Gruppo Archeologico del Territorio Cerite

Attualità

Rubrica culturale a cura di Barbara Civinini

Archivio 2002-2010 di Notizie generali.

I colori di Giotto- Assisi (PG) Il Comune di Assisi e la Comunità del Sacro Convento hanno organizzato una iniziativa eccezionale, in occasione dell'VIII Centenario dell'Approvazione della Regola di San Francesco, dedicata agli affreschi dipinti da Giotto nella Basilica intorno alla fine del XIII secolo. La mostra, I colori di Giotto, presentata come un cantiere aperto, è stata organizzata di concerto con il Ministero dei Beni Culturali, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Grazie alle più moderne tecnologie l'opera di Giotto viene messa a confronto con se stessa : come era e com'è. L'iniziativa, curata da Giuseppe Basile, comprende il restauro dei dipinti murali della Cappella di S.Nicola, nella Basilica Inferiore - che i visitatori possono ammirare sui ponteggi - e la visita nella Basilica Superiore a 28 scene che compongono le Storie Francescane, uno dei cicli pittorici più importanti di tutta la storia dell'arte occidentale. Ma il viaggio prosegue nel virtuale. A pochi passi dalla Basilica, nelle suggestive sale del trecentesco Palazzo Monte Frumentario, infatti, è stata allestita una mostra "virtuale"su Giotto com'era, che offre ai visitatori la possibilità di conoscere l'aspetto originale degli affreschi della Basilica Superiore, ricostruito grazie agli studi di un'équipe dell'Istituto Centrale del Restauro. Si tratta del primo esempio in assoluto di un "recupero virtuale" di un ciclo pittorico condotto alla luce di ricognizioni specialistiche sull'opera. Giotto Gli affreschi, inoltre, vengono messi a confronto con il loro aspetto attuale, disponibile in una serie di schermi con touch screen disposti in corrispondenza di ogni gruppo di scene. Una seconda installazione virtuale viene dedicata all'indagine prospettica dell'immagine giottesca. Il Progetto è del CNR. La mostra viene completata da una sezione dedicata alla tecnica dell'affresco e dalla proiezione di un filmato dedicato ai restauri della Basilica realizzato da Artmediastudio. Il catalogo è edito da Silvana Editoriale. La mostra si potrà visitare sino al 5 settembre. Il biglietto consente anche la visita a Palazzo Vallemani, sede della Pinacoteca Civica, dove si conservano alcuni straordinari affreschi distaccati del maestro. Info : 199 757 516 http://www.icoloridigiotto.it. (B.C.)
30 agosto 2010

I GIORNI DI ROMA : L'ETA' DELLA CONQUISTA- Roma Dalla conquista alla multietnicità, alla nuova cultura. Un progetto ambizioso che si propone di illustrare al grande pubblico in modo semplice e chiaro la nascita dello stile romano. Questo in poche battute il senso del progetto quinquennale "I Giorni di Roma" che si apre con la mostra "L'età della conquista", una carrellata di capolavori dell'arte antica provenienti dai maggiori Musei europei, databili nel periodo successivo alle campagne di Grecia (dalla fine del III alla seconda metà del I secolo a.C.). La rassegna, allestita presso i Musei Capitolini, nello splendido Palazzo Caffarelli, sicuramente offre occasione di riflessione su un'epoca di profondi cambiamenti nei canoni stilistici e sul gusto estetico della Roma antica: uno dei momenti fondamentali per la futura identità culturale e artistica romana, non solo dell'età repubblicana. E' questo il periodo in cui l'élite al potere avverte, con sempre maggior consapevolezza, il consolidarsi del proprio prestigio esprimendolo attraverso l'arte. Il percorso della mostra, attraverso capolavori provenienti dall'intero bacino del Mediterraneo, descrive uno dei periodi più innovativi ed originali per l'intero sviluppo dell'arte occidentale. Un difficile processo di "acculturazione inversa" era ormai compiutamente avviato. Citiamo Orazio : Graecia capta ferum victorem cepit et ars intulit agrestis Latio. Nonostante la resistenza della fazione conservatrice di Catone, una rapida ellenizzazione mutò per sempre l'Urbe anche attraverso la commistione di modelli greci e romani, come nel caso di uno dei templi di largo Argentina: un edificio circolare, tipicamente greco, costruito tuttavia su un alto podio come consuetudine italica. L'esposizione, articolata in quattro sezioni tematiche ( Dei e Santuari, Monumenti onorari, Vivere alla greca, Costumi funerari ) è organizzata dal Comune di Roma in collaborazione con il Ministero dei Beni culturali, con il contributo di molti sponsor. Si potrà visitare sino al 5 settembre. E' possibile prenotare la visita guidata presso la cooperativa Il Sogno.Info: www.museicapitolini.org - www.romeguide.it Prenotazione:0685301758 - 0685301756. (B.C.)
03 agosto 2010

Pompei e il Vesuvio - Pompei (Na) La storia dell'antica città partenopea e dei sui scavi vengono messi in mostra, all'interno dell'area archeologica, grazie all'aiuto delle tecnologie più avanzate, con l'iniziativa Pompei e il Vesuvio.Vesuvio L'obiettivo non è soltanto quello di approfondire la secolare evoluzione del sito - le prime campagne di scavo furono intraprese per volere di Carlo di Borbone nel 1768 - ma anche di diffondere la cultura della prevenzione del rischio vulcanico. La mostra, infatti, in futuro si trasformerà in un punto informativo stabile. Pompei è il ricordo di una tragedia che per noi è divenuta opportunità unica di saperi, afferma Marcello Fiori, commissario delegato dell'area archeologica e ideatore dell'iniziativa. Il legame con il territorio e con i suoi rischi non va mai dimenticato, prosegue. L'obiettivo, spiega, è quello di far crescere sempre più questa esperienza rendendola parte integrante della visita. L'esposizione si articola in cinque sezioni tematiche che affrontano in modo significativo il rapporto con il sito, dal Vesuvio, il vulcano che causò la tragedia nel 79 d.C., agli ultimi giorni della città, dalla storia degli scavi, 250 anni di ricerche , alle antiche vestigia riportate alla luce. Il percorso termina con il punto informativo nel quale il visitatore può personalizzare la sua esperienza nel sito archeologico scoprendo le nuove iniziative e godendosi il meraviglioso spettacolo dell'antica città in piena autonomia. La mostra offre anche un laboratorio didattico con una speciale tavola sismica "vibrante" per le simulazioni. Numerosi i contributi audiovisivi insieme all'esposizione delle attrezzature e tecnologie di ultima generazione per la prevenzione del rischio vulcanico. La mostra è organizzata dalla Soprintendenza Speciale per i Beni archeologici di Napoli insieme alla Provincia, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, l'Istituto Nazionale di Geofisica e l'Osservatorio Vesuviano. All'iniziativa hanno contribuito anche Cinecittà Luce e Raiteche. La mostra si potrà visitare sino al 31 luglio. Info : 081.8575347 www.pompeiisites.org (B.C.)
25 luglio 2010

