Archivio 2002-2011 di Notizie generali
LEONARDO E MICHELANGELO, CAPOLAVORI ROMANI Roma - I Musei Capitolini propongono per la prima volta un confronto d’eccezione fra i due grandi maestri del Rinascimento italiano, Leonardo e Michelangelo. La mostra, allestita nella suggestiva cornice di Palazzo Caffarelli, propone sessantasei disegni provenienti della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano e dalla Fondazione Casa Buonarroti di Firenze, che l’hanno ideata insieme alla Fondazione Cardinale Federico Borromeo. Si tratta di un evento di livello, anticipato la scorsa primavera dalla presentazione in Casa Buonarroti di una ventina di disegni dei due maestri dedicati alla Battaglia di Anghiari ed a quella di Cascina, dal nome degli affreschi che i due autori avrebbero dovuto dipingere, a gara, nella Sala del Maggior Consiglio, oggi Salone dei Cinquecento, in Palazzo Vecchio a Firenze. Le due opere non vennero portate a termine, ma gli studi preparatori furono importanti e ammiratissimi, tanto da essere definiti da Benvenuto Cellini la “scuola del mondo”. La mostra capitolina, Leonardo e Michelangelo. Capolavori e fogli romani, parte proprio dai capolavori grafici di queste due collezioni, per considerare poi l’attività romana dei due maestri, insieme alle loro passioni personali, come la pratica di cantiere per Michelangelo e l’ottica per Leonardo. Nove capolavori di Leonardo documentano l’attività nel campo delle invenzioni meccaniche, dell’arte e dell’architettura militare, dell’idraulica e del volo, offrendo una panoramica delle sue ricerche. A questi faranno da contraltare i nove più celebri disegni di Michelangelo della Collezione della Casa Buonarroti, come il celebre Nudo di schiena riferibile alla Battaglia di Cascina, l’enigmatica Cleopatra e la Testa di Leda, forse il più bel volto tra i disegni michelangioleschi. Seguono la Sezione sul soggiorno romano di Leonardo, Appunti su Roma, e quelle dedicate a Michelangelo, una sull’utopia e la pratica del cantiere, una sullo studio dell’anatomia, grande passione del genio,ed una sulla Cappella Sistina e quella Paolina. La mostra promossa da Roma Capitale, con i Beni Culturali, la Regione Lazio e la Provincia di Roma, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, si concluderà il prossimo 19 febbraio. Info : www.museicapitolini.org - Tel. 39 060608. (B.C.)
22 gennaio 2012
UNA MUMMIA DI GATTO RACCONTA IL CULTO DEGLI DEI -
Parma - Un viaggio nel tempo, lungo 2000 anni, per raccontare i profondi legami fra la divinità Bastet e il gatto nell’antico Egitto. Questo il tema di fondo di un recente incontro che si è svolto a Parma, nella sede del Museo Archeologico Nazionale di Palazzo della Pilotta, per illustrare il Progetto di ricerca del Dipartimento di Salute Animale dell’Università, guidato dal professor Giacomo Gnudi, in collaborazione con Roberta Conversi, archeologa della Soprintendenza per i beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, responsabile della Sezione Egizia. Gli esami sono stati fatti su una mummia di prima qualità, non un feticcio o un prodotto di bassa lega, custodita dal Museo. Le radiografie hanno accertato che all’interno della fasciatura c’è un giovane esemplare dell’età di 4 o 5 mesi, risalente a circa 2000 anni fa. All’interno del bendaggio c’è l’intero corpo del gatto, mentre non è infrequente trovare solo una parte dell’animale oppure un semplice fantoccio. Secondo l'archeologa Conversi si tratta di un’offerta, tipica del periodo tra il 332 a.C. e il 30 a.C. in cui queste mummie venivano prodotte in gran quantità per essere vendute ai devoti come omaggio per la dea gatta. Le bende sono disposte in modo da formare vari motivi geometrici mentre gli occhi sono dipinti con inchiostro nero, su piccoli pezzi tondi di benda di lino. Lo scheletro del gatto è inoltre completo e questo qualifica la mummia (foto) come un reperto di grande importanza scientifica che però ha bisogno di essere restaurata e la Soprintendenza con questo Progetto spera di raccogliere i fondi necessari. E’ possibile ammirarla proprio in questi giorni, in via eccezionale, sino all’Epifania, salvo proroghe dell’ultima ora. La mummia esaminata era stata acquistata da un antiquario nel XIX secolo insieme alla maggior parte degli altri manufatti della collezione egizia del museo. Protettore della casa, amatissimo dagli Egizi per la sua abilità di cacciatore di topi, a partire dalla XXII Dinastia (945-715 a.C.) il gatto inizia ad essere considerato incarnazione degli dei e l’esemplare femmina, in particolare, il rappresentante in terra della dea Bastet. Gli scavi archeologici hanno recuperato migliaia di mummie di gatti offerti in sacrificio. Nell'antico Egitto, uccidere un gatto era un reato punibile con la morte. È stato appurato che in egiziano antico il suo nome di pronunciava MIU, con evidente riferimento al suo miagolio; la parola gatto era scritta con un geroglifico rappresentante un gatto seduto. Info : 0521.23371 - www.archeobologna.beniculturali.it. (B.C.)
6 gennaio 2011
JURASSIK PARK ALLA FIERA DI ROMA
Roma - Un salto indietro nel tempo, all’epoca dei dinosauri e per l’esattezza nel Giurassico, più o meno 65 milioni di anni fa, per la gioia di grandi e piccini. Nella scala dei tempi geologici il Giurassico viene considerato come intermedio dell’era Mesozoica. Anche se il periodo è ben definito, le date hanno ancora un'incertezza compresa tra 5 e 10 milioni di anni. Il viaggio nel tempo lo propone la Barley Arts, alla Fiera di Roma, dopo un tour di tutto rispetto, che ha toccato le maggiori capitali europee e molte città del Sud America. La mostra Days of The Dinosaur, in arrivo per la prima volta in Italia alla Fiera di Roma, è stata organizzata con la consulenza di un team di esperti e di paleontologi come un viaggio in un labirinto popolato da 51 affascinanti esseri preistorici a dimensioni naturali, immersi in 12 scenari diversi, che si muovono come se fossero vivi fra effetti di luce, paesaggi e piante, ricostruiti al vero con estrema precisione scientifica. Il viaggio nel Giurassico consentirà di ammirare varie specie emblematiche ricostruite rigorosamente a grandezza reale e ambientate in un'area di circa 3500 metri per 8 metri di altezza con riproduzioni dei diversi panorami di quell'epoca. Alcuni di loro sono vere e proprie icone, come l’Archaeopteryx - l’uccello primitivo più antico i cui fossili sono stati rinvenuti in Baviera in rocce datate al Giurassico superiore (circa 150 milioni di anni fa) - o il Microraptor - un piccolissimo carnivoro vissuto nel Cretaceo inferiore (130 milioni di ani fa) in Cina; altri, come il Brachiosauro (foto), enorme erbivoro il cui nome significa lucertola braccio, e il Tyrannosaurus rex - era uno dei più grandi dinosauri carnivori bipedi mai vissuti, i reperti fossili indicano che misurava circa 12 metri di lunghezza e tra i 4,5 e i 6 metri di altezza - sono molto noti anche grazie a film come Jurassic Park o a spettacoli come Walking With Dinosaurs. Altri ancora sono stati scelti perché i loro resti sono stati ritrovati proprio in Europa e potranno risultare più familiari al pubblico di casa. Al termine del percorso attraverso il labirinto giurassico, dove spadroneggia l'impressionante Gigantosauro - lungo 13 metri e alto 9 - si entra nel parco giochi interattivo dove i più piccoli potranno cimentarsi nello scavo archeologico. Le ossa di dinosauro nascoste sotto la sabbia, una volta ripulite potranno essere inserite in uno scheletro di dinosauro apposito. La mostra si conclude con un set fotografico dedicato dove grandi e piccini potranno immortalare la loro grande avventura. Per i più curiosi è prevista anche un’area dove viene spiegata la tecnologia impiegata per animare i dinosauri. La mostra, che si potrà visitare sino al 18 gennaio, offre anche dei pacchetti famiglia a prezzi agevolati ( 35 e 40 euro ) e per i piccolissimi (fino a 2 anni) l’ingresso è gratuito. E, buon divertimento ! Info: 06 65074200 – 800907080, www.daysofthedinosaur.it. (B.C.)
31 dicembre 2011
ICONE RUSSE
Roma - Sulle sponde del biondo Tevere sono sbarcate antiche e prestigiose icone russe. Sono esposte nei saloni del Museo di Castel Sant’Angelo. La mostra, organizzata dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etno antropologico e per il Polo Museale della Città di Roma e dalla casa editrice Il Cigno GG Edizioni, mette a disposizione del grande pubblico quaranta opere prodotte fra il XV e il XX secolo, tutte provenienti dal Museo delle Icone Russe di Mosca. L’iniziativa è curata da Nikolaj Zadorozhnyj, Direttore del Museo, e dal soprintendente Giorgio Leone, Storico dell’arte. L’esposizione rientra nel contesto delle manifestazioni per l’anno della Cultura e della Lingua Russa in Italia e della Cultura e della Lingua Italiana in Russia (foto). Di particolare interesse, come segnalano i curatori, gli esemplari più antichi, come l’icona della Madre di Dio Odigitria, della fine del XV secolo, produzione di “Scuola” di Novgorod. Tutte le icone raffiguranti la Madre di Dio Odigitria (Georgiana) sono di grandi dimensioni, riservate alle chiese e destinate a figurare nel primo ordine dell’iconostasi, a sinistra delle Porte Regali. L’iconostasi (parola di derivazione greca) è una parete divisoria decorata con icone che separa la navata delle chiese ortodosse dal presbiterio, dove viene celebrata l'Eucaristia. Insomma, quasi una sorta di “recinto presbiteriale” paleocristiano. Eccezionale anche il gruppo di sei tavole che corrisponde a un intero Secondo Ordine dell’Iconostasi - o Deesis - databile tra la fine del XV e l’inizio del secolo XVI, prodotto a Rostov. Interessante anche la Madre di Dio Umiljenije - o Madonna della Tenerezza - nella variante detta di Koursun (primi decenni del secolo XVI) raffigurante solo i volti dell’abbraccio materno, tenero e affettuoso. Di rilievo anche la produzione del Cinquecento e Seicento, fra cui spicca la figura di un Cristo Salvatore acheropita, il santo Mandylion - o meglio di origine miracolosa, tipo la Sindone, per intenderci - mentre in quella dei due secoli successivi emergono dei particolari di ambientazione che rendono giustizia a una produzione troppo spesso relegata al solo ambito della devozione e dell’artigianato. La mostra si potrà visitare tutti i giorni (tranne il lunedì), dalle 9 alle 19, sino al 12 febbraio. (B.C.)
18 dicembre 2011
VENTO D’ORIENTE, INCATI NELLA PITTURA DELL’OTTOCENTO Roma - Gli Orientalisti. Incanti e scoperte nella pittura dell’Ottocento italiano, questo il titolo della bella esposizione che mette in mostra una pregiata selezione di circa una ottantina di opere, che raccontano l'Oriente nella pittura dell'Ottocento di casa nostra. Curata da Emanuela Angiuli e Anna Villari è allestita nella suggestiva cornice del Chiostro del Bramante con l’alto patrocinio, fra gli altri, del Presidente della Repubblica. Dalle opere trapela la pulsione e il fascino dell’Oriente stimolati dalle mirabolanti imprese di Napoleone in Egitto, dalla voglia di scoprire un mondo lontano e remoto, animato da harem e odalische. L’inconsueta mostra pone come punto d’arrivo, ma non certo come unico riferimento, l’opera di Francesco Hayez, veneziano di origine, che si lasciò contaminare dall'esotismo e dall'erotismo orientale. Una contaminazione particolare dato che l’artista viene considerato come uno degli esponenti più importanti del romanticismo storico, un romanticismo più formale che sostanziale. E’ proprio dal suo quadro più famoso, Il bacio, che Federico Seneca, direttore artistico della Perugina negli anni ’20 creò la famosa scatola blu dei Baci Perugina con l'immagine di due innamorati.Il veneto Ippolito Caffi, invece, deciderà di vive il fascino dell’oriente in prima persona con un lungo viaggio tra Costantinopoli, Smirne, Efeso e il Cairo da cui trae un gusto che connoterà per sempre la sua pittura. Anche nel parmense soffia il vento dell’oriente. Prima Alberto Pasini e poi Roberto Guastalla - il "Pellegrino del sole"- percorrono carovaniere e città per raccontare questi altri mondi. Da Firenze parte alla volta dell'Egitto Stefano Ussi, che lavorerà per il Pascià subito dopo l'apertura del Canale di Suez, prima di trasferirsi in Marocco con l'amico Cesare Biseo, anch'egli proveniente dalla corte del Viceré d'Egitto. Da questo viaggio i due traggono gli spunti per illustrare, magistralmente, "Marocco" di Edmondo De Amicis. Non sfugge al fascino d’oltre oceano anche il Mezzogiorno, come testimoniano le odalische e gli ambienti mistici magistralmente descritti da Domenico Morelli. Il catalogo della mostra, che si potrà visitare sino al 22 gennaio, è edito da Silvana Editoriale. Info : 06.68.80.90.35 - www.chiostrodelbramante.it. (B.C.)
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4 dicembre 2011
I GRANDI PITTORI TOSCANI RACCONTATI DA VASARI - Arezzo - Nella bellissima Basilica inferiore di San Francesco - restaurata grazie al contributo di Banca Etruria - una versione quasi olografica di Giorgio Vasari (1511-2011) racconta i grandi pittori toscani. Un omaggio della Soprintendenza di Arezzo, a cinquecento anni dalla sua nascita. Il percorso prende il via da coloro che Vasari considerava “precursori” della maniera moderna e prosegue sino al trionfo di quest’ultima con Michelangelo. Il senso del divenire, tipico dell’evoluzionismo vasariano, è reso dall’allestimento distribuito per “tappe” ideali. Il primato dei Toscani nelle "Vite" del Vasari vince la non facile sfida di proporre una mostra chiara ed accattivante, incentrata sul suo lavoro critico. La mostra si sviluppa lungo un percorso centrifugo, segnalato in verde-oro, che in tre sezioni raccoglie sessanta opere - da Cimabue a Simone Martini - per arrivare a quello che il Vasari considerava fulcro e motore primo, il divino Michelangelo. La suggestione evocata dalle opere esposte aumenta grazie a un testo registrato e sincronizzato con il percorso museale e fruibile con l’iPod. Gli presta la voce l’attore Francesco Maria Rossi. Alla definizione del progetto hanno collaborato con Paola Refice i colleghi della Direzione Regionale della Toscana e delle Soprintendenze di Firenze, Siena, Urbino e Perugia. La mostra si potrà visitare sino al 9 gennaio. L'acquisto del biglietto per la mostra dà diritto all'ingresso gratuito al Museo di Casa Vasari (foto) e al Museo Nazionale d'Arte Medievale e Moderna. Ma questo non è l’unico omaggio che gli dedica la sua cittadina natale. “Di sopra”, nella Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di San Francesco, infatti, è in mostra il Giorgio Vasari disegnatore e pittore. Istudio, diligenza et amorevole fatica. Una sessantina di opere provenienti anche da Vienna, Parigi e Londra che ci rivelano un giovane artista in continua crescita. Prima cerca la protezione e le commissioni delle corti medicee, da Ippolito ad Alessandro fino a Cosimo, ma poi approda a Venezia e nella Roma di Papa Giulio III. Chiede consiglio a colleghi come Michelangelo - dal quale si farà raccomandare per la realizzazione di Palazzo Vecchio a Firenze - e Pontormo, per salire, poi, così alto fino a diventare uno dei protagonisti del Rinascimento. La mostra curata da Alessandro Cecchi, Alessandra Baroni e Liletta Fornasari e promossa da Regione, Provincia, Comune, Camera di commercio e Soprintendenza si potrà visitare sino all’11 dicembre. Info : 0575 352727 - www.giorgiovasari-ticketoffice.it. (B.C.)
27 novembre 2011
ALLA BANDITACCIA INAUGURATO IL PRIMO PERCORSO CON ALLESTIMENTO MULTIMEDIALE DEL DISTRETTO TECNOLOGICO DEL LAZIO - Cerveteri (RM) – Nella zona della Necropoli Etrusca di Cerveteri - la più estesa ed antica di tutta l’area mediterranea e patrimonio Unesco - nota come Banditaccia è stato inaugurato il primo percorso archeologico attrezzato con allestimenti multimediali del Distretto Tecnologico per i beni e le attività culturali (Dtc) della Regione Lazio. Il Distretto nasce da un accordo di programma sottoscritto dalla Regione con il Ministero dei Beni Culturali, Miur, Mise, e gestito dalla Filas, società regionale dedicata al sostegno dei processi di sviluppo e innovazione del tessuto imprenditoriale del Lazio. Si tratta di un’esperienza polivalente innovativa attraverso la quale i visitatori potranno vedere ‘dal vivo’ le tombe etrusche e i loro tesori come erano più di duemila anni fa. Per farla avranno a disposizione un mix di proiezioni audiovisive multilingue, ricostruzioni virtuali nelle tombe etrusche, video in 3D e plastici animati. Nelle otto tombe della Banditaccia attraverso cui si snoda il percorso ipertecnologico - realizzato da Mizar - proiezioni, effetti luminosi e sonori riporteranno al loro posto gli oggetti che un tempo ornavano realmente le tombe e che oggi sono custoditi nei musei. Oggetti che racconteranno le usanze ed riti funebri dell’epoca con la voce di Piero Angela che ha partecipato alla realizzazione del progetto. Inoltre, sarà possibile ammirare sospesi nella sala, con un filmato 3D, i reperti oggi conservati nel Museo archeologico di Cerveteri e in molti altri musei del mondo. E’ stata messa a punto anche una nuova applicazione per smartphone che fungerà da guida interattiva sul posto. Il percorso dovrebbe aprire ufficialmente al pubblico proprio in questi giorni. Inoltre, tra Tarquinia, Vulci, Pyrgi e Veio, attraverso il circuito “Cerveteri e gli Etruschi”, saranno disponibili online, sul sito del Distretto (www.futouring.it), 180 punti di interesse storico, corredati da immagini, mappe e schede informative. Presentato dalla presidente Polverini scende in campo anche il bus digitale ‘Go Futouring’: un pullman unico al mondo e dai dispositivi ultratecnologici per visitare Roma e il Lazio. Il pullman digitale, messo a punto da Infobyte (Roma), Dipartimento DIET dell’Università La Sapienza di Roma, Laboratorio Tevere e Pluservice, è stato realizzato grazie ai fondi messi a disposizione dal Distretto Tecnologico, attraverso Filas, per un progetto del valore di 750mila euro. Per i turisti sarà disponibile dal mese di dicembre e partirà con un primo percorso tra Civitavecchia e Roma per poi estendersi agli altri itinerari realizzati dal Dtc. (B.C.)
13 novembre 2011
VOLENTIERI IN ARCHEOLOGIA - Ozzano (BO) - In occasione dell’Anno Europeo del Volontariato, la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, in collaborazione con l’Associazione Culturale Civitas Claterna, ha organizzato un convegno regionale sull’importanza del volontariato per la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico. Volontari per l'Archeologia, volentieri in Archeologia ha visto confrontarsi ben 30 gruppi di volontariato - provenienti da tutta la regione - che si sono incontrati, lo scorso 29 ottobre, nella suggestiva cornice del Palazzo della Cultura di Ozzano dell’Emilia. L’iniziativa, sostenuta dall’Istituzione Anna Frank e da IMA Spa, è stata dedicata a Ludovico Magrini (Roma, 1937-1991), fondatore nel 1965 dei Gruppi Archeologici d'Italia, dei quali è stato il Direttore sino al momento della morte, e ad Elena Rossi, Presidente del Gruppo Archeologico Bolognese, prematuramente scomparsa nel gennaio 2010. Il tema del volontariato in Archeologia è particolarmente sentito in Emilia-Romagna, regione dove questa forma di associazionismo conta almeno mezzo secolo di vita. E se all’inizio degli anni ’60 l’obiettivo era quello di raccogliere e coordinare l’entusiasmo degli appassionati, oggi il volontariato opera a stretto contatto con la Soprintendenza, che ne garantisce la qualità degli interventi e delle iniziative. Anzi, le forze dei volontari (foto), organizzate sempre più capillarmente sul territorio, sono diventate un supporto indispensabile non solo per le attività di tutela della Soprintendenza ma anche per quelle di divulgazione e valorizzazione dei beni, alimentando una sempre più radicata necessità di conoscere e preservare la propria identità culturale attraverso le più antiche testimonianze. Non è casuale che l’incontro sia stato ospitato dal Comune di Ozzano, esempio di eccellenza con il Progetto Claterna (antichissima città sviluppatasi lungo la via Emilia) che, iniziato negli anni Ottanta all’interno di un gruppo di volontariato, si è poi evoluto in un ambito di maggior respiro grazie al sostegno economico delle istituzioni pubbliche, ma anche dei privati. L’incontro è stata una buona occasione per visitare la mostra “Museo della città romana di Claterna”, gli scavi archeologici in corso nella località Maggio e in particolare i mosaici venuti alla luce durante l’ultima campagna di scavo. Info : www.civitasclaterna.org. (B.C.)
