Archivio 2002-2009 di Notizie generali.
L’8 marzo
all’Insula Sapientiae. Roma - Anche
quest’anno il Ministero dei Beni culturali festeggia la
Giornata internazionale della Donna offrendo a tutte, il
6 e il 7
marzo (l’8 sono in riposo settimanale), la possibilità
di visitare gratuitamente, in tutto il Paese,
i musei ed i luoghi
d’arte statali. Ormai, una consuetudine che si rinnova, e che è
diventata celebrazione del binomio “Donna e Arte”.
Omaggio a tutti coloro che nei secoli hanno individuato nella figura
femminile una musa ispiratrice, e soprattutto alle donne che hanno
contribuito in prima persona, con il proprio talento artistico, a
superare pregiudizi ed ostacoli sociali. A Roma l’8 marzo sarà
possibile visitare nella sua interezza l'Insula sapientiae, il grande
complesso domenicano che gravita attorno alla basilica di S. Maria
sopra Minerva, e sorge su rovine romane di grande pregio. Fra le 9 e
le 13.00, con ingresso in Via del Seminario 76, sono state
organizzate tre visite guidate lungo un percorso che toccherà
le sale delle Biblioteche della Camera, del Senato e Casanatense
(complessivamente circa 2 milioni 500 mila volumi, di cui molti
antichi e rari) e il Convento della Minerva. In particolare saranno
visitabili, presso la Biblioteca della Camera, la Sala del
Refettorio, le Sale dell'Inquisizione, le Sale Galileo e la Sala
delle Capriate; presso la Biblioteca del Senato, le Sale di lettura;
presso il Convento dei Domenicani, la Sala dei Papi, la Basilica di
S.Maria sopra Minerva e l'adiacente Sacrestia; ed infine il Salone
monumentale della Biblioteca Casanatense (Info : 06.6760.3476). La
prenotazione non è possibile. Sempre a Roma, presso Palazzo
Mattei di Giove, il 9 marzo la Biblioteca di storia moderna e
contemporanea presenterà il volume La stampa periodica
femminile in Italia. Repertorio 1861-2009, di Gisella Bochicchio e
Rosanna De Longis. Edito da Biblink editori, il Repertorio censisce e
descrive oltre 1600 periodici italiani diretti alle donne editi tra
il 1861 e il 2009. Si spazia dalla letteratura educativa di fine
Ottocento rivolta alla formazione delle «buone italiane»,
alle riviste sindacali e professionali dirette agli ambiti lavorativi
tradizionalmente femminili (ostetriche, infermiere, maestre), per
arrivare ai periodici ‘femminili’ per eccellenza del
secondo dopoguerra passando dai giornali clandestini delle formazioni
partigiane (Info: 06.6828171 ). (B.C.)
7 marzo 2010
In restauro la tribuna degli
Uffizi. Firenze - Si concluderanno
fra pochi mesi i lavori di restauro della magnifica
Tribuna degli
Uffizi di Firenze, il cuore del museo più antico d'Europa,
come la definisce il Soprintendente Cristina Acidini. Grazie al
contributo di un milione di dollari dalla Fondazione Friend's of
Florence, verranno restaurati gli affreschi della lanterna, le
stupende conchiglie che decorano la cupola, le madreperle del tamburo
e anche le antiche sculture e gli arazzi. Al termine dei lavori -
previsto entro il mese di giugno - il pavimento della Tribuna, un
autentico capolavoro, non sara' piu' 'calpestabile'. I visitatori
potranno continuare ad ammirare la sala da tre affacci diversi : dal
corridoio e dalle salette contigue. Per l’occasione è
stato riaperto anche il varco, proprio di lato alla Tribuna, che dava
il passo - come attestano le carte antiche - alle stanzette
dell’armeria. Le pareti saranno tappezzate con un velluto
liscio color cremisi, dello stesso colore e fattura di quello che
secondo gli archivi ornava in passato la sala. Verranno realizzati
con telai d’epoca dall’Antico Setificio Fiorentino. I
visitatori possono assistere alle varie fasi del restauro, osservando
in diretta il lavoro dei restauratori, protetti da pannelli in vetro.
