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Colin
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La datazione col radiocarbonio è un metodo di misurazione dell'età di un reperto archeologico che si basa su un fenomeno fisico, il decadimento del C-14, un isotopo radioattivo del carbonio, presente in tutti gli organismi viventi, vegetali o animali. Il radiocarbonio offre all'archeologo un metodo di datazione assoluto, indipendente cioè dal confronto con altri reperti di cui è già nota l'epoca. Ciò potrebbe indurre a pensare che il metodo del radiocarbonio sia utile per datare reperti per così dire"isolati", cioè non facilmente riconducibili ad altri reperti già studiati. In realtà, come efficacemente è spiegato dall'autore, l'impatto di questo metodo - progressivamente affinato e reso più preciso - è stato sconvolgente proprio per le cronologie già accettate. Un tempo si credeva che ogni aspetto della vita sociale, economica e artistica dell'Europa fosse il risultato dell'influenza dell'Oriente, più avanzato rispetto alla più rozza civiltà occidentale. Così le costruzioni megalitiche europee erano solo un pallido riflesso delle piramidi. Oppure che le tecniche metallurgiche in Occidente fossero la conseguenza della diffusione della scoperta dei metallurghi orientali. La datazione col radiocarbonio ha permesso di stabilire invece che i templi in pietra di Malta sono anteriori alle piramidi e perciò sono i più antichi monumenti megalitici del mondo. La lavorazione del rame era nota in area balcanica prima che in Grecia. La supposta mediazione dell'area egea tra Oriente più avanzato e Occidente "barbaro" non avrebbe perciò avuto luogo, perché gli sviluppi europei sarebbero avvenuti in modo indipendente dalle vicende orientali. La nuova datazione obbliga perciò gli archeologi a riscrivere i manuali di preistoria, per offrire interpretazioni nuove allo sviluppo delle comunità umane dell'Europa antica. Ciò, secondo l'autore, non comporta semplicemente il ribaltamento del punto di vista rigidamente diffusionista finora prevalso, proponendo in alternativa lo sviluppo autoctono dell'Europa. Ciò riporterebbe alla memoria il ricordo inquietante delle teorie scioviniste e razziste di Kossina, apparse in Germania all'inizio del XX secolo. Si tratterebbe piuttosto di trovare spiegazioni migliori dei nuovi fatti emersi dall'applicazione del nuovo metodo di datazione, in grado di rendere conto meglio, rispetto alle teorie di un tempo, dei rapporti delle socità umane con l'ambiente, dello sviluppo demografico e delle sue connessioni con lo sviluppo della tecnica e il cambiamento delle relazioni sociali ed economiche, dei rapporti e degli scambi culturali e materiali di società diverse. In termini più generali occorre trovare spiegazioni più soddisfacenti dei fattori endogeni che delineano le traiettorie di sviluppo di una comunità umana e dei meccanismi di regolazione e controllo dello sviluppo stesso che emergono dalla interazione con l'ambiente e con altre comunità umane. L'autore con quest'opera ha gettato il sasso nello stagno; agli archeologi il compito di raccogliere questa difficile sfida. Giampiero Marcello | |
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Sulla base della «rivoluzione» del radiocarbonio come metodo di datazione dei reperti archeologici, Renfrew ridisegna la mappa dell'alba della civiltà nel bacino del Mediterraneo e in Europa. Ne risulta un quadro sorprendentemente nuovo: l'idea di una culla unica, localizzata nell'Egitto e nell'Egeo, da cui la civiltà si sarebbe diffusa nel resto d'Europa è rovesciata nell'individuazione di focolai diversi, sparsi in tutto il nostro continente, ciascuno con propri modelli di sviluppo. | |
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Colin Renfrew, uno tra i maggiori archeologi contemporanei, è Master al Jesus College e «Disney Professor» di Archeologia a Cambridge. Tra le sue numerose opere alcune delle quali tradotte anche in italiano, ricordiamo, sempre per i tipi di Laterza: «Archeologia e linguaggio» (1989). | |
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Indice del volume Prefazione VII Ringraziamenti XVIII Introduzione 3 PARTE I LA RIVOLUZIONE DEL RADIOCARBONIO I. Il problema della datazione 11 II. La prima rivoluzione del radiocarbonio 41 III. La calibratura del radiocarbonio basata sulla dendrocronologia 63 IV. Il crollo della cornice tradizionale 79 PARTE Il VERSO UN'ARCHEOLOGIA SOCIALE V. Oltre il principio diffusionista 109 VI. L'enigma dei megaliti 121 VII. I primi templi in pietra del mondo 149 VIII. L'inizio della metallurgia europea 171 IX. L'emergere della civiltà in Europa 197 X. Stonehenge e l'Età dei Bronzo Antico 219 XI. Prospettive: verso una nuova preistoria 255 Appendice. La datazione al radiocarbonio 265 Note 279 Bibliografia 285 Elenco delle tavole fuori testo 297 Elenco delle figure in testo 298 Indice analitico 301 |
GATC - Gruppo Archeologico del Territorio Cerite - www.gatc.it