Due imperi a confronto - Milano Per la prima volta in Italia e nel mondo i due imperi più importanti della storia, quello Romano e le dinastie cinesi Qin e Han nel periodo che va dal II sec. a.C. al IV sec. d.C., si ritrovano a confronto nella splendida cornice di Palazzo Reale, a Milano. Con oltre 300 capolavori vengono ricostruite le tappe salienti della nascita e dello sviluppo di queste due importanti civiltà mettendo in luce gli aspetti della vita quotidiana, della società e della comunicazione sociale, del culto e dell'economia. Due imperi di dimensioni quasi equivalenti che controllavano circa quattro milioni di chilometri quadrati, con una popolazione di circa 50-60 milioni di abitanti. Entrambi si consideravano il centro dell'intero mondo, e cioè dell'Orbis Terrarum e del Tianxia, tutto quello che sta sotto il cielo. Oltre agli ormai famosi guerrieri di terracotta, si possono ammirare straordinarie statuette di ceramica che raccontano i costumi, la moda, le arti cavalleresche e militari della cultura cinese, Due-imperi.jpg affiancati a maestosi gruppi statuari in marmo, affreschi, mosaici, utensili in argento e altari funebri appartenenti alla tradizione artistica dell'impero romano.Due-imperi_B.jpg La rassegna, organizzata da Palazzo Reale di Milano e MondoMostre con il contributo di Credit Suisse, è il risultato di una cooperazione pluriennale tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana e l'omologo State Administration for Cultural Heritage della Repubblica Popolare Cinese. Si tratta di un progetto culturale ambizioso, che ha aperto la sua prima tappa a Pechino, al Beijing World Museum, in occasione delle celebrazioni del 60° Anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese, per proseguire, poi, con quella del Luoyang Museum. Ora, dopo la tappa milanese, che si concluderà il 5 settembre, la mostra inaugurerà, il prossimo ottobre, nella Capitale, l'Anno della Cina in Italia, al Foro Boario e al Colosseo. Unica nel suo genere, la rassegna, che ha coinvolto le più importanti sedi museali cinesi, è stata curata a quattromani da Stefano De Caro, direttore generale per i Beni Archeologici del MIBAC, e da Xu Pingfang, Responsabile dell'Istituto di Ricerca Archeologica dell'Accademia cinese di Studi sociali e direttore della Società cinese di Archeologia. Il catalogo, curato da Stefano De Caro e Maurizio Scarpai, è pubblicato da 24 Ore Cultura. Info: 02 54910-11; prenotazioni: www.ticket.it/imperi. (B.C.)
15 luglio 2010

Restaurati gli affreschi giotteschi di Chiaravalle - Chiaravalle (Mi) Sono tornati al loro antico splendore, dopo un lungo lavoro di restauro, i prestigiosi affreschi dell'Abbazia cistercense di Chiaravalle, a dieci chilometri dal cuore di Milano, grazie al sostanzioso contributo del Gruppo Intesa SanPaolo che ha inserito il loro recupero nel progetto Restituzioni, il collaudato programma di restauri di opere appartenenti al patrimonio artistico nazionale, gestito in collaborazione con le Soprintendenze archeologiche e storico-artistiche competenti per territorio. Restituzioni è stato avviato nel 1989 dall'allora Banca Cattolica del Veneto, confluita poi nel nucleo iniziale che avrebbe dato origine ad Intesa Sanpaolo. Il programma oggi vanta un curriculum di alto profilo, ed un museo virtuale delle oltre 600 opere restaurate. L'abbazia di Chiaravalle rappresenta uno dei capitoli più importanti della storia artistica del Trecento italiano. Gli affreschi principali della Torre nolare o tiburio sono dedicati alla Vergine, Stefano_Fiorentino_La_Glorificazione_della_Vergine tema caro alla spiritualità cistercense, e in particolare rappresentano le storie post ressurrectionem tratte dalla "Legenda Aurea", scritta dal frate domenicano Jacopo da Varagine. La paternitá degli affreschi del tiburio è attribuita a pittori di scuola giottesca e risale agli anni Trenta-Quaranta del Trecento. In particolare quelli al di sotto del tamburo dedicati alla Vergine sono di Stefano Fiorentino, uno degli allievi più dotati di Giotto - ricordato dallo stesso Vasari nelle sue Vite e dal Ghiberti - e padre artistico del Giottino, altro grandissimo artista fiorentino strettamente connesso alla tradizione di Giotto. Il volume edito da Electa, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Un poema cistercense, Affreschi giotteschi a Chiaravalle Milanese, documenta per la prima volta in modo esaustivo la storia dell'importante ciclo pittorico. Il testo di Sandrina Bandera ricostruisce in modo puntuale la storia degli affreschi, dalla costruzione del tiburio, alla committenza, alle personalità coinvolte nel ciclo pittorico. Il saggio di Mina Gregori , invece, si sofferma su Stefano Fiorentino e ripercorre la letteratura critica di cui è stato oggetto di studio. Il volume presenta anche una documentazione fotografica degli affreschi eccezionale, oltre 200 immagini, firmate Antonio Quattrone, tra cui molti particolari a grandezza naturale.Info: www.bancaintesaarteecultura.com (B.C.)
04 luglio 2010

Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinasciento - Mantova Palazzo Te, Palazzo Ducale e il Museo Diocesano di Mantova propongono un viaggio intrigante tra i magnifici arazzi fatti realizzare dai Gonzaga nel Rinascimento, offrendo uno spaccato di quest'arte in Europa. La Mostra curata da Guy Delmarcel, uno dei massimi esperti europei di arte del tessuto, presenta una selezione - trentaquattro opere - degli arazzi più belli appartenuti all'antico casato. I signori di Mantova, infatti, li acquistarono fin dal Quattrocento, seguendo l'esempio delle altre grandi famiglie italiane, come gli Estensi a Ferrara o i Farnese a Parma. La collezione, una volta molto numerosa, oggi si è ridotta a poche decine di pezzi. Tra i più prestigiosi i nove arazzi degli Atti degli Apostoli, copie della serie della Cappella Sistina eseguiti su cartoni di Raffaello, acquistati dal cardinale Ercole Gonzaga e poi donati alla basilica palatina di Santa Barbara, e oggi custoditi presso il Palazzo Ducale. La serie di Mantova costituisce la più antica replica superstite degli arazzi della Scuola Vecchia disegnati da Raffaello. pesca_miracolosa I cartoni di Raffaello sono tuttora conservati a Londra. L'evento, Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento. Da Mantegna a Raffaello e Giulio Romano, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e di Alberto II Re del Belgio, è stato promosso e organizzato dal Comune di Mantova, dal Centro Internazionale d'Arte e Cultura di Palazzo Te, dal Museo Diocesano Francesco Gonzaga e dal Museo di Palazzo Ducale, con il contributo, fra gli altri, della Fondazione Banca Agricola Mantovana e di quella del Monte dei Paschi di Siena. Quasi tutti gli arazzi furono realizzati nelle Fiandre, oppure in Italia ad opera di arazzieri di origine fiamminga. A quell'epoca, infatti, Bruxelles era l'epicentro della produzione. La maggior parte dei tessitori rimangono senza nome, anche se i loro prodotti sono contraddistinti dal marchio di bottega, obbligatorio a Bruxelles dopo il 1528. Lo studio sistematico della collezione di arazzi gonzagheschi è cominciato nel 1977 ed è culminato in una monografia pubblicata dalla College Art Association of America nel 1996, punto di partenza anche per l'allestimento dell'iniziativa. La Guida alla mostra, che si conclude a fine mese, è edita da Skira ed include anche Gli Atti degli Apostoli di Palazzo Ducale. Info: - 0376.369198. www.centropalazzote.it.(B.C.)
27 giugno 2010

Cammei e intagli dei Medici. - Firenze - Il Museo degli Argenti di Palazzo Pitti mette in mostra il tesoro dei Medici, oltre centosettanta pezzi, e ne racconta la storia, a partire dalla sua costituzione ad opera di Cosimo, Piero e, soprattutto, Lorenzo de' Medici, che ai cammei e agli intagli riservò un posto di rilievo all'interno delle sue collezioni d'arte e al quale si deve l'acquisto di esemplari prestigiosi come il celeberrimo Sigillo di Nerone, la splendida corniola con Apollo, Marsia e Olimpo. Lorenzo Ghiberti, Donatello e Sandro Botticelli sono solo alcuni degli autori che nelle diafane raffigurazioni delle gemme medicee trovarono importanti spunti creativi. Persino Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti riscoprirono questo repertorio e con esso il senso di equilibrio e di misura delle proporzioni caratteristico dell'arte classica. Questo aspetto viene documentato dalla mostra, Pregio e bellezza. Cammei e intagli dei Medici, Cammeo_con_ritratti con un'ampia varietà di opere, codici miniati, medaglie, disegni, dipinti e sculture, tutte ispirate a questi piccoli tesori. Fulcro di questa sezione è il Ritratto ideale di Botticelli che, grazie alla collaborazione con lo Städel Museum di Francoforte,viene esposto in Italia per la prima volta. Un omaggio al pittore in occasione del V centenario della sua morte. Nel Rinascimento il collezionismo di gemme e cammei costituì uno degli aspetti più affascinanti del processo di riscoperta del mondo classico. Ai cammei e agli intagli si attribuivano persino particolari virtù magiche e misteriose, in relazione al tipo di materia utilizzata e al soggetto della raffigurazione. Inoltre, le loro ridotte dimensioni e la facilità di trasporto, ne facevano un regalo ideale, oltre a rappresentare un'ottima forma di investimento. La mostra apre Firenze 2010. Un anno ad arte, l'ambizioso e articolato progetto espositivo dei Musei Statali Fiorentini promosso dal Ministero per i Beni Culturali, con la Direzione Regionale Toscana, la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, il Museo degli Argenti, Firenze Musei e l'Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Il catalogo è edito da Sillabe. La mostra rimarrà aperta sino alla fine di giugno. Info : 055. 2654321 - www.polomuseale.firenze.it..(B.C.)
20 giugno 2010

