Ignazio Tantillo
L'IMPERATORE GIULIANO
Editori Gius. Laterza e figli, 2001
pp. 150

Nella storia dell'impero tardoromano del IV secolo, spicca la singolare figura di un imperatore, Flavio Claudio Giuliano, nipote del fondatore dell'impero cristiano Costantino il Grande, strenuo difensore di un paganesimo in declino di cui vagheggiò la restaurazione rinnegando il cristianesimo nel quale era stato educato, donde l'appellativo di Apostata spregiativamente attribuitogli dai suoi detrattori.

La vita di Giuliano e la sua complessa personalità ci vengono narrate da un giovane studioso, professore di storia romana presso l'Università di Cassino, in una suggestiva biografia attenta a rappresentare le problematiche sempre aperte sul personaggio ed a cogliere, secondo le prospettive della ricerca, i momenti salienti di un percorso culturale e religioso nonché di una esperienza dinastica e politica nel contesto storìco di un'epoca di transizione, quale è quella del IV secolo d.C., in cui si confrontano cultura ellenistica, espressione di un mondo pagano in affanno, ed un cristianesimo che pur consolidando la sua posizione dopo le persecuzioni e vedendo aumentare i suoi seguaci, non è ancora percepito dalla maggioranza dei contemporanei "come una tendenza incontrovertibile".

L'Autore, segue le vicende di Giuliano prendendo le mosse dai giorni immediatamente seguenti ai funerali di Costantino nella primavera del 377, quando gran parte dei parenti del defunto imperatore, appartenenti al ramo della famiglia discendente dal secondo matrimonio del padre Costanzo Cloro, vengono trucidati dai militari con la complicità o l'acquiescenza di Costanzo II, l'unico dei figli di Costantino presente alle esequie; si salvano solo due fratelli. li più piccolo di circa sei anni si chiama Giuliano e su lui graverà per tutta la vita il peso di questo dramma famigliare e personale.

Da quel momento l'educazione del giovane principe si svolge sotto l'attenta sorveglianza di Costanzo 11, in centri lontani da Costantinopoli da cui giungono gli echi dei contrasti religiosi tra "niceni " e "ariani" 4 che dividono i suoi stessi cugini, i figli eredi di Costantino. L'Autore traccia il percorso formativo di Giuliano che si snoda attraverso i primi approcci con la cultura del passato intimamente connessa al mondo pagano e prosegue, come si conveniva ad un uomo colto dell'antichità, con lo studio della grammatica e della retorica, attraverso cuì il giovane assimila " un linguaggio, una mentalità, un universo di credenze e di valori" consacrati dalla tradizione, per approdare all'incontro determinante con la filosofia neoplatonica del tempo che gli fornisce le forme di conoscenza meditative ma anche divinatorie, magiche ed esoteriche per elevarsi all'unione con il divino e lo spinge definitivamente verso la scelta pagana. A questa contribuisce anche la consapevolezza (tutta interna alla concezione dinastica elaborata dallo zio, ancorché ribaltata nel suo fondamento religioso) di appartenere ad una "stirpe speciale posta sotto la protezione divina del Sole e che il Sole aveva predestinato al governo del mondo".

Il successivo pieno recupero dell'eredità imperiale, dopo la morte di Costanzo II, costituisce il punto di arrivo di una esperienza in cui gli aspetti personali, religiosi, politici e dinastici si saldano in una prospettiva unitaria e nel contempo è il culmine di una serie di eventi nei quali Giuliano riconosce lo svolgersi di un disegno divino che gli conferisce, dopo il sovvertimento dei valori tradizionali operato dallo zio Costantino, la missione di restaurare nella sua totalità l'antico ordine, come un dovere verso gli dei e verso gli uomini del cui bene, come imperatore, è responsabile.

La sua opera di restauratore, spinta fino al sogno, mai realizzato, di fondare una chiesa pagana in concorrenza a quella cristiana, è interrotta bruscamente ai confini orientali dell'impero, nel giugno del 363, da un colpo di lancia partica che lo priva ancora giovane della vita.

Il volumetto, come è nell'intento dichiarato dell'Autore, si presenta di agevole ed avvincente lettura, un'opera che, al rigore dei contenuti ed alla solida preparazione dello studioso unisce chiarezza ed eleganza espositiva; una pubblicazione di dotta divulgazione che superando l'ambito strettamente specialistico si indirizza ad un più vasto pubblico seriamente interessato ai problemi storici della tarda antichità romana. Oreste Fusco

L'affascinante e tragica vicenda di Giuliano l'Apostata, l'ultimo paladino del paganesimo.

IGNAZIO TANTILLO (Roma, 1966) insegna Storia romana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Cassino. Ha dedicato uno studio specifico alla prima attività letteraria di Giuliano e al regno di Costanzo Il (con il volume La prima orazione di Giuliano a Costanzo. Introduzione, traduzione e commento, l'«Erma di Bretschneider», Roma 1997) e diversi contributi alla storia dell'età costantiniana, con particolare riferímento alle trasformazioni dell'ideologia imperiale. Per i nostri tipi è autore di un saggio sulla popolazione e l'approvvigionamento della città di Roma, nel volume curato da Andrea Giardina, Roma Antica (Roma-Bari 2000).

 

Indice del volume

Introduzione VII

Un'eredità tragica 3

Primi maestri 10

Tra retori e filosofi 18

La porpora 34

In Gallia 45

L'eredità recuperata 63

Il restauratore 78

L'ultima campagna 99

Epilogo 117

Cartine 121

Bibliografia 127

Fonti principali per la storia dell'imperatore Giuliano 133

Glossario 137

L'autore 143

Indice dei nomi antichi di luogo e di persona 147 

 

 

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