Archivio 2002-2010 di Notizie generali.
I colori di Giotto- Assisi (PG)
Il Comune di Assisi e la Comunità del Sacro Convento hanno organizzato una iniziativa eccezionale,
in occasione dell'VIII Centenario dell'Approvazione della Regola di San Francesco, dedicata agli
affreschi dipinti da Giotto nella Basilica intorno alla fine del XIII secolo. La mostra, I colori
di Giotto, presentata come un cantiere aperto, è stata organizzata di concerto con il Ministero
dei Beni Culturali, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Grazie
alle più moderne tecnologie l'opera di Giotto viene messa a confronto con se stessa : come
era e com'è. L'iniziativa, curata da Giuseppe Basile, comprende il restauro dei dipinti
murali della Cappella di S.Nicola, nella Basilica Inferiore - che i visitatori possono
ammirare sui ponteggi - e la visita nella Basilica Superiore a 28 scene che compongono
le Storie Francescane, uno dei cicli pittorici più importanti di tutta la storia
dell'arte occidentale. Ma il viaggio prosegue nel virtuale. A pochi passi dalla
Basilica, nelle suggestive sale del trecentesco Palazzo Monte Frumentario, infatti,
è stata allestita una mostra "virtuale"su Giotto com'era, che offre ai visitatori
la possibilità di conoscere l'aspetto originale degli affreschi della Basilica
Superiore, ricostruito grazie agli studi di un'équipe dell'Istituto Centrale
del Restauro. Si tratta del primo esempio in assoluto di un "recupero virtuale"
di un ciclo pittorico condotto alla luce di ricognizioni specialistiche sull'opera.
Giotto
Gli affreschi, inoltre, vengono messi a confronto con il loro aspetto attuale,
disponibile in una serie di schermi con touch screen disposti in corrispondenza
di ogni gruppo di scene. Una seconda installazione virtuale viene dedicata
all'indagine prospettica dell'immagine giottesca. Il Progetto è del CNR.
La mostra viene completata da una sezione dedicata alla tecnica dell'affresco
e dalla proiezione di un filmato dedicato ai restauri della Basilica
realizzato da Artmediastudio. Il catalogo è edito da Silvana Editoriale.
La mostra si potrà visitare sino al 5 settembre. Il biglietto consente
anche la visita a Palazzo Vallemani, sede della Pinacoteca Civica,
dove si conservano alcuni straordinari affreschi distaccati del maestro.
Info : 199 757 516
http://www.icoloridigiotto.it. (B.C.)
30 agosto 2010
I GIORNI DI ROMA : L'ETA' DELLA CONQUISTA- Roma
Dalla conquista alla multietnicità, alla nuova cultura. Un progetto ambizioso che
si propone di illustrare al grande pubblico in modo semplice e chiaro la nascita
dello stile romano. Questo in poche battute il senso del progetto quinquennale
"I Giorni di Roma" che si apre con la mostra "L'età della conquista", una carrellata
di capolavori dell'arte antica provenienti dai maggiori Musei europei, databili nel
periodo successivo alle campagne di Grecia (dalla fine del III alla seconda metà
del I secolo a.C.). La rassegna, allestita presso i Musei Capitolini, nello
splendido Palazzo Caffarelli, sicuramente offre occasione di riflessione
su un'epoca di profondi cambiamenti nei canoni stilistici e sul gusto estetico
della Roma antica: uno dei momenti fondamentali per la futura identità culturale
e artistica romana, non solo dell'età repubblicana. E' questo il periodo
in cui l'élite al potere avverte, con sempre maggior consapevolezza, il
consolidarsi del proprio prestigio esprimendolo attraverso l'arte. Il percorso
della mostra, attraverso capolavori provenienti dall'intero bacino del Mediterraneo,
descrive uno dei periodi più innovativi ed originali per l'intero sviluppo
dell'arte occidentale. Un difficile processo di "acculturazione inversa" era ormai
compiutamente avviato. Citiamo Orazio : Graecia capta ferum victorem cepit et ars
intulit agrestis Latio. Nonostante la resistenza della fazione conservatrice di
Catone, una rapida ellenizzazione mutò per sempre l'Urbe anche attraverso la
commistione di modelli greci e romani, come nel caso di uno dei templi di
largo Argentina: un edificio circolare, tipicamente greco, costruito tuttavia
su un alto podio come consuetudine italica. L'esposizione, articolata in
quattro sezioni tematiche ( Dei e Santuari, Monumenti onorari, Vivere alla greca,
Costumi funerari ) è organizzata dal Comune di Roma in collaborazione con il
Ministero dei Beni culturali, con il contributo di molti sponsor. Si potrà visitare
sino al 5 settembre. E' possibile prenotare la visita guidata presso la cooperativa Il Sogno.Info:
www.museicapitolini.org
- www.romeguide.it Prenotazione:0685301758 - 0685301756. (B.C.)
03 agosto 2010
Pompei e il Vesuvio - Pompei (Na)
La storia dell'antica città partenopea e dei sui scavi vengono messi in mostra,
all'interno dell'area archeologica, grazie all'aiuto delle tecnologie più avanzate,
con l'iniziativa Pompei e il Vesuvio.Vesuvio L'obiettivo non è soltanto quello di approfondire
la secolare evoluzione del sito - le prime campagne di scavo furono intraprese
per volere di Carlo di Borbone nel 1768 - ma anche di diffondere la cultura
della prevenzione del rischio vulcanico. La mostra, infatti, in futuro si trasformerà
in un punto informativo stabile. Pompei è il ricordo di una tragedia che per noi
è divenuta opportunità unica di saperi, afferma Marcello Fiori, commissario
delegato dell'area archeologica e ideatore dell'iniziativa. Il legame con
il territorio e con i suoi rischi non va mai dimenticato, prosegue. L'obiettivo,
spiega, è quello di far crescere sempre più questa esperienza rendendola parte
integrante della visita. L'esposizione si articola in cinque sezioni tematiche
che affrontano in modo significativo il rapporto con il sito, dal Vesuvio, il
vulcano che causò la tragedia nel 79 d.C., agli ultimi giorni della città, dalla
storia degli scavi, 250 anni di ricerche , alle antiche vestigia riportate alla luce.
Il percorso termina con il punto informativo nel quale il visitatore può
personalizzare la sua esperienza nel sito archeologico scoprendo le nuove
iniziative e godendosi il meraviglioso spettacolo dell'antica città in piena
autonomia. La mostra offre anche un laboratorio didattico con una speciale
tavola sismica "vibrante" per le simulazioni. Numerosi i contributi audiovisivi
insieme all'esposizione delle attrezzature e tecnologie di ultima generazione
per la prevenzione del rischio vulcanico. La mostra è organizzata dalla
Soprintendenza Speciale per i Beni archeologici di Napoli insieme alla
Provincia, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri,
l'Istituto Nazionale di Geofisica e l'Osservatorio Vesuviano. All'iniziativa
hanno contribuito anche Cinecittà Luce e Raiteche. La mostra si potrà visitare
sino al 31 luglio. Info : 081.8575347
www.pompeiisites.org (B.C.)
25 luglio 2010
Due imperi a confronto - Milano
Per la prima volta in Italia e nel mondo i due imperi più importanti
della storia, quello Romano e le dinastie cinesi Qin e Han nel periodo
che va dal II sec. a.C. al IV sec. d.C., si ritrovano a confronto nella
splendida cornice di Palazzo Reale, a Milano. Con oltre 300 capolavori
vengono ricostruite le tappe salienti della nascita e dello sviluppo di
queste due importanti civiltà mettendo in luce gli aspetti della vita
quotidiana, della società e della comunicazione sociale, del culto e
dell'economia. Due imperi di dimensioni quasi equivalenti che controllavano
circa quattro milioni di chilometri quadrati, con una popolazione di circa
50-60 milioni di abitanti. Entrambi si consideravano il centro dell'intero mondo,
e cioè dell'Orbis Terrarum e del Tianxia, tutto quello che sta sotto il cielo.
Oltre agli ormai famosi guerrieri di terracotta, si possono ammirare
straordinarie statuette di ceramica che raccontano i costumi, la moda,
le arti cavalleresche e militari della cultura cinese, Due-imperi.jpg
affiancati a maestosi
gruppi statuari in marmo, affreschi, mosaici, utensili in argento e
altari funebri appartenenti alla tradizione artistica dell'impero romano.Due-imperi_B.jpg
La rassegna, organizzata da Palazzo Reale di Milano e MondoMostre con
il contributo di Credit Suisse, è il risultato di una cooperazione pluriennale
tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana
e l'omologo State Administration for Cultural Heritage della Repubblica
Popolare Cinese. Si tratta di un progetto culturale ambizioso, che ha
aperto la sua prima tappa a Pechino, al Beijing World Museum, in occasione
delle celebrazioni del 60° Anniversario della fondazione della Repubblica
Popolare Cinese, per proseguire, poi, con quella del Luoyang Museum.
