Cencelle

Cencelle è un borgo medievale abbandonato, oggi diroccato, che sorge nella campagna tra Civitavecchia e Allumiere. Il borgo fu fondato nel IX secolo, quando l'espansione musulmana nel Mediterraneo ormai rappresentava una continua minaccia per gli insediamenti costieri lungo la penisola italiana.

In quel tempo le scorrerie di pirati saraceni sulla costa tirrenica si facevano più frequenti e cruente. Centumcellae, il grande porto voluto dall'imperatore Traiano, fu colpita più volte e gravemente devastata agli inizi del IX secolo, tant'è che i suoi abitanti la abbandonarono in mano ai pirati. Il papa Leone IV fece raccogliere i superstiti in un nuovo borgo, costruito ex-novo nell'855 su un colle distante dal mare, sulle pendici settentrionali dei Monti della Tolfa, al riparo da futuri attacchi. La città doveva essere chiamata Leopoli, in memoria del suo benefattore; gli abitanti preferirono però di chiamarla Cencelle, in ricordo della città abbandonata.

La Farnesiana. La chiesa del borgo operaio abbandonato. (Foto G. Marcello)

Si arriva al colle di Cencelle partendo da Allumiere, di qui percorrendo per una strada asfaltata in direzione della Farnesiana, un borgo abbandonato di operai e minatori risalente al XIX secolo, con una bella chiesa, oggi in rovina. All'altezza della Farnesiana si lascia la strada asfaltata per imboccarne una bianca, che dopo pochi tornanti conduce in vista di ciò che resta di Cencelle.

Cencelle. Panorama della collina sulla quale sorgeva l'abitato medievale. (Foto G. Marcello)

Le rovine di Cencelle appaiono all'orizzonte, sulla sommità di una piatta collina. La vista di ciò che resta di Cencelle induce a riflettere su quanto sia potente l'azione demolitrice del tempo esercitata sulle costruzioni umane, se ad essa non si oppone in modo continuo l'attività restauratrice dell'uomo. La fortuna di Cencelle fu breve. Dopo soli quarant'anni dalla sua fondazione fu abbandonata da gran parte dei suoi abitanti, che decisero di ritornare alla città di origine.

I profughi di Centumcellae, scampati alla furia degli aggressori saraceni, pensavano di dover trovare un rifugio sicuro e stabile, per sé e per la propria discendenza. Edificarono perciò su questo colle una città - con mura imponenti, chiese, piazze - che oggi apparirebbe come uno dei numerosi, pittoreschi borghi medievali del Lazio e del resto d'Italia. Come le scorrerie piratesche si diradarono e le difese costiere si rafforzarono, prevalse negli abitanti il desiderio di ritornare all'antica città costiera, indicata allora comunemente come la Civita Vecchia, il nome col quale è ancora oggi nota.

Mentre la città portuale rifioriva, Cencelle condusse da allora una esistenza sempre più stentata. In difficili rapporti con il più potente centro di Corneto, l'attuale Tarquinia, Cencelle sopravvisse barcamenandosi con alterna fortuna tra papi e signori locali. Nel XV secolo il borgo era ridotto a un mucchio di rovine disabitate.

Parcheggiate le autovetture nei pressi di un casale, chiediamo il permesso di passare a piedi per visitare le rovine. Per chi ha in mente i borghi medievali del Lazio ancora perfettamente conservati, come Bracciano e Ceri, o quelli della Toscana e dell'Umbria, come Montepulciano, Gubbio e Panicale, il contrasto con Cencelle non potrebbe essere maggiore.

La vegetazione alta e ormai quasi secca, con l'imminenza della stagione estiva, ostacola il passaggio e nasconde la vista delle rovine. L'area è inutilizzabile, sia per la coltivazione sia per il pascolo, poiché le bestie potrebbero farsi male aggirandosi tra le rovine del borgo. Largo alla macchia, dunque, combattuta occasionalmente solo dagli scavi archeologici. La campagna ha riconquistato Cencelle.

