La storia dell'arte come valore
e identità.
Siamo il paese più ricco di arte e di storia, culla di
civiltà e tesori straordinari, è impensabile quanto sta
accadendo alla nostra cultura! Sottraendo l'insegnamento
della storia dell'arte ai ragazzi, futuri uomini e donne di
domani, ne mineranno la coscienza e la memoria storica. Chi
sostiene il “minimalismo culturale” non vuole un domani di
uomini fieri e liberi, consapevoli dell'importanza del
proprio posto nel mondo, dell'importanza del proprio
territorio, dei valori da tutelare e dei beni culturali da
proteggere. Ci vuole coraggio a cancellare tutto questo, ma
ce ne vuole ancora di più per evitare che ci tolgano la
nostra identità culturale. A che serve fare grandi mostre
se non si è preparati a comprenderle, se non si insegna ai
giovani a nutrirsi della conoscenza dell'arte e a
interpretarne il linguaggio? Persino Caravaggio continua a
dare una lezione di pensiero: l'arte è di tutti e deve
parlare a tutti, deve farsi mezzo di conoscenza, deve essere
popolare in quanto è del popolo intero. Parafrasando una
frase contemporanea, l'arte deve farsi "strumento di
istruzione di massa" e non privilegio di una elìte. La
storia dell'arte non è un “valore aggiunto”, ma è una
delle nostre radici, non permettiamo che la sradichino dalla
nostra identità personale e nazionale.
W la nostra storia, W la nostra cultura e...W Caravaggio!
(Nicoletta Retico)
28 febbraio 2010
Una firma per l'ICR. Pubblichiamo un appello del Prof. Mario Micheli per l'Istituto Centrale per il Restauro. Vi preghiamo di leggerlo con attenzione e di aderire.
Cari Colleghi,
vi segnalo una vicenda estremamente grave per la cultura italiana. L'Istituto Centrale per il Restauro -ICR- (a cui recentemente era stata modificata la denominazione originaria - e oramai storicizzata - in Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro -ISCR), alla fine del prossimo mese di febbraio, con sfratto esecutivo richiesto dall'ente proprietario dei locali, sarà costretto a lasciare la sua sede di San Pietro in Vincoli, nella quale era stato fondato 70 anni fa.
La complessa questione di una nuova sede per l'ICR si trascina da decenni ed è a rischio la sopravvivenza di una delle più prestigiose istituzioni italiane, riferimento fondamentale nell'intero panorama internazionale e al centro del processo di modernizzazione del campo disciplinare del restauro avvenuto nel Novecento.
L'ISCR dovrà compiere un trasloco definitivo in ambienti provvisori. La riapertura della Scuola del Restauro potrebbe essere rimandata, l'efficienza delle strutture tecnico-scientifiche potrebbe risultare fortemente compromessa.
Per arrestare tale gravissimo processo, che si rifletterà negativamente sul prestigio italiano nel campo del restauro, oltre che più in generale sul sistema della tutela del Patrimonio Culturale del Paese, è stata proposta una lettera aperta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
La Lettera Aperta, alla quale, se credete, potete aderire, è stata registrata sul sito internazionale GoPetition, al seguente indirizzo:
http://www.gopetition.com/online/33441.html
Sarà utile dare ampia diffusione a questa iniziativa.
Mario Micheli
30 gennaio 2010