Ora, dopo la tappa milanese, che si concluderà il 5 settembre, la mostra
inaugurerà, il prossimo ottobre, nella Capitale, l'Anno della Cina in
Italia, al Foro Boario e al Colosseo. Unica nel suo genere, la rassegna,
che ha coinvolto le più importanti sedi museali cinesi, è stata curata
a quattromani da Stefano De Caro, direttore generale per i Beni
Archeologici del MIBAC, e da Xu Pingfang, Responsabile dell'Istituto
di Ricerca Archeologica dell'Accademia cinese di Studi sociali e
direttore della Società cinese di Archeologia. Il catalogo, curato da
Stefano De Caro e Maurizio Scarpai, è pubblicato da 24 Ore Cultura.
Info: 02 54910-11; prenotazioni: www.ticket.it/imperi. (B.C.)
15 luglio 2010
Restaurati gli affreschi giotteschi di Chiaravalle
- Chiaravalle (Mi) Sono tornati al loro antico splendore,
dopo un lungo lavoro di restauro, i prestigiosi affreschi dell'Abbazia
cistercense di Chiaravalle, a dieci chilometri dal cuore di Milano,
grazie al sostanzioso contributo del Gruppo Intesa SanPaolo che ha
inserito il loro recupero nel progetto Restituzioni, il collaudato
programma di restauri di opere appartenenti al patrimonio artistico
nazionale, gestito in collaborazione con le Soprintendenze archeologiche
e storico-artistiche competenti per territorio. Restituzioni è stato
avviato nel 1989 dall'allora Banca Cattolica del Veneto, confluita
poi nel nucleo iniziale che avrebbe dato origine ad Intesa Sanpaolo.
Il programma oggi vanta un curriculum di alto profilo, ed un museo
virtuale delle oltre 600 opere restaurate. L'abbazia di Chiaravalle
rappresenta uno dei capitoli più importanti della storia artistica
del Trecento italiano. Gli affreschi principali della Torre nolare
o tiburio sono dedicati alla Vergine, Stefano_Fiorentino_La_Glorificazione_della_Vergine tema caro alla spiritualità
cistercense, e in particolare rappresentano le storie post ressurrectionem
tratte dalla "Legenda Aurea", scritta dal frate domenicano Jacopo da Varagine.
La paternitá degli affreschi del tiburio è attribuita a pittori di
scuola giottesca e risale agli anni Trenta-Quaranta del Trecento.
In particolare quelli al di sotto del tamburo dedicati alla Vergine
sono di Stefano Fiorentino, uno degli allievi più dotati di Giotto
- ricordato dallo stesso Vasari nelle sue Vite e dal Ghiberti -
e padre artistico del Giottino, altro grandissimo artista fiorentino
strettamente connesso alla tradizione di Giotto.
Il volume edito da Electa, in collaborazione con Intesa Sanpaolo,
Un poema cistercense, Affreschi giotteschi a Chiaravalle Milanese,
documenta per la prima volta in modo esaustivo la storia
dell'importante ciclo pittorico. Il testo di Sandrina Bandera
ricostruisce in modo puntuale la storia degli affreschi, dalla
costruzione del tiburio, alla committenza, alle personalità
coinvolte nel ciclo pittorico. Il saggio di Mina Gregori ,
invece, si sofferma su Stefano Fiorentino e ripercorre la
letteratura critica di cui è stato oggetto di studio.
Il volume presenta anche una documentazione fotografica
degli affreschi eccezionale, oltre 200 immagini, firmate
Antonio Quattrone, tra cui molti particolari a grandezza
naturale.Info:
www.bancaintesaarteecultura.com (B.C.)
04 luglio 2010
Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinasciento
- Mantova Palazzo Te, Palazzo Ducale e il Museo
Diocesano di Mantova propongono un viaggio intrigante tra i magnifici
arazzi fatti realizzare dai Gonzaga nel Rinascimento, offrendo uno
spaccato di quest'arte in Europa. La Mostra curata da Guy Delmarcel,
uno dei massimi esperti europei di arte del tessuto, presenta una
selezione - trentaquattro opere - degli arazzi più belli appartenuti
all'antico casato. I signori di Mantova, infatti, li acquistarono fin
dal Quattrocento, seguendo l'esempio delle altre grandi famiglie italiane,
come gli Estensi a Ferrara o i Farnese a Parma. La collezione, una volta
molto numerosa, oggi si è ridotta a poche decine di pezzi. Tra i più prestigiosi
i nove arazzi degli Atti degli Apostoli, copie della serie della Cappella Sistina
eseguiti su cartoni di Raffaello, acquistati dal cardinale Ercole Gonzaga e
poi donati alla basilica palatina di Santa Barbara, e oggi custoditi presso
il Palazzo Ducale. La serie di Mantova costituisce la più antica replica
superstite degli arazzi della Scuola Vecchia disegnati da Raffaello. pesca_miracolosa
I cartoni di Raffaello sono tuttora conservati a Londra. L'evento,
Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento. Da Mantegna a Raffaello e
Giulio Romano, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica
Italiana e di Alberto II Re del Belgio, è stato promosso e organizzato
dal Comune di Mantova, dal Centro Internazionale d'Arte e Cultura di
Palazzo Te, dal Museo Diocesano Francesco Gonzaga e dal Museo di
Palazzo Ducale, con il contributo, fra gli altri, della Fondazione
Banca Agricola Mantovana e di quella del Monte dei Paschi di Siena.
Quasi tutti gli arazzi furono realizzati nelle Fiandre, oppure in
Italia ad opera di arazzieri di origine fiamminga. A quell'epoca,
infatti, Bruxelles era l'epicentro della produzione. La maggior
parte dei tessitori rimangono senza nome, anche se i loro prodotti
sono contraddistinti dal marchio di bottega, obbligatorio a Bruxelles
dopo il 1528. Lo studio sistematico della collezione di arazzi gonzagheschi
è cominciato nel 1977 ed è culminato in una monografia pubblicata dalla
College Art Association of America nel 1996, punto di partenza anche per
l'allestimento dell'iniziativa. La Guida alla mostra, che si conclude
a fine mese, è edita da Skira ed include anche Gli Atti degli Apostoli
di Palazzo Ducale. Info: - 0376.369198.
www.centropalazzote.it.(B.C.)
27 giugno 2010
Cammei e intagli dei Medici.
- Firenze - Il Museo degli Argenti di Palazzo Pitti
mette in mostra il tesoro dei Medici, oltre centosettanta pezzi, e
ne racconta la storia, a partire dalla sua costituzione ad opera
di Cosimo, Piero e, soprattutto, Lorenzo de' Medici, che ai cammei e
agli intagli riservò un posto di rilievo all'interno delle sue
collezioni d'arte e al quale si deve l'acquisto di esemplari
prestigiosi come il celeberrimo Sigillo di Nerone, la splendida
corniola con Apollo, Marsia e Olimpo. Lorenzo Ghiberti, Donatello e
Sandro Botticelli sono solo alcuni degli autori che nelle diafane
raffigurazioni delle gemme medicee trovarono importanti spunti
creativi. Persino Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti
riscoprirono questo repertorio e con esso il senso di equilibrio e
di misura delle proporzioni caratteristico dell'arte classica.
Questo aspetto viene documentato dalla mostra, Pregio e bellezza.
Cammei e intagli dei Medici,
Cammeo_con_ritratti con un'ampia varietà di opere, codici
miniati, medaglie, disegni, dipinti e sculture, tutte ispirate a
questi piccoli tesori. Fulcro di questa sezione è il Ritratto ideale
di Botticelli che, grazie alla collaborazione con lo Städel Museum
di Francoforte,viene esposto in Italia per la prima volta.
Un omaggio al pittore in occasione del V centenario della sua morte.
Nel Rinascimento il collezionismo di gemme e cammei costituì uno
degli aspetti più affascinanti del processo di riscoperta del mondo
classico. Ai cammei e agli intagli si attribuivano persino
particolari virtù magiche e misteriose, in relazione al tipo
di materia utilizzata e al soggetto della raffigurazione.
