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L'introduzione della moneta e la sua diffusione nell'antichità è un tema affascinante. E' facile però scivolare in una trattazione eccessivamente tecnica ed erudita della materia, che forse appaga lo specialista di numismatica, ma inevitabilmente provoca la fuga del lettore comune dopo le prime pagine. L'autore evita brillantemente questo rischio e riesce a condensare in un agile volume le questioni principali degli studi sulla moneta dalle origini nel mondo egeo fino all'impero romano nell'età di Diocleziano, coniugando rigore e semplicità di linguaggio. Nell'esame delle origini della moneta, distinguendo accuratamente quanto è possibile dedurre dagli studi archeologici e quanto rimane una possibilità plausibile ma non provata, suggerita dagli studi antropologici e dalla teoria economica. La moneta metallica secondo la tradizione è di origine lidia; ciò sembra confermato da indizi archeologici. Resta la constatazione che la diffusione della monetazione è legata al mondo greco e allo sviluppo e all'affermazione della polis come modello di organizzazione dello stato. Le ricerche archeologiche, valutate con spirito critico alieno dal sensazionalismo, non consentono per il momento di portare l'introduzione della monetazione in Occidente più indietro della metà del VI sec. a.C. Nel 500 a.C. si batteva moneta in Grecia e nelle colonie greche d'oltremare in Sicilia, nel resto d'Italia, nelle zone ellenizzate dell'impero persiano. Una diffusione rapidissima, perciò, che fa della moneta un fenomeno indiscutibilmente greco agli inizi della sua storia e per buona parte dell'età antica, al di là della soluzione del problema di chi per primo batté moneta. La zecca aveva una sede stabile ed esclusiva solo quando la produzione di monete era sufficientemente elevata e regolare. In grandi città come Atene e Roma, al centro di domini politici molto estesi, è stato identificato dagli archeologi l'edificio della zecca. In poche altre città tale identificazione è certa; ciò è probabilmente il segno di un'attività intermittente, ospitata quando necessario da edifici destinati ad altre funzioni. L'autore sottolinea la precarietà delle conclusioni degli studi sulle quantità di moneta emesse e preferisce non dare spazio alla questione nell'opera. Le emissioni monetarie erano giustificate dalle necessità di pagamento connesse alle spese dello stato, anche se è possibile che in alcuni casi si battesse moneta per conto di privati. Ciò accadeva nell'Egitto dei Tolomei, un sistema monetario chiuso nel quale poteva circolare solo moneta emessa dalla zecca dello stato. Gli stranieri che volevano operare nel paese potevano chiedere alla zecca di fondere le monete straniere di cui erano provvisti per produrre monete egiziane. Anche questo esempio, tuttavia, mostra la prevalenza delle esigenze della finanza statale nella monetazione antica; una situazione radicalmente diversa si riscontra nel Medioevo, quando la moneta era battuta soprattutto su richiesta di privati. Sin dalle origini battere moneta era associato quasi naturalmente all'autonomia politica. Di ciò è testimonianza evidente la diffusione della monetazione in concomitanza con il moltiplicarsi di entità politiche indipendenti nel mondo greco, ispirate al modello della polis. Nell'antichità battere moneta è stato spesso espressione primaria di orgoglio civico. In contrapposizione a ciò, da Atene in poi, l'affermazione degli imperi è coincisa in alcuni casi col tentativo di imporre una moneta centrale con un ruolo esclusivo, in altri casi meno traumatici alla diminuzione del ruolo delle monetazioni locali a scapito della moneta dell'impero. La monetazione spesso ebbe la funzione di sottolineare la coesione politica dell'impero e celebrare il potere del principe, anche se non sembra che sia esistito un unico schema col quale il potere imperiale si sia espresso attraverso la monetazione. Lo studio del rapporto tra politica e moneta mostra come le monete possano essere una fonte di notevole interesse per gli storici. Pur non potendo descrivere gli avvenimenti politici con la flessibilità e la ricchezza interpretativa delle fonti scritte, le monete hanno il pregio di essere una fonte contemporanea degli eventi descritti su di esse, caratteristica che spesso manca alle fonti letterarie. Nel caso dei regimi