecitorio per giovedì 1o ottobre. Potete leggere le ragioni e i dettagli dell'iniziativa nei documenti ai link seguenti: Il Terzo Settore non è un evasore fiscale e Il Terzo Settore manifesta a Montecitorio.
29 settembre 2009.

ETRUSCOMIX L’ETRURIA IN FUMETTO. Roma - Al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia sei giovani fumettisti con le loro tavole inedite rievocano le bellezze di un territorio ricco di storia e suggestioni, l’Etruria. Il manifesto simbolo della mostra è la tavola realizzata dal grande Milo Manara, illustratore e autore di storie a fumetti noto in tutto il mondo per il fascino sensuale delle sue tavole. Le storie dipinte dai giovani artisti in erba sono frutto della fantasia, ma dialogano anche con gli antichi reperti archeologici del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Francesco Cattani, Marino Neri, Paolo Parisi, Michele Petrucci, Alessandro Rak e Claudio Stassi, hanno concentrato la loro attenzione oltre che sul Museo di Villa Giulia, che li ospita, anche sulla Necropoli ed il Museo di Cerveteri e sulla Necropoli ed il Museo di Tarquinia. Gli autori invitati, due per ogni sede scelta, si sono immersi per una settimana, fisicamente e metaforicamente, nella cultura e nei luoghi dell’Etruria; il periodo di residenza e lo studio delle sedi hanno suscitato in loro la scintilla creativa per ideare fumetti inediti, ispirati dall’enorme bagaglio storico e culturale col quale sono stati in contatto. La mostra è stata ideata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici per l’Etruria meridionale e realizzata in collaborazione con della Regione Lazio. L’organizzazione è curata da Civita e Comicon (Salone Internazionale del Fumetto). Durante il periodo dell’iniziativa, verrà presentato il volume che raccoglierà sei storie inedite a fumetti in una pubblicazione coordinata da Comicon ed edita da Black Velvet nella collana Altrevisioni. Nelle sedi di Cerveteri e Tarquinia, le stesse immagini in mostra a Roma, saranno riprodotte su pannelli per esterno ed inserite nel tracciato archeologico, contaminando in maniera artistica il percorso di visita, che in alcuni punti chiave mirerebbe a far rivivere ai visitatori le stesse sensazioni provate dall’autore. Etruscomix l’etruria in fumetto, rimarrà aperta sino al 25 ottobre. E’ possibile visitare la mostra con il solo biglietto di ingresso al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Info : 06.32810 - www.beniculturali.it, www.comicon.it. (B.C.)
27 settembre 2009

ITALIA TESORO D’EUROPA. Roma - Sabato 26 e domenica 27 settembre 2009 si svolgono le Giornate Europee del Patrimonio, ideate nel 1991 dal Consiglio d’Europa per potenziare lo scambio culturale tra i Paesi dell’Unione. Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali partecipa all’evento con lo slogan “Italia tesoro d’Europa”, organizzando sull’intero territorio nazionale iniziative mirate a valorizzare l’immenso patrimonio culturale del nostro Paese, con l’obiettivo di condividere con altri Paesi europei le comuni radici continentali. Tutti i luoghi della cultura che comprendono il patrimonio archeologico, artistico, architettonico, cinematografico e teatrale saranno aperti al pubblico gratuitamente. Nel Lazio, per l’occasione, la Soprintendenza Beni Archeologici di Ostia inaugura una bella mostra dedicata agli insediamenti costieri, Tesori Nascosti dall’antica Ostia: i bronzi e gli ossi lavorati. Nel Nuovo Antiquarium sono stati raccolti molti oggetti di uso comune, come strumenti chirurgici, ami, bilance, chiavi, stili, coltelli, fusi, aghi e piccole bambole, per raccontare gli aspetti meno conosciuti della vita quotidiana di allora ( Info : 06 56358099 ). La mostra, comunque, rimarrà aperta sino al mese di gennaio. Di grande interesse anche le manifestazioni allestite nelle altre Regioni. Il Museo archeologico nazionale "Domenico Ridola" di Matera, propone una interessante mostra dedicata alla cura dei defunti nel materano tra età tardoantica e altomediale. L’insieme dei reperti offre l’opportunità di ricostruire i rituali funerari tra IV e VII sec. d.C. e di leggere la fisionomia di un territorio che, alla fine dell’Impero, sorprende per la presenza di oggetti comuni a gran parte dei contesti peninsulari meridionali e di manufatti più rari, che documentano una certa vitalità negli scambi commerciali. Il Comune di Padova, invece, nel percorso Archeologico del Museo civico agli Eremitani, apre al pubblico le sale dedicate alla Via Annia. Con i recenti restauri dei corredi tombali e di altri reperti effettuati nell’ambito del Progetto Via Annia, oggi è possibile ammirare importanti pezzi della Padova romana. La Via Annia era la grande strada realizzata in epoca romana per collegare l’Italia nord orientale al resto della rete viaria della penisola, passaggio obbligato per Aquileia. (B.C.)
20 settembre 2009

RESTAURATO IL GOZZO DEL FUGGIASCHI. Ercolano - Era il 79 d.C. Avrebbe dovuto mettere in salvo una manciata di ercolanesi ed invece venne fermata dal surge, una nube di gas roventi a 400 gradi con una velocità di 80 chilometri l’ora, davanti alle Terme Suburbane - entrate in disuso per i danni subiti nel terremoto del 62 d.C. e temporaneamente adibite a rimessa - dove poi è stata ritrovata. L’intuizione l’ebbe negli anni ottanta, Giuseppe Maggi, all’epoca direttore degli scavi. Infatti, proprio nei magazzini che davano sull’arenile - dove è stata rinvenuta l’antica imbarcazione - furono ritrovati anche i resti di molti ercolanesi (circa 300 scheletri) che nella notte dell’eruzione avevano cercato riparo all’interno di quelle robuste arcate ricavate al di sotto dell’Area Sacra e della Terrazza di Marco Nonio Balbo, sperando forse nell’arrivo di soccorsi dal mare. Il fango vulcanico del Vesuvio li ha poi sigillati facendoli arrivare sino a noi. La barca, di linea moderna - praticamente un gozzo - è lunga oltre 9 metri, e larga circa 2,20, con un’altezza massima di circa 1 metro dalla chiglia al bordo. I restauri hanno messo in luce uno scafo esterno realizzato con la tecnica “mortasa e tenone”, foderato all’interno, insomma con un fasciame doppio. La barca, realizzata con legni di pino, ontano, faggio e quercia, aveva sei scalmi, tre per lato, un timone esterno a remo che era ancorato alla barca da una cima, anche quello ritrovato durante lo scavo. Ora il gozzo è esposto nella Sala della Barca, all' ingresso della città antica, insieme ad altri reperti “imparentati”, un argano, le cime e altri strumenti utili alla navigazione. La prima fese del restauro è stata realizzata dagli Uffici Tecnico e di Restauro della Soprintendenza Archeologica di Napoli e Pompei con i fondi europei del Programma Operativo Regione Campania 2000-2006 e rientra nel complesso degli interventi di valorizzazione del parco archeologico compreso fra il nuovo ingresso agli scavi e l’area della Villa dei Papiri, per un’estensione territoriale di oltre 10 ettari. Il padiglione della Barca - dice il direttore degli scavi, Guidobaldi - preannuncia la musealizzazione degli scheletri dei fuggiaschi nei fornici della spiaggia, monumento di un popolo anonimo catturato nel suo ultimo istante di vita. Info : 081.7324338 - www.pompeiisites.org. (B.C.)
13 settembre 2009

SOS PATRIMONIO SOMMERSO. Roma – Il Ministero per i Beni e le Attività culturali rilancia il Progetto Archeomar, con l’operazione SOS Patrimonio Sommerso. Archeomar è stato messo insieme in collaborazione con la Direzione Generale per le Antichità e la Sezione Tecnica per l’Archeologia Subacquea. Il delicato Progetto è nato sotto forma di censimento dei beni sommersi delle regioni Lazio e Toscana in collaborazione con le Direzioni Regionali per i beni culturali e paesaggistici per il Lazio e la Toscana e le Soprintendenze per i beni archeologi del Lazio, dell’Etruria Meridionale e della Toscana. Adesso componendo il numero 06.58434769 sarà possibile segnalare i danni al patrimonio sommerso dei nostri mari ed entrare così anche a far parte della squadra di volontari della Rete WEB di Archeologia Subacquea. Info : www.archeomar.it. (B.C.)
30 agosto 2009

LEGGENDE OLTRE I VANGELI - Illegio (UD) - La Casa delle Esposizioni di Illegio, località montana della Carnia, in Friuli Venezia Giulia, impegnata negli ultimi anni in eventi artistici di rilievo internazionale, tra cui la recente “Apocalisse.L’ultima rivelazione”, 130mila visitatori nel 2007, ospita un’importante mostra dedicata alle opere ispirate ai vangeli apocrifi. Apocrifi.Memorie e leggende oltre i Vangeli propone più di ottanta capolavori provenienti dalle più prestigiose sedi museali europee, fra cui i Musei Vaticani, gli Uffizi di Firenze, la Galleria Borghese e la Galleria Doria Pamphilj di Roma, l’Accademia Carrara di Bergamo, i Musei Reali di Arte e Storia di Bruxelles e la Galleria Tretyakov di Mosca. Si possono ammirare, tra le altre, opere di Peter Bruegel il Giovane, Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino, Ludovico Mazzolino, Albrecht Dürer, Andrea Pozzo, Pomponio Amalteo, insieme ad antiche icone russe e bizantine. In mostra, eccezionalmente, anche il prestigioso dipinto “Il riposo nella fuga in Egitto di Caravaggio”. Curata dal Comitato di San Floriano, organizzatore negli anni passati di altre importanti esposizioni, è stata inaugurata dal Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali e dallo stesso Ministro Bondi. Il Comitato di San Floriano con questa bella mostra solleva il velo di mistero che spesso avvolge gli antichi scritti apocrifi, quelli che non entrarono nel canone delle Sacre Scritture, ma che lasciarono il segno in tanta parte della tradizione iconografica e devozionale cristiana. “Apocrifi.Memorie e leggende oltre i Vangeli” si presenta quindi come una suggestiva indagine alla ricerca di tutto ciò che i Vangeli hanno taciuto, ma che la memoria delle prime generazioni cristiane ha fatto giungere sino a noi. Info: 0433.44445/2054 - www.illegio.it. (B.C.)
23 agosto 2009

ARCHEOLOGIA D’ESTATE A ROMA. Roma - L’appuntamento è con il Palatino, anche di notte. La Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma ha avviato un progetto di aperture straordinarie, Archeologia d’estate, che prevede la riapertura dei siti chiusi al pubblico da anni e che si trovano nella zona del Foro Romano, a cui si aggiungono visite guidate notturne della mostra Divus Vespasianus, oltre a spettacoli serali con ingresso gratuito nelle quattro sedi del Museo Nazionale Romano: Terme di Diocleziano, Palazzo Massimo, Crypta Balbi e Palazzo Altemps. L’obiettivo non è solo quello di invitare i romani a riscoprire luoghi dimenticati, eppure quotidianamente sotto gli occhi di tutti, ma di allettare anche i visitatori stranieri con una archeologia diversa, esplorata anche al chiaro di luna. In programma ci sono le notti Flavie al Colosseo, illuminato da una mongolfiera che brilla sull’arena come la luna piena, oltre ai cortili di Palazzo Altemps e di Palazzo Massimo che uniranno i versi dei poeti antichi, da Virgilio a Catullo, alla musica dei grandi autori, da Vivaldi a Bizet, e molto altro ancora (vai al calendario). Il Foro e il Palatino apriranno, a rotazione, i luoghi da tempo inaccessibili come: la Casa dei Grifi, la costruzione di epoca repubblicana più antica fino ad ora trovata sul Palatino; la Casa di Livia, attribuita alla moglie di Augusto, adiacente alla Domus Tiberiana, e databile al I secolo a.C.; l'Aula Isiaca , situata sotto la Domus Flavia, rivela magnifici affreschi, che recenti studi hanno datato all'età augustea, quando, all’indomani della vittoria di Azio, i motivi egittizzanti a Roma divennero una moda; e ancora due splendidi edifici appena restaurati, l’Oratorio cristiano dei Quaranta Martiri, il martirio risale all’epoca di Diocleziano, e il Tempio di Romolo, fatto costruire dall'imperatore Massenzio in memoria del figlio, da cui il nome del tempio, morto nel 309 d.C. e divinizzato. La stagione estiva si concluderà il 30 settembre. Electa e Pierreci, concessionari dei servizi, partecipano al programma Archeologia d’estate sponsorizzando gli spettacoli serali del Museo Nazionale Romano, curati dalla stessa Soprintendenza. Archeologia d’estate contribuirà alla raccolta fondi per la ricostruzione dei beni archeologici e artistici dell’Aquila. La Soprintendenza conta molto sulle offerte dei visitatori. Info: 06.39967700 - http://archeoroma.beniculturali.it. (B.C.)
Roma 5 luglio 2009

ARCHEOLOGIA DI FRONTIERA. Firenze – La Limonaia dello splendido Giardino di Boboli, a Firenze, ospita, sino al 20 settembre, la mostra “Petra e Shawbak. Archeologia di frontiera”, per presentare al grande pubblico i risultati più recenti della Missione archeologica che l'Università di Firenze conduce da vent’anni in Giordania, nei siti di Petra e Shawbak, una delle aree archeologiche più importanti del mondo, negli ultimi quindici anni teatro di scoperte straordinarie. Petra, collocata lungo la via dell’incenso, fu la capitale commerciale dei Nabatei. In seguito venne conquistata dai romani, dai persiani e dagli arabi, fin quando tra il 1100 e il 1118, in epoca crociata, re Baldovino I di Gerusalemme vi edificò i castelli di Al-Wu’Ayra e Al-Habis. Sempre nello stesso periodo Baldovino I, a 25 chilometri da Petra, costruì uno degli insediamenti medievali più spettacolari del Mediterraneo orientale, il castello di Shawbak. Nel 2006 è stato siglato un importante accordo di cooperazione internazionale scientifica e culturale tra il Dipartimento di Antichità della Giordania e l’Università di Firenze, proprio sul sito di Shawbak, che integra ricerca archeologica, restauro conservativo e valorizzazione. Oggi le ricerche della Missione archeologica italiana hanno riconsegnato questo importante sito alla grande storia mediterranea insieme ai suoi straordinari monumenti: la cattedrale di Santa Maria, il Palazzo del nipote di Saladino ed i magnifici bastioni monumentali della fine del Duecento. Il percorso espositivo è stato organizzato in tre sezioni. La prima è dedicata proprio all’insediamento di Shawbak, che, reinterpretando la presenza crociata nella regione, racconta le vicende della dinastia di Saldino, giunte sino a noi; la seconda è incentrata sull’evoluzione della linea di frontiera come chiave di lettura storica, dall’età antica (nabatea, romana, bizantina) fino a quella crociato-ayyubide e mamelucca; la terza sezione, invece, è dedicata ai commenti dei visitatori. A latere della mostra una rassegna cinematografica tematica, che ripropone dal più noto Indiana Jones ad Aleksandr Nevskij, film di ricostruzione storica e di propaganda antinazista, firmato da Ejzenštejn nel 1938. Info: 055.294883.(B.C.)
Roma 28 giugno 2009

RESTAURATO IL MIRACOLO DI S. NICOLA DI BARI. Napoli - Presentato ufficialmente alla Congrega di Santa Maria del Rimedio, a Napoli, il restauro della pala di San Nicola della Chiesa di Santa Brigida, dipinta nel 1655 da Luca Giordano. L’opera rappresenta una testimonianza significativa della fase ancora giovanile del percorso artistico del grande pittore napoletano. Si tratta di un dipinto particolarmente significativo, come sostiene Nicola Spinosa, Soprintendente per il Polo museale della città di Napoli, per comprendere attraverso quali passaggi si svolse la pittura napoletana di quell’epoca, grazie all’importante contributo dell’artista, senza rinunciare all’eredità del recente passato e alle illusioni fantastiche della nuova stagione barocca, che ne avrebbero segnato le tendenze fino a Settecento inoltrato. Giordano - detto “Luca Fapresto” per la rapidità con cui riusciva a riprodurre le opere dei maestri del Cinquecento - studiò a Napoli nella cerchia di Josep de Ribera. A Roma venne in contatto con l'ambiente di Pietro da Cortona. Nel 1667 si recò a Venezia dove rimase fortemente suggestionato dalla pittura di Tiziano e del Veronese. Nel 1692 venne invitato da Carlo II in Spagna dove realizzò i cicli di affreschi all'Escorial, al Cason di Buen Retiro, nella sagrestia della cattedrale di Toledo e nel monastero di Nostra Signora di Guadalupe. La pala è stata restaurata grazie al contributo della Fondazione CittàItalia e della Fondazione Banco di Napoli. Ha contribuito anche il noto cantante partenopeo Peppino di Capri, donando i proventi del concerto organizzato a Roma, dalla stessa Fondazione CittàItalia, in occasione delle Giornate dell’Arte 2008, per festeggiare i suoi cinquant’anni di carriera. Restituire questa straordinaria opera alla Città di Napoli e a tutti coloro che amano l’arte - ha detto Alain Elkann, presidente della Fondazione CittàItalia - riempie tutti noi di soddisfazione e ci incoraggia ad andare avanti, proponendo sempre nuove iniziative per coinvolgere i cittadini nella salvaguardia dei tanti capolavori a rischio. Il restauro è stato curato da Annalisa Pellecchia con la direzione scientifica di Flavia Petrelli, funzionario della Soprintendenza per il Polo museale della città di Napoli. Info: www.fondazionecittaitalia.it - 06 36006206. (B.C.)
21 giugno 2009

ARCHEOLOGIA CHE RITORNA. Napoli – Le sontuose sale di Palazzo Reale a Napoli ospitano, sino al 30 settembre, sessantotto importantissimi reperti archeologici, esposti in tredici sale con percorso unico, offrendo una sintesi significativa dell’intensa attività svolta dal Comando dei Carabinieri negli ultimi quarant’anni. La mostra, “Archeologia che ritorna” - la prima di tre eventi - punta a far conoscere l'attività di tutela e di recupero dell'Arma. L'occasione è la ricorrenza del quarantesimo anniversario dell'istituzione del Comando Tutela Patrimonio Culturale. Le opere esposte hanno diversa provenienza e coprono un periodo che va dall’VIII sec. a.C. al V sec. d.C. Molti reperti recuperati arrivano dall’Italia meridionale e dall’Etruria. In ambito etrusco laziale ricordiamo la bella antefissa di Menade e Sileno (V sec.a.C.), proveniente da scavi clandestini e realizzata a matrice con due colori : bianco per la Menade e ocra per il Sileno. Tra le opere recuperate in esposizione il “Volto d’avorio”, conservato nel Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo alle Terme; il busto in bronzo della dea Minerva, rubato nell'area archeologica di Ercolano nel 1975, e il volto in bronzo di un bambino, trafugato dalla Casa dei Vettii, a Pompei, nel 1978 e recuperato due anni dopo. Si potrà vedere anche l'affresco con «Figura femminile», risalente al I sec. d. C., strappato dalla parete della casa di Fabio Rufo a Pompei, oltre, naturalmente, ad una selezione accurata dei reperti più belli, recuperati tra Europa e America. Il catalogo della mostra, con testi introduttivi, schede scientifiche e foto delle opere esposte, è edito da Sillabe. Le altre due iniziative si svolgeranno a Roma e Firenze. La prima, a Castel Sant'Angelo, dal 10 settembre al 30 gennaio 2010, sarà titolata «Antologia delle meraviglie» e proporrà reperti archeologici come la Triade Capitolina del II secolo d. C., insieme ad altre opere come il «Cristo di Pietà tra la Madonna e san Giovanni Evangelista» di Andrea della Robbia. «Aspetti del sacro ritrovati», l'altra esposizione, invece avrà luogo a Palazzo Pitti dal 21 novembre al 6 aprile 2010. Info : www.beniculturali.it – 081.5808325 - 6 . (B.C.)
14 giugno 2009