30 ottobre 2011
BEN HUR A ROMA IN LIVE - Sulla soglia del Terzo Millennio, una storia di due mila anni fa, quella del principe ebreo Giuda Ben Hur - narrata da uno dei primi best seller (oltre 50 milioni di copie) a sfondo storico, quello di Lewis Wallace del 1880 - torna a rivivere nella Capitale con una megaproduzione tedesca, ma di stampo americano, che rilegge in chiave musical l’indimenticabile film hollywoodiano del 1959, premiato con ben 11 Oscar. Ben Hur Live fa rivivere allo spettatore l'Impero Romano e la Galilea ai tempi della nascita di Cristo, un'esperienza teatrale a 360 gradi. Canti, balli, combattimenti con spade vere, corse con quadrighe trainate da cavalli, affolleranno il palcoscenico della Nuova Fiera di Roma in un musical d’eccezione anche con 200 persone sul palcoscenico e 780 costumi con stoffe provenienti da Istanbul. Lo spettacolo, prodotto da New Art Concerts e organizzato in Italia da The Base, ha già registrato un grosso successo sia a Londra che in Germania. In stile Broadway, in due ore circa, si dipana lungo la regia di Philip McKinley, che ha all’attivo musical del calibro di Spiderman e Hair. Le coreografie sono di Liam Steel del Royal National Theatre, mentre la musica è di Stewart Copeland, storico batterista dei Police. Le sonorità sono di tipo mediterraneo con influenze arabe. Sono suoni che ho nella mia testa perché sono cresciuto in Libano e in Egitto. E questa storia è eccitante come il rock, ha dichiarato Copeland. Le azioni si svolgono su un ampio palcoscenico con effetti speciali mozzafiato : fuoco, acqua, vento e dalla polvere che si alza durante le gare delle bighe. La storia è la stessa. Ben Hur, condannato ingiustamente ai lavori forzati sulle galere, sopravvive con il solo intento di vendicarsi finché incontra Gesù e decide di perdonare. Riguadagnerà la sua forza grazie anche all'amore della bella schiava Esther ed ai forti legami familiari della famiglia ebrea degli Hur. A narrarla con la sua voce suadente c’è Luca Ward - unico italiano della produzione - doppiatore di classe e attore. E’ sua anche la voce italiana del Gladiatore-Russel Crowe. “Ben Hur Live stabilisce nuovi standard nel mondo dello spettacolo dal vivo e nel teatro: l'evento ha la potenza di un "rock show", la velocità di un musical, la magia del grande cinema, la passione di una tragedia greca”. Questo il commento di Franz Abraham sulle pagine del London Times. Al Padiglione 13 le repliche andranno avanti fino alla fine di novembre con sei spettacoli a settimana. Info : 892.101 (TicketOne), 06 54 22 0870 (The Base). (B.C.) - foto 1 - foto 2 - foto 3
16 ottobre 2011
CARAVAGGIO A CUBA - L’Avana - Sicuramente un evento di spessore per la storia culturale e politica di Cuba e dell’Italia. Si tratta della mostra Caravaggio a Cuba, ospitata dal Museo Nazionale di Belle Arti de L’Avana e organizzata dal Mibac in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma a quattromani con l’Ambasciata Italiana a Cuba. Della partita anche la Blue Panorama Airlines leader nel trasporto passeggeri dall’Italia e che per l’occasione si è occupata del trasferimento a L’Avana dei dipinti. Oltre al Narciso che si specchia alla fonte, capolavoro del grande maestro lombardo sono sbarcati oltreoceano altre dodici opere di autori cosiddetti caravaggeschi - tra i quali Giovanni Baglione, Tommaso Salini e Bartolomeo Manfredi - quasi tutte prestate, come "Il Narciso", dalla Galleria Nazionale d'Arte Antica di palazzo Barberini. Certamente il valore della mostra va oltre quello strettamente artistico, proponendosi come esempio di perfetta commistione di relazioni diplomatiche, tra soggetti pubblici e privati, che hanno collaborato per mettere a disposizione del grande pubblico un pezzo importante del nostro patrimonio artistico, un capitolo della storia dell’arte del Seicento. L’iniziativa intende approfondire un periodo fondamentale dell’arte italiana, che vede la città di Roma protagonista di una profonda trasformazione attuata nel corso del primo trentennio del Seicento. Oltre ai mutamenti dovuti alla Riforma luterana e al Concilio di Trento (1545-1563), che segnarono il nuovo volto della Roma ecclesiastica - spiega Rossella Vodret, soprintendente speciale per il Polo museale della citta' di Roma - si assiste agli albori del XVII secolo ad una vera e propria rivoluzione artistica che elesse la città papale a meta obbligata di artisti provenienti dal resto d’Italia e d’Europa: una sorta di Capitale artistica d’Europa. Il rinnovamento artistico dell’Urbe coincise proprio con l’arrivo di Michelangelo Merisi da Caravaggio (foto), nei primi anni Novanta del Cinquecento. Il suo linguaggio innovativo determinò l’inizio di una nuova epoca. L’uso drammatico della luce e l’assenza di ogni idealizzazione dei personaggi, spesso ripresi dalla strada e in formato “al naturale”, posti sempre in primo piano, sono elementi di straordinaria novità che presto divennero oggetto di aspre critiche. (B.C.)
2 ottobre 2011
ITALIA TESORO D’EUROPA Anche quest’anno il nostro paese aderisce, insieme ad altri 24 stati europei, alle Giornate europee del patrimonio che si svolgono il 24 e il 25 settembre. Istituite nel 1954, sono sempre state apprezzate dai cittadini che in questo modo hanno avuto un’opportunità in più per conoscere lo straordinario patrimonio culturale europeo. Nel corso degli anni l’iniziativa è cresciuta al punto che nel 1999 il Consiglio d’Europa e la Commissione Europea ne hanno fatto un’azione comune per favorire il dialogo e lo scambio culturale. La recente iscrizione nel Patrimonio mondiale dell’Unesco dei Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino, che si estendono anche nei paesi confinanti con ben 111 villaggi, non si colloca soltanto nello spirito delle Giornate europee, ma testimonia anche l’esistenza di un forte legame comune nelle tradizioni culturali del vecchio continente. Il ministero dei Beni culturali partecipa a questa grande festa organizzando eventi, aperture straordinarie e laboratori didattici sull’intero territorio nazionale. Inoltre, tutti i luoghi d’arte statali che comprendono il patrimonio archeologico, artistico e storico, architettonico, archivistico e librario, cinematografico, teatrale e musicale, per l’occasione saranno aperti gratuitamente a tutti i cittadini. Nel Lazio le iniziative interessanti sono molte. Ve ne segnaliamo soltanto alcune. E’ possibile consultare l’elenco dettagliato sul sito del ministero (www.benicultutali.it). Nell’area degli Scavi di Ostia (foto) con la visita al Complesso delle Case decorate (Casa delle Muse, la Casa di Lucceia Primitiva e la Casa delle Volte Dipinte) sarà possibile uno sguardo “indiscreto” alla vita privata del ceto medio ostiense. Con una bella visita guidata, sempre nell’area degli Scavi, verrà ricostruita la giornata ideale del cittadino ostiense: dal risveglio nella domus o nell’insula al pranzo frugale; dai piaceri nelle terme all’abbondante cena serale. L’alimentazione, l’istruzione, il lavoro e le attività artigianali, la religione. A Roma, invece, al Museo Nazionale Romano delle Teme di Diocleziano, attraverso la documentazione offerta dalle iscrizioni antiche, sarà possibile avvicinarsi ai sentimenti e alle tematiche legate all’amore e al maleficio: fedeltà ed infedeltà, tradimenti e vendette, amore eterno e illusioni vanificate dalla realtà della vita di 2000 anni fa. Info : www. archeoroma.beniculturali.it. (B.C.)
ARCHIGINNASIO, IN MOSTRA LA NASCITA DI UNA NAZIONE Bologna - Il Risorgimento, la nascita di una nazione che già nel suo farsi è subito epopea. Questo il senso della mostra organizzata presso la Biblioteca comunale dell’Archiginnasio, a Bologna, nell’ambito delle Celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stata realizzata dall’Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna (IBC) con il contributo del Ministero dei Beni Culturali. Le arti hanno svolto un ruolo fondamentale nel comunicarne i valori della nuova nazione all’opinione pubblica. Basti pensare al Nabucco di Verdi, ai romanzi di Manzoni e Nievo, alle liriche di Foscolo, Giusti, Carducci. Anche le arti figurative hanno dato un grosso contributo alla nascita dell’epopea risorgimentale non solo con quadri di grande valore ma anche con illustrazioni indimenticabili di libri, riviste e giornali che, appunto, hanno fatto epoca, da subito. La collezione dell’Archiginnasio è veramente imponente ed è stato possibile raccoglierla grazie alla sensibilità patriottica e alla cultura storica dimostrate da privati cittadini, le cui raccolte sono confluite nella biblioteca civica. Per la mostra sono stati selezionati con cura un centinaio esemplari capaci di dare corpo alla formazione della coscienza storica del Risorgimento e della nuova nazione. Le opere sono esposte in due sezioni tematiche. Nella prima dedicata agli Eventi memorabili, viene presentata una cospicua rassegna di stampe e incisioni di alcuni tra i più noti autori dell’epoca, con la raffigurazione di alcuni episodi salienti della nostra storia. Alle stampe si affiancano dei periodici illustrati, che recano una testimonianza visiva più immediata di questi avvenimenti (la locandina dell'evento). Nella seconda, “Fare l’Italia” attraverso le illustrazioni librarie, vengono proposte le pubblicazioni illustrate che contribuirono ad alimentare il mito del Risorgimento nel momento stesso in cui ogni città dedicava monumenti celebrativi e apriva i primi musei ricchi di cimeli e di testimonianze, affiancando così la produzione letteraria contemporanea. La mostra curata da Cristina Bersani, Valeria Roncuzzi e Sandra Saccone, con la collaborazione di Clara Maldini, si potrà visitare sino al 17 settembre. L’ingresso è gratuito. Info : 051 276813 - www.archiginnasio.it. (B.C.)
RITRATTI. LE TANTE FACCE DEL POTERE - Roma - Lo specchio di Roma, dalla repubblica all’impero, il suo volto. Questo in poche battute il senso della magnifica mostra in corso d’opera ai Musei Capitolini, nel Palazzo dei Conservatori, un quattromani fra l’Assessorato alle Politiche Culturali di Roma capitale ed i Beni Culturali, organizzato da Zetema, con la collaborazione di MondoMostre. In esposizione oltre 150 pezzi - teste, busti, statue - fra terracotte, bronzi e marmi. Dopo L’Età della Conquista, inaugurata lo scorso anno, Ritratti. Le tante facce del potere (foto), rappresenta il secondo appuntamento del Progetto culturale I Giorni di Roma, ideato per mettere a fuoco i cambiamenti e le trasformazioni ideologiche attraverso l’arte di Roma nell’arco di settecento anni. La mostra nasce da una riflessione dei curatori Eugenio La Rocca e Claudio Parisi Presicce sul valore del ritratto come espressione del desiderio degli uomini di esorcizzare la morte, lasciando ai posteri un'immagine di sé capace di sopravvivere nei secoli. Le opere in esposizione, provenienti dai maggiori musei europei, permettono di ricostruire la tecnica di rappresentazione del ritratto romano dalla città repubblicana all'età tardo-antica, partendo proprio dalle origini. Si parte cioè dai primi ritratti in terracotta per arrivare alla vasta produzione in marmo e in bronzo di età imperiale. Nelle diverse sezioni, pezzi belli e importanti ripercorrono l'evoluzione del ritratto, dai calchi realizzati sul volto dei defunti per approdare al vero volto del potere. Non si tratta tanto di riprodurre il proprio aspetto quanto di offrirne un'immagine eroica o divinizzata, sempre allo scopo di sottolineare la propria concezione del potere e distinguersi dai predecessori. Un fenomeno già presente in ambiente greco. Questi volti li ritroviamo tutti nella sezione "Il volto dei potenti", dove i ritratti di Nerone, Vespasiano, Tito, Adriano, Antonino Pio e Marco Aurelio mostrano come le loro immagini siano state costruite in chiave di comunicazione politica. L'ultima sezione, "Le acconciature femminili", evidenzia come anche i cambiamenti di moda e gusto non siano fenomeni esclusivamente estetici, ma riflettano profonde trasformazioni in atto all'interno della società. La mostra si potrà visitare sino al 25 settembre. Il catalogo ricco di contributi prestigiosi è edito dalla Palombi. Info : 060608 - www.museicapitolini.org. (B.C.)
28 agosto 2011
NERONE TORNA NEI LUOGHI DELL’INCENDIO
Roma - Ancora un imperatore in mostra. Dopo il successo del “Divus Vespasianus”, è la volta di Nerone, figura profondamente controversa della nostra storia antica. Una mostra del tutto particolare che si snoda lungo un percorso di vita che trova il corrispettivo nei luoghi della città antica, dal II ordine del Colosseo alla Curia Iulia, dal Tempio di Romolo al Foro romano, dal Criptoportico neroniano al Museo sul Palatino. L’esposizione, infatti, è articolata in un vero e proprio percorso nei luoghi neroniani dell’area archeologica centrale di Roma. L’iniziativa organizzata dalla Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma, in collaborazione con Electa - che ne ha curato anche il catalogo - intende rivisitare la figura dell’ultimo imperatore giulio-claudio, andando a scandagliare due aspetti fondamentali del suo impero : l’incendio, che distrusse buona parte della città nel 64 d.C., e la successiva politica di ricostruzione avviata dallo stesso imperatore fra il 64 e il 68 d.C. Lo scopo è quello di fornire una nuova lettura dell’ambiziosa attività edilizia di Nerone (il ritratto), illustrata anche dalle recenti scoperte condotte negli edifici neroniani nell’area del Palatino e di presentare ufficialmente al grande pubblico gli importanti scavi della valle del Colosseo che hanno permesso di ricostruire nel dettaglio l’incendio. La mostra è articolata in varie sezioni. Presso la Curia Iulia sono esposti i ritratti dei personaggi che fecero parte della quotidianità di Nerone, soprattutto i familiari, il padre Claudio, la madre Agrippina e le mogli; nel Tempio di Romolo invece l’imperatore viene raccontato attraverso il filtro del cinema; presso il Criptoportico, che collegava la Domus Aurea con i palazzi imperiali del Palatino, viene ricostruita la propaganda neroniana, che vide l’assimilazione dell’imperatore al Sole e la sua celebrazione come auriga e come vincitore dei Parti; il fasto del suo palazzo, con le sue incredibili decorazioni, invece, è illustrato al Museo Palatino. La mostra, che si potrà visitare sino al 18 settembre, è arricchita anche dal Nerone di Bononia, un busto marmoreo scoperto nei primi del ' 500 e probabilmente voluto dai bolognesi per ricompensarlo del suo finanziamento per ricostruire la città dopo l'incendio di Bologna del 53 d.C. Prima di essere trasportato a Roma, il torso imperiale è stato accuratamente restaurato. Tornerà a casa alla fine di settembre in occasione di Archeopolis .Info e prenotazioni : 06.39967700 - www.archeoroma.beniculturali.it. ( B.C. )
7 agosto 2011
DiVINO. DALL’ANTICHITA’AD OGGI -Castelbeltrame (NO) - Tutto il fascino del vino e della sua civiltà da molto prima dell’impero romano sino al Risorgimento. Questo in poche battute il senso della mostra organizzata nel centro culturale Materima a Castelbeltrame, nel novarese. Per raccontare questa lunga e affascinante vicenda sono stati riuniti oltre 350 reperti archeologici - in parte mai esposti prima - che abbracciano tutte le civiltà vinicole del Mediterraneo. DiVino. Dall’Antichità ad oggi, nasce dalla collaborazione tra lo Studio Copernico - che da sempre si occupa di arte moderna - la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, il Museo Archeologico Nazionale di Firenze e ARA, Attività di Ricerca Archeologica. L’ampio nucleo dei materiali presentati - afferma Giuseppina Carlotta Cianferoni , curatrice della Mostra - copre un arco cronologico che va dal III millennio a.C. al XIX secolo d.C., dalle più antiche testimonianze del Vicino Oriente alla Grecia, dall’Etruria a Roma, per finire, attraverso Medioevo e Rinascimento, al periodo Risorgimentale. La mostra, articolata in quattro sezioni tematiche è particolarmente attenta alle fonti iconografiche e letterarie ed offre una ricca documentazione sui vini e sul loro approvvigionamento, sul banchetto e sul simposio (foto). A corredo dell’intero percorso vi sono due sale espositive in cui sono stati ricreati scenari suggestivi e sensoriali: un fondale marino con resti del carico di una nave da commercio di epoca etrusca ed una sala tricliniare di epoca romana. Di particolare bellezza degli imponenti calici micenei provenienti da Rodi che ci riportano nelle mense dei grandi principi dei poemi omerici, che al pari dei loro eredi erano già legati al culto del vino e con questo brindavano per suggellare patti e alleanze, festeggiare vittorie e celebrare riti funebri. Indimenticabile la figura del Pelide, narrata dall’Iliade, che per tutta la notte sparge vino attorno alla tomba dell’amico Patroclo. La mostra, che si concluderà il prossimo 5 agosto, vanta anche un valore culturale aggiunto esponendo alcune creazioni particolarmente suggestive di due artisti italiani moderni fra i più importanti: Marino Marini e Giuliano Vangi. Materima è nata dalla ristrutturazione di un cascinale piemontese all'interno dell'oasi naturalistica del Parco delle Lame di Sesia. I lavori, durati quasi dieci anni, hanno recuperato la struttura originale esaltando particolari come la struttura del tetto in legno, le volte in mattoni a vista e le colonne che le sostengono. Info : www.materima.it. (B.C.)
24 luglio 2011
SERE D'ESTATE AL MUSEO NAZIONALE ETRUSCO E AL PARCO ARCHEOLOGICO - Marzabotto (BO).
Nella necropoli di Marzabotto, unica città etrusca interamente visitabile a nord degli Appennini, è di scena il Festival della Commedia Antica (v. depliant), promosso dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna, dalla Soprintendenza e dal Comune, in collaborazione con Provincia di Bologna e il Parco Storico Naturalistico di Monte Sole. L’obiettivo non è solo quello di far conoscere un sito archeologico di straordinaria importanza scientifica e di grande bellezza, ma anche di portare in regione l’antica letteratura greca, dimostrandone l’attualità e la sostanziale modernità. La seconda edizione del Festival (il depliant) propone un cartellone di assoluto interesse nel panorama del teatro classico estivo con nove appuntamenti, in cui si alternano musica, teatro, danza e tre divertenti serate con Giorgio Comaschi (15, 22, 28 luglio) che con L’Etrusco uccide ancoraha espressamente creato un invito a cena con delittodedicato al Museo e al mondo etrusco, coinvolgendo tre ristoratori del territorio che realizzeranno una cena etrusca. Nella pièce persino l’esordio on stage della direttrice del museo, Paola Desantis, che interpreterà sé stessa. Con la collaborazione dei Teatri di Pietra e dei Due Mari il Festival porta in scena : Cassandra da Seneca, Eschilo, Euripide, Il Ciclope di Euripide ed Edipo o della colpa da Sofocle e Seneca. Il 27 luglio quattro giovani attori della Scuola di Teatro Galante Garrone di Bologna, accompagnati dal sax di Claudio Carboni e dagli strumenti medievali e orientali di alcuni componenti del gruppo Musica Officinalis, leggeranno le cronache della Caduta di Costantinopoli lasciate da tre superstiti del grande assedio, testimonianza dell’orrenda strage del 1453. La rassegna si dipana nella cornice ideale disegnata dal Parco Archeologico, dalla Necropoli orientale e dal Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto. Il biglietto per gli spettacoli dà diritto all’ingresso gratuito al museo e agli scavi, che per l’occasione rimarranno aperti fino alle 21. In queste aree archeologiche, dice il Soprintendente Gambari, è nato il grande commediografo latino Tito Maccio Plauto e proprio alla civiltà etrusca possiamo attribuire con certezza la figura di probabili attori mascherati, phersu, che daranno il nome prima alle maschere latine, personae, e, poi, alle odierne parole persona e personaggio. Info : 051 932907 - www.comune.marzabotto.bo.it. (B.C.)
10 luglio 2011
DA FIRENZE A SHANGHAI A PECHINO
Shanghai - E’ partita dallo Shanghai Museum la maratona dei capolavori provenienti dagli Uffizi. 82 capolavori esposti in cinque grandi Musei cinesi per una durata complessiva di 18 mesi. Il progetto della mostra (From the Collections of the Uffizi Gallery. The Genres of Painting: Landscape, Still Life & Portrait Paintings ) è nato dalla collaborazione di due grandi società specializzate in esposizioni itineranti, la Contemporanea Progetti di Firenze e la China Italy Museum League Culture Media, con il contributo del Direttore Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale al MIBAC, Mario Resca, e della Soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, Cristina Acidini.L’evento vuole essere un’occasione di scambio culturale con un popolo antichissimo e da sempre affascinato dalla cultura e dall’arte occidentale. Le opere scelte, che raccontano l’espressione figurativa italiana ed europea dalla fine del XV alla seconda metà del XX secolo, sono esposte in tre sezioni tematiche : Paesaggio, Natura morta e Ritratto. Fra le opere in esposizione spiccano per notorietà l’Adorazione dei Magi del Botticelli, la Venere della pernice di Tiziano(foto) e la Leda e il cigno del Tintoretto. I visitatori cinesi hanno l’opportunità rara di ammirare dal vivo i grandi autori italiani e fiorentini come Guercino, Canaletto, Bartolomeo Bimbi e Giacomo Balla, solo per citarne alcuni dei più famosi. In occasione della mostra, numerosi sono stati gli interventi di conservazione e di restauro. Inoltre, un importante lavoro di ricerca ha portato anche alla scoperta di nuove attribuzioni che hanno arricchito l’archivio della Soprintendenza. Da Shanghai la mostra proseguirà il suo itinerario in altre tre grandi metropoli cinesi, Shenyang, Guangzhou, Chengdu, per terminare il suo viaggio a Pechino, in piena estate, il 2 agosto. Info : www.uffizichina.com. (B.C.)
