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II convegno del GATCSette anni di attività in difesa del nostro patrimonio culturaleIl Gruppo Archeologico del Territorio Cerite (GATC) si riunisce nel suo secondo convegno, svoltosi il 16 dicembre 2006, per passare in rassegna l'attività di ricerca archeologica, di tutela dei beni culturali e di divulgazione storica svolta negli ultimi anni, dedicando particolare attenzione a quello che si è appena chiuso. Sono trascorsi oltre sette anni dalla fondazione dell'associazione e cinque e mezzo dal primo convegno del giugno 2001. Legittimo traspare l'orgoglio del Presidente Flavio Enei, archeologo direttore del Museo del Mare e della Navigazione Antica del Comune di Santa Marinella e fondatore dell'associazione, il quale nel suo intervento di apertura può tracciare un bilancio ricco di risultati e di soddisfazioni per l'associazione. Una associazione che si è irrobustita e radicata con l'apporto di tanti associati, che con idee, impegno ed entusiasmo hanno dato gambe alle tante iniziative promosse. Il presidente annuncia gli interventi che si susseguiranno nel pomeriggio e si aprono i lavori. Il primo intervento di Giuseppe Fort, archeologo dai molteplici interessi e subacqueo di lungo corso, ripercorre l'attività subacquea del GATC dalla fondazione, dai campi archeologici subacquei nelle acque di Pyrgi, alle ricerche sull'antico porto della città etrusco-romana. Sono arrivati i primi significativi risultati, riportati in una carta archeologica del fondale antistante il Castello di S. Severa, in progressivo aggiornamento. Si è anche tentato di creare un collegamento immediato tra ricerca e divulgazione dei risultati, realizzando un itinerario archeologico sommerso con visita guidata dell’antica città etrusca di Pyrgi, realizzato in collaborazione con la Provincia di Roma, il Comune di Santa Marinella e la Soprintendenza Archeologica dell’Etruria Meridionale. Le ultime iniziative hanno visto la costituzione da parte del GATC del Centro di Studi Marittimi, un istituto di ricerca archeologica e storica unico in questa parte del Tirreno, fino al progetto di realizzare un'Oasi Blu integrata con la vicina Oasi naturalistica di Macchiatonda. Stefano Giorgi, archeologo subacqueo tra i massimi esperti italiani dei porti e della marineria nell'antichità, illustra le attività del gruppo e del Centro Studi Marittimi nel campo della tutela, con particolare riferimento alla villa romana delle Grottacce, che versa in uno stato di abbandono deprecabile. Trattandosi di una villa marittima, con annesso porticciolo, anche il fondale marino antistante ha attirato l'attenzione dei saccheggiatori illegali di reperti archeologici. L'intervento del gruppo, in collaborazione con le autorità, ha posto un argine, pur parziale, al saccheggio del sito, ma sono necessari interventi ulteriori di tutela e valorizzazione per impedire il progressivo degrado del monumento. A sottolineare l'importanza della villa delle Grottacce, Giorgi ricorda che proprio dallo studio delle sue strutture da parte del Gruppo Archeologico Romano negli anni passati è venuta una misura archeologica del livello del mare di circa 1,5 metri inferiore a quello attuale, che conferma ricerche dell'ENEA, secondo le quali il livello era 1,2-1,5 metri inferiore all'attuale, sensibilmente più in basso dei circa sessanta centimetri proposti da studi precedenti. Il sindaco di Ladispoli Gino Ciogli, appassionato di archeologia con un passato di volontario nel settore, porta il saluto caloroso dell'amministrazione comunale ai volontari del GATC per la loro opera di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sui temi della ricerca storica e della tutela dei beni culturali. M. Mazzoli, dell'Associazione Associazione Subacquea Speleologia Organizzazione (ASSO), ringrazia dell'ospitalità e illustra le attività di ASSO nel campo della ricerca archeologica subacquea e nella speleologia. Con commozione ricorda che proprio la domenica precedente Marco Campolongo, un valente collaboratore di ASSO, ha trovato una tragica morte durante una immersione di allenamento nel lago di Albano. L'associazione nasce nel 1990 con lo scopo di operare nel campo dell'archeologia subacquea e della speleologia in modo professionale. Le immagini spettacolari di immersioni, indagini sotterranee di un bellissimo filmato, cui ha contribuito proprio Marco, è più eloquente di qualsiasi discorso nel mostrare ai presenti il valore dell'attività di ASSO. Flavio Enei descrive recenti ricerche archeologiche nel Castello di S. Severa, con scavi condotti dal GATC nella cosiddetta “Casa del nostromo” in collaborazione con la Sovrintendenza