BEATO ANGELICO, L’ALBA DEL RINASCIMENTO. Roma – I Musei capitolini, a Palazzo Caffarelli, ospitano la più grande mostra di questi ultimi anni - dopo le due del 1955, una vaticana e l’altra fiorentina, e quella più recente (2005) del Metropolitan Museum di New York - dedicate a Fra’ Giovanni da Fiesole, più noto come Beato Angelico. Frate domenicano beatificato e nominato Patrono degli artisti da Giovanni Paolo II nel 1984 e definito Beato, propagandista del Paradiso, invece, da Elsa Morante. La mostra commemorativa, organizzata dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni del suo 550° anniversario in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali e la Sovraintendenza del Comune di Roma e Zètema Progetto Cultura, oltre alle più celebri opere dell’autore presenta anche opere mai esposte in passato, dal Trittico della Galleria Corsini di Roma alla predella della Pala di Bosco ai Frati, restaurati per l’occasione. “L’Alba del Rinascimento”, come ha dichiarato il sindaco Alemanno, restituisce una visione più completa e complessa del Beato Angelico: il suo essere, in molti casi, un innovatore, pienamente partecipe alla nascita di una nuova civiltà, quella rinascimentale, che vide la luce a Firenze nei primi anni del Quattrocento. La mostra monografica, ha sottolineato il sindaco, conferma Roma come capitale di grandi eventi nei circuiti internazionali dell’arte e consente di conoscere a pieno l’artista, seguendo i periodi della sua produzione, dagli esordi fino all’ultima fase romana, decisamente ispirata a un maturo umanesimo, documentando la sua poliedrica attività di pittore, miniatore e disegnatore. Di grande interesse i risultati delle indagini riflettografiche agli infrarossi, fatte dal Laboratorio Arti Visive della Scuola Normale Superiore di Pisa - presentati nel catalogo edito da Skira - da cui emerge il tratto elegante e privo di incertezze dei suoi dipinti. La mostra può essere vistata anche dal pubblico non vedente grazie ad un itinerario tattile e multidisciplinare. Curata da Alessandro Zuccari, Giovanni Morello e Gerardo de Simone, l’esposizione - fruibile sia con un biglietto singolo che con uno cumulativo comprensivo anche della visita ai Musei Capitolini - si avvale di un comitato scientifico di altissimo profilo, presieduto dal prof. Maurizio Calvesi, Accademico dei Lincei. Info: 060608 - www.museicapitolini.org. (B.C.)
7 giugno 2009

GIOTTO E IL TRECENTO. Roma - Il Complesso del Vittoriano - a più di settant’anni dall’ultima grande mostra di Firenze, allestita alla Galleria degli Uffizi nel 1937 - ospita una preziosa rassegna dedicata a Giotto, il più importante pittore del trecento, da molti ritenuto l’artista simbolo dell’intero Medioevo. Oltre 150 opere, di altissimo livello, sono raccolte in un’esposizione evento che ripercorre il percorso figurativo dell’autore nella sua interezza, mettendo in luce la svolta impressa alla tradizione anche attraverso le opere dei suoi contemporanei più prestigiosi, dal Cibabue al Lorenzetti, da Arnolfo Di Cambio a Giovanni Pisano. Preziosissime opere su tavola, importanti sculture, rari manoscritti e oreficerie di pregio danno conto di tutte le diverse ramificazioni dell’influsso del maestro fiorentino sull’arte italiana del suo tempo. Spiccano 20 capolavori eseguiti dal “ più Sovrano Maestro stato in dipintura”, oggi molto difficili da spostare per ragioni di conservazione, esposti a Roma per la prima volta. Le opere sono state messe a disposizione un po’dai musei di tutto il mondo. Fra gli altri, ricordiamo, oltre agli Uffizi e la Pinacoteca Vaticana, il North Carolina Museum of Art, Raleigh e il Museu Nacional d’Art de Catalunya, Barcellona. La manifestazione si svolge sotto l’alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con la partecipazione, fra gli altri, dell’ ENIT e della Conferenza Episcopale Italiana. La mostra è curata del Prof. Alessandro Tomei, Ordinario di Storia dell’Arte Medievale, all’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara, in collaborazione con Claudia Viggiani, con il contributo di un prestigioso comitato scientifico composto dai maggiori esperti italiani e stranieri dell’età medievale e della pittura del Duecento e del Trecento. La mostra è anche l’occasione per presentare in anteprima assoluta importanti restauri, come quello del Polittico di Badia, proveniente dagli Uffizi. Sponsor ufficiali della manifestazione: l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, il Gioco del Lotto, l’UniCredit Group e le Ferrovie dello Stato. Il catalogo è edito da Skira. La mostra si potrà visitare sino al 29 giugno. Info: tel. 06.6780664 - 06.6780363. (B.C.)
31 maggio 2009

IL FUTURO DI GALILEO Padova - La scienza e la tecnica dal Seicento al terzo millennio passando attraverso le scoperte di Galileo Galilei , questo il tema della grande mostra del Centro Culturale Altinate di Padova, promossa dal Comune di Padova assieme all’Università cittadina. Si tratta di un viaggio appassionante, dal passato ai nostri giorni, partendo proprio dalle ricerche e dalle intuizioni dello scienziato toscano che a Padova trascorse anni fondamentali. Un omaggio originale alla modernità straordinaria di Galileo, che percorse sentieri di ricerca che continuarono ad essere battuti nei secoli successivi. All’epoca di Galilei domina incontrastata la concezione tolemaica: si pensa la Terra immobile, posta al centro dell’Universo, mentre le stelle, il Sole e i pianeti gli ruotano intorno. Le sue teorie innovative, anzi rivoluzionarie, vengono ritenute eretiche e per questo viene condannato dalla chiesa cattolica. La riabilitazione arriva postuma, quattro secoli più tardi, con papa Karol Wojtyla. Inizia le sue esplorazioni nel 1609 osservando la Luna e Giove (scoprendo le sue Lune), le varie costellazioni e la Via Lattea. Galileo all’epoca ricopre la Cattedra di Matematica a Padova. Il primo cannocchiale in realtà viene inventato nel 1608 in Olanda, ma Galileo un anno più tardi riesce a costruirne uno capace di 20 ingrandimenti. Nasce l’astronomia moderna. Questa bella mostra intende rendere onore al genio galileiano, mettendo in luce alcune delle principali caratteristiche del suo metodo scientifico. La sua ricerca e gli strumenti inventati saranno la premessa per gli sviluppi successivi della scienza fino ad oggi e da oggi al futuro. Ecco, appunto, “Il futuro di Galileo”, il filo rosso che lega tutto l’evento espositivo. Le varie sezioni tematiche propongono esperimenti, simulazioni multimediali, preziosi strumenti scientifici antichi e moderni, video, documentazioni fotografiche esclusive e vari exhibit. La mostra, comunque, si rivolge ad un pubblico di tutte le età e di tutti i livelli di istruzione per far conoscere la rivoluzione galileiana ed il suo valore. L’esposizione rimarrà aperta sino al 14 giugno. Info: tel. 049 2010010 - www.ilfuturodigalileo.it. (B.C.)
24 maggio 2009

TORNA ALLA LUCE UN PREZIOSO MOSAICO TARDO-ROMANO. Reggio Emilia - Scoperto nella Cattedrale di Reggio Emilia uno dei più interessanti mosaici di epoca tardo romana. Scene mitologiche, danzatori, animali e motivi geometrici si intrecciano in uno splendido tappeto di pietra. In realtà il rinvenimento è pertinente ad un edificio civile, forse una domus. Secondo le indagini archeologiche la stanza potrebbe raggiungere i 200 metri quadrati. Il mosaico è stato trovato a due metri e mezzo di profondità dall’attuale piano di calpestio della cripta ed è composto di tessere in pietra, pasta vitrea e lamine d’oro. Del grande pavimento originario rimangono parte della cornice ed alcune parti del tappeto musivo, caratterizzato da piccole figure di danzatori e da tre scene a carattere mitologico. Una di queste scene rappresenta due figure nude e riccamente ingioiellate : l’uomo regge nella mano destra due anatre vive, la donna un grosso pesce ancora attaccato alla lenza. Secondo il Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, Malnati, una raffigurazione così palesemente pagana deve essere stata realizzata prima che l’imperatore Teodosio rendesse il Cristianesimo religione di Stato dell'Impero (380 d.C.) e quindi collocherebbe il mosaico in pieno IV d.C. Accantonata, dunque, l’ipotesi di un edificio religioso, acquista terreno quella di un’aula privata dedicata al culto di divinità orientali. Ipotesi, questa, che sembra essere accreditata dalla presenza nelle altre rappresentazioni del mosaico del fiore di loto, normalmente associato al culto della dea Iside, dei cimbali, suonati nelle cerimonie religiose in onore della dea Cibele, e dell’edera e della vite, collegate al culto di Dioniso. Il complesso progetto di recupero avviato nel 2002 dal Comitato per il Restauro della Cattedrale di Santa Maria Assunta di Reggio Emilia e coordinato dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici, ha coinvolto direttamente il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, attraverso le Soprintendenze di settore, oltre all’Ufficio Diocesano Beni Culturali. Gli scavi, in corso di ultimazione, hanno messo in luce la stratificazione dei siti sotto la cattedrale, riportando alla luce monumenti di epoca precedente. Fra i più interessanti un edificio absidato con pavimentazione in cocciopesto e quelli di un’abitazione quasi certamente di età longobarda. (B.C.)
17 maggio 2009

LA NOTTE DEI MUSEI Roma - Il 16 maggio musei aperti fino alle due di notte (ultima entrata all’1.00) con ingresso gratuito non solo nella Capitale, ma anche in tutte le Regioni italiane. L’iniziativa, giunta alla sua quarta edizione, sarà accompagnata da tutta una serie di spettacoli e manifestazioni a tema, sempre gratuiti. Sul territorio nazionale sono previsti oltre 100 eventi. La notte dei musei, pensata per avvicinare il grande pubblico all’ambiente museale, nasce nel 2005 su idea del Ministero della Cultura e della Comunicazione francese. Quest’anno, per la prima volta, aderiranno anche Scozia, Irlanda del Nord, mentre Belgio, Serbia e le municipalità di Copenaghen, Barcellona e Bucarest amplieranno le loro proposte. L’Italia, attraverso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, svolgerà un ruolo di coordinamento nazionale fra i vari istituti territoriali. L’iniziativa è aperta a tutti. Per aderire è sufficiente inviare, tramite l’apposito form, disponibile sul sito del Ministero, le proprie proposte alle Direzioni Regionali di competenza che ne valuteranno la validità. A Roma sarà possibile vistare, fra gli altri, Palazzo Barberini, lo storico Palazzo del Collegio Romano sede del Ministero, il Museo di Valle Giulia, il Museo Nazionale Romano delle Terme di Diocleziano e quelli di Palazzo Altemps, Palazzo Massimo e della Crypta Balbi. Fuori porta, invece, a Tivoli, sarà possibile fare una splendida passeggiata nell’Area archeologica di Villa Adriana: percorso dal Pecile al Canopo (Largo M. Yourcenar, snc - 0774.530203). A Velletri, presso il Museo Civico Archeologico “O. Nardini” (Piazza Cesare Ottaviano Augusto, 1 - 06.96158268) sarà possibile vedere la proiezione cinematografica “Misteri notturni al Museo. Cosa accade di notte in un Museo?”. Rimarrà aperto anche il Museo Archeologico Nazionale di Palestrina, a Palazzo Barberini (Piazza della Cortina,1 - 06.9538100), ma le visite saranno possibili solo tramite prenotazione. Info: www.beniculturali.it, 800 99 11 99 - www.museiincomuneroma.it, 06 06 08. (B.C.)
10 maggio 2009

PYRGOS-MAVRORAKI : L’INDUSTRIA DEI PROFUMI NEL MONDO ANTICO. Viterbo - Afrodite, Artemide, Athena e Hera, questi i nomi attribuiti ai quattro profumi del mondo antico in mostra al Museo Nazionale Etrusco di Viterbo, sulla Rocca Albornoz. Partendo dai reperti rinvenuti nel sito cipriota di Pyrgos-Mavroraky, il Centro di Archeologia Sperimentale Antiquitates di Blera, sulla base delle analisi fornite dai ricercatori del CNR di Roma, che ha promosso l’iniziativa, ha potuto ricostruire l’articolato ciclo produttivo connesso all’utilizzo dell’olio, ricostruendo anche le arcaiche fragranze dei profumi distinte dai nomi delle dee dell’Olimpo. La mostra espone tutta una serie pregevole di reperti provenienti dalla spedizione del CNR sul sito cipriota datato terzo millennio a.C., sovvenzionata dal Ministero degli Affari Esteri, compresa una dettagliata ricostruzione al vero che aiuta i visitatori a comprendere l’intero ciclo di lavorazione. Partendo dai reperti trovati, i ricercatori Antiquitates sono riusciti a ricostruire non solo il ciclo di produzione dei profumi, ma anche delle leghe metalliche, oltre alle svariate fasi della filatura, della tessitura e della tintura di stoffe. In tutti e tre i casi, si tratta dei cicli produttivi che diedero fama all’isola di Afrodite, luogo d’origine della cipria. Per la prima volta, dunque, le congetture degli archeologi vengono confermate nei test di archeologia sperimentale collegando il passato al presente. Lo scavo di Pyrgos-Mavroraky, iniziato nel 1995, sta portando alla luce una vasta area industriale distrutta da un violento terremoto nel 1850 a.C. circa, in cui, tra l'altro, si producevano profumi. Numerose fonti letterarie ed epigrafiche ricordano gli incensieri, gli oggetti che servivano a diffondere il profumo delle essenze odorose nei vari ambienti. Tenuti in equilibrio sulla testa di una danzatrice compaiono anche in scene ludiche di onoranze funebri in due pitture tombali etrusche, quelle della Tomba dei Giocolieri di Tarquinia e quella della Scimmia di Chiusi. In occasione della mostra è stato presentato anche un volume dedicato ai più recenti ritrovamenti del sito di Pyrgos, incluso un edificio a perimetro triangolare, probabilmente il più antico tempio eretto a Cipro, risalente a 4 mila anni fa. La mostra si potrà visitare sino al 31 maggio. Info: 0761/325929 - 0761/415031 - www.pyrgos-mavroraki.net.(B.C.)
3 maggio 2009

LA CULTURA E’ DI TUTTI : PARTECIPA ANCHE TU. Roma - Questo lo slogan con cui il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali ha lanciato la Settimana della Cultura arrivata alla undicesima edizione. Il Ministero ogni anno dedica una settimana alla promozione del patrimonio culturale con l’organizzazione di eventi e l’apertura gratuita di tutti i luoghi statali. La manifestazione quest’anno prevede, eccezionalmente, nove giorni di iniziative invece di sette, in quanto concomitante con la festività della Liberazione, il 25 aprile. Scopo fondamentale dell’iniziativa è quello di favorire la conoscenza della cultura e di trasmettere l’amore per l’arte ad una platea sempre più ampia di cittadini che per nove giorni, dal 18 al 26 aprile, possono scegliere tra mostre, convegni, laboratori, visite guidate, concerti, spettacoli, proiezioni cinematografiche e aperture straordinarie in tutte le regioni d’Italia. Alla realizzazione dell’evento partecipano, aumentando il valore aggiunto dell’intera manifestazione, tutti gli Istituti territoriali del Ministero, gli Enti locali, Istituzioni, Associazioni, Fondazioni statali e private e il Ministero degli Affari Esteri con gli Istituti Italiani di Cultura all’Estero per la promozione e la divulgazione della settimana anche a livello internazionale. Rimanendo in provincia, a Civitavecchia è possibile fare delle visite guidate al Museo Nazionale Archeologico - che ha sede nella ex dogana pontificia di Clemente XIII, sede museale dagli anni ’50 del secolo scorso - con presentazione dei materiali provenienti dal territorio. L’iniziativa è curata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria meridionale in collaborazione con l’Associazione Culturale Centumcellae (Largo del Plebiscito, 1 - tel. 0766 23604 - 06 3226571). A Cerveteri, invece, presso la Casa dei Grifoni, viene presentata una selezione delle ultime scoperte fatte nella necropoli della Banditaccia e, in particolare, dei corredi di due tumuli scavati lo scorso inverno. Anche questa iniziativa è curata dalla Soprintendenza in collaborazione con il Comune di Cerveteri (Piazza Santa Maria - tel. 06 9941354). Info: www.beniculturali.it – 800991199. (B.C.)
24 aprile 2009

ARTE’, IN ARRIVO UN NUOVO CANALE CULTURALE. Presto nascerà un nuovo canale televisivo culturale italiano grazie alla collaborazione con quello franco-tedesco ARTE’. Al momento, però, è ancora tutto da definire: dalla banda su cui opererà, ai tempi di realizzazione. L’idea è stata sottoscritta dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi, e dal Ministro della Cultura e della Comunicazione francese, Christine Albanel, in una vera e propria lettera d’intenti siglata nell’ambito del recente vertice bilaterale. In passato tutti i tentativi di realizzare una ARTE’ italiana sono naufragati. L’intesa, frutto dei colloqui intercorsi a Parigi lo scorso settembre, prevede il potenziamento della cooperazione nel settore dei musei, del cinema, dello spettacolo dal vivo, degli archivi, delle biblioteche e della lotta al traffico illecito di beni culturali. I due ministri, inoltre, si sono reciprocamente informati sulle iniziative in atto nei rispettivi Paesi in materia di difesa dei diritti d’autore e di contrasto alla pirateria digitale. ARTE (Association Relative à la Télévision Européenne) nasce nel 1992 da un trattato fra lo Stato francese ed i Länder tedeschi come canale culturale di servizio pubblico a vocazione europea. Le trasmissioni di ARTE iniziano lo stesso anno sulle reti via cavo francesi e tedesche. Sempre nel 1992 il Conseil supérieur de l’audiovisuel (CSA), in seguito alla cessazione delle trasmissioni di La Cinq - su domanda del governo francese - attribuisce ad ARTE le frequenze analogiche lasciate vacanti sul quinto canale terrestre nazionale francese. ARTE è associata ad altri canali pubblici europei come la RTBF belga e la TVE spagnola ed è diffusa simultaneamente in diverse lingue in tutta Europa dalla sua sede di Strasburgo. Il Ministro Bondi, infine, ha annunciato alla collega Albanel che l’Italia aderirà con entusiasmo alla “Notte dei Musei” in programma per il prossimo 16 maggio e, pertanto, le istituzioni culturali statali italiane, analogamente a quelle francesi, saranno aperte gratuitamente dal tramonto fino a notte inoltrata con eventi e manifestazioni collaterali organizzate per l’occasione. Info: http://www.arte.tv/fr/70.html. (B.C.)
19 aprile 2009

ARRIVA IL MASTER IN ARCHEOLOGIA. Monte Porzio Catone - L’Università degli Studi della Tuscia e il Comune di Monte Porzio Catone hanno siglato una convenzione per studiare le nuove tecnologie applicate ai beni culturali con dei corsi di specializzazione post laurea. Le lezioni, in accordo con il Centro Regionale di Educazione e Informazione Ambientale (CREIA), si svolgeranno nella bella sede rinnovata dell’Ephebeum - chiostro del Collegio inglese, nel cuore del centro storico della cittadina, in aule attrezzate con tecnologie multimediali. La convenzione prevede degli stage specifici durante i quali i corsisti saranno coinvolti anche nelle attività di ricerca del Polo Museale locale. I nuovi stage si collocano nell’ambito del Master TECAM (Tecnologie Cultura Area Mediterranea), nato nel 2007 dalla collaborazione dell’Università degli Studi della Tuscia con la Comunità Montana “Castelli Romani e Prenestini”, come risposta alla crescente domanda di specializzazione nella gestione e valorizzazione del patrimonio culturale dell’Italia centro-meridionale e dell’area mediterranea. I corsi sono articolati in lezioni frontali, attività pratiche e stage, con durata di dieci mesi. Obiettivo della nuova collaborazione è quello garantire una maggiore ricchezza formativa dedicata ed un più approfondito studio del territorio regionale. Infatti, sin dalla sua origine, il TECAM è stato strutturato come centro didattico di alta formazione e, al contempo, come centro di ricerca sul territorio, con un costante confronto tra i docenti ed i corsisti che vengono guidati in tutte le fasi della ricerca, dal reperimento dati alla divulgazione. Per l’anno accademico 2008/2009, il TECAM propone due Master : uno di primo livello in “Strumenti e tecnologie avanzate per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio culturale dell’Italia centro-meridionale e dell’area mediterranea”, e uno di secondo livello in “Archeologia - Territorio. Ricerca e comunicazione”. Il diploma conseguito dà diritto a punteggio in tutti i casi previsti dalle normative vigenti, come ad esempio nelle graduatorie per l'insegnamento. Le lezioni inizieranno il prossimo 18 aprile. Info: www.unitus.it (area “Alta formazione”). (B.C.)
5 aprile 2009