Le giornate del Tiepolo. - Udine - Il capoluogo friulano ha ricordato uno dei suoi maggiori artisti, Giambattista Tiepolo (1696- 1770), con un ciclo di giornate a tema, in occasione della Pentecoste, animate da esposizioni, musica ed altri eventi. Terra di passaggio e zona d'incontro tra civiltà diverse, Udine ha intrecciato, nel corso dei secoli, la sua storia a quella del Patriarcato di Aquileia, soppresso nel 1751 e la Serenissima Repubblica di San Marco, il cui dominio sulla regione si estese dal 1420 al 1797. Per l'ultimo grande pittore di scuola veneziana si può dire che Udine sia stata, dopo Venezia, la seconda patria. Udine è la prima città di terraferma dove ottiene, non ancora trentenne, importanti commissioni che gli apriranno le porte al successo europeo. L'artista vi trascorse uno dei periodi più creativi della sua carriera, lasciandovi numerosi capolavori visibili nel Duomo, nella Galleria d'Arte Antica, situata nel castello che domina il centro storico, e soprattutto nel Palazzo Patriarcale. Il momento più importante è proprio il ciclo degli affreschi della "Galleria", situata nel Palazzo Patriarcale: è il suo primo importante intervento pittorico su larga scala, quello in cui riesce a svincolarsi definitivamente dalla tradizione barocca, per elaborare un linguaggio autonomo e originale. Qui, con la collaborazione del suo quadraturista di fiducia, Gerolamo Mengozzi-Colonna, affresca scene della Genesi: Il sogno di Giacobbe, Il sacrificio di Isacco,Il sacrificio di Isacco Agar nel deserto, Rachele nasconde gli idoli, Abramo e gli Angel, Sara e l'Angelo, affreschi nei quali, nonostante qualche reminiscenza ancora barocca, il clima è confidenziale. L'importanza delle opere che vi sono state realizzate ha valso ad Udine l'appellativo di "Città del Tiepolo" e, proprio per questo, il Comune, in collaborazione con il Museo del Duomo e il Museo Diocesano, ha ideato le Giornate del Tiepolo che si svolgono, con cadenza annuale, tra maggio e giugno. Agli appuntamenti in calendario per la seconda edizione dell'iniziativa si aggiunge la mostra dedicata l'intero corpus di incisioni del Tiepolo, capolavori assoluti della storia dell'arte grafica, come la doppia serie dei Capricci e degli Scherzi. La mostra, a 22 anni dall'ultima che lo ha ricordato, si potrà visitare sino alla fine di ottobre. Info : tel. 0432 414 717 - www.udinecultura.it . www.udinecultura.it.(B.C.)
13 giugno 2010

Caravaggio, il pittore che ha dato luce al buio. - Roma - La summa indiscutibile del Maestro in mostra alle Scuderie del Quirinale. Un pittore unico che ha saputo dare luce al buio. Circa 1500 metri quadrati di esposizione nel prestigioso edificio delle Scuderie Papali, costruito nei primi decenni del XVIII secolo (1722-1732) proprio a ridosso del giardino Colonna sui resti, in parte ancora visibili, del grandioso tempio romano di Serapide. L'intera carriera artistica di Caravaggio - di cui ricorre il quarto centenario della morte - viene presentata lungo un percorso che non è strettamente cronologico, ma piuttosto tematico. Così accanto al Ragazzo con il canestro di frutta, una delle sue opere giovanili più importanti, si può ammirare il Bacco degli Uffizi, senza contare l'eccezionale presenza della Canestra di frutta della Pinacoteca Ambrosiana, mai uscita prima dalla sua sede. È proprio questo confronto diretto fra le opere ed i loro soggetti il fil rouge che si dipana lungo l'intera esposizione. Accanto alle opere più conosciute - come le due versioni della Cena in Emmaus rispettivamente dalla National Gallery di Londra e dalla Pinacoteca di Brera o ancora il Suonatore di liuto dall'Ermitage e l'Amore vincitore dalla Gemaldegalerie di Berlino - ne troviamo altre più rare e di difficile visione, perché raramente concesse per mostre a carattere temporaneo, come l'Annunciazione dal Museo di Nancy, restaurata per l'occasione con un progetto congiunto Italia-Francia e l'Incoronazione di Spine dal Kunsthistorisches Museum di Vienna. L'esposizione è coprodotta dall'Azienda Speciale Palaexpo e da MondoMostre con la collaborazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale di Roma. Sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, è stata resa possibile dal contributo di Cariparma. Il catalogo edito da Skira propone schede dettagliate di ogni opera esposta, ciascuna curata da un eminente studioso. La mostra rimarrà aperta sino al mese di giugno. Info : 0639967500 - www.scuderiequirinale.it. (B.C.)
6 giugno 2010

Percorsi di luce alla reggia di Caserta. - L’iniziativa Percorsi di luce, gestita dall’Ente Provinciale per il Turismo di Caserta, arrivata alla settima edizione raddoppia. Quest’anno, infatti, la programmazione prevede un ciclo di eventi che dureranno fino alla fine di maggio, con l’obiettivo di integrare sempre più la manifestazione con le offerte del sistema turistico nazionale e internazionale. Il viaggio alla scoperta della Reggia di Caserta illuminata di notte e dei suoi tesori è diventata così uno dei grandi eventi dell’estate campana e non solo. Durante il periodo estivo, sino ad ottobre, viene proposto il percorso nel Parco della Reggia, mentre nell’inverno (da novembre a maggio) si torna a proporre - dopo tre anni di assenza - il percorso all’interno della Reggia. “Le novità introdotte quest’anno - sottolinea l’amministratore dell’Ept di Caserta, Enzo Iodice - arricchiscono la formula ormai consolidata della manifestazione, rendendola più moderna e ancora di più al servizio dei visitatori”. Gli stranieri possono disporre di un sistema audio personalizzato, progettato ad hoc, che attraverso l’utilizzo di cuffie gli permetterà di apprezzare al meglio la suggestiva visita. Dopo aver percorso il viale d’accesso al chiarore delle fiaccole, accompagnati da musiche del Settecento e guidati da esperti storici dell’arte, i visitatori vengono condotti a bordo di un bus fino alla fontana di Diana e Atteone e di lì procedono a piedi all’interno del Giardino Inglese. Alla luce delle lanterne vengono narrati i significati massonici legati alla creazione del giardino, voluto da Maria Carolina di Borbone. Attraverso un mix di luci, musiche e performances d’autore, il visitatore viene catapultato all’interno dello spettacolo inseguendo il “Destino dei Miti”. Tutti i weekend (venerdì, sabato e domenica) a partire da un’ora dopo il tramonto. La prenotazione è obbligatoria. Info : 0823-321337. (B.C.)
23 maggio 2010

