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Care lettrici e cari lettori,da questo numero "L'Aruspice" si è messo in regola con la registrazione in Tribunale e può essere distribuito liberamente, anche nelle edicole, a titolo gratuito. Un passo importante per una piccola rivista di "periferia" come è "L'Aruspice", nata dall'impegno appassionato e dal sacrificio dei molti iscritti al Gruppo Archeologico del Territorio Cerite. Il Gruppo Archeologico, come ben sapete, è una ONLUS, costituitasi in Associazione volontaria per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-archeologico. Un territorio, questo della maremma tosco-laziale - al cui estremo limitare, si trova il territorio Cerite - fortemente vocato, ricco di storia e di insediamenti importanti. Io sono approdata in questi luoghi, ai margini della Maremma laziale, nella prima metà degli anni settanta. Niente di professionale, per me si trattava soltanto di un approdo vacanziero confortevole e pulito a pochi passi da Roma. Quando cominciai a fare i primi bagni a Santa Marinella, qualche chilometro dopo il cartello che segnala l'inizio del paese, sorgeva una splendida villa di colore rosa in stile liberty - l'ho saputo solo molto più tardi, quando l'hanno abbattuta, che si trattava semplicemente di un rifacimento, io, infatti, credovo che fosse d'epoca - abbandonata ancora con tutto il mobilio al suo interno, e spesso con il mio cane mi intrufolavo di soppiatto nel suo bel grande giardino incustodito per spiare dalle finestre. Praticamente di fronte alla vecchia colonia per disabili del Vaticano, la Calabresi, anch'essa abbandonata da anni, ma sempre in buono stato. Fino a qualche anno fa c'era l'abitudine di farci la messa per le feste comandate, poi hanno smesso, forse i parapetti non erano più tanto sicuri. In fondo, la vecchia villa rosata faceva parte della storia di Santa Marinella. Dopo la sua demolizione ho scoperto che era stata costruita nei primi anni cinquanta. Ora al suo posto, in quel bel giardino folto con le grandi palme, gli eucalyptus ed i cipressi alti, sorgono due casermoni balneari di lusso, con tanto di negozi. E, quando avranno finito i lavori, sul mare sorgerà una grossa piscina olimpionica privata, con tanto di darsena per le piccole imbarcazioni da diporto - a quanto lasciano trapelare le indiscrezioni di corridoio - mentre l'ingresso libero al mare, molto probabilmente, non ci sarà più. Rimarrà soltanto quello all'altezza della pizzeria, con il viottolino fra le ville, proprio dove c'è anche quella di Venditti, così dice la gente del posto da sempre. Un vero peccato, perché in questa piccola baia c'è uno dei fondali più belli dei litorale. Anche per questo, quando mi è stato chiesto di fare il "vostro" direttore ho accettato con molto entusiasmo. Per me che sono nata proprio sul mare, nel cuore della Maremma toscana, a pochi passa dalla splendida pineta del Voltoncino - la piantò proprio mio nonno nell'immediato dopoguerra, quando lavorava per il Genio Civile, mentre veniva ridisegnato il tracciato dell'Aurelia - questi luoghi erano diventati un posto d'affezione, quasi familiare, e vederli così mutati mi ha turbato. Mi ha dato una strana sensazione, come se mi avessero rubato per sempre qualche cosa che mi apparteneva. Come avrete capito, dunque, è mia intenzione dare un volenteroso contributo non solo alla salvaguardia, ma anche alla riscoperta di un territorio così ricco e bello - sospeso fra il mare, la macchia mediterranea e i suoi buoi dalle grandi corna, che passeggiano indisturbati sul ciglio della strada, e le vecchie cave di allure - che non può e non deve cadere nel degrado o, peggio ancora, nell'abbandono. La mia vecchia e indimenticata passione per l'archeologia, poi, ha fatto il resto. Con questo breve saluto colgo l'occasione - dato l'approssimarsi delle festività natalizie - per farvi anche i miei migliori auguri per un sereno Natale e un miglior anno nuovo, il 2003, già il terzo del nuovo secolo. Il Direttore L'Aruspice novembre-dicembre 2002, numero 4 |
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