La Tribuna risale al 1854 ed è uno dei luoghi più
conosciuti e ammirati del museo fiorentino. Un ambiente raffinato che
fu progettato dall’architetto Bernardo Buontalenti su
commissione di Francesco I (1541-1587), principe eclettico della
casata dei Medici che voleva uno spazio originale per le sue
collezioni. L’intervento fa parte del Piano di recupero
filologico, di conservazione e di valorizzazione dei luoghi di
‘eccellenza’ della Galleria, che ha già restituito
al pubblico nella loro veste originale la Sala della Niobe (2006), il
Vestibolo delle Iscrizioni, la Sala dell’Ermafrodito, la Sala
Monumentale e il Ricetto Lorenesi (2007). A restauro ultimato
torneranno ad essere esposti gran parte dei capolavori ospitati dalla
Tribuna già nel riassetto studiato negli anni 70 da Luciano
Berti - dal Bronzino al Pontormo, dal Rosso, al Vasari - ma anche
altre opere che in passato sono transitate nella collezione di
Francesco I, come attestano le carte d’archivio. Info:
http://www.polomuseale.firenze.it.
(B.C.)
28 febbraio 2010
Da Rembrandt a Gauguin a Picasso.
Rimini - L’incanto
della pittura a Rimini. Una
rassegna
unica di 65 capolavori
provenienti dal Museum of Fine Arts di Boston è ospitata, a
Rimini, nella magnifica cornice della Rocca Malatestiana, a Castel
Sismondo. Tra gli autori più prestigiosi ci sono Rembrandt,
Velasquez, Van Dyck, Tiepolo, Manet, Gauguin, Cézanne, Van
Gogh, Monet, Matisse e Picasso. L’occasione per la mostra è
stata fornita dalla temporanea chiusura di alcuni ambienti del museo
bostoniano, in vista dell’imminente trasferimento di alcune
sezioni nella nuova ala firmata da Norman Foster. Quella che viene
proposta non è una semplice "mostra di giro", ma uno
spaccato, davvero eccezionale, di uno dei più importati musei
al mondo. Le 65 opere esposte, dopo l’unica trasferta italiana,
si potranno vedere esclusivamente al Fine Arts di Boston. Anche per
Rimini si tratta di una grande chance per proporre il meglio dei suoi
tesori d’arte, a cominciare da Piero della Francesca, di cui il
Tempio Malatestiano conserva uno dei massimi capolavori. L’iniziativa
promossa dalle istituzioni locali, dalla Fondazione Cassa di
Risparmio di Rimini, con il contributo di Linea d‘ombra Libri e
del Gruppo Euromobil, è stata curata da Marco Goldin e Gorge
Shackelford. La mostra vuole essere una grande lezione di storia
dell'arte alla portata di tutti. Le sei sezioni espositive (Il
sentimento religioso, La nobiltà del ritratto, L'intimità
del ritratto, Interni, Nature morte e Il nuovo paesaggio) sono state
allestite seguendo accostamenti continui e non convenzionali fra gli
artisti come quello fra i ritratti del Tintoretto e quelli di Degas
e, più ancora, fra quelli celeberrimi di Velásquez e
Rembrandt accanto alle grandi tele moderne di Picasso, solo per fare
alcuni esempi. Il catalogo è edito da Linea d'ombra Libri. La
rassegna si potrà visitare sino al 14 marzo. Info :
www.lineadombra.it - tel.
0422.429999 (Call center) - 0541/787669 (castello). (B.C.)
21 febbraio 2010
Restaurata la fontana del Bicchierone.
Tivoli (RM) - Realizzata da Gian Lorenzo Bernini fra il 1660 e il 1661, su
commissione del cardinale Rinaldo d’Este, torna a rivivere,
dopo un meticoloso restauro, all’interno di Villa D’Este,
a Tivoli, la fontana del Bicchierone
(prima
e dopo il restauro).