Restaurati i capolavori fiamminghi della Galleria sabauda. Torino - Grazie al contributo della Consulta per la valorizzazione dei beni artistici e culturali di Torino sono tornati al loro antico splendore alcuni capolavori fiamminghi della Galleria Sabauda e della collezione Gualino. Per l’occasione il Musée du Louvre e i Musées Royaux des Beaux Arts di Bruxelles hanno eccezionalmente concesso il prestito di due tavole che permetteranno al pubblico di ammirare nuovamente ricomposto il trittico dell’Annunciazione della bottega di Rogier van der Weyden e due ante del polittico commissionato al pittore di corte Bernard Van Orley. Sono stati presentati anche i risultati delle indagini diagnostiche effettuate sui dipinti, grazie alle quali è stato possibile acquisire informazioni preziose sulle tecniche di esecuzione, ma soprattutto sulle variazioni apportate dai vecchi restauri e sulla tipologia dei nuovi interventi conservativi. La Galleria Sabauda venne istituita nel 1832 dal re Carlo Alberto di Savoia e inizialmente accolse le collezioni provenienti dal Palazzo Reale di Torino, dalla quadreria dei Savoia-Carignano e dal Palazzo Durazzo di Genova, acquistato nel 1824. Verso la metà dell’Ottocento venne arricchita da importanti acquisizioni, per essere poi donata allo Stato nel 1860. La sede iniziale di Palazzo Madama fu trasferita, nel 1865, presso il Palazzo dell’Accademia delle Scienze, costruito a partire dal 1679 su disegno di Guarino Guarini per ospitare il Collegio dei Nobili. La rinomata rappresentanza della scuola fiamminga oggetto della mostra oggi è collocata al primo piano e in gran parte proviene dalla collezione del principe Eugenio di Savoia-Soissons (Gerard Dou, Van Dyck, van der Werff, Jan Brueghel de Velours, Teniers, Jan Griffier). La collezione di arte antica (Duccio di Boninsegna, Signorelli, Veronese, Tiziano), donata alla Galleria nel 1928 dall’avvocato torinese Riccardo Gualino, costituisce un nucleo a sé ed è esposta in forma di “casa museo” per volontà del suo stesso donatore. La mostra si potrà visitare fino al 23 maggio. Info : 011.5641749 - www.artito.arti.beniculturali.it. (B.C.)
15 maggio 2010

Pompei su Street View. Google e il Ministero dei Beni Culturali hanno raggiunto un accordo per offrire a tutti la possibilità di ammirare Pompei grazie a Street View. Così, i luoghi simbolo dell’area di Pompei diventano i primi siti archeologici al mondo visibili su Google Maps. Street View è un servizio di Google Maps che consente l’esplorazione ravvicinata del territorio attraverso fotografie panoramiche scattate al livello della strada. Per accedere alle immagini, basta selezionare il pulsante “Street View” e trascinare l’icona con l’omino giallo sul tratto stradale interessato. E’ possibile spostarsi in avanti e indietro lungo le strade e persino ruotare la visuale di 360°. In virtù di questa partnership, da oggi chiunque può fare una gita virtuale e perlustrare le sontuose vestigia dell’antica città, con le sue ricche ville sepolte dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Questi luoghi, riportati progressivamente alla luce e resi accessibili al pubblico fino dalla metà del diciottesimo secolo, ora sono a portata di un semplice click del mouse. L’accordo con Google rientra nel piano di valorizzazione e rilancio degli Scavi, che prevede anche l’apertura dei siti ad eventi teatrali e musicali, la messa in sicurezza dei reperti e la lotta alle situazione di illegalità. Il patrimonio artistico e culturale italiano è tra più importanti e apprezzati al mondo, una risorsa che oggi può raggiungere e arricchire miliardi di persone attraverso Internet, sostiene Carlo d’Asaro Biondo, vicepresidente SEEMEA Google. La digitalizzazione del sito archeologico di Pompei attraverso Street View è un primo importante passo per diffondere ulteriormente la storia e la cultura del nostro paese. Ma Pompei non è la sola ad entrare in Google Maps. Il progetto fa parte di una più ampia intesa internazionale fra Google e Unesco per portare in Street View le immagini di dieci nuove aree protette dalle Nazioni Unite, che Google ha in programma di fotografare nel prossimo futuro. Questa lista rientra nelle ‘special collections’ e comprende quei siti che sono difficilmente accessibili. Info: http://www.google.it. (B.C.)
1 maggio 2010

Il tesoro di Morgantina torna a casa. Roma - Torna a casa il tesoro di Morgantina, composto da 16 pezzi in argento (III sec. a.C.) ritenuti fra i più raffinati della Magna Grecia. Rimasto nascosto per oltre duemila anni sottoterra è stato poi trafugato negli anni settanta dai tombaroli e acquistato dal Metropolitam Museum of Art di New York per una spesa dichiarata di 2.700.000 dollari dal commerciante Robert Hecht, nei primi anni ottanta. Lo straordinario tesoro proveniente dall’area archeologica di Morgantina, che all'epoca faceva parte del piccolo e ricco regno di Gerone II (275-215 a.C.), oggi viene restituito dal MET grazie all'accordo raggiunto nel 2006 con il Ministero per i Beni Culturali. Ora, il prezioso complesso di argenti è in esposizione a Roma, al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo fino al 23 maggio. Poi, dal 4 giugno, verrà messo in mostra al Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas di Palermo. L’iniziativa, organizzata dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, in collaborazione con Electa, è curata dall’ex soprintendente di Roma Angelo Bottini e da Rita Paris. Fra i pezzi in esposizione due grandi coppe (mastoi) per miscelare il vino con l’acqua, la brocchetta (Olpe) e l'attingitoio (kyathos) per servirlo e la tazza con Anse a voluta (skyphos) per berlo. Le indagini del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri, insieme alle ricerche archeologiche condotte da Malcolm Bell III - l’archeologo a capo della missione di scavi statunitense a Morgantina che in tutti questi anni si è adoperato per la restituzione dei reperti trafugati illecitamente - e agli studi specialistici di Pier Giovanni Guzzo, hanno reso possibile l'identificazione precisa della provenienza. Questo rientro eccellente, preceduto da quello di Demetra e Kore, due raffinati esemplari di scultura greca arcaica trafugati 30 anni fa dalla stessa area ed esposte negli Stati Uniti fino al 2007, sarà seguito da altre importanti restituzioni : gli argenti di Eupolemo (III sec. a.C.) che dovrebbero rientrare nei prossimi mesi e, nel gennaio 2011, la Dea del Getty (V sec. a.C.), più nota come Venere di Morgantina. Si tratta del Progetto “Morgantina 2009-2011. Il ritorno delle Dee”, che ha pianificato questi rientri eccellenti dagli USA nel territorio di Enna. Info: 06.39967700 - http://archeoroma.beniculturali.it. (B.C.)
18 aprile 2010

Il Vero e il Falso. Perugia - Più di 2500 anni di falsificazione monetaria, a partire dall’epoca greco-romana, fino all’età contemporanea, sono in mostra a Perugina, nella bella sede del Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria. L’esposizione, Il Vero e il Falso, è organizzata dal Museo Storico della Guardia di Finanza e dal Comando Regionale Umbria, in collaborazione con le Soprintendenze ai Beni Archeologici di Perugia, Roma e di Firenze, l'Istituto Poligrafico Zecca dello Stato di Roma e la Banca d'Italia. La mostra, curata da Fiorenzo Catalli, è strutturata per aree tematiche e propone i casi di falso più rappresentativi, attraverso il paragone di ogni pezzo esposto con l’esemplare originale. Il grande pubblico ha così la possibilità di ammirare un vastissimo repertorio di monete di età antica, medievale e moderna messe a disposizione dai più importanti musei italiani, a cui si aggiungono le serie complete delle emissioni di banconote della Banca d’Italia, dalla proclamazione del Regno d’Italia ad oggi, provenienti dalle raccolte di Palazzo Koch. In esposizione anche una vera e propria rarità di grande pregio, la famosa collezione di monete medievali italiane di Vittorio Emanuele III, la più importante al mondo, custodita nel “caveau” del Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo. La mostra intende così raccontare l’evoluzione del fenomeno della falsificazione insieme all’attività di controllo della Guardia di Finanza. Un’area apposita è dedicata alle più importanti operazioni di falsificazione effettuate nei periodi bellici. Inoltre, è stata ricostruita una stamperia clandestina di dollari falsi. Vestendo i panni del tipografo - virtualmente, naturalmente - si potrà ripercorrere l’intero ciclo di produzione, dalla creazione della carta filigranata fino ai processi di stampa che conducono alla banconota finita, completa dei più sofisticati elementi di sicurezza. La mostra si potrà visitare sino al 16 maggio. Il Museo Archeologico dal 1948 ha sede nel complesso architettonico di San Domenico che risale all’istituzione dello stesso ordine domenicano, datata 1233. Dal 1957 raccoglie le collezioni sparse nei vari Musei Civici. Lo scorso anno si è profondamente rinnovato nei percorsi e nei contenuti. Info : 075.5727141 - http://www.archeopg.arti.beniculturali.it. (B.C.)
11 aprile 2010