L’ITALIA E L’ANTICO SITO DI UR DEI CALDEI. Baghdad - In questi giorni ha riaperto il prestigioso Museo dell’Iraq, dopo i danni subiti nel recente conflitto. Sono stati inaugurati anche il nuovo allestimento della Sala Assira, ristrutturata con il contributo italiano, e le Sale Islamiche. Il Museo, chiuso dalla prima guerra del Golfo del 1991, venne saccheggiato nel 2003. Il Governo italiano sin dai primi giorni successivi al termine della guerra, ha intrapreso un complesso di iniziative, realizzate dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sotto il coordinamento delle nostre autorità diplomatiche, mirate a supportare il difficile processo di recupero. Nel 2004 vennero ripristinati i laboratori di restauro del Museo di Baghdad, distrutti durante il saccheggio che seguì all’ingresso dell’esercito americano in città, e venne avviato il restauro di alcuni dei più importanti manufatti rubati dal museo e poi recuperati. Con le autorità irachene venne anche concordata un’azione urgente per la protezione del sito di Ur. La città di Ur situata vicino alla foce del Tigri e dell’Ufrate, fu una delle città più grandi del mondo. Si tratta di uno dei siti più importanti dell’intera Mesopotamia e si trova proprio vicino a Nassiria. Nella necropoli di Ur sono state ritrovate le testimonianze dell’antica civiltà sumerica nel suo momento di maggior splendore, tra il 2600 e il 2500 a.C. I tesori unici che sono tornati alla luce oggi sono divisi tra il British Museum, il Museo di Baghdad e il Museum of Archaeology and Anthropology di Pennsylvania. La situazione del sito, però, è molto precaria. I resti che non vennero ricoperti dopo la fine degli scavi. nel 1934, si stanno rapidamente degradando, specie i mattoni crudi, usati per le costruzioni più antiche. Proprio per questo il nostro Paese si è impegnato anche nella formazione del personale locale. Una prima iniziativa didattica per i dipendenti dello State Board of Antiquities si è appena conclusa, mentre a breve termine inizierà un nuovo ciclo di formazione di più lunga durata (nove mesi) sull’istruzione tecnica di altro personale iracheno sulla conservazione dei materiali antichi sia nei siti archeologici che nei musei, finanziato della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo. (B.C.)
29 marzo 2009

FAI ANCHE TU. Roma - Il 28 e 29 marzo 2009 il Fondo Ambiente Italiano invita tutti i cittadini alla 17a Edizione della Giornata di Primavera, con lo slogan FAI anche tu. Due giornate dedicate a quanti hanno a cuore le bellezze del nostro Paese ed intendono tutelarle. Per l’occasione saranno aperti, in 210 città, ben 580 monumenti di solito non accessibili al grande pubblico. Per questa edizione sono 12 mila gli “apprendisti Ciceroni” che illustreranno ai visitatori i beni eccezionalmente aperti. Dall'inizio dell'anno scolastico, infatti, gli studenti si sono preparati per questo ruolo sotto la guida degli insegnanti e dei delegati FAI. A Roma verrà aperto Palazzo Koch, sede della Banca d'Italia, progettato dall’architetto omonimo, costruito tra il 1888 e il 1892, e la splendida Villa Lubin, situata all’interno di Villa Borghese - ospita dal 1908 dell'Istituto Internazionale di Agricoltura, costituito con il patrocinio di Vittorio Emanuele III, ma ideato e fortemente voluto da David Lubin - oggi sede del Cnel. Nel 2008 l'adesione è stata altissima con 500.000 presenze nei siti selezionati. Tra le iniziative di maggior interesse messe a punto per l'ultimo week end di marzo, c'é il centenario della nascita di Indro Montanelli, che il Fai ricorderà nella città natale del giornalista, Fucecchio. Nel cinquecentesco Palazzo della Volta, sede della Fondazione Montanelli-Bassi, si potrà visitare la ricostruzione dei suoi due studi, quello di Roma e quello di Milano, con mobili e arredi originali, compresa la famosa macchina da scrivere, lettera 22. L’antico palazzo crebbe nel Medioevo, là dove si trovavano le case degli antenati di Montanelli che facevano parte della potente consorteria detta, appunto ,"della Volta". La facciata del palazzo reca tuttora evidenti le tracce delle preesistenti abitazioni medievali, anche se l'interno è stato radicalmente ristrutturato tra XVI e XVIII secolo. Molte anche le visite guidate nell’ambito degli itinerari UNESCO, a partire dalla “Longobardia”, come viene proposta dal sito “Italia Langobardorum-Centri di potere e di culto (568-774 d.C.)”. L’anno scorso l’Italia ha candidato questo sito, che comprende le testimonianze longobarde più rilevanti, a diventare patrimonio dell’umanità. Info : www.fondoambiente.it. (B.C.)
22 marzo 2009

ROMA ANTICA IN 3D. Roma - Grazie a Google e al suo progetto su Roma Antica oggi è possibile visitare per via telematica la Capitale così come era ai tempi di Costatino, circa 1.688 anni fa. Sono quasi settemila gli edifici dell’Antica Roma ricostruiti in 3D e visualizzabili attraverso questo progetto. Sicuramente si tratta della più grande simulazione mai tentata di una città. Il modello - che finora è costato oltre tre milioni di dollari - riproduce l’Urbe del 320 d.C. all’interno delle Mura Aureliane. Un’esperienza straordinaria - ha commentato il sindaco, Gianni Alemanno, all’indomani della sua presentazione ufficiale - che dimostra quanto le nuove tecnologie possano fare per promuovere cultura e diffondere conoscenza. Il progetto è stato realizzato da Google in collaborazione con Past Perfect Productions Srl (Roma, Italia), l’Università della California, UCLA (Los Angeles, California, USA), ed il dipartimento IATH dell’Università della Virginia (Charlottesville, Virginia, USA). La tecnologia utilizzata è il «Reverse Modeling», che consente di riportare in forma digitale una forma fisica per poi inserirla in un ulteriore processo digitale, mentre il suo carattere “open” stimola la cooperazione in Rete fra archeologi, architetti ed informatici. Con Roma Antica in 3D non solo è possibile volare sulla città come appariva ai tempi di Costantino, esplorare gli interni di molti edifici famosi ed i grandi luoghi della storia come il Foro Romano, il Colosseo ed il Foro di Cesare, ma anche scoprire come vivevano gli antichi abitanti dell’Urbe. Inoltre, tramite un apposito canale di YouTube è possibile accedere all’archivio Teche, messo a disposizione dalla RAI. I video sono a portata di clic e accessibili direttamente dalle finestre informative di Google Earth. Fra i più gettonati la Domus Aurea e la Colonna Traina. La visione è molto semplice ed alla portata di tutti. Per poter viaggiare nel tempo, però, è necessario scaricare Google Earth 4.3 ed aprire la simulazione su Roma Antica. Info: http://earth.google.it/rome/. (B.C.)
15 marzo 2009

LA DONNA NELL’ARTE. La donna nell’arte” questo lo slogan con cui il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, in occasione della festa della donna, ha lanciato un ricco programma di concerti, mostre, laboratori, dibattiti, proiezioni e molti altri eventi ancora, per rappresentare l’arte al femminile in tutta la penisola. Ma non solo. L’8 marzo il Ministero offre a tutte le donne l’ingresso gratuito nei luoghi d’arte statali. Donna e Arte: un connubio “magico” per gli artisti di tutte le epoche che in lei hanno individuato una “musa” ispiratrice. Molte quelle che hanno saputo esprimere il proprio talento artistico in prima persona, superando pregiudizi ed ostacoli sociali. Dopo le grandi trasformazioni del ventesimo secolo, il ruolo dell’arte è molto importante, perché è in grado di esprimere la realtà femminile in maniera universale, superando ogni barriera culturale, riaffermando il concetto che eguaglianza non è sinonimo di uniformità, ma è piuttosto il risultato di un atteggiamento armonioso nella visione e comprensione del mondo. A Roma è possibile visitare la bella mostra organizzata dalla Biblioteca Casanatense, nel Salone Monumentale,“Luce Delhove”, dedicata all’eclettica e appassionata produzione dell’artista (tel. 06.69.76.031 www.casanatense.it), dalle sculture ai gioielli. A Lugagnano Val d’Arda (PC), presso l’Antiquarium della città romana di Veleia, viene esposto un calco-riproduzione del pregevole busto in bronzo raffigurante Baebia Bassilla, datato alla fine del I sec. a.C.,e rinvenuto negli scavi della città romana, corredato da una documentazione audiovisiva. Le chiome recise indicano il ruolo sacerdotale del personaggio, mentre il volto è straordinariamente intenso. L’originale è da sempre esposto nel Museo Archeologico Nazionale di Parma. A Sesto Fiorentino, invece, viene presentata una mostra cinematografica dedicata a dieci registe italiane, fra cui figurano Cristina Comencini, Francesca Archibugi e Anna Negri. Sul sito del Ministero è disponibile l’elenco dettagliato di tutte le iniziative articolato per regioni (www.beniculturali.it). Info : tel. 0.66723.2635 .2390 .2851. (B.C.)
8 marzo 2009

GREGORIO GUGLIELMI, PITTORE ROMANO DEL SETTECENTO. Roma - I saloni dell’ex convento di Sant’Agostino, oggi sede dell’Avvocatura Generale dello Stato aprono al pubblico per la prima volta in occasione della mostra : “Gregorio Guglielmi, pittore romano del Settecento”. L’esposizione è stata ideata dal Soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma, Prof. Claudio Strinati e curata dalla storica dell’arte della stessa Soprintendenza, Edith Gabrielli. Si tratta della prima retrospettiva interamente dedicata a Gregorio Guglielmi, grande protagonista del Settecento romano ed europeo. La mostra ripercorre le tappe dell’artista, a lungo dimenticato, con venti capolavori provenienti dai musei e dalle collezioni di tutto il mondo. Gregorio Guglielmi fu uno degli artisti più richiesti e apprezzati del suo periodo: lavorò per chiese come quella di Santa Maria in Vallicella a Roma e di San Michele Arcangelo a Caprarola, per residenze nobiliari, come Palazzo Corsini a via della Lungara, e per alcune delle corti europee più importanti del Settecento, come quella di Vienna, dove realizzò gli affreschi del castello di Schönbrunn. La mostra è anche l’occasione per far conoscere al pubblico i dipinti inediti della cappella dell’ex convento e gli ultimi grandi restauri. Due volte al giorno, alle 15.00 e alle 17.00, infatti, è possibili fare delle visite guidate all’intero comprensorio. Il plesso di Sant’Agostino, oggi sede dell’Avvocatura, fu edificato per volere del Cardinale d’Estouteville, ed ampliato successivamente nel XVII secolo. La ristrutturazione del convento primitivo fu voluta da Padre Agostino Gioia, Priore generale dell’Ordine, che diede l’incarico all’Architetto Luigi Vanvitelli. Vanvitelli realizzò la sala del refettorio e quella capitolare, oggi biblioteca dell’Avvocatura, riducendo la superficie originaria del convento. La vera “chicca” dell’edificio è il refettorio, chiamato Sala Vanvitelli dal 1968, a pianta rettangolare e volta a botte, impreziosito dall’affresco della “Moltiplicazione dei pani e dei pesci”, considerato il capolavoro del Guglielmi. La mostra si potrà visitare fino al 15 marzo. Info : 06.6829370. (B.C.)
28 febbraio 2009

SALVIAMO UN CODICE. Verona - Quest’anno il codice da salvare, nell’ambito del progetto promosso dalla casa editrice veronese Nova Charta - da quindici anni punto di riferimento per bibliofili e antiquari - è il prezioso “Taccuino di viaggio da Parigi a Venezia” di Vincenzo Scamozzi. Si tratta di uno straordinario documento del viaggio alle sorgenti del gotico compiuto nel 1600 dal grande architetto vicentino, allievo e continuatore del Palladio. Il restauro del prezioso documento cartaceo viene portato avanti dal Laboratorio Filigrana Margherita Errera di Venezia, grazie al supporto dell’Ente Fiera di Vicenza e dovrebbe essere presentato in occasione di “Epoca, Salone dell’Antiquariato” (Vicenza, 16-19 ottobre). Nelle due edizioni precedenti del progetto di recupero, quelle del 2007 e dello scorso anno, sono stati restaurati l’Ottateuco etiopico della Biblioteca Forteguerriana di Pistoia - un codice che racchiude gli otto libri dell’Antico testamento, miniato da due amanuensi copti, Maka Sêdêq e Pâwlos, a metà del Quattrocento - e il Decretum Gratiani della Biblioteca Malatestiana di Cesena - un testo di diritto canonico elaborato dal monaco Graziano nel XII secolo e conservato a Cesena in una versione copiata nell’ambiente universitario della Bologna del XIII secolo. La missione di cultura viene portata avanti dalla seconda ammiraglia dell’ editrice, “Alumina”, prestigioso trimestrale (a diffusione nazionale nelle edicole e nelle Librerie Feltrinelli) stampato in cinque colori dedicato all’arte della miniatura e del codice miniato, nonché all’editoria facsimilare: una preziosa finestra sui modi della trasmissione e della conservazione del sapere prima di Gutenberg e della stampa, quando ogni libro era un’opera unica ed insostituibile, senza prezzo. Il progetto “Salviamo un codice” si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, con il patrocinio della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, con il contributo, fra gli altri, del Ministero per i Beni e le Attività culturali e dell’Istituto Centrale della Patologia del Libro. Info: www.alumina.it. (B.C.)
21 febbraio 2009

POMPEO BATONI, L’EUROPA DELLE CORTI. Lucca - A Palazzo Ducale, ottanta dipinti e una quindicina di disegni, concessi in prestito dalle maggiori collezioni pubbliche e private europee ed americane, ripercorrono, in modo esaustivo, le vicende di uno dei maggiori protagonisti dell’arte europea del Settecento, nel terzo centenario della sua nascita, Pompeo Batoni. La mostra - articolata in sei sezioni, che raccontano il suo lungo percorso artistico - è promossa, fra gli altri, dalla Fondazione Ragghianti, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, dalla Provincia e dal Comune di Lucca. In questo modo la cittadina toscana intende rendere omaggio ad un suo illustre cittadino che proprio in questa terra si è formato per affermarsi, poi, a Roma e, soprattutto, in Inghilterra dove è stato uno dei pittori più ricercati dall’aristocrazia britannica. E proprio il mondo anglosassone, lo scorso anno, gli ha dedicato due mostre importanti, una al Museum of Fine Arts di Houston e l’altra alla National Gallery di Londra. L’esposizione è allestita nel Quartiere di Parata del Palazzo Ducale, edificio storico da sempre sede del governo cittadino. Ad eccezione della Galleria dell'Ammannati - progettata dall'omonimo architetto fiorentino nel Cinquecento - il Quartiere venne allestito e decorato all'inizio dell'Ottocento durante il Principato dei Baciocchi e il Ducato di Borbone, risultando, quindi, in sintonia per affinità di stile e di gusto con le opere di Batoni e con gli arredi che sono esposti a loro corredo. L’iniziativa è stata curata da un prestigioso comitato scientifico, in cui spicca Peter Björn Kerber del J. Paul Getty Museum, e coordinata da Maria Teresa Filieri, Direttore dei Musei Nazionali di Lucca e della Fondazione Ragghianti. La mostra si potrà visitare sino al 29 marzo. Info : tel. 199 199 111 – www.pompeobatoni.it.(B.C)
15 febbraio 2009

INNAMORARSI DELL’ARTE. San Valentino è la festa degli innamorati e come ogni anno il Ministero per i Beni e le Attività Culturali intende regalare una giornata all’insegna dell’arte e della cultura. Lo slogan coniato per l’occasione, “Innamorasi dell’arte”, vuole essere un invito a visitare e conoscere il nostro patrimonio artistico insieme alla persona amata. Un modo questo per condividere le emozioni e la gioia suscitate dall’arte. Proprio per questo il 14 febbraio nei musei, monumenti e siti archeologici statali un biglietto d’ingresso vale per due persone. Molte le iniziative sul tema organizzate sull’intero territorio nazionale. A Roma, per l’occasione, l’Archivio di Stato organizza una visita guidata al Palazzo della Sapienza, complesso architettonico monumentale costruito nell’antico rione di S. Eustachio ad opera del grande architetto Francesco Borromini. L’Archivio di Stato di Roma conserva, oltre ad un vasto patrimonio di documenti ed antiche pergamene - circa ventimila - anche gli archivi appartenenti agli organismi centrali dello Stato pontificio dal XV secolo al 1870, anno dell’annessione di Roma all’Italia. La visita è gratuita, ma con prenotazione obbligatoria da comunicare all’indirizzo e-mail as-rm.mostre@beniculturali.it o al numero 0668190895, e sarà effettuata alle ore 10.30 per massimo 50 persone. Punto di ritrovo: porta d’ingresso al cortile di Sant’Ivo alla Sapienza in Corso del Rinascimento 40. In programma anche una mostra “indiscreta” sugli epistolari d’amore organizzata dalla Biblioteca Statale Baldini, situata nel cuore del quartiere Pinciano - Parioli. Nelle vetrine della sala consultazione sarà esposta una selezione degli epistolari d’amore più interessanti posseduti dalla Biblioteca (tel. 06/3221208). Non occorre la prenotazione. Fuori porta, invece, il Museo della Città di Monte Porzio Catone aderisce all’iniziativa proponendo una suggestiva visita alle sue collezioni a lume di candela. Inoltre, l’acquisto del biglietto d’ingresso al museo da diritto al 5% di sconto presso ristoranti convenzionati. E’ possibile consultarne l’elenco sul sito del Comune: www.comune.monteporziocatone.rm.it. Info : numero verde 800991199 – www.beniculturali.it.(B.C.)
8 febbraio 2009.

CARAVAGGIO, LA CENA DI EMMAUS. Milano – Grazie al dono dell’Associazione Amici di Brera e dei Musei Milanesi, in occasione delle celebrazione del bicentenario della Pinacoteca, la celebre “Cena di Emmaus” si aggiunge alla bella collezione del 1939. L’opera, realizzata da Caravaggio intorno al 1606, a Roma, viene eccezionalmente messa a confronto con la redazione giovanile dello stesso tema, gentilmente concessa in prestito dalla National Gallery di Londra. Altre due opere giovanili del maestro lombardo sono state prestate alla Pinacoteca grazie agli stretti rapporti di amicizia e collaborazione con il Metropolitan Museum di New York e con la Galleria Borghese di Roma che hanno voluto in questo modo partecipare alle celebrazioni. Si tratta dei “Musici” (1594-1595), esperimento giovanile di composizione a quattro figure. L’opera, eseguita per il Cardinal Del Monte, prima di arrivare al museo newyorchese ha avuto molti passaggi di proprietà eccellenti, da Richelieu alla duchessa d’Anguillon. L’altra opera in prestito proviene dalla Galleria Borghese, “Il giovane con il canestro”. Inizialmente di proprietà del maestro presso cui aveva lavorato Caravaggio appena arrivato a Roma, Giuseppe Cesari - più noto come Cavalier d’Arpino - entrò poi a far parte della collezione di Scipione Borghese. Molte le interpretazioni della critica. La più suggestiva lo considera un autoritratto dell’autore, ma c’è anche chi ha ipotizzato una personificazione di Vertumno, dio dei frutti e del mutamento delle stagioni. In occasione del bicentenario, la Pinacoteca è oggetto di una serie di interventi di restyling volti a migliorare l’accoglienza del pubblico e la fruizione delle opere. Particolarmente significativo è il riallestimento della sala XIX, dedicata alla pittura lombarda del XV e XVI secolo. Fitto il calendario di appuntamenti per il 2009 che, comunque, non interferirà con il normale percorso di visita. Di particolare pregio la mostra dedicata al restauro della celebre pala “Lo sposalizio della vergine” di Raffaello, ancora in corso d’opera, prevista per il prossimo ottobre. La mostra rimarrà aperta sino alla fine di marzo. Info : tel. 02/722631 - www.brera.beniculturali.it. (B.C.)
20 gennaio 2009.