Cencelle. Tratti delle mura, con l'arco di una porta ancora intatto. A sinistra, particolare di un cardine della porta. (Foto G. Marcello)

Alcuni tratti di mura sono ancora in piedi. E' interessante notare come blocchi di pietra tufacea, che in zona non è naturalmente reperibile, siano stati impiegati per costruire la parte inferiore delle mura, mentre la parte superiore sia stata eretta usando pietra locale. In mezzo alle pietre del crollo di un tratto di mura emerge intatto l'arco di una porta, con ben visibile l'alloggiamento del cardine.

Cencelle. Rovine di edifici nell'area dell'abitato. Sullo sfondo una torre difensiva parzialmente crollata. (Foto G. Marcello)

Alcune zone sono recintate, per via degli scavi in corso. Strutture pericolanti sono state rinforzate con sostegni e altri interventi di consolidamento. Affiorano a tratti dal terreno dei muri, disegnando in mezzo all'erba la pianta degli edifici che formavano il borgo.

Sul lato che guarda verso il mare visitiamo ciò che resta di una chiesa. Cerchiamo di capire come fosse disposta la chiesa, recentemente studiata dagli archeologi di una università straniera, come deduciamo dai cartellini ancora attaccati qua e là. I rifacimenti e le riutilizzazioni successive del monumento confondono un po' le idee. Sembra che l'accesso sia stato chiuso con un muro, verosimilmente quando l'edificio aveva ormai cessato di ospitare le funzioni religiose. Si intravede tra le impalcature la bella curvatura della volta della cripta. Cencelle ospitava ben cinque chiese: S. Pietro, S. Giacomo, S. Andrea, S. Giovanni e S. Maria in Valle.

Cencelle. Chiesa sul lato verso il mare. Sullo sfondo Ripa Maiale, località nella quale è stato individuato un insediamento umano risalente al Paleolitico. (Foto G. Marcello)

Alzando lo sguardo ecco il profilo di una porta, ancora intatta, della cinta muraria. Lo stato del luogo induce a pensare che il borgo abbandonato sia servito come cava di materiale da costruzione, destino di tante aree monumentali del nostro paese.

Si staglia contro il cielo la gobba di Ripa Maiale, un sito preistorico di grande interesse, nel quale sono stati rinvenuti segni di presenza dell'uomo risalenti al Paleolitico. In lontananza si scorge il mare. Quel mare che doveva aver mantenuto tutto il suo fascino e una irresistibile suggestione nel cuore dei profughi se questi abbandonarono un così bel borgo, avendo da poco terminato la fatica di edificarlo, per ricominciare con la ricostruzione della loro antica città.

L'indicazione di rientrare nel luogo di origine venne nell'889 dal consiglio cittadino di Cencelle, nel quale evidentemente prevalevano gli anziani che ancora avevano ben presente nella memoria e nel cuore il luogo d'origine della popolazione. Quell'Ottimo Consiglio è ancora ricordato con le iniziali O.C. nello stemma cittadino dell'attuale città di Civitavecchia.

Scendiamo tra la sterpaglia dalla collina e, risaliti in automobile, ci allontaniamo da Cencelle, portando con noi le immagini di un pezzetto di Medioevo sconosciuto ai più.

Cencelle. I resti di strutture difensive si ergono ancora sul lato che guarda il mare. (Foto G. Marcello)

Riferimenti

Un aggiornamento sulle ricerche condotte dall'Università “La Sapienza” si può trovare nella pagina Leopoli-Cencelle del sito web http://www.storiadellacitta.it/.

Notizie su Cencelle possono essere trovate in: Mauro Quercioli, Le città perdute del Lazio, Roma, Newton Compton Editori, 1992.

Per saperne di più su Ripa Maiale e la preistoria dei Monti della Tolfa si visiti il Museo Civico di Allumiere, molto interessante anche per la ricostruzione delle altre epoche umane e per l'illustrazione dell'ambiente naturale della zona. Per informazioni: tel. 0766 967793 - 0766 96354.


2 giugno 2002, Giampiero Marcello.

 

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