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Eccezionale scoperta archeologica nel castello
Torna alla luce la più antica chiesa di Santa Severa
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L'abside della antica
chiesa di Santa Severa riemerge dal sottosuolo in Piazza Rocca.
(Foto Roberto Maldera)
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E’ il Sindaco di Santa Marinella Pietro Tidei a dare
l’annuncio di quella che si sta delineando come una delle più
importanti scoperte archeologiche avvenute negli ultimi decenni nel
territorio del litorale nord di Roma, lungo le coste dell’antica
Etruria marittima.
In seguito agli interventi di restauro in corso nel Castello di
Santa Severa, nel sito dell’antica Pyrgi, il gruppo di lavoro
guidato dall’archeologo Dott. Flavio Enei, direttore del Museo
Civico, ha rinvenuto i resti di una grande chiesa rimasta per secoli
sepolta sotto il cortile della rocca castellana.
I lavori di scavo stratigrafico, condotti in stretta
collaborazione con la Dott.ssa Rita Cosentino della Soprintendenza
Archeologica per l’Etruria Meridionale, hanno portato
all’individuazione della chiesa più antica del castello,
probabilmente dedicata proprio alla martire Severa, secondo la
tradizione flagellata a Pyrgi nel 298 d.C. insieme ai fratelli
Calendino e Marco, all’epoca dell’imperatore Diocleziano.
Grazie all’opera dei volontari specializzati del Gruppo
Archeologico del Territorio Cerite, associazione Onlus da
anni impegnata per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali
dell’antico territorio ceretano e pyrgense, il monumento sta
tornando alla luce in tutto il suo splendore ed interesse
storico-archeologico. Il paziente intervento di scavo che in silenzio
va avanti da mesi, sta evidenziando l’esistenza di un edificio
di almeno 11 metri di larghezza, suddiviso in tre navate scandite da
colonne in muratura, provvisto di un’abside centrale, ampia
circa 3,5 metri, con tracce di affreschi, conservato per più
di tre metri di altezza.
Con malcelata emozione il Dott. Enei dichiara che: “E’
molto probabile che si tratti dei resti della chiesa altomedievale
dedicata a Santa Severa, ricordata già in documenti del IX
secolo e vissuta forse fino agli inizi del XVI secolo, quando risulta
in parte demolita ed interrata. La chiesa, a detta delle fonti, era
costruita vicino al mare, presso la rocca castellana, esattamente nel
luogo dove secondo la tradizione era avvenuto il martirio della Santa
e dei suoi fratelli. E’ proprio in quella posizione, ben
descritta dagli antichi, che l’abbiamo a lungo cercata e
finalmente ritrovata”. Anche la Dott.ssa Cosentino che
supervisiona gli scavi, insieme all’assistente Sig. Giuseppe
D’Urso, che tra i primi ha visto affiorare la muratura
dell’abside, è molto interessata e soddisfatta della
scoperta che sta senza dubbio restituendo un pezzo importante di
storia all’intero comprensorio.
Il rinvenimento rimuove l’alone di leggenda che ricopriva da
tempo la figura dell’antica martire cristiana, ormai quasi
dimenticata, per restituirla alla realtà storica in tutta la
sua concretezza. Il culto di Santa Severa, esistito almeno fin dal IX
secolo è andato avanti, senza soluzione di continuità
fino agli anni Settanta del Novecento quando ancora la statua
devozionale veniva portata in processione. La festa di Santa Severa,
in origine fissata il 5 giugno, fu in seguito spostata al 29 gennaio.
Soltanto ai giorni nostri, negli ultimi decenni, il culto è
stato di fatto quasi del tutto dimenticato. La Santa che per secoli
ha dato il nome ad una delle più note e belle località
della costa tirrenica a nord di Roma, sostituendo nelle carte
l’antichissimo nome di Pyrgi, si sta ora prendendo la
rivincita, sta per tornare alla luce con la sua chiesa originaria
sorta “iuxta mare” (presso il mare) nel luogo della
sepoltura della martire, vera o presunta che sia.
Il Sindaco Tidei ha deciso di organizzare proprio per il 5 giugno,
festa di Santa Severa, una prima presentazione delle scoperte
archeologiche e dei lavori in corso che a breve trasformeranno il
Castello in uno dei più importanti poli culturali e turistici
del litorale laziale.
Le opere, finanziate dalla Provincia di Roma e curate dal
“Servizio Restauri” diretto dal Dott. Roberto Del
Signore, consentiranno di recuperare un complesso architettonico di
grande interesse storico ed artistico, un bene di primaria importanza
per l’Italia centrale, una straordinaria occasione di crescita
civile e culturale nonché di lavoro e di sviluppo economico
per Santa Marinella.
Maggio 2007
Galleria fotografica
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Vista d'insieme
dell'area di scavo della chiesa antica in Piazza Rocca.
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Particolare dell'abside.
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Un momento della
attività di documentazione tecnica dello scavo.
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Il Dott. Enei, Direttore
del Museo Civico di Santa Marinella, impegnato nello scavo.
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Fotografie di Roberto Maldera
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