26 giugno 2011
CON i-MiBAC Voyager VIAGGIO VIRTUALE NELLA ROMA DI COSTANTINO
Roma - Da oggi all’applicazione gratuita per l’iPhone 3GS/4G, con cui è possibile ricostruire virtualmente - in 3D ed in tempo reale - il Foro Romano dell’età costantiniana mentre si passeggia all’interno dell’area archeologica, si aggiunge anche quella per l’iPad. i-MiBAC Voyager, in pratica, utilizza la cosiddetta “realtà aumentata”, sovrapponendo, tramite un dispositivo mobile, più livelli di informazione ad uno scenario reale. L’applicazione, spiegano al Ministero, può essere utilizzata in due modi, il primo, in loco, con il supporto GPS che allinea la posizione della camera virtuale con quella dell’utente nel mondo reale. La seconda modalità, proseguono, consente di accedere a tutti i contenuti in qualsiasi luogo si trovi l’utente, controllando manualmente la camera virtuale attraverso i pulsanti dell'interfaccia. L’applicazione, cioè, è utilizzabile anche “off-line”. Per veder i Fori com’erano all’epoca di Costantino è sufficiente avviarla - magari comodamente seduti sul divano di casa propria - spostandosi in modo virtuale usando i tasti di spostamento presenti sullo schermo anziché i movimenti reali del corpo. Voyager per riconoscere la posizione ed il punto di vista dell’utente utilizza il GPS, la bussola elettronica e gli accelerometri dei terminali iPhone/iPad, consentendo una navigazione molto semplice ed intuitiva. Basta solamente puntare l’iPhone o l’iPad verso un monumento per godersi la nuova esperienza virtuale. In sostanza, si tratta di una evoluzione in 3D delle vecchie audioguide turistiche prodotta da Illusionetwork, grazie alla collaborazione di una equipe di studio molto qualificata. Al progetto promosso dal Mibac, infatti, hanno collaborato il CATTID (Centro per le Applicazioni della Televisione e delle Tecniche di Istruzione a Distanza) dell’Università di Roma, la Sapienza, e la società Artchivium. La Illusionetwork è una società di progettazione e sviluppo di videogiochi di terza generazione, specializzata in tecnologie per il 3D e architettura virtuale. Capace, cioè, di far rivivere il passato attraverso gli strumenti del futuro, spianando così la strada ad un cambiamento epocale di mentalità. Il download dell’applicazione è disponibile tramite l’AppStore o iTunes. i-MiBAC Voyager, a breve, dovrebbe espandersi in altre importanti aree geografiche con pacchetti dedicati. Info : www.illusionetwork.com. (B.C.)
12 giugno 2011
EDIARCHE’, L’EDITORIA E IL GIORNALISMO PER LA TUTELA DEI BENI CULTURALI - Roma - Si è conclusa in questi giorni a Roma, nella sede del Museo Nazionale Preistorico Etnografico Pigorini, la seconda edizione di Ediarché, il Salone dell’Editoria archeologica, manifestazione culturale promossa dalla Ediarché-Editoria per l’Archeologia Srl e patrocinata dalla SAIA-Scuola Archeologica Italiana di Atene, dal DAINST-Istituto Archeologico Germanico e dall’ÉCOLE Française de Rome. Protagonista della manifestazione l’editoria e il giornalismo per la tutela dei beni culturali, in particolare archeologici. Cuore della manifestazione, infatti, è stata proprio l’esposizione e la vendita di pubblicazioni di archeologia, antropologia e storia antica all’interno degli stand espositivi, oppure nella Biblioarché, la Libreria in Comune, che raccoglie i prodotti editoriali più significativi e le novità delle case editrici specializzate. Quest’anno si è registrata anche la presenza di ben 19 enti pubblici che hanno proposto i propri volumi. Il percorso espositivo si è snodato lungo uno scenario suggestivo creato con reperti e immagini messi a disposizione dallo stesso Pigorini. Il filo conduttore della manifestazione è sempre quello della prima edizione, mettere l’archeologia e la nostra storia antica alla portata di tutti. Sono state organizzate presentazioni di libri, tavole rotonde a tema, laboratori didattici per bambini e adulti, lezioni universitarie e conferenze sull’archeologia, l’antropologia, la storia antica e il cinema archeologico. Inoltre sono state organizzate visite guidate gratuite al Museo Etnografico. Di particolare interesse un incontro internazionale di studio, promosso dalla Soprintendenza al Museo Pigorini in collaborazione con Ediarché Srl, e curato dallo stesso Soprintendente La Rocca, incentrato sul confronto tra archeologia e antropologia nei rapporti fra sacro e profano. Gli specialisti si sono misurati in sei diversi ambiti: luoghi, tempi, scopi e gesti, operatori, immagini e oggetti del sacro. Il soprintendente si è soffermato sugli aspetti archetipici del sacro, che possono essere individuati, nello loro molteplici manifestazioni, attraverso l’indagine etnografica e la ricerca archeologica. Grande afflusso al workshop sulle ville romane, metafora dell’ideologia e dell’autorità imperiale. L’ambizione è quella di porsi come un vero e proprio punto di riferimento per gli studiosi e gli appassionati. Info : 06.710561 - www.ediarche.it. (B.C.)
22 maggio 2011
GOGLE ART, I MUSEI DEL MONDO IN UN CLICK Google approda al mondo dell’arte. Adesso conArt Project è possibile visitare alcuni dei musei più prestigiosi di tutto il mondo con un semplice click. Il progetto è stato realizzato da Google con il contributo del Ministero dei Beni culturali e dell’azienda Mountain View. Per il Mibac si tratta della terza volta. Infatti aveva già collaborato con Google per la digitalizzazione di un milione di volumi dalle Biblioteche nazionali di Roma e Firenze (Google Books) e per la mappatura delle principali aree archeologiche italiane (Street view). Adesso, collegandosi all’indirizzo : www.googleartproject.com,si può fare un vero e proprio tour virtuale. Ma non solo. Selezionando le opere di interesse si possono avere ulteriori informazioni.Il riquadro informativo permette di saperne di più sul dipinto, trovare altre opere dello stesso artista e vedere i video YouTube ad esso correlati.Art Project è il frutto della collaborazione di Google con 17 musei d’arte, in prima fila la Galleria degli Uffizi, il museo più anticodell’Europa moderna, creato nel cuore di Firenze per accogliere le raccolte d’arte dei Medici. Presto alla galleria on-line se ne aggiungeranno molti altri. Grazie alla nuovissima tecnologia “per interni” di Street View sono disponibili oltre 1000 immagini in alta risoluzione. Le opere che fanno parte del progetto spaziano dalla Nascita di Venere del Botticelli (vedi foto)- icona degli Uffizi - a No Woman, No cry di Chris Offili. E ancora: i soffitti della Reggia di Versailles, i templi Egizi e una collezione mondiale che va da Whistler a Rembrandt. In totale, sono presenti opere di 486 artisti di tutto il mondo.Queste immagini sono state poi montate in modo da offrire una navigazione scorrevole in oltre 385 sale, come se ci si trovasse realmente all’interno gli edifici. Gli interni delle gallerie sono visibili anche su Google Maps con il servizio Street View.Ogni museo mette a disposizione anche un’opera in “gigapixel”, cioè in altissima risoluzione, tanto da poter rendere visibili quei particolari che l’occhio umano, da solo, non riesce a cogliere, come pennellate e patina. Il sistema, inoltre, consente agli utenti di salvare specifiche porzioni di immagine per ciascuna delle 1000 opere disponibili e di creare così una propria collezione personale.Possono essere aggiunti commenti ad ogni dipinto e l’intera collezione può essere condivisa con chi si desidera.L’accesso è gratuito.(B.C.)
15 maggio 2011
MELOZZO E L’UMANA BELLEZZA. CAPOLAVORI A CONFRONTO - Forlì Una personale ricerca della bellezza della figura umana, in grado non solo di possedere lo spazio in cui si colloca, ma anche di imporsi come canone di una perfezione formale su tutto il creato. Proprio su questa base Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, ha potuto affermare che “senza Melozzo difficilmente si spiegherebbe Raffello”. Ed è proprio in questo contesto che si è cercato di restituirlo alla sua dimensione più autentica con la mostra forlivese dei Musei San Domenico, promossa dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì in collaborazione con il Comune, e curata da Antonio Paolucci, Daniele Benati e Mauro Natale. Melozzo da Forlì. L’umana bellezza tra Piero della Francesca e Raffello praticamente espone tutte le opere “mobili” dell’artista, riunendo anche i pochi affreschi che sono rimasti del colossale ciclo - purtroppo distaccato - creato per l’abside della Chiesa dei Santi Apostoli a Roma, come gli Apostoli ed i bellissimi Angeli musicanti (vedi foto), disperso tra Musei Vaticani e Quirinale. La mostra propone anche il suo capolavoro, l’affresco monumentale "Sisto IV nomina Bartolomeo Platina Prefetto della biblioteca apostolica", per molto tempo attribuito a Piero della Francesca, che esce per la prima volta dai Musei Vaticani. Siamo nel 1475. Il Papa della Rovere, che fra un anno chiamerà i fiorentini e gli umbri ( Ghirlandaio, Perugino, Botticelli, Signorelli ) ad affrescare la Sistina, affida all’affresco di Melozzo il valore di un vero e proprio manifesto politico. E Melozzo per primo, con linguaggio raffinato, erige la forma della pittura “vaticana”, la stessa che in seguito sarà soprattutto di Raffaello. Un percorso che gli valse l’appellativo di Pictor Papalis. La mostra inoltre propone alcuni capolavori dei grandi da cui il maestro trasse insegnamenti e suggerimenti, dal Mantegna al Bramante, o che frequentò nella Roma pontificia, come il Beato Angelico. Proposte anche molte opere di artisti che si ispirarono al maestro forlivese, come il suo allievo migliore Marco Palmezzano, oltre ad un nucleo strepitoso di capolavori di Raffaello. Insomma, una carrellata di grandi interpreti per tratteggiare uno dei momenti più felici della nostra storia dell’arte. Il catalogo della mostra, che si potrà visitare sino al 12 giugno, è pubblicato da Silvana Editoriale. Info : 199 75 75 15 - www.mostramelozzo.it. (B.C.)
30 aprile 2011
150 ITALIAMOBILE. IL 21 APRILE L’APPLICAZIONE E’ GRATUITA -Nasce una nuova applicazione istituzionale per smartphone legata all’Unità d’Italia, ai luoghi e ai protagonisti di questa nostra storia appassionante, 150 Italiamobile. Il progetto, ideato e coordinato da Artchivium, è stato realizzato nell’ambito delle celebrazioni per l’anniversario grazie al contributo della Presidenza dei Consiglio dei Ministri, del Ministero dei Turismo e di quello dei Beni culturali. Voluto per avvicinare i cittadini alle vicende dell’Unità e agli eventi legati alle celebrazioni, in programma per tutto il 2011, 150 Italiamobile grazie alla sua intuitività è di facile utilizzo (esempio). La nuova applicazione permette di orientarsi agevolmente all’interno delle varie sezioni che la compongono. Un percorso visivo che, attraverso le immagini di luoghi, monumenti, dipinti e documenti che scorrono sul display propone il racconto degli eventi storici che portarono all’Unità, con la possibilità di individuare quei luoghi in una mappa georefenziata integrata da contenuti altamente interattivi.Il 21 aprile, in occasione del Natale di Roma, l’applicazione si potrà scaricare gratuitamente dal proprio smartphon.Tutti i contenuti e gli itinerari saranno disponibili anche online sul portale nazionale del turismo ltalia.it. e sul sito ufficiale per le Celebrazioni ltaliaunital50.it.Il progetto Artchivium nasce dall'incontro fra arte e digitalizzazione, tra studio e condivisione web.La doppia vocazione si concretizza nella pubblicazione in rete delle informazioni ricavate da quei documenti d’archivio - editi e inediti - che non sono facilmente reperibili e nello studio archivistico vero e proprio.In particolare, Artchiviumha concentrato la propria attenzione sulle gallerie ex fedecommissarie romane, divenute dalla fine dell’Ottocento musei pubblici.Ricostruire la storia delle opere "ex fedecommissarie" e le loro vicende collezionistiche - si legge sul sito della società - vuol dire recuperare la testimonianza tangibile delle trasformazioni di gusto, di interesse e di coscienza critica nella cultura artistica italiana.Un lavoro multidisciplinare, i cui risultati confluiscono in una bancadati informatizzata fruibili liberamente on-line.Artchivium, fra l’altro, sta realizzando per conto dei Beni culturali il progetto i-MiBAC, il primo del genere in Italia, per la realizzazione di un portale mobile di applicazioni tematiche in multipiattaforma, già parzialmente attivo.Info : www.artchivium.com. (B.C.)
17 aprile 2011
NUOVO TOUR VIRTUALE SU STREET VIEW - Nuove bellezze storico-artistiche si aggiungono al patrimonio già visitabile su Street View con il servizio integrato di Google Maps che consente di navigare a 360° per le strade e nei siti d’interesse di tutto il mondo. Le immagini sono state raccolte nei mesi passati grazie al Google-trike, una sorta di triciclo dotato di apposite apparecchiature che permettono di scattare foto panoramiche a 360°. Il trike ha percorso in lungo e in largo luoghi non accessibili alle automobili, come i siti archeologici più belli di Roma, vicoli medievali e giardini di ville e residenze storiche. Le immagini, poi, sono state elaborate e oggi sono visibili su Google Street View.Grazie al supporto dei Beni Culturali, il trike ha potuto accedere per la prima volta all’interno di aree archeologiche (esempio 1) come: i Fori Imperiali, il Colosseo, il comprensorio dell’Appia Antica e le Terme di Diocleziano (esempio 2). Ma non basta. Adesso sono entrate a fare parte della raccolta di Street View anche le dimore storiche come i giardini della Venaria Reale di Torino, oltre al centro storico di Firenze (Piazza della Signoria, Piazza del Duomo, Ponte Vecchio) e altre antichissime piazze italiane.Queste meraviglie (v. tab.) si aggiungono agli altri “luoghi simbolo” visitati dal trike all’estero come il Castello di Chenonceau in Francia e i Giardini Botanici Reali di Kew nei pressi di Londra.Tutti visibili all’interno della Street ViewGallery,nella sezione Patrimonio dell'Umanità.Street View- ha dichiarato Stefano Maruzzi, Country Director di Google Italy- è uno dei progetti che abbiamo il piacere di portare avanti con la Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Mibac.E' anche la prova - ha proseguito - dell'impegno che da tempo Google pone nei riguardi di attività che si traducono nella valorizzazione del territorio italiano attraverso la nostra tecnologia. Le innovative tecnologie di ricerca di Google consentono a milioni di persone in tutto il mondo di accedere quotidianamente alle miriadi di informazioni (lista siti italiani) disponibili su web. Fondata nel 1998 da due studenti della Stanford, Larry Page e SergeyBrin, Google è oggi uno dei più importanti domini web in tutti i principali mercati del mondo.(B.C.)
10 aprile 2011
IL TESORO DI SPILAMBERTO. SIGNORI LONGOBARDI ALLA FRONTIERA
Siplamberto (MO) - All'alba del Medioevo, quindici secoli fa, una piccola colonia di guerrieri Longobardi si insedia con le proprie famiglie sulla riva dell'antico Scultenna. Una mostra racconta come vissero e morirono questi primi Longobardi di Spilamberto grazie al ritrovamento della loro necropoli, scoperta nel 2003 nei pressi del fiume Panaro. La mostra, Il Tesoro di Spilamberto. Signori Longobardi alla frontiera, è promossa da Comune di Spilamberto e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici. Nei primissimi tempi dell’invasione, i Longobardi si spingono nel cuore dell’Emilia-Romagna, conquistando Parma, Reggio e Modena ed attestandosi con piccoli insediamenti di carattere militare sulla linea del Panaro e del Secchia. In questo difficile contesto, tra il 570 e 590, si colloca la vicenda dei primi Longobardi di Spilamberto, che oggi possiamo raccontare, almeno in parte, grazie alla recente scoperta della loro necropoli. Nelle città i nobili guerrieri occupano le dimore signorili e i palazzi superstiti mentre il resto della popolazione ricava modeste case nelle antiche domus romane. Nelle campagne, come a Spilamberto, piccole comunità si insediano nelle fattorie di età romana o in nuovi villaggi di capanne. Non conosciamo le loro case ma solo i loro cimiteri. Le pratiche funerarie e i reperti delle sepolture - alcuni dei quali di altissima qualità e di indubbio valore simbolico - hanno consentito di avere un’idea della loro cultura, della loro vita quotidiana e di intravedere le relazioni che intrattenevano con le popolazioni romane, al di qua e di là del confine. I guerrieri furono seppelliti in modo assai semplice, con le armi individuali (spada, lancia e scudo) che nella tradizione germanica connotavano l’uomo libero e combattente. I corredi delle numerose tombe femminili, invece, più ricchi (fibula) e complessi, testimoniano l’assimilazione non recente di costumi e gusti bizantini, ma anche la comunanza culturale con altre nazioni barbariche. Tra i reperti, resi ancora più suggestivi dalla grafica ricostruttiva, spiccano i filamenti in oro di un tessuto di broccato che probabilmente velava il volto di una giovane defunta, un raffinato corno potorio in vetro e una rarissima sedia pieghevole in ferro (sella plicatilis) decorata con agemina in ottone a motivi geometrici. Un ritrovamento che, per l’integrità e la varietà culturale dei reperti, fa di Spilamberto un luogo nodale per la storia della inquieta frontiera fra Langobardia e Romania. La mostra rimarrà aperta sino al 25 aprile. Info : 059.789.929 - 0522.532.094.(B.C.)
3 aprile 2011
ORI ANTICHI DELLA ROMANIA - Roma -
Una vetrina degli antichi tesori della Romania, dall’età del bronzo al periodo bizantino, che testimonia il lontano rapporto della nostra storia e della nostra cultura con quei popoli. La stessa denominazione dello stato trae origine dall'aggettivo latino Romanus, romano. Comincia ad essere utilizzato ufficialmente solo nel XIX secolo, ma veniva usato da alcuni autori già nel XVI. L'esposizione, allestita nei bellissimi Mercati Traianei, è stata curata dal direttore del Museo Nazionale di Storia della Romania di Bucarest, Ernest Oberländer-Târnoveanu e dalla responsabile del Museo dei Fori Imperiali nei Mercati di Traiano, Lucrezia Ungaro. Per la prima volta è stato portato in Italia un nucleo consistente degli antichi tesori romeni in cui risaltano gli oggetti prodotti dai Daci, la popolazione resa celebre dalla conquista dei Romani guidati dall’imperatore Traiano, all’inizio del II secolo d.C. La mostra (locandina della mostra) espone 140 oggetti provenienti in gran parte dal Tesoro Nazionale conservato nella Sala degli Ori del Museo Nazionale di Storia di Bucarest. I reperti coprono un arco cronologico molto ampio, dal XVII secolo a.C. al VI secolo d.C., e sono particolarmente interessanti per le loro molteplici destinazioni d’uso. E’ possibile ammirare la preziosissima collana di Hinova del XII secolo a.C., proveniente dal più ricco tesoro protostorico, ma di fattura incredibilmente moderna; i famosi bracciali spiraliformi di Sarmizegetusa (la capitale della Dacia conquistata da Traiano), realizzati nel II-I secolo a.C. e recuperati di recente dopo il loro trafugamento, che vengono prestati per la prima volta ad un museo estero dal governo romeno e molto altro ancora. In mostra anche una discreta porzione degli stateri d’oro rinvenuti nella capitale della Dacia, con il nome del re Koson scritto in lettere greche. Queste monete, datate alla metà del I secolo a.C., rappresentano l’unico caso in tutta la produzione numismatica dacica nel quale compare il nome dell’autorità emittente. Roma non ospitava una mostra dedicata all’antica Dacia - territorio che il processo di romanizzazione trasformò in una vera e propria isola “romana” nel cuore dei balcani - dai primi settanta. La mostra, promossa dal MAE e dal MIBAC in collaborazione con il governo romeno, si potrà visitare sino al 3 aprile. Info : 060608. (B.C.)
20 marzo 2011
IL 17 MARZO APERTURA GRATUITA NO STOP DEI MUSEI ITALIANI PER FESTAGGIARE IL 150° ANNIVERSARIO DELL’UNITA’. NASCE IL MUSEO NAZIONALE G. GARIBALDI -
Il Comitato Interministeriale per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia ha deciso di festeggiare la ricorrenza storica della sua proclamazione - il 17 marzo, dichiarato festa nazionale dalla legge 100/2010 (art. 7 bis) - con un’apertura gratuita no stop di tutti i musei italiani. “Lo spirito - ha dichiarato il ministro Bondi, che fra l’altro presiede il Comitato - è quello di offrire ai cittadini, e in particolare ai più giovani, un’opportunità per riflettere sul senso e la ragione della nostra comunità nazionale proprio nei luoghi che ne custodiscono le radici (…)”.L’obiettivo di fondo è quello di recuperare la memoria storica dei luoghi e per questo il Mibac sta lavorando già da diversi anni al progetto dedicato, I luoghi della memoria, appunto. “E’ evidente che in un Paese con una geografia e una storia così strettamente interrelate, i luoghi e la loro specificità culturale, politica e istituzionale, hanno un peso specifico ineludibile”, come ha sottolineato a suo tempo lo stesso Comitato dei Garanti. In pratica, si sta lavorando ad una mappatura che incroci l'importanza di ciascun luogo nel processo di unificazione nazionalecon la dimensione storico-culturale, legata alla memoria, quella più vissuta e più vera. Lo scorso anno Il Comitato dei Garanti ha persino individuato i parametri per fare l’elenco degli interventi prioritari. E lo scorso gennaio Il Comitato per le Celebrazioni ha presentato ufficialmente il Progetto di restauro del Forte Arbuticci, che sorge nell’isola di Caprera, non lontano dalla casa dell’Eroe, dove sarà allestito il Museo Nazionale Giuseppe Garibaldi (foto).L’iniziativaè sostenuta dallo Stato e in parte dalle Fondazioni di origine bancariaAcri con un contributo pari a oltre il 30% dell’intervento.Il termine dei lavori è previsto per il prossimo ottobre, ma iniziative culturali legate alla memoria di Garibaldi saranno svolte fin dal prossimo 4 luglio.L’intervento complessivo -comprensivo del nuovo allestimento museale, della sistemazione stradale dell’accesso all’area che si trova a 150 metri di altezza, delle iniziative dell’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago de La Maddalena sulle attività sviluppate dall’Eroe in ambito agricolo e ambientale - ammonta a circa 6 milioni di euro.In questo modo, fra l’altro,si potrà inglobare in un unico contesto anche il Museo della Casa di Garibaldi, meta di circa centomila visitatori ogni anno.Info : www.italiaunita150.it. (B.C.)