RESTAURATO IL PORTALE “DEL PARADISO” Roma – Il Portale ci è stato restituito da La Giubilarte Eventi, che ne ha finanziato il restauro nell’ambito della gestione e valorizzazione del Complesso Monumentale Santo Spirito in Sassia. L’intervento è frutto della collaborazione pubblico-privato con la Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici e con quella per i Beni Architettonici e il Paesaggio del Comune di Roma. Una mostra fotografica dedicata, allestita nello stesso complesso monumentale, ha spiegato in dettaglio l’intervento eseguito. Andrea Bregno, quotato scultore e architetto lombardo, venne coinvolto nella ricostruzione dell’ospedale innocenziano del XIII secolo, deterioratosi coll’andare del tempo, insieme ai peritissimi architetti Baccio Pontelli e Giovanni Pietro Ghirarducci, per la creazione dei portali dell’entrata principale (Portale minore) e di quella secondaria a metà di Borgo Santo Spirito, poi denominata “del Paradiso”, capolavoro marmoreo monumentale (che invita all’entrata nel Tiburio, il collegamento tra le due corsie ospedaliere) coperto dalla metà del XVII secolo da un grande edicola con struttura in marmo disegnata presumibilmente da Gianlorenzo Bernini. Il complesso ospedaliero del Santo Spirito sorge sulle rovine della Villa di Agrippina, i cui resti sono ancora visibili nei sotterranei, ed è legato alla fondazione della “Schola Saxonum” nel 727 d.C., quando il re dei Sassoni Ina istituì un centro di accoglienza per i pellegrini inglesi che venivano a Roma a visitare la tomba di Pietro. Il prestigioso restauro si iscrive in una serie di interventi che la Soprintendenza per il Polo Museale di Roma sta portando avanti insieme al Comitato per le celebrazioni di Andrea Bregno e che si concluderà con una grande mostra dedicata all’artista e alla civiltà del Rinascimento, che si dovrebbe svolgere la prossima primavera a Palazzo Venezia. Info: tel. 06.6821085 - www.giubilarte.it. (B.C.)
20 gennaio 2009.

MICHELANGELO GIOVANE, IL CROCIFISSO RITROVATO. Roma - Lo stato italiano ha acquistato il piccolo crocifisso in legno di tiglio policromo attribuito quattro anni fa a Michelangelo Buonarroti (1475-1564). La piccola e preziosa scultura era di proprietà di un antiquario torinese, Giancarlo Gallino, che a sua volta lo aveva acquistato da una famiglia fiorentina. Secondo il gruppo di ricercatori che lo ha studiato per oltre dieci anni, l'opera sarebbe stata realizzata intorno al 1495, quando Michelangelo era appena ventenne. Hanno deposto in favore dell’attribuzione non solo l’assoluta precisione dei dettagli anatomici, ma anche i molti punti di contatto con l’arte di Michelangelo giovane. Tanto che questa attribuzione, proposta dopo lunghi studi da un esperto di fama internazionale di scultura fiorentina del Quattrocento qual è Giancarlo Gentilini, è stata subito condivisa da altri validi studiosi come Umberto Baldini, Luciano Bollosi e Cristina Acidini. Il Cristo dalle perfette proporzioni (41,3 x 41,3 centimetri) è iscrivibile in un cerchio o in un quadrato come il celebre “uomo vitruviano”, e viene offerto all’ammirazione del fedele nell’attimo del trapasso, quando - per usare le parole dell’evangelista Giovanni -“chinato il capo, rese lo spirito”. Le modulazioni del corpo e le fattezze del viso propongono al somiglianza con il Cristo della Pietà della Basilica Vaticana (1497-1499), mentre la torsione animata del corpo anticipa il colossale David marmoreo (1504). Michelangelo tornò a lavorare il legno in tarda età, quando realizzò per il nipote Lionardo un piccolo Crocifisso (1563) che oggi si crede di riconoscere nella piccola figura non finita che si trova a Firenze, nel Museo di Casa Buonarroti. E’ possibile ammirare l’opera presso la Sala della Regina, alla Camera dei Deputati, fino al prossimo 23 gennaio. Info : Tel. 06.67601 – www.camera.it. (B.C.)
11 gennaio 2009.

IL PRESEPE REALE E LE VESTITURE DEL POPOLO. Roma - Arriva nella capitale un esemplare rarissimo di presepe, l’ultimo realizzato prima della fine del Regno delle Due Sicilie. Il raffinato Presepe Cortese della Reggia di Caserta rimarrà esposto nel teatro del Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps fino al 22 febbraio. L’opera settecentesca, di tipo tradizionale, riproduce l’eterogenea popolazione dell’epoca, dai rustici popolani agli opulenti orientali, fino ai raffinati mercanti decorati con ricami in argento e oro. Un popolo multiculturale che si ritrova nei dipinti di Salvatore Fergola, esposti accanto ai disegni e alle incisioni provenienti dal Museo di San Martino di Napoli, e alle porcellane di Capodimonte con i costumi del Regno. Dalla Reggia di Caserta sono arrivati anche i due preziosi volumi con acquetinte che riproducono Vedute della Sicilia con i costumi popolari. Si tratta del Voyage Pittoresque en Sicilie, commissionato dalla Duchessa di Berry, figlia di Francesco I di Borbone, che volle ricordare così le terre in cui era nata. Il Presepe Reale, o Presepe Cortese, vive il periodo di massimo fulgore nella Napoli della seconda metà del Settecento. Si tratta di una interpretazione puramente fantasiosa, che non ha niente a che vedere con i temi tratti nei testi evangelici di Luca e Matteo, e che utilizza figurine di piccolo formato, in genere riferite alle personalità più note della scultura dell’epoca. La bella mostra di Palazzo Altemps vuole raccontare l’anima autentica del presepe e rendere omaggio a chi ha cercato di riscattarlo “dalla convenzionale ripetizione di luoghi comuni”. Per tradurre il sogno in realtà leggibile la mostra è stata allestita con l’aiuto di un architetto-illuminotecnico, esperto in spettacoli teatrali, che ha fatto della grande scenografia del Presepe Reale una rappresentazione dei Popoli del Sud Italia. La mostra è stata promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali in collaborazione con il Comune di Roma e la Regione Campania. Info: tel. 06.39967700 – www.pierreci.it. (B.C.)
27 dicembre 2008.

RIAPRE IL MUSEO DEL BAROCCO ROMANO. Ariccia (RM) – In occasione del ventennale dell’acquisizione di Palazzo Chigi in Ariccia, ha riaperto il Museo del Barocco Romano, nato da un’idea di Maurizio Fagiolo dell’Arco. Al nucleo originario dei 48 dipinti della collezione Fagiolo prima sono stati aggiunti i dipinti della Collezione Lemme e, poi, quelli di due recenti donazioni : la collezione Laschena, messa insieme da Renato Laschena, Presidente emerito del Consiglio di Stato, e costituita da dipinti del Barocco Romano, prevalentemente del Seicento, e dalla collezione Ferrari, donata da Oreste Ferrari, personalità eminenti nel panorama culturale e storico-artistico italiano della seconda metà del Novecento e membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei, impreziosita dalla straordinaria Strage degli innocenti di Michele Rocca, il più originale interprete del Rococò romano. A queste si uniscono le donazioni del mercante d’arte e collezionista  Ferdinando Peretti, già fondatore della Walpole Gallery di Londra. Tutte le opere, oltre duecento, sono esposte con una “disposizione a quadreria”, sul modello delle antiche dimore storiche, la più adatta per farli rivivere in un contesto appropriato, confermando il Museo come un punto di riferimento per l’arte del Seicento e del Settecento romano, sia a livello nazionale che internazionale. Palazzo Chigi, una dimora storica rimasta inalterata nel suo arredamento - con la frontistante “piazza di Corte”, ideata dal Bernini su commissione di Alessandro VII (1655-1667) - costituisce un esempio architettonico eccellente del Barocco Romano. Il Palazzo ospita importanti mobili del Seicento, molti eseguiti dall’intagliatore berniniano Antonio Chicari, oltre alla “farmacia” progettata da Carlo Fontana. Il grande regista Luchino Visconti fece di Palazzo Chigi il set principale del suo capolavoro, Il Gattopardo (1962), girandovi tutti gli interni di Donnafugata. In occasione della riapertura del Museo De Luca Editore ha pubblicato un catalogo dettagliato, incluse le ultime donazioni, firmato dal conservatore del Palazzo, Francesco Petrucci. Info : 06.9330053 – www.palazzochigiariccia.it. (B.C.)
13 dicembre 2008.

IL BELLO DEI BUTTI. Faenza (RA) – Il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza (MIC) propone una mostra molto interessante, "Il Bello dei Butti. Rifiuti e ricerca archeologica a Faenza tra Medioevo ed Età Moderna", organizzata con il contributo della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, con il sostegno della Banca di Romagna e di Romagna Acque. Obiettivo della manifestazione proporre al grande pubblico almeno una parte dei molti rinvenimenti fatti negli ultimi quindici anni. Fonte primaria di queste scoperte sono i “butti”, termine con cui si intende quel complesso di materiali (ceramica, vetro, metallo, resti di pasto ed altro) che veniva appunto buttato come spazzatura. In passato, molto spesso, accadeva che, per eludere le norme che all’epoca regolavano lo smaltimento dei rifiuti cittadini, pozzi, cisterne e cavità sotterranee venivano riconvertite in discariche per lo smaltimento dei rifiuti domestici. Oggi lo studio di questi materiali rappresenta per l’archeologo uno dei principali strumenti per la comprensione della vita quotidiana del passato. La mostra - che si potrà visitare fino alla fine di febbraio - è articolata in due percorsi : il primo affronta il tema generale dei “butti” nel contesto faentino; il secondo esamina la produzione dell’oggetto in ceramica, dalla foggiatura al momento della sua immissione sul mercato. Di particolare interesse il tesoretto di monete, ritrovato a fianco di uno scheletro, rinvenuto proprio nell’area dell’Istituto d’Arte per la Ceramica, durante i lavori di ampliamento del 1972. Si tratta di pezzi molto rari, di varia provenienza, coniati intorno alla metà del XIV secolo. Il Museo faentino, fondato nel 1908 da Gaetano Ballardini, è il migliore a livello mondiale. Il suo patrimonio ammonta, fra opere esposte e conservate in deposito, a circa quarantamila pezzi. E’ dotato di un Laboratorio di Restauro che si occupa della conservazione del suo patrimonio con specifica competenza tecnica, oltre ad organizzare dei corsi specialistici per committenti pubblici e privati. Info: 0546.697311 – www.micfaenza.org, www.archeobologa.beniculturali.it. (B.C.)
6 dicembre 2008.

IMPORTANTE ACCORDO CON IL CLEVELAND MUSEUM. Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MIBAC) ha raggiunto un accordo di cooperazione con il Cleveland Museum of Art che prevede un interscambio culturale importante, fatto con alcuni oggetti di grande valore archeologico, oltre che artistico. Fra questi spiccano una croce processionale in rame dorato del XIV secolo, un cratere a colonnette corinzio e un bellissimo bronzetto nuragico. L’accordo è stato raggiunto dopo quasi due anni di discussioni. Il Cleveland Museum si è impegnato a trasferire quattordici opere dalla sua collezione di oggetti antichi al Ministero italiano. Il MIBAC da parte sua ha accettato di concedere in prestito al Museo un numero analogo di opere, provenienti dalla collezione dello Stato, di pari pregio e rilevanza storica, affinché possano essere studiate e messe in esposizione a Cleveland. Il direttore del Museo, Timothy Rub, ha dichiarato: “siamo lieti di concludere le discussioni intraprese con l’Italia e di entrare in una fase di cooperazione e scambio culturale a lungo termine, che porterà un reale beneficio alla nostra rinomata istituzione e ai residenti di Cleveland e del nord-est dell’Ohio”. Il Cleveland Museum of Art è uno dei principali musei globali d’America, con una collezione che si estende attraverso seimila anni di capolavori artistici ed è conosciuto in tutto il mondo per la sua qualità e per la vastità delle sue collezioni. Il Museo, fra l’altro, è anche un importante foro internazionale per mostre d’arte, dibattiti culturali e formazione artistica. Nella stessa direzione il recente incontro del ministro Bondi con ministro della Cultura e della Comunicazione francese, signora Christine Albanel. Ha preso corpo, infatti, l’ipotesi di un'intesa tecnica tra i due ministeri per migliorare la collaborazione museale Italia-Francia, andando così a supportare l'azione che la Presidenza francese dell'Unione Europea sta svolgendo nel settore della cultura, in particolare nella lotta al traffico di opere d'arte. (B.C.)
30 novembre 2008.

MATILDE DI CANOSSA TRA PAPATO E IMPERO. Mantova - Lo scontro tra i due poteri universali che hanno dominato l'Europa nel Medioevo. Questo il tema conduttore della mostra ospitata dalla Casa del Mantegna, a Mantova: “Matilde di Canossa. Il Papato, l'Impero”. Le dispute, i luoghi, i protagonisti delle riforme della Chiesa e della controversia delle investiture, inquadrano, in uno scenario dinamico, la storia della dinastia dei marchesi di Toscana e l'episodio chiave dell'epoca: l'incontro fra l'imperatore Enrico IV e papa Gregorio VII, nel gennaio del 1077 nel castello di Canossa, avvenuto grazie alla mediazione di Matilde e di Ugo, abate di Cluny. La società dei primi due secoli dopo il Mille viene riletta attraverso la vita di Matilde di Canossa, la comitissa che ha detenuto il controllo dei territori chiave tra Roma e le Alpi, nel cuore della pianura del Po e lungo l’Appennino. Questa donna emblematica è la chiave per scoprire un mondo in trasformazione attraverso le testimonianze del suo tempo come croci gemmate, sigilli, arazzi, avori, gioielli, sculture, altari e strumenti agricoli, reperti archeologici mai esposti prima e messi a disposizione da numerosi musei italiani ed europei. La mostra - promossa dalla Provincia di Mantova con il contributo di Fondazione Cariverona, Fondazione Monte dei Paschi di Siena e Fondazione Banca Agricola Mantovana - è il primo grande evento culturale che mette in evidenza la storia e la specificità di Mantova in epoca medievale. L'assetto urbano è stato riprodotto virtualmente, con l'indicazione degli edifici romanici maggiori e del complesso delle cattedrali, ricostruiti a tre dimensioni. La mostra, curata da Renata Salvarani e Liana Castelfranchi, organizzata da Civita Servizi, si potrà visitare fino all'11 gennaio insieme alla splendida abbazia benedettina di Polirone (XV secolo), scelta da Matilde per la sua sepoltura e consociuta per gli affreschi di Correggio e Monsignori. Info: www.mostramatildedicanossa.it. (B.C.)
23 novembre 2008.

CANOVA FRA ARTE E MITO. Possagno (TV) – “La mano e il volto di Antonio Canova : Nobile semplicità serena grandezza”, la mostra organizzata dalla Fondazione Canova, in collaborazione, fra gli altri, con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le Provincie di Venezia, Padova Belluno e Treviso, e con la Regione Veneto, propone, accanto ad un'analisi del tutto inedita della psicologia dell'artista, una interessantissima disamina su come, già in vita, e molto presto, abbia saputo porsi e diventare "mito". Canova, afferma Mario Guderzo, curatore della mostra - insieme ad un Comitato scientifico ben nutrito - fu un caso, a suo modo unico, di artista che seppe, con la sua fama e il suo prestigio, diventare in vita un mito per tutta l'Europa del suo tempo, al punto da rendere difficile capire dove cessi l'omaggio all'arte e inizi quello all'uomo, o al simbolo di artista assoluto che egli seppe coltivare con abilità e grandezza. L’esposizione raccoglie, per la prima volta, la quasi totalità della produzione ritrattistica canoviana, sia che si tratti di autoritratti che di ritratti su olio o marmo realizzati da altri, italiani ma soprattutto stranieri, a conferma di come il mito sia presto diventato universale. In esposizione anche la mano del maestro, staccata dalla sua salma e conservata sino ad oggi all'Accademia di Venezia, parte di un singolare monumento-reliquiario del Sommo. La mostra, allestita presso il Museo e la Gipsoteca Antonio Canova, rimarrà aperta sino al giorno dell’Epifania. Info : 0423.544323 – www.museocanova.it. (B.C.)
15 novembre 2008.

XI BORSA MEDITERRANEA DEL TURISMO ARCHEOLOGICO. Paestum – Il 13 novembre si apre a Paestum l'XI edizione della più importante manifestazione dedicata al turismo archeologico. 35 paesi ospiti, con il Perù paese ospite ufficiale, la Borsa di Paestum ha allargato il suo ambito ben oltre il Mediterraneo. L'appuntamento ha lo scopo di far conoscere destinazioni archeologiche, facilitare lo scambio di idee tra operatori da tutto il mondo, promuovere l'integrazione tra culture diverse. La manifestazione prevede un nutrito programma di incontri e dibattiti con centinaia di relatori, presenti centottanta giornalisti e duecento espositori in 16.000 mq di spazio fieristico. Numerose le personalità di primo piano in rappresentanza delle organizzazioni impegnate nella tutela e nella valorizzazione dei beni culturali e archeologici in ambito nazionale e mondiale. Maggiori informazioni nel sito web www.borsaturismo.com.
12 novembre 2008.

IL FASCINO DELLA MAIOLICA MEDIEVALE. Roma – In esposizione presso il Museo Nazionale di Palazzo Venezia, a Roma, circa trenta capolavori di maioliche arcaiche umbro-laziali dei secoli X-XIV, caratterizzate dalle tipiche decorazione in bruno manganese e verde ramina. I prestigiosi pezzi sono riconducibili da una parte allo straordinario repertorio figurativo di tradizione etrusca e dall’altro al fantastico mondo dei bestiari medievali. Gli originali antichi sono affiancati da altrettanti esemplari di ceramica contemporanea, liberamente ispirati a questa produzione storica e realizzati nel laboratorio ceramico cortonese dal prof. Christopher Robinson, specializzato in Ceramica e Studi Medievali al Guilford College di Greensboro, nel North Carolina. I pezzi sono stati plasmati dopo uno studio approfondito dei manufatti e delle tecniche di lavorazione dell’epoca. Lo stesso maestro Christopher Robinson cura un work-shop che consente proprio di sperimentare queste particolari tecniche decorative. L’interessante esposizione documenta la positiva collaborazione avviata già da diversi anni fra il Museo Nazionale del Palazzo di Venezia, il corso di Studi all’Estero dell’Università della Georgia ed il Museo dell’Accademia Etrusca della città di Cortona. Obiettivo dell’iniziativa è quello di creare un ponte tra il prestigioso Museo Nazionale romano, che conserva una significativa raccolta di maiolica arcaica di area umbro-laziale e l’Università della Georgia, titolare di una importante sede accademica - situata proprio in Toscana, a Cortona - che vanta una ricca offerta didattica con numerosi corsi di storia dell’arte italiana. La mostra rimarrà aperta sino al 30 novembre. Info : tel. 06.699941 - www.galleriaborghese.it. (B.C.)
9 novembre 2008.