archeologica. Lo scavo, realizzato tra aprile e ottobre 2006, ha ripercorso a ritroso due millenni di storia del castello, dal XVII secolo, quando ancora le navi attraccavano nel porto di Pyrgi, al Quattrocento, all'anno Mille in pieno Medioevo, fino a risalire al I secolo d.C. con il rinvenimento di una porta romana di epoca imperiale intatta. Le numerosissime sepolture rinvenute nello scavo caratterizzano quello che verosimilmente era il camposanto della comunità in epoca medioevale. E' probabile che nei pressi del cimitero si trovasse una chiesa altomedievale, di epoca precedente all'attuale chiesa del borgo. Forse ricerche future, si augura Enei, permetteranno di rinvenire le strutture di questa chiesa, di cui gli studiosi ipotizzano l'esistenza ma di cui ancora non si ha traccia archeologica. I resti degli individui disseppelliti, circa 180, saranno studiati dagli antropologi, con lo scopo di ricavare dati sul loro stato di salute, età alla morte e altre informazioni utili per ricostruire le condizioni di vita in un'epoca così lontana da noi. Tra le strutture scavate vi è un grande forno, anch'esso di epoca medievale. In profondità, la squadra di scavo è arrivata alla fase romana, fuori dalle mura del castrum romano rivolte a mare. Da sottolineare la rapidità con cui lo scavo è stato condotto unita alla precisione della documentazione raccolta. Un primo resoconto tecnico è disponibile in questo sito nella sezione Studi e ricerche. Anna Gruzzi, restauratrice della Sovrintendenza archeologica, spiega quali interventi siano necessari per impedire il degrado dei reperti recuperati nello scavo, approfondendo le tecniche di documentazione, consolidamento, pulitura e recupero degli intonaci dipinti, di cui alcuni esempi significativi sono stati rinvenuti proprio nello scavo della “Casa del nostromo”. Renato Tiberti illustra l'attività del settore restauro dell'associazione, avviata con la ricomposizione degli scheletri rinvenuti nella necropoli di Pian Sultano, cui seguirono corsi di formazione e di approfondimento tecnico, interventi di pulizia e di restauro dei mosaici della villa romana della Posta Vecchia a Ladispoli, in collaborazione con la Sovrintendenza. Sono ripercorse le tappe seguite dal reperto, dallo recupero, alla pulitura, alla documentazione, fino alla ricostruzione dell'oggetto intero nei casi più fortunati o ad una sua ricostruzione ideale partendo dalle parti recuperate. Citando LudovicoMagrini, è Tiberti sottolinea l'importanza dell'opera dei volontari, spesso misconosciuta dalle autorità, quando non anche osteggiata. Fabio Papi traccia un bilancio di sette anni di attività del settore ricognizione, che ha avuto come scenario un territorio molto ampio, caratterizzato da paesaggi bellissimi a pochi chilometri dalla metropoli romana ma, purtroppo, anche da discariche abusive che deturpano la campagna. Obiettivo principale di tale attività è acquisire una conoscenza approfondita del territorio cerite, per soddisfare la curiosità di chi abita da tanti anni un pezzo d'Italia così ricco di testimonianze archeologiche, ma anche per tutelare meglio i beni archeologici presenti proprio grazie alla maggiore conoscenza. Tuttavia non sempre lo sforzo compiuto è coronato da successo. Scorrono davanti ai presenti ammutoliti le fotografie delle statue di una tomba etrusca del VII secolo a.C., sfigurate dai colpi vibrati solo per il gusto di compiere un insensato atto di vandalismo; i resti di una chiesa romanica trasformati in residenza di campagna con arbitrari interventi ricostruttivi; i mosaici di una villa romana frantumati dall'aratro. Di rilievo i risultati dell'attività di ricerca, che ha portato alla scoperta o alla riscoperta di importanti siti medievali di cui si era persa memoria come l'individuazione dell'antico sito di Castiglione, presso l'attuale Castello di Torrimpietra, grazie ad una paziente ricerca sul campo e sui documenti antichi; le ricognizioni su Saxum, uno dei più imponenti siti medievali del territorio cerite; le indagini volte a localizzare il sito di Luterno, che secondo le ricerche più recenti del GATC è da ricondurre all'attuale Torre Pascolaro. Ricca è la documentazione raccolta in un archivio informatizzato, composta da circa ottanta schede di ricognizione e oltre mille fotografie. Giuseppe Fort segnala la nascita di una nuova collaborazione tra il settore ricognizione del GATC e un gruppo di ricerca su Castel campanile, il più importante castello dei Templari della zona. Lo scopo è documentare le strutture ancora esistenti con un archivio fotografico digitale e un rilievo topografico. Renato Tiberti sostituisce Simona Vagelli per illustrare le