06 marzo 2011
ETRUSCHI, IL FASCINO DI UNA CIVILTA’ - Porcari (LU) - Abitudini di vita quotidiana, oggetti, gioielli, anche urne, porcellane, incensiere, bronzi, anfore, armi, che trovano spazio in suggestive ambientazioni grazie a plastici e modelli in scala che ricostruiscono i templi, le abitazioni e le tombe. Questa in poche battute Etruschi, il fascino di una civiltà, la mostra ospitata dal Palazzo di Vetro a Porcari che intende raccontare l’eccellenza del popolo etrusco, la prima grande civiltà sorta in Italia, proprio in Toscana. La mostra, curata dalla Fondazione Giuseppe Lazzareschi di Porcari e dalla Fondazione Antica Zecca di Lucca in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, che ha carattere didattico e non pretende di essere esaustiva, oltre dare uno spaccato della quotidianità di questa antica civiltà, sempre affascinante, offre anche una sezione molto interessante dedicata ai ritrovamenti sul territorio (foto), molti dei quali vengono esposti al pubblico in anteprima assoluta. Numerosi anche i volumi della Biblioteca Statale di Lucca che testimoniano la “Fortuna degli Etruschi”, ovvero la riscoperta dell’interesse e della passione per questo antico e sapiente popolo, avvenuta, dopo un millenario oblio, ad opera degli studiosi e intellettuali a partire dal XVIII secolo. L’evento, reso possibile grazie al contributo, fra gli altri, della Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa, Livorno e della Fondazione Banca del Monte di Lucca, ha ottenuto anche il patrocinio della Regione Toscana e dei comuni di Porcari, Lucca, Capannori e Altopascio. La mostra che si potrà visitare sino al 27 marzo è accompagnata da un ben nutrito calendario di appuntamenti culturali fra cui la conferenza dell’archeologo Giulio Ciampoltrini “Gli Etruschi di Porcari e della Piana di Lucca” e un incontro con il direttore della Soprintendenza Archeologica di Roma, Fiorenzo Catalli, dedicato alle monete degli Etruschi, presso la Fondazione Antica Zecca di Lucca. Il ciclo di incontri si concluderà il 4 marzo con uno spettacolo di danza contemporanea ispirata a musiche etrusche con le coreografie di Rosella Musetti. L’ingresso è libero. Info : 0583 298163 - www.fondazionelazzareschi.it. (B.C.)
27 febbraio 2011
RIAPERTA LA CASA DELLE VESTALI - Roma - Uno dei gioielli del Foro romano ritorna agli antichi splendori: dopo venti anni e importanti lavori di restauro è statarestituita alla citta' la Casa delle Vestali, che si trova la' dove la piazza del Foro romano comincia a salire verso il Palatino, tra la via Nova e la via Sacra, dietro al Tempio di Vesta.Nelle settimane scorse è stato inaugurato l'itinerario denominato via Nova, che va dall'atriumVestae fino all'inizio del Clivo Palatino. Il tracciato stradale, visibile sulla pendice Nord-Occidentale del Palatino (foto), viene comunemente ricondotto alla pianificazione urbanistica successiva all'incendio del 64 d.C., ma potrebbe anche essere precedente.Il nuovo percorso si inserisce nell'ambito del programma di valorizzazione del patrimonio del Foro romano da parte della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, sostenuto dall'azione del Commissario delegato alle aree archeologiche di Roma e Ostia antica, Roberto Cecchi.I lavori hanno riguardato un'estensione di 4.085 metri quadri. Le opere di restauro e manutenzione sono state finanziate con i fondi Arcus e con quelli della programmazione ordinaria 2010 della Soprintendenza. Il primo intervento ha avuto come obiettivo la riapertura dell'AtriumVestaee del percorso di collegamento con la soprastante Via Nova.L’importanza della Casa è data dal fatto che si trova dietro al Tempio di Vesta dove era custodito il fuoco sacro della dea protettrice della comunità e simbolo dell’eternità di Roma. Ospitava le sacerdotesse dalla loro iniziazione,che avveniva intorno ai dieci anni.Dopo aver custodito il sacro fuoco per trent’anni si potevano sposare, ma durante il loro ministero avevano l’obbligo della castità e se lo infrangevano venivano sepolte vive.Andrea Carandini,presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali - che ha illustrato i lavori (foto 2) dall’alto della sua grande competenza dettata dall’esperienza ventennale di scavo lungo la via Sacra - la definisce “la perla più bella nella collana del Palatino”. Lo stesso Cicerone nel De Divinatione(44 a.C.)rende omaggio alla sacralità del sito e le sue parole oggi le ritroviamo in bella vista nell’AtriumVestae. Prossima riapertura in programma quella della "Rampa Domizianea", chiusa dall'inizio del Novecento .Info e prenotazioni : 06 39967700 - www.060608.it. (B.C.)
13 febbraio 2011
I FATTI D’ARME CHE FECERO L’UNITA’ D’ITALIA - Firenze - La Galleria dei Medici è diventata un campo di battaglia. Gli eserciti che fecero la storia dell'Italia fino alla fine di gennaio hanno occupato lo spazio espositivo per raccontare la storia del nostro Paese. Un riguardo particolare è stato riservato al contributo dato all’unificazione dai toscani con il plastico della battaglia di Curtatone e Montanara (29 maggio 1848), capace di mettere in evidenza l’enorme divario di forze in campo tra tosco-napoletani e austriaci. Presenti anche la guerra di Crimea con la Carica di Balaclava e lo scontro della Cernaia, la Battaglia di Palestro (31 maggio 1859) e quella di Calatafimi (15 maggio 1860). Addio mia bella addio. Da Curtatone a Calatafimi, i fatti d'arme che fecero l'Unità d'Italia prosegue fino al 17 marzo nelle antiche sale delle biblioteche Riccardiana (nella foto) e Moreniana, con l’esposizione di una ricca documentazione sui figurini, uniformi, cimeli risorgimentali, giornali e volumi d’epoca. Documenti conservati dalle biblioteche e dai fondi Fucini, Basevi e Zannetti. Il comando provinciale della Guardia di Finanza - che ha pubblicato una storia del Corpo, dalle origini nel Granducato fino all’unificazione, portando alla luce importanti documenti - ha messo a disposizione i figurini che riproducono per la prima volta i finanzieri granducali. La mostra rientra nelle manifestazioni per celebrare il 150° anniversario dell'Unità nazionale ed è stata organizzata dalla Provincia di Firenze e dall’associazione Cantiere della Memoria che hanno messo a diposizione i plastici, animati da migliaia di figurini che ricostruiscono le battaglie più significative, dalla prima guerra di indipendenza alla spedizione dei Mille, con l’importante contributo dell’Associazione Fiorentina Battaglie in Scala (AFBIS) e dell’associazione di modellisti La Condotta, che raccoglie pezzi unici a livello internazionale. I figurini storici sono dei soldatini realizzati secondo i criteri dell’archeologia ricostruttiva in scala. Fra i contributi provenienti dalle collezioni italiane più importanti anche i figurini piatti "Norimberga" e i celebri Xiloplasto, prodotti nel 1961 per commemorare il primo centenario dell'Unità. Info : 39 055 212586 - www.riccardiana.firenze.sbn.it. (B.C.)
30 gennaio 2011
TEOTIHUACAN: LA CITTA' DEGLI DEI - Roma - A Palazzo delle Esposizioni un viaggio antropologico per scoprire i segreti e la vita quotidiana della piu' importante civiltà dell'antica Mesoamerica, Teotihuacan la citta' degli Dei, dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. La mostra, frutto di una convenzione tra il nostro ministero dei Beni Culturali con il Mexico - come ha dichiarato il sottosegretario Giro - e organizzata dall'Instituto Nacional de Antropologia e Historia, presenta opere in gran parte provenienti dal Museo di Archeologia di Città del Messico. "Il luogo dove gli uomini diventano dei": questo è il significato della parola Teotihuacàn, il nome dell'antica città che oggi è il più importante sito precolombiano del Centroamerica, 40 chilometri a nord est della capitale dello stato sudamericano, un tempo una metropoli da 150 mila abitanti. Il nome di provenienza náhuatl è legato al mito del Quinto Sole, racconto azteco precoloniale giunto sino a noi grazie al lavoro dei missionari che raccolsero e trascrissero miti e credenze indigene. La denominazione, infatti, venne attribuita dagli Aztechi solo secoli dopo la sua caduta. Molto prima dell'avvento della civiltà europea sul suolo americano, il rispetto per il suo nome si profuse in tutte le culture che occupavano quello che oggi è il Messico e parte dell'America centrale. L'origine di Teotihuacan si fa risalire intorno al II secolo d.C. nella zona centrale del Messico, ove si stabilì e proliferò, fino a raggiungere la maggior parte dell'attuale Messico. La città degli dei raggiunse il culmine del suo splendore nel periodo compreso tra il 150 e il 450 d.C. Grazie alle testimonianze di grandi archeologi e antropologi e all’esposizione di oltre 300 reperti viene offerta al pubblico una visione completa di questa grande civiltà precolombiana (II sec.-VII sec. d.C.), dalla vita quotidiana a quella sociale, politica e religiosa, sacrifici inclusi (foto maschera). I tunnel recentemente scavati all’interno della Piramide della Luna hanno messo in luce grandi offerte sacrificali deposte in occasione dei sette stadi di costruzione della piramide, tra il 100 e il 400 d.C. Le offerte includevano sacrifici umani e animali, oltre a centinaia di manufatti in pietra e ceramica. Il crollo di Teotihuacàn, che si verificò intorno al 700 d.C. e tutto oggi rimane parzialmente inspiegato. Della mostra, che si potrà vistare sino al 27 febbraio, è disponibile un dettagliato catalogo, a cura di Felipe Solís, edito da Skira. Info : www.palazzoesposizioni.it. (B.C.)
23 gennaio 2011
L’ARTE TI FA GLI AUGURI - Con l’anno appena arrivato il Mibac regala una nuova iniziativa gratuita agli appassionati della cultura, L’arte ti fa gli auguri, con l’obiettivo di fare buoni proseliti.Si tratta della prima promozione del 2011 che punta a confermare ed incrementare gli ottimi risultati ottenuti l’anno scorso in termini di aumento di visitatori e di incassi nei luoghi della cultura statali, dopo anni di trend negativo.Gli ultimi dati rilevati dall’Ufficio Statistica dei Beni Culturali,infatti, hanno registrato, da gennaio ad ottobre, un incremento del 15,5% dei visitatori e dell’8,73% degli incassi rispetto allo stesso periodo del 2009. Risultati, questi, frutto di una strategia comunicativa mirata che ha previsto, lungo il corso dell’intero anno, tutta una serie di “eventi promozione” che hanno riscosso il deciso apprezzamento del pubblico e che verranno riproposti anche nel 2011. Ritornerà quindi la Domenica di carta, con l’apertura straordinaria e gratuita di archivi e biblioteche statali, la Notte dei Musei in cui saranno aperti gratuitamente dalle 20.00 alle 2.00, laMusica nei Musei con i grandi concerti serali gratuiti in oltre 150 musei italiani, insieme a tutte le altre iniziative culturali della stagione scorsa. Con L’arte ti fa gli auguri per l’intero 2011 il Mibac offre a tutti cittadini italiani e dell’Unione Europea un ingresso gratuito in qualunque luogo dell’arte statale, nel giorno del loro compleanno.E’ sufficiente esibire la carta d'identità al botteghino. Nel caso in cui il compleanno coincida conil giorno di chiusura, l'ingresso omaggio sarà valido per il giorno successivo (la locandina dell'iniziativa). Le categorie già destinatarie di agevolazioni riceveranno un ingresso omaggio per un accompagnatore che non goda degli stessi benefici.Per sapere se il museo o il sito che abbiamo scelto rientrano nell’iniziativa e conoscere gli orari di apertura e le altre informazioni accessorie basta fare una rapida ricerca nella sezione dedicata (Luoghi della Cultura e agevolazioni per l'ingresso) sul sito del Mibac.La promozione rientra nel quadro delle iniziative messe in campo per celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, con la convinzione, dicono al Ministero, che il nostro patrimonio culturale sia un forte collante nazionale e motivo di orgoglio patriottico.Info :www.beniculturali.it. (B.C.)
9 gennaio 2011
MYTHOLOGY, “SCANDALOSAMENTE PIRELLI 2011 -
Un anno in compagnia degli dei, da Castore e Polluce a Dioniso e Ade, passando per Orfeo e Euridice. Trentasei scatti per raffigurare i miti e gli eroi dell’antica Grecia, firmati dal genio creativo di Karl Lagerfeld. Questo in estrema sintesi è Mythology, il Calendario Pirelli 2011 presentato in anteprima mondiale, a Mosca, sul palcoscenico dello storico teatro “Stanislavsky and Nemirovich-Danchenko". Mythology riflette una delle passioni più radicate di Lagerfeld, quella per le leggende e la mitologia greco-romana, per il racconto dell'origine dell'uomo e del mondo. In un viaggio a ritroso nel tempo, attraverso il linguaggio universale della fotografia, Mythology ci riporta alle radici della civiltà classica, riavvicinando così la Pirelli al Vecchio Continente, dove iniziò la sua attività quasi 140 anni fa. Sembra proprio che il creativo tedesco abbia scelto l’Olimpo, con Hera e Zeus in testa, per immortalare i dodici mesi dell’anno, parlando di bellezza, libertà e sessualità. E Lagerfeld spiega anche perché ha scelto una mitologia senza inferno né peccato, né perdono. Bisogna tornare alla bellezza dell'antichità, ha dichiarato il fotografo-stilista a Mosca. Simone Weil diceva che Gesù discende direttamente da Prometeo. All'epoca fece scandalo. Io adoro le dee perché furono le prime donne liberate, avevano finalmente diritto a tutto. Così nei suoi scatti in bianco e nero propone la rappresentazione ideale della bellezza immortale con le modelle e gli indossatori più belli del mondo. L'attrice americana Julianne Moore veste i panni della dea Hera, Apollo invece è ritratto dal bellissimo Baptiste Giabiconi di lauro vestito. Tra le italiane ci sono anche Bianca Balti ed Elisa Sednaoui. La modernità della mitologia è nell'amore per la giovinezza, nel culto del corpo, nell'accettazione del desiderio senza punizione divina e nell'omaggio permanente reso alla Natura, spiega lo stilista. Insomma, un calendario dove l’erotismo cede il passo alla bellezza pura, come se a scolpire quei corpi di dei in bianco e nero fosse un architetto (una foto). Accostare la mitologia classica, sostengono in Pirelli, significa comprendere, attraverso le sue figure e forme memorabili, il significato di una civiltà e quanto di universale e atemporale ha saputo trasmetterci. (B.C.)
26 dicembre 2010
Il 2010 ormai volge al termine e la rubrica dedicata alle attualità culturali tornerà con l’anno nuovo, dopo l’Epifania. A tutti gli internauti un cordiale augurio di buone feste.
Barbara Civinini
1861, DIETRO LE QUINTE DI UNA STORIA POPOLARE - Roma - La storia della nostra Guerra d’Indipendenza riletta attraverso la pittura popolare degli artisti-soldato e non solo. Questo in poche battute il senso della bella mostra 1861.I pittori del Risorgimento ospitata dalle Scuderie del Quirinale in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Una grande mostra che rilegge attraverso il linguaggio dell’arte il percorso storico che portò all'unificazione del nostro paese, tratteggiato non solo dalle grandi battaglie, da quella di Crimea alla Seconda Guerra d’Indipendenza, ma anche dai sentimenti del popolo e dai suoi volti. Così accanto alle opere monumentali dei pittori del Risorgimento che rappresentarono l’epopea bellica attraverso le sue grandi battaglie troviamo le tele dei pittori-soldato che hanno immortalato il dietro le quinte della nostra storia. Il cuore della mostra è rappresentato proprio dalle opere di questi artisti, lombardi, toscani e napoletani, come Eleuterio Pagliano, Federico Faruffini e Michele Cammarano, convinti patrioti che presero parte in prima persona a molte di quelle battaglie, e ne resero testimonianza attraverso una pittura esatta e fedele agli eventi, mai retorica e sempre attenta ai tanti risvolti umani della guerra (foto). Testimoni di una giovane arte italiana del tutto nuova rispetto all’accademia, rivoluzionaria anche nella forma. Rappresentarono il dietro le quinte dei soldati semplici, dei feriti curati grazie alle prime forme di assistenza, degli stessi nemici caduti, accomunati all’esercito piemontese nella tragedia della morte, come si può vedere nel capolavoro monumentale di Girolamo Induno La battaglia della Cernaja, del 1857. In tutto sono esposte una quarantina di opere dei maggiori artisti dell'epoca, da Francesco Hayez a Silvestro Lega. La mostra si chiude con i capolavori tardi di Giovanni Fattori, capofila livornese dei Macchiaioli - riuniti insieme per la prima volta - come Lo staffato e Lo scoppio del cassone che, a molti anni di distanza dall’Unità d’Italia, denunciano gli orrori della guerra e il sacrificio di tanti, quasi un monito per il nuovo impegno civile e morale: quello di essere, dopo tante sofferenze, finalmente italiani. Vengono proposti anche una serie di approfondimenti con incontri, concerti e proiezioni. Per i più giovani, dai 7 agli 11 anni, invece è in programma, ogni fine settimana, il Laboratorio “Giro d’Italia” sulla storia del Risorgimento (Prenotazioni al : 06.39967500). La mostra si potrà visitare sino al 16 gennaio. Info : www.scuderiequirinale.it. (B.C)
19 dicembre 2010
SOTTO LA STAZIONE DELL’ALTA VELOCITA’ UN “CIMITERO DI MALEDETTI” - Bologna -Sotto le Due Torri in mostra un mistero antichissimo e oscuro. Il Museo di Antropologia di Bologna espone un discreto campionario di scheletri di epoca romana e altomedievale che attestano pratiche e rituali funerari non convenzionali, rivelando un complesso rapporto dell’uomo con la morte. I poveri resti sono emersi durante gli scavi per la modernissima stazione dell'Alta velocità di Bologna Centrale, in via Carracci. Sono quasi sempre maschi, giovani adulti di età compresa tra i 25 e i 35 anni, gli arti orrendamente mutilati, i crani asportati o trafitti da chiodi, i corpi sepolti faccia a terra, spesso legati, parzialmente cremati o devastati in modo cruento. Gli antropologi dell'università di Bologna e Ferrara, che stanno studiando il problematico caso, le chiamano "sepolture anomale”.Gli scavi hanno riportato alla luce circa duecento sepolture di cui una quarantina "anomale". Proprio queste presentano un interesse antropologico. "Hanno caratteristiche sconosciute nel mondo romano", spiega Maria Giovanna Belcastro, curatrice della mostra, antropologo-fisica dell'Alma Mater Studiorum, Università di Bologna. Questi rinvenimenti - dicono al Dipartimento di Biologia Evoluzionistica Sperimentale dell'Università di Bologna - possono essere interpretati alla luce delle diffuse credenze che il defunto non fosse definitivamente morto e che potesse stabilire un inquietante rapporto con il mondo dei vivi che ha alimentato, in tempi storici, il folklore sui vampiri o revenantes: da qui gli interventi sul cadavere volti ad impedirne il ritorno. La necropoli dei reietti bolognesi, oltre tutto, è un'assoluta novità per l’elevata concentrazione di "sepolture anomale". Sembra quasi che queste persone avessero una colpa da scontare. E per questo tutti i cadaveri vennero trattati in modo differente con strane pratiche post mortem, che hanno rivelato elementi simbolici a noi sconosciuti (foto). Gli esperti lavorano su pochi indizi: lo scheletro, i chiodi e il materiale di cui è composta la tomba. Il resto è difficile immaginarlo e probabilmente rappresenta un mistero che, al contrario dei resti trovati in via Carracci, è destinato a restare sepolto. La mostra ospitata presso il Dipartimento di Biologia Evoluzionistica Sperimentale dell'Università di Bologna si potrà visitare sino al 28 febbraio 2011. L’ingresso è gratuito. Info : 051 354190. (B.C.)