Inoltre, le loro ridotte dimensioni e la facilità di trasporto,
ne facevano un regalo ideale, oltre a rappresentare un'ottima
forma di investimento. La mostra apre Firenze 2010. Un anno ad
arte, l'ambizioso e articolato progetto espositivo dei Musei
Statali Fiorentini promosso dal Ministero per i Beni Culturali,
con la Direzione Regionale Toscana, la Soprintendenza Speciale
per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per
il Polo Museale della città di Firenze, il Museo degli Argenti,
Firenze Musei e l'Ente Cassa di Risparmio di Firenze.
Il catalogo è edito da Sillabe. La mostra rimarrà aperta sino
alla fine di giugno. Info : 055. 2654321 -
www.polomuseale.firenze.it..(B.C.)
20 giugno 2010
Le giornate del Tiepolo.
- Udine - Il capoluogo friulano ha ricordato uno dei
suoi maggiori artisti, Giambattista Tiepolo (1696- 1770), con un ciclo
di giornate a tema, in occasione della Pentecoste, animate da
esposizioni, musica ed altri eventi. Terra di passaggio e zona
d'incontro tra civiltà diverse, Udine ha intrecciato, nel corso dei
secoli, la sua storia a quella del Patriarcato di Aquileia, soppresso
nel 1751 e la Serenissima Repubblica di San Marco, il cui dominio
sulla regione si estese dal 1420 al 1797. Per l'ultimo grande pittore
di scuola veneziana si può dire che Udine sia stata, dopo Venezia,
la seconda patria. Udine è la prima città di terraferma dove ottiene,
non ancora trentenne, importanti commissioni che gli apriranno le
porte al successo europeo. L'artista vi trascorse uno dei periodi
più creativi della sua carriera, lasciandovi numerosi capolavori
visibili nel Duomo, nella Galleria d'Arte Antica, situata nel
castello che domina il centro storico, e soprattutto nel
Palazzo Patriarcale. Il momento più importante è proprio il
ciclo degli affreschi della "Galleria", situata nel
Palazzo Patriarcale: è il suo primo importante intervento
pittorico su larga scala, quello in cui riesce a svincolarsi
definitivamente dalla tradizione barocca, per elaborare un
linguaggio autonomo e originale. Qui, con la collaborazione
del suo quadraturista di fiducia, Gerolamo Mengozzi-Colonna,
affresca scene della Genesi: Il sogno di Giacobbe,
Il sacrificio di Isacco,Il sacrificio di Isacco
Agar nel deserto, Rachele nasconde
gli idoli, Abramo e gli Angel, Sara e l'Angelo, affreschi nei
quali, nonostante qualche reminiscenza ancora barocca, il clima è
confidenziale. L'importanza delle opere che vi sono state realizzate
ha valso ad Udine l'appellativo di "Città del Tiepolo" e, proprio
per questo, il Comune, in collaborazione con il Museo del Duomo e il
Museo Diocesano, ha ideato le Giornate del Tiepolo che si svolgono,
con cadenza annuale, tra maggio e giugno. Agli appuntamenti
in calendario per la seconda edizione dell'iniziativa si aggiunge
la mostra dedicata l'intero corpus di incisioni del Tiepolo,
capolavori assoluti della storia dell'arte grafica, come la doppia
serie dei Capricci e degli Scherzi. La mostra, a 22 anni dall'ultima
che lo ha ricordato, si potrà visitare sino alla fine di ottobre.
Info : tel. 0432 414 717 - www.udinecultura.it .
www.udinecultura.it.(B.C.)
13 giugno 2010
Caravaggio, il pittore che ha dato luce al buio.
- Roma - La summa indiscutibile del Maestro in mostra alle Scuderie del
Quirinale. Un pittore unico che ha saputo dare luce al buio. Circa 1500
metri quadrati di esposizione nel prestigioso edificio delle Scuderie Papali,
costruito nei primi decenni del XVIII secolo (1722-1732) proprio a ridosso
del giardino Colonna sui resti, in parte ancora visibili, del grandioso
tempio romano di Serapide. L'intera carriera artistica di Caravaggio -
di cui ricorre il quarto centenario della morte - viene presentata lungo
un percorso che non è strettamente cronologico, ma piuttosto tematico. Così
accanto al Ragazzo con il canestro di frutta, una delle sue opere giovanili
più importanti, si può ammirare il Bacco degli Uffizi, senza contare
l'eccezionale presenza della Canestra di frutta della Pinacoteca
Ambrosiana, mai uscita prima dalla sua sede. È proprio questo confronto
diretto fra le opere ed i loro soggetti il fil rouge che si dipana lungo
l'intera esposizione. Accanto alle opere più conosciute - come le due
versioni della Cena in Emmaus rispettivamente dalla National Gallery di
Londra e dalla Pinacoteca di Brera o ancora il Suonatore di liuto
dall'Ermitage e l'Amore vincitore
dalla Gemaldegalerie di Berlino -
ne troviamo altre più rare e di difficile visione, perché raramente
concesse per mostre a carattere temporaneo, come l'Annunciazione dal
Museo di Nancy, restaurata per l'occasione con un progetto congiunto
Italia-Francia e l'Incoronazione di Spine dal Kunsthistorisches Museum
di Vienna. L'esposizione è coprodotta dall'Azienda Speciale Palaexpo e
da MondoMostre con la collaborazione del Ministero per i Beni e le
Attività Culturali e della Soprintendenza Speciale per il Polo
Museale di Roma. Sotto l'Alto Patronato del Presidente della
Repubblica Italiana, è stata resa possibile dal contributo di Cariparma.
Il catalogo edito da Skira propone schede dettagliate di ogni opera
esposta, ciascuna curata da un eminente studioso. La mostra rimarrà
aperta sino al mese di giugno. Info : 0639967500 -
www.scuderiequirinale.it.
(B.C.)
6 giugno 2010
Percorsi di luce alla reggia di Caserta. - L’iniziativa
Percorsi di luce,
gestita dall’Ente Provinciale per il Turismo
di Caserta, arrivata alla settima edizione raddoppia. Quest’anno,
infatti, la programmazione prevede un ciclo di eventi che dureranno
fino alla fine di maggio, con l’obiettivo di integrare sempre
più la manifestazione con le offerte del sistema turistico
nazionale e internazionale. Il viaggio alla scoperta della Reggia di
Caserta illuminata di notte e dei suoi tesori è diventata così
uno dei grandi eventi dell’estate campana e non solo. Durante
il periodo estivo, sino ad ottobre, viene proposto il percorso nel
Parco della Reggia, mentre nell’inverno (da novembre a maggio)
si torna a proporre - dopo tre anni di assenza - il percorso
all’interno della Reggia. “Le novità introdotte
quest’anno - sottolinea l’amministratore dell’Ept
di Caserta, Enzo Iodice - arricchiscono la formula ormai consolidata
della manifestazione, rendendola più moderna e ancora di più
al servizio dei visitatori”. Gli stranieri possono disporre di
un sistema audio personalizzato, progettato ad hoc, che attraverso
l’utilizzo di cuffie gli permetterà di apprezzare al
meglio la suggestiva visita. Dopo aver percorso il viale d’accesso
al chiarore delle fiaccole, accompagnati da musiche del Settecento e
guidati da esperti storici dell’arte, i visitatori vengono
condotti a bordo di un bus fino alla fontana di Diana e Atteone e di
lì procedono a piedi all’interno del Giardino Inglese.
Alla luce delle lanterne vengono narrati i significati massonici
legati alla creazione del giardino, voluto da Maria Carolina di
Borbone. Attraverso un mix di luci, musiche e performances d’autore,
il visitatore viene catapultato all’interno dello spettacolo
inseguendo il “Destino dei Miti”. Tutti i weekend
(venerdì, sabato e domenica) a partire da un’ora dopo il
tramonto. La prenotazione è obbligatoria. Info : 0823-321337.
(B.C.)