Architetti a Siena fra il XV e il XVIII secolo. Siena - Per l’anniversario dei sui 250 anni dalla fondazione, la Biblioteca comunale degli Intronati di Siena festeggia con una grande mostra che svela i suoi tesori nella sala storica di via della Sapienza. “Architetti a Siena. Testimonianze della Biblioteca comunale tra XV e XVIII secolo” è organizzata con il contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena e della Regione Toscana. Ideata da Daniele Danesi con un gruppo di ricerca e coordinata da Milena Pagni e Annalisa Pezzo, ripercorre le tappe salienti dell’evoluzione della concezione architettonica senese. Il percorso espositivo offre una selezione di opere, alcune di elevato valore artistico, anche se poco note, insieme ai famosi trattati di architettura di Francesco di Giorgio Martini e di Pietro Cutaneo e al prezioso taccuino di Giuliano da Sangallo. In esposizione anche i disegni della cerchia di Baldassarre Peruzzi per i portici non realizzati di Piazza del Campo. Testimonianze di grande interesse che figurano accanto ad alcune rare edizioni cinquecentesche di trattati di architettura di Vitruvio, Palladio, Serio e Vignola. In mostra anche il taccuino di Oreste Vannocci Biringucci, architetto presso i Gonzaga e le opere del celebre medico e teorico di architettura Teofilo Gallaccini, il cui trattato sugli errori degli architetti, rimasto inedito per circa un secolo, fu stampato a Venezia molto dopo la sua morte. Una sezione della mostra è dedicata agli studi per la Cappella del Voto nella Cattedrale di Siena di Benedetto Giovannelli Orlandi, architetto stimato da papa Alessandro VII Chigi e ai progetti del meno noto Giacomo Franchini, interprete locale della grande architettura borrominiana. Le nuove tecnologie visive rendono più fruibile la mostra con proiezioni e schermi che danno al visitatore la possibilità di sfogliare virtualmente una parte del materiale esposto. Per le scuole, in particolare gli istituti d’arte e le facoltà di architettura, sono stati allestiti dei percorsi didattici dedicati. La mostra rimarrà aperta sino al 12 aprile con ingresso gratuito. Il catalogo è edito da Silvana Editore. Info : 0577 280704. (B.C.)
4 aprile 2010

Le ore della donna. Vicenza - Un ritratto della donna greca filtrato dallo sguardo dell’uomo, committente e decoratore, attraverso le ceramiche classiche e della Magna Grecia (V-III sec.a.C.). Insomma, un vero e proprio viaggio nel tempo quello che propongono le Gallerie di Palazzo Leoni Montanari di Vicenza, con la mostra “Le ore della donna. Storie e immagini nella collezione di ceramiche attiche e magnogreche” di Intesa Sanpaolo. Una collezione di grande valore, ricca di ben 522 ceramiche, che il progetto "Il tempo dell'antico. Pagine di archeologia in Palazzo Leoni Montanari" svelerà gradualmente attraverso percorsi tematici di cui questa mostra è il primo appuntamento. A quello sulla donna seguiranno approfondimenti sulla figura maschile, l'amore, il lavoro, il sacro, la morte e il mito nella Grecia classica e nei centri della Magna Grecia, attraverso gli spazi e i tempi della vita quotidiana. Questa prima esposizione presenta una attenta selezione della raccolta, proveniente da Ruvo di Puglia, importante centro dell'antica Apulia, e racconta lo spazio e i tempi che scandivano la vita femminile ad Atene e nei territori della Magna Grecia: la donna regina o prigioniera dell'oikos, la casa, da cui si allontana solamente in occasioni particolari come le feste religiose; la donna al lavoro tra le mura domestiche, imprenditrice dell’antica filiera del tessile, che vive in appartamenti separati dal marito, e si ricongiunge a lui nel thalamos, la camera nuziale. Una donna che raggiunge la stessa dignità dell’uomo in due momenti illustrati dalle immagini vascolari : il matrimonio e la morte. Ma in mostra ci sono anche le altre, le etére, colte "cortigiane" chiamate a dar piacere col corpo e con le arti, rappresentate nude, intente a lavarsi nel leuterion, la vasca delle abluzioni. L'esposizione si chiude con una sezione dedicata alle donne del mito: le Amazzoni, donne guerriere, e le Menadi, seguaci di Dioniso, dio del vino. Ideata da Fatima Terzo, responsabile dei Beni Culturali di Intesa Sanpaolo, scomparsa lo scorso maggio, la mostra è curata da Federica Giacobello con la supervisione della professoressa Gemma Sena Chiesa dell'Università degli Studi di Milano. Per le scuole sono disponibili laboratori didattici dedicati. La mostra si potrà visitare sino al 10 aprile. Info: 800.578875 - www.palazzomontanari.com. (B.C.)
28 marzo 2010

Cavalieri etruschi. Bazzano (BO) - Nel mondo antico il cavallo era un vero e proprio status symbol. Agli inizi dell'età del Ferro comincia ad affermarsi un’aristocrazia che potremmo definire “equestre”. Nei corredi delle tombe principesche iniziano a comparire ceramiche con immagini di cavalli, morsi in bronzo, fibule ed altre finiture equine, a volte persino l’intero carro. È l’inizio di quell’identità tra cavalleria e patriziato che porterà alla supremazia dei possessori di carri e cavalli. Proprio alla figura del cavaliere è dedicata la mostra “Cavalieri etruschi dalle Valli al Po. Tra Reno e Panaro, la valle del Samoggia nell’VIII e VII sec.a.C.”, allestita a Bazzano nell’antichissima Rocca dei Bentivoglio. Le origini della Rocca, a dispetto della leggenda che la vuole costruita da Matilde di Canossa, sono sicuramente anteriore al Mille, nel periodo in cui in tutta l’area padana sorgevano castra in difesa dalle invasioni barbariche. Nel 1038 il Vescovo di Modena Guiberto concede in enfiteusi il castello e la chiesa di Santo Stefano al Marchese Bonifacio di Canossa, padre di Matilde, la quale lo riceverà in eredità all’età di nove anni. L’esposizione illustra la popolazione della valle basandosi sui corredi tombali rinvenuti nell’Ottocento. L’analisi delle necropoli ha consentito di ricostruire la nascita e l’affermazione dei gruppi aristocratici nel periodo Villanoviano e di riflettere sulle modalità con cui controllavano questa fertile pianura e le vie di comunicazione. La mostra con i suoi 500 reperti offre un’occasione unica per presentare nella loro interezza le testimonianze villanoviane provenienti dalla Valla del Samoggia e in particolare di quell’elite che inizia a distinguersi alla metà dell’VIII secolo a.C. Curata da Rita Burgio e Sara Campanari, è promossa dal Museo Civico Archeologico “Arsenio Crespellani”, dalla Fondazione Rocca dei Bentivoglio e dal Comune di Bazzano, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna. Gli alunni delle scuole elementari e medie possono partecipare a laboratori didattici dedicati alla cultura Villanoviana, alla produzione ceramica e alla figura del cavaliere. La mostra si potrà visitare sino al 5 aprile. Info: 051.836405 - www.roccadeibentivoglio.it. (B.C.)
21 marzo 2010