05 dicembre 2010
DOPO CENTO ANNI, ESPOSTI I TESORI DELLA MISSIONE ARCHEOLOGICA ITALIANA DI SCHIAPARELLI - Forlì - I segreti della vita quotidiana dell’antico Egitto, aldilà incluso, tornano alla luce dopo che il deserto li ha custoditi per 4.000 anni. Li scoprì il grande egittologo Ernesto Schiaparelli (1856 - 1928) nelle necropoli di Assiut e Gebelein durante la Missione Archeologica Italiana, che venne effettuata fra il 1908 e il 1920. A quell’epoca Schiaparelli era responsabile della Missione Archeologica Italiana, impegnata nelle campagne di scavo nella valle del Nilo, e direttore del Museo Egizio di Torino. Nelle necropoli di Assiut e Gebelein la Missione aveva portato alla luce straordinarie sepolture, ricche di testimonianze della vita sociale e del contesto culturale di una provincia del Medio Egitto fra il 2100-1900 a.C. I preziosi reperti sono stati premurosamente conservati per un secolo proprio nei depositi del Museo Egizio di Torino. La mostra è allestita nel complesso museale di San Domenico, in piazza Guido da Montefeltro, grazie al contributo della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, del Comune e della Soprintendenza Archeologica del Piemonte. Dopo un accurato lavoro di studio e di restauro, è finalmente possibile per tutti rivivere le emozioni di quelle straordinarie scoperte. Egitto mai visto. Le dimore eterne di Assiut e Gebelein presenta 400 reperti straordinari. L’esposizione ruota intorno ad un nucleo di dodici sarcofagi a cassa in legno stuccato e dipinto con iscrizioni che tramandano formule d’offerta e rituali funerari magico-religiosi. In molti casi grazie alla lettura dei geroglifici è stato possibile svelare i nomi dei defunti, uomini e donne appartenuti alla classe media, amministratori e piccoli proprietari terrieri, vissuti nel Medio Egitto intorno al 2000 a.C. Attraverso gli arredi del corredo funebre - che fra l’altro testimonia la grande maestria degli artigiani del legno di Assiut durante il Primo Periodo Intermedio - è stato possibile ricostruire le loro storie e quelle delle loro famiglie. In totale sono esposti circa 40 pareti di sarcofago con geroglifici incisi e dipinti e 10 stele, recentemente restaurate, che svelano i segreti della scrittura geroglifica e permettono di conoscere le credenze funerarie e le principali divinità del pantheon egiziano. Il progetto scientifico della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte, del Museo Antichità Egizie e della Società Cooperativa Archeologica, è curato da Elvira D’Amicone e Massimiliana Pozzi Battaglia. La mostra si potrà visitare sino al prossimo 9 gennaio. Info : 0543 712659. (B.C.)
21 novembre 2010
DAL 4000 AL 1000 A.C.,UN VIAGGIO NELLA PREISTORIA - Forlì (BO) In mostra oltre tremila anni di storia, vite di uomini e donne eccellenti, guerrieri, arcieri, artigiani, viaggiatori e pastori, quando il metallo misurava il potere e Forlì era il cuore della Romagna. Questo in poche battute il quadro dell’iniziativa organizzata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna con il Comune di Forlì e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio cittadina. Con questa esposizione, ospitata dai Musei San Domenico, Monica Miari, Annalisa Pozzi e Luciana Prati, raccontano necropoli, villaggi, ripostigli e quei rituali dell’età del Rame e del Bronzo che saldano la Romagna con l’Europa. Il tutto dal 4000 al 1000 a.C. Si apre la porta del passato alla scoperta di quel tempo in cui Forlì era uno dei più importanti centri della regione. La preistoria forlivese cala il suo poker d’assi esponendo per la prima volta le più importanti scoperte archeologiche degli ultimi anni. Il percorso della mostra inizia con i corredi delle tombe della necropoli dell'età del Rame (tra il IV e il III millennio a.C.) rinvenute alla periferia occidentale di Forlì, prosegue con l'abitato del Bronzo Antico di Via Ravegnana, degli inizi del II millennio a.C., e del coevo ripostiglio di San Lorenzo in Noceto e si conclude con l'esposizione dei 200 bronzi del ripostiglio di Forlimpopoli, deposto agli inizi del IX sec. a. C. L’eccezionale rinvenimento della necropoli di Via Celletta dei Passeri, sottolineano in Soprintendenza, iscrive Forlì tra i più importanti centri preistorici della regione. La necropoli scoperta nel 2009 alla periferia sud-occidentale della città è, con i suoi 5.000 mq di superficie, la più estesa necropoli eneolitica dell'Emilia-Romagna. La mostra, che si potrà visitare sino al 5 dicembre, è accompagnata dalla Settimana della preistoria (la locandina), altra importante iniziativa organizzata dalla Soprintendenza con Musei Civici Archeologici della regione. Fino alla fine di novembre sono in programma decine di eventi gratuiti in 29 musei per promuovere la conoscenza di questo straordinario periodo storico. Info : 0543 712659 - www.archeobologna.beniculturali.it. (B.C.)
7 novembre 2010
Martedi' in Arte. Roma Ogni ultimo martedì del mese, sino al 28 dicembre, il ministero dei Beni Culturali ha organizzato aperture straordinarie e gratuite nei principali musei statali in tutte le regioni ( vai all’elenco). Le aperture sono serali. Le visite si possono svolgere fra le 19.00 e le 23.00. Un’iniziativa - sottolineano al Mibac - che, oltre all’obiettivo di coinvolgere un pubblico sempre più numeroso con proposte alternative ai consueti svaghi serali, vuole anche andare incontro alle difficoltà economiche di giovani e famiglie. Con questa iniziativa, fra l’altro, il ministero intende rispondere alla sempre maggiore richiesta di eventi culturali da parte sia dei cittadini italiani che dei turisti. Nel Lazio, e in particolare nella capitale, le proposte sono molte e allettanti. Fra gli altri, a Roma, è possibile vistare lo splendido Palazzo Altemps, il Pantheon, le Terme di Diocleziano, la Galleria Borghese e in provincia, la suggestiva Villa d’Este (Tivoli) e il Museo archeologico Nazionale tarquiniense (Tarquinia). Info : 800991199.(B.C.)
7 novembre 2010
LAZIO |
- Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Viale delle Belle Arti, 131 - Roma (RM) |
Villa Adriana, rivivono i fasti dell’impero. -Villa Adriana (RM). Rivivono i fasti della città ideale voluta dall’imperatore Adriano e costruita a più riprese a partire dal 117 d.C., sperimentando gli ideali estetici ed architettonici ispirati al mondo ellenico e orientale, in una grande mostra organizzata dalla Soprintendenza su progetto della responsabile Marina Sapelli Ragni. Dal Seicento in poi, questo sogno immanente di un imperatore architetto ha sempre esercitato un fascino straordinario e l’ampio catalogo edito da Electa ne rende conto, grazie ai contributi dei maggiori specialisti italiani e stranieri. Un interprete d’eccezione, Andrea Carandini, attraverso questi contributi ha ricostruito lo stato dell’arte degli ultimi venti anni di studi, senza dimenticare le novità delle ricerche più recenti. In occasione della mostra sono tornate a casa le sculture scavate a più riprese nei secoli e finite ad arricchire i musei italiani ed europei. Il capolavoro di maggior richiamo è senza dubbio il celebre Fauno ebbro, in marmo rosso, di matrice ellenistica, rinvenuto nel 1736 e diventato fulcro del Museo Capitolino dopo il sapiente restauro di Bianchi e Cavaceppi, riprodotto anche nella locandina della mostra e divenuto emblema dell’intera iniziativa. Negli spazi musealizzati dell’Antiquarium del Canopo si possono ammirare sculture raffinatissime come un bel cratere con gru e serpenti e una serie di ritratti e di busti, provenienti dal Museo Nazionale Romano e dal Museo Vaticano che consentono di ricostruire una vera e propria galleria degli imperatori romani, da Marco Aurelio a Alessandro Severo. Altra sezione ricca di reperti prestigiosi è quella dedicata ad Adriano e all'Egitto: tra i vari reperti, spiccano il cratere con scene egittizzanti e i meravigliosi fregi decorativi del Teatro Marittimo, oggi conservati presso il British Museum. Inoltre, grazie alle nuove tecnologie i visitatori possono paragonare le tarsie marmoree in situ che decorano pareti e pavimenti della Villa con altri manufatti tuttora esposti in vari musei. Infine, una sezione cartografica espone le mappe che, a partire dal Seicento, hanno testimoniato i ritrovamenti grazie ai quali il sito ha preso forma ed è tornato a testimoniare il fasto dell'Impero Romano al culmine del suo potere. La mostra si potrà visitare sino alla fine di ottobre. Info : 06.39967900 - www.villaadriana.com. (B.C.)
24 ottobre 2010
Stargate su Bologna etrusca e preromana -San Giovanni in Persiceto (BO). Una ricerca stratigrafica serrata, che ha coperto un arco cronologico di circa duemila anni, racconta la storia cittadina bolognese che va dall’VIII-VII sec. a.C. all’età rinascimentale. Sfogliando gli strati sovrapposti dello scavo archeologico, riemerge dal passato la storia di un’area che, almeno nel periodo villanoviano, etrusco e celtico, appare tra le più popolate e importanti del centro abitato dell’antica Bologna. I risultati della ricerca, che si è svolta tra il 2006 e il 2009 nella piazzetta tra le vie D’Azeglio e Tagliapietre in seguito allo scavo per la realizzazione di un parcheggio multipiano, sono esposti nella chiesa sconsacrata di Sant’Apollinare, pieve romanica del XIV-XV secolo situata nel cuore del centro storico di San Giovanni in Persiceto, in una mostra tematica che si è rivelata un vero e proprio Stargate, aprendo la porta del tempo su Bologna.(foto) Questa suggestiva opera architettonica fa da sfondo ideale ad un percorso espositivo che accompagna il visitatore in un vero e proprio “cammino” a ritroso nel tempo, partendo dall’età medievale, inoltrandosi nell’epoca romana, fino a raggiungere la prima età del Ferro, con ritrovamenti etruschi e di fase villanoviana orientalizzante. Le indagini stratigrafiche hanno restituito un quadro complesso e articolato della frequentazione di una parte di territorio ancora oggi densamente urbanizzato, fornendo nuovi elementi di conoscenza sull’assetto topografico della zona. La mostra, che si potrà visitare sino alla fine di ottobre, è stata organizzata in collaborazione fra la Soprintendenza per i Beni Archeologici e l’Istituto Beni Artistici Culturali e Naturali dell’Emilia-Romagna, il Museo Archeologico Ambientale ed il Comune di San Giovanni in Persiceto. In esposizione un’ampia selezione dei materiali rinvenuti nel corso delle indagini archeologiche come verghette, vasi biconici, ossa lavorate, bicchieri, ciotole, lucerne, monete, rocchetti, fusaiole e pesi da telaio, un lacerto di mosaico in tessere bianche e nere, oltre a tegole, mattoni e anelli di pozzo. Di grande impatto visivo una matassa in ‘filo’ in bronzo attorcigliato a cerchio, mattonelle di alare decorate a stampiglie e soprattutto una piccola gemma su cui è incisa la scritta “ROMA". Info : 051.6871757 - www.archeobologna.beniculturali.it. (B.C.)
17 ottobre 2010
LE GIORNATE DELL’ARCHEOLOGIA RITROVATA
Sabato e domenica sull’intero territorio nazionale si svolgerà la settima edizione delle Giornate Nazionali di Archeologia Ritrovata organizzata dai Gruppi Archeologici d'Italia. Obiettivo della manifestazione, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il Patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, valorizzare la tutela dei beni culturali cosiddetti “minori”, che rischiano di essere dimenticati e cancellati dalla memoria storica degli uomini. In questi due giorni i volontari dell’associazione promuoveranno interventi di ripulita, oltre ad una fitta lista di appuntamenti con mostre e stand informativi vari che saranno allestititi nei luoghi più frequentati come Musei, Archivi, Biblioteche, strade e piazze dei centri storici delle città.Nel Lazio domenica, In collaborazione con la Soprintendenza Archeologica per l’Etruria Meridionale, verrà ripulita la Mansio ad Vacanas, una stazione di posta (mansio) costruita nel I secolo d.C. al ventesimo miglio romano della Via Cassia, nell'attuale comune di Campagnano di Roma su strutture di epoca repubblicana, per offrire un'area di sosta ai viaggiatori e facilitare gli spostamenti verso l'Etruria settentrionale (Info: 06.638.52.56). Sempre domenica, a Ladispoli, In collaborazione con l’ Assessorato alla Cultura, verrà illustrata l’operazione di restauro della Grottaccia, con vite guidate al sito archeologico (Info: 338.270.58.83).(locandina) L’Associazione dei Gruppi Archeologici (G.A) d'Italia venne fondata nel dicembre del 1965 da Ludovico Magrini-definito inventore del volontariato nel campo nei beni culturali, impegnato nella lotta al degrado archeologico della sua Etruria, di nascita tarquiniese, e direttore responsabile della più nota testata “Archeologia”- unendo vari gruppi archeologici già costituiti con lo scopo di contribuire alla tutela ed alla valorizzazione del patrimonio culturale italiano, al fianco delle istituzioni, e in particolare con l’obiettivo di battersi contro lo stato di abbandono che da sempre lo attanaglia. “Il cemento ideale di una comunità, diceva Magrini, è formato dalla coscienza della propria cultura e dalla capacità che abbiamo di conservarla e di accrescerla.”L’Associazione è iscritta all'Albo delle organizzazioni di volontariato presso il Dipartimento della Protezione Civile ed in passato ha svolto importanti operazioni di recupero in occasione dell'alluvione di Firenze (1966), dei terremoti di Tuscania (1971), Friuli (1976), Irpinia (1980) e Assisi (1997). Info : www.gruppiarcheologici.org (B.C.)
09 ottobre 2010
Ferrara tra mondo di sopra e mondo di sotto -Ferrara
La Loggia del Cortile d’Onore di palazzo Costabili, detto di Ludovico il Moro, a Ferrara, ospita un “matrimonio morganatico” d’eccezione tra i capolavori dell’arte classica e quelli dell’era industriale. Più di 2.500 anni, infatti, separano i crateri attici esposti nel Museo Archeologico Nazionale di Ferrara, ospitato sul piano nobile del palazzo, dai primi tombini in ghisa messi in mostra dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna nell’ambito di un insolito gemellaggio con la città di Stoccolma. L’iniziativa nasce dalla donazione di un tombino della cittadina scandinava e per ricordare la figura di Re Gustavo VI, che partecipò agli scavi di Spina negli anni Sessanta. Lo chiamavano il “Re archeologo”, e lo era davvero. (il Re Gustavo) I sui scavi a Luni sul Mignone e nell'acropoli di San Giovenale gli valsero, nel 1955, la laurea ad honoris causa dell'Università di Oxford. In mostra ci sono una settantina di esemplari del Manhole Museum , il Museo delle Ghise, provenienti da tutto il mondo. Per il momento la raccolta è ospitata in uno spazio antico del Comune di Ferrara, dietro il Monastero di Sant'Antonio in Polesine, ed è aperta solo su richiesta. Non è un caso che il progetto del Museo sia nato proprio nella terra che ha visto fiorire, a Spina (VI-III sec. a.C.), l'antica civiltà degli Etruschi, i primi in Italia ad introdurre l'arco e la volta e a costruire città con poderose cinte murarie, strade lastricate e fognature. Cos’è in fondo un tombino se non la chiave di volta tra il mondo di sopra, quello architettonico, e il mondo sotterraneo dell’archeologia? Capolavori calpestati. Quando l’arte è sotto i piedi ci offre l’occasione per fare un viaggio in questi due mondi. Tra i manholes, letteralmente buchi da uomo, in esposizione ci sono pezzi di grande valore, dal chiusino di Valencia, con il marchio del pipistrello di Fagundo Bacardi che troviamo sull’omonimo rhum, al tombino di Praga, con la Torre del Ponte di Mala Strana, al tombino di Roma, decorato con il fascio littorio, a quello di Danzica, con la corona e due croci, che ci ricorda come da quel porto salparono i Crociati per la terra Santa. La mostra si potrà visitare sino alla fine di ottobre. Info : 0532.66299 - www.manholemuseum.it. (B.C.)
3 ottobre 2010
E' QUASI ULTIMATO IL POLO MUSEALE DI ROMA - Roma Sono state riaperte al pubblico ventidue sale delle quaranta in cui si articola l’intero percorso espositivo del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, quelle ubicate nell’ala sinistra, a lungo inaccessibili a causa di complessi interventi di consolidamento statico che hanno interessato lo storico “ballatoio Minissi”. Il nuova percorso museale incrementa consistentemente la ricca offerta culturale delle sezioni già aperte, che vantano molti celebri capolavori, come i due eccezionali corredi orientalizzanti delle tombe principesche Barberini e Bernardini di Palestrina, ricche di bronzi e di oreficerie. Il nuovo allestimento propone, attraverso circa duemila oggetti, la storia di due importanti centri etruschi, Vulci e Cerveteri. Vengono ripresentati ampi nuclei delle Raccolte antiquarie, e in particolare quello proveniente dall’antico Museo Kircheriano, un tempo al Collegio Romano.(Museo) La sezione dedicata a Vulci si apre con l’enigmatica statua del Centauro in nenfro (590-580 a.C.) cui si affianca il gruppo del Giovane su ippocampo (550-540 sec. a.C.). Una novità è costituita dalla suggestiva Tomba del Carro di bronzo (680-670 a.C.), ricostruita al vero con il suo ricco corredo, così come fu rinvenuto al momento della scoperta circa cinquant’anni fa. La collezione dedicata a Cerveteri, in cui eccelle il Sarcofago degli Sposi (530-520 a.C.), è stata arricchita da ritrovamenti recenti e, in particolare, da una serie di preziosi vasi da poco restituiti all’Italia dai Musei statunitensi come il cratere di Euphronios (510 a.C.) con la raffigurazione del mito di Sarpedonte cantato da Omero, già al Metropolitan Museum of Art di New York, e la coppa di Onesimos (500-490 a.C.) con drammatiche scene della caduta di Troia, già al J. Paul Getty Museum di Malibu. Di particolare interesse l’esposizione delle antichità del Santuario di Pyrgi, uno dei tre porti dell’etrusca Caere (Cerveteri), il più grande, che rivive un momento emozionante nel celebre altorilievo (460 a.C. circa) raffigurante episodi del mito dei Sette contro Tebe. Con questa operazione, che è costata 3.939.000,00 euro, si è quasi concluso il progetto del Polo Museale Etrusco di Roma elaborato nel 1995. Grazie a fondi 2006-07 di Roma Capitale (1.500.000,00 euro) stanno per iniziare gli interventi conclusivi che prevedono sia l’allestimento dell’edificio del Valadier a Villa Poniatowski, sia l’esposizione delle antichità di Veio nelle ultime cinque sale dell’ala destra di Villa Giulia. Info : 06.3226571, 06.3201951, 06.3611434. (B.C.)
20 settembre 2010
AL NASTRO DI PARTENZA IL RESTAURO DEL COLOSSEO Roma
Sono appena scaduti i termini dell'avviso pubblico europeo per il recupero dell'anfiteatro Flavio.
Si tratta di un progetto da 25 milioni di euro, completamente finanziato con sponsor privati.
Come contropartita gli verrà concessa l'ambita possibilità di promuovere la propria immagine
mettendo la loro firma discreta sulla riqualificazione del monumento. Il piano degli interventi,
elaborato dal Commissario e dalla Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma,
rendera' visitabili tutti i cinque livelli del Colosseo, incluso quello sotterraneo.Colosseo
La cifra non comprende l'illuminazione del monumento che potrà essere quotata soltanto
a conclusione del progetto di illuminazione dell'intero Foro Romano. L'ambizioso progetto
di recupero prosegue il lavoro svolto negli anni '90 con il finanziato dalla Banca di Roma
e quello attualmente in corso, costato 2 milioni e mezzo, che costituisce un primo importante
passo per consolidare le strutture. Dopo il vaglio delle proposte, a ottobre apriranno i cantieri.
Durante i lavori, che dureranno al massimo due anni, più uno per realizzare il nuovo centro servizi
(l'area, a ridosso dell'anfiteatro, è già stata individuata), non ci sarà nessun blocco delle visite
turistiche. Il bando, ha sottolineato il sindaco Alemanno, durante la presentazione ufficiale dell'iniziativa,
è "un segno epocale di trasformazione", all'insegna "di un nuovo mecenatismo" che mobilita "forze private
per forme di sponsorizzazione alta". "Un esempio, a livello nazionale e internazionale, di come si
possano unire le forze private alla tutela pubblica del sistema archeologico". Il restauro del Colosseo
è un fatto storico importante per la storia del nostro paese, ha sottolineato lo stesso ministro Bondi.
Una ipotesi di lavoro sulla quale possiamo continuare a lavorare anche per altri monumenti italiani,
ha detto. Il sottosegretario Giro ha ricordato l'avvenuta istituzione di "un tavolo su grandi progetti
di valorizzazione del patrimonio culturale di Roma", che si sta occupando dell'area archeologica centrale,
della rete museale e dei luoghi dell'arte contemporanea.(B.C.)
05 settembre 2010
I colori di Giotto- Assisi (PG)
Il Comune di Assisi e la Comunità del Sacro Convento hanno organizzato una iniziativa eccezionale,
in occasione dell'VIII Centenario dell'Approvazione della Regola di San Francesco, dedicata agli
affreschi dipinti da Giotto nella Basilica intorno alla fine del XIII secolo. La mostra, I colori
di Giotto, presentata come un cantiere aperto, è stata organizzata di concerto con il Ministero
dei Beni Culturali, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Grazie
alle più moderne tecnologie l'opera di Giotto viene messa a confronto con se stessa : come
era e com'è. L'iniziativa, curata da Giuseppe Basile, comprende il restauro dei dipinti
murali della Cappella di S.Nicola, nella Basilica Inferiore - che i visitatori possono
ammirare sui ponteggi - e la visita nella Basilica Superiore a 28 scene che compongono
le Storie Francescane, uno dei cicli pittorici più importanti di tutta la storia
dell'arte occidentale. Ma il viaggio prosegue nel virtuale. A pochi passi dalla
Basilica, nelle suggestive sale del trecentesco Palazzo Monte Frumentario, infatti,
è stata allestita una mostra "virtuale"su Giotto com'era, che offre ai visitatori
la possibilità di conoscere l'aspetto originale degli affreschi della Basilica
Superiore, ricostruito grazie agli studi di un'équipe dell'Istituto Centrale
del Restauro. Si tratta del primo esempio in assoluto di un "recupero virtuale"
di un ciclo pittorico condotto alla luce di ricognizioni specialistiche sull'opera.
Giotto
Gli affreschi, inoltre, vengono messi a confronto con il loro aspetto attuale,
disponibile in una serie di schermi con touch screen disposti in corrispondenza
di ogni gruppo di scene. Una seconda installazione virtuale viene dedicata
all'indagine prospettica dell'immagine giottesca. Il Progetto è del CNR.
