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L'Aurelia è la strada consolare che collega Roma alle colonie militari fondate nel III secolo a.C. lungo il litorale a Nord della città per controllare il territorio conquistato alle potenti città etrusche di Caere, Tarquinia, Vulci. Non si conosce chi sia l'Aurelio che diede il nome alla strada. Forse Aurelio Cotta, censore nel 241 a.C., oppure il console omonimo del 200 a.C., o altri ancora. Come tutte le grandi arterie di comunicazione costruite dagli ingegneri romani durante l'espansione del dominio di Roma, anche l'Aurelia era stata concepita per assicurare una efficace percorrenza con ogni condizione stagionale. Particolare cura era stata posta all'attraversamento dei numerosi corsi d'acqua, che, nascendo dai rilievi dell'entroterra, si gettano in mare quasi sempre dopo un breve e tumultuoso percorso. D'estate questi torrenti appaiono scarsi e innocui , ma sono capaci di liberare grandi masse d'acqua durante il periodo invernale, rendendo impraticabile la strada. Furono perciò edificati numerosi, solidi ponti in pietra che permettevano di percorrere l'Aurelia anche nella brutta stagione. Alcuni di questi ponti sopravvivono nel territorio dell'attuale comune di S. Marinella. Essi furono perciò edificati in epoca repubblicana, tra il III e il II secolo a.C., per rendere più agevole il superamento dei numerosi fossi che l'Aurelia incontra nella zona. Questa mattina visiteremo questi ponti. Procedendo verso Civitavecchia, il primo ponte si trova sulla destra della strada all'altezza del km. 58,900. Non si riesce a vedere molto, essendo le strutture nascoste da un fitto canneto.
Poco più avanti, al km. 59,700, sulla sinistra a fianco del civico 138, si erge una stele che commemora il rifacimento del ponte di Apollo, poco distante. Il ponte di Apollo era particolarmente imponente, con le sue tre arcate, e seguiva un andamento curvilineo. Era stato distrutto dalle mareggiate e dalle piene del torrente; si era perciò reso necessario un intervento per renderlo di nuovo agibile. Nel 205 d.C. gli imperatori Settimio Severo e Caracalla a proprie spese provvedettero in tal senso, come testimonia la stele. Non riusciamo a vedere i resti del ponte di Apollo; effettuare una ricognizione della foce del corso d'acqua richiederebbe troppo tempo.
Riprendiamo l'automobile e entriamo nel centro di S. Marinella, dove l'Aurelia diventa un budello che passa in mezzo alle case. I due ponti successivi sono vicinissimi; secondo la piantina dovremmo incontrare il ponte di Largo Impero, poi quello di via Roma. Aiutati da un segnale turistico individuiamo quello di via Roma, al km 60,700. E' proprio bello. Pare un miracolo che dopo due millenni i conci in pietra che formano l'arco tengano ancora. Questo ponte, come gli altri, ha subito diversi restauri, l'ultimo dei quali ai primi del '900, ma la struttura portante è sempre quella originaria. Peccato che della palme un po' invadenti coprano parte della vista. |
Cerchiamo il ponte di Largo Impero, un minuscolo slargo all'incrocio tra vie laterali. Percorrendo l'Aurelia verso Civitavecchia lo si raggiunge girando a sinistra all'altezza al km 60,400. Il ponte non è indicato da alcun cartello. Peccato, perché anch'esso è molto bello. Peccato due volte, perché l'area sulla quale si slancia elegantemente l'arco in pietra è stata recintata; la vista del monumento risulta così disturbata da una cancellata.
Andiamo alla ricerca dell'ultimo ponte, quello delle Vignacce, situato all'altezza del km 62,300. Il depliant illustrativo del Museo Civico di S. Marinella è a stento sufficiente per orientarci nel dedalo viuzze. Secondo la cartina il ponte dovrebbe trovarsi tra via Asiago e via Verdun, due traverse di via IV Novembre. Nonostante tutta la nostra buona volontà non capiamo dove diavolo stia il ponte. Elisabeth ferma una vecchina che faticosamente avanza, probabilmente verso casa, e le chiede del ponte introvabile. L'anziana signora sul momento non capisce, poi ha come una illuminazione e ci dice: "Ma certo, il ponte che cercate si trova nel mio giardino! Seguitemi". Ci fa entrare in casa sua; in fondo al giardino c'è davvero un bellissimo ponte romano.
L'arcata in conci di arenaria sovrasta un fosso che passa tra due proprietà. L'appoggio di sinistra si trova proprio al limite del terreno della nostra gentile ospite. Dopo aver ammirato il monumento da vicino, usciamo alla ricerca di un punto di osservazione accessibile liberamente, senza disturbare la simpatica proprietaria del giardino. Individuiamo due possibilità: dall'inizio di via Asiago si può percorrere un camminamento, realizzato sul fosso, che termina affacciandosi davanti al ponte; oppure ci si può affacciare dal parcheggio privato in via Verdun al civico 4A. Riferimenti Sulle strade romane è utile consultare: Lorenzo Quilici, Le strade. Viabilità tra Roma e il Lazio, Edizioni Quasar, Roma, 1990. Una scheda sui ponti sull'Aurelia a S. Marinella è consultabile presso Archeocarta cliccando qui. | ||||||||||
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