Inaugurata nel maggio del
1661, è costituita da un alto e prezioso calice collocato
dentro una conchiglia, situata nella prospettiva principale del
giardino. In questo caso Bernini rinuncia all’uso del
travertino e si confronta con materiali poveri, come i mattoni, la
malta e lo stucco. Solo nel rivestimento esterno fa ricorso a marmi
antichi e materiali tradizionali, ma anche del tutto innovativi come
la spatica. In origine, doveva fare da sfondo ad una delle tre statue
dedicate ad Ercole che punteggiavano il percorso esterno. Oggi quella
di Ercole con Achille fanciullo in braccio si trova al Louvre.
Vittima del deterioramento tipico delle murature in esterno,
aggravato dalla presenza di agenti inquinanti e di vegetazione
infestante, con il conseguente accumulo di depositi, la fontana del
Bernini è stata restaurata in due tempi. Durante la prima fese
dei lavori è stata ripulita e consolidata, mentre nella
seconda è stata ricostruita l’intera struttura
riportandola alla forma originaria, ormai alterata dai molti depositi
accumulati. Il restauro del famoso Bicchierone è promosso
dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le
province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo e fa parte di un
lotto di lavori che ha visto anche il rifacimento delle
pavimentazioni di alcuni settori della villa e l’intervento
sulle torrette della fontana del Nettuno. Durante i lavori di
restauro sono state fatte tutte le indagini relative ai materiali di
costruzione, in collaborazione con l’Istituto Superiore per la
Conservazione e il Restauro (ISCR), e le successive ricerche ai fini
delle reintegrazioni. Villa d’Este con l’impressionante
concentrazione di fontane, ninfei, grotte, giochi d’acqua e
musiche idrauliche costituisce un modello più volte emulato
nei giardini europei del manierismo e del barocco. E’ inserita
nella lista UNESCO del patrimonio mondiale. Info:
http://www.villadestetivoli.info/ - 0774 332920, Call Center:
199.766.166. (B.C.)
14 febbraio 2010
Segreti e tecnologia alla corte dei
Visconti e degli Sforza. Milano -
Seta. Oro. Cremisi questo il titolo della mostra allestita
alla casa museo del famoso collezionista d’arte Poldi Pezzoli
sui segreti e la tecnologia della tessitura alla corte dei Visconti e
degli Sforza. Cinquanta opere preziose illustrano questa
straordinaria produzione artistica, legata all’antica
tradizione, ma capace anche di sorprendenti innovazioni tecnologiche.
Fra i manufatti in mostra spiccano i preziosi codici miniati e il
rarissimo caftano appartenuto ad un boiardo della Valachia e il
paliotto
di Beatrice d’Este della collezione Poldi Pezzoli e
restaurato per l’occasione grazie al contributo del lanificio
Vitale Barberis Canonico. Veri capolavori che mettono in rilievo
l’importanza dello studio fatto dall’ISAL (Istituto per
la Storia dell’Arte Lombarda), insieme alle istituzioni
europee, sui tessuti auro-serici lombardi del XV secolo. La mostra,
curata dal direttore del Dipartimento Arti Applicate ISAL, Chiara
Buss, e dal direttore del Museo Poldi Pezzoli, Annalisa Zanni, guida
il visitatore in un’appassionante viaggio alla scoperta del
contesto culturale e sociale alla corte dei Visconti e degli Sforza.
Fra i protagonisti della mostra e dell’evoluzione tessile
milanese, c’è il cremisi, una preziosa sostanza
colorante derivata dalla cocciniglia. Prodotto molto costoso -
importato da mercati lontani - il cremisi era considerato ovunque
garanzia di alta qualità. Lo stesso percorso espositivo è
articolato in base alle materie prime impiegate, mettendo in risalto
quella sottile mistura di lusso e tecnologia che ha identificato la
corte più ricca e potente della penisola italiana nella
seconda metà del Quattrocento. Il catalogo della mostra, edito
da Silvana Editoriale, presenta anche i risultati delle analisi
eseguite sulle tinture dei tessuti con metodi innovativi. Seta. Oro.