La mostra viene completata da una sezione dedicata alla tecnica dell'affresco
e dalla proiezione di un filmato dedicato ai restauri della Basilica
realizzato da Artmediastudio. Il catalogo è edito da Silvana Editoriale.
La mostra si potrà visitare sino al 5 settembre. Il biglietto consente
anche la visita a Palazzo Vallemani, sede della Pinacoteca Civica,
dove si conservano alcuni straordinari affreschi distaccati del maestro.
Info : 199 757 516
http://www.icoloridigiotto.it. (B.C.)
30 agosto 2010
I GIORNI DI ROMA : L'ETA' DELLA CONQUISTA- Roma
Dalla conquista alla multietnicità, alla nuova cultura. Un progetto ambizioso che
si propone di illustrare al grande pubblico in modo semplice e chiaro la nascita
dello stile romano. Questo in poche battute il senso del progetto quinquennale
"I Giorni di Roma" che si apre con la mostra "L'età della conquista", una carrellata
di capolavori dell'arte antica provenienti dai maggiori Musei europei, databili nel
periodo successivo alle campagne di Grecia (dalla fine del III alla seconda metà
del I secolo a.C.). La rassegna, allestita presso i Musei Capitolini, nello
splendido Palazzo Caffarelli, sicuramente offre occasione di riflessione
su un'epoca di profondi cambiamenti nei canoni stilistici e sul gusto estetico
della Roma antica: uno dei momenti fondamentali per la futura identità culturale
e artistica romana, non solo dell'età repubblicana. E' questo il periodo
in cui l'élite al potere avverte, con sempre maggior consapevolezza, il
consolidarsi del proprio prestigio esprimendolo attraverso l'arte. Il percorso
della mostra, attraverso capolavori provenienti dall'intero bacino del Mediterraneo,
descrive uno dei periodi più innovativi ed originali per l'intero sviluppo
dell'arte occidentale. Un difficile processo di "acculturazione inversa" era ormai
compiutamente avviato. Citiamo Orazio : Graecia capta ferum victorem cepit et ars
intulit agrestis Latio. Nonostante la resistenza della fazione conservatrice di
Catone, una rapida ellenizzazione mutò per sempre l'Urbe anche attraverso la
commistione di modelli greci e romani, come nel caso di uno dei templi di
largo Argentina: un edificio circolare, tipicamente greco, costruito tuttavia
su un alto podio come consuetudine italica. L'esposizione, articolata in
quattro sezioni tematiche ( Dei e Santuari, Monumenti onorari, Vivere alla greca,
Costumi funerari ) è organizzata dal Comune di Roma in collaborazione con il
Ministero dei Beni culturali, con il contributo di molti sponsor. Si potrà visitare
sino al 5 settembre. E' possibile prenotare la visita guidata presso la cooperativa Il Sogno.Info:
www.museicapitolini.org
- www.romeguide.it Prenotazione:0685301758 - 0685301756. (B.C.)
03 agosto 2010
Pompei e il Vesuvio - Pompei (Na)
La storia dell'antica città partenopea e dei sui scavi vengono messi in mostra,
all'interno dell'area archeologica, grazie all'aiuto delle tecnologie più avanzate,
con l'iniziativa Pompei e il Vesuvio.Vesuvio L'obiettivo non è soltanto quello di approfondire
la secolare evoluzione del sito - le prime campagne di scavo furono intraprese
per volere di Carlo di Borbone nel 1768 - ma anche di diffondere la cultura
della prevenzione del rischio vulcanico. La mostra, infatti, in futuro si trasformerà
in un punto informativo stabile. Pompei è il ricordo di una tragedia che per noi
è divenuta opportunità unica di saperi, afferma Marcello Fiori, commissario
delegato dell'area archeologica e ideatore dell'iniziativa. Il legame con
il territorio e con i suoi rischi non va mai dimenticato, prosegue. L'obiettivo,
spiega, è quello di far crescere sempre più questa esperienza rendendola parte
integrante della visita. L'esposizione si articola in cinque sezioni tematiche
che affrontano in modo significativo il rapporto con il sito, dal Vesuvio, il
vulcano che causò la tragedia nel 79 d.C., agli ultimi giorni della città, dalla
storia degli scavi, 250 anni di ricerche , alle antiche vestigia riportate alla luce.
Il percorso termina con il punto informativo nel quale il visitatore può
personalizzare la sua esperienza nel sito archeologico scoprendo le nuove
iniziative e godendosi il meraviglioso spettacolo dell'antica città in piena
autonomia. La mostra offre anche un laboratorio didattico con una speciale
tavola sismica "vibrante" per le simulazioni. Numerosi i contributi audiovisivi
insieme all'esposizione delle attrezzature e tecnologie di ultima generazione
per la prevenzione del rischio vulcanico. La mostra è organizzata dalla
Soprintendenza Speciale per i Beni archeologici di Napoli insieme alla
Provincia, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri,
l'Istituto Nazionale di Geofisica e l'Osservatorio Vesuviano. All'iniziativa
hanno contribuito anche Cinecittà Luce e Raiteche. La mostra si potrà visitare
sino al 31 luglio. Info : 081.8575347
www.pompeiisites.org (B.C.)
25 luglio 2010
Due imperi a confronto - Milano
Per la prima volta in Italia e nel mondo i due imperi più importanti
della storia, quello Romano e le dinastie cinesi Qin e Han nel periodo
che va dal II sec. a.C. al IV sec. d.C., si ritrovano a confronto nella
splendida cornice di Palazzo Reale, a Milano. Con oltre 300 capolavori
vengono ricostruite le tappe salienti della nascita e dello sviluppo di
queste due importanti civiltà mettendo in luce gli aspetti della vita
quotidiana, della società e della comunicazione sociale, del culto e
dell'economia. Due imperi di dimensioni quasi equivalenti che controllavano
circa quattro milioni di chilometri quadrati, con una popolazione di circa
50-60 milioni di abitanti. Entrambi si consideravano il centro dell'intero mondo,
e cioè dell'Orbis Terrarum e del Tianxia, tutto quello che sta sotto il cielo.
Oltre agli ormai famosi guerrieri di terracotta, si possono ammirare
straordinarie statuette di ceramica che raccontano i costumi, la moda,
le arti cavalleresche e militari della cultura cinese, Due-imperi.jpg
affiancati a maestosi
gruppi statuari in marmo, affreschi, mosaici, utensili in argento e
altari funebri appartenenti alla tradizione artistica dell'impero romano.Due-imperi_B.jpg
La rassegna, organizzata da Palazzo Reale di Milano e MondoMostre con
il contributo di Credit Suisse, è il risultato di una cooperazione pluriennale
tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana
e l'omologo State Administration for Cultural Heritage della Repubblica
Popolare Cinese. Si tratta di un progetto culturale ambizioso, che ha
aperto la sua prima tappa a Pechino, al Beijing World Museum, in occasione
delle celebrazioni del 60° Anniversario della fondazione della Repubblica
Popolare Cinese, per proseguire, poi, con quella del Luoyang Museum.
Ora, dopo la tappa milanese, che si concluderà il 5 settembre, la mostra
inaugurerà, il prossimo ottobre, nella Capitale, l'Anno della Cina in
Italia, al Foro Boario e al Colosseo. Unica nel suo genere, la rassegna,
che ha coinvolto le più importanti sedi museali cinesi, è stata curata
a quattromani da Stefano De Caro, direttore generale per i Beni
Archeologici del MIBAC, e da Xu Pingfang, Responsabile dell'Istituto
di Ricerca Archeologica dell'Accademia cinese di Studi sociali e
direttore della Società cinese di Archeologia. Il catalogo, curato da
Stefano De Caro e Maurizio Scarpai, è pubblicato da 24 Ore Cultura.
Info: 02 54910-11; prenotazioni: www.ticket.it/imperi. (B.C.)
15 luglio 2010
Restaurati gli affreschi giotteschi di Chiaravalle
- Chiaravalle (Mi) Sono tornati al loro antico splendore,
dopo un lungo lavoro di restauro, i prestigiosi affreschi dell'Abbazia
cistercense di Chiaravalle, a dieci chilometri dal cuore di Milano,
grazie al sostanzioso contributo del Gruppo Intesa SanPaolo che ha
inserito il loro recupero nel progetto Restituzioni, il collaudato
programma di restauri di opere appartenenti al patrimonio artistico
nazionale, gestito in collaborazione con le Soprintendenze archeologiche
e storico-artistiche competenti per territorio. Restituzioni è stato
avviato nel 1989 dall'allora Banca Cattolica del Veneto, confluita
poi nel nucleo iniziale che avrebbe dato origine ad Intesa Sanpaolo.
Il programma oggi vanta un curriculum di alto profilo, ed un museo
virtuale delle oltre 600 opere restaurate. L'abbazia di Chiaravalle
rappresenta uno dei capitoli più importanti della storia artistica
del Trecento italiano. Gli affreschi principali della Torre nolare
o tiburio sono dedicati alla Vergine, Stefano_Fiorentino_La_Glorificazione_della_Vergine tema caro alla spiritualità
cistercense, e in particolare rappresentano le storie post ressurrectionem
tratte dalla "Legenda Aurea", scritta dal frate domenicano Jacopo da Varagine.
La paternitá degli affreschi del tiburio è attribuita a pittori di
scuola giottesca e risale agli anni Trenta-Quaranta del Trecento.
In particolare quelli al di sotto del tamburo dedicati alla Vergine
sono di Stefano Fiorentino, uno degli allievi più dotati di Giotto
- ricordato dallo stesso Vasari nelle sue Vite e dal Ghiberti -
e padre artistico del Giottino, altro grandissimo artista fiorentino
strettamente connesso alla tradizione di Giotto.
Il volume edito da Electa, in collaborazione con Intesa Sanpaolo,
Un poema cistercense, Affreschi giotteschi a Chiaravalle Milanese,
documenta per la prima volta in modo esaustivo la storia
dell'importante ciclo pittorico. Il testo di Sandrina Bandera
ricostruisce in modo puntuale la storia degli affreschi, dalla
costruzione del tiburio, alla committenza, alle personalità
coinvolte nel ciclo pittorico. Il saggio di Mina Gregori ,
invece, si sofferma su Stefano Fiorentino e ripercorre la
letteratura critica di cui è stato oggetto di studio.
Il volume presenta anche una documentazione fotografica
degli affreschi eccezionale, oltre 200 immagini, firmate
Antonio Quattrone, tra cui molti particolari a grandezza
naturale.Info:
www.bancaintesaarteecultura.com (B.C.)
04 luglio 2010
Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinasciento
- Mantova Palazzo Te, Palazzo Ducale e il Museo
Diocesano di Mantova propongono un viaggio intrigante tra i magnifici
arazzi fatti realizzare dai Gonzaga nel Rinascimento, offrendo uno
spaccato di quest'arte in Europa. La Mostra curata da Guy Delmarcel,
uno dei massimi esperti europei di arte del tessuto, presenta una
selezione - trentaquattro opere - degli arazzi più belli appartenuti
all'antico casato. I signori di Mantova, infatti, li acquistarono fin
dal Quattrocento, seguendo l'esempio delle altre grandi famiglie italiane,
come gli Estensi a Ferrara o i Farnese a Parma. La collezione, una volta
molto numerosa, oggi si è ridotta a poche decine di pezzi. Tra i più prestigiosi
i nove arazzi degli Atti degli Apostoli, copie della serie della Cappella Sistina
eseguiti su cartoni di Raffaello, acquistati dal cardinale Ercole Gonzaga e
poi donati alla basilica palatina di Santa Barbara, e oggi custoditi presso
il Palazzo Ducale. La serie di Mantova costituisce la più antica replica
superstite degli arazzi della Scuola Vecchia disegnati da Raffaello. pesca_miracolosa
I cartoni di Raffaello sono tuttora conservati a Londra. L'evento,
Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento. Da Mantegna a Raffaello e
Giulio Romano, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica
Italiana e di Alberto II Re del Belgio, è stato promosso e organizzato
dal Comune di Mantova, dal Centro Internazionale d'Arte e Cultura di
Palazzo Te, dal Museo Diocesano Francesco Gonzaga e dal Museo di
Palazzo Ducale, con il contributo, fra gli altri, della Fondazione
Banca Agricola Mantovana e di quella del Monte dei Paschi di Siena.
Quasi tutti gli arazzi furono realizzati nelle Fiandre, oppure in
Italia ad opera di arazzieri di origine fiamminga. A quell'epoca,
infatti, Bruxelles era l'epicentro della produzione. La maggior
parte dei tessitori rimangono senza nome, anche se i loro prodotti
sono contraddistinti dal marchio di bottega, obbligatorio a Bruxelles
dopo il 1528. Lo studio sistematico della collezione di arazzi gonzagheschi
è cominciato nel 1977 ed è culminato in una monografia pubblicata dalla
College Art Association of America nel 1996, punto di partenza anche per
l'allestimento dell'iniziativa. La Guida alla mostra, che si conclude
a fine mese, è edita da Skira ed include anche Gli Atti degli Apostoli
di Palazzo Ducale. Info: - 0376.369198.
www.centropalazzote.it.(B.C.)
27 giugno 2010
Cammei e intagli dei Medici.
- Firenze - Il Museo degli Argenti di Palazzo Pitti
mette in mostra il tesoro dei Medici, oltre centosettanta pezzi, e
ne racconta la storia, a partire dalla sua costituzione ad opera
di Cosimo, Piero e, soprattutto, Lorenzo de' Medici, che ai cammei e
agli intagli riservò un posto di rilievo all'interno delle sue
collezioni d'arte e al quale si deve l'acquisto di esemplari
prestigiosi come il celeberrimo Sigillo di Nerone, la splendida
corniola con Apollo, Marsia e Olimpo. Lorenzo Ghiberti, Donatello e
Sandro Botticelli sono solo alcuni degli autori che nelle diafane
raffigurazioni delle gemme medicee trovarono importanti spunti
creativi. Persino Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti
riscoprirono questo repertorio e con esso il senso di equilibrio e
di misura delle proporzioni caratteristico dell'arte classica.
Questo aspetto viene documentato dalla mostra, Pregio e bellezza.
Cammei e intagli dei Medici,
Cammeo_con_ritratti con un'ampia varietà di opere, codici
miniati, medaglie, disegni, dipinti e sculture, tutte ispirate a
questi piccoli tesori. Fulcro di questa sezione è il Ritratto ideale
di Botticelli che, grazie alla collaborazione con lo Städel Museum
di Francoforte,viene esposto in Italia per la prima volta.
Un omaggio al pittore in occasione del V centenario della sua morte.
Nel Rinascimento il collezionismo di gemme e cammei costituì uno
degli aspetti più affascinanti del processo di riscoperta del mondo
classico. Ai cammei e agli intagli si attribuivano persino
particolari virtù magiche e misteriose, in relazione al tipo
di materia utilizzata e al soggetto della raffigurazione.
Inoltre, le loro ridotte dimensioni e la facilità di trasporto,
ne facevano un regalo ideale, oltre a rappresentare un'ottima
forma di investimento. La mostra apre Firenze 2010. Un anno ad
arte, l'ambizioso e articolato progetto espositivo dei Musei
Statali Fiorentini promosso dal Ministero per i Beni Culturali,
con la Direzione Regionale Toscana, la Soprintendenza Speciale
per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per
il Polo Museale della città di Firenze, il Museo degli Argenti,
Firenze Musei e l'Ente Cassa di Risparmio di Firenze.
Il catalogo è edito da Sillabe. La mostra rimarrà aperta sino
alla fine di giugno. Info : 055. 2654321 -
www.polomuseale.firenze.it..(B.C.)
20 giugno 2010
Le giornate del Tiepolo.
- Udine - Il capoluogo friulano ha ricordato uno dei
suoi maggiori artisti, Giambattista Tiepolo (1696- 1770), con un ciclo
di giornate a tema, in occasione della Pentecoste, animate da
esposizioni, musica ed altri eventi. Terra di passaggio e zona
d'incontro tra civiltà diverse, Udine ha intrecciato, nel corso dei
secoli, la sua storia a quella del Patriarcato di Aquileia, soppresso
nel 1751 e la Serenissima Repubblica di San Marco, il cui dominio
sulla regione si estese dal 1420 al 1797. Per l'ultimo grande pittore
di scuola veneziana si può dire che Udine sia stata, dopo Venezia,
la seconda patria. Udine è la prima città di terraferma dove ottiene,
non ancora trentenne, importanti commissioni che gli apriranno le
porte al successo europeo. L'artista vi trascorse uno dei periodi
più creativi della sua carriera, lasciandovi numerosi capolavori
visibili nel Duomo, nella Galleria d'Arte Antica, situata nel
castello che domina il centro storico, e soprattutto nel
Palazzo Patriarcale. Il momento più importante è proprio il
ciclo degli affreschi della "Galleria", situata nel
Palazzo Patriarcale: è il suo primo importante intervento
pittorico su larga scala, quello in cui riesce a svincolarsi
definitivamente dalla tradizione barocca, per elaborare un
linguaggio autonomo e originale. Qui, con la collaborazione
del suo quadraturista di fiducia, Gerolamo Mengozzi-Colonna,
affresca scene della Genesi: Il sogno di Giacobbe,
Il sacrificio di Isacco,Il sacrificio di Isacco
Agar nel deserto, Rachele nasconde
gli idoli, Abramo e gli Angel, Sara e l'Angelo, affreschi nei
quali, nonostante qualche reminiscenza ancora barocca, il clima è
confidenziale. L'importanza delle opere che vi sono state realizzate
ha valso ad Udine l'appellativo di "Città del Tiepolo" e, proprio
per questo, il Comune, in collaborazione con il Museo del Duomo e il
Museo Diocesano, ha ideato le Giornate del Tiepolo che si svolgono,
con cadenza annuale, tra maggio e giugno. Agli appuntamenti
in calendario per la seconda edizione dell'iniziativa si aggiunge
la mostra dedicata l'intero corpus di incisioni del Tiepolo,
capolavori assoluti della storia dell'arte grafica, come la doppia
serie dei Capricci e degli Scherzi. La mostra, a 22 anni dall'ultima
che lo ha ricordato, si potrà visitare sino alla fine di ottobre.
Info : tel. 0432 414 717 - www.udinecultura.it .
www.udinecultura.it.(B.C.)
13 giugno 2010
Caravaggio, il pittore che ha dato luce al buio.
- Roma - La summa indiscutibile del Maestro in mostra alle Scuderie del
Quirinale. Un pittore unico che ha saputo dare luce al buio. Circa 1500
metri quadrati di esposizione nel prestigioso edificio delle Scuderie Papali,
costruito nei primi decenni del XVIII secolo (1722-1732) proprio a ridosso
del giardino Colonna sui resti, in parte ancora visibili, del grandioso
tempio romano di Serapide. L'intera carriera artistica di Caravaggio -
di cui ricorre il quarto centenario della morte - viene presentata lungo
un percorso che non è strettamente cronologico, ma piuttosto tematico. Così
accanto al Ragazzo con il canestro di frutta, una delle sue opere giovanili
più importanti, si può ammirare il Bacco degli Uffizi, senza contare
l'eccezionale presenza della Canestra di frutta della Pinacoteca
Ambrosiana, mai uscita prima dalla sua sede. È proprio questo confronto
diretto fra le opere ed i loro soggetti il fil rouge che si dipana lungo
l'intera esposizione. Accanto alle opere più conosciute - come le due
versioni della Cena in Emmaus rispettivamente dalla National Gallery di
Londra e dalla Pinacoteca di Brera o ancora il Suonatore di liuto
dall'Ermitage e l'Amore vincitore
dalla Gemaldegalerie di Berlino -
ne troviamo altre più rare e di difficile visione, perché raramente
concesse per mostre a carattere temporaneo, come l'Annunciazione dal
Museo di Nancy, restaurata per l'occasione con un progetto congiunto
Italia-Francia e l'Incoronazione di Spine dal Kunsthistorisches Museum
di Vienna. L'esposizione è coprodotta dall'Azienda Speciale Palaexpo e
da MondoMostre con la collaborazione del Ministero per i Beni e le
Attività Culturali e della Soprintendenza Speciale per il Polo
Museale di Roma. Sotto l'Alto Patronato del Presidente della
Repubblica Italiana, è stata resa possibile dal contributo di Cariparma.
Il catalogo edito da Skira propone schede dettagliate di ogni opera
esposta, ciascuna curata da un eminente studioso. La mostra rimarrà
aperta sino al mese di giugno. Info : 0639967500 -
www.scuderiequirinale.it.
(B.C.)
6 giugno 2010
Percorsi di luce alla reggia di Caserta. - L’iniziativa
Percorsi di luce,
gestita dall’Ente Provinciale per il Turismo
di Caserta, arrivata alla settima edizione raddoppia. Quest’anno,
infatti, la programmazione prevede un ciclo di eventi che dureranno
fino alla fine di maggio, con l’obiettivo di integrare sempre
più la manifestazione con le offerte del sistema turistico
nazionale e internazionale. Il viaggio alla scoperta della Reggia di
Caserta illuminata di notte e dei suoi tesori è diventata così
uno dei grandi eventi dell’estate campana e non solo. Durante
il periodo estivo, sino ad ottobre, viene proposto il percorso nel
Parco della Reggia, mentre nell’inverno (da novembre a maggio)
si torna a proporre - dopo tre anni di assenza - il percorso
all’interno della Reggia. “Le novità introdotte
quest’anno - sottolinea l’amministratore dell’Ept
di Caserta, Enzo Iodice - arricchiscono la formula ormai consolidata
della manifestazione, rendendola più moderna e ancora di più
al servizio dei visitatori”. Gli stranieri possono disporre di
un sistema audio personalizzato, progettato ad hoc, che attraverso
l’utilizzo di cuffie gli permetterà di apprezzare al
meglio la suggestiva visita. Dopo aver percorso il viale d’accesso
al chiarore delle fiaccole, accompagnati da musiche del Settecento e
guidati da esperti storici dell’arte, i visitatori vengono
condotti a bordo di un bus fino alla fontana di Diana e Atteone e di
lì procedono a piedi all’interno del Giardino Inglese.