23 maggio 2010
Restaurati i capolavori fiamminghi della Galleria sabauda. Torino
- Grazie al contributo della Consulta per la valorizzazione dei beni
artistici e culturali di Torino sono tornati al loro antico splendore
alcuni capolavori fiamminghi della Galleria Sabauda e della
collezione Gualino. Per l’occasione il Musée du Louvre e
i Musées Royaux des Beaux Arts di Bruxelles hanno
eccezionalmente concesso il prestito di due tavole che permetteranno
al pubblico di ammirare nuovamente ricomposto il trittico
dell’Annunciazione
della bottega di Rogier van der Weyden e due
ante del polittico commissionato al pittore di corte Bernard Van
Orley. Sono stati presentati anche i risultati delle indagini
diagnostiche effettuate sui dipinti, grazie alle quali è stato
possibile acquisire informazioni preziose sulle tecniche di
esecuzione, ma soprattutto sulle variazioni apportate dai vecchi
restauri e sulla tipologia dei nuovi interventi conservativi. La
Galleria Sabauda venne istituita nel 1832 dal re Carlo Alberto di
Savoia e inizialmente accolse le collezioni provenienti dal Palazzo
Reale di Torino, dalla quadreria dei Savoia-Carignano e dal Palazzo
Durazzo di Genova, acquistato nel 1824. Verso la metà
dell’Ottocento venne arricchita da importanti acquisizioni, per
essere poi donata allo Stato nel 1860. La sede iniziale di Palazzo
Madama fu trasferita, nel 1865, presso il Palazzo dell’Accademia
delle Scienze, costruito a partire dal 1679 su disegno di Guarino
Guarini per ospitare il Collegio dei Nobili. La rinomata
rappresentanza della scuola fiamminga oggetto della mostra oggi è
collocata al primo piano e in gran parte proviene dalla collezione
del principe Eugenio di Savoia-Soissons (Gerard Dou, Van Dyck, van
der Werff, Jan Brueghel de Velours, Teniers, Jan Griffier). La
collezione di arte antica (Duccio di Boninsegna, Signorelli,
Veronese, Tiziano), donata alla Galleria nel 1928 dall’avvocato
torinese Riccardo Gualino, costituisce un nucleo a sé ed è
esposta in forma di “casa museo” per volontà del
suo stesso donatore. La mostra si potrà visitare fino al 23
maggio. Info : 011.5641749 -
www.artito.arti.beniculturali.it. (B.C.)
15 maggio 2010
Pompei su Street View.
Google e il Ministero dei Beni
Culturali hanno raggiunto un accordo per offrire a tutti la
possibilità di ammirare Pompei grazie a Street View. Così,
i luoghi simbolo dell’area di Pompei diventano i primi siti
archeologici al mondo visibili su Google Maps. Street View è
un servizio di Google Maps che consente l’esplorazione
ravvicinata del territorio attraverso fotografie panoramiche scattate
al livello della strada. Per accedere alle immagini, basta
selezionare il pulsante “Street View” e trascinare
l’icona con l’omino giallo sul tratto stradale
interessato. E’ possibile spostarsi in avanti e indietro lungo
le strade e persino ruotare la visuale di 360°. In virtù
di questa partnership, da oggi chiunque può fare una gita
virtuale e perlustrare le sontuose vestigia dell’antica città,
con le sue ricche ville sepolte dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C.
Questi luoghi, riportati progressivamente alla luce e resi
accessibili al pubblico fino dalla metà del diciottesimo
secolo, ora sono a portata di un semplice click del mouse. L’accordo
con Google rientra nel piano di valorizzazione e rilancio degli
Scavi, che prevede anche l’apertura dei siti ad eventi teatrali
e musicali, la messa in sicurezza dei reperti e la lotta alle
situazione di illegalità. Il patrimonio artistico e culturale
italiano è tra più importanti e apprezzati al mondo,
una risorsa che oggi può raggiungere e arricchire miliardi di
persone attraverso Internet, sostiene Carlo d’Asaro Biondo,
vicepresidente SEEMEA Google. La digitalizzazione del sito
archeologico di Pompei attraverso Street View è un primo
importante passo per diffondere ulteriormente la storia e la cultura
del nostro paese. Ma Pompei non è la sola ad entrare in Google
Maps. Il progetto fa parte di una più ampia intesa
internazionale fra Google e Unesco per portare in Street View le
immagini di dieci nuove aree protette dalle Nazioni Unite, che Google
ha in programma di fotografare nel prossimo futuro. Questa lista
rientra nelle ‘special collections’ e comprende quei siti che sono
difficilmente accessibili. Info: http://www.google.it. (B.C.)
1 maggio 2010
Il tesoro di Morgantina torna
a casa. Roma - Torna a casa il
tesoro di Morgantina, composto da 16 pezzi in argento (III sec. a.C.)
ritenuti fra i più raffinati della Magna Grecia. Rimasto
nascosto per oltre duemila anni sottoterra è stato poi
trafugato negli anni settanta dai tombaroli e acquistato dal
Metropolitam Museum of Art di New York per una spesa dichiarata di
2.700.000 dollari dal commerciante Robert Hecht, nei primi anni
ottanta. Lo straordinario tesoro proveniente dall’area
archeologica di Morgantina, che all'epoca faceva parte del piccolo e
ricco regno di Gerone II (275-215 a.C.), oggi viene restituito dal
MET grazie all'accordo raggiunto nel 2006 con il Ministero per i Beni
Culturali. Ora, il prezioso complesso di argenti è in
esposizione a Roma, al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo fino
al 23 maggio. Poi, dal 4 giugno, verrà messo in mostra al
Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas di Palermo.
L’iniziativa, organizzata dalla Soprintendenza Speciale per i
Beni Archeologici di Roma, in collaborazione con Electa, è
curata dall’ex soprintendente di Roma Angelo Bottini e da Rita
Paris. Fra i pezzi in esposizione due grandi coppe (mastoi) per
miscelare il vino con l’acqua, la brocchetta (Olpe) e
l'attingitoio (kyathos) per servirlo e la tazza con Anse a voluta
(skyphos) per berlo. Le indagini del Nucleo Tutela Patrimonio
Culturale dei Carabinieri, insieme alle ricerche archeologiche
condotte da Malcolm Bell III - l’archeologo a capo della
missione di scavi statunitense a Morgantina che in tutti questi anni
si è adoperato per la restituzione dei reperti trafugati
illecitamente - e agli studi specialistici di Pier Giovanni Guzzo,
hanno reso possibile l'identificazione precisa della provenienza.
Questo rientro eccellente, preceduto da quello di Demetra e Kore, due
raffinati esemplari di scultura greca arcaica trafugati 30 anni fa
dalla stessa area ed esposte negli Stati Uniti fino al 2007, sarà
seguito da altre importanti restituzioni : gli argenti di Eupolemo
(III sec. a.C.) che dovrebbero rientrare nei prossimi mesi e, nel
gennaio 2011, la Dea del Getty (V sec. a.C.), più nota come
Venere di Morgantina. Si tratta del Progetto “Morgantina
2009-2011. Il ritorno delle Dee”, che ha pianificato questi
rientri eccellenti dagli USA nel territorio di Enna. Info:
06.39967700 - http://archeoroma.beniculturali.it.
(B.C.)
18 aprile 2010
Il Vero e il Falso.
Perugia - Più di 2500 anni di
falsificazione monetaria, a partire dall’epoca greco-romana,
fino all’età contemporanea, sono in mostra a Perugina,
nella bella sede del Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria.
L’esposizione, Il Vero e il Falso, è
organizzata dal Museo Storico della Guardia di Finanza e dal Comando
Regionale Umbria, in collaborazione con le Soprintendenze ai Beni
Archeologici di Perugia, Roma e di Firenze, l'Istituto Poligrafico
Zecca dello Stato di Roma e la Banca d'Italia. La mostra, curata da
Fiorenzo Catalli, è strutturata per aree tematiche e propone i
casi di falso più rappresentativi, attraverso il paragone di
ogni pezzo esposto con l’esemplare originale. Il grande
pubblico ha così la possibilità di ammirare un
vastissimo repertorio di monete di età antica, medievale e
moderna messe a disposizione dai più importanti musei
italiani, a cui si aggiungono le serie complete delle emissioni di
banconote della Banca d’Italia, dalla proclamazione del Regno
d’Italia ad oggi, provenienti dalle raccolte di Palazzo Koch.
In esposizione anche una vera e propria rarità di grande
pregio, la famosa collezione di monete medievali italiane di
Vittorio Emanuele III, la più importante al mondo, custodita
nel “caveau” del Museo Nazionale Romano di Palazzo
Massimo. La mostra intende così raccontare l’evoluzione
del fenomeno della falsificazione insieme all’attività
di controllo della Guardia di Finanza. Un’area apposita è
dedicata alle più importanti operazioni di falsificazione
effettuate nei periodi bellici. Inoltre, è stata ricostruita
una stamperia clandestina di dollari falsi. Vestendo i panni del
tipografo - virtualmente, naturalmente - si potrà ripercorrere
l’intero ciclo di produzione, dalla creazione della carta
filigranata fino ai processi di stampa che conducono alla banconota
finita, completa dei più sofisticati elementi di sicurezza. La
mostra si potrà visitare sino al 16 maggio. Il Museo
Archeologico dal 1948 ha sede nel complesso architettonico di San
Domenico che risale all’istituzione dello stesso ordine
domenicano, datata 1233. Dal 1957 raccoglie le collezioni sparse nei
vari Musei Civici. Lo scorso anno si è profondamente rinnovato
nei percorsi e nei contenuti. Info : 075.5727141 -
http://www.archeopg.arti.beniculturali.it.
