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Il vino nell’antichitàMostra didattica-divulgativa e conferenza del Gruppo Archeologico del Territorio Cerite
Visitiamo la mostra Il vino nell'antichità Sabato 18 settembre 2007, alle ore 21, uno straordinario successo di pubblico quantificato in qualche centinaio di visitatori ha caratterizzato l’inaugurazione della mostra e la conferenza sul vino nell’antichità, ideata e realizzata dal Gruppo Archeologico del Territorio Cerite (ONLUS). Tale iniziativa è stata realizzata in collaborazione con l’Azienda Vinicola Casale Cento Corvi, presso lo splendido salone della cantina al km. 45,500 della via Aurelia nel comune di Cerveteri . Frutto di alcuni mesi di ricerca appassionata ed impegnativa su fonti iconografiche antiche e testi specializzati, la mostra è stata realizzata in modo chiaro e leggibile anche per i “non addetti ai lavori”. Articolata in nove pannelli illustrati con belle immagini tratte da affreschi, pitture di vasi greci, bassorilievi, sculture, tocca argomenti sul mondo del vino quali: la coltivazione antica della vite,il vino dell’Etruria e di Caere, il commercio, il trasporto e la vinificazione antica, l’uso del vino nella vita quotidiana etrusca e romana, il rapporto tra la religione etrusca ed il vino. La suggestiva ricostruzione di un corredo con contenitori e cibi da banchetto (uova , focacce, uva, noci, ecc.) e l’allestimento di una tipologia vascolare specifica da libagione etrusca (cratere, oinochoe, kantharos, ecc.) è stata resa possibile grazie alla concessione temporanea e gratuita, del vasellame etrusco mirabilmente realizzato dal ceramista di Cerveteri, Diberardino Roberto, che l’associazione ringrazia con sincera gratitudine. L’evento si è sviluppato nella serata con una conferenza sul tema, dove il socio G.A.T.C. Fabio Papi, ideatore del progetto, ha presentato i lavori ed illustrato i pannelli della mostra e le ricostruzioni, a seguire l’archeologo e direttore del Museo del Mare e della Navigazione Antica, Dott. Flavio Enei, è intervenuto sul tema del vino nell’antico territorio di Cerveteri e il suo commercio, l’enogastronomo e presidente dell’Università Popolare Ippocratea, Giuliano Manzi, ha illustrato alcuni temi sull’alimentazione e sul vino nell’antichità, Fiorenzo Collacciani, proprietario dell’Azienda Casale Cento Corvi, ha concluso gli interventi con i dovuti ringraziamenti e ha illustrato l’attività produttiva della cantina. Molto gradito inoltre il saluto del Sindaco di Ladispoli Crescenzo Paliotta. Di estremo interesse l’intervento del Dott Andrea Zifferero, del Dipartimento di Archeologia e di Storia delle Arti dell’Università di Siena, che ha illustrato brevemente al pubblico i primi risultati del “Progetto Vinum”. Lo studio sul riconoscimento dei genotipi della vite silvestre nel paesaggio archeologico della Toscana e del Lazio settentrionale, sta mettendo in luce per mezzo di tecnologie avanzate , la persistenza del genoma della vite silvestre nella vegetazione a stretto contatto con i siti archeologici. Una degustazione guidata, offerta dalla cantina, ha accompagnato la serata,si è potuto assaggiare gli ottimi vini tra cui il nuovo fiore all’occhiello dell’azienda, il “Giacchè”, premiato come migliore vino del Lazio dalla guida “Espresso”. La mostra, che rimarrà permanentemente visibile presso la sede dell’azienda, vuole essere un contributo, un primo passo verso la riqualificazione culturale del vino nell’antico territorio cerite, un momento di conoscenza, incontro, socializzazione e stimolo per future iniziative sul tema. Un esempio di come la passione per l’archeologia e il volontariato unito a forze imprenditoriali disponibili, possono creare grande interesse per questo genere di iniziative richieste da un numero sempre maggiore di persone. Il successo di questo evento ne è la conferma. Settembre 2007 |
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