IL MITO DI CESARE IN MOSTRA AL CHIOSTRO DEL BRAMANTE. Roma - Un grande della storia romana in mostra, nella Capitale, al Chiostro del Bramante. Si tratta di Giulio Cesare (ca 100–44 a.C.), il primo “condottiero” indiscusso protagonista del futuro impero romano, di cui sarà principe il figlio adottivo Ottaviano, primo “Cesare Augusto”. Letterato, storico, generale e politico di straordinaria lungimiranza, iniziò già da vivo a costruire il mito di se stesso. Si legò, infatti, al mito originario della stessa città di Roma, risalente, secondo l'antica tradizione, ad Enea, figlio di Venere, che si vuole sbarcato sulle rive tirreniche al termine del suo lungo peregrinare, esule da Troia, come narra l’Eneide. Alcune delle sue opere letterarie ebbero grande fortuna, come i più noti Commentarii, il “De bello Gallico” e il “De bello civili”. Lo stile e l’autostima del generale sono riassunti in un suo motto divenuto proverbiale : “Veni, vidi, vici”. La mostra, “Giulio Cesare - L'uomo, le imprese, il mito”, intende partire proprio dal personaggio storico e dal suo più stretto contesto politico e culturale, toccando, poi, i momenti forti della sua ascesa al potere. Per la prima volta vengono esposti documenti archeologici di grande importanza come sculture, mosaici, affreschi, gioielli e monete, provenienti dai maggiori musei italiani e stranieri, tra cui i Musei Vaticani, il Museo del Louvre, i Musei Capitolini, il British Museum, il Museo Archeologico di Napoli e il Kunsthistorishes Museum di Vienna, insieme a vari plastici appositamente realizzati per ricostruire la Roma dei Cesari. La narrazione del mito di Cesare e del cesarismo dall'età medievale al Rinascimento, e da qui sino al Neoclassicismo ed oltre, invece, è affidata all’arte figurativa con circa cento dipinti d’autore fra cui figurano Guido Reni, Roubens, Tiepolo e Hayez La mostra curata da Giovanni Gentili, Paolo Liverani, Enzo Sallustro e Giovanni Villa, sponsorizzata da BNL, UniCredit Banca di Roma e Monte dei Paschi di Siena, rimarrà aperta sino al 3 maggio 2009. Info : 06.68809035 – www.chiostrodelbramante.it. (B.C.)
25 ottobre 2008.

LU.BE.C DIGITAL TECHNOLOGY 2008. Lucca – Si è appena conclusa in Toscana, a Lucca, la rassegna dedicata alla Information, Communication Technology (ICT) applicata alla valorizzazione del patrimonio culturale per il marketing turistico. La manifestazione, alla sua seconda edizione, ha affrontato in particolare il tema “caldo” delle Città d’arte, e su come conservarne la specificità e la bellezza promuovendo al contempo “il turismo della conoscenza”. La rassegna europea partecipata da aziende, enti, università, fondazioni ed operatori del settore pubblico e privato si è posta come punto di aggregazione destinato a rispondere alle pressanti esigenze della società dell’informazione multimediale, coinvolta nel rapidissimo processo evolutivo innescatosi con la diffusione del Digital Life Style. L’iniziativa, che si è svolta con il patrocinio del convegno nazionale Lu.Be.C. Lucca Beni Culturali - organizzata da Promo P.A. Fondazione - ha riservato particolare attenzione alle potenzialità delle città d’arte e dei flussi turistici connessi in cinque convegni collaterali. Evento speciale l’inaugurazione del Virtual Sculpture Museum (VMS) di Pietrasanta. L'installazione permanente consente di esplorare interattivamente un ambiente virtuale con diversi modelli digitali tridimensionali di sculture realizzate nella città di Pietrasanta. La manifestazione, organizzata presso il Real Collegio di Lucca si è svolta sotto l’alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il patrocinio, fra gli altri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero delle Riforme e Innovazione nella Pubblica Amministrazione e della Regione Toscana. Molte le personalità di alto profilo che hanno partecipato. Info : 0583 582783 – www.lubec.it. (B.C.)
25 ottobre 2008.

ETRUSCHI. LE ANTICHE METROPOLI DEL LAZIO. Roma – Inaugurata al Palazzo delle Esposizioni, in via Nazionale, la mostra didicata alle quattro metropoli dell’Etruria meridionale, nel periodo della loro massima espansione. In sostanza viene descritta l’eccellenza di una civiltà, illustrandone lo straordinario sviluppo raggiunto nel VI-V secolo a.C. Stiamo parlando dei principali centri urbani etruschi del Lazio, che furono : Veio, specializzata nella produzione di terracotta destinata a decorare gli edifici e a realizzare ex voto scultorei; Cerveteri, con la sua spettacolare architettura funeraria e la preziosa oreficeria; Vulci, rappresentata dalla scultura monumentale; Tarquinia, la cui necropoli di tombe affrescate è la più importante pinacoteca del mondo antico prima di Pompei. La seconda parte della mostra è incentrata sui rapporti che legarono queste antiche metropoli a Roma, e mette in luce la forte influenza esercitata dalla civiltà etrusca sul mondo romano quanto a pratiche religiose e simbologie del potere, illustrando la continuità ma anche le differenze tra le due culture. A documentare questa eccezionale rassegna archeologica, numerosi saggi, uno straordinario corredo iconografico e le ricostruzioni di intere tombe e templi a grandezza naturale. Tutte le opere in mostra sono accuratamente schedate, inclusi i testi originali ed i reperti inediti, come quelli provenienti da Gravisca, il porto di Tarquinia. Di particolare pregio il Catalogo, edito da Electa, a cura di Mario Torelli e Anna Maria Moretti Sgubini, aggiornato con le scoperte e le interpretazioni più recenti di questa antica civiltà. La manifestazione, organizzata dalla Regione Lazio, Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport, con la diretta partecipazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale, si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e rimarrà aperta sino al giorno dell’Epifania. Info : 0639967500 - www.palazzoesposizioni.it. (B.C.)
19 ottobre 2008.

ERCOLANO, TRE SECOLI DI SCOPERTE IN MOSTRA. Napoli - Tre secoli di scoperte scultoree provenienti dal sito di Ercolano saranno messi in mostra, per la prima volta, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli dal prossimo 16 ottobre. La vita ad Ercolano sembra essersi fermata per sempre a quella terribile notte del 79 d.C. Le altissime temperature sviluppate dall’eruzione del Vesuvio, infatti, hanno determinato un fenomeno di conservazione assolutamente originale che ha restituito una testimonianza fra le più ricche e complete del mondo antico. Nel 1997 Ercolano, insieme a Pompei e ad Oplontis, è stata dichiarata dall’UNESCO “Patrimonio dell’umanità”. In questa mostra, sono materialmente ricongiunte e presentate al pubblico quasi tutte le opere della grande statuaria restituite dalla città, che appartengono a stagioni diverse della storia degli scavi. Il percorso della mostra comprende oltre 150 opere ed è articolato in sezioni opportunamente articolate in un gioco scenografico di luci. In esposizione i pezzi migliori provenienti dalle molte campagne di scavo, da quelle borboniche del XVIII secolo a quelle di Amedeo Maturi - fatte fra il 1927 e il 1958 - sino a quelle più recenti, fra cui spiccano la statua loricata di Nono Balbo, gli splendidi rilievi arcaistici, la peplophoros e l’Amazzone della Villa dei Papiri. La mostra verrà allestita nell’Antiquarium del sito, la cui apertura al pubblico è prevista per la fine del 2009. Intanto, in occasione della mostra, l’atrio monumentale del Museo ritorna al suo antico decoro, rivivendo come spazio espositivo. Un’appendice della mostra sarà dedicata ai tessuti da Ercolano e prende spunto proprio da un recente ritrovamento, effettuato dalla Soprintendenza, con un microscavo nell’area dell’Insula Occidentalis e della Villa dei Papiri e precisamente sulla terrazza del porticato adiacente al grande complesso termale dotato di piscina calida, che ha consentito il recupero di un prezioso frammento di tessuto, forse canapa. L’esposizione, che è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali insieme alla Regione Campania e alla Soprintendenza speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, rimarrà aperta sino al 30 marzo dell’anno prossimo. Info : 081 4422149. (B.C.)
12 ottobre 2008.

IN MOSTRA GIROLAMO DAI LIBRI (1472-1555). Castelvecchio (Verona) – Al Museo di Castelvecchio, nella Sala Boggian, fino al 15 febbraio 2009 è possibile visitare una magnifica retrospettiva dedicata a Girolamo Dai Libri, straordinario artista attivo a Verona tra la fine del Quattrocento e la metà del Cinquecento. Prim'attore sulla scena veronese del Rinascimento, riscosse l'ammirazione appassionata del Vasari e già all’età di 16 anni la famiglia Da Liscia gli commissionò la Deposizione dalla Croce per l’altare della importante chiesa monastica di Santa Maria in Organo. La pala destò meraviglia per lo stile finissimo e il suo classicismo misurato che Girolamo, poi, affinò nel tempo. Oggi, le sue opere sono esposte, insieme agli altri capolavori italiani del Rinascimento, nei più grandi musei internazionali, dal Metropolitan al Louvre alla National Gallery. In Italia il suo nome è ancora legato alla fama di insuperabile miniatore, mentre a livello internazionale è più nota la sua attività pittorica. Una lacuna, questa, che la mostra si propone di colmare proponendo, vis-à-vis, le testimonianze più significative di ciò che Girolamo seppe creare nell'arte "dei libri", ma soprattutto, in quella della pittura. La retrospettiva riunisce - per la prima volta - il gruppo di dipinti realizzati dall'artista per Santa Maria in Organo, la chiesa della sua prima commissione e per la quale continuò a lavorare per oltre quindi anni. La mostra è arricchita oltre che dalla pregevole collezione di miniature del Museo di Castelvecchio, anche dalle sue opere di miniatore più note, come gli Statuti et Ordinamenta Domus Mercatorum, celebre raccolta di disposizioni che regolavano le Arti della mercatura a Verona. L’iniziativa è promossa dal Comune di Verona, Assessorato alla Cultura, con il Patrocinio, fra gli altri, della Regione Veneto, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Fondazione Domus. Info : tel. 045.8062611 – www.comune.verona.it. (B.C)
7 ottobre 2008.

INVITO A PALAZZO. Roma – Il 4 ottobre torna la settima edizione di “Invito a Palazzo”, manifestazione promossa dall’ABI in tutta Italia, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività culturali. La prima Associazione Bancaria Italiana (ABI), costituita a Milano nel 1919, e poi rifondata nel settembre del 1945, oggi rappresenta gli interessi del sistema bancario e finanziario del nostro Paese, anche nelle sedi internazionali. “Invito a Palazzo” aprirà in diciassette Regioni i palazzi più antichi e prestigiosi degli istituti bancari italiani, con le loro numerose collezioni d’arte. L’offerta è particolarmente ricca, dai palazzi del medioevo a quelli rinascimentali, con arredi, oggetti e opere d’arte d’ogni epoca. Quasi un’antologia completa di stili, tendenze e gusti architettonici. Nel complesso, 85 palazzi e 50 banche, in 47 città italiane, sveleranno i loro capolavori nascosti con il loro inestimabile patrimonio culturale, non sempre accessibile. La manifestazione ha sempre costituito un positivo momento d’incontro tra il mondo bancario e il grande pubblico. Nelle precedenti edizioni, infatti, oltre mezzo milione di persone ha accettato l’invito dell’ABI ad entrare nei suoi palazzi, trasformati per un giorno da luoghi della professione bancaria a spazi museali liberamente accessibili a cittadini e turisti. Sarà visitabile un patrimonio costituito non solo dalle sedi storiche di banca, da antiche ville, cantine, archivi, biblioteche e giardini - antichi simboli di storia urbana - ma anche da opere architettoniche avveniristiche, firmate da grandi architetti come Marcello Piacentini, Gio’ Ponti e Renzo Piano. Ulteriori informazioni sul sito dell’associazione bancaria all’indirizzo : www.abi.it. (B.C.)
28 settembre 2008.

VIAGGIO TRA I TESORI D’ITALIA. Sabato 27 e domenica 28 settembre 2008 l’Italia partecipa alle Giornate Europee del Patrimonio con “Le grandi strade della cultura: viaggio tra i tesori d’Italia”. Due giorni dedicati alla cultura con visite guidate, musei e palazzi aperti per l’occasione, presentazione di eventi e restauri, concerti, convegni e itinerari naturalistici e gastronomici. Durante questo weekend apriranno gratuitamente le porte ai visitatori oltre mille siti grazie al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, a cui si aggiungeranno oltre 250 luoghi di rilevante interesse storico, artistico e naturalistico individuati dal FAI, Fondo per l’Ambiente Italiano e dalla Società Autostrade per l’Italia in prossimità della rete autostradale. Le Giornate Europee del Patrimonio sono state istituite ufficialmente nel 1991, quando i Ministri della Cultura del Consiglio d’Europa decisero di estendere a tutta l’Unione le “Giornate a porte aperte”, inaugurate in Francia nel 1984. Le Giornate, volute per valorizzare il patrimonio culturale e paesaggistico e per sviluppare nei cittadini europei la consapevolezza delle proprie radici comuni, sono una straordinaria occasione per conoscere alla fonte la storia e l’identità del proprio paese. L’Italia partecipa alle Giornate dal 1995 e ogni anno dedica alla manifestazione l’ultimo sabato e domenica del mese di settembre. Fra le iniziative collaterali segnaliamo la mostra “Metalli preistorici e protostorici della Tuscia”, allestita nelle sale espositive della Rocca Farnese di Valentano dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale e la mostra “Vie di terra e di acqua”, ospitata dal Museo Sannitico di Campobasso e organizzata sempre dalla Soprintendenza che ripercorre, attraverso i reperti, i rapporti dei Sanniti dell’area attuale del Molise con le popolazioni dell’Italia antica, nello specifico gli Etruschi, i Greci dell’Italia del Sud, i Piceni e le popolazioni illiriche, e con i Punici. Numero verde per maggiori informazioni: 800991199. (B.C.)
14 settembre 2008.

I LUOGHI DEL CUORE. Anche quest’anno torna il censimento del FAI, il Fondo per l’Ambiente Italiano, giunto alla sua quarta edizione. L’iniziativa, promossa con il titolo “I luoghi del Cuore”, viene realizzata in collaborazione con Intesa Sanpaolo. L’obiettivo è quello di sensibilizzare cittadini ed istituzioni, dando voce alle segnalazioni di ognuno di noi. Il censimento quest’anno si focalizza sulle “brutture” da cancellare, modificare o magari solo spostare in un luogo più adatto: dai ripetitori che impediscono la vista di un paesaggio alle piazze storiche trasformate in parcheggi, dalle insegne pubblicitarie invasive agli scheletri di cemento che “sporcano” la Bellezza dei tesori del nostro Paese. Il FAI chiede a tutti gli amanti del nostro patrimonio artistico, architettonico e naturale di segnalare ogni atto di incuria che ha ferito il loro cuore e che desidererebbero vedere “guarito”. Non chiediamo certo di non posare più antenne o di non garantire la sicurezza stradale o l’illuminazione - sostengono al FAI - ma di farlo senza dimenticarsi che sul luogo in cui si interviene rimarrà il segno tangibile delle scelte umane. Un censimento, quindi, per non dimenticare che ciò che offende gli occhi fa anche male al cuore. Alla manifestazione quest’anno hanno aderito una serie di testimonial eccellenti, fra cui Guido Bertolaso, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’Emergenza rifiuti, Sandro Bondi, Ministro dei Beni Culturali, Lucio Dalla, cantautore, e molti altri ancora. E’ possibile votare fino al 30 ottobre 2008 sul sito del censimento all’indirizzo: www.iluoghidelcuore.it, presso le Delegazioni FAI, nelle filiali di Intesa Sanpaolo e di tutte le Banche del Gruppo, nelle librerie LaFeltrinelli – RicordiMediaStore e sul portale web MSN.it. (B.C.)
30 agosto 2008.

PUGNAE : LA GUERRA NELL’ARTE. L’Aquila – “Pugnae”, la mostra dei dipinti delle grandi battaglie dal XVI al XVIII secolo, si è dimostrata un vero e proprio evento. Sicuramente l’esposizione più importante sul tema della guerra allestita in Italia. E’ stata ospitata dal Complesso Monumentale di Santa Maria dei Raccomandati a L’Aquila, dal 21 al 28 agosto. La mostra non ha solo proposto molti inediti, ma ha anche riscoperto personalità rimaste ai margini della storia dell’arte. E’ il caso, per esempio, di alcuni quadri di uno dei più grandi autori di questo genere: Jacques Courtois, detto il Borgognone, che con la serie delle Battaglie Medicee, commissionategli dallo stesso Mattias de’ Medici, Comandante Supremo degli eserciti alleati, fu consacrato come assoluto caposcuola di questo genere. Fra gli altri autori in esposizione Antonio Tempesta e Aniello Falcone, autorevole esponente della Scuola Napoletana, con i suoi allievi, Carlo Coppola, De Lione e Filippo Napoletano. Di grande rilievo anche l’ampia panoramica della Scuola Veneta con autori come Matteo Storm, Antonio Calza, Francesco Monti, detto il Bresciano, Giuseppe Zais ed una personalità pressoché sconosciuta o introvabile come autore di battaglie: Girolamo Cenatiempo. “Pugnae” è stata organizzata dall’Associazione Culturale “Solo Arte” ed in particolare dagli antiquari aquilani Antonio Di Brisco e Valter Piccirilli, in collaborazione con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici ed altri Enti presenti sul territorio abruzzese. “Un evento d’arte di tutto rilievo nel panorama nazionale che si svolge in uno dei complessi monumentali più suggestivi d’Abruzzo, ha detto Anna Maria Reggiani, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici d’Abruzzo. Santa Maria dei Raccomandati, ha proseguito, è una cornice perfetta che si candida così a diventare un polo culturale a livello nazionale”. (B.C.)
23 agosto 2008.

L’ATLETA DI TARANTO OSPITE ALLE OLIMPIADI DI PECHINO. Pechino - Il corredo della tomba del famoso “Atleta di Taranto”, la maggiore testimonianza dell’arte funeraria tarantina di età arcaica (fine VI - inizi V secolo a.C.) è ospite d’eccezione del Beijing World Art Museum di Pechino in occasione delle Olimpiadi. Il prezioso corredo funebre costituisce il nucleo fondamentale dell’esposizione “Games and Athletes in the Ancient World”, nata dalla collaborazione fra il Ministero per i Beni Culturali e il museo cinese. L’allestimento si dovrà integrare con l’esposizione “Grandi Civiltà”, il progetto di musealizzazione, curato dall’Italia e inaugurato nel settembre 2006, che ha realizzato il primo ed unico percorso espositivo dedicato alle civiltà mondiali nella capitale cinese. Per la mostra è stata realizzata una sofisticata copia in resina ad alta densità del sarcofago originale in tufo, conservato nel Museo Archeologico di Taranto, ottenuta tramite alta tecnologia laser-scanner. Al suo interno è collocata una ricostruzione dello scheletro dell’Atleta costruita con accurati studi osteometrici. Il suo corredo è composto dalle tre anfore panatenaiche originali e da una ricostruzione in ceramica della quarta anfora, ottenuta in base ai pochi frammenti superstiti. Le anfore, prodotto della ceramica attica dei primi decenni del V secolo a.C., sono attribuibili all’officina del Pittore di Kleophrades, e raffigurano una scena di corsa con la quadriga, una gara di pugilato e scene relative al salto con gli halteres (pesi di piombo) e al lancio del disco, entrambe discipline relative al pentathlon.  Presso la mano sinistra dell’Atleta si conservava un alabastron, utilizzato per contenere gli oli e gli unguenti propedeutici alle gare. Le anfore sistemate agli angoli della cassa litica, che hanno accompagnato oltre la morte l’Atleta tarantino, indicano che il giovane era risultato vincitore nelle gare delle Grandi Panatenee, che si svolgevano ad Atene ogni quattro anni e che raccoglievano in Grecia giovani aristocratici provenienti da tutte le aree di cultura greca del bacino del Mediterraneo. Il corredo funerario sarà esposto sino al 30 gennaio 2009. (B.C.)
12 agosto 2008.

OLANDIAMO? ARTE FIGURATIVA NEERLANDESE A FIRENZE. Firenze – Al Gabinetto delle Stampe degli Uffizi la seconda edizione di “Olandiamo?”, mostra delle arti figurative fiamminghe ed olandesi, organizzata dall’Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte (NIKI) di Firenze, che fa capo alla prestigiosa Università di Utrecht - per festeggiare i suoi cinquant’anni di attività - e dalla Sezione Culturale dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi. La mostra offre al pubblico una selezione rappresentativa delle opere più belle dell’importante collezione degli Uffizi, coprendo un arco che va dai primitivi Fiamminghi della fine del quattrocento fino ai vedutisti italianizzanti di inizio ‘700, con qualche excursus all’epoca degli Olandesi della scuola di Posillipo. Una testimonianza artistica viva dei rapporti che sono intercorsi fra i paesi del Nord e l’Italia attraverso le opere di autori di grande rilievo da Luca di Leida a Pietre Breugel il vecchio, da Anthonie Van Dyck a Herman van Swanevelt, solo per citarne alcuni dei più noti. La mostra proseguirà fino al 2 settembre per poi trasferirsi all’Istitut Néerlandais di Parigi. Molti gli omaggi che i più importanti operatori culturali fiorentini rivolgono alla cultura olandese, in un lungo cartellone parallelo articolato - tra marzo e ottobre - nei luoghi più prestigiosi dell’arte italiana dalla Galleria Palatina di palazzo Pitti al Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, dalla Fondazione Fabbrica Europa per le Arti Contemporanee al Festival Sonar International Short Film, con rassegne, workshop, rappresentazioni teatrali e molti altro ancora. “Fiamminghi e Olandesi. Disegni dalle collezioni degli Uffizi” si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e di Sua Maestà la Regina Beatrix. (B.C.)
11 agosto 2008.