(B.C.)
11 aprile 2010
Architetti a Siena fra il XV e il
XVIII secolo. Siena - Per
l’anniversario dei sui 250 anni dalla fondazione, la Biblioteca
comunale degli Intronati di Siena festeggia con una grande mostra che
svela i suoi tesori nella sala storica di via della Sapienza.
“Architetti a Siena. Testimonianze della Biblioteca comunale tra XV e
XVIII secolo” è organizzata con il contributo della Fondazione
Monte dei Paschi di Siena e della Regione Toscana. Ideata da Daniele
Danesi con un gruppo di ricerca e coordinata da Milena Pagni e
Annalisa Pezzo, ripercorre le tappe salienti dell’evoluzione
della concezione architettonica senese. Il percorso espositivo offre
una selezione di opere, alcune di elevato valore artistico, anche se
poco note, insieme ai famosi trattati di architettura di Francesco
di Giorgio Martini e di Pietro Cutaneo e al prezioso taccuino di
Giuliano da Sangallo. In esposizione anche i disegni della cerchia di
Baldassarre Peruzzi per i portici non realizzati di Piazza del Campo.
Testimonianze di grande interesse che figurano accanto ad alcune rare
edizioni cinquecentesche di trattati di architettura di Vitruvio,
Palladio, Serio e Vignola. In mostra anche il taccuino di Oreste
Vannocci Biringucci, architetto presso i Gonzaga e le opere del
celebre medico e teorico di architettura Teofilo Gallaccini, il cui
trattato sugli errori degli architetti, rimasto inedito per circa un
secolo, fu stampato a Venezia molto dopo la sua morte. Una sezione
della mostra è dedicata agli studi per la Cappella del Voto
nella Cattedrale di Siena di Benedetto Giovannelli Orlandi,
architetto stimato da papa Alessandro VII Chigi e ai progetti del
meno noto Giacomo Franchini, interprete locale della grande
architettura borrominiana. Le nuove tecnologie visive rendono più
fruibile la mostra con proiezioni e schermi che danno al visitatore
la possibilità di sfogliare virtualmente una parte del
materiale esposto. Per le scuole, in particolare gli istituti d’arte
e le facoltà di architettura, sono stati allestiti dei
percorsi didattici dedicati. La mostra rimarrà aperta sino al
12 aprile con ingresso gratuito. Il catalogo è edito da
Silvana Editore. Info : 0577 280704. (B.C.)
4 aprile 2010
Le ore della donna.
Vicenza - Un ritratto della donna greca
filtrato dallo sguardo dell’uomo, committente e decoratore,
attraverso le
ceramiche classiche e della Magna Grecia (V-III
sec.a.C.). Insomma, un vero e proprio viaggio nel tempo quello che
propongono le Gallerie di Palazzo Leoni Montanari di Vicenza, con la
mostra “Le ore della donna. Storie e immagini nella collezione di
ceramiche attiche e magnogreche” di Intesa Sanpaolo. Una collezione di
grande valore, ricca di ben 522 ceramiche, che il progetto "Il
tempo dell'antico. Pagine di archeologia in Palazzo Leoni Montanari"
svelerà gradualmente attraverso percorsi tematici di cui
questa mostra è il primo appuntamento. A quello sulla donna
seguiranno approfondimenti sulla figura maschile, l'amore, il lavoro,
il sacro, la morte e il mito nella Grecia classica e nei centri della
Magna Grecia, attraverso gli spazi e i tempi della vita quotidiana.
Questa prima esposizione presenta una attenta selezione della
raccolta, proveniente da Ruvo di Puglia, importante centro
dell'antica Apulia, e racconta lo spazio e i tempi che scandivano la
vita femminile ad Atene e nei territori della Magna Grecia: la donna
regina o prigioniera dell'oikos, la casa, da cui si allontana
solamente in occasioni particolari come le feste religiose; la donna
al lavoro tra le mura domestiche, imprenditrice dell’antica
filiera del tessile, che vive in appartamenti separati dal marito, e
si ricongiunge a lui nel thalamos, la camera nuziale. Una donna che
raggiunge la stessa dignità dell’uomo in due momenti
illustrati dalle immagini vascolari : il matrimonio e la morte. Ma in
mostra ci sono anche le altre, le etére, colte "cortigiane"
chiamate a dar piacere col corpo e con le arti, rappresentate nude,
intente a lavarsi nel leuterion, la vasca delle abluzioni.
L'esposizione si chiude con una sezione dedicata alle donne del mito:
le Amazzoni, donne guerriere, e le Menadi, seguaci di Dioniso, dio
del vino. Ideata da Fatima Terzo, responsabile dei Beni Culturali di
Intesa Sanpaolo, scomparsa lo scorso maggio, la mostra è
curata da Federica Giacobello con la supervisione della professoressa
Gemma Sena Chiesa dell'Università degli Studi di Milano. Per
le scuole sono disponibili laboratori didattici dedicati. La mostra
si potrà visitare sino al 10 aprile. Info: 800.578875 -
www.palazzomontanari.com.
(B.C.)
28 marzo 2010
Cavalieri etruschi.
Bazzano (BO) - Nel mondo antico il cavallo era
un vero e proprio status symbol. Agli inizi dell'età del Ferro
comincia ad affermarsi un’aristocrazia che potremmo definire
“equestre”. Nei corredi delle tombe principesche iniziano
a comparire ceramiche con immagini di
cavalli, morsi in bronzo,
fibule ed altre finiture equine, a volte persino l’intero
carro. È l’inizio di quell’identità tra
cavalleria e patriziato che porterà alla supremazia dei
possessori di carri e cavalli. Proprio alla figura del cavaliere è
dedicata la mostra “Cavalieri etruschi dalle Valli al Po. Tra Reno e
Panaro, la valle del Samoggia nell’VIII e VII sec.a.C.”,
allestita a Bazzano nell’antichissima Rocca dei Bentivoglio. Le
origini della Rocca, a dispetto della leggenda che la vuole costruita
da Matilde di Canossa, sono sicuramente anteriore al Mille, nel
periodo in cui in tutta l’area padana sorgevano castra in
difesa dalle invasioni barbariche. Nel 1038 il Vescovo di Modena
Guiberto concede in enfiteusi il castello e la chiesa di Santo
Stefano al Marchese Bonifacio di Canossa, padre di Matilde, la quale
lo riceverà in eredità all’età di nove
anni. L’esposizione illustra la popolazione della valle
basandosi sui corredi tombali rinvenuti nell’Ottocento.
L’analisi delle necropoli ha consentito di ricostruire la
nascita e l’affermazione dei gruppi aristocratici nel periodo
Villanoviano e di riflettere sulle modalità con cui
controllavano questa fertile pianura e le vie di comunicazione. La
mostra con i suoi 500 reperti offre un’occasione unica per
presentare nella loro interezza le testimonianze villanoviane
provenienti dalla Valla del Samoggia e in particolare di quell’elite
che inizia a distinguersi alla metà dell’VIII secolo
a.C. Curata da Rita Burgio e Sara Campanari, è promossa dal
Museo Civico Archeologico “Arsenio Crespellani”, dalla
Fondazione Rocca dei Bentivoglio e dal Comune di Bazzano, in
collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici
dell’Emilia-Romagna. Gli alunni delle scuole elementari e medie
possono partecipare a laboratori didattici dedicati alla cultura
Villanoviana, alla produzione ceramica e alla figura del cavaliere.
La mostra si potrà visitare sino al 5 aprile. Info: 051.836405
-
www.roccadeibentivoglio.it.
(B.C.)
21 marzo 2010
Il laboratorio di Leonardo.