iniziative di turismo sociale del gruppo, che ha toccato importanti siti archeologici del Mediterraneo. Bellissime scorrono le immagini del recente viaggio in Libia. Franca Gentile descrive gli ultimi “colpi” messi a segno in giro per le biblioteche e gli archivi storici di mezza Italia, conducendo i presenti in giro per il Mediterraneo su antiche carte nautiche, nelle quali è evidenziata la presenza Santa Severa come importante scalo intermedio tra Centumcellae, l'attuale Civitavecchia, e Roma. La Prof.ssa Mazzarani del Liceo Pertini di Ladispoli illustra le iniziative per far conoscere ai giovani il beni archeologici presenti nel territorio del comune, con particolare attenzione alle ville romane a S. Nicola e alla Posta Vecchia. Con il suo intervento, uno studente del Pertini trasmette l'emozione e la soddisfazione che con i suoi compagni ha provato nel riscoprire le testimonianze del passato di cui molti concittadini ignorano persino l'esistenza. Massimo Dentale fa il punto sullo stato di Torre Flavia, il simbolo della città di Ladispoli, presente anche nello stemma comunale. Decisivo nell'avvio delle attività di recupero e di tutela è stato l'azione delle associazioni, con il GATC in prima fila, grazie ad una campagna di sensibilizzazione dell'opinione pubblica che ha trovato un positivo riscontro nell'intervento delle autorità comunali. E' stato designato un delegato comunale per seguire la questione, nella persona dello stesso Dentale, in rappresentanza del GATC e delle altre associazioni culturali. Dopo due anni di indagini è stato possibile definire la proprietà di Torre Flavia, ponendo così le basi legali per l'intervento di consolidamento del monumento, iniziato nel marzo del 2006. Giampiero Marcello compie un breve panoramica sul sito web www.gatc.it, divenuto un sicuro riferimento in rete dell'associazionismo culturale del territorio cerite. I visitatori sempre più numerosi trovano in esso informazioni sulle iniziative promosse, ma si formano anche una idea precisa del carattere dell'associazione. La credibilità dell'associazione ormai è valutata anche sulla base di quanto riportato sul sito web. Alcuni nuovi associati sono stati indotti ad avvicinarsi e ad associarsi proprio dopo averlo visitato. Il sito web è la vetrina pubblica dell'associazione ed un importante veicolo per farne conoscere ed apprezzare l'attività. Barbara Civinini, direttore responsabile de “L'aruspice”, l'organo di informazione del GATC, può tracciare, con soddisfazione, un bilancio molto positivo dell'attività svolta. “L'aruspice” è l'unico giornale che da sette anni offre una informazione puntuale e accurata sulle iniziative, sui fatti, e anche sui misfatti, purtroppo, che riguardano i beni culturali del territorio cerite. La testata dell'associazione, regolarmente registrata presso il Tribunale di Civitavecchia, svolge ormai un ruolo importante nel sensibilizzare l'opinione pubblica e le autorità politiche locali, contribuendo allo sviluppo di una politica dei beni culturali moderna e efficace. Tutto ciò grazie all'impegno dei collaboratori de “L'aruspice”, con una menzione speciale per Claudio Carocci che cura l'organizzazione, la grafica e l'impaginazione del giornale. Valerio Contrafatto, intervenendo anche a nome di Roberto Zoffoli, fornisce un quadro della collaborazione pluriennale dell'associazione con la proprietà della Posta Vecchia a Ladispoli. Oltre duemila persone hanno visitato la villa romana in questi anni. Le visite hanno visto incrementare la presenza di gruppi organizzati, mentre si segnalano alcuni visite iterate a distanza di tempo. L'esperienza della Posta Vecchia è certamente un successo, un caso da manuale di come la collaborazione tra l'associazionismo e il privato (la Posta Vecchia è attualmente un hotel di prestigio) possa portare alla valorizzazione e alla conoscenza di un importante monumento. Naya Youssoufian , segretaria dell'associazione, brevemente informa i presenti, ormai colti dai morsi della fame, sulla trasformazione dell'associazione in ONLUS, iscritta al Registro della Regione Lazio. Tale passaggio formale dell'associazione qualifica ulteriormente la sua attività e può dare accesso ad agevolazioni di varia natura, che potranno rivelarsi utili nel perseguire i non facili obiettivi che essa si è data. Bepi Fort ringrazia i presenti e dà loro appuntamento alla cena sociale che chiude una serata densa di interventi, dai quali emerge un quadro davvero lusinghiero dell'attività dell'associazione. Testo e fotografie di Giampiero Marcello Gennaio 2007 |
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GATC - Gruppo Archeologico del Territorio Cerite - www.gatc.it