Alla luce delle lanterne vengono narrati i significati massonici
legati alla creazione del giardino, voluto da Maria Carolina di
Borbone. Attraverso un mix di luci, musiche e performances d’autore,
il visitatore viene catapultato all’interno dello spettacolo
inseguendo il “Destino dei Miti”. Tutti i weekend
(venerdì, sabato e domenica) a partire da un’ora dopo il
tramonto. La prenotazione è obbligatoria. Info : 0823-321337.
(B.C.)
23 maggio 2010
Restaurati i capolavori fiamminghi della Galleria sabauda. Torino
- Grazie al contributo della Consulta per la valorizzazione dei beni
artistici e culturali di Torino sono tornati al loro antico splendore
alcuni capolavori fiamminghi della Galleria Sabauda e della
collezione Gualino. Per l’occasione il Musée du Louvre e
i Musées Royaux des Beaux Arts di Bruxelles hanno
eccezionalmente concesso il prestito di due tavole che permetteranno
al pubblico di ammirare nuovamente ricomposto il trittico
dell’Annunciazione
della bottega di Rogier van der Weyden e due
ante del polittico commissionato al pittore di corte Bernard Van
Orley. Sono stati presentati anche i risultati delle indagini
diagnostiche effettuate sui dipinti, grazie alle quali è stato
possibile acquisire informazioni preziose sulle tecniche di
esecuzione, ma soprattutto sulle variazioni apportate dai vecchi
restauri e sulla tipologia dei nuovi interventi conservativi. La
Galleria Sabauda venne istituita nel 1832 dal re Carlo Alberto di
Savoia e inizialmente accolse le collezioni provenienti dal Palazzo
Reale di Torino, dalla quadreria dei Savoia-Carignano e dal Palazzo
Durazzo di Genova, acquistato nel 1824. Verso la metà
dell’Ottocento venne arricchita da importanti acquisizioni, per
essere poi donata allo Stato nel 1860. La sede iniziale di Palazzo
Madama fu trasferita, nel 1865, presso il Palazzo dell’Accademia
delle Scienze, costruito a partire dal 1679 su disegno di Guarino
Guarini per ospitare il Collegio dei Nobili. La rinomata
rappresentanza della scuola fiamminga oggetto della mostra oggi è
collocata al primo piano e in gran parte proviene dalla collezione
del principe Eugenio di Savoia-Soissons (Gerard Dou, Van Dyck, van
der Werff, Jan Brueghel de Velours, Teniers, Jan Griffier). La
collezione di arte antica (Duccio di Boninsegna, Signorelli,
Veronese, Tiziano), donata alla Galleria nel 1928 dall’avvocato
torinese Riccardo Gualino, costituisce un nucleo a sé ed è
esposta in forma di “casa museo” per volontà del
suo stesso donatore. La mostra si potrà visitare fino al 23
maggio. Info : 011.5641749 -
www.artito.arti.beniculturali.it. (B.C.)
15 maggio 2010
Pompei su Street View.
Google e il Ministero dei Beni
Culturali hanno raggiunto un accordo per offrire a tutti la
possibilità di ammirare Pompei grazie a Street View. Così,
i luoghi simbolo dell’area di Pompei diventano i primi siti
archeologici al mondo visibili su Google Maps. Street View è
un servizio di Google Maps che consente l’esplorazione
ravvicinata del territorio attraverso fotografie panoramiche scattate
al livello della strada. Per accedere alle immagini, basta
selezionare il pulsante “Street View” e trascinare
l’icona con l’omino giallo sul tratto stradale
interessato. E’ possibile spostarsi in avanti e indietro lungo
le strade e persino ruotare la visuale di 360°. In virtù
di questa partnership, da oggi chiunque può fare una gita
virtuale e perlustrare le sontuose vestigia dell’antica città,
con le sue ricche ville sepolte dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C.
Questi luoghi, riportati progressivamente alla luce e resi
accessibili al pubblico fino dalla metà del diciottesimo
secolo, ora sono a portata di un semplice click del mouse. L’accordo
con Google rientra nel piano di valorizzazione e rilancio degli
Scavi, che prevede anche l’apertura dei siti ad eventi teatrali
e musicali, la messa in sicurezza dei reperti e la lotta alle
situazione di illegalità. Il patrimonio artistico e culturale
italiano è tra più importanti e apprezzati al mondo,
una risorsa che oggi può raggiungere e arricchire miliardi di
persone attraverso Internet, sostiene Carlo d’Asaro Biondo,
vicepresidente SEEMEA Google. La digitalizzazione del sito
archeologico di Pompei attraverso Street View è un primo
importante passo per diffondere ulteriormente la storia e la cultura
del nostro paese. Ma Pompei non è la sola ad entrare in Google
Maps. Il progetto fa parte di una più ampia intesa
internazionale fra Google e Unesco per portare in Street View le
immagini di dieci nuove aree protette dalle Nazioni Unite, che Google
ha in programma di fotografare nel prossimo futuro. Questa lista
rientra nelle ‘special collections’ e comprende quei siti che sono
difficilmente accessibili. Info: http://www.google.it. (B.C.)
1 maggio 2010
Il tesoro di Morgantina torna
a casa. Roma - Torna a casa il
tesoro di Morgantina, composto da 16 pezzi in argento (III sec. a.C.)
ritenuti fra i più raffinati della Magna Grecia. Rimasto
nascosto per oltre duemila anni sottoterra è stato poi
trafugato negli anni settanta dai tombaroli e acquistato dal
Metropolitam Museum of Art di New York per una spesa dichiarata di
2.700.000 dollari dal commerciante Robert Hecht, nei primi anni
ottanta. Lo straordinario tesoro proveniente dall’area
archeologica di Morgantina, che all'epoca faceva parte del piccolo e
ricco regno di Gerone II (275-215 a.C.), oggi viene restituito dal
MET grazie all'accordo raggiunto nel 2006 con il Ministero per i Beni
Culturali. Ora, il prezioso complesso di argenti è in
esposizione a Roma, al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo fino
al 23 maggio. Poi, dal 4 giugno, verrà messo in mostra al
Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas di Palermo.
L’iniziativa, organizzata dalla Soprintendenza Speciale per i
Beni Archeologici di Roma, in collaborazione con Electa, è
curata dall’ex soprintendente di Roma Angelo Bottini e da Rita
Paris. Fra i pezzi in esposizione due grandi coppe (mastoi) per
miscelare il vino con l’acqua, la brocchetta (Olpe) e
l'attingitoio (kyathos) per servirlo e la tazza con Anse a voluta
(skyphos) per berlo. Le indagini del Nucleo Tutela Patrimonio
Culturale dei Carabinieri, insieme alle ricerche archeologiche
condotte da Malcolm Bell III - l’archeologo a capo della
missione di scavi statunitense a Morgantina che in tutti questi anni
si è adoperato per la restituzione dei reperti trafugati
illecitamente - e agli studi specialistici di Pier Giovanni Guzzo,
hanno reso possibile l'identificazione precisa della provenienza.
Questo rientro eccellente, preceduto da quello di Demetra e Kore, due
raffinati esemplari di scultura greca arcaica trafugati 30 anni fa
dalla stessa area ed esposte negli Stati Uniti fino al 2007, sarà
seguito da altre importanti restituzioni : gli argenti di Eupolemo
(III sec. a.C.) che dovrebbero rientrare nei prossimi mesi e, nel
gennaio 2011, la Dea del Getty (V sec. a.C.), più nota come
Venere di Morgantina. Si tratta del Progetto “Morgantina
2009-2011. Il ritorno delle Dee”, che ha pianificato questi
rientri eccellenti dagli USA nel territorio di Enna. Info:
06.39967700 - http://archeoroma.beniculturali.it.
(B.C.)
18 aprile 2010
Il Vero e il Falso.
Perugia - Più di 2500 anni di
falsificazione monetaria, a partire dall’epoca greco-romana,
fino all’età contemporanea, sono in mostra a Perugina,
nella bella sede del Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria.
L’esposizione, Il Vero e il Falso, è
organizzata dal Museo Storico della Guardia di Finanza e dal Comando
Regionale Umbria, in collaborazione con le Soprintendenze ai Beni
Archeologici di Perugia, Roma e di Firenze, l'Istituto Poligrafico
Zecca dello Stato di Roma e la Banca d'Italia. La mostra, curata da
Fiorenzo Catalli, è strutturata per aree tematiche e propone i
casi di falso più rappresentativi, attraverso il paragone di
ogni pezzo esposto con l’esemplare originale. Il grande
pubblico ha così la possibilità di ammirare un
vastissimo repertorio di monete di età antica, medievale e
moderna messe a disposizione dai più importanti musei
italiani, a cui si aggiungono le serie complete delle emissioni di
banconote della Banca d’Italia, dalla proclamazione del Regno
d’Italia ad oggi, provenienti dalle raccolte di Palazzo Koch.
In esposizione anche una vera e propria rarità di grande
pregio, la famosa collezione di monete medievali italiane di
Vittorio Emanuele III, la più importante al mondo, custodita
nel “caveau” del Museo Nazionale Romano di Palazzo
Massimo. La mostra intende così raccontare l’evoluzione
del fenomeno della falsificazione insieme all’attività
di controllo della Guardia di Finanza. Un’area apposita è
dedicata alle più importanti operazioni di falsificazione
effettuate nei periodi bellici. Inoltre, è stata ricostruita
una stamperia clandestina di dollari falsi. Vestendo i panni del
tipografo - virtualmente, naturalmente - si potrà ripercorrere
l’intero ciclo di produzione, dalla creazione della carta
filigranata fino ai processi di stampa che conducono alla banconota
finita, completa dei più sofisticati elementi di sicurezza. La
mostra si potrà visitare sino al 16 maggio. Il Museo
Archeologico dal 1948 ha sede nel complesso architettonico di San
Domenico che risale all’istituzione dello stesso ordine
domenicano, datata 1233. Dal 1957 raccoglie le collezioni sparse nei
vari Musei Civici. Lo scorso anno si è profondamente rinnovato
nei percorsi e nei contenuti. Info : 075.5727141 -
http://www.archeopg.arti.beniculturali.it.
(B.C.)
11 aprile 2010
Architetti a Siena fra il XV e il
XVIII secolo. Siena - Per
l’anniversario dei sui 250 anni dalla fondazione, la Biblioteca
comunale degli Intronati di Siena festeggia con una grande mostra che
svela i suoi tesori nella sala storica di via della Sapienza.
“Architetti a Siena. Testimonianze della Biblioteca comunale tra XV e
XVIII secolo” è organizzata con il contributo della Fondazione
Monte dei Paschi di Siena e della Regione Toscana. Ideata da Daniele
Danesi con un gruppo di ricerca e coordinata da Milena Pagni e
Annalisa Pezzo, ripercorre le tappe salienti dell’evoluzione
della concezione architettonica senese. Il percorso espositivo offre
una selezione di opere, alcune di elevato valore artistico, anche se
poco note, insieme ai famosi trattati di architettura di Francesco
di Giorgio Martini e di Pietro Cutaneo e al prezioso taccuino di
Giuliano da Sangallo. In esposizione anche i disegni della cerchia di
Baldassarre Peruzzi per i portici non realizzati di Piazza del Campo.
Testimonianze di grande interesse che figurano accanto ad alcune rare
edizioni cinquecentesche di trattati di architettura di Vitruvio,
Palladio, Serio e Vignola. In mostra anche il taccuino di Oreste
Vannocci Biringucci, architetto presso i Gonzaga e le opere del
celebre medico e teorico di architettura Teofilo Gallaccini, il cui
trattato sugli errori degli architetti, rimasto inedito per circa un
secolo, fu stampato a Venezia molto dopo la sua morte. Una sezione
della mostra è dedicata agli studi per la Cappella del Voto
nella Cattedrale di Siena di Benedetto Giovannelli Orlandi,
architetto stimato da papa Alessandro VII Chigi e ai progetti del
meno noto Giacomo Franchini, interprete locale della grande
architettura borrominiana. Le nuove tecnologie visive rendono più
fruibile la mostra con proiezioni e schermi che danno al visitatore
la possibilità di sfogliare virtualmente una parte del
materiale esposto. Per le scuole, in particolare gli istituti d’arte
e le facoltà di architettura, sono stati allestiti dei
percorsi didattici dedicati. La mostra rimarrà aperta sino al
12 aprile con ingresso gratuito. Il catalogo è edito da
Silvana Editore. Info : 0577 280704. (B.C.)
4 aprile 2010
Le ore della donna.
Vicenza - Un ritratto della donna greca
filtrato dallo sguardo dell’uomo, committente e decoratore,
attraverso le
ceramiche classiche e della Magna Grecia (V-III
sec.a.C.). Insomma, un vero e proprio viaggio nel tempo quello che
propongono le Gallerie di Palazzo Leoni Montanari di Vicenza, con la
mostra “Le ore della donna. Storie e immagini nella collezione di
ceramiche attiche e magnogreche” di Intesa Sanpaolo. Una collezione di
grande valore, ricca di ben 522 ceramiche, che il progetto "Il
tempo dell'antico. Pagine di archeologia in Palazzo Leoni Montanari"
svelerà gradualmente attraverso percorsi tematici di cui
questa mostra è il primo appuntamento. A quello sulla donna
seguiranno approfondimenti sulla figura maschile, l'amore, il lavoro,
il sacro, la morte e il mito nella Grecia classica e nei centri della
Magna Grecia, attraverso gli spazi e i tempi della vita quotidiana.
Questa prima esposizione presenta una attenta selezione della
raccolta, proveniente da Ruvo di Puglia, importante centro
dell'antica Apulia, e racconta lo spazio e i tempi che scandivano la
vita femminile ad Atene e nei territori della Magna Grecia: la donna
regina o prigioniera dell'oikos, la casa, da cui si allontana
solamente in occasioni particolari come le feste religiose; la donna
al lavoro tra le mura domestiche, imprenditrice dell’antica
filiera del tessile, che vive in appartamenti separati dal marito, e
si ricongiunge a lui nel thalamos, la camera nuziale. Una donna che
raggiunge la stessa dignità dell’uomo in due momenti
illustrati dalle immagini vascolari : il matrimonio e la morte. Ma in
mostra ci sono anche le altre, le etére, colte "cortigiane"
chiamate a dar piacere col corpo e con le arti, rappresentate nude,
intente a lavarsi nel leuterion, la vasca delle abluzioni.
L'esposizione si chiude con una sezione dedicata alle donne del mito:
le Amazzoni, donne guerriere, e le Menadi, seguaci di Dioniso, dio
del vino. Ideata da Fatima Terzo, responsabile dei Beni Culturali di
Intesa Sanpaolo, scomparsa lo scorso maggio, la mostra è
curata da Federica Giacobello con la supervisione della professoressa
Gemma Sena Chiesa dell'Università degli Studi di Milano. Per
le scuole sono disponibili laboratori didattici dedicati. La mostra
si potrà visitare sino al 10 aprile. Info: 800.578875 -
www.palazzomontanari.com.
(B.C.)
28 marzo 2010
Cavalieri etruschi.
Bazzano (BO) - Nel mondo antico il cavallo era
un vero e proprio status symbol. Agli inizi dell'età del Ferro
comincia ad affermarsi un’aristocrazia che potremmo definire
“equestre”. Nei corredi delle tombe principesche iniziano
a comparire ceramiche con immagini di
cavalli, morsi in bronzo,
fibule ed altre finiture equine, a volte persino l’intero
carro. È l’inizio di quell’identità tra
cavalleria e patriziato che porterà alla supremazia dei
possessori di carri e cavalli. Proprio alla figura del cavaliere è
dedicata la mostra “Cavalieri etruschi dalle Valli al Po. Tra Reno e
Panaro, la valle del Samoggia nell’VIII e VII sec.a.C.”,
allestita a Bazzano nell’antichissima Rocca dei Bentivoglio. Le
origini della Rocca, a dispetto della leggenda che la vuole costruita
da Matilde di Canossa, sono sicuramente anteriore al Mille, nel
periodo in cui in tutta l’area padana sorgevano castra in
difesa dalle invasioni barbariche. Nel 1038 il Vescovo di Modena
Guiberto concede in enfiteusi il castello e la chiesa di Santo
Stefano al Marchese Bonifacio di Canossa, padre di Matilde, la quale
lo riceverà in eredità all’età di nove
anni. L’esposizione illustra la popolazione della valle
basandosi sui corredi tombali rinvenuti nell’Ottocento.
L’analisi delle necropoli ha consentito di ricostruire la
nascita e l’affermazione dei gruppi aristocratici nel periodo
Villanoviano e di riflettere sulle modalità con cui
controllavano questa fertile pianura e le vie di comunicazione. La
mostra con i suoi 500 reperti offre un’occasione unica per
presentare nella loro interezza le testimonianze villanoviane
provenienti dalla Valla del Samoggia e in particolare di quell’elite
che inizia a distinguersi alla metà dell’VIII secolo
a.C. Curata da Rita Burgio e Sara Campanari, è promossa dal
Museo Civico Archeologico “Arsenio Crespellani”, dalla
Fondazione Rocca dei Bentivoglio e dal Comune di Bazzano, in
collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici
dell’Emilia-Romagna. Gli alunni delle scuole elementari e medie
possono partecipare a laboratori didattici dedicati alla cultura
Villanoviana, alla produzione ceramica e alla figura del cavaliere.
La mostra si potrà visitare sino al 5 aprile. Info: 051.836405
-
www.roccadeibentivoglio.it.
(B.C.)
21 marzo 2010
Il laboratorio di Leonardo.
Vigevano (Pavia) - Il Castello
Visconteo propone un’esperienza “totale” su
Leonardo da Vinci, Il laboratorio di Leonardo. I codici, le macchine
e i disegni. Un’ampia e affascinante collezione di
scritti e
disegni, con ricostruzione dei prototipi, resa possibile dalle
tecnologie di ultima generazione. Organizzata dalla società di
studi Leonardo 3, la mostra si svolge sotto l’alto Patronato
del Presidente della Repubblica, ed è parte integrante del
progetto “Leonardo e Vigevano”, ideato e organizzato da
Comune di Vigevano, Provincia di Pavia, Fondazione Banca del Monte di
Lombardia e Consorzio A.S.T Agenzia per lo Sviluppo Territoriale, per
sposare la valorizzazione dei beni culturali con le altre risorse del
territorio. Grazie alle nuove tecnologie multimediali il pubblico può
conoscere i codici più importanti del grande Genio,
ricostruzioni fisiche e digitali di strumenti straordinari come la
Macchina Volante e il Leone Meccanico, completamente inedite, oltre a
entrare in contatto con i disegni e i dipinti presentati con la
tecnologia HyperView. Per la prima volta i visitatori possono anche
sfogliare virtualmente, grazie alla tecnologia Virtual Codex, il
Codice Atlantico, il Codice del Volo e il Manoscritto B, restaurato
con la tecnologia digitale. Ma non è tutto. I disegni più
importanti sono illustrati con animazioni tridimensionali e con
modelli fisici che li rendono immediatamente comprensibili nei loro
complessi meccanismi. Obiettivo della mostra - prorogata sino al 13
giugno - è di rivelare il grande fascino del Genio, quello di
un uomo nuovo del Rinascimento che si interessa di acque,
architettura e agricoltura. La mostra è accompagnata da una
gemella (ospitata nelle Scuderie ducali del Castello), Splendori di
Corte. Gli Sforza, il Rinascimento, la città, per ripercorrere
i legami profondi tra la città di Vigevano, la signoria
sforzesca, la figura di Leonardo da Vinci e le testimonianze
artistiche presenti su tutto il territorio lomellino. Il ducato degli
Sforza coincise a Vigevano con una vera e propria età
dell’oro. Sulla scorta delle committenze ducali, le
confraternite e le famiglie più agiate della Lomellina, tra
Quattro e Cinquecento, fecero a gara nel farsi promotrici di
iniziative che portarono nei paesi del territorio dipinti, sculture
lignee, tessuti preziosi e raffinate oreficerie, ricche vestigia che
ora la mostra riporta a Vigevano. Info: 0243353522 -
www.leonardoevigevano.it. (B.C.)
14 marzo 2010
L’8 marzo
all’Insula Sapientiae. Roma - Anche
quest’anno il Ministero dei Beni culturali festeggia la
Giornata internazionale della Donna offrendo a tutte, il
6 e il 7
marzo (l’8 sono in riposo settimanale), la possibilità
di visitare gratuitamente, in tutto il Paese,
i musei ed i luoghi
d’arte statali. Ormai, una consuetudine che si rinnova, e che è
diventata celebrazione del binomio “Donna e Arte”.
Omaggio a tutti coloro che nei secoli hanno individuato nella figura
femminile una musa ispiratrice, e soprattutto alle donne che hanno
contribuito in prima persona, con il proprio talento artistico, a
superare pregiudizi ed ostacoli sociali. A Roma l’8 marzo sarà
possibile visitare nella sua interezza l'Insula sapientiae, il grande
complesso domenicano che gravita attorno alla basilica di S. Maria
sopra Minerva, e sorge su rovine romane di grande pregio. Fra le 9 e
le 13.00, con ingresso in Via del Seminario 76, sono state
organizzate tre visite guidate lungo un percorso che toccherà
le sale delle Biblioteche della Camera, del Senato e Casanatense
(complessivamente circa 2 milioni 500 mila volumi, di cui molti
antichi e rari) e il Convento della Minerva. In particolare saranno
visitabili, presso la Biblioteca della Camera, la Sala del
Refettorio, le Sale dell'Inquisizione, le Sale Galileo e la Sala
delle Capriate; presso la Biblioteca del Senato, le Sale di lettura;
presso il Convento dei Domenicani, la Sala dei Papi, la Basilica di
S.Maria sopra Minerva e l'adiacente Sacrestia; ed infine il Salone
monumentale della Biblioteca Casanatense (Info : 06.6760.3476). La
prenotazione non è possibile. Sempre a Roma, presso Palazzo
Mattei di Giove, il 9 marzo la Biblioteca di storia moderna e
contemporanea presenterà il volume La stampa periodica
femminile in Italia. Repertorio 1861-2009, di Gisella Bochicchio e
Rosanna De Longis. Edito da Biblink editori, il Repertorio censisce e
descrive oltre 1600 periodici italiani diretti alle donne editi tra
il 1861 e il 2009. Si spazia dalla letteratura educativa di fine
Ottocento rivolta alla formazione delle «buone italiane»,
alle riviste sindacali e professionali dirette agli ambiti lavorativi
tradizionalmente femminili (ostetriche, infermiere, maestre), per
arrivare ai periodici ‘femminili’ per eccellenza del
secondo dopoguerra passando dai giornali clandestini delle formazioni
partigiane (Info: 06.6828171 ). (B.C.)