Vigevano (Pavia) - Il Castello
Visconteo propone un’esperienza “totale” su
Leonardo da Vinci, Il laboratorio di Leonardo. I codici, le macchine
e i disegni. Un’ampia e affascinante collezione di
scritti e
disegni, con ricostruzione dei prototipi, resa possibile dalle
tecnologie di ultima generazione. Organizzata dalla società di
studi Leonardo 3, la mostra si svolge sotto l’alto Patronato
del Presidente della Repubblica, ed è parte integrante del
progetto “Leonardo e Vigevano”, ideato e organizzato da
Comune di Vigevano, Provincia di Pavia, Fondazione Banca del Monte di
Lombardia e Consorzio A.S.T Agenzia per lo Sviluppo Territoriale, per
sposare la valorizzazione dei beni culturali con le altre risorse del
territorio. Grazie alle nuove tecnologie multimediali il pubblico può
conoscere i codici più importanti del grande Genio,
ricostruzioni fisiche e digitali di strumenti straordinari come la
Macchina Volante e il Leone Meccanico, completamente inedite, oltre a
entrare in contatto con i disegni e i dipinti presentati con la
tecnologia HyperView. Per la prima volta i visitatori possono anche
sfogliare virtualmente, grazie alla tecnologia Virtual Codex, il
Codice Atlantico, il Codice del Volo e il Manoscritto B, restaurato
con la tecnologia digitale. Ma non è tutto. I disegni più
importanti sono illustrati con animazioni tridimensionali e con
modelli fisici che li rendono immediatamente comprensibili nei loro
complessi meccanismi. Obiettivo della mostra - prorogata sino al 13
giugno - è di rivelare il grande fascino del Genio, quello di
un uomo nuovo del Rinascimento che si interessa di acque,
architettura e agricoltura. La mostra è accompagnata da una
gemella (ospitata nelle Scuderie ducali del Castello), Splendori di
Corte. Gli Sforza, il Rinascimento, la città, per ripercorrere
i legami profondi tra la città di Vigevano, la signoria
sforzesca, la figura di Leonardo da Vinci e le testimonianze
artistiche presenti su tutto il territorio lomellino. Il ducato degli
Sforza coincise a Vigevano con una vera e propria età
dell’oro. Sulla scorta delle committenze ducali, le
confraternite e le famiglie più agiate della Lomellina, tra
Quattro e Cinquecento, fecero a gara nel farsi promotrici di
iniziative che portarono nei paesi del territorio dipinti, sculture
lignee, tessuti preziosi e raffinate oreficerie, ricche vestigia che
ora la mostra riporta a Vigevano. Info: 0243353522 -
www.leonardoevigevano.it. (B.C.)
14 marzo 2010
L’8 marzo
all’Insula Sapientiae. Roma - Anche
quest’anno il Ministero dei Beni culturali festeggia la
Giornata internazionale della Donna offrendo a tutte, il
6 e il 7
marzo (l’8 sono in riposo settimanale), la possibilità
di visitare gratuitamente, in tutto il Paese,
i musei ed i luoghi
d’arte statali. Ormai, una consuetudine che si rinnova, e che è
diventata celebrazione del binomio “Donna e Arte”.
Omaggio a tutti coloro che nei secoli hanno individuato nella figura
femminile una musa ispiratrice, e soprattutto alle donne che hanno
contribuito in prima persona, con il proprio talento artistico, a
superare pregiudizi ed ostacoli sociali. A Roma l’8 marzo sarà
possibile visitare nella sua interezza l'Insula sapientiae, il grande
complesso domenicano che gravita attorno alla basilica di S. Maria
sopra Minerva, e sorge su rovine romane di grande pregio. Fra le 9 e
le 13.00, con ingresso in Via del Seminario 76, sono state
organizzate tre visite guidate lungo un percorso che toccherà
le sale delle Biblioteche della Camera, del Senato e Casanatense
(complessivamente circa 2 milioni 500 mila volumi, di cui molti
antichi e rari) e il Convento della Minerva. In particolare saranno
visitabili, presso la Biblioteca della Camera, la Sala del
Refettorio, le Sale dell'Inquisizione, le Sale Galileo e la Sala
delle Capriate; presso la Biblioteca del Senato, le Sale di lettura;
presso il Convento dei Domenicani, la Sala dei Papi, la Basilica di
S.Maria sopra Minerva e l'adiacente Sacrestia; ed infine il Salone
monumentale della Biblioteca Casanatense (Info : 06.6760.3476). La
prenotazione non è possibile. Sempre a Roma, presso Palazzo
Mattei di Giove, il 9 marzo la Biblioteca di storia moderna e
contemporanea presenterà il volume La stampa periodica
femminile in Italia. Repertorio 1861-2009, di Gisella Bochicchio e
Rosanna De Longis. Edito da Biblink editori, il Repertorio censisce e
descrive oltre 1600 periodici italiani diretti alle donne editi tra
il 1861 e il 2009. Si spazia dalla letteratura educativa di fine
Ottocento rivolta alla formazione delle «buone italiane»,
alle riviste sindacali e professionali dirette agli ambiti lavorativi
tradizionalmente femminili (ostetriche, infermiere, maestre), per
arrivare ai periodici ‘femminili’ per eccellenza del
secondo dopoguerra passando dai giornali clandestini delle formazioni
partigiane (Info: 06.6828171 ). (B.C.)
7 marzo 2010
In restauro la tribuna degli
Uffizi. Firenze - Si concluderanno
fra pochi mesi i lavori di restauro della magnifica
Tribuna degli
Uffizi di Firenze, il cuore del museo più antico d'Europa,
come la definisce il Soprintendente Cristina Acidini. Grazie al
contributo di un milione di dollari dalla Fondazione Friend's of
Florence, verranno restaurati gli affreschi della lanterna, le
stupende conchiglie che decorano la cupola, le madreperle del tamburo
e anche le antiche sculture e gli arazzi. Al termine dei lavori -
previsto entro il mese di giugno - il pavimento della Tribuna, un
autentico capolavoro, non sara' piu' 'calpestabile'. I visitatori
potranno continuare ad ammirare la sala da tre affacci diversi : dal
corridoio e dalle salette contigue. Per l’occasione è
stato riaperto anche il varco, proprio di lato alla Tribuna, che dava
il passo - come attestano le carte antiche - alle stanzette
dell’armeria. Le pareti saranno tappezzate con un velluto
liscio color cremisi, dello stesso colore e fattura di quello che
secondo gli archivi ornava in passato la sala. Verranno realizzati
con telai d’epoca dall’Antico Setificio Fiorentino. I
visitatori possono assistere alle varie fasi del restauro, osservando
in diretta il lavoro dei restauratori, protetti da pannelli in vetro.
La Tribuna risale al 1854 ed è uno dei luoghi più
conosciuti e ammirati del museo fiorentino. Un ambiente raffinato che
fu progettato dall’architetto Bernardo Buontalenti su
commissione di Francesco I (1541-1587), principe eclettico della
casata dei Medici che voleva uno spazio originale per le sue
collezioni. L’intervento fa parte del Piano di recupero
filologico, di conservazione e di valorizzazione dei luoghi di
‘eccellenza’ della Galleria, che ha già restituito
al pubblico nella loro veste originale la Sala della Niobe (2006), il
Vestibolo delle Iscrizioni, la Sala dell’Ermafrodito, la Sala
Monumentale e il Ricetto Lorenesi (2007). A restauro ultimato
torneranno ad essere esposti gran parte dei capolavori ospitati dalla
Tribuna già nel riassetto studiato negli anni 70 da Luciano
Berti - dal Bronzino al Pontormo, dal Rosso, al Vasari - ma anche
altre opere che in passato sono transitate nella collezione di
Francesco I, come attestano le carte d’archivio. Info:
http://www.polomuseale.firenze.it.
(B.C.)
28 febbraio 2010
Da Rembrandt a Gauguin a Picasso.
Rimini - L’incanto
della pittura a Rimini. Una
rassegna
unica di 65 capolavori
provenienti dal Museum of Fine Arts di Boston è ospitata, a
Rimini, nella magnifica cornice della Rocca Malatestiana, a Castel
Sismondo. Tra gli autori più prestigiosi ci sono Rembrandt,
Velasquez, Van Dyck, Tiepolo, Manet, Gauguin, Cézanne, Van
Gogh, Monet, Matisse e Picasso. L’occasione per la mostra è
stata fornita dalla temporanea chiusura di alcuni ambienti del museo
bostoniano, in vista dell’imminente trasferimento di alcune
sezioni nella nuova ala firmata da Norman Foster. Quella che viene
proposta non è una semplice "mostra di giro", ma uno
spaccato, davvero eccezionale, di uno dei più importati musei
al mondo. Le 65 opere esposte, dopo l’unica trasferta italiana,
si potranno vedere esclusivamente al Fine Arts di Boston. Anche per
Rimini si tratta di una grande chance per proporre il meglio dei suoi
tesori d’arte, a cominciare da Piero della Francesca, di cui il
Tempio Malatestiano conserva uno dei massimi capolavori. L’iniziativa
promossa dalle istituzioni locali, dalla Fondazione Cassa di
Risparmio di Rimini, con il contributo di Linea d‘ombra Libri e
del Gruppo Euromobil, è stata curata da Marco Goldin e Gorge
Shackelford. La mostra vuole essere una grande lezione di storia
dell'arte alla portata di tutti. Le sei sezioni espositive (Il
sentimento religioso, La nobiltà del ritratto, L'intimità
del ritratto, Interni, Nature morte e Il nuovo paesaggio) sono state
allestite seguendo accostamenti continui e non convenzionali fra gli
artisti come quello fra i ritratti del Tintoretto e quelli di Degas
e, più ancora, fra quelli celeberrimi di Velásquez e
Rembrandt accanto alle grandi tele moderne di Picasso, solo per fare
alcuni esempi. Il catalogo è edito da Linea d'ombra Libri. La
rassegna si potrà visitare sino al 14 marzo. Info :
www.lineadombra.it - tel.