autocratici, le rappresentazioni riportate sulle monete riflettono fedelmente la linea ufficiale. Le raccolte di monete costituiscono una fonte più continua cronologicamente e dal punto di vista della copertura geografica delle fonti letterarie, delle quali spesso spravvive un corpus di testimonianze scarso e non equilibrato. In conclusione dell'opera sono esaminati temi più squisitamente tecnici della moneta nell'antichità: la circolazione monetaria e i riflessi delle crisi sulla monetazione. Lo studio della ciroclazione monetaria nell'antichità si basa esclusivamente sui ritrovamenti di monete. Tali ritrovamenti debbono essere interpretati con cautela: i tesori di monete di alto valore non sono tanto testimonianza di floridezza economica dell'area di ritrovamento, quanto indice di insicurezza o precarietà, dato che il proprietario non fu in grado di recuperarli. Né sono segno di particolare sviluppo della circolazione monetaria in quell'area, dato che proprio nelle regioni più arretrate economicamente, ai margini dell'influenza economica eserciatata dal dominio romano i capi accumulavano monete d'oro e d'argento come segno di status, non per costituire una riserva di ricchezza facilmente spendibile. Pur con queste e altre limitazioni, gli studi quantitativi sui ritrovamenti archeologici di monete cominciano a fornire un quadro più chiaro della circolazione monetaria dell'antichità. Tali studi stanno, tra l'altro, contribuendo a chiarire le condizioni dell'attività economica nelle varie provincie dell'impero romano, attività di cui non vi è che scarso riflesso nelle fonti letterarie. Dallo studio della moneta si può trovare la traccia di crisi politiche, sociali ed economiche. Di queste crisi l'inflazione (il rialzo generalizzato dei prezzi nei confronti dell'unità monetaria emessa dallo stato) costituiva la manifestazione percepita in modo diretto dalla popolazione. D'altro canto, difficoltà di bilancio e minacce di insolvenza dello stato erano probabilmente spesso accompagnate da modifiche nelle emissioni monetarie, sia nel contentuo metallico ma anche nel valore facciale dei pezzi e nei rapporti tra le varie denominazioni. E' possibile che nell'antichità le riforme monetarie siano state sia causa sia rimedio (nelle intenzioni se non nei risultati) di situazioni di forte stress economico. Ciò costituiva forse l'innesco della perdita di fiducia del pubblico nei confronti della moneta in circolazione e della conseguente corsa all'accaparramento dei beni, che non tardava a riflettersi sul livello dei prezzi. Le monete costituiscono sempre più una componente fondamentale di provenienza archeologica nello studio dell'economia antica, integrando lo studio delle fonti e la teoria economica nel chiarimento dei fenomeni monetari e finanziari di epoche così lontane. Giampiero Marcello | ||||||||||||||||
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What can coins tell us about the ancient world? Coins are a rich source of information for the ancient historians; yet too often historians are uneasy about using them as evidence because of the special problems attached to their interpretation. Ancient History from Coins demystifies this specialized subject and introduces students to the techniques, methods, problems and advantages of using coins in the study of ancient history. Christopher Howgego shows through numerous examples how the character, patterns and behaviour of coinage bear on major historical themes. Covering the period from the invention of coinage (c. 600 BC) until the reign of Diocletian, this study examines topics ranging from state finance and economic history to imperial domination and political propaganda. Students and teachers of ancient history will find Ancient History from Coins and indispensable guide to using the evidence provided by coins in their studies. | ||||||||||||||||
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CHRISTOPHER HOWGEGO è responsabile della collezione di monete romane presso l'Ashmolean Museum di Oxford e lettore di Numismatica Romana presso l'università di Oxford. Ha tenuto numerosi corsi e scritto diversi saggi sulla monetazione nell'antichità. | ||||||||||||||||
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SOMMARIO
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GATC - Gruppo Archeologico del Territorio Cerite - www.gatc.it