Il laboratorio di Leonardo. Vigevano (Pavia) - Il Castello Visconteo propone un’esperienza “totale” su Leonardo da Vinci, Il laboratorio di Leonardo. I codici, le macchine e i disegni. Un’ampia e affascinante collezione di scritti e disegni, con ricostruzione dei prototipi, resa possibile dalle tecnologie di ultima generazione. Organizzata dalla società di studi Leonardo 3, la mostra si svolge sotto l’alto Patronato del Presidente della Repubblica, ed è parte integrante del progetto “Leonardo e Vigevano”, ideato e organizzato da Comune di Vigevano, Provincia di Pavia, Fondazione Banca del Monte di Lombardia e Consorzio A.S.T Agenzia per lo Sviluppo Territoriale, per sposare la valorizzazione dei beni culturali con le altre risorse del territorio. Grazie alle nuove tecnologie multimediali il pubblico può conoscere i codici più importanti del grande Genio, ricostruzioni fisiche e digitali di strumenti straordinari come la Macchina Volante e il Leone Meccanico, completamente inedite, oltre a entrare in contatto con i disegni e i dipinti presentati con la tecnologia HyperView. Per la prima volta i visitatori possono anche sfogliare virtualmente, grazie alla tecnologia Virtual Codex, il Codice Atlantico, il Codice del Volo e il Manoscritto B, restaurato con la tecnologia digitale. Ma non è tutto. I disegni più importanti sono illustrati con animazioni tridimensionali e con modelli fisici che li rendono immediatamente comprensibili nei loro complessi meccanismi. Obiettivo della mostra - prorogata sino al 13 giugno - è di rivelare il grande fascino del Genio, quello di un uomo nuovo del Rinascimento che si interessa di acque, architettura e agricoltura. La mostra è accompagnata da una gemella (ospitata nelle Scuderie ducali del Castello), Splendori di Corte. Gli Sforza, il Rinascimento, la città, per ripercorrere i legami profondi tra la città di Vigevano, la signoria sforzesca, la figura di Leonardo da Vinci e le testimonianze artistiche presenti su tutto il territorio lomellino. Il ducato degli Sforza coincise a Vigevano con una vera e propria età dell’oro. Sulla scorta delle committenze ducali, le confraternite e le famiglie più agiate della Lomellina, tra Quattro e Cinquecento, fecero a gara nel farsi promotrici di iniziative che portarono nei paesi del territorio dipinti, sculture lignee, tessuti preziosi e raffinate oreficerie, ricche vestigia che ora la mostra riporta a Vigevano. Info: 0243353522 - www.leonardoevigevano.it. (B.C.)
14 marzo 2010

L’8 marzo all’Insula Sapientiae. Roma - Anche quest’anno il Ministero dei Beni culturali festeggia la Giornata internazionale della Donna offrendo a tutte, il 6 e il 7 marzo (l’8 sono in riposo settimanale), la possibilità di visitare gratuitamente, in tutto il Paese, i musei ed i luoghi d’arte statali. Ormai, una consuetudine che si rinnova, e che è diventata celebrazione del binomio “Donna e Arte”. Omaggio a tutti coloro che nei secoli hanno individuato nella figura femminile una musa ispiratrice, e soprattutto alle donne che hanno contribuito in prima persona, con il proprio talento artistico, a superare pregiudizi ed ostacoli sociali. A Roma l’8 marzo sarà possibile visitare nella sua interezza l'Insula sapientiae, il grande complesso domenicano che gravita attorno alla basilica di S. Maria sopra Minerva, e sorge su rovine romane di grande pregio. Fra le 9 e le 13.00, con ingresso in Via del Seminario 76, sono state organizzate tre visite guidate lungo un percorso che toccherà le sale delle Biblioteche della Camera, del Senato e Casanatense (complessivamente circa 2 milioni 500 mila volumi, di cui molti antichi e rari) e il Convento della Minerva. In particolare saranno visitabili, presso la Biblioteca della Camera, la Sala del Refettorio, le Sale dell'Inquisizione, le Sale Galileo e la Sala delle Capriate; presso la Biblioteca del Senato, le Sale di lettura; presso il Convento dei Domenicani, la Sala dei Papi, la Basilica di S.Maria sopra Minerva e l'adiacente Sacrestia; ed infine il Salone monumentale della Biblioteca Casanatense (Info : 06.6760.3476). La prenotazione non è possibile. Sempre a Roma, presso Palazzo Mattei di Giove, il 9 marzo la Biblioteca di storia moderna e contemporanea presenterà il volume La stampa periodica femminile in Italia. Repertorio 1861-2009, di Gisella Bochicchio e Rosanna De Longis. Edito da Biblink editori, il Repertorio censisce e descrive oltre 1600 periodici italiani diretti alle donne editi tra il 1861 e il 2009. Si spazia dalla letteratura educativa di fine Ottocento rivolta alla formazione delle «buone italiane», alle riviste sindacali e professionali dirette agli ambiti lavorativi tradizionalmente femminili (ostetriche, infermiere, maestre), per arrivare ai periodici ‘femminili’ per eccellenza del secondo dopoguerra passando dai giornali clandestini delle formazioni partigiane (Info: 06.6828171 ). (B.C.)
7 marzo 2010

In restauro la tribuna degli Uffizi. Firenze - Si concluderanno fra pochi mesi i lavori di restauro della magnifica Tribuna degli Uffizi di Firenze, il cuore del museo più antico d'Europa, come la definisce il Soprintendente Cristina Acidini. Grazie al contributo di un milione di dollari dalla Fondazione Friend's of Florence, verranno restaurati gli affreschi della lanterna, le stupende conchiglie che decorano la cupola, le madreperle del tamburo e anche le antiche sculture e gli arazzi. Al termine dei lavori - previsto entro il mese di giugno - il pavimento della Tribuna, un autentico capolavoro, non sara' piu' 'calpestabile'. I visitatori potranno continuare ad ammirare la sala da tre affacci diversi : dal corridoio e dalle salette contigue. Per l’occasione è stato riaperto anche il varco, proprio di lato alla Tribuna, che dava il passo - come attestano le carte antiche - alle stanzette dell’armeria. Le pareti saranno tappezzate con un velluto liscio color cremisi, dello stesso colore e fattura di quello che secondo gli archivi ornava in passato la sala. Verranno realizzati con telai d’epoca dall’Antico Setificio Fiorentino. I visitatori possono assistere alle varie fasi del restauro, osservando in diretta il lavoro dei restauratori, protetti da pannelli in vetro. La Tribuna risale al 1854 ed è uno dei luoghi più conosciuti e ammirati del museo fiorentino. Un ambiente raffinato che fu progettato dall’architetto Bernardo Buontalenti su commissione di Francesco I (1541-1587), principe eclettico della casata dei Medici che voleva uno spazio originale per le sue collezioni. L’intervento fa parte del Piano di recupero filologico, di conservazione e di valorizzazione dei luoghi di ‘eccellenza’ della Galleria, che ha già restituito al pubblico nella loro veste originale la Sala della Niobe (2006), il Vestibolo delle Iscrizioni, la Sala dell’Ermafrodito, la Sala Monumentale e il Ricetto Lorenesi (2007). A restauro ultimato torneranno ad essere esposti gran parte dei capolavori ospitati dalla Tribuna già nel riassetto studiato negli anni 70 da Luciano Berti - dal Bronzino al Pontormo, dal Rosso, al Vasari - ma anche altre opere che in passato sono transitate nella collezione di Francesco I, come attestano le carte d’archivio. Info: http://www.polomuseale.firenze.it. (B.C.)
28 febbraio 2010

Da Rembrandt a Gauguin a Picasso. Rimini - L’incanto della pittura a Rimini. Una rassegna unica di 65 capolavori provenienti dal Museum of Fine Arts di Boston è ospitata, a Rimini, nella magnifica cornice della Rocca Malatestiana, a Castel Sismondo. Tra gli autori più prestigiosi ci sono Rembrandt, Velasquez, Van Dyck, Tiepolo, Manet, Gauguin, Cézanne, Van Gogh, Monet, Matisse e Picasso. L’occasione per la mostra è stata fornita dalla temporanea chiusura di alcuni ambienti del museo bostoniano, in vista dell’imminente trasferimento di alcune sezioni nella nuova ala firmata da Norman Foster. Quella che viene proposta non è una semplice "mostra di giro", ma uno spaccato, davvero eccezionale, di uno dei più importati musei al mondo. Le 65 opere esposte, dopo l’unica trasferta italiana, si potranno vedere esclusivamente al Fine Arts di Boston. Anche per Rimini si tratta di una grande chance per proporre il meglio dei suoi tesori d’arte, a cominciare da Piero della Francesca, di cui il Tempio Malatestiano conserva uno dei massimi capolavori. L’iniziativa promossa dalle istituzioni locali, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, con il contributo di Linea d‘ombra Libri e del Gruppo Euromobil, è stata curata da Marco Goldin e Gorge Shackelford. La mostra vuole essere una grande lezione di storia dell'arte alla portata di tutti. Le sei sezioni espositive (Il sentimento religioso, La nobiltà del ritratto, L'intimità del ritratto, Interni, Nature morte e Il nuovo paesaggio) sono state allestite seguendo accostamenti continui e non convenzionali fra gli artisti come quello fra i ritratti del Tintoretto e quelli di Degas e, più ancora, fra quelli celeberrimi di Velásquez e Rembrandt accanto alle grandi tele moderne di Picasso, solo per fare alcuni esempi. Il catalogo è edito da Linea d'ombra Libri. La rassegna si potrà visitare sino al 14 marzo. Info : www.lineadombra.it - tel. 0422.429999 (Call center) - 0541/787669 (castello). (B.C.)
21 febbraio 2010