7 marzo 2010
In restauro la tribuna degli
Uffizi. Firenze - Si concluderanno
fra pochi mesi i lavori di restauro della magnifica
Tribuna degli
Uffizi di Firenze, il cuore del museo più antico d'Europa,
come la definisce il Soprintendente Cristina Acidini. Grazie al
contributo di un milione di dollari dalla Fondazione Friend's of
Florence, verranno restaurati gli affreschi della lanterna, le
stupende conchiglie che decorano la cupola, le madreperle del tamburo
e anche le antiche sculture e gli arazzi. Al termine dei lavori -
previsto entro il mese di giugno - il pavimento della Tribuna, un
autentico capolavoro, non sara' piu' 'calpestabile'. I visitatori
potranno continuare ad ammirare la sala da tre affacci diversi : dal
corridoio e dalle salette contigue. Per l’occasione è
stato riaperto anche il varco, proprio di lato alla Tribuna, che dava
il passo - come attestano le carte antiche - alle stanzette
dell’armeria. Le pareti saranno tappezzate con un velluto
liscio color cremisi, dello stesso colore e fattura di quello che
secondo gli archivi ornava in passato la sala. Verranno realizzati
con telai d’epoca dall’Antico Setificio Fiorentino. I
visitatori possono assistere alle varie fasi del restauro, osservando
in diretta il lavoro dei restauratori, protetti da pannelli in vetro.
La Tribuna risale al 1854 ed è uno dei luoghi più
conosciuti e ammirati del museo fiorentino. Un ambiente raffinato che
fu progettato dall’architetto Bernardo Buontalenti su
commissione di Francesco I (1541-1587), principe eclettico della
casata dei Medici che voleva uno spazio originale per le sue
collezioni. L’intervento fa parte del Piano di recupero
filologico, di conservazione e di valorizzazione dei luoghi di
‘eccellenza’ della Galleria, che ha già restituito
al pubblico nella loro veste originale la Sala della Niobe (2006), il
Vestibolo delle Iscrizioni, la Sala dell’Ermafrodito, la Sala
Monumentale e il Ricetto Lorenesi (2007). A restauro ultimato
torneranno ad essere esposti gran parte dei capolavori ospitati dalla
Tribuna già nel riassetto studiato negli anni 70 da Luciano
Berti - dal Bronzino al Pontormo, dal Rosso, al Vasari - ma anche
altre opere che in passato sono transitate nella collezione di
Francesco I, come attestano le carte d’archivio. Info:
http://www.polomuseale.firenze.it.
(B.C.)
28 febbraio 2010
Da Rembrandt a Gauguin a Picasso.
Rimini - L’incanto
della pittura a Rimini. Una
rassegna
unica di 65 capolavori
provenienti dal Museum of Fine Arts di Boston è ospitata, a
Rimini, nella magnifica cornice della Rocca Malatestiana, a Castel
Sismondo. Tra gli autori più prestigiosi ci sono Rembrandt,
Velasquez, Van Dyck, Tiepolo, Manet, Gauguin, Cézanne, Van
Gogh, Monet, Matisse e Picasso. L’occasione per la mostra è
stata fornita dalla temporanea chiusura di alcuni ambienti del museo
bostoniano, in vista dell’imminente trasferimento di alcune
sezioni nella nuova ala firmata da Norman Foster. Quella che viene
proposta non è una semplice "mostra di giro", ma uno
spaccato, davvero eccezionale, di uno dei più importati musei
al mondo. Le 65 opere esposte, dopo l’unica trasferta italiana,
si potranno vedere esclusivamente al Fine Arts di Boston. Anche per
Rimini si tratta di una grande chance per proporre il meglio dei suoi
tesori d’arte, a cominciare da Piero della Francesca, di cui il
Tempio Malatestiano conserva uno dei massimi capolavori. L’iniziativa
promossa dalle istituzioni locali, dalla Fondazione Cassa di
Risparmio di Rimini, con il contributo di Linea d‘ombra Libri e
del Gruppo Euromobil, è stata curata da Marco Goldin e Gorge
Shackelford. La mostra vuole essere una grande lezione di storia
dell'arte alla portata di tutti. Le sei sezioni espositive (Il
sentimento religioso, La nobiltà del ritratto, L'intimità
del ritratto, Interni, Nature morte e Il nuovo paesaggio) sono state
allestite seguendo accostamenti continui e non convenzionali fra gli
artisti come quello fra i ritratti del Tintoretto e quelli di Degas
e, più ancora, fra quelli celeberrimi di Velásquez e
Rembrandt accanto alle grandi tele moderne di Picasso, solo per fare
alcuni esempi. Il catalogo è edito da Linea d'ombra Libri. La
rassegna si potrà visitare sino al 14 marzo. Info :
www.lineadombra.it - tel.
0422.429999 (Call center) - 0541/787669 (castello). (B.C.)
21 febbraio 2010
Restaurata la fontana del Bicchierone.
Tivoli (RM) - Realizzata da Gian Lorenzo Bernini fra il 1660 e il 1661, su
commissione del cardinale Rinaldo d’Este, torna a rivivere,
dopo un meticoloso restauro, all’interno di Villa D’Este,
a Tivoli, la fontana del Bicchierone
(prima
e dopo il restauro).
Inaugurata nel maggio del
1661, è costituita da un alto e prezioso calice collocato
dentro una conchiglia, situata nella prospettiva principale del
giardino. In questo caso Bernini rinuncia all’uso del
travertino e si confronta con materiali poveri, come i mattoni, la
malta e lo stucco. Solo nel rivestimento esterno fa ricorso a marmi
antichi e materiali tradizionali, ma anche del tutto innovativi come
la spatica. In origine, doveva fare da sfondo ad una delle tre statue
dedicate ad Ercole che punteggiavano il percorso esterno. Oggi quella
di Ercole con Achille fanciullo in braccio si trova al Louvre.
Vittima del deterioramento tipico delle murature in esterno,
aggravato dalla presenza di agenti inquinanti e di vegetazione
infestante, con il conseguente accumulo di depositi, la fontana del
Bernini è stata restaurata in due tempi. Durante la prima fese
dei lavori è stata ripulita e consolidata, mentre nella
seconda è stata ricostruita l’intera struttura
riportandola alla forma originaria, ormai alterata dai molti depositi
accumulati. Il restauro del famoso Bicchierone è promosso
dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le
province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo e fa parte di un
lotto di lavori che ha visto anche il rifacimento delle
pavimentazioni di alcuni settori della villa e l’intervento
sulle torrette della fontana del Nettuno. Durante i lavori di
restauro sono state fatte tutte le indagini relative ai materiali di
costruzione, in collaborazione con l’Istituto Superiore per la
Conservazione e il Restauro (ISCR), e le successive ricerche ai fini
delle reintegrazioni. Villa d’Este con l’impressionante
concentrazione di fontane, ninfei, grotte, giochi d’acqua e
musiche idrauliche costituisce un modello più volte emulato
nei giardini europei del manierismo e del barocco. E’ inserita
nella lista UNESCO del patrimonio mondiale. Info:
http://www.villadestetivoli.info/ - 0774 332920, Call Center:
199.766.166. (B.C.)
14 febbraio 2010
Segreti e tecnologia alla corte dei
Visconti e degli Sforza. Milano -
Seta. Oro. Cremisi questo il titolo della mostra allestita
alla casa museo del famoso collezionista d’arte Poldi Pezzoli
sui segreti e la tecnologia della tessitura alla corte dei Visconti e
degli Sforza. Cinquanta opere preziose illustrano questa
straordinaria produzione artistica, legata all’antica
tradizione, ma capace anche di sorprendenti innovazioni tecnologiche.
Fra i manufatti in mostra spiccano i preziosi codici miniati e il
rarissimo caftano appartenuto ad un boiardo della Valachia e il
paliotto
di Beatrice d’Este della collezione Poldi Pezzoli e
restaurato per l’occasione grazie al contributo del lanificio
Vitale Barberis Canonico. Veri capolavori che mettono in rilievo
l’importanza dello studio fatto dall’ISAL (Istituto per
la Storia dell’Arte Lombarda), insieme alle istituzioni
europee, sui tessuti auro-serici lombardi del XV secolo. La mostra,
curata dal direttore del Dipartimento Arti Applicate ISAL, Chiara
Buss, e dal direttore del Museo Poldi Pezzoli, Annalisa Zanni, guida
il visitatore in un’appassionante viaggio alla scoperta del
contesto culturale e sociale alla corte dei Visconti e degli Sforza.
Fra i protagonisti della mostra e dell’evoluzione tessile
milanese, c’è il cremisi, una preziosa sostanza
colorante derivata dalla cocciniglia. Prodotto molto costoso -
importato da mercati lontani - il cremisi era considerato ovunque
garanzia di alta qualità. Lo stesso percorso espositivo è
articolato in base alle materie prime impiegate, mettendo in risalto
quella sottile mistura di lusso e tecnologia che ha identificato la
corte più ricca e potente della penisola italiana nella
seconda metà del Quattrocento. Il catalogo della mostra, edito
da Silvana Editoriale, presenta anche i risultati delle analisi
eseguite sulle tinture dei tessuti con metodi innovativi. Seta. Oro.
Cremisi, è la prima di cinque mostre che verranno organizzate
in diversi musei nell’ambito del più vasto progetto ISAL
sulla produzione serica in Lombardia, dal XV al XX secolo. La mostra,
patrocinata dal Ministero dei Beni culturali, si potrà
visitare sino al 21 febbraio. Info: 02 794889 -
www.museopoldipezzoli.it.
(B.C.)
7 febbraio 2010
Ratificata la convenzione UNESCO
per il patrimonio subacqueo.
Con la Legge 157 è stata finalmente ratificata, dopo quasi
dieci anni, la Convezioni di Parigi per la protezione del patrimonio
culturale subacqueo. Per l’anno appena trascorso è stata
autorizzata una spesa di 13.455 euro. La Convenzione di Parigi,
importantissima, consente di migliorare la tutela di questo
patrimonio, affiancandosi al Progetto Archeomar, messo a punto per il
censimento dei beni archeologici sommersi dalla Direzione Generale
per le Antichità di Roma. Dal 2003 ad oggi il Progetto
Archeomar ha già censito i beni sommersi delle Regioni
Campania, Calabria, Basilicata e Puglia (www.archeomar.it),
mentre sono ancora in corso le ricerche presso le coste del Lazio e
della Toscana. Il Progetto viene realizzato con risorse umane della
Direzione Generale per le Antichità, Sezione Tecnica per
l’Archeologia Subacquea, del Ministero dei Beni Culturali, in
stretta collaborazione con le Soprintendenze delle Regioni italiane
interessate. Con la ratifica della Convenzione - entrata in vigore
l’11 novembre scorso - le sanzioni (art.10) previste per i
contravventori sono particolarmente onerose. Basta pensare che il
cittadino italiano o il comandante di una nave battente bandiera
italiana che effettua un intervento nella zona economica esclusiva, o
sulla piattaforma continentale di un altro Stato della Convenzione, o
nell’Area internazionale dei Fondi marini o nel relativo
sottosuolo, senza la preventiva denuncia all’Autorità
competente (artt. 5 e 6) è punito con l’arresto fino ad
un anno e con l’ammenda da 310 a 3.099 euro. La stessa pena è
prevista anche per chiunque effettui interventi prima
dell’autorizzazione, anche se ha inoltrato regolare denuncia.
Molto rigide le pene anche per quanti commercino reperti recuperati
mediante interventi non autorizzati. La pena prevista è la
reclusione fino a due anni e la multa da 50 a 500 euro. Ma anche non
denunciare i reperti subacquei rinvenuti può essere molto
rischioso. Per quelli provenienti dalla piattaforma continentale
italiana la pena prevista è l’arresto fino ad un anno e
l’ammenda da 310 a 3.099 euro. (B.C.)
31 gennaio 2010
Antologia di meraviglie.
Roma - A Castel Sant’Angelo,
nel Museo Nazionale, il secondo appuntamento con le celebrazioni del
quarantesimo anniversario dell'istituzione del Comando Carabinieri
Tutela Patrimonio
Culturale. In esposizione opere straordinarie
sottratte al patrimonio culturale italiano e recuperate dall’Arma
nei suoi quarant’anni di attività specialistica.
Capolavori di artisti universalmente celebrati che hanno contribuito
non solo a scrivere una pagina importante nella storia dell’arte,
ma anche in quella dell’Arma dei Carabinieri. Il percorso
espositivo è diviso in tre sezioni: i reperti archeologici
recuperati a seguito di attività extra giudiziale; opere
recuperate all’estero con rogatorie giudiziarie internazionali;
recuperi avvenuti sul territorio nazionale. L’Arma per l’Arte
- Antologia di meraviglie è promossa dal Ministero per i Beni
e le Attività Culturali, con il patrocinio della Provincia di
Roma, dell’Assessorato alla Cultura della Regione Lazio, e
dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione
del Comune di Roma. L’evento è sostenuto anche da ARCUS
e dalla Fondazione Roma. Nella sezione archeologica è esposta
la Triade Capitolina, gruppo scultoreo in marmo del II secolo d.C.
proveniente da uno scavo clandestino nell’area del comune di
Guidonia (RM) - territorio corrispondente anticamente a Tibur
(Tivoli) - recuperata nel 1994 in Svizzera mentre stava per essere
ceduta a un collezionista americano. Si tratta dell’unica copia
“privata” conservata per intero del celebre gruppo di
grandi dimensioni che doveva adornare il tempio di Giove Capitolino
sul Campidoglio. Fra le altre opere in mostra anche un cratere a
calice con figure rosse, del V secolo, raffigurante il trasporto del
corpo di Sarpedonte, firmato da Euphronios. Piccola, ma importante
anche la selezione di opere contemporanee, fra cui il ritratto del
figlio di Renoir, Pierre, e l’ultimo ritratto femminile
realizzato da Van Gogh, L’Arlesienne (1890). La mostra si potrà
visitare sino alla fine di gennaio. Info:
www.beniculturali.it.
(B.C.)
22 gennaio 2010
Ritrovata la coenatio rotunda
di Nerone? Roma. Roma -
Durante i lavori della Soprintendenza per consolidare
l’angolo del
Colle Palatino che si affaccia sul Colosseo,
nell’area della Vigna Barberini, sono riemersi i resti di una
struttura a pianta circolare che non ha eguali nell’architettura
romana. Gli esperti hanno ipotizzato che si possa trattare del sito
dove sorgeva la coenatio rotunda descritta da Svetonio nella Vita dei
Cesari: la sala da pranzo della Domus Aurea di Nerone che girava
giorno e notte imitando il movimento della terra. Fino ad oggi gli
studiosi del sito, invece, la individuavano nella Sala Ottagonale. La
struttura, per ora riportata alla luce solo parzialmente, appartiene
a un corpo di costruzione molto più esteso, probabilmente un
padiglione finora sconosciuto della Domus Aurea e si potrebbe
estendere su circa 60 metri di lunghezza. Sono proprio le particolari
caratteristiche della struttura riemersa dal passato - dotata di un
possente pilone centrale di 4 metri di diametro per 10 di altezza e
di incassi circolari riempiti di una sostanza scura non
identificata, da analizzare - che hanno lasciato ipotizzare la
presenza di un pavimento, forse, ligneo poggiato su meccanismi
sferici in grado, quindi, di farlo ruotare. Questa struttura potrebbe
essere proprio la base della coenatio rotunda. Un’ipotesi
corroborata anche dalla posizione eccezionale di questa sorta di
torre che si ergeva a picco sulla valle del Colosseo, allora occupata
da un lago artificiale, consentendo una panoramica a 360° dal
Campidoglio all’Aventino, dal Celio al colle della Velia. La
struttura è databile dopo l’incendio del 64 d.C. e prima
della damnatio memoriae di Nerone cominciata con i Flavi. Considerata
l’eccezionalità del ritrovamento, il Commissario
delegato per la realizzazione degli interventi urgenti nelle aree
archeologiche di Roma e Ostia Antica, Roberto Cecchi, ha stanziato
nuovi fondi per riportare alla luce l’intera struttura, e
verificare quindi la veridicità dell’ipotesi avanzata,
mettendo, contemporaneamente in sicurezza la terrazza della Vigna
Barberini. Per ora è stato erogato un finanziamento pari a
200.000 euro. I lavori di consolidamento dell’area sono
condotti da un’équipe italo-francese, coordinata da
Mariantonietta Tomei, direttrice del Palatino. (B.C.)
17 gennaio 2010
Caravaggio. Restauro aperto.
Roma - La Capitale propone un
evento artistico straordinario. Lo fa presso il Punto Camera, in
Piazza del Parlamento. Ogni giorno, fino al 31 gennaio, i cittadini
possono osservare dal vivo i lavori di restauro conservativo
dell'Adorazione dei Pastori (1609) - il celebre dipinto del
Caravaggio - eseguiti da tecnici altamente specializzati, con la
supervisione dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il
Restauro (ISCR) e del direttore del Museo Regionale di Messina, che
ha messo a disposizione l’opera. L’iniziativa, voluta
dalla Regione Sicilia, è promossa dalla Camera dei deputati,
con il contributo di Fastweb - sponsor unico - che offre al pubblico
la possibilità di prenotare la visita al “cantiere
aperto” durante tutto il periodo di restauro, attraverso il
sito www.fastweb.it. Il mercoledì e il venerdì, dalle
ore 15 alle 17, con prenotazione obbligatoria, è possibile
accedere all’interno del Punto Camera a gruppi di 10 persone
ogni 20 minuti, per assistere agli interventi in corso sull’opera
avvalendosi della guida esperta delle restauratrici, Valeria Merlini
e Daniela Storti. Negli altri giorni della settimana chi passa in
Piazza del Parlamento può vedere l’esecuzione dei lavori
attraverso una delle vetrate dello spazio attrezzato a laboratorio.
Il restauro viene anche filmato e trasmesso all’esterno con
alcuni video aggiornati costantemente. Nel bellissimo olio su tela di
grandi dimensioni (cm 314 x 211) la Vergine riposa a terra tra la
paglia, cullando fra le braccia il suo bambino, appena nato, sotto
gli sguardi discreti dei pastori e di Giuseppe. Spettatori muti
dell’intera scena il bue e l’asino. L’evento si
inserisce nell’ambito delle celebrazioni per i 400 anni dalla
morte di Caravaggio, che si svolgeranno nell’arco dell’intero
anno. L’Adorazione dei pastori al termine del restauro sarà
esposta nella grande mostra "Caravaggio", che dal 18
febbraio prossimo sarà ospitata alle Scuderie del Quirinale.
Per l’occasione sarà disponibile un catalogo edito da
Skira che raccoglierà i risultati del lavoro tecnico e
scientifico, corredato anche da importanti contributi storico
artistici. Info: www.camera.it. -
06.67601. (B.C.)
10 gennaio 2010
Luxus. Il piacere della vita nella Roma
imperiale. Torino - Dal
banchetto, l’evento sociale per eccellenza, alla cosmetica.
Questo, in poche battute, l’ampio respiro della bella mostra
LUXUS. Il piacere della vita nella Roma imperiale, organizzata a
Torino dalla Fondazione DNArt, in collaborazione con il Ministero dei
Beni Culturali (Mibac). Non si tratta di una mostra convenzionale, ma
piuttosto di un vero e proprio viaggio nel piacere e nella gioia di
vivere dell’antica Roma. L’esposizione, ospitata dal
Museo delle Antichità e curata da Elena Fontanella è
articolata in due sezioni principali: il lusso della mente ed il
lusso del vivere, accompagnati da un percorso sonoro ed olfattivo. Le
tematiche affrontate sono molte e si spazia dalla letteratura, il
teatro e la musica all’effimero, profumi, cura del corpo e dei
capelli, gioielli, senza dimenticare la buona tavola. Con le
conquiste del Mediterraneo orientale, da cui si importarono nuovi
alimenti, soprattutto frutta (limoni, pesche, albicocche ecc.), e
l’introduzione dell’olio e del vino, provenienti dalle
colonie greche, la cucina diventa una vera propria arte, connubio tra
presentazione del piatto e sapore, e culmina nell’evento
sociale per eccellenza il banchetto. Si diffonde anche l’uso di
spezie pregiate, come il pepe nero, provenienti dall’Africa e
dall’India. Seppur deprecati dai moralisti del tempo, vestiti,
gioielli, profumi sono costantemente ricercati dalle donne non solo
per evocare l’idea di seduzione, ma anche come espressione di
potere e livello sociale. Molto diffusa anche la cosmesi. Galeno,
famoso medico di Marco Aurelio scrive in proposito: “Scopo
della cosmetica è quello di conservare il corpo in tutta la
sua naturalezza e bellezza”. All’epoca il confine con il
medicamento era molto labile. La mostra rimarrà aperta sino
alla fine di gennaio. Info : 800 329 329, 011.5211106 –
www.museoantichita.it.
(B.C.)
3 gennaio 2010