Cremisi, è la prima di cinque mostre che verranno organizzate
in diversi musei nell’ambito del più vasto progetto ISAL
sulla produzione serica in Lombardia, dal XV al XX secolo. La mostra,
patrocinata dal Ministero dei Beni culturali, si potrà
visitare sino al 21 febbraio. Info: 02 794889 -
www.museopoldipezzoli.it.
(B.C.)
7 febbraio 2010
Ratificata la convenzione UNESCO
per il patrimonio subacqueo.
Con la Legge 157 è stata finalmente ratificata, dopo quasi
dieci anni, la Convezioni di Parigi per la protezione del patrimonio
culturale subacqueo. Per l’anno appena trascorso è stata
autorizzata una spesa di 13.455 euro. La Convenzione di Parigi,
importantissima, consente di migliorare la tutela di questo
patrimonio, affiancandosi al Progetto Archeomar, messo a punto per il
censimento dei beni archeologici sommersi dalla Direzione Generale
per le Antichità di Roma. Dal 2003 ad oggi il Progetto
Archeomar ha già censito i beni sommersi delle Regioni
Campania, Calabria, Basilicata e Puglia (www.archeomar.it),
mentre sono ancora in corso le ricerche presso le coste del Lazio e
della Toscana. Il Progetto viene realizzato con risorse umane della
Direzione Generale per le Antichità, Sezione Tecnica per
l’Archeologia Subacquea, del Ministero dei Beni Culturali, in
stretta collaborazione con le Soprintendenze delle Regioni italiane
interessate. Con la ratifica della Convenzione - entrata in vigore
l’11 novembre scorso - le sanzioni (art.10) previste per i
contravventori sono particolarmente onerose. Basta pensare che il
cittadino italiano o il comandante di una nave battente bandiera
italiana che effettua un intervento nella zona economica esclusiva, o
sulla piattaforma continentale di un altro Stato della Convenzione, o
nell’Area internazionale dei Fondi marini o nel relativo
sottosuolo, senza la preventiva denuncia all’Autorità
competente (artt. 5 e 6) è punito con l’arresto fino ad
un anno e con l’ammenda da 310 a 3.099 euro. La stessa pena è
prevista anche per chiunque effettui interventi prima
dell’autorizzazione, anche se ha inoltrato regolare denuncia.
Molto rigide le pene anche per quanti commercino reperti recuperati
mediante interventi non autorizzati. La pena prevista è la
reclusione fino a due anni e la multa da 50 a 500 euro. Ma anche non
denunciare i reperti subacquei rinvenuti può essere molto
rischioso. Per quelli provenienti dalla piattaforma continentale
italiana la pena prevista è l’arresto fino ad un anno e
l’ammenda da 310 a 3.099 euro. (B.C.)
31 gennaio 2010
Antologia di meraviglie.
Roma - A Castel Sant’Angelo,
nel Museo Nazionale, il secondo appuntamento con le celebrazioni del
quarantesimo anniversario dell'istituzione del Comando Carabinieri
Tutela Patrimonio
Culturale. In esposizione opere straordinarie
sottratte al patrimonio culturale italiano e recuperate dall’Arma
nei suoi quarant’anni di attività specialistica.
Capolavori di artisti universalmente celebrati che hanno contribuito
non solo a scrivere una pagina importante nella storia dell’arte,
ma anche in quella dell’Arma dei Carabinieri. Il percorso
espositivo è diviso in tre sezioni: i reperti archeologici
recuperati a seguito di attività extra giudiziale; opere
recuperate all’estero con rogatorie giudiziarie internazionali;
recuperi avvenuti sul territorio nazionale. L’Arma per l’Arte
- Antologia di meraviglie è promossa dal Ministero per i Beni
e le Attività Culturali, con il patrocinio della Provincia di
Roma, dell’Assessorato alla Cultura della Regione Lazio, e
dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione
del Comune di Roma. L’evento è sostenuto anche da ARCUS
e dalla Fondazione Roma. Nella sezione archeologica è esposta
la Triade Capitolina, gruppo scultoreo in marmo del II secolo d.C.