0422.429999 (Call center) - 0541/787669 (castello). (B.C.)
21 febbraio 2010
Restaurata la fontana del Bicchierone.
Tivoli (RM) - Realizzata da Gian Lorenzo Bernini fra il 1660 e il 1661, su
commissione del cardinale Rinaldo d’Este, torna a rivivere,
dopo un meticoloso restauro, all’interno di Villa D’Este,
a Tivoli, la fontana del Bicchierone
(prima
e dopo il restauro).
Inaugurata nel maggio del
1661, è costituita da un alto e prezioso calice collocato
dentro una conchiglia, situata nella prospettiva principale del
giardino. In questo caso Bernini rinuncia all’uso del
travertino e si confronta con materiali poveri, come i mattoni, la
malta e lo stucco. Solo nel rivestimento esterno fa ricorso a marmi
antichi e materiali tradizionali, ma anche del tutto innovativi come
la spatica. In origine, doveva fare da sfondo ad una delle tre statue
dedicate ad Ercole che punteggiavano il percorso esterno. Oggi quella
di Ercole con Achille fanciullo in braccio si trova al Louvre.
Vittima del deterioramento tipico delle murature in esterno,
aggravato dalla presenza di agenti inquinanti e di vegetazione
infestante, con il conseguente accumulo di depositi, la fontana del
Bernini è stata restaurata in due tempi. Durante la prima fese
dei lavori è stata ripulita e consolidata, mentre nella
seconda è stata ricostruita l’intera struttura
riportandola alla forma originaria, ormai alterata dai molti depositi
accumulati. Il restauro del famoso Bicchierone è promosso
dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le
province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo e fa parte di un
lotto di lavori che ha visto anche il rifacimento delle
pavimentazioni di alcuni settori della villa e l’intervento
sulle torrette della fontana del Nettuno. Durante i lavori di
restauro sono state fatte tutte le indagini relative ai materiali di
costruzione, in collaborazione con l’Istituto Superiore per la
Conservazione e il Restauro (ISCR), e le successive ricerche ai fini
delle reintegrazioni. Villa d’Este con l’impressionante
concentrazione di fontane, ninfei, grotte, giochi d’acqua e
musiche idrauliche costituisce un modello più volte emulato
nei giardini europei del manierismo e del barocco. E’ inserita
nella lista UNESCO del patrimonio mondiale. Info:
http://www.villadestetivoli.info/ - 0774 332920, Call Center:
199.766.166. (B.C.)
14 febbraio 2010
Segreti e tecnologia alla corte dei
Visconti e degli Sforza. Milano -
Seta. Oro. Cremisi questo il titolo della mostra allestita
alla casa museo del famoso collezionista d’arte Poldi Pezzoli
sui segreti e la tecnologia della tessitura alla corte dei Visconti e
degli Sforza. Cinquanta opere preziose illustrano questa
straordinaria produzione artistica, legata all’antica
tradizione, ma capace anche di sorprendenti innovazioni tecnologiche.
Fra i manufatti in mostra spiccano i preziosi codici miniati e il
rarissimo caftano appartenuto ad un boiardo della Valachia e il
paliotto
di Beatrice d’Este della collezione Poldi Pezzoli e
restaurato per l’occasione grazie al contributo del lanificio
Vitale Barberis Canonico. Veri capolavori che mettono in rilievo
l’importanza dello studio fatto dall’ISAL (Istituto per
la Storia dell’Arte Lombarda), insieme alle istituzioni
europee, sui tessuti auro-serici lombardi del XV secolo. La mostra,
curata dal direttore del Dipartimento Arti Applicate ISAL, Chiara
Buss, e dal direttore del Museo Poldi Pezzoli, Annalisa Zanni, guida
il visitatore in un’appassionante viaggio alla scoperta del
contesto culturale e sociale alla corte dei Visconti e degli Sforza.
Fra i protagonisti della mostra e dell’evoluzione tessile
milanese, c’è il cremisi, una preziosa sostanza
colorante derivata dalla cocciniglia. Prodotto molto costoso -
importato da mercati lontani - il cremisi era considerato ovunque
garanzia di alta qualità. Lo stesso percorso espositivo è
articolato in base alle materie prime impiegate, mettendo in risalto
quella sottile mistura di lusso e tecnologia che ha identificato la
corte più ricca e potente della penisola italiana nella
seconda metà del Quattrocento. Il catalogo della mostra, edito
da Silvana Editoriale, presenta anche i risultati delle analisi
eseguite sulle tinture dei tessuti con metodi innovativi. Seta. Oro.
Cremisi, è la prima di cinque mostre che verranno organizzate
in diversi musei nell’ambito del più vasto progetto ISAL
sulla produzione serica in Lombardia, dal XV al XX secolo. La mostra,
patrocinata dal Ministero dei Beni culturali, si potrà
visitare sino al 21 febbraio. Info: 02 794889 -
www.museopoldipezzoli.it.
(B.C.)
7 febbraio 2010
Ratificata la convenzione UNESCO
per il patrimonio subacqueo.
Con la Legge 157 è stata finalmente ratificata, dopo quasi
dieci anni, la Convezioni di Parigi per la protezione del patrimonio
culturale subacqueo. Per l’anno appena trascorso è stata
autorizzata una spesa di 13.455 euro. La Convenzione di Parigi,
importantissima, consente di migliorare la tutela di questo
patrimonio, affiancandosi al Progetto Archeomar, messo a punto per il
censimento dei beni archeologici sommersi dalla Direzione Generale
per le Antichità di Roma. Dal 2003 ad oggi il Progetto
Archeomar ha già censito i beni sommersi delle Regioni
Campania, Calabria, Basilicata e Puglia (www.archeomar.it),
mentre sono ancora in corso le ricerche presso le coste del Lazio e
della Toscana. Il Progetto viene realizzato con risorse umane della
Direzione Generale per le Antichità, Sezione Tecnica per
l’Archeologia Subacquea, del Ministero dei Beni Culturali, in
stretta collaborazione con le Soprintendenze delle Regioni italiane
interessate. Con la ratifica della Convenzione - entrata in vigore
l’11 novembre scorso - le sanzioni (art.10) previste per i
contravventori sono particolarmente onerose. Basta pensare che il
cittadino italiano o il comandante di una nave battente bandiera
italiana che effettua un intervento nella zona economica esclusiva, o
sulla piattaforma continentale di un altro Stato della Convenzione, o
nell’Area internazionale dei Fondi marini o nel relativo
sottosuolo, senza la preventiva denuncia all’Autorità
competente (artt. 5 e 6) è punito con l’arresto fino ad
un anno e con l’ammenda da 310 a 3.099 euro. La stessa pena è
prevista anche per chiunque effettui interventi prima
dell’autorizzazione, anche se ha inoltrato regolare denuncia.
Molto rigide le pene anche per quanti commercino reperti recuperati
mediante interventi non autorizzati. La pena prevista è la
reclusione fino a due anni e la multa da 50 a 500 euro. Ma anche non
denunciare i reperti subacquei rinvenuti può essere molto
rischioso. Per quelli provenienti dalla piattaforma continentale
italiana la pena prevista è l’arresto fino ad un anno e
l’ammenda da 310 a 3.099 euro. (B.C.)
31 gennaio 2010
Antologia di meraviglie.
Roma - A Castel Sant’Angelo,
nel Museo Nazionale, il secondo appuntamento con le celebrazioni del
quarantesimo anniversario dell'istituzione del Comando Carabinieri
Tutela Patrimonio
Culturale. In esposizione opere straordinarie
sottratte al patrimonio culturale italiano e recuperate dall’Arma
nei suoi quarant’anni di attività specialistica.