GIOVANNI DA MILANO. CAPOLAVORI DEL GOTICO FRA LOMBARDIA E TOSCANA. Firenze - Alla Galleria dell’Accademia di Firenze la prima mostra di taglio monografico dedicata a Giovanni Da Milano. L’esposizione mira a ricostruire il percorso artistico del maestro e a far conoscere al grande pubblico le doti straordinarie del pittore, evidenti sia in opere monumentali come il Polittico del Museo Civico di Prato, che in lavori di destinazione privata. Partendo dal catalogo messo progressivamente insieme dal prestigioso storico dell’arte Pietro Toesca (1912) - cui va il merito di aver riportato in luce i caratteri lombardi del suo linguaggio - si è cercato di riavvicinare i frammenti dei polittici dispersi fra collezioni diverse, offrendo l’occasione irripetibile di una verifica tecnica e stilistica della sua opera. In questo modo l’Accademia di Firenze rende omaggio ad un pittore “straniero” protagonista della scena fiorentina alla metà del Trecento, negli anni della terribile peste nera (1348). Si rimanda alla gemella degli Uffizi, dedicata all’eredità di Giotto, per illustrare i riflessi dell’attività di Giovanni da Milano a Firenze e documentare le influenze reciproche, ma anche le profonde differenze, che intercorrono fra il pittore lombardo e i coevi maestri fiorentini. Così legate, le due mostre offrono una eccezionale panoramica sulla pittura fiorentina del tardo Trecento e sulla ricchezza e varietà di quella che possiamo considerare l’eredità di Giotto non solo a Firenze, ma anche in Italia settentrionale, consentendone un bilancio complessivo. La mostra - che resterà aperta sino a novembre - è stata promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali in collaborazione, fra gli altri, con il Polo Museale della città di Firenze e la Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico delle Provincie di Milano e Lodi. Ulteriori informazioni sul sito: www.giovannidamilano2008.it (tel. 055.290383).(B.C.)
28 giugno 2008.

TESTIMONIANZE PREZIOSE DELLA MARSICA. Celano - Da domenica al 31 agosto 2008 nel Castello Piccolomini, a Celano (L’Aquila), manoscritti e pergamene, capolavori di oreficeria e artigianato, sculture lignee e dipinti saranno i protagonisti di un inedito viaggio nell’Arte Sacra della Marsica. Più di trenta opere, tra le quali eccezionalmente l’Exultet di Avezzano e il Tesoro della Regina Giovanna. Metalli dorati, argenti, avori e pietre preziose saranno il cuore della mostra che, in un percorso ideale che va dal X al XVIII secolo, si propone di ripercorrere tappe importanti della religiosità nella Marsica. Una raccolta di oggetti e opere uniche, che, scampati ai secoli e ai terremoti, riveleranno la sacralità di riti di epoche ormai lontane. Per l’Exultet, rotolo liturgico datato intorno al 1057 e decorato nello scriptorium di Montecassino, si tratta della prima esposizione in Abruzzo. Solitamente custodito nella Diocesi di Avezzano, è uno dei rotoli pergamenacei conosciuti migliori. La mostra, inoltre, vedrà riunite alcune preziosissime opere appartenenti al Tesoro della Regina Giovanna, donato, secondo la tradizione, dalla Regina di Napoli alla Chiesa di San Pietro di Alba Fucens nel 1400, di cui fanno parte un trittico bizantino del XIV secolo, preziosissimi argenti e avori finemente lavorati. La sezione dedicata ai documenti scritti vedrà esposte, oltre all’Antifonario di Trasacco, delle bolle di Bonifacio VIII, un manoscritto di Tommaso da Celano del XIII secolo, incunaboli e pergamene. L’allestimento, realizzato da Luca Piccirillo, Architetti Associati, regalerà ai visitatori anche speciali suggestioni multimediali. La manifestazione, realizzata dall’Associazione Culturale Antiqua, è patrocinata, fra gli altri, dal Ministero dei Beni Culturali. Informazioni al numero : 0863 455361. Sito Web: http://www.associazioneantiqua.it/Testimonianze_Preziose.html. (B.C.)
19 giugno 2008.

A NAPOLI IN ESPOSIZIONE IL VASO DI DARIO. Napoli – E’ stata inaugurata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli la “Sala del Vaso di Dario” che ospita in maniera permanente, dallo scorso mese di maggio, la preziosa collezione di ceramiche greco-italiota, che da più di dodici anni non era visibile al pubblico. I vasi in esposizione provengono dalla famosa tomba rinvenuta durante gli scavi del 1851 della necropoli di Canosa. Nella tomba - datata intorno al III secolo a.C. - vennero rinvenuti, oltre allo scheletro di un uomo con indosso un’armatura, un certo numero di vasi figurati e due grandi crateri a volute, noti come il vaso di Dario e il vaso di Patroclo, che sono gli esemplari più celebri della ceramica ellenistica in Italia. Si ritiene che siano stati realizzati dallo stesso pittore, noto come il pittore di Dario, che ha operato tra il 340 e il 320 a.C. Il “vaso di Dario e dei Persiani” è decorato nella parte superiore del collo con ornamenti vegetali stilizzati e da una scena di lotta con le Amazzoni. Sul lato principale è rappresentato il re persiano Dario riunito in consiglio, alla vigilia della guerra contro i Greci. Sul lato opposto, invece, è raffigurato il mito di Bellerofonte. Anche il “vaso di Patroclo” nella parte superiore è ornato con motivi vegetali. La scena sul lato principale raffigura - con effetti prospettici e il sapiente uso del colore proprio della grande pittura greca - il sacrificio dei prigionieri da parte di Achille presso la pira preparata per il rogo di Patroclo. La mostra è completata con le matrici di rame usate dalla Real Fabbrica Borbonica per stampare nelle preziose pubblicazioni dell’epoca scene tratte dai vasi antichi, che, fra l’altro, è possibile consultare nella Biblioteca dello stesso Museo. (B.C.)
3 giugno 2008.

IN MOSTRA IL FRAMMENTO MANCANTE. Milano - Il Museo Poldi Pezzoli esporrà fra il 22 maggio e il 12 ottobre un prezioso tappeto realizzato in Persia nel periodo 1542-43 dell’era cristiana. In possesso del Poldi Pezzoli dal 1923, oggi il pregiato manufatto viene esposto restaurato e completato dal frammento mancante più consistente. Si tratta di uno dei rarissimi esemplari, datati e firmati, della produzione artistica della dinastia safavide che riproduce scene di caccia fra animali selvatici e cavalieri che indossano i costumi dei cortigiani dello Sha Tahmāsp. Progettato dal disegnatore Ghyas el Din Jami, citato nel cartiglio che si trova nel suo medaglione centrale, reca una interessante “iscrizione” che recita: «per le fatiche di Ghyas el Din Jami quest’opera rinomata fu condotta a così splendido compimento nell’anno 949». Il tappeto venne ritrovato al Quirinale nel 1870 diviso in sette pezzi e privo di alcuni frammenti. Negli anni ottanta uno dei frammenti più consistenti (135 x 48 cm) viene acquistato per una collezione privata. E’ proprio grazie alla generosità del suo proprietario, Alessandro Bruschettini, che il frammento viene donato al Poldi Pezzoli. Un gruppo di esperti d’arte orientale e di restauratori ha studiato, insieme alla direzione del Museo e alla Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico di Milano, il modo di restituire al prezioso manufatto la lettura più coerente. Si è scelto quindi di cucirlo sulla parte ricostruita nel restauro ottocentesco, lasciando quest’ultima visibile nei punti in cui i bordi del frammento non coincidono perfettamente con quelli del resto del tappeto. In questa occasione, anche la collezione di tappeti del Museo, una tra le più prestigiose a livello internazionale, torna ad essere esposta dopo circa dieci anni. Accanto al tappeto di caccia, si possono così ammirare rari esemplari di tappeti di corte come quello detto delle tigri. Realizzato nella Persia centrale del XVI secolo, il tappeto è ricco di significati simbolici e reca lungo il bordo un’ iscrizione poetica che lo paragona a un giardino. I versi raccontano che dal giardino del tappeto parte un sentiero che porta alla fonte della vita e che “hanno filato la sua trama con il filo dell’anima”. Per maggiori informazioni si può consultare il sito web : www.museopoldipezzoli.it. (B.C.)
20 maggio 2008.

MOSTRA E SIMPOSIO INTERNAZIONALE PER IL QUINTO CENTENARIO DEL PALLADIO. Venezia – Si è appena concluso il simposio dedicato al Palladio, grande architetto veneto, in occasione del quinto centenario della sua nascita. Fra il 5 e il 10 maggio oltre settanta esperti di tutto il mondo si sono confrontati, in sessioni aperte al pubblico, in quattro città venete: Padova (5 maggio), Vicenza (6-7 maggio), Verona (8 maggio) e Venezia (9-10 maggio). A settembre, poi, si aprirà a Vicenza, a Palazzo Barbaran Da Porto, per proseguire fino al 6 gennaio 2009, una grande mostra dedicata al Cinquecentenario che si trasferirà poi a Londra (dal 31 gennaio al 13 aprile 2009), presso la Royal Academy of Arts, mentre è in preparazione una terza tappa negli USA, a Washington. Queste iniziative sono state presentate, a Palazzo Balbi, dalla presidente del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio (CISA) di Vicenza, Lia Sartori, insieme al direttore Guido Beltramini e al Portavoce del Presidente della Regione Galan, Franco Miracco. Alla manifestazione ha aderito anche James S. Ackerman, il “grande vecchio” della storia dell’architettura dell’Università di Harvard. Ackerman, che scoprì Palladio risalendo la penisola italiana nel 1945 con l’esercito americano, ha scritto una monografia fondamentale sul grande architetto veneto, contribuendo a farlo conoscere al grande pubblico anglosassone. Maggiori informazioni sul sito: www.cisapalladio.org. (B.C.)
10 maggio 2008.

IL QUATTROCENTO A ROMA. Roma - Martedì scorso è stata inaugurata, presso il Museo del Corso, la mostra Il Quattrocento a Roma - La Rinascita delle Arti da Donatello a Perugino. In esposizione 170 opere di maestri come Mantegna, Perugino, Piero della Francesca, Pinturicchio, Donatello, Michelangelo e Lippi. La mostra, è stata organizzata dalla Fondazione Roma, in collaborazione con Arthemisia e con la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano. Obiettivo dell’esposizione quella di porsi come un vero e proprio punto di riferimento per lo studio e la conoscenza della storia e dell’arte del Rinascimento italiano, riabilitando la grandezza di Roma accanto a quella coeva di Firenze. La mostra presenta un’indagine approfondita sugli aspetti sociali, urbanistici, religiosi ed artistici di Roma nel XV secolo, testimoniati, appunto, dai maggiori pittori dell’epoca. Le opere esposte provengono da grandi musei italiani e stranieri, tra cui il British Museum, lo Stiftung Museum Kunst Plast di Düsseldorf, il Skulpturensammlung und Museum für Byzantinische Kunst di Berlino ed i Musei Vaticani. L’esposizione è stata integrata da una grande tavola multimediale della Roma quattrocentesca con cui i visitatori possono interagire, esplorando nel dettaglio edifici e monumenti dell’epoca. Di particolare interesse la ricostruzione in 3D della Cappella Carafa di Santa Maria Sopra Minerva. La realizzazione è state curate dall’Enea, che per la prima volta ha utilizzato una tecnologia spaziale con radar ottico a colori. Questo straordinario intervento consente una lettura nitidissima e ravvicinata degli affreschi del Lippi, conservati nella Cappella Carafa e visibili, in loco, con grande difficoltà. A partire dal 20 maggio arricchirà la mostra il capolavoro di Piermatteo d'Amelia, "Madonna con Bambino". L'opera, di cui si erano perse le tracce da oltre venti anni, verrà presentata al pubblico per la prima volta, dopo essere stata sottoposta da un lungo restauro. L’esposizione è stata curata da Claudio Strinati, Soprintendente del Polo Museale Romano, e da Marco Bussagli, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, con il coordinamento di Maria Grazia Bernardini della Soprintendenza del Polo Museale Romano e già Soprintendente di Modena e Reggio Emilia. La mostra rimarrà aperta sino al 7 settembre. (B.C.)
1 maggio 2008.

RECUPERATO IL SARCOFAGO DELLE MUSE A OSTIA. Ostia - La Soprintendenza per i Beni Archeologici di Ostia ha presentato giovedì scorso, presso il Museo degli scavi, il "Sarcofago delle Muse", rinvenuto nell'area della Necropoli dell'Isola Sacra, nella zona compresa tra la necropoli di Porto e l'istmo dell'Isola Sacra, dove erano stati segnalati scavi abusivi. Il recupero è avvenuto grazie alla delicata operazione investigativa della Guardia di Finanza - Nucleo Polizia Tributaria di Roma - Tutela Patrimonio Archeologico,che ne ha evitato il trafugamento, impedendo, fra l’altro, la manomissione della sepoltura contenuta al suo interno. Tutte le delicate analisi sull’importante reperto sono in corso presso la Sezione di Antropologia del Museo Nazionale Statale Luigi Pigorini. Sicuramente si tratta di un pezzo eccezionale, sia per le sue qualità artistiche, sia per le sue notevoli dimensioni, forse di scuola greca. Il sarcofago, databile intorno alla fine del II secolo d.C., è realizzato in marmo greco e rappresenta, nel suo bellissimo fregio, il coro delle Nove Muse condotto da Apollo, alla presenza di Athena, mentre sul coperchio possiamo ammirare delle scene di conversazione tra filosofi e poeti. Sicuramente espressione di una classe sociale colta e raffinata, il sarcofago delle muse riassume in forma allegorica i temi di pensiero di una élite politica che riconosce la cultura come valore, anche in ambito funerario, dove il raggiungimento di una vita ultraterrena è connesso alla meditazione. Alla presentazione hanno partecipato il Soprintendente di Ostia, Marina Sapelli Ragni, il direttore degli scavi Angelo Pellegrino, il responsabile delle Aree archeologiche dell'Isola Sacra, Paola Germoni e il comandante del nucleo di Polizia Tributaria di Roma, Vito Augelli. (B.C.)
20 aprile 2008.

RENOIR. LA MATURITÀ TRA CLASSICO E MODERNO. Roma - In scena, a Roma, al Vittoriano, fino al 29 giugno, la maturità di Pierre-Auguste Renoir. Una grande retrospettiva, che attraverso oltre 130 pezzi tra oli, opere su carta e sculture, provenienti da importanti musei pubblici e prestigiose collezioni private di tutto il mondo, documenta l’intensa attivita' del maestro francese, a partire dal celebre viaggio in Italia, fatto nell’autunno del 1881. Un periodo, di quasi quarant’anni, meno indagato rispetto alla stagione impressionista, ma altrettanto ricco di valori e di fascino, segnato dal superamento della parentesi impressionista e consacrato all’elaborazione di una rappresentazione in chiave più moderna. E’ proprio questo il filo conduttore della mostra, da cui il titolo : «Renoir. La maturità tra classico e moderno». L’Italia fu per Renoir una vera rivelazione. All’età di quarant’anni, il maestro francese inizia a viaggiare nel nostro Paese, sosta a Venezia, Roma e Napoli, raggiunge, poi, la Calabria e la Sicilia e si rende conto della straordinaria qualità di pittori che, pur non avendo, come gli impressionisti, dipinto le loro opere all’aperto, sono riusciti egualmente a catturare la luce. Per il pittore, che diceva di essere «figlio di madre natura e padre museo», ammirare l’arte dei grandi maestri italiani fu quasi un fatto naturale, una realtà ineludibile. Dopo il soggiorno nel Belpaese il suo stile cambiò drasticamente. Inizialmente più lineare e secco, divenne, poi, negli ultimi anni, più delicato e stilizzato. Sono di questo periodo, alcuni, tra i suoi capolavori più importanti, come La baia di Napoli (1881) e Le fanciulle al piano (1889). L’esposizione, curata dalla storica dell’arte e già director of education alla National Gallery di Londra, Kathleen Adler, affronta tutti i grandi temi artistici e poetici di Renoir: i ritratti di bambini e ragazzi, la natura morta, i paesaggi, le bagnanti dai capelli lunghi, le persone nel loro ambiente quotidiano. (B.C.)
Orario: da lunedì a giovedì 9.30-19.30; venerdì e sabato 10.00-23.30; domenica 9,30-20,30.
6 aprile 2008

UNA FESTA PER TUTTI. Roma - Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali organizza anche quest’anno la Settimana della Cultura, che si svolgerà sull’intero territorio nazionale dal 25 al 31 marzo 2008. Una grande “festa per tutti”, in cui i luoghi d’arte statali (monumenti, musei, aree archeologiche) saranno aperti gratuitamente. Per sette giorni, la cultura italiana sarà “in vetrina”, con oltre 1.800 tra eventi, mostre, convegni, laboratori, visite guidate, concerti, spettacoli, proiezioni cinematografiche, aperture straordinarie. Riportiamo alcune delle iniziative più interessanti. A Genova, la Galleria Nazionale di Palazzo Spinola ospita la mostra “Per Allumare”, che racconta come erano illuminati i palazzi nobiliari del Settecento prima dell’avvento dell’elettricità. In mostra molti oggetti d’argento, candelieri, lampade e lampadari. A Numana (Ancona) i materiali restaurati provenienti dagli scavi in corso nelle necropoli picene di Sirolo e Numana sono i protagonisti della mostra presso l’Antiquarium statale. A Chieri (Torino), archeologia in primo piano con la visita guidata ai ritrovamenti paleocristiani e longobardi venuti alla luce nel corso dell’ampliamento dell’ospedale cittadino. A Bolzano si festeggiano i dieci anni del Museo Archeologico dell’Alto Adige che conserva tesori archeologici altoatesini famosi in tutto il mondo, tra cui “l’Uomo venuto dal ghiaccio”. Nella Capitale, in collaborazione con il Comune, saranno aperti anche di sera, l’Ara Pacis, il Palazzo delle Esposizioni, i Musei Capitolini e la mostra: “Renoir. La maturità tra classico e moderno” al Complesso del Vittoriano ( 19.00/24.00 – costo 3 euro ). Inoltre, la mostra “Nostoi. Capolavori ritrovati”, dopo il successo avuto al Palazzo del Quirinale, si trasferirà, dal 30 marzo, a Palazzo Fontana di Trevi. E’ possibile aderire all’iniziativa inviando le proposte alle Direzioni Regionali di competenza che ne valuteranno la validità e il loro possibile inserimento nel Sito del Ministero. (B.C.)
25 marzo 2008.

I GIARDINI DEGLI ANGELI A VENEZIA. Venezia - "San Marco: Angeli e paradisi perduti", questo è il titolo dei due incontri che l’Associazione Wigwam Club Giardini Storici Venezia terrà a marzo per indagare il tema dell'Eden, giardino archetipico popolato di angeli guardiani e demoni tentatori, a cui tutte le religioni fanno risalire la nascita dell'umanità ed a cui l'uomo continua ad aspirare. Sabato 15 marzo una conversazione con la studiosa Marie Josè Gransard illustrerà il grande angelo scolpito sulla facciata di palazzo Soranzo, raccontandone la sua leggenda, andando poi a scoprire i sottili legami che legano la città lagunare con i numerosissimi angeli che ne popolano chiese ed altri luoghi sacri. Domenica 16, invece, la studiosa di storia dell'arte Franca Zanchi condurrà una visita guidata notturna alla Basilica di San Marco. Un'occasione unica per ammirare gli 8.000 metri quadrati di preziosissimi mosaici illuminati. Si partirà dall'atrio con la Genesi, in cui si racconta in modo dettagliato la creazione del giardino dell'Eden, per proseguire, poi, con la Pala d'Oro e la Cripta, solitamente non aperta al pubblico, con la narrazione di altre storie bibliche che parlano all'umanità di come sia possibile ritrovare la via del paradiso perduto. Ulteriori informazioni utili sono disponibili all’indirizzo: www.giardini-venezia.it. (B.C.)
Per entrambe le iniziative prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti: Wigwam Club Giardini Storici Venezia, 041.610791, giardinistorici.ve@wigwam.it
9 marzo 2008.