proveniente da uno scavo clandestino nell’area del comune di
Guidonia (RM) - territorio corrispondente anticamente a Tibur
(Tivoli) - recuperata nel 1994 in Svizzera mentre stava per essere
ceduta a un collezionista americano. Si tratta dell’unica copia
“privata” conservata per intero del celebre gruppo di
grandi dimensioni che doveva adornare il tempio di Giove Capitolino
sul Campidoglio. Fra le altre opere in mostra anche un cratere a
calice con figure rosse, del V secolo, raffigurante il trasporto del
corpo di Sarpedonte, firmato da Euphronios. Piccola, ma importante
anche la selezione di opere contemporanee, fra cui il ritratto del
figlio di Renoir, Pierre, e l’ultimo ritratto femminile
realizzato da Van Gogh, L’Arlesienne (1890). La mostra si potrà
visitare sino alla fine di gennaio. Info:
www.beniculturali.it.
(B.C.)
22 gennaio 2010
Ritrovata la coenatio rotunda
di Nerone? Roma. Roma -
Durante i lavori della Soprintendenza per consolidare
l’angolo del
Colle Palatino che si affaccia sul Colosseo,
nell’area della Vigna Barberini, sono riemersi i resti di una
struttura a pianta circolare che non ha eguali nell’architettura
romana. Gli esperti hanno ipotizzato che si possa trattare del sito
dove sorgeva la coenatio rotunda descritta da Svetonio nella Vita dei
Cesari: la sala da pranzo della Domus Aurea di Nerone che girava
giorno e notte imitando il movimento della terra. Fino ad oggi gli
studiosi del sito, invece, la individuavano nella Sala Ottagonale. La
struttura, per ora riportata alla luce solo parzialmente, appartiene
a un corpo di costruzione molto più esteso, probabilmente un
padiglione finora sconosciuto della Domus Aurea e si potrebbe
estendere su circa 60 metri di lunghezza. Sono proprio le particolari
caratteristiche della struttura riemersa dal passato - dotata di un
possente pilone centrale di 4 metri di diametro per 10 di altezza e
di incassi circolari riempiti di una sostanza scura non
identificata, da analizzare - che hanno lasciato ipotizzare la
presenza di un pavimento, forse, ligneo poggiato su meccanismi
sferici in grado, quindi, di farlo ruotare. Questa struttura potrebbe
essere proprio la base della coenatio rotunda. Un’ipotesi
corroborata anche dalla posizione eccezionale di questa sorta di
torre che si ergeva a picco sulla valle del Colosseo, allora occupata
da un lago artificiale, consentendo una panoramica a 360° dal
Campidoglio all’Aventino, dal Celio al colle della Velia. La
struttura è databile dopo l’incendio del 64 d.C. e prima
della damnatio memoriae di Nerone cominciata con i Flavi. Considerata
l’eccezionalità del ritrovamento, il Commissario
delegato per la realizzazione degli interventi urgenti nelle aree
archeologiche di Roma e Ostia Antica, Roberto Cecchi, ha stanziato
nuovi fondi per riportare alla luce l’intera struttura, e
verificare quindi la veridicità dell’ipotesi avanzata,
mettendo, contemporaneamente in sicurezza la terrazza della Vigna
Barberini. Per ora è stato erogato un finanziamento pari a
200.000 euro. I lavori di consolidamento dell’area sono
condotti da un’équipe italo-francese, coordinata da
Mariantonietta Tomei, direttrice del Palatino. (B.C.)
17 gennaio 2010
Caravaggio. Restauro aperto.