Restaurata la fontana del Bicchierone. Tivoli (RM) - Realizzata da Gian Lorenzo Bernini fra il 1660 e il 1661, su commissione del cardinale Rinaldo d’Este, torna a rivivere, dopo un meticoloso restauro, all’interno di Villa D’Este, a Tivoli, la fontana del Bicchierone (prima e dopo il restauro). Inaugurata nel maggio del 1661, è costituita da un alto e prezioso calice collocato dentro una conchiglia, situata nella prospettiva principale del giardino. In questo caso Bernini rinuncia all’uso del travertino e si confronta con materiali poveri, come i mattoni, la malta e lo stucco. Solo nel rivestimento esterno fa ricorso a marmi antichi e materiali tradizionali, ma anche del tutto innovativi come la spatica. In origine, doveva fare da sfondo ad una delle tre statue dedicate ad Ercole che punteggiavano il percorso esterno. Oggi quella di Ercole con Achille fanciullo in braccio si trova al Louvre. Vittima del deterioramento tipico delle murature in esterno, aggravato dalla presenza di agenti inquinanti e di vegetazione infestante, con il conseguente accumulo di depositi, la fontana del Bernini è stata restaurata in due tempi. Durante la prima fese dei lavori è stata ripulita e consolidata, mentre nella seconda è stata ricostruita l’intera struttura riportandola alla forma originaria, ormai alterata dai molti depositi accumulati. Il restauro del famoso Bicchierone è promosso dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo e fa parte di un lotto di lavori che ha visto anche il rifacimento delle pavimentazioni di alcuni settori della villa e l’intervento sulle torrette della fontana del Nettuno. Durante i lavori di restauro sono state fatte tutte le indagini relative ai materiali di costruzione, in collaborazione con l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (ISCR), e le successive ricerche ai fini delle reintegrazioni. Villa d’Este con l’impressionante concentrazione di fontane, ninfei, grotte, giochi d’acqua e musiche idrauliche costituisce un modello più volte emulato nei giardini europei del manierismo e del barocco. E’ inserita nella lista UNESCO del patrimonio mondiale. Info: http://www.villadestetivoli.info/ - 0774 332920, Call Center: 199.766.166. (B.C.)
14 febbraio 2010

Segreti e tecnologia alla corte dei Visconti e degli Sforza. Milano - Seta. Oro. Cremisi questo il titolo della mostra allestita alla casa museo del famoso collezionista d’arte Poldi Pezzoli sui segreti e la tecnologia della tessitura alla corte dei Visconti e degli Sforza. Cinquanta opere preziose illustrano questa straordinaria produzione artistica, legata all’antica tradizione, ma capace anche di sorprendenti innovazioni tecnologiche. Fra i manufatti in mostra spiccano i preziosi codici miniati e il rarissimo caftano appartenuto ad un boiardo della Valachia e il paliotto di Beatrice d’Este della collezione Poldi Pezzoli e restaurato per l’occasione grazie al contributo del lanificio Vitale Barberis Canonico. Veri capolavori che mettono in rilievo l’importanza dello studio fatto dall’ISAL (Istituto per la Storia dell’Arte Lombarda), insieme alle istituzioni europee, sui tessuti auro-serici lombardi del XV secolo. La mostra, curata dal direttore del Dipartimento Arti Applicate ISAL, Chiara Buss, e dal direttore del Museo Poldi Pezzoli, Annalisa Zanni, guida il visitatore in un’appassionante viaggio alla scoperta del contesto culturale e sociale alla corte dei Visconti e degli Sforza. Fra i protagonisti della mostra e dell’evoluzione tessile milanese, c’è il cremisi, una preziosa sostanza colorante derivata dalla cocciniglia. Prodotto molto costoso - importato da mercati lontani - il cremisi era considerato ovunque garanzia di alta qualità. Lo stesso percorso espositivo è articolato in base alle materie prime impiegate, mettendo in risalto quella sottile mistura di lusso e tecnologia che ha identificato la corte più ricca e potente della penisola italiana nella seconda metà del Quattrocento. Il catalogo della mostra, edito da Silvana Editoriale, presenta anche i risultati delle analisi eseguite sulle tinture dei tessuti con metodi innovativi. Seta. Oro. Cremisi, è la prima di cinque mostre che verranno organizzate in diversi musei nell’ambito del più vasto progetto ISAL sulla produzione serica in Lombardia, dal XV al XX secolo. La mostra, patrocinata dal Ministero dei Beni culturali, si potrà visitare sino al 21 febbraio. Info: 02 794889 - www.museopoldipezzoli.it. (B.C.)
7 febbraio 2010

Ratificata la convenzione UNESCO per il patrimonio subacqueo. Con la Legge 157 è stata finalmente ratificata, dopo quasi dieci anni, la Convezioni di Parigi per la protezione del patrimonio culturale subacqueo. Per l’anno appena trascorso è stata autorizzata una spesa di 13.455 euro. La Convenzione di Parigi, importantissima, consente di migliorare la tutela di questo patrimonio, affiancandosi al Progetto Archeomar, messo a punto per il censimento dei beni archeologici sommersi dalla Direzione Generale per le Antichità di Roma. Dal 2003 ad oggi il Progetto Archeomar ha già censito i beni sommersi delle Regioni Campania, Calabria, Basilicata e Puglia (www.archeomar.it), mentre sono ancora in corso le ricerche presso le coste del Lazio e della Toscana. Il Progetto viene realizzato con risorse umane della Direzione Generale per le Antichità, Sezione Tecnica per l’Archeologia Subacquea, del Ministero dei Beni Culturali, in stretta collaborazione con le Soprintendenze delle Regioni italiane interessate. Con la ratifica della Convenzione - entrata in vigore l’11 novembre scorso - le sanzioni (art.10) previste per i contravventori sono particolarmente onerose. Basta pensare che il cittadino italiano o il comandante di una nave battente bandiera italiana che effettua un intervento nella zona economica esclusiva, o sulla piattaforma continentale di un altro Stato della Convenzione, o nell’Area internazionale dei Fondi marini o nel relativo sottosuolo, senza la preventiva denuncia all’Autorità competente (artt. 5 e 6) è punito con l’arresto fino ad un anno e con l’ammenda da 310 a 3.099 euro. La stessa pena è prevista anche per chiunque effettui interventi prima dell’autorizzazione, anche se ha inoltrato regolare denuncia. Molto rigide le pene anche per quanti commercino reperti recuperati mediante interventi non autorizzati. La pena prevista è la reclusione fino a due anni e la multa da 50 a 500 euro. Ma anche non denunciare i reperti subacquei rinvenuti può essere molto rischioso. Per quelli provenienti dalla piattaforma continentale italiana la pena prevista è l’arresto fino ad un anno e l’ammenda da 310 a 3.099 euro. (B.C.)
31 gennaio 2010