LA DONNA NELL’ARTE. Roma - Ingresso gratuito nei luoghi d’arte statali di tutto il Paese per la festa della donna, il prossimo 8 marzo. Per il secondo anno consecutivo, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, celebra la Festa della Donna con l’evento La donna nell’arte, all’insegna della promozione del patrimonio culturale italiano, coniugata con i principi della non discriminazione e delle pari opportunità. Molte le iniziative in calendario. Ne riportiamo alcune fra le più interessanti. A Roma il Teatro dei Dioscuri ospiterà una retrospettiva di Giovanni Lauricella tutta dedicata a figure segnate dal divario che separa la quotidianità dal mito classico della femminilità. All’Archiginnasio di Bologna, l’illustratore Enrico Sacchetti esporrà un’inedita raccolta di litografie acquarellate con immagini femminili della Belle Époque. A Venezia sarà possibile visitare gratuitamente il Museo Archeologico Nazionale e le Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana , inserite nel percorso integrato dei Musei di Piazza San Marco, con biglietto unico e biglietteria al Museo Correr. Per l’occasione la Biblioteca Nazionale Marciana offre a tutte le donne interessate una visita guidata gratuita alle ore 11.00, a cura della dott.ssa Mariachiara Mazzariol. L’appuntamento per la visita è davanti alla biglietteria del Museo Correr. Ulteriori informazioni al numero verde del Mibac : 800 99 11 99. (B.C.)
2 marzo 2008

Musei gratuiti per San Valentino. ROMA - Anche quest’anno il Ministero per i Beni e le Attività Culturali festeggia San Valentino, aprendo le porte dei luoghi d’arte statali a tutti gli innamorati. Infatti, il 14 febbraio, in tutti i musei, monumenti e siti archeologici statali, basterà presentarsi in due per accedere pagando un solo ingresso. Per dare un tocco di dolcezza alla festa di San Valentino il Ministero offrirà una sorpresa golosa ai visitatori di alcuni particolari luoghi d’arte in accordo con Buonitalia Spa.. A Roma le dolci sorprese si potranno gustare al Museo Nazionale di Valle Giulia, alla Galleria Borghese, al Museo Nazionale di Castel S. Angelo e al Museo della Calcografia. L’iniziativa - spiegano al Ministero - rientra nell’ambito delle iniziative volte ad avvicinare sempre più i cittadini all’immenso patrimonio culturale di cui il nostro Paese è custode. Molte le manifestazioni in calendario. Ve ne segnaliamo alcune fra le più interessanti. A Firenze la Biblioteca Marucelliana organizza un’esposizione di opere tematiche, ricche di illustrazioni, con lo scopo di far conoscere meglio l’editoria popolare fiorentina di fine ottocento dedicata all’amore. A Bergamo la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea propone l’esperienza inconsueta del bacio in galleria nella suggestiva cornice della mostra “Il Futuro del Futurismo”. Ognuno potrà portare la propria anima gemella tra le sfere specchianti dell’artista John Armleder per un bacio ondeggiante, riflesso in mille piccoli specchi, che verrà immortalato da una fotografa, per non dimenticare l’emozione della serata. A Bologna il tema della giornata degli innamorati viene proposto con la visita guidata al Palazzo Senatorio Dall’Armi Marescalchi, sede della Soprintendenza. All’interno due sale conservano le rappresentazioni pittoriche della tragica storia d’amore di Enea e Didone e del mito di Cefalo e Procri. Per informazioni è disponibile il numero verde : 800991199. (B.C.)
10 febbraio 2008

Rientra in Italia il vaso di Eufronio. ROMA - Ritrovato da tre tombaroli nei pressi di Cerveteri, alle Greppie di Sant’Angelo, e acquistato dal Metropolitan Museum di New York nel 1972 per un milione di dollari, è rientrato in questi giorni in Italia il celebre Vaso di Eufonio, un cratere a calice con figure rosse, firmato da Euxitheos come vasaio e da Euphronios come ceramografo, datato 515 a.C. Sul lato principale del cratere è raffigurato un celebre episodio della guerra di Troia, la morte di Sarpedonte. L’eroe, figlio di Zeus e Laodamia, combatteva come alleato dei troiani. Il dio Hermes, qui nella sua funzione di messaggero di Zeus e conduttore delle anime dei morti, guida le personificazioni del Sonno (Hypnos) e della Morte (Thanatos) che trasportano il corpo dell’eroe caduto nella sua patria, la Licia, per il funerale. Il cratere di Eufonio è uno dei vasi attici più belli che si sono pervenuti, il solo integro dei ventisette dipinti dall’artista greco, il più abile del cosiddetto “Gruppo dei Pionieri”, come furono denominati i primi pittori tardo-arcaici che svilupparono la tecnica a figure rosse. Vasaio e pittore, a partire dal 500 a.C. lavorò, quasi certamente, solo come vasaio per l’indebolimento della vista. Oltre alle firme degli autori, il vaso reca anche l’iscrizione "Leagros kalos”: Leagro è bello, che ha fornito un prezioso elemento per la sua datazione. L’adolescenza di Leagros, un personaggio storico ateniese considerato uno dei più bei fanciulli greci del suo tempo,infatti, viene collocata nel decennio 520-510 a.C. “Un successo storico” lo ha definito il Ministro Rutelli, sottolineando i risultati conseguiti grazia all’azione di diplomazia culturale che ha consentito all’Italia di recuperare dai musei internazionali numerosi oggetti d’arte che erano stati trafugati o venduti illecitamente e che oggi sono esposti al Quirinale per la mostra dei Nostoi. Anche il Vaso di Eufonio è stato esposto al Quirinale insieme agli altri capolavori ritrovati. (B.C.)
27 gennaio 2008

Roma e i barbari, la nascita di un nuovo mondo. VENEZIA – Verrà inaugurata a Venezia, il prossimo 26 gennaio, a Palazzo Grassi, la mostra “Roma e i Barbari, la nascita del nuovo mondo”. Legata alla guida di Jean-Jacques Aillagon, la mostra proporrà una storia diversa dell’Europa, troppo spesso legata unicamente alle sue radici greche, romane ed ebraico-cristiane, scordando completamente le origini barbare. 1700 oggetti in mostra per uno storico puzzle a cavallo tra le campagne di Cesare e il secondo millennio. La mostra sarà concentrata sui fenomeni che toccarono più direttamente i territori dell’Europa occidentale, senza tralasciare però i processi che, partendo dall’Oriente, interessarono anche l’Occidente. L’espansione in Europa, Africa e Asia permise all’impero romano di entrare in contatto con altri popoli, non solo testimoni di grandi civiltà, come gli Egizi ed i Persiani, ma anche con i cosiddetti Barbari. Questa osmosi, nel corso dei secoli, ha finito per creare un modello di “civiltà aperta”, quasi accogliente nei confronti delle diversità di culto e di usanze. I 1700 oggetti che verranno messi in mostra sono frutto della collaborazione tra Palazzo Grassi, l’Ecole Française de Rome, e la Kunst-und Ausstellungshalle di Bonn. Sono circa 200 i prestatori provenienti da 24 paesi d’Europa, dagli Stati Uniti e dall’Africa, per quanto riguarda i reperti tunisini relativi al regno vandalo di Cartagine. Numerosi oggetti verranno esposti per la prima volta, come il cofanetto di Teodorico, che lascerà l’abbazia di Saint-Maurice, in Svizzera, dopo 1400 anni, mentre altri sono il frutto di scoperte recenti come il piede monumentale in bronzo di Clermont-Ferrand o il tesoro della tomba della dama di Grez-Doiceau di Namur, o, ancora, la lancia da parata di Cutry (Moselle, Francia). Molti altri oggetti esposti, invece, sono considerati tesori nazionali, come l’evangelario di Notger (Belgio), o il presunto ritratto di Amalasunta, conservato al Museo del Bargello a Firenze. La mostra raccoglie anche documenti manoscritti rarissimi come il Book of Mulling e il Vangelo secondo San Giovanni in miniatura, copiato in Italia tra il V e il VI secolo. La mostra rimarrà aperta fino al 20 luglio. Ulteriori informazioni all’indirizzo: www.palazzograssi.it/roma/teaser_roma.htm. (B.C.)
23 gennaio 2008

Una “Second life” archeologica. ROMA - Inaugurato, a Roma, il primo museo archeologico virtuale europeo multiutente dedicato alla via Flaminia, l’antica consolare che collegava Roma con Rimini. Il Museo, realizzato dall’Istituto per le tecnologie applicate ai Beni culturali (Itabc) del CNR , ha sede permanente in una sala del Museo Nazionale Romano alle terme di Diocleziano, messo a disposizione dalla Soprintendenza Archeologica di Roma. Una sorta di “Second life” archeologica per visitare, in 3D, l’antica strada romana ed i suoi monumenti, ormai scomparsi. La ricostruzione virtuale è stata realizzata dal team di Maurizio Forte dell’Itabc Virtual Heritage Lab. Al progetto, finanziato da Arcus Spa, per 750.000 euro, ha lavorato, per oltre due anni, un’equipe di venti tecnici fra archeologi, architetti, informatici, storici dell’arte ed esperti in paleoambinete. Tramite quattro postazioni interattive il visitatore, grazie ad un suo “alter ego avatar”, potrà visitare la Villa di Livia (moglie di Augusto), che si trova a Prima Porta, il sito archeologico di Grottarossa, Malborghetto, un casale fortificato in epoca medievale, con arco del IV secolo d.C., e l’antico Ponte Milvio, reso famoso dalla battaglia tra Massenzio e Costantino Tutte le aree archeologiche che scorrono sul video sono state rilevate con tecnologie ad alta precisione, GPS differenziali, fotocamere ad alta risoluzione, sistemi di rilevamento e scanner laser, per un totale di 3.051 mq di modelli. Previsto anche un sito web interamente dedicato al progetto e un sistema di navigazione interattivo VR webGIS . ( B.C. )
13 gennaio 2008

Nostoi, i capolavori ritrovati. ROMA - Il Quirinale ospiterà, fino al due marzo, nelle sale della Galleria di Papa Alessandro VII, impreziosita dagli affreschi di Pietro da Cortona, la mostra “Nostoi. Capolavori ritrovati”, una pregevole raccolta di 67 capolavori archeologici rientrati in Italia a seguito degli accordi raggiunti dal Ministero per i Beni Culturali con importanti musei americani e con collezionisti d’arte internazionali. Non a caso per il titolo della mostra è stata scelta la parola greca “Nostoi”, legata ai poemi epici che raccontavano il ritorno degli eroi greci in patria dopo la distruzione di Troia, e che si riferisce ai lunghi e faticosi viaggi affrontati per tornare a casa. I reperti, seguendo percorsi clandestini e traffici illeciti, venivano venduti a mercanti senza scrupoli e, poi, ceduti a importanti musei esteri e anche a ricchi collezionisti privati, cancellando così tutta la loro storia. Oggi, grazie all’impegno dell’Arma dei Carabinieri, della Magistratura, delle Istituzioni internazionali e alle trattative della Diplomazia culturale e del Ministero, importanti opere sono ritornate a casa, aprendo così il capitolo della contestualizzazione, ricollocandole in quell’ambiente di cui rappresentano un preciso momento culturale, un’epoca. L’identità dell’Italia - come ha sottolineato il ministro Rutelli - infatti, è profondamente legata alla consapevolezza culturale, alla coscienza del patrimonio, alla dimensione partecipata e critica verso le grandi scelte della tutela e valorizzazione dei nostri Beni culturali. L’esposizione permetterà di ammirare veri e propri capolavori, basti pensare che alcuni dei reperti in mostra sono degli hapax, reperti privi di simili, o equivalenti, in qualsiasi collezione, pubblica o privata, del mondo intero. (B.C.)

Orario della mostra: dal martedì al sabato ore 10.00 - 13.00 • 15.30 - 18.30; ingresso gratuito: domenica ore 8.30 - 12.00; lunedì e festività chiuso • ingresso con visita al Palazzo 5 euro • Ulteriori informazioni all’indirizzo: www.quirinale.it.
5 gennaio 2008

A Natale, buone feste con Caius. POMPEI - Il Laboratorio di Ricerche Applicate della Soprintendenza Archeologica di Pompei propone per la prima volta, nell’area archeologica, fino al 6 gennaio 2008, un percorso ludico-didattico, dedicato agli alunni delle scuole elementari e medie, per raccontare la vita dei bambini nella città antica. In occasione delle festività natalizie, all’interno della Casina dell’Aquila e negli spazi adiacenti, sarà allestito un labirinto costruito con piante. I ragazzi, percorrendolo, potranno incontrare tanti animali del passato e Caius, il personaggio-cartoon ideato dalla Soprintendenza Archeologica di Pompei che li accompagnerà a scoprire la città antica. Nel punto vendita sarà possibile acquistare alcuni oggetti curiosi legati alla vita dei ragazzi nell’antichità, come le medicazioni, i giochi e gli strumenti per la scrittura. Per i più piccoli sarà allestito all’esterno un “bosco magico” popolato da sagome di animali e figure mitologiche come le ninfe e i satirelli. Il percorso di Caius sarà organizzato come una caccia al tesoro. Tappe del percorso: il termopolio, la casa di Loreio Tiburtino, il vigneto con il torchio, l’anfiteatro e la palestra. I bambini che parteciperanno riceveranno in premio il cd interattivo con Caius e le sue avventure. L’itinerario, inoltre, sarà supportato da animatori e guide esperte nella didattica per l’infanzia. Alla manifestazione hanno contribuito, oltre alla Società Pierreci (concessionaria dei servizi didattici) per l’animazione, l’Antica Erboristeria Pompeiana per le sperimentazioni tematiche, il ristornate Il Principe di Pompei per la ristorazione, l’azienda agricola Luigi Misto e la Società Giardini e Paesaggi per gli allestimenti del verde. Tutte le informazioni accessorie all’indirizzo: http://www.pompeiisites.org. (B.C.)

(Animazione: tutti i giorni dalle 10 alle 13, escluso 27 e 31 dicembre, 1, 2 e 3 gennaio - Per le scuole : visite didattiche su prenotazione allo 199.104.114 – Telefono : 081.8575347 )

L’enigma degli avori medievali. SALERNO – Verrà inaugurata a Salerno, presso il Museo Diocesano (Largo del Plebiscito) , il prossimo 20 dicembre, la mostra “L’enigma degli avori medievali, da Amalfi a Salerno”, curata dal prof. Ferdinando Bologna. L’iniziativa nasce dalla raccolta della più vasta e completa serie di opere eburnee del Medioevo cristiano esistente al mondo. Il nucleo della mostra è costituito dal complesso di sessantasette tavolette d’avorio scolpito, conservate nel Museo Diocesano di Salerno e appartenenti a un arredo liturgico eseguito per la Cattedrale di San Matteo, più volte spostato e ricomposto. La mostra, oltre all’esposizione, offrirà anche la possibilità di effettuare due interessanti itinerari medievali tematici nel centro della città, che contribuiranno sicuramente a collocare gli avori nell’ambito artistico e culturale in cui furono realizzati. Obbiettivo dell’iniziativa restituire una lettura completa di quel fortunato periodo durante il quale fioririno le esperienze culturali che resero l’opulenta Salernum centro propulsore dell’area mediterranea. L’iniziativa è stata realizzata dal Ministero per i Beni e le Attività culturali con il contributo, fra gli altri, dell’Unione Europea e della Regione Campania. Sponsor ufficiale della manifestazione il Pastificio Amato. Con l’occasione riaprirà, dopo i lavori di adeguamento multimediale e per l’abbattimento delle barriere architettoniche, il Museo della prestigiosa Scuola Medica Salernitana, nella Chiesa di San Giorgio. La mostra rimarrà aperta sino al 30 aprile 2008. Tutte le informazioni accessorie sul sito www.avorisalerno.it. (B.C.)
Roma 21 novembre 2007

Straordinaria scoperta sul Palatino. ROMA - Individuato il luogo dove la Lupa - secondo la leggenda – allattò Romolo e Remo, i due figli di Rea Silvia. L'ipotesi è stata formulata dall'archeologo Andrea Carandini, che ha confermato la validità della scoperta come luogo storico effettivo. Il prezioso ritrovamento è avvenuta mentre la Sopraintendenza archeologica di Roma stava effettuando una serie di indagini sul Palatino. In questo contesto è stata localizzata - a pochi metri dalle fondamenta della villa di Augusto - una grotta dalla volta rivestita di mosaici e conchiglie che gli archeologi ritengono sia il sacrario delle origini, il Lupercale. L’edificio ipogeo, rinvenuto dalle sonde, è a pianta centrale del diametro di 6 metri e 56 centimetri ed è alto 7 metri e 13. La volta è sontuosamente decorata, con un motivi di tipo geometrico a imitazione di una copertura a lacunari in stucco o pittura. Molto probabilmente, l’imperatore Augusto volle edificare la sua splendida residenza in un luogo simbolo della storia di Roma. Il Lupercale, secondo quanto ha dichiarato Carandini a “Il Messaggero”, si troverebbe infatti «proprio sotto la terrazza inferiore della Casa di Augusto». Si tratta di una magnifica occasione, di un indizio sontuoso di quello che arriverà con lo scavo», ha proseguito l’archeologo, sottolineando che le fonti letterarie indicavano in quell'area l'esistenza del Lupercale, ma non c'erano indizi precisi. La notizia della straordinaria scoperta è stata data dallo stesso Ministro per i Beni e le Attività culturali, Francesco Rutelli. Per la prima volta sono state presentate al pubblico le immagini e le ricostruzioni della grotta, così come consentite dalle sonde. (B.C.)
Roma 21 novembre 2007

Paestum - Si è svolta presso il Centro Espositivo Ariston di Paestum, dal 15 al 18 novembre, la decima edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, che quest’anno ha visto come ospite ufficiale la Libia. Archeologia, paesaggio, territorio e sviluppo sono i quattro pilastri che hanno distinto la presenza del ministero per i Beni e le attività culturali (MIBAC), sia nello stand, che nel convegno “Il paesaggio archeologico. Resti e contesti: prospettive di condivisione su tutela e valorizzazione”. Nel tentativo di individuare una prospettiva comune, è stato analizzato il rapporto tra archeologia e paesaggio e, più in generale, il concetto di "paesaggio archeologico", che non dovrà più essere inteso come semplice "contenitore" di storia, ma piuttosto come "Storia" esso stesso, attraverso la definizione di forme di tutela non solo più efficaci, ma anche condivise. La Sala Olimpia ha ospitato la mostra “ArcheoVirtual” incentrata sulle più recenti sperimentazioni di realtà virtuale applicate al turismo culturale e all’archeologia. Nell’ambito dell’esposizione la Direzione generale per l’Innovazione tecnologica e la promozione del MIBAC ha presentato alcuni dei progetti che rientrano nel programma "Archeologia on line". Il programma “Archeologia on line” del ministero ha l’obiettivo di valorizzare la conoscenza del patrimonio archeologico attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie, come la ricostruzioni tridimensionali di monumenti ed aree archeologiche, oppure l’utilizzo di postazioni mobili per accompagnare adulti, ragazzi e bambini nella visita di aree archeologiche. (B.C.)
18 novembre 2007

Accordo con il Princeton Art Museum. ROMA – Il Ministero per i Beni e le attività culturali (MIBAC) e il Princeton University Art Museum hanno raggiunto un accordo per il rientro in Italia di otto importanti opere d’arte. Secondo il calendario stabilito fra le parti rientreranno nel nostro Paese i seguenti pezzi d’arte : frammento di altorilievo con centauromachia; loutrophos di Apulia con figure, attribuito al Pittore di Dario; etrusco con figura di serpente disegnata; testa di leone; frammenti di uno skyphos etrusco a figure nere; psykter attico a figure rosse, attribuito al Pittore di Cleofrade; oinochoe etrusco a figure nere; cratere a volute di Apulia. In cambio il Ministero si impegna a concedere in prestito al Princeton University Art Museum altri manufatti di prestigio e di interesse storico-artistico equivalente a quello dei beni trasferiti. Le parti, inoltre, hanno stabilito un rapporto di collaborazione di ampio respiro di natura accademica e scientifico-culturale, formativa, informativa ed espositiva, nell’ambito del comune impegno nella lotta contro gli scavi e il commercio illegale di beni archeologici. Il ministro Rutelli ha definito l’accordo come un “prezioso tassello nell’azione di diplomazia culturale intrapresa dal Governo italiano, che va ad aggiungersi ai risultati positivi ottenuti con il Metropolitan di New York, il Fine Arts di Boston e il Getty di Los Angeles”.(B.C.)
11 novembre2007