Roma - La Capitale propone un
evento artistico straordinario. Lo fa presso il Punto Camera, in
Piazza del Parlamento. Ogni giorno, fino al 31 gennaio, i cittadini
possono osservare dal vivo i lavori di restauro conservativo
dell'Adorazione dei Pastori (1609) - il celebre dipinto del
Caravaggio - eseguiti da tecnici altamente specializzati, con la
supervisione dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il
Restauro (ISCR) e del direttore del Museo Regionale di Messina, che
ha messo a disposizione l’opera. L’iniziativa, voluta
dalla Regione Sicilia, è promossa dalla Camera dei deputati,
con il contributo di Fastweb - sponsor unico - che offre al pubblico
la possibilità di prenotare la visita al “cantiere
aperto” durante tutto il periodo di restauro, attraverso il
sito www.fastweb.it. Il mercoledì e il venerdì, dalle
ore 15 alle 17, con prenotazione obbligatoria, è possibile
accedere all’interno del Punto Camera a gruppi di 10 persone
ogni 20 minuti, per assistere agli interventi in corso sull’opera
avvalendosi della guida esperta delle restauratrici, Valeria Merlini
e Daniela Storti. Negli altri giorni della settimana chi passa in
Piazza del Parlamento può vedere l’esecuzione dei lavori
attraverso una delle vetrate dello spazio attrezzato a laboratorio.
Il restauro viene anche filmato e trasmesso all’esterno con
alcuni video aggiornati costantemente. Nel bellissimo olio su tela di
grandi dimensioni (cm 314 x 211) la Vergine riposa a terra tra la
paglia, cullando fra le braccia il suo bambino, appena nato, sotto
gli sguardi discreti dei pastori e di Giuseppe. Spettatori muti
dell’intera scena il bue e l’asino. L’evento si
inserisce nell’ambito delle celebrazioni per i 400 anni dalla
morte di Caravaggio, che si svolgeranno nell’arco dell’intero
anno. L’Adorazione dei pastori al termine del restauro sarà
esposta nella grande mostra "Caravaggio", che dal 18
febbraio prossimo sarà ospitata alle Scuderie del Quirinale.
Per l’occasione sarà disponibile un catalogo edito da
Skira che raccoglierà i risultati del lavoro tecnico e
scientifico, corredato anche da importanti contributi storico
artistici. Info: www.camera.it. -
06.67601. (B.C.)
10 gennaio 2010
Luxus. Il piacere della vita nella Roma
imperiale. Torino - Dal
banchetto, l’evento sociale per eccellenza, alla cosmetica.
Questo, in poche battute, l’ampio respiro della bella mostra
LUXUS. Il piacere della vita nella Roma imperiale, organizzata a
Torino dalla Fondazione DNArt, in collaborazione con il Ministero dei
Beni Culturali (Mibac). Non si tratta di una mostra convenzionale, ma
piuttosto di un vero e proprio viaggio nel piacere e nella gioia di
vivere dell’antica Roma. L’esposizione, ospitata dal
Museo delle Antichità e curata da Elena Fontanella è
articolata in due sezioni principali: il lusso della mente ed il
lusso del vivere, accompagnati da un percorso sonoro ed olfattivo. Le
tematiche affrontate sono molte e si spazia dalla letteratura, il
teatro e la musica all’effimero, profumi, cura del corpo e dei
capelli, gioielli, senza dimenticare la buona tavola. Con le
conquiste del Mediterraneo orientale, da cui si importarono nuovi
alimenti, soprattutto frutta (limoni, pesche, albicocche ecc.), e
l’introduzione dell’olio e del vino, provenienti dalle
colonie greche, la cucina diventa una vera propria arte, connubio tra
presentazione del piatto e sapore, e culmina nell’evento
sociale per eccellenza il banchetto. Si diffonde anche l’uso di
spezie pregiate, come il pepe nero, provenienti dall’Africa e
dall’India. Seppur deprecati dai moralisti del tempo, vestiti,
gioielli, profumi sono costantemente ricercati dalle donne non solo
per evocare l’idea di seduzione, ma anche come espressione di
potere e livello sociale. Molto diffusa anche la cosmesi. Galeno,
famoso medico di Marco Aurelio scrive in proposito: “Scopo
della cosmetica è quello di conservare il corpo in tutta la
sua naturalezza e bellezza”. All’epoca il confine con il
medicamento era molto labile. La mostra rimarrà aperta sino
alla fine di gennaio. Info : 800 329 329, 011.5211106 –
www.museoantichita.it.
(B.C.)
3 gennaio 2010