Capolavori di artisti universalmente celebrati che hanno contribuito
non solo a scrivere una pagina importante nella storia dell’arte,
ma anche in quella dell’Arma dei Carabinieri. Il percorso
espositivo è diviso in tre sezioni: i reperti archeologici
recuperati a seguito di attività extra giudiziale; opere
recuperate all’estero con rogatorie giudiziarie internazionali;
recuperi avvenuti sul territorio nazionale. L’Arma per l’Arte
- Antologia di meraviglie è promossa dal Ministero per i Beni
e le Attività Culturali, con il patrocinio della Provincia di
Roma, dell’Assessorato alla Cultura della Regione Lazio, e
dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione
del Comune di Roma. L’evento è sostenuto anche da ARCUS
e dalla Fondazione Roma. Nella sezione archeologica è esposta
la Triade Capitolina, gruppo scultoreo in marmo del II secolo d.C.
proveniente da uno scavo clandestino nell’area del comune di
Guidonia (RM) - territorio corrispondente anticamente a Tibur
(Tivoli) - recuperata nel 1994 in Svizzera mentre stava per essere
ceduta a un collezionista americano. Si tratta dell’unica copia
“privata” conservata per intero del celebre gruppo di
grandi dimensioni che doveva adornare il tempio di Giove Capitolino
sul Campidoglio. Fra le altre opere in mostra anche un cratere a
calice con figure rosse, del V secolo, raffigurante il trasporto del
corpo di Sarpedonte, firmato da Euphronios. Piccola, ma importante
anche la selezione di opere contemporanee, fra cui il ritratto del
figlio di Renoir, Pierre, e l’ultimo ritratto femminile
realizzato da Van Gogh, L’Arlesienne (1890). La mostra si potrà
visitare sino alla fine di gennaio. Info:
www.beniculturali.it.
(B.C.)
22 gennaio 2010
Ritrovata la coenatio rotunda
di Nerone? Roma. Roma -
Durante i lavori della Soprintendenza per consolidare
l’angolo del
Colle Palatino che si affaccia sul Colosseo,
nell’area della Vigna Barberini, sono riemersi i resti di una
struttura a pianta circolare che non ha eguali nell’architettura
romana. Gli esperti hanno ipotizzato che si possa trattare del sito
dove sorgeva la coenatio rotunda descritta da Svetonio nella Vita dei
Cesari: la sala da pranzo della Domus Aurea di Nerone che girava
giorno e notte imitando il movimento della terra. Fino ad oggi gli
studiosi del sito, invece, la individuavano nella Sala Ottagonale. La
struttura, per ora riportata alla luce solo parzialmente, appartiene
a un corpo di costruzione molto più esteso, probabilmente un
padiglione finora sconosciuto della Domus Aurea e si potrebbe
estendere su circa 60 metri di lunghezza. Sono proprio le particolari
caratteristiche della struttura riemersa dal passato - dotata di un
possente pilone centrale di 4 metri di diametro per 10 di altezza e
di incassi circolari riempiti di una sostanza scura non
identificata, da analizzare - che hanno lasciato ipotizzare la
presenza di un pavimento, forse, ligneo poggiato su meccanismi
sferici in grado, quindi, di farlo ruotare. Questa struttura potrebbe
essere proprio la base della coenatio rotunda. Un’ipotesi
corroborata anche dalla posizione eccezionale di questa sorta di
torre che si ergeva a picco sulla valle del Colosseo, allora occupata
da un lago artificiale, consentendo una panoramica a 360° dal
Campidoglio all’Aventino, dal Celio al colle della Velia. La
struttura è databile dopo l’incendio del 64 d.C. e prima
della damnatio memoriae di Nerone cominciata con i Flavi. Considerata
l’eccezionalità del ritrovamento, il Commissario
delegato per la realizzazione degli interventi urgenti nelle aree
archeologiche di Roma e Ostia Antica, Roberto Cecchi, ha stanziato
nuovi fondi per riportare alla luce l’intera struttura, e
verificare quindi la veridicità dell’ipotesi avanzata,
mettendo, contemporaneamente in sicurezza la terrazza della Vigna
Barberini. Per ora è stato erogato un finanziamento pari a
200.000 euro. I lavori di consolidamento dell’area sono
condotti da un’équipe italo-francese, coordinata da
Mariantonietta Tomei, direttrice del Palatino. (B.C.)
17 gennaio 2010
Caravaggio. Restauro aperto.
Roma - La Capitale propone un
evento artistico straordinario. Lo fa presso il Punto Camera, in
Piazza del Parlamento. Ogni giorno, fino al 31 gennaio, i cittadini
possono osservare dal vivo i lavori di restauro conservativo
dell'Adorazione dei Pastori (1609) - il celebre dipinto del
Caravaggio - eseguiti da tecnici altamente specializzati, con la
supervisione dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il
Restauro (ISCR) e del direttore del Museo Regionale di Messina, che
ha messo a disposizione l’opera. L’iniziativa, voluta
dalla Regione Sicilia, è promossa dalla Camera dei deputati,
con il contributo di Fastweb - sponsor unico - che offre al pubblico
la possibilità di prenotare la visita al “cantiere
aperto” durante tutto il periodo di restauro, attraverso il
sito www.fastweb.it. Il mercoledì e il venerdì, dalle
ore 15 alle 17, con prenotazione obbligatoria, è possibile
accedere all’interno del Punto Camera a gruppi di 10 persone
ogni 20 minuti, per assistere agli interventi in corso sull’opera
avvalendosi della guida esperta delle restauratrici, Valeria Merlini
e Daniela Storti. Negli altri giorni della settimana chi passa in
Piazza del Parlamento può vedere l’esecuzione dei lavori
attraverso una delle vetrate dello spazio attrezzato a laboratorio.
Il restauro viene anche filmato e trasmesso all’esterno con
alcuni video aggiornati costantemente. Nel bellissimo olio su tela di
grandi dimensioni (cm 314 x 211) la Vergine riposa a terra tra la
paglia, cullando fra le braccia il suo bambino, appena nato, sotto
gli sguardi discreti dei pastori e di Giuseppe. Spettatori muti
dell’intera scena il bue e l’asino. L’evento si
inserisce nell’ambito delle celebrazioni per i 400 anni dalla
morte di Caravaggio, che si svolgeranno nell’arco dell’intero
anno. L’Adorazione dei pastori al termine del restauro sarà
esposta nella grande mostra "Caravaggio", che dal 18
febbraio prossimo sarà ospitata alle Scuderie del Quirinale.
Per l’occasione sarà disponibile un catalogo edito da
Skira che raccoglierà i risultati del lavoro tecnico e
scientifico, corredato anche da importanti contributi storico
artistici. Info: www.camera.it. -
06.67601. (B.C.)
10 gennaio 2010
Luxus. Il piacere della vita nella Roma
imperiale. Torino - Dal
banchetto, l’evento sociale per eccellenza, alla cosmetica.
Questo, in poche battute, l’ampio respiro della bella mostra
LUXUS. Il piacere della vita nella Roma imperiale, organizzata a
Torino dalla Fondazione DNArt, in collaborazione con il Ministero dei
Beni Culturali (Mibac). Non si tratta di una mostra convenzionale, ma
piuttosto di un vero e proprio viaggio nel piacere e nella gioia di
vivere dell’antica Roma. L’esposizione, ospitata dal
Museo delle Antichità e curata da Elena Fontanella è
articolata in due sezioni principali: il lusso della mente ed il
lusso del vivere, accompagnati da un percorso sonoro ed olfattivo. Le
tematiche affrontate sono molte e si spazia dalla letteratura, il
teatro e la musica all’effimero, profumi, cura del corpo e dei
capelli, gioielli, senza dimenticare la buona tavola. Con le
conquiste del Mediterraneo orientale, da cui si importarono nuovi
alimenti, soprattutto frutta (limoni, pesche, albicocche ecc.), e
l’introduzione dell’olio e del vino, provenienti dalle
colonie greche, la cucina diventa una vera propria arte, connubio tra
presentazione del piatto e sapore, e culmina nell’evento
sociale per eccellenza il banchetto. Si diffonde anche l’uso di
spezie pregiate, come il pepe nero, provenienti dall’Africa e
dall’India. Seppur deprecati dai moralisti del tempo, vestiti,
gioielli, profumi sono costantemente ricercati dalle donne non solo
per evocare l’idea di seduzione, ma anche come espressione di
potere e livello sociale. Molto diffusa anche la cosmesi. Galeno,
famoso medico di Marco Aurelio scrive in proposito: “Scopo
della cosmetica è quello di conservare il corpo in tutta la
sua naturalezza e bellezza”. All’epoca il confine con il
medicamento era molto labile. La mostra rimarrà aperta sino
alla fine di gennaio. Info : 800 329 329, 011.5211106 –
www.museoantichita.it.
(B.C.)
3 gennaio 2010