Antologia di meraviglie. Roma - A Castel Sant’Angelo, nel Museo Nazionale, il secondo appuntamento con le celebrazioni del quarantesimo anniversario dell'istituzione del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. In esposizione opere straordinarie sottratte al patrimonio culturale italiano e recuperate dall’Arma nei suoi quarant’anni di attività specialistica. Capolavori di artisti universalmente celebrati che hanno contribuito non solo a scrivere una pagina importante nella storia dell’arte, ma anche in quella dell’Arma dei Carabinieri. Il percorso espositivo è diviso in tre sezioni: i reperti archeologici recuperati a seguito di attività extra giudiziale; opere recuperate all’estero con rogatorie giudiziarie internazionali; recuperi avvenuti sul territorio nazionale. L’Arma per l’Arte - Antologia di meraviglie è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con il patrocinio della Provincia di Roma, dell’Assessorato alla Cultura della Regione Lazio, e dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma. L’evento è sostenuto anche da ARCUS e dalla Fondazione Roma. Nella sezione archeologica è esposta la Triade Capitolina, gruppo scultoreo in marmo del II secolo d.C. proveniente da uno scavo clandestino nell’area del comune di Guidonia (RM) - territorio corrispondente anticamente a Tibur (Tivoli) - recuperata nel 1994 in Svizzera mentre stava per essere ceduta a un collezionista americano. Si tratta dell’unica copia “privata” conservata per intero del celebre gruppo di grandi dimensioni che doveva adornare il tempio di Giove Capitolino sul Campidoglio. Fra le altre opere in mostra anche un cratere a calice con figure rosse, del V secolo, raffigurante il trasporto del corpo di Sarpedonte, firmato da Euphronios. Piccola, ma importante anche la selezione di opere contemporanee, fra cui il ritratto del figlio di Renoir, Pierre, e l’ultimo ritratto femminile realizzato da Van Gogh, L’Arlesienne (1890). La mostra si potrà visitare sino alla fine di gennaio. Info: www.beniculturali.it. (B.C.)
22 gennaio 2010

Ritrovata la coenatio rotunda di Nerone? Roma. Roma - Durante i lavori della Soprintendenza per consolidare l’angolo del Colle Palatino che si affaccia sul Colosseo, nell’area della Vigna Barberini, sono riemersi i resti di una struttura a pianta circolare che non ha eguali nell’architettura romana. Gli esperti hanno ipotizzato che si possa trattare del sito dove sorgeva la coenatio rotunda descritta da Svetonio nella Vita dei Cesari: la sala da pranzo della Domus Aurea di Nerone che girava giorno e notte imitando il movimento della terra. Fino ad oggi gli studiosi del sito, invece, la individuavano nella Sala Ottagonale. La struttura, per ora riportata alla luce solo parzialmente, appartiene a un corpo di costruzione molto più esteso, probabilmente un padiglione finora sconosciuto della Domus Aurea e si potrebbe estendere su circa 60 metri di lunghezza. Sono proprio le particolari caratteristiche della struttura riemersa dal passato - dotata di un possente pilone centrale di 4 metri di diametro per 10 di altezza e di incassi circolari riempiti di una sostanza scura non identificata, da analizzare - che hanno lasciato ipotizzare la presenza di un pavimento, forse, ligneo poggiato su meccanismi sferici in grado, quindi, di farlo ruotare. Questa struttura potrebbe essere proprio la base della coenatio rotunda. Un’ipotesi corroborata anche dalla posizione eccezionale di questa sorta di torre che si ergeva a picco sulla valle del Colosseo, allora occupata da un lago artificiale, consentendo una panoramica a 360° dal Campidoglio all’Aventino, dal Celio al colle della Velia. La struttura è databile dopo l’incendio del 64 d.C. e prima della damnatio memoriae di Nerone cominciata con i Flavi. Considerata l’eccezionalità del ritrovamento, il Commissario delegato per la realizzazione degli interventi urgenti nelle aree archeologiche di Roma e Ostia Antica, Roberto Cecchi, ha stanziato nuovi fondi per riportare alla luce l’intera struttura, e verificare quindi la veridicità dell’ipotesi avanzata, mettendo, contemporaneamente in sicurezza la terrazza della Vigna Barberini. Per ora è stato erogato un finanziamento pari a 200.000 euro. I lavori di consolidamento dell’area sono condotti da un’équipe italo-francese, coordinata da Mariantonietta Tomei, direttrice del Palatino. (B.C.)
17 gennaio 2010

Caravaggio. Restauro aperto. Roma - La Capitale propone un evento artistico straordinario. Lo fa presso il Punto Camera, in Piazza del Parlamento. Ogni giorno, fino al 31 gennaio, i cittadini possono osservare dal vivo i lavori di restauro conservativo dell'Adorazione dei Pastori (1609) - il celebre dipinto del Caravaggio - eseguiti da tecnici altamente specializzati, con la supervisione dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (ISCR) e del direttore del Museo Regionale di Messina, che ha messo a disposizione l’opera. L’iniziativa, voluta dalla Regione Sicilia, è promossa dalla Camera dei deputati, con il contributo di Fastweb - sponsor unico - che offre al pubblico la possibilità di prenotare la visita al “cantiere aperto” durante tutto il periodo di restauro, attraverso il sito www.fastweb.it. Il mercoledì e il venerdì, dalle ore 15 alle 17, con prenotazione obbligatoria, è possibile accedere all’interno del Punto Camera a gruppi di 10 persone ogni 20 minuti, per assistere agli interventi in corso sull’opera avvalendosi della guida esperta delle restauratrici, Valeria Merlini e Daniela Storti. Negli altri giorni della settimana chi passa in Piazza del Parlamento può vedere l’esecuzione dei lavori attraverso una delle vetrate dello spazio attrezzato a laboratorio. Il restauro viene anche filmato e trasmesso all’esterno con alcuni video aggiornati costantemente. Nel bellissimo olio su tela di grandi dimensioni (cm 314 x 211) la Vergine riposa a terra tra la paglia, cullando fra le braccia il suo bambino, appena nato, sotto gli sguardi discreti dei pastori e di Giuseppe. Spettatori muti dell’intera scena il bue e l’asino. L’evento si inserisce nell’ambito delle celebrazioni per i 400 anni dalla morte di Caravaggio, che si svolgeranno nell’arco dell’intero anno. L’Adorazione dei pastori al termine del restauro sarà esposta nella grande mostra "Caravaggio", che dal 18 febbraio prossimo sarà ospitata alle Scuderie del Quirinale. Per l’occasione sarà disponibile un catalogo edito da Skira che raccoglierà i risultati del lavoro tecnico e scientifico, corredato anche da importanti contributi storico artistici. Info: www.camera.it. - 06.67601. (B.C.)
10 gennaio 2010

Luxus. Il piacere della vita nella Roma imperiale. Torino - Dal banchetto, l’evento sociale per eccellenza, alla cosmetica. Questo, in poche battute, l’ampio respiro della bella mostra LUXUS. Il piacere della vita nella Roma imperiale, organizzata a Torino dalla Fondazione DNArt, in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali (Mibac). Non si tratta di una mostra convenzionale, ma piuttosto di un vero e proprio viaggio nel piacere e nella gioia di vivere dell’antica Roma. L’esposizione, ospitata dal Museo delle Antichità e curata da Elena Fontanella è articolata in due sezioni principali: il lusso della mente ed il lusso del vivere, accompagnati da un percorso sonoro ed olfattivo. Le tematiche affrontate sono molte e si spazia dalla letteratura, il teatro e la musica all’effimero, profumi, cura del corpo e dei capelli, gioielli, senza dimenticare la buona tavola. Con le conquiste del Mediterraneo orientale, da cui si importarono nuovi alimenti, soprattutto frutta (limoni, pesche, albicocche ecc.), e l’introduzione dell’olio e del vino, provenienti dalle colonie greche, la cucina diventa una vera propria arte, connubio tra presentazione del piatto e sapore, e culmina nell’evento sociale per eccellenza il banchetto. Si diffonde anche l’uso di spezie pregiate, come il pepe nero, provenienti dall’Africa e dall’India. Seppur deprecati dai moralisti del tempo, vestiti, gioielli, profumi sono costantemente ricercati dalle donne non solo per evocare l’idea di seduzione, ma anche come espressione di potere e livello sociale. Molto diffusa anche la cosmesi. Galeno, famoso medico di Marco Aurelio scrive in proposito: “Scopo della cosmetica è quello di conservare il corpo in tutta la sua naturalezza e bellezza”. All’epoca il confine con il medicamento era molto labile. La mostra rimarrà aperta sino alla fine di gennaio. Info : 800 329 329, 011.5211106 – www.museoantichita.it. (B.C.)
3 gennaio 2010