I Beni culturali per i cittadini . BOLOGNA - Il ministero per i Beni culturali parteciperà al Salone europeo della comunicazione pubblica, più noto come COMPA, che si svolgerà il 6, 7 e 8 novembre a Bologna. Slogan ufficiale della manifestazione : “I Beni culturali per i cittadini”. L’obiettivo è quello di presentare al pubblico le metodologie più innovative e progetti sperimentali nel campo della comunicazione e della promozione, capaci di migliorare i servizi per l’utenza. Argomento centrale la presentazione del Piano di Comunicazione 2008, che sarà illustrato dall’opuscolo istituzionale realizzato per l’occasione e distribuito in un convegno dedicato, in apertura della manifestazione. L’edizione di quest’anno è focalizzata sull’innovazione dei servizi erogati e dei canali utilizzati per renderli accessibili all’utenza ma anche sulle possibilità concrete di realizzare una democrazia digitale, in cui l’inclusione sia la principale preoccupazione di chi governa servizi e processi. Tutte le informazioni utili si possono trovare all’indirizzo: www.compa.it. (B.C.)
1 novembre 2007

In mostra i preziosi arredi del settecento veneziano. CASTELFRANCO VENETO (TV) - Una straordinaria raccolta antologica celebra l’arredo del Settecento veneziano e veneto. In un appuntamento speciale Cecchetto Antiquariato riunisce la collezione di Elegantia e presenta un percorso espositivo di oltre duecento opere, tra importanti mobili, preziosi dipinti e oggetti d’arte, pezzi unici, frutto di un' accurata ricerca e rappresentativi di un’epoca eccezionale. La mostra si svolgerà a Castelfranco Veneto (TV) dal 10 al 25 novembre alla Galleria Cecchetto. Una sezione della mostra sarà dedicata al Barocchetto ed esporrà venti esemplari rari. E’ in questa fase di transizione, dal Barocco al Rococò, che i mobili - direttamente ispirati alla moda francese - assumono dimensioni più intime e vengono lavorati con impiallacciature in noce e radica di noce, radica di ulivo, amaranto, bois de violette e bois de rose. Si afferma il cassettone a ribalta, compare il trumeau e le consoles trionfano nei saloni dell’epoca. Il catalogo di questa edizione di Elegantia raccoglie, in quattro sezioni, l’intera collezione, inclusi i dipinti d’autore. Più di trenta tele firmate da autorevoli esponenti veneziani e veneti del XVIII secolo, da Pietro Liberi ad Antonio Bellucci , da Gaspare Dizioni a Gabriel Bella. (B.C.)
(Orari feriali 10-13 e 15-20 / festivi e prefestivi 10-20) 21 ottobre 2007

MaratonArte, la raccolta di fondi prosegue fino alla fine dell’anno. Continua la raccolta di fondi per MaratonArte, la prima iniziativa per la tutela, la conservazione, il restauro e la valorizzazione del patrimonio artistico del nostro Paese, abbinata ad una maratona televisiva. L’iniziativa, promossa dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, dal Dipartimento per il turismo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e dalla Rai, si è articolata in una non-stop televisiva di tre giorni - dal 5 al 7 ottobre - con spot mirati, promossi da testimonial del mondo dello spettacolo. La maratona televisiva, che si è conclusa domenica scorsa, ha raccolto quasi tre milioni di euro, ma, a fine campagna, il risultato dovrebbe essere di molto superiore. Fra i sette luoghi simbolo da salvare, scelti per questa prima edizione della manifestazione, spiccano la casa di Augusto al Palatino, i cui resti riemersero nei primi anni sessanta; la città fenicia di Sulky a Sant’Antioco, una delle più straordinarie testimonianze dell’architettura funeraria punica nel Mediterraneo (V – III sec. a.C.); e la Rocca medievale di Santa Maria del Cedro, sentinella calabra di un glorioso passato. Eni, Unicredit, Amex, Vodafone, Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), Autogrill e Ferrovie dello Stato, sono i partner che hanno supportato il progetto. E’ un appuntamento prezioso, ha detto il ministro Rutelli. “Si vuole sensibilizzare il cittadino a sentire come propria l’immensa ricchezza culturale e artistica di questo Paese, per essere protagonista nella tutela e nella promozione del nostro patrimonio artistico e storico”. Si può continuare a donare : con carta di credito tramite il sito dedicato www.maratonarte.it; con bonifico bancario sul cc nr 10888810 (abi 02008, cab 03272) di UnicreditBanca; fino al 30/10/2007 tramite Bancomat sempre di UnicreditBanca e con carta di credito chiamando il numero verde 800.199.949; acquistando le Gift Card da 3 euro, fino al 30/11/2007, nei punti vendita AGIP, e fino alla fine dell’anno, negli Autogrill e negli esercizi pubblici convenzionati FIPE. (B.C.)
14 ottobre 2007

Aquileia. A tavola con Apicio. - Presentata ad Aquileia la diciannovesima edizione della manifestazione “A tavola con gli antichi romani”. Obiettivo promuovere il territorio riscoprendo le tradizioni e la storia antica dei luoghi, intorno alle ricette della Roma imperiale che ci ha tramandato Apicio. La manifestazione, articolata in cinque serate, che si concluderà il 3 novembre, è organizzata con il contributo dalla Regione Fiuli Venezia Giulia, della Provincia, della Confcommercio di Udine e dall’ARGA FVG, l’Associazione stampa regionale specializzata in agroalimentare. Riproposti i piatti che si consumavano ad Aquileia, città dell’impero romano, così come ce li ha tramandati Apicio. Tra i più noti, prepararti con cura anche nei particolari, e proposti agli astanti dallo chef Vanni Aizza: le polpettine di olive, le sarde farcite, le famose ostriche della laguna friulana e il “minutal di mare”, ovvero, pesce in salsa. (B.C.)
7 ottobre 2007

Musei e gallerie gratuiti per le Giornate Europee del Patrimonio. Il 29 e 30 settembre il Ministero per i Beni Culturali (Mibac), il Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI) e Autostrade Italia offrono l’accesso gratuito in oltre 1000 luoghi della cultura: musei, gallerie, monumenti ed aree archeologiche. L’occasione viene fornita dalle Giornate europee del patrimonio, manifestazione istituita dal Consiglio d’Europa nel 1991, a cui il Ministero aderisce dal 1995. Obiettivo rafforzare lo scambio culturale e il dialogo tra i paesi europei. L’iniziativa nasce sul modello francese varato nel lontano 1984 e poi esteso dai ministri della cultura del Consiglio a tutta l’Europa. Autostrade Italia, insieme al FAI, metterà a disposizione guide gratuite nei luoghi d’arte scelti per la manifestazione e proprio personale nelle principali aree di servizio della rete autostradale per garantire informazioni sull’iniziativa. Tra le iniziative di maggiore interesse l’apertura della Galleria Sabauda di Torino - una delle pinacoteche italiane più importanti - istituita da Carlo Alberto nel 1832; la riapertura al pubblico dell’appartamento del Duca degli Abruzzi nel Palazzo Reale di Genova; l’apertura straordinaria a Firenze del "Palazzo degli Enigmi",sede dell’Istituto Francese. Tutte le informazioni di servizio sono disponibili al numero verde del Mibac: 800 11 99 99 (vedi locandina).
23 settembre 2007

Piazzola sul Brenta. Sarà Villa Contarini di Piazzola sul Brenta ad ospitare dal 24 al 29 settembre prossimi il Primo Master internazionale dedicato alla musica antica. L’iniziativa è organizzata dalla Regione Veneto, dal Consorzio dei sette conservatori del Veneto e dalla Fondazione “G. E. Ghirardi”. Alla manifestazione musicale parteciperà un selezionato team di specialisti del repertorio antico provenienti dai conservatori veneti, oltre al maestro Ton Koopman, massimo esperto di musica barocca.
15 settembre 2007

Vicenza. Sabato 22 settembre prende il via il terzo ciclo di incontri sull’architettura palladiana, tenuto da Franco Barbieri e Guido Beltramini. La nuova edizione di Mezz’ora con Palladio prevede brevi lezioni, con cadenza settimanale, ogni sabato, rivolte al grande pubblico per raccontargli i tesori architettonici del Palladio, come in un vero e proprio museo all’aperto. La manifestazione ospite di Palazzo Barbaran da Porto è organizzata dal Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio, in collaborazione con la Regione Veneto. L’iniziativa è inserita nell’ambito delle celebrazioni palladiane ed è patrocinata dal Comitato Nazionale per il V centenario della nascita del grande maestro. Informazioni ed iscrizioni al numero : 0444.323014.
21 settembre 2007

Anche in Italia convenzione UNESCO per il patrimonio culturale immateriale. Con la ratifica della Camera dei Deputati della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale l’Italia si aggiunge agli altri 80 paesi che la hanno già sottoscritta. “Finalmente siamo in condizione di poter partecipare a pieno titolo ai lavori del Comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, che ha già riconosciuto i Pupi siciliani e i Tenores sardi, come parte di un tessuto di tradizioni e feste che va oltre i nostri confini e che in tutto il mondo rappresenta una straordinaria ricchezza italiana”, dichiara il vicepresidente del Consiglio e ministro per i Beni e le attività culturali, Francesco Rutelli. Il prossimo 30 settembre grande manifestazione di piazza a Roma.
Roma 15 settembre 2007

Roma. Porte aperte al Collegio Romano. In occasione della Notte Bianca 2007, il Palazzo del Collegio Romano, sede del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, apre le porte ai visitatori, dalle ore 20.00 alle ore 01.00, offrendo una serie di eventi musicali e di visite guidate. Per gli appassionati una chicca da non perdere. Dalle ore 21.00 di venerdì 7 e di sabato 8 settembre sarà possibile visitare la famosa Biblioteca Major. L’ingresso è gratuito. (Palazzo del Collegio Romano – Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Via del Collegio Romano, 27 – Roma ).
Roma 7 settembre 2007

Luciano Pavarotti è deceduto la mattina del 6 settembre 2007.

Nasce il "Premio per l'eccellenza nella cultura italiana". Istituto dal Ministro per i Beni culturali Rutelli, con decreto, il Premio per l’eccellenza nella cultura italiana. Il riconoscimento è diretto alle personalità che hanno particolarmente contribuito alla diffusione della cultura, sia in Italia che all’estero. Per il 2007 il premio verrà assegnato a Luciano Pavarotti.  Il riconoscimento, che sarà conferito annualmente a due personalità e consegnato dal Ministro, consiste in una medaglia commemorativa e in una pergamena recanti il logo del ministero.
Roma 5 settembre 2007

Il MIBAC e il J.Paul Getty Museum raggiungono un accordo. Il Ministro per i Beni e le Attività Culturali ( MIBAC ) Francesco Rutelli e il Direttore del J. Paul Getty Museum, dr. Michael Brand, hanno annunciato di aver raggiunto un accordo sulla restituzione di alcuni pezzi conservati nelle collezioni di arte antica del Museo Getty. L’annuncio ufficiale è stato dato nel corso di una conferenza stampa che si è svolta a Roma, nel Salone del Ministro, in via del Collegio Romano. Quaranta oggetti rientreranno in Italia - secondo un calendario da concordare - ad eccezione della Statua di culto di una Dea che rimarrà esposta al Getty fino al 2010. L’ulteriore discussione sulla Statua di un giovane atleta vittorioso viene rimandata alle risultanze del procedimento legale in corso a Pesaro. L’Italia e il Getty Museum hanno concordato su un’ampia collaborazione culturale che includerà prestiti di opere d’arte significative, mostre congiunte, ricerca e progetti di conservazione e restauro.
Roma 3 agosto 2007

Il 4 luglio ingresso gratuito nei musei. In occasione dell’anniversario della nascita di Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807) - di cui quest’anno si celebra il bicentenario - il 4 luglio   ingresso libero e gratuito in tutti i luoghi d’arte dello Stato. Numerose le iniziative che quest’anno il “Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi” - appositamente istituito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali - organizza per celebrare l’eroe dei due mondi.
Giugno 2007

Progetto Marsiliana D'Albegna. La VI Campagna di Ricerca sul sito di Marsiliana d’Albegna, diretta dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, in collaborazione con l’Insegnamento e il Laboratorio di Etruscologia e Antichità Italiche dell’Università degli Studi di Siena e d’intesa con il Comune di Manciano (GR), avrà luogo tra il 3 settembre e il 2 novembre 2007. Il progetto, coordinato dal Prof. Andrea Zifferero, prevede attività di ricognizione e scavo, integrata da didattica sul campo, rivolta soprattutto agli studenti dei Corsi di Laurea in Scienze dei Beni Archeologici. La partecipazione è aperta anche a non studenti ma con esperienza specifica, quali i volontari di gruppi archeologici. Per ulteriori informazioni sulle modalità di adesione si veda la locandina.
Giugno 2007

Lutto. Sabato 23 giugno Maurizio Balzano ci ha lasciati bruscamente. Amico fraterno di Ludovico Magrini, ha curato la grafica e l'impaginazione di “Archeologia”, glorioso periodico dei Gruppi archeologici d'Italia, e di ”Archeologia e beni culturali”, periodico del C.I.R.A.. Accompagnato dall'ultimo saluto di familiari, parenti e amici, da lunedì 25 riposa accanto a Ludovico nello stesso sepolcro a Tarquinia.
Giugno 2007

Capena. Domenica 10 dicembre 2006 alle ore 10.00 riapre al pubblico il Museo Civico di Capena, presso la cinquecentesca Torre dell'Orologio. Siete tutti invitati.
Dicembre 2006

Roma. Nel recente convegno svoltosi l’8 novembre 2006 all’Accademia dei Lincei a Palazzo Corsini a Roma si è dibattuto sul problema dei falsi nell’arte e come scoprirli. Interessanti sono state le tecnologie adottate e le caratteristiche descritte per il riconoscimento dei vari materiali. Continua ...
Novembre 2006

Roma. Grande successo delle prime due conferenze del ciclo dedicato alle giornate memorabili di Roma, presso l'Auditorium. Nel primo incontro, tenutosi il 29 ottobre, il Prof. Carandini ha illustrato i risultati di venti anni di scavi per indagare sulle origini di Roma. Il 12 novembre, il Prof. Canfora ha narrato la presa del potere di Ottaviano. La registrazione delle lezioni è disponibile presso il sito web della Laterza, organizzatrice delle conferenze.
Novembre 2006

Roma. Ciclo di conferenze dedicato alle giornate memorabili che hanno segnato la storia di Roma dalla fondazione ai giorni nostri. Nove incontri con grandi studiosi dal 29 ottobre al 18 marzo, di domenica alle ore 11.00 all'Auditorium. www.auditorium.com Ottobre 2006

SOS per i beni culturali d'Italia. A tutti coloro che hanno a cuore le sorti del nostro unico, ingente, ma spesso trascurato patrimonio artistico e storico, si consiglia di visitare il sito www.patrimoniosos.it.

Paestum. Alla sesta edizione la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, dal 6-9 novembre. Per maggiori informazioni si può visitare il sito www.borsaturismo.com. Novembre 2003

Iraq. La guerra in Iraq ha comportato un terribile tributo di vite umane, ma in questi giorni confusi e violenti che seguono la fine del regime dittatoriale di Saddam Hussen anche la memoria del popolo iracheno è minacciata. Può forse sembrare frivolo occuparsi di beni culturali di fronte alla violenza cui assistiamo impotenti dietro i nostri schermi televisivi. Ricordiamo, però, che l'Iraq è la terra dove la civiltà ha mosso i suoi primi passi; questo ricordo sia di aiuto per tutti quelli che possono contribuire a costruire un futuro migliore per questo paese. Il saccheggio del Museo di Bagdad è parte della tragedia di questo popolo e impoverisce tutta l'umanità. Il sito dell'Unesco sull'Iraq contiene un aggiornamento della situazione nel territorio iracheno per ciò che riguarda i beni culturali. Aprile 2003

Roma. Il museo Pigorini ospita la mostra "Civiltà dell'argilla. Le prime comunità del neolitico". La mostra riunisce per la prima volta reperti provenienti da tutta Italia, fornendo un quadro completo della civiltà neolitica nel nostro paese. La mostra sarà aperta fino al 23 marzo 2003, tutti i giorni dalle 9.00 alle 20.00. Per informazioni www.pigorini.arti.beniculturali.it

Viterbo. Fino al 15 febbraio il Museo Archeologico della Rocca Albornoz ospita la mostra "Ferento,civitas splendidissima. Storia reperti e immagini di una antica città della Tuscia". Per informazioni www.ferento.it

Roma. Inizia martedì 26 novembre un interessante ciclo di conferenze dedicato all'archeologia subacquea. Le conferenze si terranno presso il Museo "L. Pigorini" all'EUR. Vai alla sezione del settore subacqueo del GATC per vedere il programma delle conferenze.

Roma. Prorogata fino al 9 febbraio la mostra "I marmi colorati della Roma imperiale", presso i Mercati di Traiano in via IV novembre, 94, dedicata alle opere in pietra e marmo che abbellivano i luoghi pubblici e privati di Roma. La mostra ha attirato un pubblico numeroso, affascinato dalla bellezza dei pezzi esposti e dalla suggestione dello scenario offerto dai mercati traianei e dai fori imperiali nei quali l'esposizione si articolava. Grande attenzione è dedicata alla ricostruzione dell'industria che forniva il materiale impiegato da artisti e architetti, proveniente da tutto il Mediterraneo.

Roma. Il Gruppo Mineralogico Romano organizza la 24a "Mostra di minerali, fossili e conchiglie", con campioni provenienti da tutto il mondo. L'appuntamento è per sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre all'Ergife.

Paestum.La quinta Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, manifestazione unica nel settore, si terrà a Paestum da giovedì 7 novembre a domenica 10 novembre, presso l'hotel Ariston. Nel corso della manifestazione si terrà il 1° Convegno Mediterraneo organizzato dalla redazione di Archeologia viva (vedi programma). Al convegno interverranno i più rappresentativi archeologi e direttori di missioni archeologiche italiane nel Mediterraneo. 6 ottobre 2002

Cartagine. Il GATC è in visita a Cartagine e negli altri luoghi storici della Tunisia. Il viaggio di studio durerà dal 3 al 6 ottobre e toccherà, oltre a Cartagine, le località di Kairouan, El Djem, Dougga,Thuburbo Majus. 5 ottobre 2002

La Maddalena. Riaperto al pubblico il Museo Archeologico Navale "Nino Lamboglia". Nel museo, dedicato al grande archeologo pioniere dell'archeologia sottomarina, sono esposti i reperti raccolti dalla nave romana naufragata nel II secolo a.C. presso l'isola di Spargi, nell'arcipelago maddalenino. 7 agosto 2002

Orvieto. Scade il 13 luglio il termine per la domanda di partecipazione al corso di perfezionamento "La formazione della città in Etruria" della Scuola di etruscologia e archeologia dell'Italia antica di Orvieto. Per informazioni e per scaricare il bando e il modulo per la domanda di partecipazione: www.museofaina.it. Luglio 2002

Poggiomarino. Una buona notizia per il sito protostorico scoperto in località Longola a Poggiomarino. Nei mesi scorsi il destino del villaggio palafitticolo dell'età del bronzo, scoperto nel corso dei lavori per la realizzazione del bacino di depurazione del fiume Sarno, appariva incerto. Su di esso incombeva la prosecuzione dei lavori, che ne avrebbe comportato l'interramento e la distruzione. Recentemente è stato deciso che lo scavo del sito proseguirà fino a giungere ad uno strato privo di reperti e che il materiale riinvenuto sarà impiegato per realizzare il parco archeologico del Sarno. Per saperne di più clicca qui. Luglio 2002